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Vatican News

Il conforto della Chiesa all'umanità sofferente

Aggiornamenti, interviste e approfondimenti sulle attività pastorali promosse nel mondo al tempo del Coronavirus

Attraverso questa finestra raccontiamo l’impegno della Chiesa nel mondo al tempo del Coronavirus. Le notizie che arrivano dai cinque continenti ogni giorno ci parlano di tanti religiosi, religiose, laici e laiche impegnate al fianco di coloro che soffrono, con un approccio “globale”, perché in questo momento è tutto l’uomo che va aiutato a guarire mediante una sintonia di interventi, che non escludano il contributo indispensabile della preghiera. L’informazione, la nostra informazione, è chiamata a fare la sua parte.

 

“Ultime notizie”

25 maggio - SENEGAL - Nell’arcidiocesi di Dakar nasce l’ufficio per la trattazione dei casi di abuso sessuale

Monsignor Benjamin Ndiaye, arcivescovo di Dakar, in Senegal, ha istituito un Ufficio ecclesiastico di monitoraggio e accompagnamento sugli abusi sessuali nella Chiesa. In un decreto datato 21 maggio, il presule precisa che l’ufficio nasce ad un anno dal motu proprio di Papa Francesco Vos estis lux mundi (7 maggio 2019), che offre direttive per la gestione dei casi di abusi su minori e persone vulnerabili. Cinque anni fa i vescovi della provincia ecclesiastica di Dakar avevano redatto delle direttive locali, il nuovo ufficio segna una nuova tappa nella “dolorosa questione sulla quale il Magistero della Chiesa porta uno sguardo lucido nell’umile attitudine di contrizione e costante ricerca della verità”. Presidente dell’ufficio, composto da cinque membri, è il canonista padre Augustine Ndiaye. Il nuovo organismo della Chiesa di Dakar tratterà le denunce di abusi sessuali che risguardano sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e membri degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, si preoccuperà dell’assistenza spirituale e medica e offrirà accompagnamento alle vittime. Il decreto firmato da monsignor Ndiaye prevede inoltre l’obbligo della denuncia da parte del clero. (TC)

25 maggio - AFRICA - “Africa Day”: un’occasione per mettere a tacere le armi nel continente

"Mettere a tacere le armi nel contesto della pandemia da Covid-19": questo il tema della “Africa Day”, la “Giornata dell’Africa” che ricorre oggi, 25 maggio. Diverse e numerose le attività messe in campo da cittadini africani, africani della diaspora e discendenti per celebrare la ricorrenza: eventi culturali commemorativi che sottolineano la vivacità delle culture, dei cibi e delle tradizioni africane. La maggior parte di questi eventi si svolgeranno on line, a causa della pandemia da Covid-19. Ad esempio: oggi alle 15.00, ora dell’Africa orientale, si terrà una conferenza virtuale (webinar), dal titolo “Silenziare le ami”, organizzata dal Dipartimento per la pace e la sicurezza dell'Unione Africana. Gli organizzatori hanno dichiarato di voler sensibilizzare e suscitare l'interesse dei cittadini africani sul nesso tra sviluppo e pace. L'UA sottolinea, inoltre, che non si tratta solo di armi, ma di ciò che spinge la gente a ricorrere alle armi da fuoco: è questa la questione di fondo sulla quale l’UA invita a riflettere e ad incoraggiare programmi di sensibilizzazione sia nazionali che regionali. Inoltre, nell'ambito delle celebrazioni di quest'anno, la Commissione dell'Unione Africana (Cua) ha organizzato un concerto di beneficenza. L'evento, della durata di due ore, vedrà la partecipazione di alcuni dei grandi nomi della musica africana. Il concerto di musica virtuale è previsto oggi dalle 18:00 alle 20:00, ora dell'Africa orientale, e verrà trasmesso sul canale YouTube di MTVBase. (IP)

25 maggio - ETIOPIA - La Chiesa contribuisce al fondo governativo anti-Covid-19

Un milione di Birr etiopici, pari a circa 476mila dollari Usa: a tanto ammonta il contributo che la Conferenza episcopale cattolica dell’Etiopia ha messo a disposizione del Governo federale, per sostenere il suo impegno nella lotta alla pandemia da coronavirus. A renderlo noto – informa il sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale) – è stato il presidente dei vescovi, il Cardinale Berhaneyesus D. Souraphiel. Commentando la notizia, Padre Teshome Fikre, segretario generale del Segretariato cattolico etiope, ha spiegato che la Chiesa, in tal modo, ha risposto all’appello lanciato dal governo a tutte le istituzioni nazionali affinché contribuiscano ad un fondo creato appositamente per combattere il virus Covid-19. “La Chiesa collaborerà attivamente con le misure intraprese fino ad ora – ha detto padre Fikre - e sosterrà il governo nella lotta contro la pandemia del coronavirus a tutti i livelli”. L’esponente dei vescovi cattolici etiopi ha anche ringraziato i partner internazionali, in particolare il Catholic Relief Service, per il sostegno materiale e finanziario che stanno fornendo al Paese. “Le donazioni fanno parte della solidarietà della Chiesa con l'intera nazione – ha concluso – Per questo, la nostra Conferenza episcopale continuerà ad impegnarsi nella lotta alla pandemia fino a quando tutto il mondo non avrà superato questa catastrofe”. Da ricordare che, al 25 maggio, i casi confermati di Covid-19 in Etiopia ammontano a 582, con 152 guariti e cinque decessi. (IP)

25 maggio - STATI UNITI - Appello vescovi: non dimenticare poveri e vulnerabili

I legislatori non dimentichino i bisogni dei poveri e dei vulnerabili, nel momento in cui si stanno valutando ulteriori pacchetti di aiuti contro la pandemia da Covid-19: lo chiede il presidente del Comitato per la giustizia interna e lo sviluppo umano della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti (Usccb), l’Arcivescovo di Oklahoma City, Monsignor Paul S. Coakley, in una nota diffusa sul sito web dei presuli. “Questo non è il momento dell’indifferenza – si legge nella dichiarazione, che richiama le parole dell’Urbi et Orbi pronunciate da Papa Francesco il 12 aprile scorso, domenica di Pasqua – I più vulnerabili dei nostri fratelli e sorelle, in ogni parte del mondo, non devono essere abbandonati: facciamo in modo che non manchino loro i beni di prima necessità”. In attesa, quindi, che il Congresso statunitense stabilisca “ulteriori aiuti” in relazione alla pandemia da coronavirus, Monsignor Coakley esorta a concentrare l’attenzione su “poveri, vulnerabili, emarginati per offrire loro un po' di speranza e di assistenza in queste circostanze disperate”. (IP)

25 maggio - PERÚ - Presidente Vescovi ribadisce l’impegno della Chiesa a fianco dei più bisognosi

La Chiesa cattolica in Perù mette a disposizione tutte le sue strutture per aiutare i più bisognosi, colpiti dalla pandemia da coronavirus: è quanto ha affermato Monsignor Miguel Cabrejos, presidente della Conferenza episcopale del Perù, in un’intervista ad un’emittente statale locale. "Tutte le 47 giurisdizioni ecclesiastiche in Perù hanno diverse parrocchie, che in totale sono circa 1.538 – ha detto il presule - Ogni parrocchia ha cappelle, fraternità, dipartimenti pastorali, uffici di azione sociale, congregazioni, scuole parrocchiali e movimenti di volontariato. La Chiesa in Perù ha, quindi, una rete, istituita nel corso degli anni, che siamo disposti a mettere a disposizione”. Di qui, l’invito al governo “a fare alleanze, perché non sarà possibile agire da soli”.  “Si tratta – ha ribadito Monsignor Cabrejos - di lavorare insieme per affrontare le emergenze”. Al contempo, il presidente dei vescovi peruviani ha ricordato “l’importante sostegno ai più bisognosi che patiscono le conseguenze della pandemia” offerto dalla Chiesa cattolica attraverso le Caritas locali: "Stiamo lavorando tutti, portando aiuti con il cibo, l'acqua, le medicine e tutto ciò che si può fare. Ma dobbiamo riflettere su cosa possiamo fare di più come Chiesa, perché la pandemia continuerà. Dobbiamo fare una globalizzazione della solidarietà", ha sottolineato il presule. Infine, Monsignor Cabrejos ha invitato la popolazione a continuare a seguire le regole di sicurezza sanitaria per prevenire un'ulteriore trasmissione del virus Covid-19. "Dobbiamo rispettare le norme – ha concluso - In mezzo a questa difficile realtà, a questo virus che è invisibile e che non discrimina nessuno, ognuno deve essere responsabile per sé e per gli altri”. (IP)

24 maggio - MALTA - Mons. Vella: "Non venga mai meno la solidarietà nei confronti dei rifugiati"

L’emergenza Covid ha aggravato la situazione, di per sé già disperata, dei rifugiati sull’isola. Ma la generosità dei maltesi non si è fatta attendere e proprio nei giorni scorsi sono stati distribuiti generi alimentari alle famiglie più bisognose che vivono nei presidi gestiti dalla Commissione emigranti. Ad occuparsi della distribuzione lo stesso direttore dell’organismo, Mons. Alfred Vella, il quale ha rivelato anche una triste esperienza terminata a lieto fine: “Tra i benefattori c’è una famiglia che ha donato mille euro. I componenti si erano ammalati di Covid e sono riusciti a guarire. Hanno voluto così sostenere le persone in difficoltà e coinvolgere anche altri amici per la raccolta fondi”. Anche Sos Malta, unitamente ad altre società locali, si sono adoperate per la gara di solidarietà. Mons. Vella ha voluto ringraziare la Fondazione Alfred Mizzi che in questo periodo sta assicurano un pasto quotidiano ai rifugiati e ha lanciato un appello affinché la macchina degli aiuti prosegua con lo stesso slancio. In merito all’accoglienza e al soccorso, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, ha inviato una lettera lo scorso 11 maggio, al Primo ministro maltese Robert Abela nella quale è stato ribadito l'obbligo delle autorità di rispondere rapidamente ed effettivamente a tutte le richieste di aiuto di cui vengono a conoscenza, anche nel caso le imbarcazioni si trovino al di fuori delle acque territoriali. (DD)

24 maggio - IRLANDA - Presidente dei vescovi: “La pandemia, occasione di riflessione. Opportunità di un nuovo inizio”

“Mi auguro che i filosofi, i sociologi e gli opinionisti irlandesi comincino a riflettere su come sono cambiate le relazioni sociali e quali influenze abbiano subito, nel bene e nel male, durante la pandemia”. L’arcivescovo di Armagh e presidente dei vescovi irlandesi, mons. Eamon Martin, ha aperto una riflessione conclusiva, durante l’omelia dell’Ascensione, su quale segno ha lasciato, e continua a lasciare, il momento straordinario che stiamo vivendo. “Incoraggio anche i nostri teologi a considerare ciò che questa crisi sta dicendo sulla Chiesa, sulla nostra identità e missione, sul nostro rapporto con le istituzioni, e su come la preghiera e la fede possono aiutare a sostenere i credenti in un momento di disperazione” ha detto il presule. (DD)

24 maggio - BRASILE – Decimo Simposio Nazionale delle famiglie promosso dai Vescovi. Francesco: “Genitori, primi catechisti”

Anche uno degli appuntamenti più attesi del calendario dei vescovi brasiliani si è svolto in videoconferenza. Si è trattati del Decimo Simposio nazionale delle famiglie che ha riunito tutti gli agenti pastorali del settore attorno al tavolo (virtuale) convocato dai presuli membri della Commissione pastorale episcopale per la vita e la famiglia e dal Segretariato esecutivo della Commissione nazionale per la pastorale familiare (CNPF). Tema dell’incontro, "Famiglia e istruzione". Per l’occasione Papa Francesco ha inviato un messaggio nel quale ha sottolineato di “avere nel cuore tutte le famiglie del paese.  In particolare quelle che a causa del Covid 19 hanno perso i loro parenti”. Riprendendo il tema del giorno, Francesco ha scritto che “in questo momento i genitori, oltre a monitorare le attività scolastiche dei propri figli, sono chiamati ad essere i primi catechisti”. Nell'occasione, Mons. Ricardo Hoepers, vescovo di Rio Grande e Presidente della Commissione,  ha sottolineato “la piena sintonia dell’evento con il cammino attuale della Chiesa, con gli insegnamenti di Papa Francesco e le Linee guida generali dell'azione evangelizzatrice della Chiesa in Brasile”. Il presule ha chiesto di “essere educatori nella cura e nell’assistenza dei minori” ribadendo che la famiglia è il “luogo per eccellenza dell’educazione”. Al centro dei dibattiti, il patto educativo globale proposta da Francesco e i contributi degli esperti sul rapporto tra famiglia e valori, scuola, sessualità, affettività. Si è parlato inoltre di violenza all’interno dei nuclei. Spazio anche alla parte social: gli agenti pastorali hanno potuto interagire sulle più note piattaforme, attraverso gli hashtag #simpósiodafamília e @pastoralfamiliarcnb (DD)

24 maggio - COLOMBIA –  E’ allarme nelle carceri del paese. Caritas: “Garantire le misure di sicurezza e prevenzione”

E’ allarme Covid nelle carceri colombiane. Gli ultimi dati parlano di 1065 casi positivi, 16 ricoverati e 4 morti. Giovedì scorso si sono aggiunti altri nove casi nell’istituto La Ternera di Cartagena, e un altro a Villavicencio, a 67 chilometri a sud di Bogotà, risultando il principale focolaio della malattia nell’ambito dei penitenziari del Paese. Il tutto in una situazione di sovraffollamento pari al 51 per cento in eccesso rispetto alla capacità di contenimento delle celle, ovvero una palese violazione dei diritti fondamentali. Profonda preoccupazione, di fronte ad una situazione che non accenna a rientrare nella norma, è stata espressa dal Segretariato Nazionale per la Pastorale Sociale-Caritas Colombia per le ripercussioni che l’aumento dei casi potrebbe avere sul sistema sanitario interno. Richiamando la solidarietà di tutti nei confronti delle persone private della libertà, delle loro famiglie, del personale amministrativo e delle guardie, l’organismo della Conferenza episcopale ha ricordato “l’urgente necessità di affrontare la crisi umanitaria nelle carceri con misure che rispettino la dignità umana e proteggano la salute dei detenuti”. (DD)

23 maggio - POLONIA – “La vostra dedizione, strumento del Signore per chi soffre”. Lettera di mons. Gądecki ai Cavalieri di Colombo

“Avete bisogno della Chiesa. Ora in modo particolare. La fedeltà a Dio, al Vangelo, il vostro amore per la Chiesa e il vostro impegno sono gli strumenti di cui il Signore si serve per il bene della comunità”. E’ quanto ha scritto il Presidente dei vescovi polacchi, mons. Stanisław Gądecki, in una lettera indirizzata ai Cavalieri di Colombo riunitisi in assemblea nei giorni a Jasna Góra. Tema della convention, tenutasi on line, è ripreso dalla celebre esortazione di San Giovanni Paolo II, “Non abbiate paura”. Il numero uno dei presuli ha elogiato l’ordine per il suo impegno al fianco dei più deboli, “per le opere di beneficienza a favore dei presidi sanitari e delle parrocchie durante il periodo più critico della pandemia” e “per le iniziative di preghiera promosse in occasione del centenario di Papa Woytjla”. Mons. Stanisław Gądecki nella missiva ha assicurato il suo costante ricordo nella preghiera ai partecipanti. I Cavalieri di Colombo, la più grande organizzazione di cattolici americani, è arrivata in Polonia nel 2005, ma furono già invitati ad aprire sedi dai cardinali Jozef Glemp, Franciszek Macharski nonché dall’allora segretario di Giovanni Paolo II e arcivescovo emerito di Cracovia, Card. Stanislaw Dziwisz. Si tratta di un ordine fondato negli Stati Uniti nel 1882, conosciuto per le azioni caritative di assistenza ai poveri e malati nonché in difesa della vita dal concepimento. Conta quasi due milioni di iscritti e, solo in Polonia, sono oltre 6500. Tutti dediti ad attività caritative. (DD)

23 maggio - PORTOGALLO - Azzorre. Tutto è pronto per la riapertura delle parrocchie dell’arcipelago

Angra, Corvo, Flores, Pico, Faial, São Jorge, Terceira e Santa Maria sono già pronte ad accogliere i fedeli per la messa della domenica. Per l’arcipelago sarà un test molto importante, quello del fine settimana, perché verranno messe alla prova le squadre di accoglienza che già da tempo si sono preparate per la riapertura e per verificare se gli spazi delle chiese sono in grado di rispondere alle normative vigenti in tema di sicurezza e prevenzione. E’ quanto ha fatto sapere padre Nelson Pereira, parroco di Porto Judeu, nell’isola Terceira. Da lunedì in tutta la diocesi di Angra (composta dalle sette isole) sono state consentite le celebrazioni liturgiche, d’accordo con la Conferenza episcopale portoghese e le autorità sanitarie locali. Per Padre Pereira “Le parrocchie si sono immediatamente adattate alle nuove indicazioni. La loro chiusura durante la pandemia non ha interrotto i diversi servizi pastorali. Valuteremo l’afflusso dei fedeli per consentire a tutti di accedere. Nessuno rimarrà fuori dalle nostre chiese a causa di un eventuale affollamento”. Il parroco di Porto Judeu ha spiegato che nei giorni scorsi sono state preparate squadre di volontari che si preoccuperanno dell’ordine e dell’accoglienza. “Il ritorno alla messa con i fedeli ci riempie di gioia” ha rivelato “Ma continueremo ad avvalerci dello streaming per coinvolgere chi non può venire o le persone che hanno ancora timore di tornare”. Il sacerdote ha specificato che durante i due mesi della pandemia, le chiese sono rimaste comunque aperte per chi desiderava pregare. Per il momento non riapriranno le parrocchie nelle isole Graciosa e S. Miguel. Ma l’appuntamento è rimandato alla prossima settimana. (DD)

23 maggio - SUD SUDAN - Contagiato il vice-presidente Machar e il suo staff. Monsignor Kussala indice novena di preghiera

Cresce in Sud Sudan la preoccupazione dopo la notizia del contagio del Vice-Presidente Riek Machar e di sua moglie, risultati posititivi al Covid-19 insieme ad altri membri della speciale task-force istituita per la pandemia, che è stata per questo sciolta. Il Paese sembra essere riuscito finora a controllare la diffusione del virus grazie alle misure di contenimento adottate tempestivamente dalle autorità: i malati sono ad oggi 236 con quattro morti su circa 12 milioni di abitanti. Pochi rispetto ad altri Paesi africani e niente in confronto ad altri continenti. Il vero problema è la mancanza di strutture sanitarie adeguate, per giunta in un contesto politico ancora molto instabile a pochi mesi dall’insediamento del nuovo Governo di unità nazionale che dovrebbe portare il Paese alla pace dopo anni di guerra. In questa situazione e in vista della Pentecoste - si legge sul sito dell’Amecea, l’Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale -  monsignor Edward Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura-Yambio, ha indetto una speciale novena di preghiera “per invocare la discesa dello Spirito Santo sul Sud Sudan e sul mondo intero affinché il Signore lo guarisca dalla paura, dalla confusione e dalle difficoltà portate dal Coronavirus”. Da ieri e fino al 30 maggio i cattolici sud-sudanesi sono invitati a pregare ogni giorno per una intenzione diversa: solidarietà, carità, misericordia, sostegno ai poveri, pace, riconciliazione difesa della dignità del lavoro e, nel quinto anniversario dell’Enciclica di Papa Francesco Laudato sì, per la protezione della Terra e della vita umana.(LZ)

23 maggio  - TERRA SANTA - Il 24 maggio riapre la Basilica del Santo Sepolcro con accesso limitato 

A partire da domani, 24 maggio, la Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme sarà riaperta ai fedeli. Lo rende noto un comunicato firmato dai capi delle Tre Comunità, custodi della Basilica del Santo Sepolcro e della Resurrezione: il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton ofm e i patriarchi greco ortodosso e armeno di Gerusalemme, Teofilo III e Nourhan Manougian. Per motivi di sicurezza e per evitare il rischio di una nuova diffusione dell’infezione Covid-19 – precisa la nota - il numero sarà inizialmente limitato a 50 persone e la Basilica sarà accessibile solo a coloro che non hanno febbre o sintomi di infezione e indossano adeguate protezioni sul viso. Sarà inoltre necessario rispetto della distanza minima di sicurezza di 2 metri ed “evitare qualsiasi atto di devozione che possa comportare un contatto fisico come toccare e baciare le pietre, le icone, i paramenti e il personale della Basilica”, si legge nella nota. (LZ)

23 maggio - COSTA D'AVORIO - Il cordoglio dei vescovi per la morte  dello Sceicco Boikary Fofana, uomo di dialogo 

La Conferenza episcopale della Costa d’Avorio (Cecci) ha espresso cordoglio e vicinanza alla comunità musulmana del Paese per la scomparsa dello Sceicco Aïma Boikary Fofana, , presidente dell’Alto Consiglio degli Imam, delle Moschee e degli Affari islamici (Cosim). “Una grande figura nel dialogo interreligioso”, così lo definisce il messaggio di cordoglio firmato dal presidente della Cecci , monsignor Ignace Bessi e citato dall'agenzia cattlica africana Cisa. Lo Sceicco Boikary, conosciuto anche come Aboubacar Fofana,  è deceduto domenica scorsa ad Abidjan, all’età di 77 anni, per complicanze legate al Covid-19. Con la sua morte la Costa d’Avorio perde una figura autorevole riconosciuta dai leader religiosi e politici di tutto il Paese, a cominciare dal Presidente Alassane Ouattara, che nel suo messaggio di cordoglio lo ha definito “un grande uomo di fede ,artigiano della pace e del dialogo tra le confessioni religiose”. Sentimenti condivisi anche nella Chiesa ivoriana. (LZ)

23 maggio - ESWATINI - Il vescovo Ponce de León (Manzini): continuare a testimoniare in Vangelo nella “nuova normalità” 

“Il futuro potrebbe non assomigliare al passato. Non viviamo il presente in attesa di tornare al passato. Guardiamo al presente e al futuro e, con la stessa fede, speranza, amore ed entusiasmo, cerchiamo nuove risposte a nuove sfide”. È un invito alla a continuare a testimoniare in Vangelo nella “nuova normalità” creata dall’emergenza Coronavirus quello rivolto ai fedeli da monsignor José Luis Ponce de León IMC, vescovo di Manzini in eSwatini (ex Swaziland) nella sua lettera pastorale per la Festa dell’Ascensione, il 21 maggio. La diocesi doveva celebrare nel 2020 uno speciale Anno missionario all’insegna del motto “Battezzati e inviati” ispirato al tema del Mese Missionario Straordinario indetto lo scorso ottobre da Papa Francesco in occasione del centenario della Lettera apostolica "Maximun illud" di Benedetto XV. Nel programma un ricco calendario di eventi e celebrazioni pubbliche che l’emergenza sanitaria ha costretto a modificare. Questo però non significa che l’anno è sospeso fino al ritorno della normalità, afferma monsignor Ponce de León nella lettera pastorale: “Forse non ci sarà un ritorno alla normalità in futuro e saremo chiamati ad essere missionari in modo nuovo”.  Durante il lockdown anche la Chiesa di eSwatini si è attivata in questo senso. Nel messaggio il missionario della Consolata argentino ricorda le varie iniziative promosse dalla diocesi di Manzini in questa “nuova normalità” . Tuttavia, sottolinea, nonostante i passi avanti compiuti nell’emergenza, restano altre sfide pastorali e sociali che la Chiesa locale deve ancora affrontare. Le iniziative della diocesi di Manzini, per quanto importanti, raggiungono solo una piccola percentuale della popolazione. Di qui l’invito alla solidarietà: “La domanda di Dio, 'dov'è tuo fratello' nel Libro della Genesi chiama ciascuno di noi a sapere cosa stanno vivendo i nostri fratelli e quindi a farci prossimi come il Buon Samaritano nel Vangelo di San Luca”, conclude il vescovo. (LZ)

22 maggio - ECUADOR - Iniziative solidali delle diocesi locali per aiutare le persone più vulnerabili

A fianco di chi soffre: sono tante le diocesi dell’Ecuador che, in questo tempo di pandemia da coronavirus, stanno portando avanti numerose iniziative di solidarietà nei confronti delle persone più vulnerabili. Diverse le modalità d’azione prescelte: a Quito, ad esempio, è scesa in campo la Caritas locale che ha consegnato oltre 5.600 kit alimentari agli anziani costretti in quarantena. "Attualmente stiamo andando porta a porta con le scorte di cibo, in modo da permettere alle persone di rimanere in casa, salvaguardando così la loro salute", spiega Alexandra Buchelli, Segretario esecutivo della Caritas di Quito. In totale, più di 15mila persone hanno già beneficiato degli aiuti, anche grazie alla disponibilità dei volontari che, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, hanno raggiunto le abitazioni delle persone più disagiate per portare loro gli aiuti. Anche nella diocesi di Loja, in particolare nella parrocchia di Orianga, un gruppo di volontari si è rimboccato le maniche per sfamare i fedeli più fragili: 160 i kit alimentari distribuiti, ciascuno contenente 14 tipi di viveri non deperibili e a lunga conservazione. “Di fronte alla situazione che stiamo vivendo – spiegano i volontari – la pandemia ci ricorda che tutti siamo fragili e che il virus peggiore è quello dell’egoismo”. “È tempo – aggiungono – di essere uniti, di promuovere la solidarietà e l’uguaglianza, è tempo di rafforzare l’unità”. (IP)

22 maggio - MONDO - Settimana Laudato Si’. Caritas Internationalis: serve conversione ecologica, prima che sia troppo tardi

“La pandemia di Covid-19 ci ha dato chiare indicazioni sulla vulnerabilità e la fragilità del nostro mondo moderno, rafforzando le parole profetiche di Papa Francesco sulla necessità di prendersi cura della Madre Terra”: è quanto scrive, in una nota, Aloysius John, Segretario generale di Caritas Internationalis, in occasione della “Settimana Laudato si’”, in corso dal 16 al 24 maggio per celebrare i cinque anni dalla pubblicazione dell’Enciclica di Pontefice sulla cura della casa comune. Un documento che dimostra, “chiaramente, come tutti siamo interconnessi e come non possiamo vivere ignorando gli altri o in isolamento”, sottolinea John. Che poi aggiunge: “Siamo tutti corresponsabili di tutto è ed nostro dovere proteggere la persona umana, l’ambiente, la natura e la società in cui viviamo”. “È necessaria una conversione ecologica, prima che sia troppo tardi – afferma ancora il Segretario generale di Caritas Internationalis – Che la commemorazione del quinto anniversario dell’Enciclica sia, quindi, un kairos, un momento opportuno di riflessione e di cambiamento per impegnarsi nella costruzione di un mondo nuovo, in cui ognuno di noi possa sentire il grido della terra e il grido dei poveri, per costruire una società giusta e per custodire l’ambiente”.   (IP)

22 maggio - BRASILE - Allarme vescovi per le comunità Quilombola devono essere tutelate

Oltre 150 casi confermati, altri 36 in osservazione e 26 decessi: è drammatico il bilancio delle vittime di coronavirus nelle comunità di Quilombola, ovvero afro-brasiliane. La maggior parte dei deceduti si riscontra negli Stati di Amapá e Pará, con otto vittime, seguiti dagli Stati di Pernambuco, Goiás, Bahia, Ceará, Maranhão e Rio de Janeiro, con una media di tre vittime. A lanciare l’allarme, la Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) che, in una nota pubblicata sul suo sito web, chiede a gran voce maggiori tutele per tali comunità di fronte alla pandemia da Covid-19. Particolare preoccupazione viene espressa dall’Arcivescovo di Feira de Santana, a Bahia, Monsignor Zanoni Demettino Castro, che è anche un referente della Pastorale afro-brasiliana. "I Quilombola non sono solo numeri – sottolinea - Sono persone, uomini e donne, che vengono privati della vita". Il presule deplora, inoltre, la mancanza di “un ordine pubblico definito per la regione amazzonica”, nonché di infrastrutture e servizi sanitari specifici, il che lascia molte popolazioni indigene prive di ogni difesa contro l’emergenza sanitaria. (IP)

22 maggio - PAKISTAN - “Pianta un albero, pianta una speranza”: progetto Caritas nell’ottica della “Laudato si’”

“Pianta un albero, pianta una speranza”: si chiama così il progetto avviato dalla Caritas Pakistan per il rimboschimento del Paese, nell’ottica della salvaguardia del Creato delineata dall’Enciclica di Papa Francesco “Laudato si’ sulla cura della casa comune”, di cui proprio in questi giorni viene celebrato il quinto anniversario di pubblicazione. “Il Pakistan è il quinto Paese al mondo più colpito dai cambiamenti climatici – si legge sul sito web della Caritas Internationalis – La nazione contribuisce con meno dell'1 per cento ai gas serra del mondo, responsabili del riscaldamento globale; eppure i suoi oltre 200 milioni di abitanti sono tra le vittime più vulnerabili delle crescenti conseguenze del cambiamento climatico”. Infatti, monsoni devastanti, temperature elevate, siccità e inondazioni “portano a una riduzione progressiva della produttività agricola, mentre le zone costiere sono minacciate da progetti di innalzamento del livello del mare e di aumento dei cicloni”. Per questo, la Caritas locale ha mobilitato scuole, ordini religiosi e associazioni nel suo progetto: 1.062.2777 gli alberi piantati in 36 distretti del Paese, grazie all’iniziativa avviata nel 2016 e conclusasi a novembre 2019. Ad interrare il primo albero è stato il Cardinale Joseph Coutts, Arcivescovo metropolita di Karachi e presidente della Caritas pakistana, che quattro anni fa ha piantato “un umile ulivo a Lahore, gettando così le basi della speranza per le generazioni future”. (IP)

22 maggio - PANAMA - Fase 2: vescovi stabiliscono nuove regole per la riapertura delle Chiese

Partecipazione fisica dei fedeli limitata al 25 per cento del luogo di culto; estensione della dispensa del precetto domenicale; scambio del gesto di pace senza contatto fisico: sono alcune delle “Norme generali per la riapertura dei luoghi di culto cattolici e delle celebrazioni liturgiche”, stabilite dalla Conferenza episcopale di Panama (Cep) in vista della così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus che prevede l’allentamento di alcune misure restrittive. Tra queste, anche il ritorno alle Messe con concorso di popolo. Le normative, informa un comunicato dei vescovi, sono state definite nel corso di un’Assemblea Plenaria tenutasi a Penonomé mercoledì 20 maggio e si pongono l’obiettivo di “mitigare e controllare la diffusione del virus Covid-19”. I vescovi ricordano che “le persone a rischio ed i bambini sono comunque invitati a seguire le liturgie attraverso le piattaforme digitali ed i mass-media”. Inoltre, per il Sacramento dell’Eucaristia, si stabilisce che “la comunione verrà data in mano e solo nella specie del Pane eucaristico”. (IP)

22 maggio - AFRICA - Soddisfazione dell’Università Cattolica per l’e-learning: “metodo efficace”

22mag20 – Un metodo efficace e che riscuote successo: così l’Università cattolica dell’Africa Orientale (Cuea), con sede in Kenya, valuta l’e-learning, ovvero la didattica a distanza disponibile on line, messa in atto a causa della pandemia da coronavirus, che ha costretto l’Ateneo a sospendere le lezioni “in presenza”. “La maggior parte dei nostri studenti – spiega il vice-cancelliere della Cuea, Monsignor Stephen Mbugua, citato dal sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale) – è esperta di Internet e quindi non ha avuto difficoltà ad adattarsi al nuovo metodo didattico”. In ogni caso, chi si è trovato in difficoltà ha potuto usufruire dell’aiuto a distanza offerto da appositi uffici universitari. Pur non essendo stato possibile realizzare vere e proprie “video-lezioni” a causa della mancanza di “pacchetti-dati” per la connessione in alcune zone del Paese, i docenti hanno caricato on line i testi delle loro lezioni e si sono resi disponibili a rispondere in chat agli studenti bisognosi di chiarimenti e spiegazioni. Al momento, gli esami sono stati sospesi; si spera che possano riprendere “in presenza”, una volta finita l’emergenza sanitaria scatenata dalla pandemia di virus Covid-19. (IP)

22 maggio - R. D. CONGO - Leader religiosi chiedono ammorbidimento delle misure per la celebrazione del culto 

I leader religiosi della Repubblica Democratica del Congo chiedono al Governo di Kinshasa un ammorbidimento delle restrizioni contro il Coronoravirus per consentire la ripresa delle celebrazioni religiose aperte alla partecipazione dei fedeli. La richiesta è stata presentata nei giorni scorsi durante un incontro di una delegazione della Piattaforma delle confessioni religiose congolesi, con il Primo Ministro Sylvestre Ilunga. La delegazione – riferisce l’emittente cattolica locale Radio Okapi - era guidata dal cardinale Fridolin Ambongo e da padre Donatien Nshole, rispettivamente vice-presidente e segretario generale della Conferenza episcopale congolese (Cenco), insieme al presidente e segretario generale della Chiesa di Cristo del Congo (Ecc). In particolare, gli esponenti religiosi hanno chiesto una progressiva attenuazione del confinamento nelle aree che non sono state toccate dal contagio e di studiare le modalità della ripresa delle liturgie in quelle che hanno registrato alcuni casi in funzione dell’evoluzione della situazione.  (LZ)

22 maggio - CANADA -  Vescovi al governo: vaccino anti-Covid sia eticamente accettabile e accessibile a tutti

Il vaccino per il virus Covid-19 sia “eticamente accettabile e accessibile a tutti coloro che lo richiedono”: è quanto sottolinea la Conferenza episcopale del Canada (Cccb) in una lettera inviata ieri, 21 maggio, al Primo Ministro del Paese, Justin Trudeau, ed al Ministro della Sanità, Patty Hajdu. Ringraziando, in primo luogo, l’esecutivo per tutti gli sforzi compiuti per “prevenire la diffusione del coronavirus”, i presuli lo esortano, al contempo, a finanziare lo sviluppo di vaccini che non creino un dilemma etico per molti canadesi. Un vaccino prodotto utilizzando linee cellulari derivate da feti abortiti volontariamente solleva, infatti, “problemi di coscienza” e diventa “un vaccino eticamente inaccettabile” perché rappresenta “una profonda mancanza di rispetto per la dignità della persona umana”. Per questo, i presuli esortano a guardare ad esempi “eccellenti”, come quello dell’Università British Columbia in cui si sta lavorando ad un vaccino che utilizzi il così detto “RNA messaggero” realizzato interamente in provetta, senza attingere a cellule o tessuti umani. (IP)

22 maggio -  ARGENTINA Azione Cattolica e Caritas lanciano “Rete di accompagnamento per gli anziani”

(VN) – 22mag20 – Aiutare gli anziani e le persone più rischio durante la quarantena da coronavirus: questo l’obiettivo della “Rete di accompagnamento per gli anziani”, lanciata in Argentina dall’Azione Cattolica e dalla Caritas dell’Arcidiocesi di San Juan de Cuyo. In un videomessaggio, l’Arcivescovo locale, Monsignor Jorge Eduardo Lozano, ha esortato i fedeli ad aderire all’iniziativa, così da offrire un sostegno concreto alle persone in età avanzata, ad esempio “acquistando per loro beni di prima necessità ai quali non possono accedere a causa dell’isolamento sociale”. “Facciamo in modo – ha sottolineato il presule – che chi è solo e soffre di più possa contare su una mano amica e fraterna. Che Dio ci aiuti a vivere questi tempi in comunione ed in missione”. (IP)

22 maggio - STATI UNITI Al genetista Francis S. Collins il Premio Templeton  per il  progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e fede

Il genetista americano Francis S. Collins è il vincitore del Premio Templeton 2020 per il progresso della ricerca nel campo dei rapporti fra scienza e religione. Il prestigioso riconoscimento viene attribuito ogni anno dall’omonima Fondazione a un’insigne personalità del mondo accademico che, come recita il suo titolo, ha contribuito al “Progresso della ricerca e delle scoperte sulle realtà spirituali”. 70 anni, nominato nel 2009 da Benedetto XVI nella Pontificia Accademia delle Scienze, il dottor Collins ha insegnato Medicina interna e Genetica umana presso l’Università del Michigan, prima di guidare il team di ricercatori che ha decifrato il genoma umano. È conosciuto negli Stati Uniti per la sua fede cristiana e per il suo libro “The Language of God” pubblicato nel 2006, in cui cerca di dimostrare che scienza e fede non sono contraddizione e che anzi la prima può “ispirare una ricerca scientifica rigorosa”. Ed è questa la motivazione dell’assegnazione del Premio Templeton, che riconosce l’impegno dello scienziato nell’incoraggiare “le comunità religiose ad accogliere le ultime scoperte della genetica e delle scienze biomediche per arricchire e allargare gli orizzonti della fede”. (LZ)

22 maggio - POLONIA - Settimana Laudato si’. Vescovi: “Serve conversione ecologica"

 Mai più sfruttatori egoisti delle risorse ambientali, bensì difensori del Creato, dono di Dio: questo l’auspicio espresso da Monsignor Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca, in un messaggio diffuso per la “Settimana Laudato si'”. L’iniziativa, in corso dal 16 al 24 maggio, vuole celebrare il quinto anniversario della pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Richiamando la necessità di una vera e urgente “conversione ecologica”, il presule esorta ad “una maggiore immaginazione, un maggiore impegno e un sincero esame di coscienza sul modo in cui ci relazioniamo ai doni che Dio ci ha affidato, per poterli gestire in modo responsabile e con gratitudine”. A distanza di cinque anni dalla sua pubblicazione, la “Laudato si’” è ancora “più attuale che mai”, sottolinea il presidente dei vescovi polacchi, soprattutto per “il contributo più prezioso” che offre alla scienza sociale cattolica, ovvero “l'ecologia integrale”. Si tratta, infatti, afferma Monsignor Gądecki "di dare all'uomo il posto che gli spetta nell'ecosistema, inteso anche come spazio culturale in cui viviamo e ci sviluppiamo. Un uomo dotato di intelligenza deve rispettare le leggi della natura e il bene di ogni creatura, per evitare l'uso disordinato delle cose”. (IP)

22 maggio - NUOVA ZELANDA Vescovi al governo: in “fase 2” permettere Messe con almeno 100 fedeli

I fedeli ammessi a partecipare fisicamente alle singole celebrazioni liturgiche, nella “fase 2” della pandemia da coronavirus, siano almeno cento: è quanto chiedono i vescovi della Nuova Zelanda in una lettera aperta al Primo Ministro, Jacinda Ardern. In particolare, i vescovi fanno notare una grossa discrepanza: per le funzioni religiose, il numero limite stabilito dal governo è di dieci persone, ma tale restrizione non è vigente per ristoranti, bar, club e locali che operano in circostanze in cui “è più difficile mantenere il distanziamento”. Al contrario, nelle chiese c’è la possibilità di rispettare la distanza regolamentare anche tra cento persone. Inoltre, i presuli sottolineano di “non voler chiedere ai sacerdoti di aumentare il numero delle funzioni giornaliere per evitare di sovraccaricare coloro che già si stanno impegnando incessantemente nel servizio pastorale alle loro comunità”. E fiducia viene ribadita nei confronti delle parrocchie, perché i presuli si dicono sicuri che esse sapranno limitare “in modo sicuro” l’accesso dei fedeli, fino al numero massimo consentito. (IP)

22 maggio - IRLANDA - Giornata Comunicazioni Sociali: l’arcivescovo Martin invita nonni e nipoti a raccontarsi 

"Incoraggiato da Papa Francesco, questo fine settimana invito i nonni e i nipoti a condividere le loro storie - al telefono, attraverso i social media o attraverso una videochiamata – su come stiano affrontando la crisi del coronavirus”. Così l’arcivescovo Eamon Martin, in un comunicato stampa, diffuso oggi, in occasione della 54.ma Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra domenica prossima sul tema "Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria", in un momento in cui molti nonni stanno soffrendo la mancanza “della compagnia e dell'affetto dei loro nipoti - specialmente i loro abbracci!” Il Papa quest’anno ha dunque scelto di porre l’attenzione sull'importanza della memoria, del racconto delle storie di generazione in generazione: l’importanza delle esperienze degli anziani, dell'ascolto dei loro consigli e della creazione di un forte legame con le nuove generazioni che hanno bisogno di guida e sostegno per prepararsi al loro futuro. (AP)

22 maggio -  AUSTRALIA - L’emergenza Coronavirus non ferma la solidarietà della Chiesa australiana  alle vittime degli incendi 

 L’emergenza Covid-19 non ferma la solidarietà della Chiesa australiana nei confronti delle popolazioni colpite dagli incendi che nei mesi scorsi hanno devastato ampie regioni del Paese, anche se la sua operatività è stata rallentata durante il lockdown. Per coordinare le varie istituzioni e agenzie cattoliche impegnate nel settore della solidarietà, a febbraio la Chiesa australiana ha lanciato il Catholic Emergency Relief Australia (Cera), una rete di aiuti per le emergenze. L’organismo è riuscito a distribuire la maggior parte dei primi fondi per l’emergenza incendi raccolti grazie al Vinnies Bushfire Appeal, la colletta organizzata dalla Società San Vincenzo de Paoli per l’Australia Day il 26 gennaio. Ma l’opera dei volontari per dare sostegno materiale, psicologico e pastorale alle comunità colpite è stata in gran parte bloccata dopo l’inizio della pandemia, spiega la presidente della Cera Susan Pascoe. Questo in un momento in cui le conseguenze sociali e finanziarie prodotte dagli incendi sono ulteriormente aggravate dalla crisi Covid-19. E tuttavia anche la nuova emergenza sanitaria non ha fermato la generosità dei cattolici australiani. Dopo il Vinnies Bushfire Appeal, la Cera ha continuato a raccogliere donazioni l'assistenza nel medio e lungo termine. Una prima tranche di fondi sarà destinata al sostegno psicologico alle persone in difficoltà portato avanti da consulenti ed esperti pastorali di congregazioni religiose, scuole e ospedali. . (LZ)

22 maggio -  SIRIA Sostegni economici da Aiuto alla Chiesa che Soffre per oltre 20mila famiglie in difficoltà

Aiuto alla Chiesa che Soffre sosterrà in Siria 20.550 famiglie cristiane cattoliche, ortodosse e protestanti che si trovano in difficoltà in seguito al fermo di tutte le attività a causa della pandemia da Covid-19. Il programma di aiuto, del valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, comprende sette progetti che raggiungeranno diversi centri abitati. Ne beneficeranno famiglie delle città bombardate e distrutte durante la guerra, fra le quali 6.190 famiglie di Aleppo e 7.680 di Homs, e ancora circa 400 famiglie delle città di Al-Hassakeh e Al-Qamishli, nella Siria nordorientale, l’area attualmente interessata dal conflitto armato. “Ogni famiglia riceverà un sussidio una tantum pari a 25 euro, che consentirà di acquistare alimenti e articoli per l’igiene essenziali per proteggersi dal coronavirus – spiega Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di ACS Internazionale –. Potrebbe sembrare non molto, ma è circa la metà del reddito mensile di una famiglia media siriana”. (TC)

22 maggio  - RUSSIA - Nella Chiesa ortodossa raddoppiato in questi mesi il numero dei volontari in aiuto ai più bisognosi

 Circa 7mila volontari, 96 linee telefoniche e oltre 100 servizi: sono i numeri della carità della Chiesa ortodossa russa, che in questi mesi di emergenza sanitaria non ha dimenticato gli ultimi e i più bisognosi. Generi alimentari, farmaci e beni di prima necessità sono stati distribuiti senza distinzione di nazionalità, cittadinanza e religione. Sono aumentati anche i progetti sociali. Nelle diocesi di Sochi, Kaluga, Armavir e Ceboksary, in particolare, il numero dei volontari è raddoppiato e dall’inizio di maggio al servizio ortodosso di misericordia di Mosca si sono iscritte 526 persone. Al quartiere generale dei servizi caritativi della capitale, ogni settimana, giungono circa 1500 chiamate. A Kaliningrad è stato istituito un servizio telefonico attivo 24 ore su 24, mentre nella diocesi di Simferopol sono migliaia i pasti caldi distribuiti e Ufa 378 volontari sono impegnati nell’accoglienza dei pazienti negli ospedali. “Stiamo vedendo sempre più persone fare volontariato, partecipare ad iniziative di beneficenza e aiutare il prossimo – commenta il presidente del Dipartimento della carità e dei servizi sociali della Chiesa sinodale, monsignor Panteleimon, vescovo di Orekhovo-Zuevsky –. L’amore per il prossimo ci avvicina a Cristo. Ciò è particolarmente importante e prezioso in questo momento in cui la maggior parte delle persone non ha ancora l’opportunità di recarsi nei luoghi di culto”. (TC)

22 maggio -  COLOMBIA - Violenze e omicidi a Minas de Amagá (Antioquia). La Diocesi di Caldas vicina agli abitanti

La diocesi di Caldas, in un comunicato diffuso ieri sul sito web dell’Episcopato, in seguito all’aumento di atti di violenza e di omicidi a Minas de Amagá, nella sottoregione sud-occidentale del dipartimento di Antioquia, esprime tutta la sua preoccupazione e ribadisce la sua posizione in difesa del valore della vita. Nella dichiarazione, essa ribadisce il suo rifiuto a qualsiasi forma di violenza e invita la società in generale e le autorità competenti "ad agire e a non ignorare questi fatti, perché la loro crescita sta diventando esponenziale". Dall’inizio del 2020 sono già cinque, infatti, le persone morte nella zona. Ma già da tempo, almeno dal 2000, alcuni fattori, tra cui il consumo e il traffico di droga, hanno contribuito a destabilizzare la tranquillità e la convivenza tra le persone di questo comune. (AP)

22 maggio-  USA - I vescovi del Minnesota, sfidando l'ordinanza dello Stato, riaprono le Messe ai fedeli

I vescovi del Minnesota, sfidando un’ordinanza statale del 13 maggio che vieta gli incontri religiosi a più di 10 persone, hanno permesso alle parrocchie, attraverso una lettera pubblicata il 20 maggio, di riprendere le Messe pubbliche. "Un’ordinanza di portata così vasta – hanno affermato i presuli delle sei diocesi del Minnesota - da proibire, per esempio, un raduno di 11 persone in una cattedrale con migliaia di posti a sedere sfida la ragione". "Abbiamo quindi scelto di andare avanti – hanno aggiunto - in assenza di una tabella di marcia stabilita dal governatore Walz e dalla sua amministrazione. Non possiamo permettere una sospensione indefinita della celebrazione pubblica della Messa. Possiamo tranquillamente riprendere le Messe pubbliche in conformità con i nostri doveri religiosi e con gli standard accettati di salute e sicurezza pubblica”. L’ordine esecutivo del 13 maggio ha dato inizio alla seconda fase della risposta dello Stato del Minnesota alla pandemia di coronavirus. L'ordinanza, emessa dal governatore Tim Walz, riapre i negozi al dettaglio e gradualmente ristoranti e bar, ma limita le funzioni religiose a 10 persone o meno, senza limiti di tempo alle restrizioni. La decisione dei vescovi, dunque, di violare un ordine esecutivo statale nasce dalla convinzione che il divieto non rispetti il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa. (AP)

22 maggio - FILIPPINE - Anno Laudato si'. La Caritas Filippine lancia le “Green Initiatives” con un vademecum  su come aiutare l'ambiente

Un vademecum per aiutare le comunità filippine a promuovere “azioni ecologiche concrete” secondo i cinque percorsi indicati da Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato si’” per salvare l’umanità dall’autodistruzione. A lanciarlo, nella settimana in cui la Chiesa universale celebra il quinto anniversario della pubblicazione del documento pontificio sulla cura della casa comune, è la Caritas Filippine. La pubblicazione si inserisce nell’ambito delle “Green Initiatives”, un vasto programma di “iniziative verdi” promosse nei prossimi 12 mesi per consentire alle comunità di assicurare la propria sicurezza alimentare dopo la pandemia del Coronavirus. Nello specifico, l’opuscolo propone una serie di riflessioni illustrate e alcuni suggerimenti su come vivere nei nostri gesti quotidiani l’ecologia “integrale” di Papa Francesco. La Settimana Laudato si’ non vuole solo ricordare l’Enciclica, ma anche offrire uno spunto per “analizzare quanto realizzato e le sfide che essa propone”, spiega il direttore della Caritas Filippine, monsignor Jose Colin Bagaforo. “Le persone devono prendere coscienza dello stretto nesso tra la diffusione di malattie contagiose e la la distruzione dell’habitat dei nostri ecosistemi”. L’obiettivo dell’opuscolo è dunque di aiutare i lettori ad analizzare la “dimensione testimoniale” della preoccupazione per l’ambiente dal punto di vista personale comunitario e della leadership. (LZ)

22 maggio - COSTA RICA - I vescovi: “Contagiamo la speranza”

 In un comunicato, pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook, la Conferenza episcopale ha ricordato ai cattolici, in un tempo in cui stanno lottando per fermare la pandemia di coronavirus, l’invito fatto da Papa Francesco al “contagio buono” della speranza. Il Papa, in un suo messaggio, invitava i fedeli ad “un altro contagio, che si trasmette di cuore in cuore, perché ogni cuore umano attende questa Buona Novella. È il contagio della speranza". I vescovi, sottolineando come la Chiesa abbia dovuto vivere la Quaresima e i giorni intensi della Passione, della Morte e della Resurrezione del Signore in maniera atipica, hanno spiegato come “il contagio della speranza pasquale ci abbia portato a riconoscere le piaghe di oggi del Risorto, che sono la sofferenza dell’umanità, specialmente delle persone più povere, abbandonate e vulnerabili. In questa spiritualità la speranza impegnata del popolo di Dio nella nostra patria ha trovato nuova forza". (AP

21 maggio - SPAGNA – 26 luglio Giornata delle persone colpite dalla pandemia

La Commissione Esecutiva della Conferenza Episcopale spagnola ha proposto di dedicare una giornata alle persone colpite dal Covid-19. L’iniziativa dovrà coinvolgere tutte le diocesi e ci si sta orientando per il prossimo 26 luglio. La data scelta non è casuale perché il 26 si celebrano Sant’Anna e San Gioacchino, genitori della Vergine Maria e patroni dei nonni, ovvero la fascia di età più colpita dal virus. L’alternativa sarebbe il giorno precedente, il 25, solennità di San Giacomo Apostolo, patrono di Spagna.  Nelle messe del giorno verranno ricordati tutti i defunti e si pregherà per i loro familiari. Sarà anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che si sono adoperati con spirito di sacrificio durante il periodo più critico e di pregare per gli anziani che vivono nelle case di cura. Sarà una giornata in cui verrà chiesto un esplicito impegno comune per far fronte alla crisi sociale ed economica causata dalla pandemia. Qualora le circostanze lo consentiranno, la Commissione celebrerà la messa nella Cattedrale dell’Almudena in concomitanza con la riunione fissata il 6 e 7 luglio a Madrid. Ogni diocesi potrà comunque celebrare messe per i fedeli defunti secondo calendari da loro stesse indicati. Alcune hanno già stabilito che nelle prossime settimane si terranno i funerali dei sacerdoti deceduti negli ultimi due mesi. (DD)

21 maggio - PAESI BASSI - Pubblicato il protocollo dei vescovi per la ripresa delle Messe pubbliche 

Il prossimo primo giugno riapriranno le chiese e potranno accogliere un massimo di trenta fedeli nel rispetto delle norme vigenti di sicurezza e prevenzione. E’ questo il primo punto dell’atteso protocollo dei vescovi olandesi in vista della ripresa delle attività pastorali. Il documento, che verrà inviato dalle diocesi a tutte le parrocchie, è composto da tre sezioni. La prima è rivolta ai fedeli e indica le linee guida per partecipare alle celebrazioni; la seconda è diretta ai sacerdoti ed elenca le norme da seguire per lo svolgimento del ministero; la terza si concentra sulla logistica all’interno dei luoghi di culto e sulla gestione corretta degli edifici ecclesiastici. Nel protocollo viene espressa la piena soddisfazione per l’avvio della Fase 2 e viene anticipato un aumento del numero dei fedeli per la partecipazione alla messa. Il primo luglio, secondo quanto riportato, si passerà da trenta a cento persone. (DD)

21 maggio - FRANCIA - Sarà probabilmente un’edizione virtuale il 38.mo pellegrinaggio Parigi-Chartres

Sarà probabilmente un’edizione singolare quella del 38.mo pellegrinaggio di Pentecoste da Notre-Dame di Parigi a Notre-Dame di Chartres, noto come pèlerinage de Chrétienté. Previsto dal 30 maggio all’1 giugno, quest’anno, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, a quanti vorranno partecipare potrebbe essere proposta una modalità tutta nuova. Se non saranno ancora possibili raduni e assembramenti a causa della pandemia di Covid-19, si potrà prendere parte al pellegrinaggio da casa propria, seguendo le proposte del portale www.nd-chretiente.com. Gli organizzatori invitano ad iscriversi on line perché l’edizione 2020 del pellegrinaggio sia una risposta cattolica alla crisi di fede ed esortano a “partecipare” numerosi, proprio quest’anno che l’intera l’umanità sta vivendo tempi particolarmente difficili. (TC)

21 maggio - ARGENTINA - Giornata Mondiale Comunicazioni sociali. Il messaggio dei vescovi: comunicatori primi missionari della Chiesa

"Oggi, noi come comunicatori siamo in un posto privilegiato nella Chiesa e siamo i primi missionari che dovranno riadattare le nostre strutture obsolete e andare avanti”. Così ha scritto nel suo messaggio per la 54.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali che quest’anno ricorrerà domenica 24 maggio, monsignor Gabriel Bernardo Barba, vescovo di Gregorio de Laferrère e presidente della Commissione per le Comunicazioni sociali della Conferenza episcopale argentina sul sito dei vescovi. Il presule concentra la sua riflessione sul tempo particolare in cui viviamo questa Giornata mondiale con la pandemia: "Papa Francesco ci ha proposto di uscire, non di restare, di andare in missione, di andare incontro agli altri vivendo lo spirito della Chiesa e in modo significativo in questo tempo in cui siamo in quarantena ci rendiamo conto che tutto questo può essere fatto proprio cambiando le forme e le metodologie – afferma - siamo stati tutti sorpresi: i sacerdoti, i vescovi, i responsabili delle diverse aree della Chiesa del fatto che oggi raggiungiamo persone che prima erano più difficili da raggiungere, che stiamo avendo una risonanza che prima non avevamo ed è un risultato che dobbiamo ai media che sono grandi, potenti, anche pericolosi ma soprattutto benedetti se li usiamo come un semplice strumento di annuncio del Vangelo". (RB)

21 maggio - INDIA - Giornata Comunicazione Sociali. Arcidiocesi di Calcutta lancia iniziativa multimediale: "Racconta la tua quarantena!"

“Qual è la storia della tua quarantena? Condividila con noi in un video!”: con queste parole, l’Arcidiocesi di Calcutta, in India, lancia un’iniziativa multimediale in vista della Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali che si celebra domenica prossima, 24 maggio. “L’isolamento sociale causato dal virus Covid-19 – spiega l’Arcidiocesi sulla sua pagina Facebook – è qualcosa di unico che offre storie di cooperazione umana, di spirito indomito, ma anche di dramma e di sofferenza”. “Certamente, è un momento storico degno di essere raccontato alle prossime generazioni – si sottolinea ancora - Non abbiamo potuto neanche celebrare insieme la Messa ed accostarci all’Eucaristia”. Al contempo, “abbiamo avuto più tempo per leggere la Bibbia in casa e per stare in famiglia”. Tutte queste emozioni possono ora essere condivise tramite video. “Raccontate la storia del vostro isolamento, tra alti e bassi – esorta la Chiesa di Calcutta – Potete farlo con una canzone, una poesia composta da voi o recitata dai vostri figli”. (IP)

21 maggio - VENEZUELA - La preparazione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali in tempi di pandemia

Per incontrarsi hanno sfruttato le piattaforme digitali: è anche così che si prepara un evento in tempi di pandemia del Coronavirus. In una testimonianza pubblicata sul sito dell’Episcopato venezuelano, i delegati per la Comunicazione delle varie diocesi del Venezuela raccontano come hanno lavorato on line, in questo periodo di quarantena, per preparare la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 24 maggio. Pedro Pablo Aguilar, direttore del Dipartimento della Comunicazione del Segretariato permanente dell'Episcopato venezuelano, nella presentazione del materiale che sarà utilizzato nel Paese per questa giornata, ha ricordato l'importanza di approfondire il tema proposto da Papa Francesco "La vita diventa storia". "Siamo chiamati a mettere in modo eroico quelle belle storie che ci sono senza che nessuno le conosca, è il momento di raccontare, di contagiare con la speranza le persone che stanno attraversando momenti difficili, ma anche di fare in modo che questa storia raccontata diventi vita per chi la ascolta", ha detto. (RB)

21 maggio - FRANCIA - Coronavirus e smart working. Confederazione lavoratori cristiani: il rapporto umano rimane essenziale

“Il rapporto umano rimane essenziale nelle aziende”: lo afferma Joseph Thouvenel, segretario confederale della Confederazione francese dei lavoratori cristiani (Cftc), in un’intervista pubblicata sul sito della Conferenza episcopale d’Oltralpe, in cui si riflette su come la pandemia da coronavirus abbia cambiato le modalità di lavoro di molte persone, incentivando lo “smart working”, ovvero il lavoro da remoto, delocalizzato. “Si tratta di uno strumento e, come tale, deve essere usato in modo ragionevole - afferma Thouvenel – Esso non può essere inteso allo stesso modo per tutte le professioni, poiché il legame umano rimane essenziale”. “Dobbiamo concederci il tempo per gli incontri che portino qualcosa di più di una semplice relazione attraverso una videoconferenza – sottolinea ancora - La società deve essere al servizio dell'essere umano. Noi non siamo macchine. Anzi: le macchine devono essere al servizio dello sviluppo umano integrale, non il contrario”. “La crisi sanitaria ci rende consapevoli che dobbiamo tornare a cose più semplici –continua il segretario generale della Cftc - Non dobbiamo perdere di vista i rapporti umani, anche in ambito economico”. Per questo, è “il ritorno a un'economia locale sana è essenziale”, il che implica una riflessione “sulle nostre modalità di consumo” e “sulla globalizzazione”. (IP)

21 maggio - MAURITIUS - L’augurio del cardinale Piat ai musulmani per l’Eid el Fitr che come la Pasqua subirà restrizioni

Un sacrificio spirituale che possiamo offrire a Dio chiedendogli di proteggere il popolo mauriziano e di aiutarlo ad uscire più unito dalla grande prova della pandemia. È quanto scrive il cardinale Maurice Piat, vescovo della diocesi di Port-Louis, nelle Mauritius, rivolgendosi ai musulmani a proposito della celebrazione della fine del Ramadan che, a causa dell’emergenza coronavirus, non potrà svolgersi secondo la tradizione, così come accaduto per la Pasqua. “Avendo vissuto la medesima frustrazione il mese scorso – si legge nel messaggio del porporato – possiamo condividere tale situazione”. Il porporato aggiunge che grazie all’appello dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, cristiani e musulmani hanno condiviso lo scorso 14 maggio una giornata di preghiera, digiuno e carità. “Questo ci ha avvicinati come fratelli nell’umanità, ognuno con il proprio credo e secondo i propri riti, per implorare lo stesso Dio e chiedergli di avere pietà di noi in questa tragedia dalle terribili conseguenze economiche e sociali” precisa il cardinale Piat che conclude il suo messaggio pregando Dio perché infonda nei cuori dei mauriziani uno spirito di saggezza, coraggio e fratellanza e augurando ai musulmani un Eid el Fitr pieno di gioia e felicità. (TC)

21 maggio - GIORDANIA E PALESTINA – Le famiglie degli studenti delle scuole del Patriarcato latino di Gerusalemme in difficoltà: appello alle donazioni

Appello dell’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Piazzaballa, per le 12.456 famiglie bisognose degli studenti che frequentano le 38 scuole del Patriarcato Latino in Giordania (25) e in Palestina (13), per aiutarle a far fronte alle loro necessita e al loro impegno finanziario negli istituti educativi. Si tratta di scuole frequentate da alunni di diverse confessioni religiose e nazionalità. “A causa della severità della pandemia e dei suoi effetti devastanti in tutto il mondo, della carenza di solide strutture sanitarie ed economiche sia in Palestina sia in Giordania, con la perdita in massa del lavoro e degli introiti che ne derivano, la maggior parte delle famiglie è alla ricerca di risorse disponibili per soddisfare i bisogni primari” si legge nell’appello pubblicato dal Patriarcato dove viene precisato che oggi la solvibilità dei genitori è pressoché impossibile. Monsignor Pizzaballa ricorda poi che con l’imposizione del lockdown, tutte le scuole si sono attrezzate per l’insegnamento a distanza e gli insegnanti hanno proseguito da remoto il loro lavoro in condizioni onerose. Per il lavoro svolto, il totale della cifra che sarebbe loro dovuta è di 7.194.264 dollari. Poiché molte famiglie non saranno in grado di pagare le rette, ciò produrrà un deficit che metterà in dubbio l’esistenza stessa di queste scuole, alcune delle quali con una tradizione risalente a più di 150 anni fa. (TC)

21 maggio - FILIPPINE - Tifone Ambo. Caritas lancia appello per raccolta fondi

Continua l’impegno della Chiesa cattolica delle Filippine al fianco delle vittime del tifone Ambo che, il 19 maggio, ha colpito il Paese, portando morte e devastazione. In particolare, la Caritas nazionale ha lanciato un appello ad una raccolta fondi, poiché l’emergenza attuale si aggiunge a quella provocata dalla pandemia da Covid-19, rendendo ancora più urgente la distribuzione di aiuti alla popolazione. Inoltre, a causa della quarantena anti-contagio, è stata bloccata la tradizionale colletta di Quaresima denominata “Alay Kapwa”, ovvero “Offerta reciproca”, destinata al sostentamento dei servizi sociali in favore dei poveri e dei bisognosi. “Ci troviamo di fronte ad una grande sfida – afferma Monsignor Jose Colin Bagaforo, presidente di Caritas Filippine, citato dal sito web della Conferenza episcopale nazionale - I fondi attuali a disposizione scarseggiano e se, nei prossimi mesi, dovesse verificarsi un’altra situazione di emergenza, non ne avremo più”. Di qui, l’appello a tutti i vescovi, i fedeli e alle persone di buona volontà a "mostrare solidarietà" con le diocesi colpite dal tifone, facendo donazioni dirette. (IP)

21 maggio - BOSNIA ED ERZEGOVINA -  75.mo anniversario massacro di Bleiburg. Cardinale Puljić: dalle sofferenze costruire la civiltà dell’amore

“Prima di tutto, vogliamo pregare affinché la preghiera ci purifichi da tutti i sentimenti amari e le cariche negative, che ci assalgono quando ricordiamo queste sofferenze. Oggi siamo riuniti per l'atto più sacro: mostrare il dovuto rispetto a tutte le vittime”. Così ha esordito il cardinale Vinko Puljić nell’omelia tenuta domenica scorsa, 16 maggio, per la celebrazione del 75.mo anniversario del massacro di Bleiburg, la cittadina al confine tra Slovenia e Austria in cui durante la Seconda Guerra Mondiale furono uccise centinaia di migliaia di persone. Quest’anno, a causa della pandemia da Coronavirus, la celebrazione non si è potuta svolgere a Bleiburg, nella diocesi austriaca di Klagenfurt, ma è stata trasmessa in diretta dalla Cattedrale di Sarajevo. “Ci accostiamo con rispetto a questa celebrazione in cui vogliamo conservare il ricordo di tutte le vittime del massacro, ma anche del prezzo della libertà, che viviamo oggi o che, ancora meglio, costruiamo. In questo siamo confermati anche dalle parole che pronunciò San Giovanni Paolo II nella sua visita apostolica a Sarajevo nel 1994: ‘Il destino della pace è in gran parte affidato non solo a forme istituzionali, che in ogni caso dovrebbero essere effettivamente subordinate al dialogo onesto e al rispetto della giustizia. Il destino della pace dipende principalmente dalla riscoperta solidarietà dei cuori che, dopo tanto sangue e odio, presuppone il coraggio del perdono. È necessario cercare il perdono e perdonare! Ciò non significa che la giustizia umana non debba perseguire i crimini, è necessario, ma la giustizia è lontana da qualsiasi istinto cieco di vendetta ed è guidata da un forte senso del bene comune che cerca di correggere colui che ha commesso un errore’”. (RB)

21 maggio - PORTOGALLO - Settimana Laudato si’. Arcivescovo di Evora: il grido della terra e dei poveri non può aspettare!

“Vogliamo che le realtà cambino a livello ecologico, climatico e di biodiversità”: lo scrive Monsignor Francisco José Villas-Boas Senra de Faria Coelho, arcivescovo di Évora, in Portogallo, nel messaggio diffuso in occasione della “Settimana Laudato si’”. L’iniziativa, in corso dal 16 al 24 maggio, vuole celebrare il quinto anniversario della pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. In particolare, il presule esorta i fedeli a prendersi l’impegno di “assumere, nella vita quotidiana, i valori citati nel documento pontificio”, ribadendo che “la crisi ecologica, il grido della terra e quello dei poveri non possono più aspettare”. Da ricordare che domenica prossima, 24 maggio, si svolgerà una “Preghiera comune per la terra e dell’umanità”; quindi avrà inizio un Anno Speciale dedicato alla “Laudato si’” promosso dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale: scandito da numerosi appuntamenti sul tema dell’ecologia integrale, l’Anno Speciale si concluderà nel 2021, ma mira a proporre un pubblico impegno comune verso la “sostenibilità totale” da realizzare in 7 anni. Numerosi gli attori coinvolti: famiglie, diocesi, ordini religiosi, università scuole, strutte sanitarie e mondo del business, con particolare attenzione per le aziende agricole. (IP)

21 maggio - NIGERIA -  Monsignor Kaigama: a Pentecoste, torni la Messa con concorso di popolo

Domenica 31 maggio, Solennità di Pentecoste, sia possibile tornare a celebrare la Messa con concorso di popolo: questo l’appello lanciato dall’Arcivescovo di Abuja, in Nigeria, Monsignor Ignatius Kaigama, che ha esortato il governo nazionale a permettere la riapertura dei luoghi di culto, finora chiusi a causa della pandemia da coronavirus. “Con pieno senso di responsabilità nel seguire misure sanitarie adeguate – ha detto il presule – chiediamo che a fine maggio il nostro popolo possa riunirsi per celebrare la Messa”, così da permettere alla Chiesa di portare avanti la sua missione “di evangelizzare e di servire i poveri”. “I leader religiosi – ha ribadito l’Arcivescovo di Abuja - sono disposti a garantire il rigoroso rispetto delle linee-guida stabilite dal governo e dal Centro nazionale per il controllo delle malattie: nessun leader religioso porterebbe i suoi fedeli a violare ciò che è nell’interesse del bene comune”. Non solo: le celebrazioni pubbliche possono anche essere un modo “per sensibilizzare ed educare la popolazione sulle conseguenze della pandemia e sulle necessarie norme anti-contagio”. (IP)

21 maggio - STATI UNITI - Centenario nascita S. Giovanni Paolo II. IL ricordo dell’arcivescovo di Los Angeles

Dalle colonne della rubrica settimanale che tiene in inglese e spagnolo sui media dell’arcidiocesi di Los Angeles, l’arcivescovo della città, che è anche presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, monsignor José H. Gomez, offre il suo particolare ricordo di San Giovanni Paolo II in occasione del centenario della sua nascita, ricorso il 18 maggio scorso. "Gesù aveva detto ai suoi discepoli in quella prima notte di Pasqua: 'Non abbiate paura'. San Giovanni Paolo ha ripetuto queste parole nella sua prima omelia da Papa - ha scritto l'arcivescovo – ‘Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo’, ci ha detto. Queste parole ci parlano più chiaramente in questo tempo di pandemia". Monsignor Gomez ha scritto che sta tenendo in particolare considerazione queste parole nelle sue preghiere: "Prego per tutti voi che siete preoccupati per i vostri affari, per il vostro lavoro, per come sarà il futuro dei vostri figli e dei vostri cari, per la nostra economia e per il nostro stile di vita. Prego per tutti voi che siete in lutto e vi sentite abbandonati e soli. Ci siamo dentro insieme, stiamo soffrendo insieme. Nella sua Provvidenza, Dio sta permettendo che questa pandemia accada a tutti noi e ci chiede di sopportare questi fardelli senza la consolazione dei Sacramenti, senza poter venire in chiesa per molte settimane. Questa è una profonda tristezza per me, come so che lo è per voi”. (RB)

21 maggio - COREA DEL SUD – La violenza domestica al centro dell’Assemblea del Commissione di bioetica dei vescovi

La violenza domestica è stata al centro della 83esima assemblea del Comitato di bioetica della Conferenza episcopale coreana presieduta da Mons.  Mathias Lee Yong-Hoon. Presente Suor Jeong Su-kyung, religiosa che gestisce un centro di accoglienza per ragazzi in difficoltà e che ha parlato della sua esperienza al fianco dei giovani e delle mamme single. Tutti concordi sul fatto che ci si trova di fronte ad un “crimine che distrugge la famiglia e mina le fondamenta della società”. Una risposta decisa deve arrivare dalle istituzioni che “devono favorire il potenziamento e l'incremento delle attività volte a tutelare e proteggere le vittime nonché punire gli aggressori”. E’ fondamentale inoltre la prevenzione che “deve necessariamente passare attraverso la formazione”. Chi ne fa maggiormente le spese è la donna. “Questo perché sono ancora troppe le disuguaglianze di genere”. Suor Jeong Su-kyung ha insistito sulla necessità di garantire istruzione ed occupazione: “Se questi diritti fondamentali vengono ignorati si innesca un circuito vizioso di povertà e violenza”. La Commissione di bioetica ha deciso di convocare riunioni a tema e di ascoltare i principali attori che si occupano dei temi selezionati dai membri della stessa commissione. Il 2020 è dedicato, appunto, alla violenza domestica. Il prossimo appuntamento sarà il 12 settembre e all’ordine del giorno è già stata fissata “la prevenzione dei suicidi”. Nel corso dell’ultima assemblea è stato consegnato un questionario da destinare a tutte le parrocchie su “l’educazione alla bioetica”. (DD)

21 maggio -SUDAFRICA - Le attività del Centro Buon Pastore Madidi dedicate alle persone colpite dalla pandemia

Le suore del Buon Pastore che gestiscono l’omonimo centro a Madidi hanno deciso di destinare la struttura alla sussistenza dei nuovi poveri causati Covid-19, che hanno definito “l’ennesimo colpo ai già tanti svantaggiati che si trovano nella nostra società”. La notizia è stata pubblicata sul sito dell’Episcopato sudafricano. “Non è il primo dei gesti di solidarietà e delle opere di carità da parte di diverse istituzioni, chiese, organizzazioni religiose e singole persone, cui assistiamo dall'inizio dell'isolamento in Sudafrica – scrivono i vescovi -  in molti hanno cercato di venire incontro alle esigenze dei più vulnerabili con la distribuzione di pacchi alimentari, ma alcuni donatori hanno fatto un passo in più, non solo provvedendo ai pacchi alimentari, ma anche ad altri generi di prima necessità”. (RB)

21 maggio - VENEZUELA - Appello della Chiesa cattolica in difesa dei popoli indigeni

Le popolazioni indigene dell’Amazzonia vivono “una situazione disperata, ulteriormente aggravata dalla comparsa del Covid-19”: lo scrivono, in una nota congiunta diffusa il 20 maggio, i vescovi e le organizzazioni della Chiesa cattolica in Venezuela, che denunciano “il grave deterioramento delle condizioni di vita dei popoli indigeni in generale e dei popoli amazzonici in particolare, a causa dell'esclusione sistematica dai beni e servizi necessari per una vita dignitosa”. I firmatari della dichiarazione deplorano, quindi, “il profondo deterioramento degli habitat indigeni come conseguenza del modello estrattivista e delle sue forme di sfruttamento, che mirano a distruggere i territori ancestrali dei popoli originari”, la cui vita “è in pericolo” e pone “un’ipoteca sul futuro dell’intera nazione”. In particolare, i vescovi e le organizzazioni cattoliche venezuelane evidenziano alcune criticità: la mancanza di “un protocollo specifico per la cura degli indigeni in caso di contagio da coronavirus”; l’assenza, in alcune comunità, di acqua potabile e di mezzi di sussistenza; la carenza di strutture sanitarie; le difficoltà create dalla quarantena che riduce le popolazioni autoctone alla fame; il dramma della situazione educativa. Nelle maggior parte delle comunità indigene, infatti, “non c’è elettricità, segnale tv e connessione Internet” e ciò mette a rischio “l’intero anno scolastico” degli studenti, con una grave “disuguaglianza e disparità nell’accesso all’istruzione” a livello nazionale. “Non è giusto! – ribadiscono i firmatari – L’inerzia e il silenzio non possono essere un’opzione delle politiche pubbliche”. (IP)

21 maggio - GERMANIA - Al via la campagna di solidarietà Renovabis per i cristiani dell’Europa orientale

La domenica di Pentecoste, i cristiani cattolici in Germania sono solidali con i loro fratelli e sorelle dell'Europa dell'Est. La raccolta di donazioni per l'organizzazione umanitaria Renovabis è solitamente accompagnata da numerosi eventi, che quest’anno, a causa della pandemia di Coronavirus, sono stati annullati. Nell'appello a sostenere l'azione di quest'anno, i vescovi tedeschi riconoscono l'opera di pace che Renovabis sta svolgendo: "Anche in Europa la pace non è una cosa scontata. Molti Paesi dell'Est sono ancora internamente lacerati 30 anni dopo la fine della tirannia comunista, alcuni sono anche minacciati all'esterno. Un passato violento e conflitti attuali mettono in pericolo il futuro - scrivono i vescovi sul sito dell’Episcopato tedesco - ma c'è anche motivo di sperare. La Chiesa in particolare sta dando importanti contributi alla comprensione e allo sviluppo pacifico, pertanto i fedeli sono chiamati a sostenere la popolazione dell'Europa centrale, sudorientale e orientale attraverso l'interessamento, la preghiera e le donazioni”. (RB)

21 maggio - CITTA' DEL VATICANO - Disinfezione e beni culturali. Le raccomandazioni condivise dal Pontificio Consiglio della Cultura

Sensibilizzare i responsabili della custodia e della gestione del patrimonio culturale per evitare possibili danni causati dall'uso inappropriato di prodotti disinfettanti o dall'applicazione di procedure errate a causa dell'ignoranza. Questo l’obbiettivo delle raccomandazioni condivise dal Pontificio Consiglio della Cultura per far fronte alla situazione di allarme per il Covid19 in merito alla gestione, pulizia e disinfezione dei beni culturali. Il documento intende offrire “indicazioni molto semplici quanto necessarie per evitare di procurare danni irreversibili agli oggetti più preziosi e delicati presenti nelle nostre chiese”. La disinfezione di ambienti, paramenti, vasi sacri per il luogo di culto – specifica il Dicastero nella presentazione del testo - è “necessaria in questo periodo di emergenza sanitaria”, ma “sono pervenute da più parti segnalazioni” di interventi effettuati “mediante l’uso di detergenti non adatti a oggetti d’arte e beni culturali”. In particolare si fa riferimento all’uso di prodotti corrosivi, come candeggina, ammoniaca e detergenti, che generano residui molto dannosi e quindi non dovrebbero essere usati in complessi monumentali, edifici storici, siti archeologici, oggetti, beni mobili, tessuti e ricami, perché potrebbero provocare danni irreversibili. (PO)

21 maggio - ECUADOR - Graduale riapertura chiese. Vescovi: “Tornare ‘a casa’ con responsabilità”

“Tornare ‘a casa’ con responsabilità” è il motto della campagna che la Conferenza episcopale dell’Ecuador ha avviato in questi giorni, in vista della graduale riapertura delle chiese e dei luoghi di culto nel Paese, finora chiusi alle celebrazioni con concorso di popolo a causa della pandemia da coronavirus. In particolare, in una nota, l’Arcidiocesi di Quito ribadisce che “una chiesa non è un luogo estraneo per chi vi si reca, bensì è una casa: casa del Padre, casa della comunità riunita nel nome di Cristo, casa dell’umanità che cerca, nel silenzio, la tranquillità di una presenza confortante e incoraggiante”. In chiesa, quindi, “c’è posto per tutti: per chi ci è sempre stato, ma anche per chi, dopo la quarantena, sente il bisogno di riconciliarsi con la propria fede, riprendendo la pratica religiosa”. A Quito, la riapertura dei luoghi di culto seguirà il Protocollo proposto dalla Conferenza episcopale nazionale e sarà, quindi, articolato in tre fasi, “secondo un processo non solo sanitario – si legge nella nota – ma anche pedagogico, affinché tutti i fedeli cattolici imparino a rispettare, in chiesa, le misure di sicurezza anti-contagio”. “È anche un processo catecumenale, cioè un cammino di fede – sottolineano i vescovi - in cui si passerà dalla preghiera silenziosa personale alla celebrazione della Santa Messa con una presenza di fedeli ridotta”. (IP)

21 maggio - BRASILE - #Laudato Si’. Le iniziative della Pastorale per l’Ecologia integrale per celebrare l’Enciclica

Anche in Brasile, come nel resto del mondo, c’è grande fermento per le iniziative della settimana dedicata alla celebrazione del quinto anniversario della Laudato Si’, l’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della Casa comune. A questo proposito – scrivono i vescovi sul loro sito ufficiale - la Commissione Pastorale per l'Ecologia Integrale e le Miniere della Conferenza episcopale del Brasile promuove la ‘Settimana Laudata Si’, 5 anni: Ecologia Integrale e Miniere’.  L'inaugurazione ufficiale ha avuto luogo il 16 maggio scorso, con la preghiera delle comunità, guidata da mons. Sebastião Lima Duarte, vescovo di Caxias e presidente della Commissione. (RB)

20 maggio - REGNO UNITO - I vescovi: urgente un piano di azione globale contro le disuguaglianze razziali nel Paese

Un vasto e articolato piano di azione che permetta un “vero cambiamento” nella società inglese e il superamento delle disuglianze sociali emerse in modo drammatico in questa crisi Coronavirus. A chiederlo a gran voce è l’Associazione cattolica per la giustizia razziale (Carj) dopo i risultati della recente indagine conoscitiva dell’Ufficio statistico britannico che fatto emergere una sproporzione significativa nel numero di morti per Coronavirus registrati fra le minoranze etniche rispetto alla loro quota sul totale della popolazione. Risultati che hanno spinto l'Esecutivo ad aprire un’inchiesta e il Partito Laburista ad avviare a sua volta un‘indagine. Secondo la Carj sui dati rilevati incidono diversi fattori strettamente correlati, nessuno dei quali può essere sottovalutato. Tra questi la povertà, il tipo di lavoro svolto e le condizioni abitative che hanno contribuito a rendere le minoranze etniche nel Regno Unito più vulnerabili rispetto agli altri cittadini. Un importante elemento di spiegazione è la maggiore presenza di lavoratori provenienti da queste comunità nei settori considerati essenziali , spesso sotto-pagati: assistenza alla persona, autotrasporto, commecio, pulizia e sanità. Inoltre, osserva la Carj, nonostante fossero più esposte al contagio, queste categorie non hanno avuto la precedenza per i tamponi. (LZ)

20 maggio REGNO UNITO Nuova legge sul silenzio-assenso per i trapianti di organo. Vescovi pubblicano linee guida per i cattolici

Cambia la legge sulla donazione ed i trapianti nel Regno Unito. Da oggi, al pari di quanto accade da tempo in altri Paesi, sarà applicato il principio del “silenzio-assenso”. Basterà quindi che una persona adulta e capace di intendere e di volere non si rifiuti esplicitamente quando è in vita, perché i suoi organi e tessuti possano essere usati per trapianti dopo il suo decesso. La normativa prende in considerazione anche le convinzioni religiose del morente e l’eventualità che i parenti del defunto che si era dichiarato favorevole siano contrari la donazione dei suoi organi. Un aspetto quest’ultimo apprezzato dai vescovi inglesi e gallesi che in un comunicato sul sito della Conferenza episcopale, affermano che la Chiesa ha sempre incoraggiato la donazione di organi, ma che “un sistema di consenso presunto rischia di eliminare il diritto di un individuo di decidere e mette a rischio il concetto di donazione come dono fatto ad altri”.  Per chiarire le varie implicazioni questione, la Conferenza episcopale ha quindi pubblicato delle linee guida per i cattolici, scaricabili dal suo sito. L’obiettivo – spiega monsignor Paul Mason, responsabile del Dipartimento per la sanità e la salute mentale della Cbcew – è di fornire informazioni che possano aiutare i fedeli a prendere una decisione consapevole. (LZ) 

20 maggio - MONDO - Settimana Laudato si’: iniziativa di preghiera del FIAC, anche sulle orme del Beato Frassati 

Buenos Aires, Roma, Madrid, Manila: quattro città in quattro Paesi diversi, ma tutte unite dalla preghiera per la salvaguardia del Creato. Questa l’iniziativa lanciata dal FIAC (Forum Internazionale Azione Cattolica), per oggi, 20 maggio. L’evento, che si svolge on line secondo i diversi fusi orari delle città, vuole offrire un momento di preghiera e riflessione, guidati da Monsignor Eduardo Garcia, vescovo di San Justo, assistente nazionale dell’Azione cattolica Argentina e assistente del Fiac, in occasione della “Settimana della Laudato si’”, in corso dal 16 al 24 maggio per celebrare i cinque anni dall’Enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune.Ma non solo: la proposta del Forum internazionale vuole ricordare anche il 30.mo anniversario della beatificazione di Pier Giorgio Frassati, avvenuta il 20 maggio 1990 per volontà di San Giovanni Paolo II. Studente terziario domenicano, membro della Fuci e di Azione Cattolica, il beato Frassati è ancora oggi “un giovane testimone per tanti giovani, tanto che Papa Wojtyła lo indicò come ‘giovane delle Beatitudini”, afferma in un’intervista a Vatican News Michele Tridente, vice-presidente per il Settore giovani del Fiac. “Oggi potremmo definire il Frassati un “giovane Laudato si’” – sottolinea - ossia un giovane che ha saputo coniugare la sua fede con l’impegno in favore dei poveri, l’impegno politico, la contemplazione della bellezza della natura e il rispetto del Creato”. (IP)

20 maggio - MONDO - L’impegno della ong dei Gesuiti “Entreculturas” per sostenere la didattica a distanza

Lezioni via radio, classi “virtuali” su Whatsapp e studenti coordinatori che comunicano con quei coetanei che non hanno accesso alla didattica a distanza: queste le iniziative portate avanti da “Entreculturas”, l'organizzazione non governativa per la cooperazione allo sviluppo della Provincia spagnola dei Gesuiti, fondata a Madrid nel 1985  ed operativa in diversi Paesi del mondo. In tal modo, l’organismo vuole sostenere i giovani impossibilitati ad andare a scuola a causa della pandemia da coronavirus. L’emergenza sanitaria, infatti, ha provocato una vera e propria “crisi educativa”, si legge in una nota della ong. I dati parlano chiaro: “La chiusura delle scuole in 156 Paesi sta colpendo il 69,1 per cento degli studenti del mondo e circa la metà di loro non ha accesso al computer o non ha Internet in casa”. Nel momento in cui l’istruzione on line viene utilizzata dalla maggioranza dei Paesi del mondo, “queste disuguaglianze sono una minaccia reale alla continuità didattica – afferma la ong – con conseguenze reali sul calo del rendimento degli studenti, l’aumento dell’abbandono scolastico, la denutrizione per quei bambini che dipendono dalle mense scolastiche e l’accresciuto isolamento sociale dovuto alla mancanza di contatto tra gli studenti”. Non solo: “Entreculturas” ricorda che “spesso le scuole offrono uno spazio sicuro per le ragazze vittime di violenza”. (IP)

20 maggio - SVIZZERA - Fissata al 28 maggio la ripresa delle Messe pubbliche. Soddisfatti i vescovi

È ormai ufficiale: le messe con concorso di popolo in Svizzera potranno riprendere il 28 maggio, dopo essere state sospese il 13 marzo a causa del Coronavirus. Lo ha deciso oggi il Consiglio Federale che in un comunicato ha reso noto che a partire da quella data “le comunità religiose potranno riprendere la loro vita comunitaria e riunire i loro fedeli”. Esse avranno una settimana di tempo per presentare i loro piani di protezione dal contagio. A questo scopo l’Ufficio federale per la salute pubblica (Ofsp) ha già predisposto un suo modello, precisa il comunicato. Soddisfatti i vescovi svizzeri, che una settimana fa avevano proposto come data per la ripresa il 21 maggio e non l’8 giugno, come avevano indicato in un primo momento le autorità elvetiche. In questo senso si era espresso il presidente della Conferenza episcopale (Ces), monsignor Felix Gmür, in una lettera aperta inviata al Consiglio Federale, in cui faceva notare che molte attività sono già riprese l’11 maggio, data di inizio della Fase 2 in Svizzera e che le norme necessarie sulla distanza di sicurezza e l’igiene sono “già applicate ed operative" sottolineando che “per centinaia di migliaia di fedeli, le funzioni settimanali sono una necessità esistenziale”. Esigenza ribadita il 19 maggio nel corso di un incontro tra il Consigliere federale Alain Berset e una delegazione del Consiglio svizzero delle religioni (Csr). I vescovi elvetici attendono ora di conoscere in dettaglio i piani di protezione e le condizioni che porrà il Consiglio federale , ha dichiarato la portavoce della Ces, Encarnacion Berger-Lobato citata dall’agenzia Cath.ch. (LZ)

20 maggio  - LIBANO - A rischio chiusura l'80% delle scuole cattoliche. Una settimana fa la donazione di 400 borse di studio da Papa Francesco 

Almeno l’80% delle scuole cattoliche in Libano sono destinate a chiudere e non potranno riaprire nel prossimo anno accademico 2020-2021 ”a causa delle difficoltà economiche e della negligenza dello Stato”. A denunciarlo, in una lettera aperta al Presidente Michel Aoun, è stato ieri padre Boutros Azar responsabile del Segretariato generale delle scuole cattoliche libanesi. La lettera - riporta il quotidiano libanese L'Orient-le-Jour - giunge all’indomani della discussa decisione annunciata a sorpresa dal Governo di annullare quest’anno gli esami di maturità e di accorciare l’anno scolastico a causa dell’emergenza Coronavirus. La chiusura sarebbe un duro colpo a uno dei pilastri del sistema educativo libanese, dal momento che gli istituti cattolici sono frequentati da circa due terzi degli studenti delle scuole private  nel Paese. Per padre Azar, lo Stato è responsabile di queste difficoltà, in particolare  per la legge che  nel 2018 che ha modificato la griglia dei salari nel settore pubblico e messo in grande difficoltà tutti gli istituti educativi, costringendo quelli più piccoli, soprattutto quelli semi-gratuiti sovvenzionati dallo Stato (che da cinque anni non versa la propria quota) a scegliere tra la chiusura e il drastico taglio degli stipendi dei docenti. “Non capisco davvero questa negligenza, questo favorire le scuole pubbliche ai danni dell’insegnamento privato – ha detto il sacerdote a  L’Orient-le-Jour - . Lo Stato dovrebbe riconoscere il fatto che svolgiamo un servizio pubblico e sovvenzionare la scuola privata". (LZ)

20 maggio - TERRA SANTA – Tracce di un antico testo ebraico sui frammenti di Qumran. Il frutto di un'importante ricerca internazionale

Si riteneva che non ci fosse alcuna informazione scritta sui piccoli frammenti dei rotoli di Qumran, provenienti dalla collezione Reed e conservati presso la John Rylands Library di Manchester. La smentita è arrivata a seguito di un’analisi condotta attraverso la tecnica della fotografia multispettrale dal network Dispersed Qumran Caves Artefacts Archival Sources (DQCAAS), composto da Joan Taylor, docente presso il King’s College di Londra, Marcello Fidanzio della Facoltà di Teologia di Lugano e Dennis Mizzi dell’Università di Malta. Tramite infrarossi da 24 angolazioni diverse sono state catturate immagini a colori molto dettagliate. Sotto la superficie dei minuti frammenti di pergamena, anneriti dall’umidità nel corso di due millenni, sono emersi in maniera inequivocabile i caratteri dell’alfabeto ebraico ed un riferimento allo Shabbat, il giorno del riposo per l’Ebraismo. L’incredibile ed emozionante scoperta è stata annunciata nei giorni scorsi. Il progetto si è concentrato sullo studio delle pergamene già esaminate da un punto di vista fisico-chimico da scienziati britannici negli anni Cinquanta. Il DQCAAS ha rilevato la presenza di un testo ebraico halakhico, ovvero di natura giuridica,  di cui esistono altre copie a Qumran; si tratta del Documento di Damasco che regolava l’osservanza del Sabato da parte di una corrente del giudaismo durante la fine del cosiddetto Periodo del secondo tempio, corrispondente all’epoca di Gesù. (PO)

20 maggio - SUDAFRICA #coronavirus Rimandati al 2021 gli incontri invernali di “Teologia Viva”

Sono stati rimandati all’inverno 2021, se ci saranno le condizioni adeguate, gli incontro del ciclo invernale di “Teologia Viva”: la motivazione è ovviamente  il dilagare della pandemia da Coronavirus nel Paese che ha superato i 15mila casi e ha quasi raggiunto i 300 morti, con un record di contagi di oltre 1160 in sole 24 ore (dati aggiornati al 18 maggio). “Padre Carlos Alvarez Mendoza, il nostro relatore ospite, che doveva parlare della sofferenza, della resistenza e della speranza in un'epoca di violenza, non può più raggiungere il Sudafrica. Dobbiamo quindi rimandare l’incontro – scrivono i vescovi sul sito dell’Episcopato sudafricano - tuttavia, padre Alvarez ha comunicato la sua volontà di venire nel 2021. Cancellando il ciclo di conferenze, dovremo cancellare le prenotazioni effettuate in tutto il Paese, con conseguente perdita per alcune delle nostre istituzioni gestite dalla Chiesa. Questa è una triste e dura realtà per tutti noi, poiché sappiamo che molte delle nostre istituzioni stanno lottando per la sopravvivenza”. (RB)

20 maggio - RD CONGO #coronavirus La denuncia di monsignor Tafunga: con l’emergenza sanitaria aumenta l’insicurezza

"Di fronte a questa situazione, e con la forza della nostra fede, condanniamo con forza questa insicurezza”. Inizia con queste parole il messaggio intitolato con un versetto dal Libo dell’Esodo, "Ho visto la sofferenza del mio popolo e ho sentito il suo grido", firmato da monsignor Jean Pierre Tafunga, arcivescovo di Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo, e pubblicato sul sito dell’Episcopato. “Motivati dalla preoccupazione pastorale per le persone che vivono a Lubumbashi, condividendo le loro sofferenze, e in virtù della missione profetica legata alla nostra carica pastorale, abbiamo esaminato la situazione drammatica e traumatica della città - osserva il vescovo - va notato che la stessa situazione si sta verificando in alcune parti della Provincia dell'Haut-Katanga e lo è già da tempo.” “In questi tempi difficili, quando il mondo è scosso dalla crisi sanitaria causata dalla pandemia del Coronavirus, la salute economica della nostra provincia è critica. Peggiora di giorno in giorno. Stiamo assistendo a un calo del tasso di crescita, soprattutto quando sappiamo di essere fortemente dipendenti dall'Africa del sud, il che non impedisce alle frontiere di chiudersi di tanto in tanto, il che porta a speculazioni. Le condizioni di vita della gente sono sempre più precarie”, avverte il presule parlando di un Paese dove le emergenze sanitarie sono purtroppo la normalità: oltre al Covid, infatti, preoccupano anche Ebola e il morbillo. (RB)

20 maggio - SPAGNA Settimana Laudato si’: i Salesiani invitano a riflettere su quale sia il futuro che vogliamo

"Nel momento di crisi in cui ci troviamo chiediamo di riflettere su quale sia il futuro che vogliamo. Vivevamo in un mondo individualista, dove l'importante era avere, consumare, passare velocemente attraverso la vita. È il momento di pensare se vogliamo costruire un altro mondo, più solidale, in cui la persona sia al centro". Queste le parole del direttore del Centro Nazionale Salesiano di Pastorale Giovanile, Koldo Gutiérrez, in un comunicato diffuso in occasione della Settimana Laudato si’, dal 16 al 24 maggio, indetta dal Papa e patrocinata dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, per celebrare il quinto anniversario dell’enciclica di Papa Francesco dedicata alla cura della “casa comune”. Ad aderire alla Settimana della Laudato si’ tutto il mondo salesiano - il Coordinamento statale delle Piattaforme Sociali Salesiane, la Confederazione dei Centri Giovanili Don Bosco, le Scuole Salesiane, le Missioni Salesiane, la ong Gioventù e Sviluppo, Bosco Global e il Centro Nazionale Salesiano di Pastorale Giovanile (CNSPJ) – che ha voluto mettere in guardia i cattolici sull’effetto rimbalzo che potrebbe avere la “pausa” di cui il pianeta ha goduto, in seguito al confinamento della popolazione nel tentativo di arginare la pandemia di Covid-19. “Un effetto rimbalzo, che potrebbe essere catastrofico per l'ambiente”. (AP)

 

20 maggio – STATI UNITI Vescovi del Colorado sostengono “Iniziativa 120”, la petizione per fermare gli aborti tardivi

Si chiama “Iniziativa 120” ed è la petizione sostenuta dai vescovi del Colorado, negli Stati Uniti, per porre fine agli aborti tardivi, attualmente permessi nello Stato. Il voto sulla proposta è atteso per novembre ed è per questo che i presuli esortano i fedeli a sostenere la petizione, per la quale occorrono altre 10mila firme valide, depositabili anche on line, che si vanno ad aggiungere alle altre 137mila già raccolte. Nello specifico, l’iniziativa vuole fermare l’interruzione volontaria di gravidanza perpetrata alla 22.ma settimana di gestazione, ovvero 5 mesi e mezzo, momento in cui è possibile per un bambino vivere da solo al di fuori del grembo materno. “Un bambino di 22 settimane – scrivono i vescovi sulla loro pagina web – può sentire il dolore, può succhiarsi il pollice, reagire alla voce della madre e sopravvivere, se nasce prematuramente”. Ma in caso di aborto tardivo – che può essere richiesto se c’è il rischio di morte della madre o del nascituro – “il bambino muore in modo straziante, smembrato in utero da vivo o previa uccisione tramite l’iniezione di una sostanza tossica”. E purtroppo, sottolineano i presuli, i casi di aborto tardivo in Colorado non sono rari: a volte si praticano anche sui bambini con potenziali disabilità o con diagnosi di sindrome di Down. (IP)

20 maggio - TIMOR EST #coronavirus Monsignor da Silva esorta i parlamentari a risolvere le loro divergenze

Monsignor Virgilio do Carmo da Silva, arcivescovo di Dili, in seguito ai tafferugli scoppiati in Parlamento nei giorni scorsi, ha invitato i parlamentari di Timor Est alla calma e a risolvere le loro divergenze. In questo momento, ha detto, essi non dovrebbero gravare come un peso ulteriore sulle persone, che stanno affrontando l’emergenza Covid-19.  I tumulti sono iniziati dopo che diversi parlamentari hanno chiesto la rimozione del presidente della Camera, Arao Noe Amaral, accusato di aver ostacolato il lavoro del nuovo governo di coalizione, non programmando una riunione plenaria. Gli scontri sono scoppiati il 18 maggio, quando la vicepresidente del Parlamento nazionale, Maria Sarmento, ha cercato di occupare la poltrona di presidente della Camera. Il giorno dopo, in un’atmosfera surriscaldata, si è assistito a spinte e spintoni e al danneggiamento di sedie e tavoli dell’aula. Amaral, che è stato poi spodestato attraverso un’elezione improvvisata e sostituito da Aniceto Guterres del partito Fretilin della coalizione al potere, ha dichiarato questa elezione “illegittima”. Il caos politico ha dunque suscitato la reazione dell’arcivescovo di Dili, che ha ricordato come "un leader debba essere un modello per una nuova generazione; debba portare la pace nella società, non creare risentimento quando la gente sta soffrendo per la pandemia di Covid-19". Il presule ha dunque esortato i politici “a trovare una soluzione per risolvere questa divisione". (AP)

20 maggio - GERMANIA #coronavirus I vescovi tedeschi invitano alla Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina il 24 maggio

"Questo aiuto internazionale è una testimonianza impressionante della solidarietà ecclesiale dei cattolici cinesi. Si considerano parte della Chiesa universale”. Così l’arcivescovo di Bamberga, monsignor Ludwig Schick, dal sito dell’Episcopato tedesco, ringrazia la Chiesa cinese per gli aiuti inviati durante la fase 1 della crisi da Coronavirus e invita alla preghiera per la Chiesa in Cina di domenica prossima, 24 maggio. Nel 2007, Papa Benedetto XVI ha introdotto il 24 maggio come Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Papa Francesco chiede anche che "ogni comunità cattolica locale in tutto il mondo" possa "accompagnare i nostri fratelli e le nostre sorelle in Cina con la preghiera fervente e l'amicizia fraterna". I vescovi tedeschi si uniscono a questa richiesta del Santo Padre e chiamano i cattolici in Germania a pregare per la Chiesa in Cina. "Con generose donazioni nei primi mesi della pandemia di Coronavirus, i cattolici in Cina non solo hanno sostenuto i loro compatrioti, ma hanno anche inviato soccorsi in tutto il mondo. Le nostre sorelle e i nostri fratelli in Cina hanno così dato un'espressione attiva alla loro carità e hanno dato una grande testimonianza della loro fede profondamente radicata - ha detto ancora il presule - includiamo nelle nostre preghiere coloro che, nonostante l'oppressione, testimoniano fedelmente la loro fede". (RB)

20 maggio - IRLANDA - Cancellato il pellegrinaggio sulla Croagh Patrick Mountain nella tradizionale Reek Sunday

A causa della pandemia di Coronavirus è stato cancellato il tradizionale pellegrinaggio sulla Croagh Patrick Mountain cui partecipa la Chiesa d’Irlanda nell’ultima domenica di luglio, soprannominata Reek Sunday. Lo scrive l’Episcopato irlandese sul proprio sito web.   Monsignor Michael Neary, vescovo ausiliare di Tuam, celebrerà la Messa per la veglia a Westport, sabato 25 luglio alle 18.30, che sarà offerta per le intenzioni di tutti coloro che avrebbero preso parte al pellegrinaggio. La celebrazione sarà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della parrocchia di Santa Maria di Westport, accessibile su www.westportparish.ie. Il pellegrinaggio nazionale a Croagh Patrick, per molte persone è un'importante occasione d’incontro annuale, e ha una lunga e illustre storia.  Scalare la Santa montagna irlandese è un'opportunità per i pellegrini di pregare e di rendere grazie, di partecipare alla Messa e di celebrare il Sacramento della Penitenza in cima alla montagna. L'arrampicata di Croagh Patrick ci permette anche di apprezzare più profondamente ciò di cui parlava Papa Francesco nella sua acclamata lettera Enciclica del 2015 Laudato si', sulla cura della nostra casa comune, di cui proprio in questa settimana si celebra il quinto anniversario. (RB)

20 maggio - SPAGNA - La gara di solidarietà dei fedeli di Aldaia nell’arcidiocesi di Valencia

Una vera e propria gara di solidarietà quella messa in campo dalla parrocchia dell’Annunciazione della città valenciana di Aldaia. In poche settimane oltre 21mila chili di cibo sono stati distribuiti ad oltre 1200 persone in stato di necessità. Tutto è avvenuto grazie alla generosità di volontari e numerose donazioni ricevute. A darne notizia è il sito dell’arcidiocesi di Valencia. “La crisi sanitaria – racconta il parroco dell'Annunciazione don Francisco Furió – ci ha fatti trovare di fronte ad un numero enorme di famiglie in difficoltà economiche, ma siamo stati anche travolti dalle generosità di innumerevoli persone”. Il sacerdote si dice molto soddisfatto e grato per tanta attenzione alle necessità del prossimo in queste momento di emergenza. Gli orari di apertura dello sportello della solidarietà sono aumentati. Cittadini, imprese, negozi di alimentari e frutta con il supporto del Consiglio comunale di Aldaia hanno reso possibile la prosecuzione e l’incremento del servizio a favore delle persone più bisognose. Oltre 400 le consegne di generi di prima necessità effettuate dallo scorso 14 marzo. Significativa anche la donazione effettuata da alcune volontarie di Aldaia che si sono messe al lavoro per confezionare numerose mascherine per bambini e persone anziane. (PO)

20 maggio - REGNO UNITO - L’annuncio di 21 istituzioni multireligiose: da oggi basta combustibili fossili

È di oggi l’annuncio di 21 istituzioni multireligiose del Regno Unito, per un totale di 42 in tutto il mondo, che hanno dismesso ufficialmente i combustibili fossili: la notizia è stata pubblicata sul sito dell’Episcopato britannico e segue l’appello ecumenico lanciato giorni fa dal nuovo rapporto elaborato dall’associazione Operation Noah.   Mentre si prevedono grandi sfide per l'economia globale sulla scia della pandemia da Coronavirus, un gruppo eterogeneo di istituzioni religiose sta mettendo in pratica la richiesta di una giusta ripresa economica: “Oggi 42 istituzioni religiose di 14 Paesi - di cui 21 del Regno Unito - annunciano la loro dismissione dai combustibili fossili. Questo è il più grande annuncio congiunto di dismissione dai combustibili fossili da parte di istituzioni religiose. Proviene da istituzioni di Argentina, Australia, Bangladesh, Brasile, Colombia, Ecuador, Indonesia, Irlanda, Italia, Kenya, Myanmar, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti”, si legge. (RB)

20 maggio - FILIPPINE - Monsignor Valles invita i vescovi a cooperare con il governo

Le reazioni contrastanti all'interno della Chiesa, suscitate dalle linee guida stilate dal governo per lo svolgimento delle funzioni religiose, hanno spinto l'arcivescovo Romulo Valles, presidente della Conferenza episcopale, a chiedere ai vescovi di mostrare “calma” e “cooperazione” alle autorità, in un momento in cui la nazione si trova a dover affrontare una grave emergenza sanitaria, dovuta alla pandemia di coronavirus. La Task Force per la gestione delle malattie infettive emergenti (IATF-EID), il 16 maggio – si legge sul sito web dell’Episcopato -, ha permesso lo svolgimento di riunioni religiose in aree sottoposte a quarantena rafforzata (MECQ) e quarantena ordinaria (GCQ). Secondo le sue linee guida, i raduni religiosi sarebbero limitati a cinque persone nelle aree MECQ e ad un massimo di 10 persone nelle aree GCQ. Monsignor Broderick Pabillo, vescovo di Manila, è stato uno dei primi a reagire. Non avendo ancora ben chiaro a chi ci si debba rivolgere per parlare della questione, ha subito chiesto chiarimenti sulle linee guida, sottolineando la confusione. (AP)

20 maggio - GERMANIA - #Laudato Si’5. Monsignor Overbeck: è come una bussola nei momenti di crisi come questo

“Una pietra miliare dell’insegnamento sociale cattolico”. Così monsignor Franz-Josef Overbeck, vescovo della Ruhr e presidente della Commissione per le questioni sociali della Conferenza episcopale tedesca, definisce l’Enciclica Laudato si’ nel quinto anniversario della sua pubblicazione, in una dichiarazione pubblicata sul sito dell’Episcopato. Secondo il presule, inoltre, il documento di Papa Francesco è “permeato dall'idea di fondo che l'ecologia e le questioni sociali devono essere pensate insieme: La cura per le persone e la protezione degli ecosistemi sono indissolubilmente legate. Nel suo complesso, la Laudato si' è un appello a orientare le nostre vite e le nostre economie verso il principio della sostenibilità. Questo include anche l'adattamento degli stili di vita in modo che le persone possano ancora una volta vivere in armonia con il creato e con se stesse”. (RB)

20 maggio - VENEZUELA - Scontri nel carcere “Cepello”. Giustizia e pace: tutelare diritti umani dei detenuti

Restano ancora oscure le cause del massacro di detenuti avvenuto in Venezuela il primo maggio, nel carcere “Cepello” (Centro penitenciario de Los Llanos Occidentales) di Guanare. 51 i prigionieri uccisi e 75 i feriti. A motivare l’intervento delle forze di sicurezza sembra essere stato un tentativo di fuga di massa da parte dei carcerati, ma le autorità locali stanno ancora indagando. Secondo la Ong “Una ventana a la libertad (Una finestra sulla libertà), che monitora le condizioni delle prigioni venezuelane, all’origine degli scontri potrebbero esserci stati la malnutrizione e la fame sofferte dai detenuti, aggravate dalla proibizione di ricevere pasti dai propri familiari e dal forte sovraffollamento. Dal suo canto, la Chiesa cattolica venezuelana non ha mancato di far sentire la sua voce: in una nota diffusa nei giorni scorsi dalla Commissione episcopale Giustizia e pace, si condanna fermamente il tragico accaduto, definito “un nuovo esempio di mancanza di rispetto per la vita umana”. “Alziamo la voce affinché i diritti umani siano tutelati - scrive Monsignor Roberto Lückert León, presidente dell’organismo episcopale - I detenuti sono uno dei gruppi più vulnerabili del Paese: non hanno accesso a un'adeguata assistenza sanitaria, vivono in strutture sovraffollate, patiscono i ritardi procedurali, sono soli, affamati, malati e vittime del perpetuarsi della povertà e della miseria”. Di qui, l’appello dei vescovi ad “un’indagine indipendente, imparziale tempestiva con l'obiettivo di stabilire la verità e la responsabilità di quanto è accaduto”. (IP)

20 maggio - INDIA/BANGLADESH - In arrivo il super ciclone Amphan. La mobilitazione dei volontari cattolici

Un super ciclone, il più forte mai registrato nella Baia del Bengala, secondo i dati del Joint Typhoon Warning Center statunitense, si sta dirigendo sulle regioni costiere del Bangladesh e dell’India e il suo arrivo è previsto per oggi, 20 maggio. Amphan, questo il suo nome, equivalente ad un uragano di categoria 5, si sta muovendo ad una velocità di 220-230 km/h, con punte di 270 km/h. In Bangladesh, le autorità hanno avviato un piano per preparare la popolazione alla catastrofe, segnalando un livello di pericolosità 7, avvertendo - si legge su UCA News – tutti i porti del Paese e dei 14 distretti costieri, nonché le isole al largo, iniziando ad evacuare più di cinque milioni di persone nella regione costiera e aggiungendo 12.780 rifugi anticiclone, agli oltre 4000 già esistenti. Anche Caritas Khulna, che copre 10 distretti nel sud del Bangladesh, ha messo a punto un suo piano di risposta ai disastri, ha detto il direttore regionale Jibon D. Das ad UCA News, predisponendo più di 100 persone e oltre 1.000 volontari sul campo per aiutare le persone a raggiungere i rifugi anticiclone. “Abbiamo preparato 40 rifugi - ha detto Das - e altri 30 verranno puliti e sanificati”. In più, ha aggiunto, sono state fatte scorte di cereali per l’emergenza e cibo essiccato, e nei rifugi sono state previste stanze separate per le donne in gravidanza e per i possibili pazienti di Covid-19. "Stiamo collaborando con l'amministrazione locale, la polizia e altri gruppi di volontari, per ridurre l'impatto di questo potente ciclone – ha spiegato Das - sulle comunità costiere povere e vulnerabili". (AP)

19 maggio - LA RIUNIONE - La Chiesa attende disposizioni dal governo per la ripresa delle celebrazioni

Nell’isola della Riunione il Consiglio di Stato ha stabilito che il governo revochi il divieto di riunirsi nei luoghi di culto e di stabilire misure proporzionate ai rischi sanitari e adeguate alla ripresa delle attività dopo le chiusure rese necessarie dall’emergenza coronavirus. La Conferenza episcopale francese, in un comunicato, prende atto di tale decisione e attende nuove disposizioni dal governo che dovrà ora provvedere alla revisione del decreto dell’11 maggio con il quale erano stati disposti provvedimenti di fronte alla pandemia. In seguito a tale revisione saranno nuovamente possibili le celebrazioni con concorso di popolo, nel rispetto delle norme sanitarie stabilite sulla base delle proposte avanzate dalla Conferenza episcopale francese. In una circolare indirizzata al clero il vescovo della diocesi della Riunione, monsignor Gilbert Aubry, precisa che il decreto dell’11 maggio dovrà essere revisionato entro otto giorni e che le proposte dei vescovi potrebbero essere riviste. (TC)

19 maggio - NIGERIA - La Comece chiede alla comunità internazionale di intervenire perché cessino le persecuzioni contro i cristiani

Le comunità cristiane continuane ad essere perseguitate in Nigeria, e la Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea (Comece) invita l’Europa e l’intera comunità internazionale a intensificare gli sforzi per porre fine alle violenze, assicurare i colpevoli alla giustizia, sostenere le vittime e promuovere il dialogo e la pace. Secondo recenti statistiche, sono circa 6mila i cristiani che sono stati uccisi nel Paese dal 2015, principalmente in attacchi terroristici dei Boko Haram e dei pastori fulani. Per la Conferenza episcopale nigeriana il governo federale non ha adempiuto al proprio dovere primario di proteggere i cittadini e nella vita quotidiana sta diffondendosi la cultura della morte. I vescovi nigeriani hanno inoltre rimarcato che le violenze dei pastori fulani, “non può più essere considerate come semplici scontri fra pastori e contadini”. (TC)

19 maggio - AFRICA - Fra Chiese e strutture sanitarie collegate fondamentale la sinergia

In Africa è necessaria una più stretta collaborazione tra le Chiese, le loro strutture sanitarie e le organizzazioni associate. È l’appello lanciato in una dichiarazione congiunta dal Consiglio ecumenico della Chiese e dalla Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa. “La pandemia di Covid-19 ha creato sfide senza precedenti nel mondo” si legge nella dichiarazione che sottolinea il crollo, nel continente, degli organismi socio-economici e dei mezzi di sussistenza. A complicare di più la lotta al coronavirus è poi la diffusione di notizie false e fuorvianti e la disinformazione. “Siamo incoraggiati dalle relazioni dinamiche che esistono in alcuni paesi tra Chiese e strutture sanitarie ad esse collegate, con professionisti che con le Chiese si impegnano nell’educazione sanitaria e nel combattere la disinformazione, e che aiutano i responsabili delle Chiese a prendere decisioni” precisa la dichiarazione. Tuttavia, vi sono luoghi in cui Chiese e strutture sanitarie lavorano isolatamente e dove queste ultime non rendono una testimonianza confessionale. Per il Consiglio ecumenico delle Chiese e la Conferenza delle Chiese di tutta l’Africa, invece, Chiese e associazioni sanitarie cristiane devono lavorare a stretto contatto al fine di rafforzare le loro partnership strategiche; la collaborazione tra Chiese e strutture sanitarie deve garantire un’assistenza di base completa e continua e con servizi sanitari essenziali, come l’immunizzazione infantile e i trattamenti anti-HIV; infine occorre tradurre le linee guida sulla salute pubblica nei contesti locali e contrastare l’infodemia sul coronavirus. (TC)

19 maggio TERRA SANTA – La storia della Tipografia francescana di Gerusalemme in una mostra on line

È on line da oggi il la mostra digitale “La piccola Biblioteca del tipografo. Libri, prontuari e manuali dagli scaffali della tipografia francescana di Gerusalemme” che pouò essere visitata sul portale della Biblioteca della Custodia di Terra Santa. In esposizione manuali e prontuari che servivano al lavoro della Franciscan Printing Press di Gerusalemme, nata nel 1847 ad opera dei Frati Minori Francescani della Custodia. Si tratta di volumi indispensabili ai frati-tipografi che ogni giorno dovevano confrontarsi con problemi tecnici e grafici, con il reperimento dei caratteri o con la manutenzione delle macchine. Il percorso espositivo, riferisce la Custodia di Terra Santa, è suddiviso in sette sezioni: dopo un’introduzione storica e un testo di Steinberg, che delinea le vicende di diffusione della stampa, si possono ammirare manuali tipografici, testi sulla macchina da stampa, campionari, libri sulla grafica e la legatoria. Curata da Pierfilippo Saviotti, la mostra fa parte del progetto “Libri Ponti di Pace” del Centro di Ricerca Europeo Libro Editoria Biblioteca e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con l’ONG Pro Terra Sancta e la Biblioteca Generale della Custodia di Terra Santa.

19 maggio - IRLANDA Leader cristiani salutano piano di ripresa annunciato dall'Esecutivo 

“Un segno di speranza importante e molto necessario”. Le Chiese cristiane salutano così il piano di ripresa annunciato dalle autorità nord-irlandesi  per uscire progressivamente dal lockdown. In una lettera al Primo Ministro e al Vice Primo Ministro dell’Irlanda del Nord, i leader cristiani affermano di avere accolto con favore “l’approccio prudente adottato dall’Esecutivo, che continua a privilegiare la protezione della salute e del benessere, con particolare attenzione a coloro che sono i più vulnerabili”. La lettera, firmata per la Chiesa cattolica dal Primate irlandese Eamon Martin, esprime inoltre apprezzamento per l’attenta preparazione che ha preceduto l’annuncio e per il riconoscimento "dell'importanza della Chiesa locale e del culto pubblico nella vita di tante persone”, sottolineando che c’è "un forte desiderio" di rispondere alle richieste di chi cerca conforto in chiesa, delle coppie che aspettano di potersi unire in matrimonio e dei genitori vogliono battezzare il loro bambino. Al contempo, i leader cristiani irlandesi si dicono consapevoli delle responsabilità che hanno, come cristiani e come cittadini, nella tutela della salute pubblica riducendo al minimo la minaccia del Covid-19.  (LZ)

 19 maggio - REGNO UNITO Messaggio dell’arcivescovo di Portsmouth agli equipaggi delle navi da crociera

In un videomessaggio, registrato nella Cattedrale di San Giovanni a Portsmouth e pubblicato su YouTube, monsignor Philip Egan, arcivescovo di Portsmouth, rivolgendosi agli equipaggi confinati nelle navi da crociera della Carnival UK a Dover, Southampton e Portland, in questo tempo di pandemia, ha espresso loro la sua vicinanza e il suo sostegno. “Questo è certamente un tempo di grande crisi nel mondo. Molti si trovano in isolamento e anche voi sulle navi siete confinati” ha detto il presule. “Sono ben consapevole - ha aggiunto - del fatto che molti di voi sono qui in Inghilterra, lontani dalle loro case, dalle loro famiglie e dalle persone che conoscono e amano. Come comunità cattolica ne siamo ben consapevoli, e vogliamo esprimervi il nostro amore e promettervi le nostre preghiere. Preghiamo sempre per voi”. (AP)

19 maggio -  PAESI BASSI Allo studio dei vescovi un protocollo per la ripresa delle Messe pubbliche il 1.mo giugno

Restano ancora sospese le Messe con concorso di popolo in Olanda, dove dal 23 marzo è in vigore un lockdown più morbido con ristoranti, cinema e luoghi di culto chiusi fino al 1 giugno, ma con la possibilità per ogni nucleo famigliare di invitare a casa propria fino a tre persone per volta e a patto di mantenere 1,5 metri di distanza. La Conferenza episcopale sta lavorando intensamente su un protocollo per le celebrazioni liturgiche dopo il 1.mo giugno per “garantire che si possa celebrare degnamente e in sicurezza, in conformità con le linee guida del governo” annunciate dal Primo Ministro Mark Rutte il 6 maggio, informa un comunicato pubblicato sul sito dei vescovi. La stesura delle istruzioni dettagliate richiederà un po’ di tempo precisa il comunicato che prevede comunque la loro pubblicazione entro il 23 maggio affinché le parrocchie abbiano modo di riorganizzarsi.  (LZ)

 

19 maggio - VATICANO #coronavirus Santa Sede: risposta globale e trasparenza per garantire assistenza a tutti

L’emergenza internazionale legata al coronavirus pone l’umanità di fronte ad una situazione che non ha precedenti nella storia. Ora più che mai si avverte la necessità di una interdipendenza tra le nazioni e di considerare la salute un bene primario da tutelare attraverso un’azione e una solidarietà coordinate a livello globale. E’ la convinzione espressa dall’arcivescovo Ivan Jurkovič, rappresentante permanente della Santa Sede presso l’Onu di Ginevra nel corso della 73ma Assemblea mondiale della Sanità,  l'organo direttivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità i cui lavori quest'anno, per la prima volta, si svolgono in videoconferenza. Il presule ricorda in modo fermo la sollecitazione più volte espressa dal Papa a non abbandonare le persone più vulnerabili che vivono nelle periferie del mondo. L’attuale pandemia infatti rischia di aggravare quelle regioni “già colpite da situazioni di emergenza”, da fame ed instabilità.  Jurkovič sottolinea l’apporto offerto dalla Chiesa a questa “risposta globale” necessaria a fronteggiare la pandemia: i 5mila ospedali di ispirazione cattolica e gli oltre 16mila dispensari appartenenti alla Chiesa Cattolica che instancabilmente stanno offrendo “assistenza sanitaria a tutti, assicurando in special modo alle persone povere ed emarginate, l’acceso alle cure mediche e ai farmaci”. Un pensiero va anche ai “molti ordini religiosi, alle parrocchie e ai sacerdoti” in prima linea nel fronteggiare la pandemia Covid19.  L’arcivescovo ha quindi rimarcato l’impegno della Santa Sede a contribuire al Fondo di emergenza dell’Oms “per la fornitura dei dispositivi di protezioni individuale agli operatori sanitari impegnati in prima linea”. (PO)

19 maggio - AFRICA Riaperture in ordine sparso mentre la diffusione del virus  non si ferma nel continente

Nonostante il contagio continui a diffondersi in Africa, con un totale di più di 80mila casi, diversi  governi africani hanno deciso di autorizzare la ripresa delle celebrazioni religiose pubbliche, sia pure con diverse precauzioni, già in questo mese di maggio. A tracciare una panoramica delle misure adottate nei vari Stati africani è il sito della Recowa-Cerao, la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale. Alcuni Stati come la Tanzania, dove al 17 maggio risultavano 509 casi con 21 decessi, non hanno mai chiuso i luoghi di culto, limitandosi a sospendere raduni e assembramenti e a chiudere le istituzioni educative. Lo stesso è accaduto in Mali, Paese a netta maggioranza musulmana, dove le moschee sono rimaste sempre aperte, mentre la Chiesa cattolica ha deciso di sua iniziativa di sospendere le Messe con concorso di popolo. In Liberia il Presidente George Weah ha annunciato la riapertura contingentata di chiese e moschee a partire dal 15 maggio, mentre in Burkina Faso il Ministro dei culti ha autorizzato la riapertura delle moschee già il 2 maggio, su richiesta di 276 associazioni musulmane. Le chiese invece riapriranno solo il 21, festa dell’Ascensione.  Il presidente della Guinea-Conakry, Alpha Condé ha invece deciso di mantenere la chiusura, nonostante le violente proteste in alcune parti del Paese. Questo non ha impedito ad alcuni manifestanti musulmani di riaprire con la forza alcune moschee a Boké, nel nord-ovest, e a Dubréka, vicino alla capitale. Anche in Bénin (339 casi) il Consiglio dei Ministri ha deciso di mantenere la chiusura dei luoghi di culto, suscitando in questo caso le critiche dei vescovi, tra i quali l’arcivescovo di Cotonou, monsignor Roger Houngbédji. In Sudafrica, uno dei Paesi africani più colpiti dalla pandemia con 15mila casi, i luoghi di culto resteranno chiusi fino al 21 maggio, salvo nella provincia KwaZulu-Natal, dove non riapriranno neanche dopo quella dNel Paese più popoloso del continente, la Nigeria (6mila casi), le misure adottate variano da Stato a Stato a seconda della diffusione del contagio.  (LZ)

 

19 maggio - FILIPPINE Enorme l’effetto prodotto dal blocco nazionale sulle finanze della Chiesa

(VN) - 19mag20 - Il blocco nazionale imposto dal governo per arginare la diffusione della pandemia di coronavirus ha avuto effetti dirompenti anche sulle finanze della Chiesa. La chiusura dei luoghi di culto, che ha portato ad un drastico calo delle offerte dei fedeli, ha fatto sì che l’effetto sulle finanze delle parrocchie – ha affermato il vescovo Broderick Pabillo, amministratore dell'arcidiocesi di Manila, sul sito web dell’Episcopato – fosse enorme. Da quando il virus ha iniziato a diffondersi nella comunità e le Messe pubbliche sono state cancellate, a metà marzo, le parrocchie hanno cominciato ad aiutarsi a vicenda, ha raccontato il presule: “Chi ha risorse aiuta chi non ne ha abbastanza".  Ma per quanto tempo ancora - ci si chiede - potranno andare avanti senza ricevere i contributi dei parrocchiani, dovendo sostenere il proprio personale e dando da mangiare ai poveri della zona? (AP)

19 maggio - STATI UNITI Il 23-24 maggio l'annuale campagna per la comunicazione cattolica con offerte on-line

(VN), 19mag20 - Si terrà dal 23 al 24 maggio il Catholic Communication Campaign (CCC), l’annuale campagna per la comunicazione cattolica promossa dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. La raccolta si svolge normalmente durante le Messe del fine settimana ma quest’anno, a causa dell’emergenza Covid-19, i fedeli sono invitati a fare le loro offerte on-line o con altre modalità. L’invito anche in questa edizione è a donare generosamente per supportare l’impegno della Chiesa statunitense nel campo dei media, del giornalismo e della comunicazione digitale, che si sono si sono rivelati strumenti indispensabili nell’attuale emergenza sanitaria anche per la vita di fede.  “In questi tempi il sostegno alla Campagna per la comunicazione cattolica è vitale per aiutare i fedeli a restare connessi e le nostre diocesi a comunicare il Vangelo attraverso tutti i mezzi a disposizione”, ha dischiarato monsignor Gregory J. Hartmayer, arcivescovo di Atlanta e presidente della Sottocommissione episcopale che coordina la CCC. “Grazie alla generosità dei fedeli, milioni di persone nel mondo hanno potuto connettersi in modi nuovi con il Vangelo, soprattutto negli ultimi mesi”, sottolinea il presule. (LZ)

 

INDIA #coronavirus Le chiese del Mizoram donano le loro strutture per la quarantena dei rimpatriati

Le istituzioni ecclesiastiche del Mizoram, uno Stato a maggioranza cristiana nel nord-est dell'India, hanno accettato di offrire le loro strutture al governo affinché le utilizzi come centri per ospitare i connazionali rimpatriati sottoposti a misure di quarantena. “Siamo più che disposti ad aiutare lo Stato e la nostra gente, perché è responsabilità collettiva di tutti noi, compreso il governo, unirsi in questo difficile momento" ha detto monsignor Stephen Rotluanga, vescovo di Aizawl, ad UCA News, sottolineando come questo aiuto non rappresenti un problema per la Chiesa, in quanto già attiva in campo sociale.  “Devono essere definiti – ha spiegato il presule - solo alcuni dettagli logistici con il governo per quanto riguarda il tipo di strutture di cui ha bisogno, perché molte delle nostre sale sono collegate tra loro. Si tratta solo di sistemare la logistica, ma siamo pronti con le strutture". Il vescovo ha raccontato dell’aiuto – cibo e altri beni di prima necessità - portato dalla diocesi a più di 5.000 persone durante il blocco nazionale e della sua disponibilità a schierarsi “con le altre denominazioni per aiutare e fare tutto il possibile". (AP)

 

19 maggio - VATICANO Settimana Laudato si’, l’Enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale

 L’ecologia integrale diventi un nuovo paradigma di giustizia, perché la natura non è una “mera cornice” della vita umana: questo il cuore della seconda Enciclica di Papa Francesco, “Laudato si’ sulla cura della casa comune”. Firmato dal Pontefice il 24 maggio 2015, Solennità di Pentecoste, e diffuso il 18 giugno dello stesso anno, il documento è al centro, fino a domenica prossima, di una speciale “Settimana” che ne commemora il quinto anniversario. Suddivisa in sei capitoli, l’Enciclica - che prende il titolo dall’invocazione di San Francesco d’Assisi nel “Cantico delle creature” - raccoglie, in un’ottica di collegialità, anche diverse riflessioni delle Conferenze episcopali del mondo e si conclude con due preghiere, una interreligiosa ed una cristiana, per la salvaguardia del Creato. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra”: Francesco di Roma si pone sulla scia di Francesco d’Assisi per spiegare l’importanza di un’ecologia integrale che diventi un nuovo paradigma di giustizia, in cui la preoccupazione per la natura, l’equità verso i poveri, l’impegno nella società, risultino inseparabili. Nei sei capitoli dell’Enciclica, il Papa evidenzia che la nostra terra, maltrattata e saccheggiata, richiede una “conversione ecologica”, un “cambiamento di rotta” affinché l’uomo si assuma la responsabilità di un impegno per “la cura della casa comune”. Impegno che include anche lo sradicamento della miseria, l’attenzione per gli indigenti, l’accesso equo, per tutti, alle risorse del Pianeta. (IP)

19 maggio - AMERICA LATINA CELAM: "Sosteniamo i popoli della Panamazzonia"

Dinanzi alla grave situazione in cui versano i popoli dell'Amazzonia a causa della diffusione della pandemia di Covid-19 sul territorio, la presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM) ha pubblicato ieri, 18 maggio, sul sito web dell’organismo, un messaggio dal titolo "In tempi di pandemia, sosteniamo i popoli della Panamazzonia", per chiedere ai leader della regione azioni urgenti. I vescovi dell'America Latina e dei Caraibi si sono detti preoccupati, poiché, al 16 maggio, si sono registrati quasi 70.000 casi di Covid-19 e più di 4.000 morti in tutta l'Amazzonia. Una situazione nella regione resa ancora più difficile dalla carenza di infrastrutture sanitarie, dalla povertà e dalla vulnerabilità, soprattutto delle popolazioni indigene. Per questo motivo, il Consiglio, esprimendo solidarietà e vicinanza a questi popoli, ha invitato i leader della regione panamazzonica “a stabilire strategie immediate per mitigare il gravo impatto che la pandemia sta già avendo sugli abitanti del territorio e, nel pieno rispetto delle norme internazionali e degli accordi e convenzioni di cui sono firmatari, ad offrire una risposta efficace nel rispetto dei diritti umani delle popolazioni più vulnerabili, con particolare attenzione ai popoli originari”. (AP)

18 maggio - AUSTRALIA Presentato ai vescovi il rapporto sulla promozione della corresponsabilità nella governance Chiesa cattolica australiana  

I vescovi australiani salutano il rapporto sulla promozione della corresponsabilità nella governance della Chiesa cattolica in Australia (Promoting Co-responsible Governance in the Catholic Church in Australia) presentato alla vigilia della loro recente assemblea plenaria. Il rapporto è stato commissionato dalla Conferenza episcopale (Acbc) in seguito a una raccomandazione della Royal Commission, la Commissione federale sulle risposte delle istituzioni agli abusi sessuali contro i minori. Lungo 200 pagine, contiene 86 raccomandazioni che indicano quelli che dovrebbero essere i punti chiave per un buon governo della Chiesa in Australia - sussidiarietà, buona amministrazione, sinodalità, dialogo, discernimento e leadership - offrendo suggerimenti concreti su come rafforzare il ruolo dei laici e assicurare una loro adeguata corresponsabilità, sia a livello a livello parrocchiale che diocesano. “I membri del team che ha lavorato al progetto di revisione meritano di essere congratulati per il grande lavoro fatto che avrà un impatto importante sulla vita e la missione della Chiesa”, ha dichiarato il presidente dell’Acbc, monsignor Mark Coleridge. Il presule ha sottolineato che il documento darà un utile contributo anche ai dibattiti durante il prossimo Consiglio plenario nazionale rinviato al 2021 a causa del Coronavirus. (LZ) 

18 maggio MONDO Anniversario Laudato sì. 42 istituzioni religiose annunciano il loro disinvestimento dai fossili 

Un nuovo modello di crescita economica più giusto e sostenibile che abbia lo sguardo rivolto al futuro del pianeta e dell’umanità. Mentre l’economia globale è alle prese con la peggiore crisi dal 1929 a causa del Coronavirus, 42 istituzioni religiose di varie confessioni in 14 Paesi annunciano insieme il loro disinvestimento dai combustibili fossili e chiedono ai governi del mondo impegnati a sostenere le loro economie con vasti piani di intervento pubblici, di pensare al lungo termine, puntando a una ripresa che sia a basso contenuto di carbonio e più giusta. Alla dichiarazione comune di intenti, la prima sottoscritta da numero così alto di organizzazioni confessionali in questo ambito, hanno aderito, tra gli altri, enti cattolici, metodisti, anglicani e buddisti. La partecipazione cattolica è particolarmente significativa in questa settimana Laudato si', celebrata alla vigilia dell'anno dedicato alla cura del Creato che prenderà il via il 24 maggio nel quinto anniversario della pubblicazione dell’Enciclica di Papa Francesco sull’ecologia integrale. Quello della cura della casa comune è un tema che l’emergenza sanitaria e quella economica e sociale all’orizzonte rischiano di fare passare in secondo piano, mentre l’Accordo di Parigi sul clima continua ad essere disatteso. Lo conferma un recente rapporto della ong cristiana britannica Operation Noah, secondo il quale nessuna delle grandi multinazionali del petrolio ha finora rispettato gli obiettivi fissati dalla Cop21 nel 2015. Le comunità di fede hanno invece da tempo assunto la guida del movimento di disinvestimento globale dall’energia fossile e sono quelle che hanno contribuito con il maggior numero di iniziative individuali in questo senso: oltre 350 su un totale 1.400. Solo nell’ultimo mese 21 organizzazioni cattoliche con un patrimonio totale pari a 40 miliardi di dollari si sono impegnate ad investire in società che hanno sottoscritto il Catholic Impact Investing Pledge, l’Impegno a rispettare gli insegnamenti gli sociali della Chiesa sulla protezione dell’ambiente e la giustizia sociale nei loro piani di investimento.  (LZ)

18 maggio - MYANMAR #coronavirus Cardinale Bo: "Le chiese possono essere chiuse, ma il cuore del cristianesimo non è chiuso"

"Le chiese possono essere chiuse, ma il cuore del cristianesimo non è chiuso". Queste le parole del cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia, nell’omelia della Messa di domenica 17 maggio - riporta UCA News -, in cui ha parlato dei gesti d’amore dei religiosi, delle diocesi, dei laici che, durante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di coronavirus, hanno spezzato il pane con gli affamati nelle baraccopoli, nei campi profughi e nei villaggi, distribuendo cibo a migliaia di persone. “Il fatto di essere una piccola Chiesa - ha sottolineato il porporato - non ci ha scoraggiato dall'avvicinarci" ai nostri fratelli e sorelle in isolamento e in quarantena e dal testimoniare “l'amore di Cristo attraverso atti di carità", che rappresentano "oggi la grande evangelizzazione". (AP)

 18 maggio - PAKISTAN - Riapertura delle chiese nel Punjab

Nella provincia pakistana del Punjab, le chiese stanno riaprendo in seguito all’allentamento da parte del governo delle misure restrittive, adottate su tutto il territorio del Paese, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus.   Il ministro per i diritti umani e gli affari delle minoranze del Punjab, Ijaz Alam Augustine, pur accogliendo con favore la riapertura, ha sottolineato l’importanza da parte dei vescovi di seguire le procedure operative standard (SOP) approvate dal governo, per garantire la sicurezza nelle chiese di tutta la provincia. "Nessuno può impedirvi di praticare il culto - ha detto -, ma la prudenza è l'unica soluzione per porre fine a questa pandemia". Monsignor Sebastian Shaw, arcivescovo di Lahore, durante la Messa di ieri, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della TV cattolica, ha avvertito che "il virus si sta ancora diffondendo” e anche se il governo, senza dubbio, ha dato il permesso di aprire le chiese, il presule, esaminando la situazione nella settimana, deciderà cosa fare, in base al numero dei casi di Covid-19. (AP)

18 maggio - INDONESIA - Settimana Laudato si’: il cardinale Suharyo invita i cattolici ad avere “un cuore nobile” e a non sprecare il cibo

"Accogliamo l'invito di Papa Francesco a riflettere su ciò che ci preoccupa e ad ascoltare la nostra chiamata a salvaguardare e proteggere la Terra, così che possa essere un luogo prospero e pacifico per noi, esseri umani, e per tutta la creazione di Dio". Queste le parole del cardinale Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, presidente della Conferenza episcopale indonesiana, in un videomessaggio di sette minuti, trasmesso da tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Giacarta, durante le Messe domenicali del 17 maggio. Il porporato, in occasione del quinto anniversario dell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ e della “Settimana della Laudato si’”, promossa dal 16 al 24 maggio dal Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, per “incoraggiare e promuovere azioni concertate individuali e comunitarie per la cura della nostra casa comune”, invita i cattolici ad avere “un cuore nobile”, a non sprecare le cose che possono essere utili agli altri. (AP)

18 maggio - FILIPPINE Mons. Pabillo saluta il programma per incoraggiare il ritorno alle campagne, ma ammonisce: necessari investimenti   

L’emergenza Coronavirus ha spinto il Governo filippino a ritirare fuori dal cassetto un vecchio progetto di sviluppo volto ad incoraggiare il ritorno nelle campagne per decongestionare le baraccopoli alla periferia della capitale Manila. L’impoverimento aree nelle Filippine è infatti la causa principale dell’emigrazione interna verso le grandi metropoli come la capitale, che tuttavia crea nuove precarietà e situazioni di sovraffollamento. Un problema che si è riproposto in modo drammatico durante l’attuale emergenza del Coronavirus. Di qui la decisione del Presidente  Rodrigo Duterte di lanciare il “Balik Probinsya, Bagong Pag-asa Program” ( programma per il ritorno in provincia). L’iniziativa è stata accolta con qualche riserva da monsignor Broderick Pabillo, amministratore apostolico di Manila, che ricorda come tanti programmi analoghi in passato siano falliti: in mancanza di lavoro molte persone inviate nelle campagne sono infatti tornate in città per mancanza di lavoro. “Adesso promettono di dare una formazione professionale e un capitale di partenza per aiutarle a restare e questo è un risultato positivo ma non basta”, afferma il presule citato dall’agenzia dei vescovi Cbcpnews. (LZ)

18 maggio - FILIPPINE Vescovi insoddisfatti dalle nuove direttive per la ripresa delle Messe. La Cbcp pubblica le sue linee guida 

Primi timidi passi verso la quasi-normalità anche nelle Filippine, dopo la fase acuta dell’emergenza Coronavirus. La Iatf, la speciale task force governativa per le malattie infettive, ha annunciato l’allentamento di alcune restrizioni autorizzando la ripresa delle Messe con concorso di popolo ma limitando la presenza nelle chiese a cinque persone nelle aree sottoposte a quarantena rafforzata (le cosiddette Mecq) e a un massimo di 10 persone in quelle con quarantena ordinaria (le cosiddette Gcq). Una misura che tuttavia non soddisfa la Chiesa filippina. Particolarmente critico monsignor Broderick Pabillo, amministratore apostolico di Manila, secondo il quale le nuove disposizioni sono “irragionevoli” e “arbitrarie”, tanto più che si applicano indistintamente a tutte le chiese senza considerare le loro diverse dimensioni. "Perché non imporre invece una distanza di un metro o due metri tra le persone in una chiesa?" , chiede in un post su Facebook il presule, che due settimane fa, in vista della ripartenza, aveva già sollecitato le autorità a considerare anche la ripresa della funzioni religiose in quanto “servizi essenziali". Nel post - riporta il sito dei vescovi - monsignor Pabillo  lamenta la mancata consultazione delle autorità religiose e fa inoltre notare che i limiti imposti non si applicano alle attività lavorative e commerciali. Intanto la Conferenza episcopale (Cbcp) ha diffuso le sue linee guida in vista della ripresa delle Messe nella seconda fase dell’emergenza. “Quando arriverà il momento e potremo riunirci per celebrare l’Eucaristia, affronteremo questa nuova fase della pandemia con prudenza, pazienza e carità”, ha sottolineato il presidente della Cbcp monsignor Romulo Valles. (LZ)

18 maggio - FILIPPINE L’impegno dei Vincenziani nell’aiuto ai più poveri di Manila in questo tempo di pandemia

“Ringraziamo i padri Vincenziani per questa missione. L'opzione preferenziale per i poveri e la responsabilità sociale sono valori fondamentali della loro Congregazione. Grazie, padri, per aver risposto alla chiamata di Dio durante questa pandemia". Così monsignor Arturo Bastes, vescovo di Sorsogon ed ex presidente della Commissione episcopale per l'Apostolato biblico, ha ringraziato - si legge su UCA News -, la Congregazione della Missione per il lavoro di distribuzione di generi alimentari e per l’accompagnamento spirituale offerto ai poveri di Manila durante la pandemia di Covid-19. L'aiuto che i Vincenziani hanno portato ai più poveri tra i poveri della capitale è frutto di un programma di assistenza, chiamato Vincent Helps, avviato del Seminario di San Vincenzo a Manila in seguito ad un’eruzione vulcanica nella provincia di Batangas, che aveva ucciso 39 persone, a sud della città, all'inizio di quest'anno, come riporta padre Geowen A. Porcincula, capo delle operazioni, su UCA News. (AP)

18 maggio - UNGHERIA #coronavirus Cessano le limitazioni negli spostamenti, i vescovi organizzeranno le celebrazioni

VN – 18mag20 – Entrano oggi in vigore in Ungheria nuove disposizioni circa l’emergenza coronavirus, in tutto il Paese cessano le limitazioni negli spostamenti. La Conferenza episcopale, in un comunicato, informa che, a Budapest e dove le liturgie pubbliche sono state finora sospese, i vescovi delle diverse diocesi decideranno, in conformità con le disposizioni stabilite l’1 maggio e in base alle norme locali sulla celebrazione della liturgia pubblica e sulle modalità di amministrazione dei sacramenti. Si dovrà comunque tener conto delle circostanze specifiche e delle possibilità locali, nonché delle norme sanitarie. (TC)

18 maggio - SRI LANKA #coronavirus Il cardinale Ranjith invita i cittadini ad ostracizzare gli spacciatori di droga nei villaggi

Il 13 maggio, il Police Narcotics Bureau ha scoperto un enorme carico di eroina del valore di circa 2,25 miliardi di rupie (12 milioni di dollari) nel Paese, arrestando – si legge su UCA News -  alcune persone che si preparavano a trasportare i 225 chilogrammi di droga nascosti in 969 sacchi di riso. Di fronte ad un Paese, diventato ormai importante punto di snodo del traffico di droga e impegnato a combattere, soprattutto tra i giovani, la diffusa dipendenza principalmente da cannabis, eroina e cocaina, il cardinale Malcolm Ranjith, nella Messa in diretta televisiva del 17 maggio, ha invitato tutti i cittadini ad evitare gli spacciatori nei villaggi e ad ostracizzarli, “per spingerli a riformarsi”. "Lo facciamo - ha detto - non perché vogliamo vendicarci di loro, ma perché vogliamo proteggere migliaia di nostri giovani". "Conosciamo - ha aggiunto - le persone che portano la droga nei villaggi. Dobbiamo, a partire dai politici fino all'ultima persona, protestare contro di loro". (AP)

18 maggio - MAURITIUS – La diocesi di Port-Lous offre un percorso spirituale per sostenere gli addetti al turismo

La Commissione diocesana per il turismo della diocesi di Port-Louis, nelle Mauritius, ha invitato quanti lavorano nel settore del turismo ad iscriversi ad un percorso spirituale di 6 settimane il cui obiettivo è uscire dalla paura e andare verso la solidarietà. Nell’attuale periodo di crisi dovuto al blocco delle attività a causa dell’emergenza coronavirus, la diocesi di Port-Louis esorta, nelle difficoltà e nel dubbio, all’aiuto reciproco e ad affidarsi al sostegno di una guida spirituale. Padre Philippe Goupille, cappellano della Commissione diocesana per il turismo, offrirà per questo spunti di riflessione a gruppi che si collegheranno in videochiamata su Whatsapp per aprire un confronto e condividere pensieri e opinioni. Ogni settimana i partecipanti riceveranno un video esplicativo in cui p. Goupille suggerirà un argomento e una domanda per la riflessione personale. Il frutto di tale riflessione potrà poi essere condiviso in gruppo una volta alla settimana attraverso una videochiamata Whatsapp di circa un'ora. Ogni gruppo sarà composto da 4 persone e ogni partecipante riceverà uno schema della videochiamata che includerà un momento di preghiera e uno spazio di condivisione. Il primo appuntamento di questo percorso è previsto il 20 maggio. Per registrarsi basta seguire le istruzioni su https://fr.surveymonkey.com/r/35QLYFY. (TC)

17 maggio - POLONIA – Lettera del Rabbino Capo, Michael Schudrich, per il centenario della nascita di GPII

“E’ stato un Papa che si è particolarmente distinto nel guarire le ferite e nell’arginare il flagello dell’antisemitismo”. Nel commemorare il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II, il Rabbino Capo di Polonia, Michael Schudrich ha scritto un messaggio per ricordare che “la comunità ebraica polacca, insieme agli ebrei di tutto il mondo, non dimenticano lo strenuo impegno di Woytjla per agevolare il dialogo tra cristiani ed ebrei. E’ stata la testimonianza più viva del rispetto reciproco. Confermata dalla sua visita ad Auschwitz, dal riconoscimento dello Stato di Israele, dalla richiesta di perdono per le azioni contro il popolo ebraico. Tutti gesti coraggiosi che” secondo il Rabbino capo “non avevano solo l’obiettivo di riannodare i fili di un dialogo costruttivo, ma anche di approfondire un’amicizia leale partendo dagli elementi comuni”. Schudrich ha ricordato inoltre lo straordinario ruolo che ha avuto Giovanni Paolo II per la riconquista della libertà e dell’indipendenza del paese. “Sempre nel rispetto dei ruoli e senza violenza. Quanto ha fatto dovrà essere per noi sempre fonte di ispirazione per le missioni di pace e per i rapporti futuri tra cristiani ed ebrei”. (DD)

17 maggio - PORTOGALLO - Nelle Azzorre pellegrinaggio “interiore” per la festa del Cristo dei Miracoli

“Condivido la tristezza comune di non poter celebrare la nostra festa. La pandemia ci impone questo, ma riponiamo le nostre speranze nel Cristo dei Miracoli”. In un messaggio inviato ai fedeli delle Azzorre, il vescovo di Angra, mons. João Lavrador, invita a guardare a “Cristo-Ecce Homo e ad avere fede Lui”. Il presule ha usato parole di conforto per una comunità profondamente scossa e che si è vista costretta a rinunciare all’evento religioso dell’anno: la Festa del Cristo dei Miracoli. Si tratta della ricorrenza più importante e si tiene a Ponta Delgada, sull’isola di Sao Miguel, la quinta domenica di Pasqua. Per l’occasione i fedeli si recano in processione seguendo l’antica statua di Gesù che percorre strade ornate di fiori. Proveniente direttamente da Roma, l’immagine è stata consegnata alle religiose di Caloura in occasione del ritiro della bolla papale che riconosceva il loro convento. La cerimonia si tiene dal 1700. “Anche se non siete in grado di pregare ai piedi della sacra immagine, Cristo è con voi e soffre con voi” si legge nel messaggio del vescovo. In un tempo così difficile, che costringe a mantenere le distanze e a compiere spostamenti limitati “vi invito ad un pellegrinaggio interiore, in comunione con tutti coloro che soffrono, cercano aiuto, hanno fame e sono esclusi” conclude mons. João Lavrador (DD)

17 maggio - NORVEGIA - Solidarietà delle Chiese luterana e cattolica ai popoli dell’Amazzonia sempre più esposti alla Covid-19

Le Chiese della Norvegia hanno espresso preoccupazione per i popoli dell’Amazzonia sempre più vulnerabili di fronte alla diffusione del coronavirus. In una lettera inviata all’ambasciata brasiliana, la Chiesa luterana e quella cattolica hanno espresso solidarietà per i brasiliani. “Riteniamo che la diffusione incontrollata della Covid-19 in Amazzonia sia profondamente preoccupante e stia provocando il crollo dei sistemi sanitari” si legge nella lettera firmata dal presiedente della Chiesa luterana norvegese, il vescovo Olav Fykse Tveit, e dal vescovo della diocesi di Oslo, monsignor Markus Bernt Eidsvig. Il 4 maggio scorso, riferisce il Consiglio ecumenico delle Chiese, la Conferenza episcopale brasiliana, in una dichiarazione, ha precisato che i test effettuati fino ad ora non forniscono dati esatti circa la reale diffusione del virus e che molte persone, con evidenti sintomi della malattia, muoiono nelle proprie case senza assistenza medica. I popoli indigeni e le altre comunità dell’Amazzonia corrono dunque un grande rischio, così come le popolazioni urbane, specialmente nelle periferie, dove mancano servizi igienici di base, alloggi dignitosi, cibo e occupazione. (TC)

17 maggio - AFGHANISTAN - Il Coe deplora i recenti attentati costati la vita a una trentina di persone

Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha espresso profonda tristezza per i due attentati verificatisi martedì scorso in Afghanistan. In un ospedale di Kabul sono morte almeno 15 persone, tra cui due bambini, e ci sono stati diversi feriti, mentre nella provincia di Nangarhar sono rimaste uccise 25 persone e in 68 hanno riportato ferite durante le esequie di un comandante della polizia locale. “Queste due tragedie, che hanno preso di mira persone innocenti nei momenti più vulnerabili della vita e della morte, sono strazianti – afferma padre Ioan Sauca, segretario generale facente funzioni del Consiglio ecumenico delle Chiese –. Togliere la vita a dei neonati e alle loro madri e a persone che commemoravano la vita di un membro della loro comunità al suo funerale tocca la nostra umanità”. (TC)

17 maggio - UCRAINA - Ad ospedali e strutture sanitarie dispositivi di protezione e pasti caldi donati dalle diocesi

Aiuti ai medici dalla Chiesa ortodossa ucraina per far fronte all’emergenza coronavirus. Mascherine, antisettici e disinfettanti sono stati donati dalle diocesi di Alessandria, Zaporizhzhya, Kiev, Nezhinsky e Chernivtsi-Bukovinian ad ospedali e strutture sanitarie per sostenere il personale impegnato in prima linea nella lotta alla Covid-19. A darne notizia il portale del patriarcato di Mosca. Diversi anche i farmaci e le apparecchiature forniti. Nella diocesi di Odessa, oltre ai consueti dispositivi di protezione, sono stati consegnati da volontari pasti caldi, donati da alcuni ristoratori, a personale medico e paramedico e a famiglie bisognose. Stessa cosa è accaduta nella diocesi di Simferopol. A mobilitarsi anche le singole parrocchie con i loro parrocchiani. (TC)

17 maggio - COSTA D’AVORIO – Al via da oggi a celebrazioni liturgiche e attività pastorali con un massimo di 200 persone

A partire da oggi, nella Costa d’Avorio, riprendono le celebrazioni eucaristiche domenicali e quotidiane con la partecipazione dei fedeli, ma nelle chiese non potranno essere presenti più di 200 persone. Lo hanno comunicato in un messaggio i vescovi prendendo atto delle nuove misure adottate dal governo dopo il Consiglio di sicurezza nazionale tenutosi giovedì scorso sull’emergenza coronavirus. I presuli invitano alla responsabilità parroci e fedeli, perché l’organizzazione delle celebrazioni avvenga nel rigoroso rispetto delle misure stabilite dalle autorità civili per evitare la diffusione della Covid-19. Riprendono anche tutte le attività pastorali, catechesi, incontri di gruppi di preghiera, celebrazioni di altri sacramenti ed esequie. Sempre osservando le norme di sicurezza: indossare mascherine, lavarsi le mani all’ingresso delle chiese, rispettare la distanza di almeno un metro dagli altri, omettere gesti di pace o saluti. Circa le scuole materne, le scuole e le università, i vescovi invitano i responsabili a rispettare le disposizioni del governo. Infine i presuli si congratulano con i fedeli e i sacerdoti per l’esemplare e rigorosa osservanza delle indicazioni diffuse per il contenimento dell’epidemia e incoraggiano a perseverare nella fiducia in Dio. (TC)

17 maggio - NIGER – Chiese aperte e celebrazioni con i fedeli dalla solennità dell’Ascensione

Il 21 maggio, dopo la chiusura disposta a causa dell’emergenza coronavirus, riaprono nel Niger le chiese e nelle celebrazioni liturgiche sarà consentita la partecipazione dei fedeli. Lo comunicano i vescovi dopo essersi confrontati con i sacerdoti e la Conferenza episcopale del Burkina-Niger. La data scelta coincide con la solennità dell’Assunzione di Cristo. “La ripresa delle nostre celebrazioni liturgiche e paraliturgiche avverrà nel massimo rispetto delle misure amministrative e delle disposizioni sanitarie emanate dalle autorità competenti del nostro Paese – si legge in un messaggio dei vescovi diffuso ieri –, vale a dire: lavarsi spesso e bene le mani (con sapone e acqua), mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri, evitare strette di mano e abbracci, aerare e disinfettare i luoghi di culto”. Firmato dall’arcivescovo di Niamey, monsignor Laurent Lompo, il messaggio si conclude con un’invocazione a Dio perché liberi il mondo dalla Pandemia. Nel Niger, ad oggi si contano 889 casi di Covid-19 e 51 decessi. (TC)

16 maggio - PAKISTAN - Aiuto alla Chiesa che soffre: cristiani e altre minoranze religiose tra i più colpiti dalla pandemia

Non ricevono aiuti, beni alimentari e di prima necessità e sono tra quanti stanno soffrendo di più a causa dell’emergenza coronavirus. In Pakistan cristiani e altre minoranze religiose sono le categorie più disagiate, molti vivevano di salari giornalieri e di lavori saltuari e, in seguito al blocco delle attività, non hanno il necessario per vivere. A denunciarlo ad Aiuto alla Chiesa che soffre è Cecil Shane Chaudhry, direttore esecutivo della Commissione nazionale per la giustizia e la pace, organizzazione cattolica per i diritti umani, che racconta di organizzazioni religiose e moschee che escludono i cristiani nella distribuzione di cibo e kit d’emergenza. Cecil Shane Chaudhry invita il governo pakistano a fornire mascherine, guanti e altri dispositivi di protezione ad operatori sanitari e lavoratori domestici, molti dei quali sono cristiani e sostiene possa esserci un picco di casi di Covid-19 proprio fra cristiani e altre minoranze che svolgono i lavori più a rischio. (TC)

16 maggio - BELGIO - Redatto insieme ad esperti virologi il protocollo per la ripresa delle celebrazioni

Pronto il protocollo che i vescovi del Belgio hanno preparato, su richiesta del governo federale, per la ripresa delle celebrazioni nelle chiese. Redatto con la collaborazione di esperti virologici, sarà sottoposto adesso al Consiglio di sicurezza nazionale per l’approvazione. Un comunicato della Conferenza episcopale riferisce che sono tante le richieste pervenute ai vescovi in queste settimane per la riapertura delle messe ai fedeli, ma che c’è la piena consapevolezza dell’assoluta priorità della salute e della sicurezza di quanti si recano in chiesa. Intanto, è stato ampliato il numero delle persone che potranno prendere parte a funerali e matrimoni; da lunedì è ammessa la partecipazione di 30 persone. Per la Vallonia, ​​invece, le autorità civili stanno studiando la possibilità di consentire la celebrazione dei funerali, senza eucaristia, nelle chiese. Per quanto riguarda i battesimi, infine, i vescovi preferiscono allineare la data della loro ripresa a quella delle celebrazioni eucaristiche, che sperano possano riprendere il più presto possibile. (TC)

16 maggio - MALAWI – I vescovi decidono di consentire ai fedeli la partecipazione alle celebrazioni a numero chiuso

La Conferenza episcopale del Malawi ha deciso di riaprire ai fedeli le chiese dopo il blocco di tutte le attività per tre settimane, disposto dal governo a causa dell’emergenza coronavirus.  I vescovi propongono, nel rispetto del decreto del presidente della repubblica del 20 marzo scorso, celebrazioni e incontri con un numero massimo di 100 con distanziamento sociale. “Abbiamo invitato una task force di esperti del ministero della Sanità che fanno parte del Comitato Covid-19 per informarci sullo stato del Paese in merito alla pandemia”, ha spiegato l'arcivescovo Thomas Luke Msusa, presidente della Conferenza episcopale intervistato da Amecea Online. Il presule ha aggiunto che, essendo ripartite una serie di attività, è stato discusso il da farsi per le chiese ed è stato stabilito di riavviare le celebrazioni con concorso di popolo. Lì dove non è possibile accogliere 100 fedeli, si potranno celebrare messe all’aperto. Sono state anche precisate le misure di sicurezza da osservare per evitare la diffusione del coronavirus. I vescovi esortano tutti a indossare mascherine, durante le celebrazioni nelle chiese e nelle cerimonie funebri, ma anche nei luoghi pubblici, nei mercati o negli ospedali. (TC)

16 maggio - REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO - Avviata dalla Caritas campagna di sensibilizzazione sul coronavirus

Caritas Congo ha lanciato ieri a Kinshasa una campagna di sensibilizzazione e mobilitazione sul coronavirus. L’obiettivo è educare le comunità e l’opinione pubblica a proteggersi dalla Covid-19 e giungere a reale cambiamenti di comportamento. A tal fine saranno trasmessi spot radiofonici, affissi striscioni e manifesti, distribuiti volantini, diffusi messaggi divulgativi. Si tratta della prima tranche di un vasto programma che Caritas Congo porterà avanti per far fronte alla pandemia, sostenuto finanziariamente dalle Caritas di Lussemburgo, Stati Uniti e Belgio. “Ci sono quindi molte voci circa questa pandemia. Per tale motivo noi di Caritas Congo Asbl e Caritas Kinshasa e la Chiesa cattolica, abbiamo pensato di sensibilizzare la popolazione per far comprendere che la Covid-19 esiste davvero. È un virus pericoloso che uccide” ha dichiarato il segretario esecutivo della Caritas Congo Asbl, Boniface Nakwagelewi Deagbo. “Dobbiamo rispettare le misure di sicurezza e le disposizioni adottate dal governo congolese. Occorre restare a casa. Ecco perché stiamo organizzando questa campagna” ha aggiunto. (TC)

16 maggio IRLANDA - 100 chiamate al nuovo servizio di Accord per aiutare le persone con difficoltà relazionali a causa del confinamento

Tensioni familiari esasperate; minori con problemi comportamentali; preoccupazioni finanziarie; difficoltà a convivere in uno spazio ristretto; accresciute pressioni per il lavoro o lo studio a casa; difficoltà ad elaborare il lutto per la perdita di una persona cara. Sono alcuni dei problemi più frequenti riscontrati in queste settimane dalle chiamate alla nuova linea telefonica aperta da Accord, l'agenzia dei vescovi irlandesi che si occupa di pastorale matrimoniale, per aiutare le persone che hanno difficoltà relazionali acuite dall’isolamento imposto per il Covid-19. In un mese il servizio, disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, ha ricevuto un centinaio di telefonate della durata media di 45-60 minuti ciascuna. Tra problemi ricorrenti rilevati dai consulenti di Accord: un’accresciuta conflittualità familiare legata allo stress per l’incertezza sul futuro lavorativo o per difficoltà finanziarie; il disagio con cui si vive il confinamento; scontri violenti con i familiari per problemi di comunicazione; accresciute pressioni sugli studenti che devono affrontare esami; difficoltà ad adattarsi ai nuovi ritmi imposti dallo smart-working, ansia generata dalle notizie negative ricevute dai media sulla pandemia, senso di frustrazione per la sospensione di tutte le attività sociali. Molti chiamanti parlano di un clima da “pentola a pressione” che determina forme di regressione comportamentale. Per fare fronte a queste problematiche  si propongono una serie di aiuti concreti: da quelli per mettere in sicurezza le vittime di violenze e abusi domestici, a consigli pratici per facilitare la comunicazione nelle coppie, all’assistenza psicologica alle persone che non riescono a metabolizzare un lutto. Inoltre, Accord mette a disposizione sul suo sito internet www.accord.ie, sulla sua pagina Facebook e sul suo account Twitter altro materiale informativo e risposte  degli esperti che trattano questo tipo di problemi.(LZ)

16 maggio - MAURITIUS - Il cardinale Piat dispone test Covid-19 per tutti i sacerdoti della diocesi di Port-Louis

Oggi nelle Mauritius, test Covid-19 per i sacerdoti della diocesi di Port-Louis. Lo ha stabilito il vescovo, il cardinale Maurice Piat, che in vista della ripresa delle celebrazioni liturgiche aperte al pubblico ha ritenuto opportune far sottoporre a screening presbiteri e addetti ai servizi diocesani. Nell’isola non sono ancora consentite le messe con concorso di popolo, ma presto il clero riprenderà le attività sospese a causa dell’emergenza coronavirus e sarà a contatto con i fedeli. Nei giorni scorsi era stata presentata una richiesta al ministero della Salute che dato il consenso. Ad essere sottoposti a test Covid-19 circa 90 sacerdoti e addetti ai lavori in tutta la diocesi. (TC)

16 maggio -  FILIPPINE - Tifone Ambo. Monsignor Varquez: “Dio non ci abbandona mai alle nostre sofferenze”

Monsignor Crispin Varquez, vescovo di Borongan, sul sito web dell’Episcopato, ha espresso tutta la sua vicinanza alle persone colpite dalla furia del tifone Ambo, che giovedì 14 maggio ha devastato alcune parti della provincia del Samar orientale, provocando la morte di due persone a San Policarpo e lasciando centinaia di famiglie senza casa. "Ci uniamo al vostro dolore”, ha detto il presule. Tutta “la diocesi sta offrendo il suo sostegno e le sue preghiere” ha aggiunto. Monsignor Varquez ha esortato le vittime a mantenere la loro fede e a non perdere mai la speranza, chiedendo a Dio di dare loro la forza. “Ricordiamoci sempre - ha proseguito - che Dio non ci abbandona mai alle nostre sofferenze”. (AP)

16 maggio - BURKINA FASO - Acs stanzia 130mila euro a sostegno della comunità cattolica locale minacciata dagli islamisti 

A fronte della crescente minaccia islamista negli ultimi cinque anni in Burkina Faso, l’opera di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre ha deciso di stanziare un totale di 130mila euro per finanziare otto nuovi progetti di aiuto alla Chiesa locale. 100mila sono destinati alla formazione di 83 futuri sacerdoti nelle diocesi di Dori, Kaya, Fada N’Gourma e Tenkodogo, al sostegno a 10 religiose della diocesi di Dori e a un’iniziativa pastorale nazionale rivolta ai numerosi sfollati interni delle regioni minacciate dai terroristi.  30mila euro saranno invece assegnati a un nuovo progetto per sostenere 18 catechisti laici e le loro famiglie che hanno trovato rifugio nella diocesi du Dori, capoluogo della provincia di Yahgha, nel nord del Paese, dopo due attacchi jihadisti nella loro parrocchia lo scorso febbraio, in cui hanno perso la vita in tutto 30 persone. Sono ormai diversi anni che anche il Burkina Faso è diventato teatro di attacchi terroristici che hanno come obiettivo la completa islamizzazione del Paese. La diocesi di Dori è particolarmente minacciata essendo situata in un’area a schiacciante maggioranza islamica. (LZ)

16 maggio - CILE - Gabriella Gambino sui "Legami familiari nell’era digitale"

In occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, ieri, circa 250 persone provenienti da ogni angolo del Paese hanno partecipato virtualmente, attraverso la piattaforma Zoom, alla conferenza "Legami familiari nell’era digitale", organizzata, tra gli altri, dalla Delegazione per la Pastorale della Famiglia. Un incontro – si legge sul sito web dell’Episcopato – che il sottosegretario del Pontificio Consiglio per i Laici, la Famiglia e la Vita, Gabriella Gambino, prendendovi parte, ha definito “provvidenziale”. La Gambino, durante la conferenza, ha sottolineato come la famiglia, in questo tempo di pandemia, abbia dimostrato di essere il pilastro fondamentale della società, dell’economia, dell’educazione e della fede. Spesso - ha spiegato, evidenziando la forza e la ricchezza di questa struttura - "nelle situazioni più difficili, il ritorno ai nostri legami ci ha permesso di dare un senso a ciò che stava accadendo nel mondo". (AP)

16 maggio  - AFRICA - La Conferenza dei Gesuiti dell’Africa e del Madagascar (Jcam)  in prima linea nell'emergenza

La Conferenza dei Gesuiti dell’Africa e del Madagascar (Jcam)  è in prima linea nell’attuale emergenza Coronavirus che ha causato finora oltre 2mila morti in tutto il continente e lasciato centinaia di migliaia persone senza alcun mezzo di sussistenza. Fedeli all’invito evangelico a dare da mangiare agli affamati, le Province gesuite africane, attraverso le loro reti di pastorale sociale, hanno lanciato diverse iniziative per portare cibo e assistenza ai più vulnerabili in questa crisi sanitaria. Più di 31mila le famiglie interessate da questi programmi di aiuto nei 25 Paesi in cui operano: dal Kenya al Sudafrica, al Sud Sudan al Mozambico, alla Repubblica Centrafricana, solo per citarne alcuni. A coordinarli, con il sostegno della Jcam, la Jesuits Justice and Ecology Network (Jena), la rete creata dalla Compagnia di Gesù per sradicare l’ingiustiza della povertà in Africa e difendere il pianeta,  e l’Ajan, il network dei Gesuiti africani contro l’Aids, ambedue con sede in Kenya. L’obiettivo – spiega il sito della Jcam - è di garantire assistenza a chi ha più bisogno nell’immediato in base alle priorità locali, focalizzando l’attenzione su cinque aree di attività: risposta sanitaria, protezione e salvaguardia dei minori, aiuti di emergenza, comunicazione e advocacy e protezione sociale.  L’idea di fondo è di creare una sinergia tra le persone che sono state toccate dagli effetti della pandemia, i centri gestiti dai Gesuiti e le istituzioni locali. (LZ)

16 maggio - BRASILE -  Pastorale carceraria lancia questionario on line sulla condizione delle donne in prigione

Qual è la condizione delle donne detenute al tempo della pandemia da coronavirus? Questa la domanda all’origine del questionario lanciato on line dalla Pastorale penitenziaria della Chiesa cattolica del Brasile: 14 domande a cui possono rispondere, con la garanzia dell’anonimato, agenti penitenziari, coordinatori e operatori pastorali, familiari di detenuti. Tra i quesiti più rilevanti, quelli relativi all’accesso alle informazioni sul coronavirus, ma anche su eventuali casi di violenza o tortura e sulle madri detenute. Il questionario, spiega una nota pubblicata sul sito dei vescovi brasiliani, “aiuterà a pensare e a decidere insieme le azioni future da intraprendere in favore delle donne incarcerate”. In Brasile, infatti, “la reclusione femminile, in proporzione, ha una percentuale maggiore di quella maschile: secondo il Ministero della Giustizia, tra il 2000 ed il 2016 la popolazione carceraria femminile è cresciuta del 698 per cento”, rendendo “sempre più precarie le condizioni di sopravvivenza delle detenute”. (IP)

 16 maggio - COLOMBIA - #LaPazSeConstruyeEnFamilia: iniziativa della Chiesa colombiana

#LaPazSeConstruyeEnFamilia, la pace si costruisce in famiglia, è l’iniziativa promossa dalla Commissione nazionale di conciliazione (CCN) - attraverso un videomessaggio pubblicato sul sito web dell’Episcopato -, in occasione della Giornata Internazionale della Famiglia, celebrata ieri, con lo scopo di incoraggiare le famiglie colombiane a edificare una vera cultura di pace al loro interno, requisito essenziale per la costruzione collettiva di un Paese migliore. La Commissione, facendo proprie le parole di Papa Francesco, ribadisce che “sostenere e proteggere la famiglia, affinché educhi alla solidarietà e al rispetto, è un passo decisivo sulla via di una società più equa e umana”. (AP)

16 maggio - ANTILLE - Vescovi consacrano il Paese alla Vergine Maria

"Implorando l'incomparabile aiuto di Maria, Madre di Dio e Madre nostra, invochiamo la sua sollecitudine sul nostro Paese e le chiediamo di intercedere presso suo Figlio Gesù per ascoltare le preghiere dei suoi figli che cercano protezione dalla devastazione del coronavirus, guarigione per i malati, saggezza e coraggio per coloro che assistono i sofferenti e gli afflitti, e l’eterno riposo per coloro che sono morti": con queste parole, l'arcivescovo di Port-Spain e amministratore diocesano di Bridgetown, Monsignor Jason Gordon, ha consacrato i Paesi delle Antille alla Vergine Maria. La celebrazione si è tenuta il 10 maggio nella Cattedrale locale dell’Immacolata Concezione, ma è stata resa nota oggi sul sito web della Conferenza episcopale delle Antille. Vi hanno preso parte virtualmente, attraverso la piattaforma “Zoom”, i vescovi delle isole di lingua inglese, francese ed olandese. Come il giorno dell’Ultima Cena i discepoli erano impauriti da ciò che stava per accadere, ha spiegato Monsignor Gordon, così oggi la società è spaventata dalla sfida della pandemia che ha provocato morte e “nuove forme di povertà”. "Questo è un momento di grande terrore per la nostra regione caraibica – ha sottolineano il presule - Ma cosa ci dice Gesù? Non lasciate che i vostri cuori siano turbati. Confidate in Dio e confidate in me". (IP)

16 maggio - ARGENTINA - Documento interreligioso su bioetica e pandemia: tutelare vita umana con equità e sussidiarietà

Cattolici, ebrei, musulmani, evangelici e mormoni: tutti uniti per ribadire i principi bioetici nell’approccio sanitario alla pandemia da coronavirus. Accade in Argentina, dove i principali referenti di bioetica delle maggiori religioni del Paese hanno diffuso un documento congiunto che unifica criteri, principi ed azioni da intraprendere al momento del triage dei pazienti infetti da Covid-19. “Abbiamo deciso di fare questa dichiarazione congiunta per dare un contributo, in questi tempi di pandemia e di incertezza, sia a chi condivide il nostro punto di vista, sia ad ogni persona di buona volontà che vuole aprirsi al dialogo", si legge nel testo che ribadisce anche l’importanza di una distribuzione equa ed ottimale delle risorse sanitarie, purtroppo insufficienti di fronte ad un’emergenza così grave. Cinque, dunque, i principi-guida indicati per lo smistamento e la cura dei pazienti: proteggere la vita umana, curare la parte malata per salvare l’individuo nella sua totalità, agire con libertà e responsabilità, applicare la giustizia e guardare alla sussidiarietà. Da tali linee-guida derivano tutte le procedure, sottolinea il documento congiunto: parità di trattamento tra i pazienti, tempi di attesa adeguati, equa distribuzione delle risorse disponibili, comunicazioni efficaci tra personale sanitario e malati. Il tutto con l’obiettivo di “evitare il degrado della qualità delle cure che compromette la sicurezza fisica e morale della persona. È proprio in questi principi di bioetica, infatti, che avviene l'incontro tra scienza e fede, salvaguardando la dignità di ogni essere umano e garantendo la tutela dei suoi diritti fondamentali”. (IP)

16 maggio - COREA DEL SUD - Campagna dell’arcidiocesi di Seoul per la donazione del sangue

Il 13 maggio, a Myeongdong, l’arcidiocesi di Seoul ha lanciato un evento dal titolo "Myeongdong, Spread Love with Blood Donation" (Myeongdong, diffondi amore donando il sangue), organizzato dal "One Body, One Spirit Life Movement", per incentivare le persone a donare il sangue, in seguito al forte calo registrato durante la pandemia di Covid-19. Sacerdoti, religiosi, personale dell'arcidiocesi e fedeli hanno visitato il bus per la donazione del sangue, istituito dal Movimento diretto da monsignor Timothy Yu Gyoung-chon, vescovo ausiliare di Seoul, in collaborazione con BloodNet of Korea, e hanno donato il loro sangue sul posto. Nell’occasione è stata anche offerta ai visitatori una consulenza sulle donazioni di organi e di cellule staminali. (AP)

16 maggio - BURUNDI - Messaggio dei vescovi per le elezioni del 20 maggio: si svolgano in sicurezza e in pace

Il 20 maggio i cittadini del Burundi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente e il Parlamento. Al vincitore spetterà il difficile compito di riportare la pace e l’armonia sociale nel Paese, sconvolto prima dalle tensioni etniche e poi da una profonda crisi politica, istituzionale ed economica che ha costretto alla fuga migliaia di burundesi, dopo che nel 2015 il Presidente Pierre Nkurunziza ha ottenuto un terzo contestato mandato, in violazione della Costituzione e degli Accordi di Pace di Arusha del 2000. In vista di questa delicata tornata elettorale, i vescovi burundesi hanno diffuso una dichiarazione in cui, ancora una volta, richiamano alla responsabilità i leader politici e tutti i cittadini "per amore del loro Paese", con l’auspicio che il voto sia pacifico. I presuli riconoscono che, nell’insieme, la campagna elettorale si è finora svolta senza troppi problemi sotto questo profilo. Essi lamentano tuttavia l’"intolleranza", i toni bellicosi, "le provocazioni" e anche gravi episodi di violenza che non sono comunque mancati in questi mesi. A preoccupare i vescovi è in particolare il linguaggio di alcuni leader politici che lascia intendere che non sarebbero pronti ad accettare il verdetto delle urne qualora non risultassero a loro favorevole. Di qui una serie di raccomandazioni rivolte, in primis, ai protagonisti della campagna elettorale in corso: a cominciare dal rispetto della vita umana che – ricorda la dichiarazione - è "un dono di Dio" ed è sacra, contro quella che definiscono "la banalizzazione della morte" che si è insinuata nel Paese.(LZ)

16 maggio -  UCRAINA - Appello cattolici e greco-cattolici contro maternità surrogata: la persona umana non è una merce

La persona umana non è “una merce che può essere ordinata, prodotta e venduta”: lo afferma, con chiarezza, una nota congiunta della Chiesa greco-cattolica ucraina e della Conferenza dei vescovi della Chiesa cattolica romana nel Paese, in riferimento al “fenomeno della maternità surrogata”, una delle “patologie della vita pubblica contemporanea” rivelata dall’attuale pandemia da coronavirus. Tale pratica nel Paese è legale, ma cattolici e greco-cattolici ribadiscono: essa “calpesta la dignità umana”, è “un fenomeno vergognoso” che le autorità devono “condannare e vietare”. La nota congiunta fa riferimento, in particolare, ad un video pubblicato nei giorni scorsi sul sito Internet di una clinica di Kiev: le immagini mostrano 46 neonati in una stanza, visti come “un prodotto acquistato che il compratore non è andato a ritirare”, poiché gli spostamenti sono bloccati a causa della quarantena obbligatoria anti-contagio. “Una tale dimostrazione di disprezzo per la persona umana e la sua dignità, resa possibile dalla legalizzazione della maternità surrogata, è inaccettabile”, afferma il documento. (IP)

16 maggio - BOLIVIA - Fundavifa: “Uniamoci in un solo corpo per proclamare il disegno di Dio su matrimonio e famiglia”

"In questi tempi in cui la famiglia è oggetto di molte forze che cercano di distruggerla o deformarla, la FUNDAVIFA, propone di unirci in un solo corpo per proclamare ai quattro venti il disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, assicurandone la sua piena vitalità”. Così la Fondazione Vita e Famiglia della Conferenza episcopale, in occasione della Giornata internazionale della Famiglia, il 15 maggio, in un messaggio, pubblicato sul sito web dell’Episcopato, nel quale ne ribadisce l’importanza per la società umana. La celebrazione della Giornata ha lo scopo ogni anno di sollecitare le nazioni a risolvere i problemi che colpiscono le famiglie, con politiche efficaci che vadano a tutelare quel nucleo in cui “i figli crescono e sono educati, dove devono ricevere amore, cura e protezione, oltre ad una formazione integrale come esseri umani”. (AP)

15 maggio - PANAMA - Pellegrinaggio virtuale dei vescovi al Santuario di Fatima

Un pellegrinaggio “virtuale” a causa della pandemia da coronavirus, ma pur sempre un pellegrinaggio. Lo hanno compiuto i membri della Conferenza episcopale di Panama (Cep), unendosi spiritualmente in preghiera al Santuario mariano di Fatima, in Portogallo, dove il 13 maggio è stato recitato il Rosario, in occasione della festa della Vergine Maria. “I vescovi panamensi – ha detto il presidente della Cep, Monsignor Rafael Valdivieso Miranda – si sono uniti, attraverso la preghiera, a tutte le famiglie affinché Maria interceda per noi in questo tempo di incertezza causato dalla pandemia di Covid-19”. “Chiediamo l’intercessione della Beata Vergine – ha aggiunto il presule - perché illumini i nostri fratelli in America Latina, specialmente quelli che vivono la violenza e l'instabilità, e tutti coloro che sono stati colpiti dal virus”. Quindi, l’affidamento della Chiesa panamense alla “Madonna del Cielo perché ci conforti, ci protegga e ci rafforzi”. (IP)

15 maggio - FILIPPINE - Vicario apostolico di Jolo: porre fine alle violenze e costruire la pace

Fare tutto il possibile per porre fine ai conflitti armati ed alle violenze, e lavorare per costruire la pace: queste le priorità pastorali del nuovo Vicario apostolico di Jolo, nelle Filippine, insediatosi ufficialmente il 9 maggio, dopo aver ricevuto la nomina pontificia il 4 aprile scorso. “La mia attenzione si concentrerà sulla pacificazione e la riconciliazione”, ha detto il presule, in un’intervista con “The Mindanao Cross”, giornale gestito dagli Oblati di Maria Immacolata, Congregazione della quale lo stesso presule è stato Superiore provinciale. La zona di Jolo, infatti, è da tempo afflitta da una grave situazione di instabilità politica e sociale: roccaforte di Abu Sayyaf, gruppo militante vicino al sedicente “Stato islamico”, Jolo vede spesso il verificarsi di attentati. Basti citare l’attacco terroristico del gennaio 2019 contro la Cattedrale di “Nostra Signora del Monte Carmelo”, in cui sono morte 20 persone ed altre 80 sono rimaste ferite. “La realtà locale è sconvolta da questa violenza strutturale”, sottolinea il presule che richiama, quindi, all’importanza del dialogo e del confronto pacifico. (IP)

15 maggio - SUD SUDAN - L’Arcidiocesi di Juba forma una “Task-force Covid-19”

Una vera e propria “task-force” per combattere il virus Covid-19: ad istituirla è stata l’Arcidiocesi di Juba, in Sud Sudan, affidata a Monsignor Stephen Ameyu Martin Mulla, con l’incarico di svolgere attività di sensibilizzazione in tutte le parrocchie, informando i fedeli sulle misure preventive necessarie contro la pandemia. La task-force diocesana si affianca, così, a quella nazionale istituita dal governo e a quella avviata dal Consiglio delle Chiese locali. “Siamo tutti organismi complementari”, ha spiegato Monsignor Ameyu, citato dal sito dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell'Africa orientale). Nello specifico, ora grazie alla capillare attività della Chiesa cattolica, si potrà raggiungere la popolazione anche nei villaggi più lontani ed i degenti negli ospedali. (IP)

15 maggio - SVIZZERA - “Novena in tempo di quarantena” dal 24 maggio al 1° giugno

La diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo, in Svizzera, promuove una “Novena in tempo di quarantena” dal 24 maggio al 1° giugno prossimi, ovvero tra l’Ascensione e la Pentecoste. Le preghiere saranno incentrate sullo Spirito Santo e saranno offerte sul sito diocesano da diverse comunità religiose. Ogni giorno, inoltre, alle ore 12.15, il vescovo locale, Monsignor Charles Morerod, insieme all’ausiliare, Monsignor Alain de Raemy, celebreranno la Santa Messa che sarà trasmessa in streaming. “In un contesto di pandemia e di incertezza”, provocato dal coronavirus – si legge sull’agenzia Cath – si invocherà la Vergine Maria, conforto dei malati”. Le date prescelte per la Novena non sono causali: in quegli stessi giorni, infatti, si sarebbe dovuto svolgere un pellegrinaggio interdiocesano a Lourdes. L’evento è stato, però, annullato a causa della pandemia da coronavirus. Lunedì 1° giugno, infine, giorno conclusivo della novena e lunedì successivo alla Pentecoste, ricorrerà la Festa di “Maria Madre della Chiesa” e si pregherà, quindi, per il rinnovamento dei tutta la comunità ecclesiale.  (IP)

15 maggio - POLONIA - Centenario nascita Giovanni Paolo II. Vescovi: oggi più che mai, ci direbbe “Non abbiate paura!”

In tempi di pandemia da coronavirus, cosa ci direbbe Giovanni Paolo II? È la domanda posta dalla Conferenza episcopale polacca in una lettera scritta per il centenario della nascita di Karol Wojtyła, che ricorre il prossimo 18 maggio. E la risposta è immediata: il Papa polacco ci direbbe “Non abbiate paura!”, così come fece il 22 ottobre 1978, nell’omelia della Messa di inaugurazione del suo pontificato: “Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo”. “Sì – scrive la Chiesa polacca - Cristo sa ciò che ognuno di noi porta in sé, conosce perfettamente le nostre gioie, le nostre preoccupazioni, le nostre speranze, le nostre paure e i nostri desideri". Guardando, poi, allo specifico della pandemia, i vescovi di Varsavia sottolineano: “Se Giovanni Paolo II vivesse oggi, pregherebbe per i malati, i morti e le loro famiglie. Lui stesso è stato ripetutamente malato e ha sofferto in condizioni di isolamento, in ospedale, senza la possibilità di celebrare la Messa con i fedeli. Inoltre, suo fratello Edmund morì all'età di 26 anni, da giovane medico, perché contrasse una malattia da un paziente, mentre lo assisteva”. E infatti, per commemorare il fratello, “il nostro Papa teneva sulla sua scrivania uno stetoscopio - scrivono i presuli polacchi - Egli comprendeva e apprezzava il lavoro di medici, infermieri, paramedici e operatori sanitari, per i quali pregava spesso e che spesso incontrava". (IP)

15 maggio - TOGO - Radio cattoliche offrono didattica a distanza agli studenti

“Radio Maria” a Lomé e “Radio Santa Teresa” a Sokodé: sono due delle emittenti cattoliche del Togo che, in questo tempo di pandemia da coronavirus, stanno offrendo via etere corsi di didattica a distanza, così da permettere agli studenti di proseguire la propria formazione, nonostante le scuole siano chiuse per l’emergenza sanitaria. Le trasmissioni sono iniziate il 4 maggio e sono coordinate dalla Direzione dell’insegnamento cattolico (Ddec); i destinatari sono sia gli studenti universitari, sia gli alunni degli ultimi anni di scuola che così possono arrivare preparati all’esame finale. “L’iniziativa – spiega padre Adjibogou, direttore diocesano dell'educazione cattolica a Sokodé, citato da “La Croix Afrique” – arriva dal Consiglio permanente dell’educazione cattolica, un organismo composto da sette direttori diocesani della Formazione cattolica in Togo”. E specifica: i corsi radiofonici “non sostituiscono le lezioni vere e proprie, quelle sistematiche, ma offrono la possibilità di ripassare e rivedere i programmi prestabiliti”. L’obiettivo, quindi, è quello di “accompagnare gli studenti candidati ai diversi esami ad approfondire le nozioni che hanno già appreso", così da “mantenere il giusto ritmo di studio, evitando anche l’ozio e la pigrizia”, in agguato tra i giovani costretti alla quarantena.  (IP)

15 maggio - SINGAPORE - Arcivescovo di Singapore: sostenere enti di beneficenza cattolica di fronte alla pandemia

Con 26.891 casi confermati di coronavirus, anche Singapore si trova a combattere contro la pandemia. L’emergenza sanitaria ha costretto il Paese alla quarantena ed alla chiusura dei luoghi pubblici e di culto, che hanno serrato i battenti da diversi mesi. Ma le attività della Chiesa cattolica locale non si è fermata e sono numerose le attività che vengono portate avanti grazie alla Caritas e ad altri organismi di beneficenza e solidarietà. Ora, però, la crisi economica derivante da quella sanitaria mette a rischio la prosecuzione di tali servizi. Per questo, nei giorni scorsi l’Arcivescovo di Singapore, Monsignor William Goh Seng Chye, ha esortato i fedeli alla generosità verso le opere cattoliche, così che non manchi il sostegno ai “più colpiti” dalla pandemia, come “chi cerca lavoro, chi soffre di depressione o si trova in difficoltà finanziarie”. "I servizi sociali e gli aiuti umanitari fanno parte del Vangelo” ha sottolineato il presule ed è quindi essenziale aiutare “chi fornisce cibo e assistenza a coloro che patiscono maggiormente la crisi".  (IP)

15 maggio -BRASILE - 18 maggio vescovi lanciano campagna “L’Amazzonia ha bisogno di te”

Si intitola “L’Amazzonia ha bisogno di te” la campagna di sensibilizzazione che la Chiesa cattolica brasiliana lancerà lunedì prossimo, 18 maggio. Promossa dalla Commissione episcopale speciale per l’Amazzonia, l’iniziativa verrà diffusa sui social network con l’obiettivo di mobilitare le persone alla solidarietà di fronte alla grave situazione in cui versano popoli amazzonici a causa della pandemia da coronavirus. La mobilitazione coinvolgerà anche le Pontificie Opere Missionarie e sarà collegata alla Caritas nazionale per raccogliere fondi utili ad aiutare le popolazioni amazzoniche. Saranno coinvolti, inoltre, alcuni artisti così che la campagna raggiunga più persone possibile, “dando voce all’Amazzonia ed eco a quanto sta accadendo nella regione”. Le modalità del progetto sono state stabilite ieri, 14 maggio, durante una riunione tenuta in videoconferenza tra i membri della Commissione speciale. “Sappiamo che la pandemia da coronavirus è un problema mondiale – ha detto suor Maria Irene Lopes, consigliere della Commissione e segretaria esecutiva della Rete Panamazzonica della Chiesa in Brasile – ma in Amazzonia mancano le risorse adeguate sia per la popolazione locale, sia per gli operatori sanitari”. “Dobbiamo porre maggiore attenzione a questa situazione”, ha ribadito la religiosa. (IP)

15 maggio - SENEGAL - Annullato il pellegrinaggio mariano a Popenguine

"Intendiamo rimanere fedeli al nostro dovere di proteggere la salute e la vita delle persone ovunque e in ogni circostanza": così la Conferenza episcopale del Senegal annuncia la decisione di annullare il tradizionale pellegrinaggio al Santuario mariano di Popenguine, in programma per il 30 maggio e il 1.mo giugno. All’origine della scelta, la pandemia da coronavirus che ha costretto molte chiese a sospendere le celebrazioni con concorso di popolo “fino a nuovo ordine” per evitare la diffusione dei contagi. La decisione dei vescovi del Senegal è stata condivisa dai presuli di Mauritania, Capo Verde e Guinea Bissau, poiché il pellegrinaggio a Popenguine è molto sentito da diversi Paesi africani. Inoltre, sull’esempio della Chiesa cattolica, la stragrande maggioranza degli imam senegalesi ha deciso di non riaprire le porte delle moschee per non esporre i propri fedeli al Covid-19. (IP)

14 maggio - FILIPPINE - Tifone Ambo: le chiese di Luzon si preparano ad accogliere gli sfollati   

Oggi ad aggiungersi all’emergenza sanitaria ed economica causata dalla pandemia di coronavirus, è arrivato il tifone Ambo che, con forti piogge torrenziali e venti fino a 185 km/h, si è abbattuto a San Policarpo, nel Samar orientale, rendendo difficili gli aiuti per l’emergenza Covid-19.La tempesta di categoria 3, secondo il Dipartimento meteorologico, – riporta UCA News - potrebbe causare inondazioni costiere potenzialmente pericolose e rendere necessarie evacuazioni forzate lungo la costa. Ambo rappresenta, dunque, un’ulteriore sfida in questo momento per la nazione, in quanto sarà molto più difficile mantenere il distanziamento sociale e condurre operazioni di soccorso nelle zone inondate.   Con l’arrivo di questa nuova catastrofe, sempre più persone saranno affamate e se anche le loro case verranno distrutte, non avranno più un posto dove andare, ha raccontato Karlo Medina, un ufficiale di polizia, ad UCA News. (AP)

14 maggio - MESSICO - Il grazie dei vescovi agli insegnanti: avete una vocazione grande!

Gratitudine e vicinanza: sono i sentimenti espressi dalla Conferenza episcopale del Messico (Cem) a tutti gli insegnanti che, in questi tempi di pandemia da coronavirus, “hanno messo tutto il loro talento e le loro risorse al servizio degli studenti”. In un messaggio a firma di Monsignor Enrique Díaz Díaz, vescovo di Irapuato e responsabile del Settore educativo e culturale della Cem, si loda non solo “lo sforzo amministrativo e pedagogico” compiuti dai docenti, ma anche e soprattutto la loro capacità di “generare, in molte occasioni, un ponte di comunicazione tra i dirigenti scolastici ed i genitori” degli alunni. “Mi ha sorpreso – scrive Monsignor Díaz - la loro capacità di recepire la necessità di cura emotiva, sociale e spirituale dei bambini e dei giovani, i quali hanno bisogno di capire, assimilare e realizzare, nel modo migliore, la complessa realtà” contemporanea. Al contempo, il presule si dice consapevole delle “molte carenza, non solo materiali, ma anche spirituali” emerse a causa dell’emergenza sanitaria. Tuttavia, l’attuale situazione di crisi “ha anche rivelato molti punti di forza e la naturale generosità che esiste nel cuore umano”, così come “la grandezza della vocazione all’insegnamento” presente in molti docenti. (IP)

14 maggio - REP. CECA - Gli aiuti della Caritas all’Iraq per rilanciare agricoltura e piccole imprese

Rilanciare l’agricoltura rurale e sostenere le piccole imprese: con questi obiettivi, la Caritas della Repubblica Ceca, insieme con la Conferenza episcopale locale, ha avviato un progetto di solidarietà per l’Iraq, in particolare per il distretto cristiano di Hamdaniya, nel nord del Paese, duramente colpito dalle violenze del sedicente “Stato islamico”. In questa regione, la vita sta lentamente cercando di tornare alla normalità, ma le difficoltà sono ancora molte. “La situazione di molti iracheni rimane grave, soprattutto nel nord del Paese, da dove la popolazione è fuggita prima della guerra – si legge in una nota - Anni di conflitti nell'area hanno lasciato case distrutte, infrastrutture disfunzionali e terreni agricoli degradati. Le persone che ritornano gradualmente a casa dopo i combattimenti hanno spesso perso tutto”. Già dall'anno scorso, quindi, la Caritas Repubblica Ceca si è concentrata sulla “ricostruzione di case per famiglie vulnerabili, il ripristino dei mezzi di sussistenza e l’avvio di nuove attività”. (IP)

14 maggio - CILE - Settimana Laudato si’ in Patagonia

A cinque anni dalla pubblicazione dell'enciclica di Papa Francesco "Laudato si'", e in comunione con le iniziative promosse in tutto il mondo per la “Settimana Laudato si’”, cui il Papa ha esortato i fedeli a partecipare dal 16 al 24 maggio, il Vicariato Apostolico di Aysén offrirà, dal 18 al 23 maggio, alle ore 14, un ciclo di puntate speciali, trasmesse da Radio Santa Maria (www.radiosantamaría.cl). Il programma, che sarà animato da monsignor Luis Infanti della Mora, vicario apostolico di Aysén, assieme ad un conduttore, tratterà le diverse proposte della "Laudato si'" e porterà avanti un dialogo con rappresentanti della Chiesa e della società civile alla guida di iniziative in difesa e per la salvaguardia del pianeta. Il progetto della Chiesa di Aysén vedrà anche la partecipazione della sua Commissione Giustizia e Pace, che tanto si è occupata dei problemi socio-ambientali del territorio. "Vogliamo - afferma il vicario apostolico - porci delle domande e delineare alcune preoccupazioni e, forse, fare delle proposte, avendo fatto un’importante esperienza in Patagonia nell'ambito della difesa dei nostri 'beni comuni'; una pratica che è ancora in vigore e attiva grazie a vari gruppi e organizzazioni della Chiesa e della società civile". (AP)

14 maggio . SVIZZERA - Conclusa Assemblea generale della Società biblica nazionale

È stata un’Assemblea generale insolita quella vissuta quest’anno dalla Società biblica svizzera (Sbs): la riunione si è tenuta, infatti, il 12 maggio attraverso una procedura scritta, e non nella forma personale abituale, a causa dell’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Approvati comunque il rapporto e il bilancio annuale, così come l’elezione del nuovo presidente, Innocent Himbaza, professore titolare di Antico Testamento, curatore dell’Istituto Dominique Barthélemy all’Università di Friburgo, membro del Comitato di strategia della traduzione dell’Alleanza biblica universale. “Nella speranza che la situazione attuale si normalizzi entro fine anno – informa una nota - si prevede un’Assemblea generale straordinaria nel mese di novembre a Bienne”.   La Società biblica svizzera è una organizzazione interconfessionale senza fini di lucro che sostiene e promuove la traduzione e la revisione di testi biblici su base scientifica, sia in Svizzera che all’estero. Inoltre, essa partecipa alla produzione e alla distribuzione della Bibbia nelle versioni e nelle lingue richieste dalle Chiese nazionali ed internazionali. Impegnata in favore di un dialogo aperto sulla Scrittura nella società contemporanea, la Sbs si finanzia grazie a donazioni, collette e la vendita di pubblicazioni. (IP)

14 maggio - FRANCIA -  16 maggio, riapertura parziale del Santuario di Lourdes

“Un grande segno di speranza”: così Monsignor Olivier Ribadeau Dumas, rettore del Santuario mariano di Lourdes, in Francia, commenta la riapertura parziale del luogo di culto, prevista per sabato prossimo, 16 maggio. Chiuso per due mesi a causa della pandemia da coronavirus, il Santuario riaprirà i battenti, ma solo per i singoli pellegrini provenienti dalla regione, per una distanza massima di 100 km. Dopo la chiusura più lunga della sua storia, dunque, il luogo di culto che commemora l’apparizione della Vergine Maria a Bernadette Soubirous riapre le porte, ma con nuove regole: le visite saranno possibili solo nel pomeriggio, dalle 14.00 alle 18.00; i pellegrini potranno accedervi a gruppi di dieci, indossando le mascherine e restandovi all’interno per un massimo di 30 minuti. L’accesso diretto alla “Grotta delle Apparizioni” non sarà consentito, ma sarà possibile sostare davanti ad essa, sulla riva destra del fiume Gave. Sarà possibile, inoltre, prendere l’acqua delle fontane grazie ad un dispositivo apposito, mentre restano ancora vietate le Messe con concorso di popolo. (IP)

14 maggio - PORTOGALLO - Campagna nazionale degli Scout a sostegno del Banco Alimentare

Una campagna per sostenere il Banco Alimentare: a lanciarla, il Corpo nazionale degli Scout del Portogallo (Cne) che ha deciso di promuovere l’iniziativa poiché quest’anno la consueta raccolta del mese di maggio in favore del Banco Alimentare è stata sospesa, a causa della pandemia da coronavirus. “Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questa situazione – scrive il Cne in una nota, citata dall’agenzia Ecclesia – Per questo, abbiamo deciso di lanciare una campagna nazionale di raccolta di alimenti che consegneremo poi nei 22 Centri del Banco Alimentare situati nel Paese”. La colletta avverrà tramite piccoli gruppi di famiglie, amici e comunità parrocchiali, evitando i grandi centri commerciali, così da ridurre il rischio di contagio. I giorni prescelti per l’iniziativa vanno dal 16 al 28 maggio, mentre la consegna presso le sedi del Banco Alimentare avverrà il 30 del mese. (IP)

14 maggio - BOLIVIA - Appello Repam: fermare etnocidio e ecocidio di popolazioni e terre amazzoniche

"Siamo testimoni del grido della madre terra e dei poveri in Amazzonia e per questo, come Rete ecclesiale dell'Amazzonia boliviana (Repam Bolivia) facciamo sentire la nostra voce e la nostra indignazione di fronte ad eventi che denotano la mancanza di rispetto per il prossimo e per la Casa Comune”: così scrive Monsignor Eugenio Coter, vescovo del Vicariato apostolico di Pando e presidente della Repam-Bolivia, in una nota diffusa il 13 maggio. “Dal 2013 – afferma il presule – sono stati attuati leggi e decreti definiti ‘ecocidi’: quelli relativi alla deforestazione ed alla gestione controllata degli incendi, quelli sulla soia transgenica, il disboscamento e la combustione delle foreste, i decreti che autorizzano l’uso degli ogm, le monocolture estensive e l’utilizzo di prodotti chimici che non tengono conto del rischio di degrado ambientale” per i terreni dell’Amazzonia, ma anche per la salute dei popoli che la abitano. Tali norme dimostrano anche “il totale disprezzo” delle autorità nei confronti “dei piccoli produttori e dell’economia agricola familiare, che è alla base della sicurezza alimentare nazionale”. “Questa visione estrattiva e industriale prima o poi porterà via la terra ai contadini indigeni, costringendoli a migrare verso le città”, denuncia ancora la Rete ecclesiale panamazzonica, che lancia poi l’allarme per un aumento del 35 per cento delle temperature che aggrava il rischio di incendi. “È urgente adottare misure correttive e preventive per alleviare le conseguenze che questa situazione comporta – si legge nella nota - non solo per la foresta amazzonica e le specie che vi abitano, ma anche per le comunità originarie e le popolazioni vulnerabili che sono colpite negativamente da questi disastri ambientali”. (IP)

14 maggio - COLOMBIA - La Chiesa chiede al governo un’azione urgente per i popoli indigeni del dipartimento di Amazonas

Un "Piano di azioni urgenti nei territori e per i popoli indigeni per mitigare la pandemia Covid-19 e per proteggersi", che tenga conto della diversità culturale e delle conoscenze indigene. È la richiesta fatta al governo nazionale dalla Pastorale sociale del Vicariato apostolico di Leticia e dalla Segreteria Nazionale di Pastorale Sociale / Cáritas Colombia - pubblicata sul sito web dell’Episcopato -, dinanzi alla difficile situazione umanitaria del dipartimento di Amazonas, causata dalla diffusione della pandemia di coronavirus. I due uffici chiedono che vengano adottate immediatamente misure preventive sul territorio, che secondo l’Istituto Nazionale della Salute, al 12 maggio, ha registrato 743 casi di coronavirus, 9 guariti e 26 morti, con il più alto tasso di contagio di tutto il Paese ogni 10.000 abitanti. Un contagio che ha colpito anche 123 persone della comunità indigena. (AP)

14 maggio - STATI UNITI - I vescovi: solidarietà con le comunità più colpite dei nativi americani

"Poiché le comunità native continuano a soffrire molto a causa dell'epidemia da Covid-19, la Chiesa sta sviluppando modi per attingere alle sue profonde radici nella persona di Gesù per promuovere la forza, la carità e il sostegno a coloro che sono malati e a coloro che sono morti”. Esprimono così, sul sito dell’Episcopato, la propria solidarietà ai nativi americani, i vescovi della Conferenza episcopale degli Stati Uniti in un messaggio con le seguenti firme: monsignor Shelton J. Fabre, vescovo di Houma-Thibodaux e presidente del Comitato contro il razzismo della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti; monsignor Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente del Comitato per la giustizia interna e lo sviluppo umano; monsignor James S. Wall, vescovo di Gallup e presidente della sottocommissione per gli Affari dei nativi americani. (RB)

14 maggio - BRASILE - Per la Festa della Madonna di Fatima, in pellegrinaggio con il cuore

In un periodo di isolamento, in cui i pellegrinaggi non si possono fare con il corpo, “imparare a farlo con il cuore”: è questo il messaggio lanciato ieri dal Portogallo, dal vescovo di Leiria-Fatima, il cardinale António Marto, in occasione della Festa della Madonna di Fatima che ricorre il 13 maggio e che è particolarmente vissuta sia in Portogallo che in Brasile. Il tempo della pandemia permette di imparare "com'è un pellegrinaggio allo stato puro", ha detto alla celebrazione della Messa mattutina il porporato, le cui parole sono riportate sul sito dell’Episcopato brasiliano. È la prima volta nella storia – lo ha ricordato anche il cardinale – che il pellegrinaggio viene celebrato senza folla a causa della pandemia in corso: "Forse stiamo tutti imparando come è un pellegrinaggio interiore, che tocca nel modo più intimo la nostra vita, con la compagnia spirituale della Madre celeste, che conduce ciascuno ad incontrare il Dio santo e misericordioso", ha dichiarato. (RB)

14 maggio - CAMERUN - Appello vescovi: sia concesso alle famiglie di accompagnare i defunti nelle esequie

Nel mezzo della pandemia da coronavirus che ha provocato oltre 2.800 casi e 97 decessi, il Camerun vive un altro dramma: quello della confisca, da parte delle autorità, delle spoglie dei defunti che vengono immediatamente seppellite, senza che sia concesso alle loro famiglie il giusto accompagnamento spirituale. Il governo ha stabilito questa misura per timore che i corpi dei deceduti possano propagare i contagi. Ma i fedeli cristiani, tra cui sacerdoti e laici cattolici, si oppongono a tale decisione e chiedono che sia rispettato il diritto dei familiari di piangere i propri cari scomparsi. “L’accompagnamento religioso dei defunti per Covid-19 – spiega padre Sylvestre Eves, responsabile dell'Associazione per il dialogo interreligioso (Acadir) presso la Conferenza episcopale del Camerun – così come l'accompagnamento psicologico delle famiglie in lutto, sono necessari”. Di qui, l’auspicio che “l'Acadir crei un unità di sostegno spirituale, morale e psicologico delle persone e delle famiglie colpite dal coronavirus”. Tali unità dovrebbe far parte dei “Centri di assistenza Covid-19" allestiti nelle principali città del Paese. (IP)

14 maggio - AUSTRALIA - Stelle locali e internazionali in concerto via streaming per la Caritas

Si chiamano "Walk with Me' Loungeroom Sessions" le serate di stelle locali e internazionali organizzate da Caritas Australia, che stanno incollando alla diretta streaming ogni volta oltre 500 australiani all’insegna della solidarietà. Lo comunica Cath News, il servizio d’informazione collegato alla Conferenza episcopale australiana. Questi concerti, animati da artisti locali e internazionali, uniti nella solidarietà, si pongono l’obiettivo di raccogliere fondi che la Caritas Australia utilizzerà nel progetto denominato Compassione Covid-19. Il titolo dell’iniziativa “Walk with me” è tratto dal titolo di una canzone eccezionalmente donata alla causa dal performer Gary Pinto, uno dei più fedeli sostenitori del progetto: “Grazie al generoso sostegno del pubblico, Caritas continua a lavorare per una società pacifica, equa e giusta con un profondo rispetto per la dignità umana – ha dichiarato - sono incredibilmente orgoglioso di far parte della famiglia Caritas e di sostenere questo straordinario lavro attraverso la magia del dono della musica”. (RB)

14 maggio - POLONIA - Si moltiplicano nel Paese le iniziative per celebrare la nascita di San Giovanni Paolo II

Una Messa celebrata dal cardinale Kazimierz Nycz, una torta virtuale e un concerto online: sono solo alcune delle iniziative organizzate in Polonia dalla Fondazione "Opera del Nuovo Millennio”, tra il 17 e il 18 maggio, in occasione dell’anniversario della nascita di San Giovanni Paolo II. Tutti sono stati invitati ad unirsi alla celebrazione del compleanno del Papa polacco, attraverso azioni concrete e nel ricordo delle sue parole, pronunciate 15 anni fa: "Ti stavo cercando, e ora sei venuto da me!" Sul canale YouTube della Fondazione (www.youtube.com/user/DzieloTV ), alla vigilia dell’anniversario della nascita del Papa polacco, sarà pubblicato un concerto, registrato a domicilio, che vedrà la partecipazione di titolari di borse di studio, laureati e musicisti dell’"Orchestra at Świętokrzyska". Gli artisti eseguiranno la canzone "Padre, guidaci" del direttore d’orchestra e compositore Hubert Kowalski, associato alla Fondazione.  (AP)

14 maggio - COSTA D’AVORIO - Rinviata ‘sine die’ Plenaria vescovi

Era prevista dall’11 al 17 maggio la 116.ma Assemblea Plenaria della Conferenza episcopale della Costa d’Avorio (Cecci), ma a causa della pandemia da coronavirus e dell’obbligo di confinamento per la regione di Abidjan, l’incontro è stato rinviato ‘sine die’. In agenda, c’era il rinnovo della presidenza e delle Commissioni interne. "Il principale ostacolo allo svolgimento di questa sessione è che la diocesi di Yopougon, che doveva ospitare la Plenaria, fa parte della regione di Abidjan che rimane confinata secondo le misure sanitarie stabilite per combattere il coronavirus", ha detto padre Emmanuel Wohi Nin, segretario generale della Cecci, citato dal sito web della Recowa-Cerao (Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale). “Siamo in attesa delle misure del prossimo Consiglio di sicurezza nazionale per stabilire una nuova località e una nuova data”, ha sottolineato. Solitamente, nel corso dell’anno, i vescovi ivoriani si riuniscono tre volte: la prima a gennaio per riflettere sulle questioni pastorali; la seconda a marzo per affrontare i temi relativi alla vita sacerdotale ed ai seminari; la terza a maggio per dedicarsi al rinnovo degli incarichi. (IP)

14 maggio - SUDAFRICA - Lettera dei vescovi ai malati: siamo tutti preziosi al cospetto di Dio

Ieri, nel giorno in cui la Chiesa ha fatto memoria della Beata Vergine di Fatima, i vescovi del Sudafrica, attraverso il sito dell’Episcopato, hanno trasmesso un messaggio di conforto agli ammalati di Covid-19 presenti nel Paese in cui si sono superati i diecimila casi di contagio. “Siamo preoccupati in modo particolare per i nostri numerosi fratelli e sorelle che stanno vivendo lo stress in questo momento di isolamento – scrivono i presuli - per sconfiggere la pandemia e proteggere i nostri cari siamo fisicamente tagliati fuori dalla consolazione, dalla compagnia e dalla gioia che si vivono assieme agli altri. Tutti attraversiamo momenti di difficoltà nella vita: funerali, divorzi, relazioni povere, povertà, precarietà, insicurezza, crisi finanziaria, cattive condizioni abitative e disperazione, ma normalmente possiamo chiamare gli amici, sederci a tavola con i nostri cari, far visita ai parenti, visitare una chiesa, inginocchiarci davanti al Signore e la domenica riunirci come comunità intorno al sacerdote, alla Parola e all'Eucaristia”. (RB)

13 maggio NIGERIA Monsignor Kaigama (Abuja): corruzione e ingiustizie sociali alimentano la povertà e la violenza nel Paese

La Chiesa in Nigeria torna denunciare la piaga della corruzione e delle ingiustizie sociali che continuano ad alimentare povertà e violenza nel Paese. Lo ha fatto, durante la Messa della scorsa domenica, monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja e presidente della Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale (Recowa-Cerao). “Non è un segreto che uno dei maggiori problemi che ci troviamo ad affrontare oggi in Nigeria è l'avidità e che l'avidità porta alla corruzione – ha detto il presule nell’omelia ripresa dall’agenzia Cisa-. Se coloro che comandano, nel Governo, nelle comunità tribali o in quelle religiose, avessero svolto il loro lavoro con diligenza e timor di Dio, senza sfoggiare arroganza e ostentare la loro appartenza familiare, tribale o religiosa, non avremmo il triste primato mondiale del più alto numero di persone che vivono in estrema povertà".  “La povertà diffusa nel nostro Paese è dovuta in gran parte all’incapacità di garantire la giustizia sociale che è anche il motivo per cui la pace ci sfugge anche se preghiamo per questo - ha incalzato monsignor Kaigama-. Tutto ciò spiega anche perché assistiamo al diffondersi di mali come rapine, rapimenti, la disonestà, la prostituzione, la fuga di cervelli, l’emigrazione illegale”. (LZ)

13 maggio - EUROPA La Comece alla UE: troppi morti tra gli anziani. Urgenti politiche pubbliche a sostegno delle famiglie 

“È giunto il momento di fermare la ‘cultura dello scarto’” e “di concentrarsi di più su politiche pubbliche a sostegno delle famiglie”. Lo ha dichiarato oggi don Manuel Barrios Prieto, Segretario generale della Comece, che chiede alla Commissione europea di focalizzare il prossimo Rapporto sui cambiamenti demografici e il nuovo Libro Verde sull’invecchiamento della popolazione in Europa sugli anziani nell’attuale emergenza Covid-19. Le recenti statistiche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sul Vecchio Continente parlano infatti di una situazione drammatica: più del 95% dei decessi per Coronavirus hanno riguardato ultre-sessantenni e fino alla metà erano ospiti  in case di cura. “Gli anziani hanno gli stessi diritti alla vita e alla salute di tutti gli altri”, sottolinea con forza don Barrios Prieto, e tuttavia “a causa della mancanza di un numero sufficiente di unità di terapia intensiva in molti Stati membri dell’Ue, durante le fasi più acute della pandemia in corso, gli ospedali sono stati costretti a dare priorità ai pazienti più giovani rispetto a quelli più anziani”. Secondo la Comece, le difficili decisioni sulle cure mediche salvavita saranno evitate in futuro con investimenti sostanziali nei sistemi sanitari e attuando politiche che sostengano "veramente" le famiglie. (LZ)

13 maggio - SCOZIA  Lanciato Gruppo di lavoro per preparare la Chiesa locale a gestire le sue attività nei prossimi mesi

Uno speciale Gruppo di lavoro Covid-19 con il compito di “esaminare come meglio venire incontro alle esigenze pastorali di lungo termine della comunità cattolica durante la pandemia”. A crearla è la Conferenza episcopale scozzese per aiutare le diocesi e le parrocchie della Scozia a pianificare le loro attività pastorali nei prossimi mesi in modo che siano sicure nell’eventualità non remota che le restrizioni dovute alla pandemia vengano estese. “Mentre sarà bello riaprire le nostre parrocchie, riconosciamo che la vita parrocchiale non può tornare rapidamente alla normalità fino a quando non sarà disponibile un vaccino o un trattamento e prevedibilmente questo non accadrà fino al 2021. Ciò significa che anche quando le chiese riapriranno, le attività parrocchiali saranno ancora fortemente limitate”, spiega in un comunicato il vescovo di Argyll e le Isole Brian McGee a cui è stato affidato il coordinamento del gruppo. Le difficoltà non sono finite, ma secondo monsignor McGee, ci sono motivi per essere ottimisti: “Il nostro Gruppo ha avuto un primo incontro molto positivo. Le prime cifre indicano che un numero molto alto di spettatori sta guardando e scaricando Messe e devozioni on-line e questo ci fa credere che,  con l'assistenza provvidenziale di Dio, il lavoro spirituale, pastorale e catechistico che possiamo effettivamente fare può aiutare a rinnovare la Chiesa in Scozia e portare crescita e speranza dopo un periodo di disperazione", afferma il presule. (LZ)

13 maggio - MONDO La Famiglia Vincenziana Internazionale propone in un nuovo portale progetti per aiutare i più colpiti dalla pandemia

Un nuovo sito web della Famiglia Vincenziana Internazionale per creare sinergia tra associazioni di carità e persone di buona volontà al fine di offrire un aiuto concreto a chi si trova in difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus. Si tratta di famvin.net, portale che mette in collegamento progetti di varie organizzazioni che necessitano di finanziamenti e quanti vogliono offrire contributi. Poichè l’attuale pandemia ha incrementato la povertà nel mondo moltiplicando il numero di persone in stato di indigenza, la Famiglia Vincenziana, che si è mossa sin da subito per alleviare le condizioni dei più disagiati, ha pensato questa nuovo strumento. Al momento i contenuti del portale sono in spagnolo e inglese, ma presto saranno disponibili anche in italiano, portoghese, tedesco, francese e fiammingo. In un comunicato la Famiglia Vincenziana ricorda che nessuno deve essere lasciato indietro, come ammonisce Papa Francesco, e invita a visitare il sito e, se possibile, a donare, perché con l’aiuto di tutti si possa sconfiggere la Covid-19 e aiutare chi è nel bisogno. (TC)

13 maggio -  REGNO UNITO Vescovi invitano i fedeli ad unirsi alla “Giornata di preghiera e digiuno” del 14 maggio

"Vi chiedo di unirvi a me in preghiera, digiuno e con un atto di carità domani, 14 maggio, in solidarietà con le persone di fede di tutto il mondo per la fine della pandemia del coronavirus". Questo l’appello lanciato ai fedeli da Monsignor Patrick McKinney, presidente del Comitato per il dialogo con le altre fedi all’interno della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. In una nota diffusa sul sito dei vescovi locali, il presule ha espresso l’adesione della Chiesa cattolica inglese alla “Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità” indetta per domani dall’Alto Comitato per la Fratellanza umana, di cui fa parte anche il cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. L’iniziativa è stata promossa in questo tempo di prova per tutto il mondo a causa della pandemia provocata dal virus Covid-19. (IP)

13 maggio - BELGIO I vescovi invitano a pregare il Rosario per la novena di Pentecoste, raccomandando in particolare i malati di Covid-19

 I vescovi del Belgio esortano i fedeli a recitare il Rosario per la Novena di Pentecoste. Accogliendo l’invito di Papa Francesco a dedicare del tempo a questa preghiera semplice che ripercorre i momenti centrali della vita di Gesù e di Maria, i presuli, suggeriscono, in questo tempo di crisi dovuto all’emergenza coronavirus, di pregare specialmente per quanti soffrono e per coloro che se ne prendono cura, soprattutto nei nove giorni fra l’Ascensione e la Pentecoste, “particolarmente propizi per pregare per la discesa dello Spirito Santo in unione con Maria”. “Occorre pregare per ottenere la luce e la forza dello Spirito per tutti coloro che aspirano alla guarigione, alla solidarietà e alla pace fra i popoli” affermano i vescovi in una dichiarazione. I presuli raccomandano, per la novena di Pentecoste, assiduità nella preghiera, sia personale che in famiglia. Preziosi suggerimenti sono offerti dal Rinnovamento carismatico cattolico e dalla Commissione nazionale cattolica per l’ecumenismo; piste di preghiera e riflessioni sono disponibili su Cathobel e Kerknet. (TC)

13 maggio - SINGAPORE L'emergenza mette in difficoltà finanziarie la Chiesa singaporiana. L'appello della Caritas a donare on-line

L’emergenza Coronavirus sta mettendo in difficoltà anche le finanze della Chiesa a Singapore, impegnata in prima linea per fare fronte alle pesanti conseguenze sociali della pandemia. La sospensione delle Messe ha fatto precipitare le offerte dei fedeli, mentre si sono ridotte drasticamente anche le donazioni alla Caritas locale. Per questo, in occasione della sua annuale campagna di raccolta promossa nel periodo pasquale che quest’anno si conclude il 17 maggio, l’organizzazione caritativa ha lanciato un appello a donare on-line con l’hashtag #GodsLoveInAction (“L’amore di Dio in azione”). L’obiettivo è di raccogliere almeno 5 milioni di dollari, una cifra comunque inferiore alla media di 7 milioni raccolta negli anni passati. “La famiglia della Caritas si sforza di rendere l'amore di Dio una cosa reale che diventa tangibile quando aiutiamo le persone bisognose a vedere che c'è altro oltre alla disperazione, al dolore e alla tristezza, che c'è speranza e una realtà migliore che possono raggiungere”, si legge nell’appello pubblicato sul sito dell’arcidiocesi che invita quindi a donare generosamente perché, afferma, “insieme, possiamo superare qualsiasi momento difficile". I fondi, aggiunge il comunicato, aiuteranno la Caritas a continuare il suo lavoro sul campo "al servizio delle comunità più emarginate tra cui famiglie a basso reddito, giovani a rischio, detenuti, persone con disabilità fisiche e mentali”. (LZ)

13 maggio - ECUADOR "ON” campagna di solidarietà per chi ha perso il lavoro a Guayaquil

 "Enciende tu corazón", (illumina il tuo cuore) è il motto della campagna di solidarietà “ON”, lanciata dalla parrocchia del Santissimo Sacramento, a Guayaquil, con lo scopo di fornire cibo alle persone vulnerabili, che hanno smesso di lavorare a causa della pandemia di coronavirus. Il parroco, padre Donny de León, che ha gestito gli aiuti attraverso la Diakonia Food Bank, ha riferito – si legge sul sito web dell’Episcopato – che sono state più di 600 le famiglie che hanno usufruito della prima consegna di generi alimentari.“In questo modo la Chiesa è presente non solo con le sue preghiere, ma anche materialmente con il cibo di cui oggi c’è tanta carenza" ha spiegato padre de León. La campagna, che resterà attiva fino a quando la situazione non migliorerà, intende “garantire, in ogni kit, cibo a sufficienza per una settimana” ha concluso il parroco, visto che “la maggior parte delle famiglie dipende dal lavoro giornaliero, informale o da un reddito per manodopera”. (AP)

13 maggio - TERRA SANTA Dopo 22 anni, nuova professione perpetua tra le Clarisse di Gerusalemme

– Si chiama Suor Guadalupe de Diòs ed ha origini argentine: è lei che, domenica 10 maggio, ha emesso la professione solenne tra le Clarisse di Gerusalemme. Si tratta della prima professione perpetua da 22 anni a questa parte. "In questo contesto di pandemia – commenta la responsabile della comunità delle Clarisse, suor Maria di Nazareth – la professione solenne di suor Guadalupe ha un valore di testimonianza della vita contro la morte; della gioia sempre possibile, contro il dilagare della tristezza e della paura". A presiedere la celebrazione eucaristica è stato l’Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme Monsignor Pierbattista Pizzaballa, il quale ha definito la storia di Suor Gadalupe come “la storia di tutti noi: una faticosa, ma sincera ricerca del volto del Padre”, Volto di "misericordia e di pace". (IP)

13 maggio -  REPUBBLICA CECA Domenica colletta per i cristiani in Medio Oriente e preghiera per le comunità perseguitate

Una raccolta fondi per aiutare tutti i cristiani che vivono nei Paesi del Medio Oriente, dove costituiscono comunità di minoranza e incontrano molte difficoltà: è questa l’idea alla base della colletta che sarà effettuata domenica prossima, 17 maggio, la prima dopo le riaperture alla fine della fase di lockdown da Coronavirus, in tutte le chiese della Repubblica Ceca, promossa dalla Conferenza episcopale ceca e dalla Caritas. La colletta cade nella Giornata di preghiera per i cristiani perseguitati ed è stata decisa dai vescovi nella loro riunione plenaria dello scorso gennaio e annunciata sul sito dell’Episcopato. I fondi di questa raccolta, come annunciato, andranno ad aiutare i cristiani sofferenti e perseguitati in territori dove è presente il terrorismo di matrice islamica. I proventi degli anni precedenti sono stati utilizzati, ad esempio, per sostenere il ripopolamento della città cristiana di Karakos, in cui è tornata quasi la metà della popolazione. (RB)

13 maggio - UNGHERIA Le Chiese del Paese si uniscono alla “Giornata di preghiera e digiuno” del 14 maggio

 “Il nostro mondo si trova di fronte ad un grande pericolo. La pandemia causata dalla diffusione del coronavirus minaccia la vita e il sostentamento di milioni. Non dobbiamo dimenticare che anche in questa situazione possiamo cercare e chiedere rifugio e protezione da Dio”: con queste parole, la Conferenza episcopale d’Ungheria e il Consiglio ecumenico delle Chiese ungheresi esprimono la loro adesione alla “Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità” indetta per domani, 14 maggio, dall’Alto Comitato per la Fratellanza umana, presieduto dal cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. “Tutti i fedeli di ogni religione e ogni persona di buona volontà sono invitati a partecipare”, si legge in una nota congiunta. (RB)

13 maggio - ECUADOR L’arcidiocesi di Monaco e Frisinga dona 2 milioni di euro per la lotta al Covid-19 nel Paese

Due milioni di euro da investire nei settori della sanità, dell'istruzione e degli affari sociali, è la cifra stanziata dall’arcidiocesi di Monaco e Frisinga, gemellata con le diocesi dell’Ecuador, in questo momento di grande difficoltà, soprattutto per la città di Guayaquil, affinché il Paese riesca ad affrontare le conseguenze sociali – disoccupazione, fame e violenza – generate dalla diffusione della pandemia di coronavirus sul territorio.  L'arcidiocesi di Monaco di Baviera "in questa situazione vuole dare un segno di solidarietà e di aiuto alle persone colpite dalla povertà concreta e ai margini della società", ha detto monsignor Thomas Schlichting, responsabile del lavoro della Chiesa a livello mondiale. “Perché la crisi sta aggravando i problemi sociali. Gli ecuadoriani hanno paura del virus, ma hanno ancora più paura delle conseguenze economiche future. Soprattutto chi lavora a giornata”. (AP)

13 maggio - FRANCIA Centenario canonizzazione Giovanna d’Arco: settimana di preghiera nella diocesi di Orleans

“Per disposizione della divina clemenza, dopo lungo periodo di tempo, mentre la terribile guerra produceva tanti mali, offrirono un nuovo segno della giustizia e della misericordia di Dio quei miracoli che, operati per intercessione della Pulzella d’Orléans, sancivano definitivamente davanti agli uomini la sua innocenza, fede, santità e obbedienza ai voleri di Dio, per osservare i quali tutto sopportò fino a una crudele e ingiusta morte. È perciò molto opportuno che Giovanna d’Arco sia oggi iscritta nel numero dei Santi, perché, dal suo esempio, tutti i cristiani imparino che l’obbedienza ai voleri di Dio è santa e devota, e ottengano da lei la grazia di convertire i loro concittadini affinché ottengano la vita celeste”: così, il 16 maggio 1920, con la Bolla “Divina Disponente”, Benedetto XV canonizzava Giovanna d’Arco. A cento anni da quella data, la diocesi di Orleans ha organizzato una Settimana di preghiera dall’11 al 17 maggio, per commemorare l’evento. “Giovanna d’Arco è una Santa molto contemporanea – si legge sul sito diocesano – Attraverso le sue virtù, ispira ancora oggi ognuno di noi ad avanzare sulla via della santità. Lasciarsi condurre da lei, infatti, significa decidere di rispondere alla chiamata di Dio, perché essere santi non vuol dire scegliere la propria strada, ma seguire la via di Cristo”. (IP)

13 maggio - SLOVACCHIA Le salesiane festeggiano S. Maria Domenica Mazzarello e gli 80 anni dei Salesiani nel Paese

Doppia festa, oggi, per le comunità salesiane della Slovacchia: le suore della congregazione di Santa Maria Ausiliatrice – dette anche Salesiane di Don Bosco – ricordano la loro cofondatrice Santa Maria Domenica Mazzarello, che la Chiesa venera il 14 maggio, e anche gli 80 anni dall’arrivo dei salesiani nel Paese. La data esatta in cui i Salesiani iniziarono a operare in Slovacchia è domenica 16 maggio 1940. Le celebrazioni per l'80.mo anniversario si terranno il 16 maggio a Košice con la partecipazione – solo virtuale a causa della pandemia da Coronavirus - del Superiore Generale Yvonne Reungoat. Le comunità slovacche, invece, riceveranno la visita del superiore provinciale in Slovacchia, Monika Skalová. (RB)

13 maggio - INDIA Il dolore del Cardinale Gracias per la morte di migranti

“Il mio cuore ha pianto”: così il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay e presidente della Conferenza episcopale cattolica dell’India, commenta la notizia della morte di 15 lavoratori migranti che, venerdì scorso, sono stati travolti da un treno mentre dormivano sui binari ferroviari che costeggiano Aurangabad, nello Stato del Maharashtra. I migranti erano diretti in Madhya Pradesh ed avevano scelto di andarci a piedi camminando lungo la ferrovia, per evitare i controlli della polizia sulla quarantena, obbligatoria a causa della pandemia da coronavirus. “Ho ricevuto questa notizia con immenso dolore – sottolinea il porporato in una nota diffusa sul sito dell’Arcidiocesi di Bombay - "È straziante vedere la mia gente morire. Come dice il Salmo 129, ‘Dal profondo grido, o Signore, ascolta la mia preghiera per il mio popolo, vedi le sue sofferenze, il suo dolore, la sua povertà, la sua miseria e la sua angoscia’”. Il presidente dei vescovi indiani ricorda che sono circa 120 milioni i lavoratori migranti locali che si trovano senza lavoro, senza reddito e senza una casa dal 24 marzo, giorno in cui è iniziata la quarantena. “Le loro sofferenze sono infinite – ribadisce – Sono persone disperate e non sanno cosa le aspetta in futuro”. (IP)

13 maggio - SVIZZERA - Boom di richieste di card sociali per acquistare nei mercati Caritas del Paese

Vendono a prezzi ridotti derrate alimentari di base, prodotti freschi e anche articoli per l’igiene personale in tempi di pandemia: sono i mercati gestiti da Caritas Svizzera, che in questo periodo, come comunica il Media Center di Zurigo, stanno ricevendo un boom di richieste. Le vendite sono "a prezzi stracciati", come scrive l'organizzazione umanitaria cattolica sul suo sito, nelle 21 strutture che registrano tra 200 e 300 nuovi clienti a settimana, in tempi di pandemia da Coronavirus. “Non ci sono vere e proprie file, ma stiamo notando che la clientela è attualmente in espansione - dice Stefan Gribi, responsabile della comunicazione -  ogni settimana siamo subissati da nuovi clienti che richiedono una shopping card". Una card di questo tipo è necessaria per poter fare acquisti nei mercati della Caritas: viene concessa a persone che vivono al livello di sussistenza o al di sotto del livello di sussistenza, che ricevono assistenza sociale o prestazioni complementari o che sono in fase di risanamento dei debiti. Caritas Svizzera rileva, infine, che dall'inizio della crisi di Coronavirus le vendite di alimenti di base durevoli come pasta, olio e farina sono raddoppiate. Anche l'importo medio di acquisto a persona è passato da 13 a 17 franchi. (RB)

13 maggio - VIETNAM Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù e monache buddiste uniti nel portare aiuto ai bambini disabili

(VN) - 13mag20 - "Vorremmo condividere l'amore di Gesù con le persone bisognose durante la pandemia di Covid-19 e mostrare solidarietà alle monahce buddiste che si prendono cura dei bambini". Così padre Joseph Phan Tan Ho, a capo della Congregazione del Sacro Cuore di Gesù di Hue, nel Vietnam Centrale, per raccontare il loro aiuto alle monache buddiste, nel sostegno alle persone con disabilità fisiche, gravemente colpite dalla pandemia. Padre Ho ha riferito ad UCA News che i religiosi visitano spesso le monache, soprattutto “in estate e durante le feste delle due religioni". Il 12 maggio, quindi, una decina di sacerdoti della Congregazione, in occasione della festa del Vesak, celebrata quest’anno il 7 maggio, assieme a volontari laici, si sono recati al centro buddista Long Tho ad Hue, hanno offerto cibo ai bambini orfani, autistici, con paralisi cerebrale, sindrome di Down, disturbi della parola e dell’udito lì ospitati e hanno cucinato e organizzato giochi con loro.  (AP)

13 maggio - STATI UNITI - Didattica a distanza fino a fine anno scolastico per le scuole cattoliche di Los Angeles

Con un comunicato pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi di Los Angeles, il Dipartimento delle scuole cattoliche locali ha annunciato che gli istituti presenti nelle contee di Los Angeles, Ventura e Santa Barbara continueranno con l'insegnamento a distanza fino alla fine dell'anno accademico 2019-2020. "Dopo le recenti discussioni con i funzionari della sanità pubblica nelle tre contee che serviamo, i campus K-12 pubblici e privati non saranno inclusi nelle fasi iniziali della riapertura del settore. Di conseguenza, l'apprendimento a distanza continuerà fino alla fine dell'anno scolastico", ha detto Paul Escala, direttore senior e sovrintendente delle scuole cattoliche per l'arcidiocesi di Los Angeles. Le scuole dell'Arcidiocesi sono passate all'insegnamento a distanza il 17 marzo scorso, mentre le scuole di tutto lo Stato sono state sollecitate a chiudere in risposta alla minaccia del Coronavirus. Insegnanti, personale e dirigenti delle 265 scuole elementari e superiori dell'Arcidiocesi di Los Angeles hanno risposto rapidamente per garantire che i 73mila studenti iscritti non smettessero di imparare. (RB)

13 maggio - BRASILE - Ciclo di incontri virtuali tra vescovi per individuare strumenti di lotta alla pandemia

Un ciclo settimanali di incontri virtuali per discutere temi legati all’isolamento e alla gestione della pandemia: lo annuncia attraverso il suo sito, la Conferenza episcopale del Brasile che è tra i promotori dell’iniziativa. Nel Paese, oggi, si è registrato il record di 881 morti in sole 24 ore, che ha fatto salire il numero totale dei contagi a 12.400. Gli obiettivi di questa agenda comune, sono: discutere le specificità dell'avanzata del Coronavirus in ogni Stato e calibrare, così, le azioni della Chiesa in diverse realtà, come gli Stati con il maggior numero di casi, come l’epidemia avanza sui poveri e sulle periferie, e quali città hanno fatto il blocco totale, tra le altre. Secondo il vescovo ausiliare di Rio de Janeiro e segretario generale dei vescovi, monsignor Joel Portella Amado – che sarà il moderatore degli incontri - l'obiettivo dell'iniziativa è quello di conoscere queste realtà dal punto di vista dei vescovi del Brasile e di sapere cosa sta facendo la Chiesa in ogni località. Le riunioni si svolgeranno sempre il giovedì pomeriggio alle 16.30, nei mesi di maggio e giugno, sui canali della Conferenza episcopale, su quelli delle diocesi e sui social network. Il primo appuntamento è per giovedì 14 maggio, alle 16.30: mons. Joel riceverà come ospite l'arcivescovo di San Paolo, il cardinale Odilo Scherer, anch'egli rappresentante dei vescovi brasiliani nel Consiglio episcopale latinoamericano (Celam). Il porporato parlerà delle sfide dell'avanzata del Coronavirus nei grandi centri urbani, soprattutto a San Paolo, uno degli Stati più colpiti dall'avanzata della pandemia. (RB)

13 maggio - SVIZZERA - Fase 2. Vescovi al Consiglio Federale: autorizzare Messe con concorso di popolo

Le celebrazioni liturgiche con concorso di popolo siano consentita a partire dal 21 maggio: è la richiesta avanzata da Monsignor Felix Gmür, presidente della Conferenza episcopale svizzera (Ces), in una lettera aperta inviata al Consiglio Federale. Nel Paese elvetico, infatti, lunedì 11 maggio è iniziata la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, con l’allentamento di alcune misure restrittive sanitarie anti-contagio. Diverse le attività che hanno riaperto i battenti, mentre le Messe con la presenza fisica dei fedeli sono ancora sospese. Una discrasia che Monsignor Gmür sottolinea nella sua missiva: "Mentre molte attività sono riprese dopo l'11 maggio, le funzioni religiose sono ancora vietate. Questo non è più tollerabile: per centinaia di migliaia di fedeli, le funzioni settimanali sono una necessità esistenziale. Serve una prospettiva". Di qui, il suggerimento avanzato dal presule: “A partire dalla festa dell'Ascensione del 21 maggio, ma non oltre la Solennità di Pentecoste del 31 maggio, le funzioni religiose pubbliche dovrebbero essere nuovamente possibili". (IP)

13 maggio - MAROCCO - Il cardinale Cristóbal López Romero invita ad aderire alla giornata di preghiera di domani e a trarre insegnamenti positivi da questo tempo

Anche la Chiesa del Marocco aderisce alla Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità di domani. In una lettera ai fedeli, il cardinale Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat, spiega che si tratta di digiunare e di pregare per la fratellanza, “perché tutta l’umanità sia una sola famiglia”, e di mettere “in pratica l’amore cristiano con i più bisognosi”. Il porporato invita poi a dedicare la settimana dal 16 al 24 maggio alla Laudato si’, l’enciclica di Papa Francesco, a 5 anni dalla pubblicazione, cercando di metterla in pratica con iniziative. Circa la ripresa delle celebrazioni con concorso di popolo non ancora possibile in Marocco, l’arcivescovo di Rabat, esorta a vivere con pazienza e gioia questo tempo pasquale in isolamento. “Non ci possiamo riunire, ma possiamo unirci, questo è più importante, e sentirci in comunione con tutti i cristiani del mondo e con i nostri fratelli musulmani, che continuano a vivere il Ramadan anche loro in isolamento” afferma il cardinale López Romero. Il porporato precisa che se le chiese e i luoghi di culto sono fermi, non lo è la Chiesa che continua ad essere al fianco dei più bisognosi, mentre diverse comunità si sono organizzate per distribuire beni alimentari e kit d’igiene. (TC)

13 maggio - COLOMBIA - Recita del Rosario in famiglia insieme ai vescovi nel giorno della festa di Fatima

I vescovi colombiani, sul sito web dell’Episcopato, invitano tutti i cattolici e le famiglie colombiane a recitare oggi, 13 maggio, festa della Madonna di Fatima, alle ore 17 e alle ore 23, il Santo Rosario, insieme agli arcivescovi, ai vescovi e ai vicari apostolici, attraverso il canale Cristovisión. "Da diversi giorni - ha spiegato monsignor Elkin Fernando Alvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellin e segretario generale della Conferenza episcopale colombiana (CEC) - stiamo realizzando un video che vede i vescovi del Paese pregare i misteri gloriosi. Speriamo quindi di avere un incontro di preghiera virtuale e fraterno con i fedeli questo mercoledì 13 maggio, per invocare l'intercessione della nostra madre Maria in questo tempo di pandemia". L’iniziativa, nel giorno in cui la Chiesa ricorda la prima apparizione della Beata Vergine sulle colline di Cova da Iria, in Portogallo, nel 1917, fa parte di una serie di iniziative pastorali ed evangelizzatrici dell’Episcopato che hanno lo scopo di accompagnare le famiglie in questo tempo di pandemia. (AP)

13 maggio - STATI UNITI - 23 e 24 maggio, Campagna per la Comunicazione cattolica: “Connettersi con Cristo”

“Connettersi con Cristo”: questo il tema della Campagna per la Comunicazione cattolica (Ccc) che si terrà negli Stati Uniti durante il fine-settimana del 23 e 24 maggio prossimi. Per l’occasione, in tutte le principali parrocchie del Paese si svolgerà una speciale colletta destinata all’opera di comunicazione ed evangelizzazione della Chiesa locale. Le date prescelte non sono casuali: il 24 maggio, infatti, ricorre la 54.ma Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali, per la quale Papa Francesco ha diffuso un Messaggio sul tema “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia”. “La Ccc – si legge sul sito della Conferenza episcopale statunitense (Usccb) - aiuta a collegare le persone in patria e all'estero con Cristo. Siate generosi quando vi viene chiesto di donare nella vostra parrocchia!”. I fondi raccolti “sostengono anche progetti di comunicazione in aree del mondo in via di sviluppo in cui la Chiesa è in crescita, ma non dispone di risorse adeguate”. Il Ccc contribuisce anche “alle borse di studio per la formazione di comunicatori cattolici provenienti da quelle aree del mondo, affinché abbiano gli strumenti necessari per diffondere il messaggio evangelico nel XXI secolo”. (IP)

13 maggio - SUDAFRICA - La Chiesa chiede al governo di garantire la sicurezza degli operatori sanitari di frontiera

Nella giornata di ieri, in cui si sono celebrano gli infermieri, tra le categorie professionali più a rischio per il diretto contatto con i malati di Covid-19, la Chiesa sudafricana ha approfittato per chiedere al governo del presidente Ramaphosa che siano garantite adeguate protezioni per tutti gli operatori sanitari, specie quelli che lavorano nelle aree più remote. Lo si legge sul sito dell’Episcopato sudafricano. “Senza le nostre infermiere, la battaglia del Sudafrica contro Covid-19 sarebbe persa”, scrivono i vescovi del Paese in cui si sono superati i diecimila casi di contagio e in cui da qualche giorno è stata avviata una sperimentazione di cura con un vecchio vaccino usato contro la tubercolosi. “Ci uniamo al presidente Cyril Ramaphosa e a tutto il Paese nel ringraziare le nostre infermiere in Sudafrica che, essendo in prima linea nella risposta contro il Covid-19, ci hanno mostrato un esempio di eroismo e di abnegazione – scrivono ancora i vescovi – la loro è più di una professione, ma una vocazione che implica la dedizione al bene comune”. (RB)

13 maggio - SUDAFRICA - La Chiesa rinvia la Mini Giornata mondiale della gioventù prevista a dicembre

La Conferenza episcopale cattolica dell'Africa australe (SACBC) ha acconsentito, su proposta del Comitato centrale della MWYD, presieduto dal vescovo Stanley Dziuba OSPPE e da suor Hermenegild Makoro CPS, al rinvio della Mini Giornata mondiale della gioventù (MWYD), prevista a dicembre, nell’arcidiocesi di Pretoria, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus nel Paese. Monsignor Dziuba, in una dichiarazione dell’11 maggio, firmata assieme a don Mthembeni Dlamini, CMM, cappellano della SACBC, ha sottolineato l’imprevedibilità della situazione. “Non sappiamo – si legge nel comunicato - quanto durerà questo blocco di livello 4 o se ad un certo punto ci verrà chiesto un livello 5" e poiché "sta per iniziare la stagione dell'influenza e i medici prevedono un picco del virus fino a settembre, ci sono probabilità che esso circoli per più tempo fino al 2021". Il Consiglio di amministrazione della SACBC, in una riunione che si è svolta dal 4 al 5 maggio – riporta la Cisa -, ha dunque approvato il rinvio, poiché “portare avanti i piani comporterebbe anche un'enorme perdita finanziaria che la SACBC non è in grado di gestire e, oltre a ciò, sarebbe estremamente difficile organizzare qualcosa, vista la chiusura della maggior parte delle attività dei fornitori di servizi". (AP)

13 maggio - AMERICA LATINA - Celam esorta i vescovi ad unirsi alla “Giornata di preghiera e digiuno” del 14 maggio

La Chiesa cattolica dell’America Latina aderisce alla “Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità” indetta per domani, 14 maggio, dall’Alto Comitato per la Fratellanza umana, presieduto dal cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. In una nota diffusa dal Celam (Consiglio episcopale latinoamericano), si esortano i vescovi del continente ad “invocare Dio affinché ispiri la scienza a trovare presto una cura per il virus Covid-19, così da ripristinare la salute e lo sviluppo dell’umanità, in modo che, tutti insieme, si possa costruire una civiltà più umana e fraterna”. Al contempo, il Celam coglie l’occasione per esprimere “preghiera e vicinanza a tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus”; i malati e i sofferenti, in particolare, vengono affidati “all’intercessione della Vergine di Guadalupe, Patrona d’America”. (IP)

13 maggio - NIGER – I vescovi aderiscono alla Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità del 14 maggio

“Questa giornata sarà vissuta da ciascuno secondo la maniera che gli è propria sotto lo sguardo di Dio e della propria coscienza”: è l’indicazione che i vescovi del Niger hanno dato ai fedeli sulla Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità prevista per domani, lanciata dall’Alto Comitato per la fratellanza umana e alla quale ha aderito Papa Francesco. La Conferenza episcopale, in un messaggio, annuncia di voler pregare in comunione con il Pontefice ed esorta i fedeli ad unirsi spiritualmente “per implorare l’aiuto divino affinché l’umanità possa superare la pandemia causata dal coronavirus”. “Uniti dai valori universali della preghiera, del digiuno e delle opere di carità – scrivono i vescovi – viviamo insieme ‘una testimonianza della grandezza della fede in Dio che unisce i cuori divisi ed eleva lo spirito umano”. “Che Dio onnipotente e misericordioso accolga ed esaudisca le nostre umili preghiere” concludono i presuli. (TC)

13 maggio - BOTSWANA - Fase 2. Vescovi: riapertura Chiese è luce in fondo al tunnel

Anche il Botswana si avvia verso la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, ovvero l’allentamento delle misure restrittive per evitare la diffusione dei contagi. Si prevede, infatti, la graduale riapertura delle chiese per le celebrazioni con concorso di popolo: una decisione che trova il plauso dei vescovi. “Cominciamo a vedere la luce alla fine del tunnel”, afferma Monsignor Frank Nubuasah, vescovo della diocesi di Gaborone, in una dichiarazione diffusa sul sito web della Recowa-Cerao (Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale). Secondo le direttive del governo, le celebrazioni pubbliche potranno riprendere il 21 maggio, ma sempre con le dovute cautele: Monsignor Nubuasah sottolinea che “il numero di fedeli riuniti non dovrà essere superiore a 50”, così da poter mantenere il giusto distanziamento sociale, mentre si suggerisce ai sacerdoti di aggiungere una celebrazione il venerdì, oltre a quella della domenica. Non sarà necessaria comunque l’autocertificazione per recarsi presso la propria parrocchia. Al contempo, il presule ringrazia i fedeli per aver rispettato le regole durante la quarantena e per aver pregato per tutta la comunità. Con un totale di 2,2 milioni di abitanti, il Botswana conta circa il 5 per cento dei cattolici. Due le diocesi: quella meridionale di Gaborone e quella settentrionale di Francistown, entrambe suffraganee dell’Arcidiocesi di Pretoria, in Sudafrica. Al 6 maggio, nel Paese si sono riscontrati 28 casi positivi di Covid-19 e un decesso. (IP)

13 maggio - GERMANIA - Annunciata per l’autunno la 45.ma Settimana interculturale delle chiese: forte segno di unità in tempi difficili

Si svolgerà tra il 27 settembre e il 4 ottobre prossimi la 45.ma Settimana Interculturale organizzata dalle Chiese cristiane di Germania: ne dà notizia, attraverso il sito dell’Episcopato, il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Georg Bätzing, con il presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania, il vescovo regionale Heinrich Bedford-Strohm e il presidente della Conferenza Episcopale Ortodossa in Germania, il metropolita Augoustinos. Il tema scelto per l’evento è "Vivere insieme, crescere insieme". In occasione della Settimana interculturale, sono previsti numerosi eventi in tutto il Paese: negli ultimi anni si sono sempre svolti oltre cinquemila eventi in più di 500 località; per quest’anno fondamentale per l’organizzazione sarà l’andamento dell’epidemia da Coronavirus che nelle ultime 24 ore ha contagiato altre 116 persone, mantenendo l’indice di contagio in Germania sopra l’1%. (RB)

12 maggio - BURKINA FASO – Al via alle celebrazioni con i fedeli dalla vigilia dell’Ascensione

Dal 20 maggio riprendono nel Burkina Faso le celebrazioni pubbliche e le attività pastorali sospese a causa dell’emergenza coronavirus. Lo ha annunciato la Conferenza episcopale del Burkina-Niger in una dichiarazione dello scorso 9 maggio che fornisce una serie di direttive. A partire dalla vigilia della solennità dell’Ascensione, nel rispetto delle misure disposte dalle autorità civili per evitare la diffusione dell’epidemia, i fedeli dovranno indossare mascherine, lavarsi le mani, evitare le strette di mano, osservare il distanziamento sociale. Sarà necessaria la disinfezione e la sanificazione dei luoghi di culto e degli ambienti adibiti a riunioni ed incontri. In particolare, poi, durante le assemblee liturgiche e le attività pastorali, si potrà ricevere l’Eucaristia soltanto fra le mani e i sacerdoti dovranno comunicarsi al Sangue di Cristo per intinzione ed evitare le concelebrazioni. Si dovranno esortare i malati di Covid-19 a seguire le indicazioni del ministero della Sanità, per loro non sarà possibile partecipare alle celebrazioni pubbliche fino a completa guarigione. È sospeso l’uso dell’acqua benedetta e i ministri dell’Eucaristia dovranno rispettare le previste norme igieniche. Non si potranno ancora organizzare pellegrinaggi, raduni, incontri, ritiri, mentre sarà ogni vescovo, nella propria diocesi, a decidere dell’anno catechistico e dell’amministrazione dei sacramenti. (TC)

12 maggio - POLONIA - Giornata mondiale dell’infermiere. Presidente dei vescovi: “Ruolo insostituibile nella società”

“Gli Infermieri e le infermiere, insieme alle ostetriche, sono persone alle quali siamo particolarmente grati per il loro straordinario contributo alla tutela della nostra salute e, quindi, per il futuro della nostra società”. Lo ha detto il Presidente dei vescovi polacchi, mons. Stanisław Gądecki, per ricordare la Giornata Mondiale dell’infermiere che si celebra oggi, nel contesto dell’Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica indetto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In questo stesso giorno si ricorda anche il bicentenario della nascita di Florence Nightingale, colei che diede inizio all’infermieristica moderna. “Mi auguro che queste fondamentali figure professionali continuino nell’adempimento del loro servizio per il bene dei malati. Anche perché il loro ruolo è insostituibile e lo abbiamo compreso ancora meglio durante il periodo più critico della pandemia. Desidero ringraziarli per quanto sono riusciti a fare” ha aggiunto il presule. Mons. Stanisław Gądecki ha sottolineato anche lo straordinario lavoro delle suore che prestano servizio, come assistenti sanitarie, negli ospedali, nelle case di cura e di riposo. (DD)

12 maggio - MONDO – Messaggio del Coe per la Pentecoste: lo Spirito Santo tocchi tutti come una pandemia benefica

VN – 12mag20 – La Pentecoste di quest’anno sia come la prima, quando i primi discepoli di Gesù, “nascosti nella paura, furono scossi, poi incoraggiati dalla potente presenza di Dio. Lo scrivono in un messaggio i presidenti del Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe), che ricordano come la Chiesa, nata nel tumulto, sia uscita dal caos con un messaggio potente. Similmente oggi, se il coronavirus “ha capovolto il mondo, seminando terrore e caos, causando milioni di malati e centinaia di migliaia di morti”, devastando economie, distruggendo famiglie e sfuggendo ai più sofisticati sistemi sanitari globali e locali, la Pentecoste lega gli uni agli altri e ai primi discepoli “per proclamare, come hanno fatto loro con audacia, che il Dio della vita è sempre con noi”. “Lo Spirito infonde in noi il coraggio di affrontare il dolore e la sofferenza. Lo Spirito infiamma i nostri cuori d'amore per servire coloro che soffrono – si legge nel messaggio – ci consente di affrontare e superare questo virus grazie a una cooperazione generosa, alle nostre migliori cure mediche e pastorali e, soprattutto, alla nostra amorevole cura per tutti i figli di Dio”. I presidenti del Coe concludono il messaggio di Pentecoste sottolineando che “anche lo Spirito di Dio è un pan-demos. Tocca tutte le persone e supera tutte le barriere” ma è “sinonimo di vita, non di morte”. Da qui l’invito a pregare perché “la Pentecoste, combattendo questa pandemia, liberi le energie dello Spirito su tutto il popolo di Dio e rinnovi non solo la Chiesa, ma anche la faccia della terra”. (TC)

12 giugno - REGNO UNITO Vescovi delusi dal piano Johnson per la riapertura delle chiese al pubblico

(VN), 12mag20 - “La tempistica e le modalità dell’apertura delle chiese toccano sensibilità e bisogni spirituali” che “il documento e le dichiarazioni del Governo non riconoscono”. La Conferenza episcopale inglese e gallese (Cbcew) è delusa dal piano di ripresa delle attività nel Paese annunciato ieri dal Premier Boris Johnson. Il piano fissa al primo giugno la fase iniziale di uscita dal lockdown, in cui potranno riaprire alcuni negozi e le scuole elementari, a cui seguirà a luglio la seconda fase, quando potranno riaprire bar e ristoranti e riprendere alle celebrazioni pubbliche nelle chiese. Una soluzione che non piace ai vescovi che in un comunicato esprimono l’auspicio che che le chiese possano riaprire prima almeno per consentire ai fedeli di pregare in forma privata. La Chiesa cattolica continuerà il suo impegno “in dialogo con il Governo” perché questo sia possibile e ha già presentato un piano dettagliato che è in linea con le linee guida delle autorità sanitarie, precisa la nota. I vescovi affermano quindi la piena disponibilità della Chiesa a collaborare con la speciale task-force annunciata da Johnson per arrivare all’apertura delle chiese in sicurezza il “prima possibile”, anche alla luce dell’esperienza di altri Paesi che lo hanno già fatto. (LZ) 

 12 maggio FRANCIA Dimissioni del portavoce dei vescovi, padre Thierry Magnin 

Padre Thierry Magnin, segretario generale e portavoce della Conferenza episcopale francese (Cef) ha annunciato l’intenzione di dimettersi dal suo mandato che, d’accordo con il Consiglio permanente, concluderà alla fine di questa estate  con due anni di anticipo rispetto alla scadenza. Lo rende noto un comunicato pubblicato sul sito della Cef. In una lettera inviata l’11 maggio ai vescovi, il sacerdote, succeduto l’anno scorso a padre Olivier Ribadeau Dumas, spiega la decisione con il desiderio di vivere i suoi impegni “più serenamente”, dopo un anno che descrive come un “turbine che non finisce mai”, con “l’insoddisfazione di non poter approfondire nulla". Gli ultimi mesi sono stati particolarmente intensi per la Chiesa di Francia che ha dovuto affrontare diversi dossier sensibili: dalla riforma della Legge sulla bioetica, alle proteste dei cosiddetti "gilets jaunes", alla crisi della pedofilia fino all'attuale crisi della pandemia del Covid-19 con i complessi negoziati per la riapertura in Francia delle chiese al pubblico per la celebrazione dei Sacramenti. Nalla sua lettera padre Magnien sottolinea “il clima di totale fiducia e verita vissuto con il presidente della Cef”, in questi mesi, compresa l’accettazione delle sue dimissioni, ringraziando “i vescovi di Francia per la qualità dei legami tessuti”. (LZ)

12 maggio - MESSICO Episcopato: protocollo per il trattamento dei malati Covid-19 nelle comunità religiose

I vescovi messicani hanno creato un "Protocollo in caso di contagio nelle comunità di vita consacrata", già disponibile sul sito web dell’Episcopato, per il trattamento dei possibili casi di infezione da coronavirus all'interno delle comunità religiose. Monsignor Julio Salcedo Aquino, vescovo di Tlaxcala e responsabile della Dimensione episcopale per la Vita Consacrata della Conferenza episcopale messicana, presentando il protocollo, ha espresso la "speranza che non ci sia bisogno di applicarlo", ma - ha sottolineato - "dovesse essere necessario, sarà conveniente averlo a portata di mano e conoscerlo". Il documento, frutto del lavoro di Salud y Comunión, A.C., gruppo interdisciplinare di professionisti del settore sanitario, che ha adattato i protocolli del Ministero della Salute e dell'OMS, descrive alcuni dei principali sintomi manifestati da una persona infetta da Covid-19, così come le circostanze in cui sia necessario portarla in ospedale per cure specialistiche. (AP)

12 maggio - LIBANO Anche la Chiesa armeno cattolica aderisce alla Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità del 14 maggio

In una lettera datata ieri e inviata a tutti i membri del clero armeno cattolico in Libano, monsignor Giorgio Assadourian, vescovo ausiliare della diocesi patriarcale di Beirut, invita vescovi e sacerdoti a celebrare il 14 maggio Messe e preghiere elevando suppliche a Dio perché abbia fine la pandemia da coronavirus. Facendo riferimento al messaggio del 2 maggio scorso dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana e al richiamo di Papa Francesco il giorno dopo, monsignor Assadourian ricorda che nella Giornata interreligiosa dedicata alla preghiera e al digiuno perché venga meno l’emergenza sanitaria, non devono mancare le opere di carità per aiutare quanti sono nel bisogno e gli ammalati. Infine il presule esorta ad unirsi alle preghiere dei fedeli di tutto il mondo, affinché Dio, con l’intercessione di Maria, abbia compassione e salvi l’umanità. (TC)

12 maggio - ZAMBIA Gesuiti lanciano il “Covid-19 Jesuit Relief”, programma di aiuti ai più vulnerabili nella crisi

Se l’emergenza Coronavirus sta avendo effetti devastanti in tutto il mondo, esse sono particolarmente pesanti per le comunità più povere dei Paesi del Sud del pianeta come quelli africani, dove a causa delle restrizioni imposte contro il contagio numerose famiglie hanno perso le loro uniche fonti di reddito. Ed è in questo contesto che si inserisce il “Covid-19 Jesuit Relief”, un nuovo programma di aiuti destinato alle fasce sociali più vulnerabili promosso dalla Provincia dello Zambia e del Malawi della Compagnia di Gesù. Il programma – informa il sito della Conferenza dei Gesuiti dell’Africa e del Madagascar - supporterà il piano di aiuti predisposto dal Governo zambiano per l’emergenza ed è stato lanciato nei giorni scorsi dal Superiore provinciale dello Zambia-Malawi, padre Leonard Chiti, alla presenza del Ministro della Sanità Chiatau Chilufya.  Il progetto – ha spiegato padre Chiti alla presentazione dell'iniziativa - non vuole solo rispondere all’emergenza sanitaria, ma anche mettere in pratica una delle quattro "Preferenze apostoliche universali" fissate dalla Compagnia di Gesù per il decennio 2019-2029 per servire meglio il mondo: quella del cammino con gli esclusi, i poveri, i più vulnerabili, in linea con le indicazioni Costituzione conciliare “Gaudium et Spes” sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. "Il nostro lavoro -  ha infatti sottolineato - non finisce con il dare da mangiare agli affamati, ci preoccupiamo anche di capire perché sono affamati”. (LZ)

12 maggio - BANGLADESH #coronavirus L’impegno dei medici e degli operatori sanitari cristiani nella lotta contro il Covid-19

Il dott. Edward Pallab Rozario, segretario della Commissione episcopale per l'assistenza sanitaria (EC-HC), in occasione della Giornata internazionale degli infermieri, ha invitato il governo e le organizzazioni private a sostenere il personale medico e gli operatori sanitari, che rischiano la vita per gli altri ogni giorno, nella loro battaglia in prima linea contro il Covid-19. Sono 2.500 gli infermieri e 170 i medici cristiani, secondo i funzionari ecclesiastici, che combattono attivamente il virus mortale in Bangladesh, fianco a fianco, nonostante la mancanza di attrezzature e di supporto. “La comunità cristiana gestisce 13 ospedali in tutto il Paese - ha riferito ad UCA News il dott. Rozario, responsabile pure dell’area sanitaria di Caritas Bangladesh - ma nessuno di loro è specializzato in Covid-19. Offrono servizi per i malati di coronavirus, raccolgono campioni e indirizzano i pazienti in ospedali specializzati se si sospetta che qualcuno di loro sia affetto dal virus". (AP) 

12 maggio - COLOMBIA Arcivescovo di Nuova Pamplona: “Tuteliamo, amiamo, rispettiamo e non discriminiamo i medici 

L'arcivescovo di Nuova Pamplona, monsignor Jorge Alberto Ossa Soto, in un videomessaggio pubblicato sul sito dell’Episcopato, lancia un appello affinché tutto il personale medico e gli operatori sanitari, che stanno lottando contro la pandemia di coronavirus, siano tutelati, amati, rispettati e non discriminati.  Il presule, avendo assistito ad episodi di rifiuto e maltrattamento, sia fisico che online sui social network, ricorda come "i medici, il personale sanitario e tutti coloro che collaborano nelle strutture ospedaliere rischino la vita per il bene della comunità”. Invita tutti, quindi, ad essere coerenti, a prendersi cura di loro, ad amarli e rispettarli. “Non è giusto – dice - che li applaudiamo e poi li discriminiamo”. (AP)

12 maggio - FILIPPINE L’arcidiocesi di Manila ha già pronte le linee guida per la ripresa delle Messe con concorso di popolo

L'arcidiocesi di Manila ha già pronte le direttive per la ripresa in sicurezza delle celebrazioni liturgiche con concorso di popolo. Una copia delle linee guida - riporta l'agenzia dei vescovi Cbcpnews - è stata inviata la settimana scorsa al Ministero della Sanità che non ha ancora dato una risposta. "Le misure - ha precisato monsignor Broderick Pabillo, amministratore apostolico dell'arcidiocesi - saranno implementate appena saranno revocate le attuali restrizioni Covid-19 e se ritenute adeguate dal Ministero". Le linee guida messe a punto dalle autorità diocesane fissano un numero massimo di persone presenti nelle chiese per assicurare il rispetto del distanziamento sociale e impongono, tra le altre cose, l’uso delle mascherine ai partecipanti. Nei giorni scorsi monsignor Pabillo si era fatto portavoce dei sentimenti di molti fedeli che vorrebbero la riapertura delle chiese in concomitanza con la graduale ripresa di altre attività in alcune aree. (LZ)

12 maggio - TERRA SANTA  Wcc e Mecc, appello all’Ue contro i piani di annessione dei territori della Cisgiordania 

Il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) e il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (Mecc) si uniscono all’appello lanciato nei giorni scorsi dai Patriarchi e i Capi delle Chiese di Terra Santa contro i piani di annessione unilaterale dei territori palestinesi della Cisgiordania da parte di Israele.  In una lettera congiunta indirizzata ieri ai Ministri degli Esteri dell’Unione europea, i due organismi ecumenici chiedono a Bruxelles “una posizione ferma e di principio” contro il progetto che rappresenterebbe “una grave violazione del diritto internazionale” e “un colpo devastante” alla soluzione dei due Stati e al processo di pace nella regione. L’auspicio è che l’UE risponda con misure analoghe a quelle adottate per l’annessione della Crimea da parte della Russia.  Per il Consiglio mondiale delle Chiese e il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente l’annessione “non porterà giustizia o pace, ma solo una maggiore ingiustizia, espropriazione, crescenti tensioni, destabilizzazione regionale e un’ulteriore erosione del rispetto del diritto internazionale”. “L’Ue – ammonisce in conclusione la missiva - non deve essere complice – per inerzia o reazione inadeguata – di questo risultato”. (LZ)

12 maggio - INDONESIA La Chiesa esorta gli indonesiani a digiunare, pregare e fare opere di carità per chiedere la fine della pandemia

La Chiesa indonesiana, in risposta all’appello di Papa Francesco del 3 maggio, in cui ha chiesto ai credenti di tutte le religioni di unirsi spiritualmente, il 14 maggio, per chiedere a Dio la fine della pandemia di coronavirus, ha invitato i cattolici del Paese a fare lo stesso e a dedicare la giornata alla preghiera, al digiuno e alle opere di carità. Padre Antonius Suyadi, direttore della Commissione per gli Affari Ecumenici e Interreligiosi, ieri - si legge su UCA News - ha dichiarato che “l'arcidiocesi di Giacarta, attraverso la Commissione per gli Affari Ecumenici e Interreligiosi, esorta i parroci a incoraggiare tutti i parrocchiani a digiunare, pregare e lavorare per la carità contemporaneamente". "L'obiettivo – ha aggiunto - è quello di pregare insieme a persone di religioni diverse nel mondo, affinché Dio aiuti gli scienziati a trovare rapidamente un vaccino per il Covid-19 e affinché la pandemia finisca presto". AP)

11 maggio - VENEZUELA Presidente dei vescovi: “Porre fine alle sofferenze dei venezuelani”

“Fino a quando la verità non verrà fuori e le parti in causa manterranno le loro posizioni, non si arriverà mai ad un accordo. E’ quanto ha detto il Presidente della vescovi venezuelani e arcivescovo di Maracaibo, mons. José Luis Azuaje, commentando lo scontro a distanza tra Maduro e Trump a seguito del fallito attacco realizzato la settimana scorsa da un gruppo di disertori, accompagnati da due contractor statunitensi, con l’obiettivo di mettere fine al regime chavista e riportare la democrazia in Venezuela. In una intervista per il canale all news venezuelano Telesur, Maduro aveva sostenuto che il Venezuela “è uno dei temi che ossessiona” l'ospite della Casa Bianca. L'incursione armata, ha spiegato, “è stata una operazione segreta ordinata da Donald Trump con la complicità del presidente colombiano, Iván Duque Márquez”. Trump a stretto giro aveva risposto che gli Usa non hanno nulla a che fare con l’accaduto. Il Presidente dei vescovi ha lanciato un appello ai leader politici affinché vengano “alleviate prima di tutto le sofferenze dei venezuelani”. Il presule ha anche sottolineato che “le accuse da una parte e dall’altra non fanno che esasperare gli animi a danno di una cittadinanza sempre più in difficoltà”. Mons. Luis Azuaje, ha annunciato anche che i vescovi si sarebbero riuniti per discutere di quanto accaduto nel carcere di Los Llanos a Guanare, nello Stato centrale di Portuguesa, dove all’inizio del mese sono morti 50 detenuti durante una rivolta che aveva come obiettivo provocare una fuga di massa, sventata dalla sicurezza. Al centro delle preoccupazioni del presule, anche la quarantena che ormai dura da otto settimane e la ripresa che “dovrà garantire lavoro per il futuro”.  (DD)

11 maggio - PORTOGALLO  Ordinario militare portoghese invoca l'intercessione   della Madonna della Salute contro la pandemia

La sua intercessione era stata invocata durante la peste che aveva colpito Lisbona nel XVI secolo. Ieri l’ordinario militare del Portogallo, monsignor Rui Manuel Sousa Valério è tornato a chiedere la protezione della Madonna della Salute, questa volta contro la nuova pandemia del Coronavirus. Lo ha fatto durante la Messa celebrata nella cappella a lei dedicata nel quartiere storico di Mouraria, consacrata in origine a San Sebastiano, il santo invocato contro la peste e tutte epidemie. “Anche oggi l'umanità si sente profondamente minacciata da una terribile pandemia che sconvolge tutti”, ha detto nell’omelia il presule -  citato dall'agenzia Ecclesia -  che ha ricordato "gli anni lontani e drammatici del 1569 e del 1599, quando Lisbona cadde vittima della peste nera" e cercò “rifugio e salvezza” nella Madonna della Salute ottenendo la fine del flagello. L'Ordinario miltare portoghese ha invocato l'aiuto di Maria anche affinché renda tutti più solidali gli uni verso gli altri in questa emergenza perché, ha sottolineato,  "nessuno si salva da solo".  (LZ)

11 maggio -  MALESIA  Forum online per aiutare i cattolici a vivere la loro fede in tempi difficili

L'Istituto per la Nuova Evangelizzazione (INE), in seno al Movement Control Order (MCO), creato in Malesia per rispondere alla pandemia di Covid-19, ha dato il via, dal 29 aprile, ogni mercoledì, per quattro settimane, ad una serie di Forum online dal titolo “Cast the Net on the Net”. Gli incontri, cui partecipano massimo 30 persone ogni settimana, si svolgono nell’arco di un’ora, attraverso la piattaforma Zoom, e permettono agli iscritti di interagire, dialogare e condividere idee con i relatori, appartenenti a differenti ambienti ecclesiastici del Paese. Il presidente dell'INE, Simon Wong, ha spiegato che il Forum, oltre ad offrire uno spazio per il dialogo, ha anche lo scopo di contribuire alla formazione di leader che si dedichino alla missione evangelizzatrice della Chiesa. (AP)

11 maggio - SLOVACCHIA Radio Lumen porta (virtualmente) in pellegrinaggio a Cracovia i suoi ascoltatori

Grazie a Radio Lumen, l’emittente cristiana più antica della Slovacchia, i fedeli hanno potuto compiere il loro pellegrinaggio a Cracovia, seppur virtualmente. L’iniziativa, giunta alla sua sedicesima edizione, avrebbe dovuto svolgersi sabato scorso, ma i divieti di spostamenti dovuti alla pandemia non ha consentito il trasferimento dei fedeli in Polonia. Ma la redazione dell’emittente non si è persa d’animo ed ha confermato l’appuntamento del 9 maggio garantendo il raggiungimento della meta via etere. “Non avremmo mai potuto cancellare una data così importante” fanno sapere da Radio Lumen “Molti nostri ascoltatori la aspettavano da tempo, tenuto conto che le famiglie ottengono grandi e numerose grazie. Ce lo confermano ogni anno”.  (DD)

11 maggio - IRLANDA Il Primate irlandese ai maturandi: non lasciatevi rubare la speranza nel futuro in questo tempo di pandemia

Un invito a non perdere la speranza in questo tempo di grande incertezza legata al Coronavirus. A rivolgerlo, in una lettera aperta agli studenti irlandesi che si apprestano ad affrontare gli esami di maturità e per l'ingresso all'università, è il Primate di tutta l’’Irlanda Eamon Martin. “Voglio che sappiate che siete nei miei pensieri e nelle mie preghiere in questo momento difficile”, esordisce l’arcivescovo di Armagh -. So che per molti di voi l’incertezza di questo anno è stata dura”. Il Covid-19 “ha rovinato un anno importante nella vostra vita e adesso vi chiedete cosa succederà”. Nella lettera monsignor Martin, focalizza l'attenzione su alcune note positive nell’attuale emergenza, sottolineando come il virus non abbia distrutto il bene e l’amore: “La nostra risposta all’emergenza ha fatto venire fuori il meglio di tanta gente. Ho visto in prima persona gli straordinari sforzi che voi e molti altri state compiendo spontaneamente per aiutare gli anziani e gli emarginati e per diffondere un messaggio di speranza per un futuro migliore e più luminoso". Citando le parole di Papa Francesco ai giovani, il Primate d'Irlanda esorta quindi gli studenti irlandesi “a non lasciarsi rubare la speranza” e  rivolge un pensiero anche agli insegnanti che hanno continuato a lavorare on-line cercando di tenere alto il morale dei loro studenti, sostenendoli insieme ai genitori (LZ)

11 maggio - FILIPPINE La diocesi di Sorsogon dona pesce ai senzatetto e agli operatori sanitari

Il 10 maggio, la diocesi di Sorsogon, provincia costiera a sud di Manila, nota per le sue spiagge e per l'industria della pesca, ha consegnato due tonnellate di pesce a un Santuario nazionale di Manila, per sfamare i senzatetto e gli operatori sanitari della capitale, dove si è registrato l'83 per cento dei casi di coronavirus. Il progetto, nato dallo sforzo congiunto tra la diocesi di Sorsogon e i pescatori locali, rientra in un programma di assistenza alimentare, "Isda sa Bawat Hapag" (pesce su ogni tavola), lanciato dalla Caritas per aiutare le campagne di solidarietà delle parrocchie di Manila.Al 10 maggio, le Filippine hanno registrato 10.794 casi di Covid-19 e 719 morti. (AP)

11 maggio - FILIPPINE #coronavirus Scuola, apprendimento online. Vescovo di Daet: “C’è ancora molto da fare”

“C'è ancora molto da fare per rendere accessibile agli studenti l’apprendimento online, in vista, ad agosto, della ripresa delle lezioni”, secondo monsignor Rex Andrew Alarcon, vescovo di Daet. Nonostante gli amministratori e gli insegnanti stiano facendo del loro meglio per adattarsi - si legge sul sito web dell’Episcopato -, "tuttavia, molti non sono preparati finanziariamente, tecnologicamente e pedagogicamente", ha detto Alarcon, che presiede anche la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale. Il 24 agosto avrà inizio il nuovo anno accademico, come annunciato dal Dipartimento dell’educazione, durante il quale l’insegnamento sarà portato avanti fisicamente o online a seconda dello stato di diffusione della pandemia di coronavirus nel Paese, in quel momento. Le scuole private che apriranno a giugno invece sono invitate a continuare le lezioni online. (AP)

11 maggio - SINGAPORE Niente matrimoni religiosi on-line. Il Sacramento è valido solo in presenza del prete, degli sposi e dei testimoni

La Chiesa cattolica di Singapore non celebrerà né registrerà i matrimoni on- line. È quanto precisa una nota dell’arcidiocesi , dopo l’approvazione il 5 maggio di una nuova legge che prevede l’introduzione di misure temporanee per la celebrazione e la registrazione dei matrimoni civili. Secondo la normativa, durante la pandemia del Covid-19, le nozze civili potranno essere celebrate tramite un collegamento video in diretta degli sposi, degli ufficiali civili e dei testimoni. Pur riconoscendo la natura eccezionale del provvedimento nell’attuale emergenza sanitaria, l’arcidiocesi di Singapore ribadisce "l'importanza dell'interazione fisica delle persone che celebrano i Sacramenti", compreso quindi quello del matrimonio, alla luce del diritto canonico e degli insegnamenti teologici e pastorali della Chiesa in materia, ribaditi il 17 aprile anche da Papa Francesco. I matrimoni religiosi virtuali non saranno pertanto ammessi.  (LZ)

11 maggio - SPAGNA 14 giugno, Giornata della carità. Vescovi: nel buio della pandemia, seminare speranza e solidarietà

“Seduto a tavola con loro”: questo versetto, tratto dall’episodio dei discepoli di Emmaus narrato nel Vangelo di Luca, è il tema scelto dalla Chiesa cattolica spagnola per la “Giornata della carità” che si celebrerà domenica 14 giugno, Solennità del Corpus Domini. Per l’occasione, la Sottocommissione episcopale per la Carità e l'azione sociale ha diffuso un messaggio in cui si esortano i fedeli ad essere “seminatori di speranza, promotori di fratellanza e costruttori di solidarietà in mezzo a questa dolorosa situazione che stiamo attraversando”, causata dalla pandemia da coronavirus. In primo luogo, i presuli si soffermano sul “digiuno eucaristico” vissuto a causa del Covid-19 che ha impedito ai fedeli di partecipare fisicamente alla Messa e quindi di accostarsi al sacramento dell’Eucaristia. “Che questa situazione di digiuno eucaristico – auspicano i vescovi - accresca in noi il desiderio dell'Eucaristia e la necessità di approfondirne l'essere e il significato”. In secondo luogo, i vescovi sottolineano che oggi “molte persone, come i discepoli di Emmaus, vivono scoraggiate, disilluse, sole, nell’indifferenza di tutti”, in una situazione “aggravata dalla recente pandemia”, che “non ci sta lasciando solo morti dolorose, ma sta anche causando una grave crisi economica e sociale”. Tuttavia, nota la Chiesa spagnola, “in mezzo a tanto dolore, non pochi fratelli stanno scoprendo la presenza misericordiosa di Dio nei ‘santi della porta accanto’: gli operatori sanitari, le forze di sicurezza, i cappellani dell'ospedale, i vicini. Sono stelle sulla strada buia che percorriamo”. Ed oggi più che mai - affermano i vescovi - c’è bisogno di loro, per scoprire in Gesù Cristo “il fondamento della speranza”. (IP)

11 maggio - TANZANIA Il governo non vieta le celebrazioni, ma i media cattolici intensificano le trasmissioni religiose.

Chiese aperte ai fedeli e celebrazioni non interdette nelle 33 diocesi della Tanzania. In seguito all’emergenza coronavirus il governo non ha disposto la chiusura dei luoghi di culto, ma ha stabilito la sospensione di raduni e assembramenti e la chiusura di centri educativi. Nella diocesi di Rulenge-Ngara, riferisce Amecea News, il vescovo, monsignor Severine Niwemugizi, ha deciso di non celebrare messe pubbliche e di annullare incontri e iniziative a scopo precauzionale. Nel Paese si contano 509 casi di Covid-19 e 21 decessi. Il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, in una lettera, ha stabilito che le messe si svolgano senza la presenza di cori, in modo tale che le celebrazioni possano avere una durata minore, e rispettando il distanziamento sociale. Inoltre, seguendo l’esempio di Papa Francesco, che ha deciso di far trasmettere ogni giorno in streaming la celebrazione eucaristica da lui stesso presieduta a Santa Marta, i media della Chiesa locale hanno inserito nei loro palinsesti la trasmissione quotidiana di messe e rosari. E sono in tanti i fedeli in ascolto attraverso la radio e che ricevono la “comunione spirituale”. (TC)

 11 maggio - PAKISTAN I cattolici del Paese digiunano con i musulmani per la fine della pandemia

La Conferenza episcopale pakistana (PCBC) ha invitato tutti i fedeli, l’8 maggio, a pregare e digiunare per la fine della pandemia di Covid-19, unendosi al digiuno dei musulmani di tutto il mondo nel mese del Ramadan. "Tutti i cristiani e le persone di buona volontà - ha detto l'arcivescovo Joseph Arshad, presidente della PCBC - sono invitati ad osservare questa giornata per porre fine al coronavirus che sta causando sofferenza a tutta l'umanità", si legge su UCA News. Anche monsignor Sebastian Shaw, arcivescovo di Lahore, ha pregato durante una Messa, in diretta sulla pagina Facebook della TV cattolica, sottolineando come “le preghiere e il pentimento possano aiutare” in un momento in cui “la medicina o la tecnologia hanno fatto dimenticare Dio”, “la ‘coronapocalisse’ ha colpito tutte le nazioni”, “anche i membri della famiglia si vedono con sospetto” e “paura e incertezza sono nelle case e fuori”. (AP)

11 maggio -  LIBERIA  Giustizia e Pace chiede il rispetto dei diritti umani durante l'emergenza sanitaria

Dall’inizio dello stato di emergenza Covid-19, il 10 aprile, in Liberia, sono state commesse “gravi violazioni” dei diritti umani e “passi falsi”. A denunciarlo la Commissione nazionale “Giustizia, Pace e Caritas” (NCJPC). In una dichiarazione diffusa nei giorni scorsi, la Commissione dei vescovi liberiani riconosce che durante l'emergenza “alcuni diritti possano essere sospesi", ma afferma con forza che questo non può essere fatto a detrimento della “dignità di ogni essere umano”. Il comunicato segnala in particolare  tre gravi episodi verificatisi in queste settimane e denuncia anche gli attentati alla libertà di stampa con il pretesto della lotta alle fake news. Si tratta di episodi "del tutto inaccettabili”, afferma  Giustizia e Pace, ricordando al Governo che la Costituzione non è stata sospesa e chiedendo quindi al Parlamento e alla magistratura di garantire il rispetto della legalità. Lo stato si emergenza in Liberia è stato annunciato dal Presidente George Weah l'8 aprile. Tra le varie misure  adottate, l'obbligo imposto ai cittadini di quattro contee di restare a casa, salvo per motivi di stretta necessità, e la limitazione degli spostamenti all'interno della zona di residenza, con l’eccezione dei “lavoratori essenziali”. Attualmente i i contagiati nel Paese sono 199, di cui 20 deceduti. (LZ)

11 maggio - REP. CECA Campane a festa nelle chiese del Paese per la Giornata internazionale infermiere (12 maggio) 

Campane a festa domani, 12 maggio, nelle chiese cattoliche della Repubblica Ceca, per celebrare la Giornata internazionale delle infermiere. “Su richiesta del Ministro della Sanità – informa in una nota il segretario generale della Conferenza episcopale locale (ČBK), padre Stanislav Přibyl, - la ČBK si unisce alla celebrazione della Giornata e domani, alle ore 12.00, per circa 1 minuto, le campane suoneranno sulle guglie delle chiese per invocare da Dio la fine della pandemia da coronavirus e per ringraziare il personale medico, in particolare gli infermieri, per il loro lavoro dedicato al servizio, alla cura ed all’amore nei confronti dei malati”. Celebrata in tutto il mondo il 12 maggio, la Giornata internazionale delle infermiere è stata istituita Consiglio Internazionale degli infermieri (Icn) nel 1965, con l’obiettivo di valorizzare il contributo di questi operatori sanitari nella società. (IP)

11 maggio – INDIA  I gesuiti in aiuto dei lavoratori migranti nel Paese rimasti senza lavoro lontano da casa 

 Per il blocco nazionale, che ha interrotto tutti i trasporti e le attività produttive, e che dovrebbe terminare il 17 maggio, si stima – si legge su UCA News - che circa 40 milioni di persone, in India, per lo più lavoratori giornalieri, siano rimasti senza lavoro, denaro e cibo, in centinaia di città e paesi. Padre David Solomon, del centro sociale Bagaicha di Ranchi, nello stato di Jarkhanda, ha lanciato un'iniziativa, che ora si sta allargando su scala nazionale, per aiutare i lavoratori migranti, “avendone trovati milioni - ha detto ad UCA News - bloccati nei loro posti di lavoro, in diversi Stati, a causa dell'isolamento”. "Quasi un milione di individui del solo Jharkhand lavorano al di fuori dello Stato”, ha spiegato il gesuita. “Presto - dunque - siamo stati inondati da richieste di aiuto” e “siamo rimasti sorpresi per essere riusciti a raggiungere più di 4.000 persone", ha aggiunto. (AP)

11 maggio - AUSTRALIA Arcivescovo Coleridge rieletto presidente della Conferenza episcopale

– L’Arcivescovo di Brisbane, Mark Coleridge, è stato rieletto presidente della Conferenza episcopale dell’Australia (Acbc), ottenendo così un secondo mandato. Lo rende noto un comunicato dell’Acbc, riunita in Assemblea fino al 14 maggio. Si tratta di una Plenaria particolare poiché, per la prima volta nella storia della Chiesa australiana, si svolge in modalità totalmente virtuale, ovvero in videoconferenza, a causa della pandemia da coronavirus. Al contempo, i vescovi australiani hanno rieletto per la seconda volta anche il loro vicepresidente, l’Arcivescovo di Sydney, Anthony Fisher. Immediata la gratitudine espressa da Monsignor Coleridge: "L'arcivescovo Fisher ed io abbiamo lavorato a stretto contatto negli ultimi due anni e sono grato ai vescovi che hanno sostenuto il proseguimento della nostra collaborazione”.  (IP)

 

11 maggio IRAQ  Chiesa caldea aderisce a “Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità” del 14 maggio

– Anche la Chiesa caldea in Iraq aderisce alla “Giornata di preghiera e digiuno per l’umanità”, indetta per il 14 maggio dall’Alto Comitato per la Fratellanza umana, presieduto dal cardinale Miguel Angel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo interreligioso. In una nota diffusa sul sito del Patriarcato caldeo, il Cardinale Louis Raphael Sako esorta tutti gli iracheni, “la maggior parte dei quali è musulmana, ad innalzare preghiere per sconfiggere la pandemia da coronavirus e salvare l’umanità dalle conseguenze sanitarie, economiche, sociali e politiche” dell’emergenza sanitaria. “In questo momento difficile – prosegue la nota – l’umanità, ed in particolare gli iracheni, hanno bisogno di solidarietà e di sforzi congiunti per eliminare il nemico comune rappresentato dal Covid-19 e tutti i problemi che ne derivano, affinché si possa vivere in pace, sicurezza, stabilità e gioia”. Dal porporato arriva, quindi, l’invito ai cristiani a recitare il Rosario, tutti spiritualmente uniti, giovedì prossimo alle 18.30 ed a seguire, attraverso i mezzi di comunicazione sociale, la Santa Messa che verrà celebrata, quella stessa sera, nella Cappella del Patriarcato. (IP)

 

11 maggio - POLONIA Centenario nascita Papa Wojtyła: vescovi lanciano iniziativa #ThankYouJohnPaul2

Si intitola #ThankYouJohnPaul2, ovvero “Grazie Giovanni Paolo II”, l’iniziativa lanciata dalla Conferenza episcopale polacca per celebrare il centenario della nascita di Karol Wojtyła, che ricorre il prossimo 18 maggio. “Il progetto – spiega una nota l’arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente dei vescovi – consiste nella pubblicazione sui social media di voci, foto o brevi video per ringraziare San Giovanni Paolo II” per il suo Pontificato. “In questo modo – sottolinea il presule - possiamo esprimere la nostra gratitudine al Papa polacco per tutto quello che ha portato e porta alla nostra vita personale, familiare e sociale; per tutti gli incontri che abbiamo avuto con lui, ai quali abbiamo avuto l’opportunità di partecipare; per le sue parole, quelle che ricordiamo maggiormente; per le ispirazioni che ha suscitato in noi e che continua a suscitare”. “Possiamo anche pubblicare i ricordi a lui associati – aggiunge ancora l’arcivescovo Gądecki – e in tal modo racconteremo Giovanni Paolo II anche alle giovani generazioni che non hanno avuto la possibilità di conoscerlo più da vicino, ma che sono molto presenti nei social media”. L’iniziativa #ThankYouJohnPaul2 ha un carattere globale. L’obiettivo finale è quello di creare una torta di compleanno virtuale sui social media mettendo insieme tutto il materiale digitale raccolto. (IP)

11 maggio - NIGERIA L’arcivescovo di Abuja: la tecnologia non è uno strumento per amministrare i sacramenti

“La Chiesa non può amministrare i sacramenti attraverso la tecnologia moderna o per procura”: è quanto ha chiarito, il presidente della Conferenza episcopale dell’Africa occidentale, monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Abuja in Nigeria. In una intervista concessa alla Nigeria News Agency e pubblicata da Recowacerao a proposito delle restrizioni disposte a causa dell’emergenza coronavirus, il presule ha spiegato che ci sono altre cose che si possono fare grazie alla tecnologia, ma che per i sacramenti è diverso. La moderna tecnologia non può sostituire l’incontro faccia a faccia tra un ministro di Dio e i fedeli nell’amministrazione dei sacramenti, e che dunque, ad esempio, non ci si può sposare su Skype. Monsignor Kaigama ha aggiunto che tra l’altro i fedeli possono ancora accedere alla maggior parte dei sacramenti nelle chiese, mantenendo la distanza sociale e rispettando le norme fondamentali per evitare la diffusione del Covid-19, e che i sacerdoti possono sempre pregare per i malati o amministrare l’unzione degli infermi, secondo le linee guida raccomandate. (TC)

11 maggio - ARGENTINA #coronavirus. Nella diocesi di La Rioja, impegno ecumenico ed interreligioso contro la pandemia

Un impegno comune, ecumenico ed interreligioso, contro la pandemia da coronavirus: è quanto è avvenuto e sta avvenendo nella diocesi di La Rioja, in Argentina, dove i membri del Consiglio provinciale per l’ecumenico e il dialogo interreligioso (Coprodei) hanno unito le loro forze per combattere il Covid-19, ringraziando anche i laici della comunità locale per il loro impegno. “L’impegno comunitario – spiega il Coprodei in una nota citata dall’agenzia cattolica Aica – sta dando frutti per il bene di tutti. Ma ora, di fronte alla possibilità di un progressivo ritorno alla normalità delle nostre attività, è essenziale mantenere le buone abitudini acquisite in questo periodo di quarantena, come quella di prenderci cura degli altri”. "La responsabilità dei cittadini è un modo concreto di vivere la fede che professiamo e di amare i nostri fratelli come Dio ci ama", si sottolinea nella nota. Il Consiglio provinciale esprime, poi, il suo sostegno a coloro che “hanno sofferto o soffrono a causa della pandemia” e si dice vicino a tutte le vittime ed alle loro famiglie. (IP)

11 maggio - INDIA Le parrocchie accanto ai più vulnerabili, in tempo di #coronavirus: anche in pandemia, vivere con dignità

Le parrocchie cattoliche dell’India continuano a restare accanto ai più vulnerabili, per aiutarli ad affrontare la pandemia da coronavirus. Numerose, quindi, le iniziative di solidarietà portate avanti: secondo i dati raccolti dal Centro di azione sociale, network cattolico caritativo, sono 110 le istituzioni cattoliche coinvolte negli aiuti, tra cui 82 parrocchie che hanno donato cibo e generi di prima necessità ad oltre 67mila famiglie bisognose. Ad esempio: la chiesa di San Michele, a Mahim, distribuisce ogni giorno più di 250 pacchetti di alimenti, preparati dai giovani della parrocchia, ad anziani, migranti e lavoratori giornalieri. La distribuzione avviene grazie all'aiuto dei volontari e delle suore del Convento di Betania. Al contempo, la chiesa di Nostra Signora della Misericordia, a Pokhran, ha avviato una campagna solidale per sostenere gli operai giornalieri, i raccoglitori di stracci e gli operatori sanitari temporanei che ricevono gratuitamente cibo e generi di prima necessità. Finora – informa il sito web dell’Arcidiocesi di Bombay – sono state distribuiti circa 3mila confezioni di alimenti, mentre oltre 20 aule della scuola parrocchiale sono state offerte a medici e infermieri che curano i pazienti affetti coronavirus ricoverati presso il “Bethany Hospital” di Pokhran. (ip)

11 maggio - NUOVA ZELANDA - “Fase 2”: riprendono le Messe con concorso di popolo

Manca solo la data precisa, ma la Chiesa cattolica della Nuova Zelanda è già pronta a riprendere la celebrazione delle Messe con concorso di popolo, nella così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus. Si attende per oggi, 11 maggio, infatti, la comunicazione ufficiale dell’inizio dell’allentamento delle misure di sicurezza sanitaria, ma la Conferenza episcopale cattolica ha già diffuso un regolamento specifico per la ripresa delle celebrazioni. “Possiamo prepararci, con speranza e gioia, a riunirci di nuovo”, si legge sul sito web dei vescovi. La partecipazione fisica alle funzioni in Chiesa sarà comunque limitata ad un massimo di cento persone, purché sia possibile rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro. Per le celebrazioni al chiuso, tutti i partecipanti dovranno avere il loro posto a sedere e la durata non dovrà superare le due ore. Tutti i presenti, inoltre, dovranno essere registrati così da poter essere rintracciati, in caso di necessità. Naturalmente, chi presenta i sintomi del coronavirus non potrà recarsi in Chiesa, bensì dovrà restare in isolamento. (IP)

11 maggio - MALI - Il capo dello stato dona 15mila mascherine all’arcivescovo di Bamako, il cardinale Zerbo

Arrivano 15mila mascherine nella diocesi di Bamako, nel Mali, per far fronte alla necessità di evitare la diffusione del coronavirus. A donarle all’arcivescovo – il cardinale Jean Zerbo – il presidente della repubblica Ibrahim Boubacar Keita. Il porporato ha ringraziato il capo dello stato per il suo gesto e per aver disposto, sin dal manifestarsi dei primi casi di Covid-19 nel Paese, delle linee guida circa i comportamenti da adottare al fine di contenere l’epidemia. Ad oggi nel Mali si contano 704 casi positivi e 38 decessi. “Oggi stiamo affrontando questa realtà – ha detto il cardinale Zerbo –. Consiglio a tutti di indossare correttamente le mascherine”. Il porporato ha anche incoraggiato i media a sensibilizzare l’opinione pubblica che il coronavirus è una realtà e che ciascuno deve proteggere sé stesso e fare qualcosa per gli altri. Infine, l’arcivescovo di Bamako ha chiesto a tutti di pregare per i medici che lavorano giorno e notte prendendosi cura dei malati e ha assicurato la sua preghiera per le vittime e le loro famiglie. “Con la grazia di Dio arriveremo alla fine” ha affermato. (TC)

11 maggio - NIGERIA - Presidente vescovi a leader politici: seguire l’esempio del Buon Pastore

I politici seguano l’esempio di Cristo Buon Pastore, costruendo la fiducia di coloro che guidano e servendo il Paese in modo disinteressato: questa l’esortazione lanciata dal presidente della Conferenza episcopale della Nigeria (Cbcn), Monsignor Augustine Obiora Akubeze, in un’omelia pronunciata nei giorni scorsi. “La vera leadership è il servizio – ha aggiunto il presule – Per questo, i politici devono identificare i bisogni immediati della popolazione e trovare modi efficaci per alleviare le sue sofferenze ", governando “con umiltà e responsabilità”. Dal presidente dei vescovi nigeriani anche il monito sulle difficoltà che si vivono nel Paese: "Molte persone stanno morendo per la mancanza di cibo e di servizi di base – ha detto – E la situazione sta diventando ancor più pericolosa della pandemia da coronavirus. Questo non è il momento di prendere ciò che appartiene al pubblico per uso personale. Ma tutti i leader devono prendere misure concrete per alleviare il dramma dei poveri". (IP)

11 maggio - GHANA - Governo vara programma didattica a distanza: plauso delle scuole cattoliche

Plauso delle scuole cattoliche in Ghana alla decisione del governo di lanciare la didattica a distanza, per sostenere gli studenti che non possono recarsi a scuola a causa della pandemia da coronavirus. L’esecutivo di Accra, infatti, hanno varato un canale tv dedicato all’insegnamento scolastico, salutato con grande favore da Doris Ashun, direttore generale dell’Autorità cattolica per l’educazione (Cea), organismo del Segretariato nazionale cattolico. "I programmi di e-learning e di apprendimento televisivo messi in atto dal Ministero dell'Istruzione e dal Servizio educativo nazionale – ha detto - sono ottime iniziative e buone opportunità per ogni studente delle scuole cattoliche di imparare, pur restando a casa”, in quarantena. “Consiglio agli alunni dei centri educativi cattolici – ha ribadito la Sig.ra Ashun – di prendere sul serio questo tipo di lezioni”. Tuttavia, il direttore generale della Cea ha richiamato l’importanza di non dimenticare quegli studenti che vivono in zone “senza elettricità o prive di rete Internet e non hanno accesso” alla didattica a distanza. Il “Ghana Learning Tv” ha iniziato le sue trasmissioni il 6 maggio; totalmente gratuito, è visibile su diversi canali nazionali e diffonde, dal lunedì al venerdì, lezioni di matematica, scienze, inglese e sociologia, secondo i programmi che vanno dalla scuola materna a quella secondaria di primo e secondo grado. Per rendere ancora più fruttuosa tale iniziativa, la Cea ha esortato i genitori a seguire le lezioni on line insieme ai propri figli, così da aiutarli ed assicurarsi che “seguano il programma di studi stabilito”. (IP)

10 maggio - IRLANDA – Mons. Martin: “La pandemia ci ha insegnato che non siamo invincibili”

“La nostra clausura forzata e la limitazione della nostra libertà ci hanno ricordato che non siamo invincibili. Dipendiamo dagli altri e soprattutto da Dio”. E’ quanto ha detto oggi, durante la sua omelia, mons. Eamon Martin, arcivescovo di Armagh , amministratore apostolico della diocesi di Dromore e Primate di tutta l'Irlanda. “Le letture di oggi sottolineano parole quali fiducia, speranza, vita, amore, verità. Parole che devono confortare soprattutto chi è malato, chi soffre e chi è ricoverato in ospedale lontano dai propri cari” ha detto il presule. Mons.  Martin si è detto “favorevolmente impressionato nelle ultime settimane dalla generosità di tanti parrocchiani che si sono offerti volontari per la distribuzione di generi alimentari e di medicinali. Non sono mancate le chiamate a chi vive da solo”. L’arcivescovo di Armagh ha raccontato di aver incontrato i Cavalieri di Malta e di aver benedetto le loro ambulanze. “Ho raccomandato loro di sostenere gli operatori sanitari”. Parlando della cosiddetta Fase 2, il presule ha rivelato che le parrocchie e le diocesi stanno mettendo a punto una tabella di marcia per riprendere le attività. (DD)

10 maggio - PERU’ – Il patto di solidarietà promosso dai vescovi convince governo e istituzioni

Si chiama “Patto di solidarietà: Fame Zero” l’iniziativa dei vescovi peruviani promossa a seguito degli effetti della pandemia. Migliaia di persone hanno perso il lavoro e sono state costrette a tornare nei luoghi di origine per questo i presuli hanno deciso di puntare su un progetto che abbia come obiettivo il raggiungimento di un “equilibrio tra economia e salute”. Per la ripartenza non saranno sufficienti unicamente gli incentivi economici, servirà anche la “stabilizzazione dei precari”. Diversi rappresentanti del governo, della società civile, del settore imprenditoriale e dei partiti politici peruviani si sono detti d’accordo con il Patto di solidarietà e nell'ultima sessione virtuale dell'Accordo nazionale, tenutasi l'8 maggio, il presidente del Consiglio episcopale latinoamericano, monsignor Miguel Cabrejos, unitamente al vescovo di Chosica, mons. Norberto Strottman, ha sottolineato che “esiste una forte preoccupazione per il settore economico, ma prima di tutto ci deve essere la persona”. L'Accordo Nazionale è il forum composto dai principali rappresentanti del Governo Nazionale, delle organizzazioni politiche e della società civile, tra cui la Conferenza Episcopale Peruviana, la cui missione è quella di progettare e proporre le politiche condivise sulla base del dialogo e del consenso. Nell’area latinoamericana, il Perù risulta essere il secondo paese più colpito dal Covid-19 con oltre 65mila contagiati e più di 1800 morti. Il triste primato lo detiene il Brasile con con 145.328 contagiati e 9.897 morti. (DD)

10 maggio - SLOVACCHIA - La pandemia non ha fermato il servizio pastorale per i non udenti

“E’ cambiato solo lo spazio della comunicazione, per il resto tutto è andato avanti come sempre. Grazie alla rete e alla lingua dei segni”. Il responsabile della pastorale per i non udenti dell'arcidiocesi di Bratislava, il francescano Fr. Silvester Michal Poliak, in una lunga intervista pubblicata sul sito della Conferenza episcopale slovacca, spiega le modalità e l’approccio che ha avuto, soprattutto nel periodo più critico della pandemia, con i “suoi” fedeli. “Molto è dipeso dall’età” specifica “I giovani sono più dinamici e le loro conoscenze informatiche gli consentono di essere maggiormente interattivi. Discorso diverso è per gli anziani. Non avendo familiarità con i social, hanno incontrato una serie di problemi che, tuttavia, abbiamo cercato di superare”. Il francescano passa in rassegna una serie di iniziative promosse per andare incontro anche alle esigenze della terza età: “I padri Scolopi trasmettono le messe domenicali, tradotte dalla nostra assistente pastorale Terézia Grešnerová. A Trnava, alla messa della comunità francescana, possono partecipare tranquillamente i non udenti grazie ad un’associazione che si occupa di coinvolgerli nella liturgia”. Fr. Silvester Michal Poliak parla anche di un lavoro di traduzione nella lingua dei segni di storie tratte dalla Bibbia, ultimato da professionisti e disponile su sito www.biblia.sk.  (DD)

10 maggio - POLONIA – Presidente dei vescovi ai giovani cattolici: “Senza di voi la Chiesa sarebbe più povera”

“La Chiesa sarebbe molto più povera senza l’Associazione della Gioventù Cattolica”. Lo ha detto mons. Stanisław Gadecki, presidente dei vescovi polacchi, in un messaggio rivolto all’Assemblea del Consiglio nazionale dell’Agc, tenutasi ieri in video conferenza. “Da 30 anni rappresentate la ricchezza delle nostre comunità e, attraverso la vostra testimonianza, dimostrate che la Chiesa è un casa accogliente, non un luogo casuale” ha aggiunto. Mons. Gądecki ha ricordato la vicinanza di Giovanni Paolo II all’Associazione che, sostenuta dallo stesso papa Wojtyla anche durante il periodo di clandestinità sotto il regime comunista, venne riattivata nel 1990 dalla Conferenza episcopale polacca che le conferì la personalità giuridica ecclesiale. “Disponete di un ricco patrimonio al quale dovete attingere. Si tratta però di attingere sempre in modo creativo per interpretare i segni dei tempi e per adeguare ad essi i metodi del lavoro apostolico” disse San Giovanni Paolo II ai ragazzi il 15 aprile 1995. “Ecco, io penso che il suo messaggio sia sempre attuale. L’attività di evangelizzazione a cui siete chiamati richiede una conversione personale” ha spiegato mons. Gądecki, sottolineando che: “Prima di poter aiutare gli altri, dobbiamo essere persone di fede”. Il Consiglio nazionale della Gioventù Cattolica si sarebbe dovuto tenere nell’Aula magna della Conferenza episcopale, ma a causa della pandemia si è fatto ricorso alla rete. Appuntamento rimandato al 10 ottobre prossimo per le celebrazioni del trentennale. (DD)

9 maggio - CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco chiama l’Arcivescovo metropolita di San Paolo (Brasile): “Preoccupato per il numero crescente di malati”

Papa Francesco ha chiamato questa mattina il Card. Odilo Pedro Scherer, arcivescovo metropolita di San Paolo del Brasile dicendosi preoccupato per l’incremento dei malati nel paese a causa della pandemia. In una nota il porporato racconta di aver ricevuto una chiamata sul suo cellulare e di aver provato una “grande gioia per l’interessamento del Santo Padre nei confronti di quanto sta avvenendo in Brasile a causa della diffusione del COVID 19”. Il Papa, rivela il card.  Scherer “ha chiesto informazioni sulla situazione che stanno vivendo soprattutto i più poveri, sapendo che non tutti hanno una casa o hanno comunque la possibilità di seguire misure di prevenzione della trasmissione dell'infezione”. Inoltre, aggiunge nella nota l’arcivescovo di San Paolo “Papa Francesco ha assicurato la sua vicinanza e la preghiera e mi ha chiesto di impartire la sua benedizione apostolica. Mi ha infine chiesto di pregare per lui”.  Attualmente San Paolo risulta lo stato più colpito per numero di infetti e di decessi. Sono 3.206 i morti e un tasso di adesione all'isolamento sociale del 47%, considerato al di sotto di quello ideale per ridurre la velocità. Per questo è stato prolungato l'isolamento sociale in tutti i comuni dello stato brasiliano fino al 31 maggio (DD)

9 maggio - OLANDA – I vescovi sostengono #nietalleen. Richiesta di aiuto e offerta di disponibilità si incontrano

(VN) 9mag20  - Le diverse confessioni olandesi si sono ritrovate, durante la pandemia, a lavorare insieme in una piattaforma comune denominata #nietalleen. Si tratta di una iniziativa che ha agevolato l’incontro tra offerta di aiuto e richiesta, soprattutto alle famiglie colpite dal virus e a quanti, seppur indirettamente, hanno avuto a che fare con il Covid-19. La Conferenza episcopale olandese ha aderito al progetto e ha chiesto ai fedeli di dare il loro contributo attraverso un numero di conto corrente che apparirà in sovrimpressione durante la trasmissione della messa di domani. Questo per agevolare la raccolta fondi e per coinvolgere più persone possibile. Il ricavato, in questo caso, avrà due destinatari: la Caritas Grecia e il Banco Alimentare locale. I soldi che verranno inviati ad Atene verranno spesi per la sistemazione degli alloggi e il servizio pasti per adulti e bambini immigrati. Per quanto riguarda l’impiego locale, è stato scelto il Banco Alimentare perché i numeri dei richiedenti è sensibilmente aumentato e le famiglie che vengono a ritirare i pacchi contenenti i viveri sono sempre di più. Tale incremento è stato registrato soprattutto nella fase più critica della diffusione del Coronavirus. (DD)

9 maggio - SPAGNA – Presidente dei vescovi: “Anche nel periodo più critico, non ci siamo mai fermati”

“Durante la pandemia la Chiesa non si è fermata. Ha sempre potuto contare, e continua a farlo, su due mani: quella della Caritas, con la quale aiuta i poveri, e quella di Manos Unidas, con cui raggiunge i fratelli bisognosi più lontani”. E’ quanto ha detto il Presidente dei vescovi spagnoli e arcivescovo di Barcellona, card. Juan José Omella, partecipando al forum on line organizzato dal New Economy Forum. All’incontro sono intervenuti, sempre in video conferenza, anche l’arcivescovo di Madrid, Card. Carlos Osoro e il presidente di Caritas Spagna, Manuel Bretón. Secondo il numero uno dei presuli, durante il periodo più critico, non è mai venuta meno “l’azione evangelizzatrice, portata avanti attraverso le diverse piattaforme di comunicazione. Così come è stata sempre garantita la presenza negli ospedali”. La riflessione dell’arcivescovo di Barcellona ha toccato diversi temi, a partire dalla stretta attualità, ovvero il post-pandemia: “Avremo a che fare con una cultura diversa, una nuova civiltà dell’amore. Avremo bisogno l’uno dell’altro perché ci siamo resi conto che non siamo eterni e, sappiamo bene, che le grandi crisi ci avvicinano a Dio”. Così come il card. Carlos Osoro, il presidente dei vescovi si è detto convinto che “per quel che riguarda il panorama politico, ora serve un patto tra i partiti, i soggetti impegnati nella ripresa e le istituzioni”. Parlando della Caritas, Manuel Bretón, ha rivelato i grandi risultati ottenuti in virtù della raccolta fondi e soprattutto grazie della “solidarietà del popolo spagnolo”, risultata a suo avviso “fondamentale” Citando, infine la Populorum Progressio di Paolo VI secondo cui “Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo”, il Card. Omella ha detto che “Oggi, più che mai, è necessario avere una casa e un lavoro dignitoso. Questo deve essere l’obiettivo di tutti” (DD)

9 maggio - KENYA Vescovo chiede chiarimenti su sperimentazione di vaccini anti-Covid-19: la povertà non annulla la dignità delle persone

In Kenya, ha destato clamore la notizia diffusa dal principale giornale nazionale secondo cui alcuni istituti di ricerca stranieri, in collaborazione con ricercatori locali, avrebbero ottenuto il via libera per la sperimentazione nel Paese di tre nuovi vaccini e farmaci contro il Covid-19. Secondo il “Daily Nation”, la squadra di scienziati keniani che sta lavorando allo studio internazionale avrebbe ottenuto l’approvazione dalla Commissione etica ed è in attesa dell’autorizzazione dell’agenzia del nazionale farmaco e del Consiglio nazionale della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione (Nacosti).   Alla notizia - riporta l'agenzia Cisa, ha reagito anche monsignor James Maria Wainaina, vescovo di Murang’a che il 7 maggio ha chiesto chiarimenti alle autorità keniane.  Secondo il presule, la necessaria ricerca di una cura non deve essere fatta a spese della salute dei cittadini e a loro insaputa “considerati i possibili effetti collaterali” di questi farmaci. Inoltre, ha osservato, la scelta del Kenya non si spiega dal momento che non è uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia.  “La povertà o la malattia non devono annullare la dignità della per persona, la dignità dei poveri va comunque tutelata”, ha ammonito il vescovo (LZ)

9 maggio PORTOGALLO Un “messaggio di speranza e comunione” dalla Conferenza nazionale dell'apostolato dei laici   

Un “messaggio di speranza e comunione”: è quello che la Conferenza portoghese dell'Apostolato dei laici (Cnal) ha voluto condividere con tutti i movimenti, le associazioni laicali e le nuove comunità di apostolato del Portogallo che hanno espresso ciacuno  un “modo di essere Chiesa” in questo periodo di emergenza sanitaria. “In un tempo unico come quello della pandemia del Covid-19  che il Signore ci invita a vivere e testimoniare, sappiamo quanto tutta Chiesa e in particolare le associazioni di fedeli, movimenti ecclesiali e nuove comunità di apostolato si stiano mobilitando per mantenere viva l'esperienza della fede e per vivere la gioia del Regno di Dio ”, si legge nel documento del Comitato permanente della Cnal.   Il messaggio - riporta l’agenzia Ecclesia - richiama l’attenzione su quattro punti essenziali sul futuro che aspetta la Chiesa nel Paese, alla luce delle recenti raccomandazioni dei vescovi sul comportamento personale a sociale da tenere secondo le linee-guida indicate dalle autorità sanitarie portoghesi. Il primo riguarda la necessità in questa fase di continuare ad “arricchire la vita di fede in casa", anche nell’attuale fase di progressiva “normalizzazione” avviata nel Paese in diversi settori della società. Un altro punto essenziale su cui la Cnal richiama l’attenzione è la disponibilità a “prendersi cura dei più fragili, dei bisognosi, dei malati” e di tutti coloro che, “in tempi di crisi, soffrono di più”, perché il nuovo Coronavirus produrrà inevitabilmente “una crisi economica, sociale e culturale”.  Infine, l'invito a intensificare la collaborazione tra i vari movimenti e associazioni laicali per affrontare le nuove sfide del dopo-Coronavirus. (LZ)

EUROPA - Festa dell'Europa. Caritas italiana: i Paesi europei ritrovino la "speranza nella solidarietà”  

"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano”. In occasione dell’odiena Festa dell’Europa, nel 70° anniversario della Dichiarazione di Schuman, la Caritas Italiana rilancia le parole del padre fondatore dell’Unione europea, esortando a “ritrovare speranza nella solidarietà” per affrontare l’attuale emergenza Coronavirus, solidarietà - afferma - che è “il più efficace antidoto ai moderni populismi”. “L’Europa si trova a dover affrontare un nuovo pericolo la cui drammaticità non mette eno a rischio la sua coesione e il suo futuro”, sottolinea il comunicato. Si tratta infatti di una crisi “le cui conseguenze saranno egualmente devastanti per l’insieme della società europea, soprattutto sulle fasce più deboli nelle nostre comunità” se non governata in modo adeguato. “Oggi, dopo settanta anni di progressiva integrazione, che dovrebbero averci resi più consapevoli della necessità di dover fronteggiare uniti la sfida della pandemia, invece registriamo l’emergere di una cultura della chiusura, della difesa degli interessi particolari, dell’esclusione che rischiano di mettere in crisi i valori fondanti a cui si ispira l’Europa: pace, solidarietà e democrazia”, denuncia la Caritas italiana, che richiama anche le sue responsabilità “precise e uniche da assumere nei confronti del mondo intero in ordine allo sviluppo umano integrale”. (LZ)

9mag20- TAIWAN Il 10 maggio riprendono a Taipei le Messe domenicali con la partecipazione dei fedeli

Riprendono le Messe pubbliche anche a Taipei. Dopo quasi due mesi di sospensione a causa dell’emergenza Coronavirus, l’arcivescovo della capitale di Taiwan, monsignor John Hung Shan-chuan, ha annunciato nei giorni scorsi che le liturgie domenicali con concorso di popolo riprenderanno domenica 10 maggio. Erano state sospese il 20 marzo scorso. Anche qui le celebrazioni si svolgeranno nel rispetto delle norme di sicurezza contro il contagio. Le chiese potranno quindi ospitare un massimo di 100 fedeli che dovranno registrarsi, lavarsi le mani e farsi prendere la temperatura all’ingresso. Monsignor Hung Shan-chuan incoraggia a preferire le celebrazioni all’aperto dove dovranno comunque essere rispettate le distanze di sicurezza. I sacerdoti sono poi tenuti a igienizzare le mani prima di amministrare la Comunione, mentre i fedeli dovranno evitare ogni contatto fisico e in particolare lo scambio del segno della pace che potrà avvenire con modalità diverse. Resta poi valida la dispensa dall’obbligo della Messa domenicale per chi presenta sintomi sospetti. (LZ)

9 maggio - BANGLADESH L’arcidiocesi di Dacca aderisce alla Giornata di preghiera del 14 maggio. Continua la mobilitazione della Chiesa 

Anche l’arcidiocesi di Dacca, in Bangladesh aderisce alla Giornata di preghiera, di digiuno per l'umanità convocata il 14 maggio dall’Alto Comitato per la fratellanza umana contro il Coronavirus. In una lettera pastorale - riporta l'agenzia Ucanews il cardinale Patrick D’Rozario, arcivescovo della capitale, ha esortato i fedeli a partecipare alla Giornata, unendosi spiritualmente in preghiera ai loro sacerdoti e compiendo opere di carità per le persone più bisognose come chiesto da Papa Francesco durante il Regina Caeli 3 maggio. Nella lettera, il porporato ringrazia tutti i cattolici per la loro “forte fede, amore e speranza” dimostrate in queste settimane: “Possiamo vincere questa prova di fede affidandoci a Dio”, scrive. Il messaggio invita i fedeli anche a partecipare alla Settimana “Laudato sì’ indetta dall’arcidiocesi dal 16 al 24 maggio per sensibilizzare sul tema della tutela della casa comune evocata dall’Enciclica di Papa Francesco. (LZ)

9 maggio - EUROPA Messaggio dei Provinciali gesuiti europei: contro il #Coronavirus un’autentica solidarietà etica e sociale

“Un’autentica solidarietà etica e sociale” per affrontare insieme le drammatiche conseguenze del Coronavirus. È il pressante appello lanciato l’8 maggio dalla Conferenza dei provinciali europei della Compagnia di Gesù alle istituzioni dell’UE. Nel giorno in cui l’Europa ha festeggiato il 75.mo anniversario della vittoria sul nazifascismo e della fine della seconda Guerra mondiale e nel 70.mo anniversario della Dichiarazione di Schuman, i Gesuiti del continente hanno chiesto risposte solidali all’attuale emergenza, contro le spinte isolazioniste e individualiste ai danni soprattutto dei più vulnerabili, nella consapevolezza che le gravi conseguenze umane e sociali della pandemia a livello europeo e mondiale possono essere affrontate solo insieme. “Nessuno di noi è un individuo isolato”, sottolinea con forza il messaggio. Ed è in questa “consapevolezza della nostra inevitabile interconnessione” che nasce il dono prezioso della solidarietà”. Da essa scaturisce il cambiamento, la “conversione”. Per i singoli – affermano i Provinciali gesuiti - essa “si deve manifestare nella ferma determinazione a dedicare la propria vita ed energia al servizio del bene comune”, testimoniata in queste settimane in tanti Paesi “dall'impegno instancabile e coraggioso degli operatori sanitari, dei dipendenti pubblici e dei leader politici”. Per gli organi politici, prosegue il documento, “conversione significa trasformare le strutture del peccato che danneggiano le relazioni tra individui e popoli in strutture di solidarietà”.  “L’Europa - ricordano i Gesuiti europei - è il frutto di questa conversione istituzionale ed incarna essa stessa tale solidarietà”, grazie alla quale, come ha sottolineato Papa Francesco, è potuta risorgere dopo i conflitti del passato. (LZ)

8 maggio - SPAGNA Festa San Giovanni d’Avila, Patrono clero secolare spagnolo. Monsignor Barrio: valorizzare missione sacerdotale

La pandemia da coronavirus sia un’occasione per valorizzare la missione sacerdotale: lo scrive Monsignor Julián Barrio Barrio, Arcivescovo di Santiago de Compostela, in Spagna, in una lettera aperta ai sacerdoti diocesani. La missiva è stata diffusa in vista del 9 maggio, memoria liturgica di San Giovanni d’Avila, Patrono del clero secolare spagnolo. “La situazione che stiamo attraversando ci aiuta a dare nuovo slancio alla nostra missione – sottolinea il presule – poiché ogni essere umano ha bisogno, oltre che di risorse materiali e di cure mediche, di luce e di forza per continuare ad amare e ad avere fiducia, per affrontare l'incertezza, la malattia, la morte dei propri cari e la fine della propria vita". Nella missiva, l’Arcivescovo ricorda che la storia della Chiesa "è gloriosa perché è una storia di sacrifici, di speranze, di lotte quotidiane, come quelle che abbiamo visto in questo periodo". È proprio in mezzo alle difficoltà, infatti - sottolinea ancora il presule - che la fede cresce e si fortifica. Sull’esempio di San Giovanni d’Avila, dunque, bisogna “testimoniare l’amore di Dio”, Colui che “ci guarda e ci ascolta sempre”, anche nei momenti più difficili. (IP)

8 maggio - KENYA - La Chiesa sostiene gli anziani colpiti dalla pandemia

Farina di mais e di grano, riso, fagioli, ceci, olio, latte, detersivi, pannoloni e mascherine: questi i prodotti donati dalla Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale del Kenya alla Casa di riposo per anziani “Kariobangi Cheshire” situata a Nairobi. La struttura – riferisce il sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell'Africa orientale) – ospita circa 40 uomini e donne in età avanzata, ma porta avanti anche un programma di assistenza diurna in favore di oltre 300 persone che vivono nei quartieri periferici circostanti, tra cui anche alcuni malati di lebbra. La donazione è stata resa possibile grazie al Cafod, l’organismo per lo sviluppo internazionale della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles. “La pandemia da coronavirus – spiega Sr. Lydia D’sa, delle Suore Francescane Missionarie per l'Africa, direttrice della Casa di riposo - ci ha posto davanti a nuove sfide, perché i volontari e i membri delle piccole comunità cristiane che erano soliti portare del cibo e passare del tempo con i nostri anziani non hanno più potuto farlo”. E tante altre persone in età avanzata stanno ora chiedendo aiuto: “Si fermano al cancello della nostra struttura – racconta Sr. Lydia – e noi diamo loro un pasto caldo, delle provviste e delle medicine da portare a casa”. (IP)

8 maggio - ETIOPIA -  Consiglio interreligioso conclude il “Mese nazionale di preghiera”

Si è concluso il 5 maggio il “Mese nazionale di preghiera” indetto dal Consiglio interreligioso dell’Etiopia (Irce) per combattere la pandemia da coronavirus. Avviata il 6 aprile, l’iniziativa ha visto la sua conclusione alla presenza delle autorità governative, del sindaco di Addis Abeba e dei principali leader religiosi del Paese. Secondo quanto riferito dal sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell'Africa orientale), negli ultimi 30 giorni “i mass-media pubblici ed alcune emittenti private hanno dedicato 240 ore di trasmissione alla preghiera ed agli insegnamenti spirituali”. L’iniziativa è stata ben accolta dai fedeli, che vi hanno partecipato numerosi, riunendosi in preghiera virtualmente grazie all’aiuto delle tecnologie. Per questo, gli operatori e i professionisti della comunicazione sono stati ringraziati ufficialmente da tutti i leader religiosi per il loro “incommensurabile impegno”. Il “Mese nazionale di preghiera” è stato dedicato a tutti gli operatori sanitari che lottano in prima linea contro il Covid-19 (medici, assistenti e ricercatori) ed a tutti coloro che sono stati colpiti dalla pandemia, sia in Etiopia che nel resto mondo. (IP)

8 maggio - BRASILE - Vescovi Regione Nordeste 3: tutelare vita e dignità dei poveri

“Nota alla società brasiliana in difesa della vita e della dignità dei poveri”: si intitola così il documento diffuso dai vescovi della Regione Nordeste 3 della Conferenza episcopale del Brasile per far sì che la popolazione più indigente del Paese non venga dimenticata ora, in tempo di pandemia e isolamento sociale da coronavirus. “Esprimiamo dolore, sofferenza e indignazione per la grave situazione a cui sono esposti i più poveri in questo periodo - si legge nel testo – Le enormi code viste in banca per chiedere prestiti di emergenza sono una mancanza di rispetto per i più indigenti, umiliati nella loro dignità ed esposti per molte ore al rischio di contagio di un virus che ha già causato tanta sofferenza e morte”. Non a caso, si sono registrati “episodi di svenimento e malessere dovuti alla stanchezza ed al caldo”. Di qui, l’esortazione dei vescovi affinché la distribuzione del così detto “coronavoucher” – il contributo emergenziale di circa 110 euro al mese per i lavoratori informali, i micro imprenditori e i cittadini più vulnerabili – così “importante e significativo in questi tempi di instabilità e insicurezza”, avvenga “in maniera decentrata”, con la garanzia del mantenimento delle misure di sicurezza sanitaria adeguate, tra cui la mascherina e la giusta distanza tra le persone. “Servono solo sensibilità e buona volontà da parte dei funzionari pubblici”, scrivono i vescovi, per “garantire la cura e il rispetto delle persone”. (IP)

8 maggio - TERRA SANTA - La Chiesa si mobilità per aiutare le famiglie in difficoltà a causa della pandemia di Covid-19

In Terra Santa si cominciano a fare i primi bilanci dei due mesi di confinamento e restrizioni dovuti alla pandemia da coronavirus. Diverse le famiglie cristiane in difficoltà per le quali la Chiesa si sta attivando con iniziative solidali. A Gerusalemme, riferisce terrasanta.net, la parrocchia latina di San Salvatore, retta dai francescani, ha dato vita a un fondo di beneficenza. Per alimentarlo, in un appello rivolto il 26 aprile scorso alle congregazioni religiose cattoliche della città, il parroco, fra Amjad Sabara, ha proposto di contribuire con un versamento mensile di 300 shekel (80 euro circa). Stanno subendo perdite, inoltre, quanti traggono il proprio reddito da esercizi commerciali e dal settore turistico, ora fermo. (TC)

8 maggio - PORTOGALLO - Tre progetti Caritas in aiuto degli anziani

“Senior2020”, “Umanamente@ttivi” e “Crea un’abitudine”: si chiamano così i tre progetti lanciati dalla Caritas del Portogallo per andare in aiuto delle persone anziane in questo tempo di pandemia da coronavirus. Nel concreto, informa l’agenzia cattolica Ecclesia, i tre progetti saranno portati avanti il primo dalla Caritas diocesana di Setúbal, il secondo dalla Caritas diocesana di Beja, mentre il terzo sarà gestito dalla Caritas parrocchiale di Vila Vicosa, nell’Arcidiocesi di Evora. Il tutto per cercare di mitigare gli effetti che la quarantena e il distanziamento sociale possono provocare sulla popolazione anziana, “più soggetta a depressione, bassa autostima e invecchiamento cerebrale”. “Senior2020”, al via già il1.mo maggio, mira ad aiutare gli anziani a “combattere l’isolamento sociale” e a soddisfare i loro bisogni primari attraverso la consegna a domicilio di alimenti e medicinali. “Umanamente@ttivi” e “Crea un’abitudine”, invece, sono più incentrati sulla prevenzione della demenza senile grazie alla tele-terapia e all’occupazione del tempo libero. Le tre iniziative sono sostenute dalla Fondazione culturale “Calouste Gulbenkian”, tra le più importanti di Lisbona. (IP)

8 maggio - REGNO UNITO Nichols: prendere a esempio Cristo e lo spirito di sacrificio degli inglesi durante e dopo la guerra 

Confidare nel Sacrificio di Cristo sulla Croce e nella Sua vittoria sulla morte e prendere esempio dallo straordinario spirito di sacrificio di cui il popolo britannico ha saputo dare prova durante la guerra contro il nazifascismo e nella difficile ricostruzione del post-bellica: così il Paese potrà superare la nuova crisi sanitaria e sociale che ha di fronte oggi l’umanità. Questo il senso dell’omelia pronunciata questa mattina dal cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westmister, durante la Messa per il 75.mo anniversario della fine del secondo conflitto mondiale. “Di fronte alla morte mostruosa e totale della guerra – ha affermato il Primate inglese – possiamo rimanere impietriti, oppure aggrapparci alla Croce di Cristo”, su cui si è sacrificato “perché noi potessimo vivere”, come fecero in tanti durante la guerra. E sono quello stesso spirito di sacrificio e unità di intenti – ha osservato – che hanno permesso la ricostruzione dopo la fine del conflitto: “La storia ci dice che negli anni del dopoguerra emersero grandi risultati dal dialogo e dallo sforzo reciproco. Fu riconosciuta la necessità di qualcosa di più di un'economia rinnovata. C’era bisogno di un rinnovamento spirituale, della nostra identità, dei valori e una di visione morale personale per ricostruire quanto distrutto dalla brutalità della guerra”. In questo sforzo per la riscostruzione, ha ricordato il cardinale Nichols, ”la fede cristiana, ha svolto un ruolo cruciale”, in particolare per la creazione di un rinnovato sistema educativo, sanitario  e del moderno stato sociale. (LZ)

8 maggio - PORTOGALLO Tre progetti Caritas in aiuto degli anziani

“Senior2020”, “Umanamente@ttivi” e “Crea un’abitudine”: si chiamano così i tre progetti lanciati dalla Caritas del Portogallo per andare in aiuto delle persone anziane in questo tempo di pandemia da coronavirus. Nel concreto, informa l’agenzia cattolica Ecclesia, i tre progetti saranno portati avanti il primo dalla Caritas diocesana di Setúbal, il secondo dalla Caritas diocesana di Beja, mentre il terzo sarà gestito dalla Caritas parrocchiale di Vila Vicosa, nell’Arcidiocesi di Evora. Il tutto per cercare di mitigare gli effetti che la quarantena e il distanziamento sociale possono provocare sulla popolazione anziana, “più soggetta a depressione, bassa autostima e invecchiamento cerebrale”. “Senior2020”, al via già il1.mo maggio, mira ad aiutare gli anziani a “combattere l’isolamento sociale” e a soddisfare i loro bisogni primari attraverso la consegna a domicilio di alimenti e medicinali. “Umanamente@ttivi” e “Crea un’abitudine”, invece, sono più incentrati sulla prevenzione della demenza senile grazie alla tele-terapia e all’occupazione del tempo libero. Le tre iniziative sono sostenute dalla Fondazione culturale “Calouste Gulbenkian”, tra le più importanti di Lisbona. (IP)

8 maggio - BOLIVIA Allarme Caritas: economia in ginocchio, crescono disoccupazione e deficit fiscale. Popolazione a rischio

È una disamina lucida e puntuale sulla situazione socio-economica della Bolivia al tempo del coronavirus, quella fatta dalla Caritas nazionale in una dichiarazione diffusa il 7 maggio. “C’è grande preoccupazione da parte di tutti i settori dell’economia per le conseguenze che il Covid-19 avrà sul nostro Paese – si legge nel testo, pubblicato sul sito della Conferenza episcopale boliviana – Sono state attuate misure radicali per evitare la diffusione dei contagi”, in alcuni casi si è ricorsi “all’isolamento totale”, ma “non è possibile stimare per quanto tempo dovranno restare in vigore le regole di prevenzione sanitaria”. Quello che si può stimare, però, sottolinea la Caritas, è l’effetto che tali misure “avranno sull'economia dei boliviani, soprattutto considerando che le principali fonti di reddito provengono dall'occupazione informale e dalle esportazioni, entrambe bloccate da quando sono entrate in vigore” le norme anti-contagio. Si prevede, infatti, che le esportazioni nazionali subiranno un calo “di circa il 15 per cento”, con ricadute “significative sul mondo del lavoro”, dove la disoccupazione “si attesta già intorno all’11,5 per cento”. Il tutto mentre “l’alto tasso di lavoro informale rende i lavoratori ancora più vulnerabili agli effetti della pandemia”. (IP)

8 maggio -  VIETNAM Incontro tra cattolici e buddisti per la festa del Vesak

(VN) – 8mag20 - Monsignor Joseph Nguyen Chi Linh, assieme ad una delegazione dell'arcidiocesi di Hue, il 6 maggio, ha compiuto una visita ufficiale al Consiglio esecutivo del Sangha buddista con sede a Thua Thien Hue, in occasione della festa del Vesak, detta anche festa delle luci, in cui si commemora la nascita, l’illuminazione e la morte del Buddha.L'arcivescovo Linh, presidente della Conferenza episcopale vietnamita, porgendo i suoi auguri ai padroni di casa e a tutti i buddisti, ha affermato, in questa occasione – riporta UCA News - come il buddismo sia una grande religione, che esercita una profonda influenza sul mondo, tanto che anche l’Onu ogni anno festeggia la giornata del Vesak presso la propria sede e i propri uffici; una religione che sottolinea l’importanza dell’umanità, del sacrificio e che invita le persone a raggiungere la felicità. (AP)

8 maggio - LIBERIA Gli aiuti del CRS alle strutture sanitarie del Paese

 Dispositivi sanitari per la protezione personale sono stati donati dal Catholic Relief Service (Crs) a due ospedali cattolici della Liberia: il Centro medico “Sr. Barbara Ann” e la Clinica di maternità “Sr. Agnes Memorial” di Gadernesville. “L’attrezzatura donata – informa l’agenzia Allafrica – comprende, tra l’altro, disinfettante per le mani, alcol, mascherine, farmaci essenziali e fa parte di una donazione più ampia, per un valore di oltre 200 dollari, a 23 strutture mediche di Montserrado e dintorni”, affinché possano contrastare la pandemia da Covid-19 nel modo migliore, aiutando in particolare “le persone più vulnerabili”. “Il numero crescente di casi di coronavirus nei Paesi in via di sviluppo – spiega Jessie Benette, membro del Crs - è estremamente preoccupante, dato che i sistemi sanitari di tali nazioni sono già sotto pressione. Inoltre, si prevede che l'impatto economico della crisi graverà ulteriormente sulle spalle delle famiglie e delle comunità più povere che non hanno una rete di sicurezza sociale”. (IP)

 

8 maggio - STATI UNITI Festa della mamma. Vescovi: valorizzare vocazione della maternità e dono della vita

 “La festa della mamma è una splendida occasione per sottolineare la bellezza della vocazione della maternità e il dono della vita”: è quanto si legge sul sito web della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), in una nota pubblicata in vista di domenica 10 maggio, Festa della mamma. Una ricorrenza, spiegano i presuli, che “ci chiama a custodire il dono della vita che riceviamo dalle nostre madri e a pregare per tutte le donne alle quali Dio ha affidato la vita in modo speciale”. A loro, dunque, va il ringraziamento della Chiesa cattolica degli Usa che, al contempo, esprime la sua vicinanza a tutte “le madri che hanno avuto gravidanze difficili: preghiamo affinché possano trovare sostegno e incoraggiamento nella scelta della vita per i loro figli”. La nota prosegue sottolineando che, nonostante la Festa della mamma non sia una ricorrenza liturgica, tuttavia essa è un’occasione per pregare per tutte le madri, perché si celebra sempre a maggio, “mese tradizionalmente dedicato a Maria, Madre di Gesù”. Alla Madonna, dunque, si può chiede di intercedere presso Dio affinché “benedica tutte le mamme”. Una preghiera speciale viene, inoltre, rivolta dai presuli a tutte le donne in gravidanza, che attendono la nascita di un figlio. (IP)

 8 maggio INDIA Monsignor Pulloppillil: peste suina africana duro colpo all'economia rurale dell'Assam

(Un'epidemia di peste suina africana ha ucciso migliaia di maiali nello Stato a forte presenza cristiana dell’Assam, colpendo un'economia rurale già provata dalla pandemia di Covid-19. Nel giro di due settimane, almeno 3.000 maiali sono morti in seguito alla febbre causata da un virus che colpisce soprattutto i suini e contro il quale non è stato ancora trovato un vaccino o una cura. Il governo ha quindi vietato la vendita e la distribuzione di carne di maiale nello Stato, a partire dall'ultima settimana di aprile, dopo che gli animali hanno cominciato a morire, si legge su UCA News. Monsignor Thomas Pulloppillil, vescovo della diocesi di Bongaigaon, ha messo in evidenza come questa peste, che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale non si trasmette dagli animali all’uomo, abbia inferto "un duro colpo all'economia rurale dell'Assam e di altri Stati del nord-est", dove la carne suina è sempre stata considerata una prelibatezza. (AP)

8 maggio - TERRA SANTA  Festa del Ritrovamento della Croce: nel tempo della pandemia indica la vera salvezza

La croce è sorgente di vita eterna: lo ha detto ieri fr Francesco Patton, Custode di Terra Santa, che ieri ha celebrato a Gerusalemme, nella cappella di Sant’Elena del Santo Sepolcro la festa del Ritrovamento della Croce. La liturgia, si è svolta davanti alla reliquia della Vera Croce e vi hanno preso parte, secondo le disposizioni delle autorità locali, solo i frati della comunità del Santo Sepolcro e pochi altri religiosi. “Quest’anno la festa del ritrovamento della Santa Croce e le letture che abbiamo ascoltato acquistano un significato particolare a causa della pandemia che sta affliggendo il mondo intero”, ha aggiunto il Custode di Terra Santa che ha voluto soffermarsi sull’importanza del passaggio dall’esperienza della guarigione all’esperienza della salvezza, che è vita piena, frutto della relazione personale con Gesù, “che ha la vita in sé, la può donare e la può riprendere, la può e la vuole condividere con noi”.  (TC)

8 maggio - MYANMAR Anche la Conferenza episcopale birmana aderisce alla giornata di preghiera per l'umanità del 14 maggio  

Continuano a crescere le adesioni nel mondo alla Giornata di preghiera, di digiuno e di supplica a Dio convocata il 14 maggio dall’Alto Comitato per la fratellanza umana per chiedergli di aiutare l’umanità a superare la pandemia del Coronavirus. Ieri, il Segretario generale della Conferenza episcopale del Myanmar (Cbcm), monsignor John Saw Yaw Han, ha inviato lettera ai vescovi delle 16 diocesi del Paese in cui li esorta ad incoraggiare i cattolici a partecipare all’iniziativa, seguendo le indicazioni date da Papa Francesco al regina Caeli del 3 maggio. Anche il presidente dei vescovi, il cardinale arcivescovo di Yangon Charles Bo - riporta l'agenzia Ucanews - ha rivolto un appello ai fedeli dell’arcidiocesi a pregare, digiunare e compiere opere di carità  durante la Giornata per ottenere la fine della pandemia e delle sue conseguenze nefaste sull’umanità. (LZ)

8 maggio IRLANDA 75.mo anniversario del “VE Day”. Chiese irlandesi: restare uniti nella guerra contro il #coronavirus, 

“Con l'aiuto di Dio possiamo lavorare insieme per creare e plasmare un mondo migliore e più pacifico, dove l'amore e il rispetto siano al centro di tutto il nostro pensiero”: lo scrivono i leader delle Chiese irlandesi, in una dichiarazione congiunta diffusa oggi, 8 maggio, nel 75.mo anniversario del “VE – Victory in Euope Day”, ossia la fine della seconda Guerra mondiale in Europa, avvenuta l’8 maggio 1945. A siglare la nota sono esponenti cattolici, anglicani, presbiteriani e metodisti che ribadiscono: “Siamo tutti, al giorno d'oggi, di fronte a una guerra molto diversa, contro un nemico invisibile, la pandemia di Covid-19”.  “Nelle ultime settimane – sottolinea la dichiarazione - il segretario generale dell'ONU, António Guterres, ha esortato le parti in guerra in tutto il mondo a deporre le armi a sostegno della più grande battaglia contro il coronavirus, nemico comune che ora minaccia tutta l'umanità”.  In quanto leader della Chiesa, dunque, i firmatari auspicano che “il mondo veda una nuova alba, una volta che questa pandemia sarà sconfitta, e che la gente si renda conto della natura futile della guerra e di quanto sia veramente prezioso il dono della vita”. (IP)

8 maggio - TANZANIA Boom di vocazioni sacerdotali nel Paese: a ottobre l'apertura di un nuovo seminario maggiore

La Chiesa in Tanzania avrà presto un nuovo seminario maggiore. Si tratta del Nazareth Major Seminary che dovrebbe aprire i battenti il prossimo mese di ottobre nella diocesi di Kahama.  Il progetto è da diverso tempo allo studio della Conferenza episcopale per fare fronte al boom di vocazioni sacerdotali nel Paese. Dall’ordinazione dei primi 4 sacerdoti autoctoni nel 1917, le vocazioni hanno registrato una crescita costante in Tanzania che ha però subito un’impennata negli ultimi anni portando a saturazione i cinque seminari maggiori esistenti: quello di Nostra Signora degli Angeli di Kibosho, quello di Sant’Agostino a Peramiho, il Seminario Maggiore di Sant’Antonio da Padova a Ntungamo, quello di San Paolo a Kipalapala e il Seminario Maggiore di San Carlo Lwanga a Segerea. Già adesso, infatti, questi seminari registrano un numero di iscritti superiore alla loro capacità. In particolare i filosofati di Kibosho e Ntungamo hanno un numero eccedente di 140 seminaristi, mentre altri 250 dovrebbero iniziare i loro studi superiori nel prossimo anno accademico 2020-2021. Un centinaio di loro rischiano però di non essere ammessi ai corsi. (LZ)

8 maggio  - EUROPA Assegnato lo European Heritage Awards al restauro della Basilica di Collemaggio dell'Aquila. 

“E’ importantissimo aver recuperato, e in modo eccellente la Basilica di Collemaggio, centro spirituale di tutta la Chiesa aquilana”. Così don Claudio Tracanna, responsabile dell’ufficio comunicazione sociali dell’Arcidiocesi dell’Aquila commenta la decisione presa dalla Commissione Europea e da Europa Nostra di premiare il restauro della Basilica di Collemaggio all’Aquila tra i vincitori 2020 degli European Heritage Awards / Europa Nostra Awards. Secondo Tracanna il riconoscimento conferma la grande opera compiuta dall’Eni e da tutti gli attori coinvolti nel restauro. Oggi  - ricorda - Collemaggio funge da cattedrale provvisoria, ma ad essa è legata la storia di Papa Celestino V che volle la costruzione di questa basilica”. Citando quanto già affermato dal cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi, don Claudio Tracanna ricorda che “questa chiesa è un segno distintivo dell’aquilanità, costituisce il patrimonio genetico della nostra città.  E’ un capolavoro in cui tutti gli aquilani si identificano”. L’augurio di don Claudio è che “questo premio riaccenda i motori della ricostruzione pubblica che fatica a decollare: ci auguravamo che la Basilica di Collemaggio fosse una prefezia per la ricostruzone degli edifici pubblici e delle chiese. Oggi invece a distanza di 11 anni dal sisma  il Duomo è quasi nelle stesse condizioni del 2009”. Il responsabile dell’ufficio diocesano per le comunicazioni sociali  rileva “una lentezza grave per la ricostruzione di tutti gli edifici pubblici, di cui fanno parte anche le chiese. Una lentezza – rileva – che non corrisponde alla vitalità della Chiesa aquilana che continua anche in questi giorni segnati dal coronavirus, così come ai tempi del terremoto del 2009 e di quello del 2016-17, a camminare con il suo popolo, cercando di accompagnare questo periodo così difficile. Le chiese – conclude - oltre ad essere edifici liturgici costituiscono il atrimonio culturale di una popolazione. E’ in quegli edifici che l’anima della gente riesce a respirare e ad affrontare le difficoltà”. (PO)

8 maggio - CILE La diocesi di Temuco dà il via ad un Centro di Ascolto Spirituale nell’ospedale Hernán Henríquez Aravena

La diocesi di Temuco, in collaborazione con l'Unità di Accompagnamento Spirituale dell'Ospedale regionale Hernán Henríquez Aravena, ha dato il via ad un Centro di Ascolto Spirituale, in questo tempo di pandemia in cui molti pazienti di Covid-19, il personale sanitario e le famiglie hanno bisogno di essere sostenuti e accompagnati spiritualmente.   Attraverso un’equipe preparata e qualificata di volontari, sacerdoti, medici, laici, psicologi e altri, il Centro di Ascolto cercherà di dare assistenza, attraverso il telefono e le videochiamate, a tutti quelli che soffrono a causa della pandemia di Covid-19. “Oggi più che mai, rispondendo a ciò che dice il Vangelo, vogliamo essere samaritani in questi tempi di dolore e pandemia”, ha sottolineato padre Juan Andrés Basly, vicario generale della diocesi di Temuco, sul sito web dell’Episcopato. (AP)

8 maggio -  MONDO Il Wcc rilancia l'invito del a partecipare il 14 maggio alla Giornata di preghiera per l'umanità

Il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc-Coe) rilancia l’invito rivolto dall’Alto Comitato per la fratellanza umana a partecipare il 14 maggio a una Giornata di preghiera, digiuno e supplica per l’umanità contro il Coronavirus. Il Comitato, costituito nell’agosto scorso con l'obiettivo di raggiungere gli obiettivi del "Documento sulla fratellanza umana", firmato il 4 febbraio del 2019 da Papa Francesco e dal grande Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayyeb, ha invitato tutti i leader religiosi  e i credenti nel mondo intero a unirsi in una supplica comune per invocare con una sola voce l’aiuto di Dio, perché preservi l’umanità, la aiuti a superare la pandemia, le restituisca la sicurezza, la stabilità, la salute e la prosperità, e renda il nostro mondo, eliminata questa pandemia, “più umano e più fraterno”. Il nuovo segretario generale del Wcc, il reverendo Ioan Sauca, ha esortato tutte le Chiese membro dell’organizzazione ecumenica ad aderire all’iniziativa.  “Le Chiese membro della Wcc possono, nei proprio luoghi e secondo le rispettive tradizioni, sostenersi a vicenda, guardare all’esterno ai bisogni di tutti e rafforzare la nostra unica famiglia umana", scrive il vescovo ortodosso romeno. (LZ)

8 maggio - COLOMBIA Monsignor Álvarez Botero: “Il servizio è la chiave della felicità”

Giovedì 7 maggio, in occasione della celebrazione eucaristica settimanale, attraverso la piattaforma di Microsoft Office 365, che vede la partecipazione virtuale dei collaboratori del Segretariato Permanente dell'Episcopato Colombiano (SPEC), monsignor Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín e segretario generale della Conferenza episcopale,  riprendendo un passo del Vangelo del giorno (Gv 13,16-20), ha esortato tutti ad accettare l’invito che il Signore ci fa - e che è la chiave della felicità - a servire.  "Il Signore - si legge sul sito web dell’Episcopato - ci chiede di amarci l’un l’altro, di sentirci servi", di scoprire che nel servizio c'è la gioia dell'amore, che si manifesta nella misericordia e che ci avvicina al Padre. Chi riceve questa chiamata - afferma il presule - trova la felicità: "c'è più gioia nel dare che nel ricevere" (At 20,35). (AP)

8 maggio  POLONIA Vescovi: lettera per il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II

“Cosa ci avrebbe detto oggi San Giovanni Paolo II? Quale messaggio avrebbe rivolto ai suoi connazionali nel maggio 2020”, in questo momento così difficile per tutti noi, che stiamo lottando contro la pandemia di coronavirus? Si chiede la Conferenza episcopale polacca, in una lettera, che verrà letta nelle chiese, domenica 17 maggio, vigilia dell’anniversario della nascita del Papa polacco. I vescovi rispondono alla domanda con queste parole: "Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa ‘cosa è dentro l’uomo’. Solo lui lo sa!" “Cristo sa - aggiungono i presuli - cosa ognuno di noi porta dentro di sé oggi, conosce perfettamente le nostre gioie, ansie, speranze, paure e desideri. Solo Lui ha la risposta alle domande che ci poniamo adesso". (AP)

8 maggio - REGNO UNITO  Vescovi sull'alto tasso di mortalità per il Covid-19 tra le minoranze: urgente affrontare disparità sociali  

 Anche nel Regno Unito, come negli Stati Uniti, si rileva una sproporzione significativa nel numero di morti per Coronavirus registrati fra le minoranze etniche -  neri e asiatici, ma anche rom, sinti e nomadi - in rapporto al resto della popolazione britannica. Lo ha riconosciuto lo stesso Ministro della Sanità Matt Hancock in una conferenza stampa nei giorni scorsi a Downing Street. Un’indagine dell’Ons, l’istituto statistico britannico, ha rilevato un coefficiente di letalità per la malattia tra i cittadini neri che è più di quattro volte superiore a quello dei loro connazionali bianchi. Coefficienti significativamente più elevati si sono registrati anche tra le persone di origine asiatica (in particolare da Bangladesh, Pakistan, India) o mista, stimati fra 1,9 e 1,6 volte superiore a quella degli europei. I dati diffusi dal Governo sono confermati da quanto riscontrato dalle organizzazioni caritative cattoliche e dai sacerdoti impegnati sul terreno. Lo ha dichiarato monsignor Paul McAleenan, presidente dell’Ufficio per le politiche migratorie della Conferenza episcopale inglese e gallese (Cbcew), che saluta l’indagine conoscitiva: “L’inchiesta era quanto mai necessaria e interessa la Chiesa”. Secondo i vescovi, tuttavia, essa non basta: “Il Governo deve urgentemente affrontare le note disparità strutturali che hanno fatto sì che alcune comunità stiano pagando un costo elevato. Dobbiamo anche riconoscere il sacrificio sproporzionato compiuto da persone appartenenti a minoranze impegnate in prima linea” in questa emergenza, afferma il vescovo. (LZ)

7 maggio - BELGIO - Rosari virtuali al posto dei pellegrinaggi al santuario di Beauraing

Lo ha chiamato pellegrinaggio 2.0 perché, seppure in questo mese di maggio i fedeli non potranno recarsi al santuario mariano di Beauraing, in Belgio, la recita virtuale del Rosario può essere considerata comunque un omaggio a Maria. L’idea è di padre Xavier Le Paige, cappellano del santuario, che, dato il divieto di assembramenti imposto dall’emergenza coronavirus, chiede l’invio di 4 Credo, 24 Padre Nostro, 24 Gloria al Padre e 212 Ave Maria per “costruire” quattro rosari virtuali da trasmettere sulla rete Youtube dei santuari. Padre La Paige, riferisce la diocesi di Namur, invita a registrare dei video mentre si recita ad esempio un’Ave Maria, anche in varie lingue, e ad inviarli all’indirizzo mail ndbeauraing@gmail.com. L’auspicio è che Padre Nostro e Gloria al Padre vengano recitati da più persone insieme, in modo da ricalcare un tradizionale Rosario di gruppo. I video saranno poi montati per realizzare i quattro Rosari richiesti, e poi saranno lanciati sul web. (TC)

7 maggio - CONGO BRAZZAVILLE - Le diverse confessioni religiose del Paese decidono tre giorni di preghiera e digiuno per la pandemia di Covid-19

Cristiani e musulmani dedicheranno tre giorni alla preghiera per chiedere a Dio la fine della pandemia di Covid-19. Lo ha deciso il Comitato di supporto alla solidarietà nazionale contro il coronavirus del Congo Brazzaville, costituito da cattolici, Chiese del risveglio, musulmani, salutisti e altre confessioni, che ha stabilito, dal 12 al 14 maggio, un programma di iniziative spirituali. Incontratosi nei giorni scorsi, il Comitato è stato presieduto da monsignor Anatole Milandou, arcivescovo di Brazzaville, e presidente del Consiglio ecumenico del Congo, e vi hanno preso parte il presidente del Consiglio superiore islamico del Congo El Hadj Djibril Abdoulaye Bopaka, e il presidente del Consiglio delle chiese del risveglio Germain Loubota. Sono state stabilite due giornate, il 12 e 13 maggio, di digiuno e preghiera per il Congo alle quali si potrà aderire restando a casa propria. Le due giornate si concluderanno con la celebrazione di una Messa al Palazzo dei congressi, alla sola presenza dei leader religiosi, con l’autorizzazione dal governo e nel rispetto delle misure di distanziamento sociale. Il Comitato di supporto alla solidarietà nazionale contro il coronavirus ha anche discusso di iniziative per combattere la diffusione dell’epidemia; sono state pensate campagne di sensibilizzazione e la distribuzione di mascherine e dispositivi di protezione. Per sostenere il Fondo Covid-19, infine, le diverse confessioni del Comitato hanno iniziato una colletta il cui ricavato sarà devoluto alle autorità per far fronte alle necessità più urgenti. (TC)

7 maggio - FILIPPINE - L’arcidiocesi di Manila dice “no” alle confessioni online

Mercoledì scorso, l’arcidiocesi di Manila ha diffuso un documento in cui dice “no” alle confessioni online e in cui suggerisce alcune linee guida per le parrocchie, da seguire quando saranno nuovamente consentite le funzioni religiose, in questo tempo di pandemia di coronavirus. Le misure di distanziamento sociale, adottate dal governo per fermare la diffusione del Covid-19, hanno impedito ai sacerdoti di celebrare le Messe pubbliche, ma hanno anche interrotto la pratica della confessione, soprattutto durante il periodo quaresimale. Anche se Internet ha aiutato la Chiesa - ha spiegato ad UCA News padre Amadeo Corpuz Alvero, della parrocchia di Sant'Isidoro a MacArthur, nella provincia di Leyte -, permettendo ai fedeli di partecipare alle Messe online, non potrà mai sostituirsi alle confessioni faccia a faccia. I riti di penitenza richiedono un dialogo personale tra i fedeli e il loro confessore – ha sottolineato l'amministratore dell'arcidiocesi di Manila, il vescovo Broderick Pabillo – soprattutto "per proteggere la segretezza e la sincerità della confessione".  (AP)

7 maggio - PANAMA - “I giovani sono capaci di grandi cose!”: pubblicato documento finale 8° Assemblea Pastorale giovanile

“I giovani sono capaci di grandi cose quando uniscono le loro forze ed hanno Gesù come orizzonte”: è quanto emerge dal documento finale dell’ottava Assemblea della Pastorale giovanile dell’Arcidiocesi di Panama. L’incontro si è tenuto dal 5 all’8 settembre 2019 alla presenza di 150 delegati, ma il messaggio conclusivo è stato reso noto solo in questi giorni e pubblicato sul sito web diocesano. Lungo e corposo – 122 pagine suddivide in 13 capitoli – il documento si intitola “Cristo vive, speranza nostra”, con un chiaro richiamo all’Esortazione apostolica di Papa Francesco, “Christus vivit”, pubblicata il 25 marzo 2019 e che raccoglie le riflessioni del Sinodo sui giovani svoltosi nell’ottobre 2018. “Questo documento è un bene prezioso – si legge nel testo – perché permette alla Chiesa di conoscere il pensiero dei giovani, cosa li preoccupa e li motiva, capire quali sono i metodi, i linguaggi e le attività più efficaci per loro in questi tempi. Siamo conviti che esso che sia il prodotto dell'azione dello Spirito Santo nella Chiesa, attraverso i giovani”. (IP)

7 maggio - MACEDONIA DEL NORD - Un anno fa la visita apostolica del Papa. Il ricordo di monsignor Stojanov

In una lettera inviata al Papa in occasione del primo anniversario della sua visita apostolica in Macedonia del Nord, il vescovo di Skopje e dell’eparchia della Beata Maria Vergine Assunta in Strumica-Skopje, monsignor Kiro Stojanov, ha espresso gratitudine per le parole e i discorsi pronunciati lo scorso anno. Ricordando l’indimenticabile 7 maggio di un anno fa, il presule ha citato in particolare alcuni significativi momenti, come la Messa a Skopje e l’incontro ecumenico e interreligioso con i giovani. Monsignor Stojanov ha inoltre assicurato al Pontefice la sua preghiera, aderendo all’invito della recita del Rosario, nel mese di maggio, soprattutto per la pandemia di Covid-19, per i malati e per quanti si spendono nelle loro cure. “La nostra Santa, Santa Madre Teresa, che si è così tanto presa cura dei poveri e dei malati, interceda per tutti noi” scrive il presule che si è fatto anche latore della gratitudine e della devozione filiale del clero, delle comunità monastiche e di tutti i cattolici della Macedonia del Nord. Monsignor Stojanov ha anche rievocato i momenti salienti della visita apostolica del Papa oggi nel corso di una videoconferenza, alla quale hanno preso parte il nunzio apostolico in Bulgaria e Macedonia, monsignor Anselmo Guido Pecorari, cardinale Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, il presidente della Macedonia del Nord Jorge Ivanov, l’arcivescovo ortodosso di Ocrida e metropolita di Macedonia Stefan e altre autorità civili e religiose con collegamenti da Skopje, Sarajevo, Sofia, Belgrado, Zagabria e altre città. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di condividere le loro impressioni e i loro ricordi. (TC)

7 maggio - CITTA' DEL VATICANO - Monsignor Jurkovič: progresso tecnologico e proprietà intellettuale non lascino indietro nessuno

Una “testimonianza di cura e amore verso il prossimo, fino al punto dell’esaurimento e non di rado a discapito della loro salute”: così l’arcivescovo Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu di Ginevra, loda i lavoratori di tutto il mondo impegnati in prima linea nella lotta alla pandemia da Coronavirus all’assemblea della Wipo, l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, una delle agenzie delle Nazioni Unite. Il presule ha manifestato anche il profondo apprezzamento della Santa Sede al lavoro dell’attuale direttore, Francis Gurry, per il suo “impegno per la proprietà intellettuale in generale, per la sua leadership e per i risultati ottenuti”.  Tra questi, lo storico trattato per facilitare l'accesso alle opere pubblicate da persone ipovedenti e con disabilità, cioè il Trattato di Pechino sulle prestazioni audiovisive, siglato nel 2015. (RB)

7 maggio - AMERICA LATINA - Il Celam lancia un “microsito” di buone notizie in tempi di Covid-19

Un “microsito” per rendere visibile la risposta pastorale della Chiesa alla pandemia di coronavirus in America Latina e nei Caraibi: è l’iniziativa, dal titolo "Unidos en la Esperanza" (Uniti nella speranza), presentata il 6 maggio da monsignor Juan Carlos Cardenas Toro, segretario generale del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), sul sito web dell’organismo della Chiesa cattolica. "Vogliamo che le buone notizie, le esperienze costruttive ed edificanti - ha detto monsignor Cardenas Toro - siano promosse attraverso il microsito. Vogliamo contrastare l'informazione che infonde paura, che disinforma". L'obiettivo del microsito, dunque, è quello di diffondere buone notizie - informazioni dal Vaticano, iniziative pastorali delle Conferenze episcopali dell'America Latina e dei Caraibi, pezzi multimediali e testimonianze -, che invitino alla speranza e all’ottimismo, che siano di sostegno e di ispirazione per il resto del continente e del mondo, in questa difficile situazione causata dalla diffusione del Covid-19. (AP)

7 maggio - PERÙ - L’Episcopato presenta un Protocollo che consente ai fedeli di tornare ai sacramenti e al culto in questo tempo di pandemia

Un "Protocollo per il culto religioso in tempi di pandemia" da tenere in considerazione nella celebrazione dell'Eucaristia e degli altri sacramenti, come pure negli incontri e nelle attività delle parrocchie: è quello che il Consiglio Permanente della Conferenza episcopale peruviana ha diffuso ieri, 6 maggio, sul sito web dell’Episcopato. I vescovi hanno elaborato il documento con il fine di prendersi cura della vita e della salute spirituale di tutti i fedeli, nella convinzione che la dimensione dello Spirito contribuisca a renderci forti nel momento della prova, a renderci fraterni e ad aiutarci nella vita sociale. Tre le fasi previste dal Protocollo. La prima fase, terminata la quarantena, prevede che i fedeli possano partecipare alle celebrazioni eucaristiche in chiesa solo in piccoli gruppi, tenendo conto della grandezza dell’edificio, mantenendo il distanziamento sociale richiesto e osservando rigorosamente le misure del Protocollo. La seconda fase, vede la riapertura degli incontri di formazione per catechisti e operatori pastorali, sempre rispettando rigorosamente le norme di prevenzione igienico-sanitarie. Infine, la terza fase, prevede il ritorno alla vita pastorale ordinaria, considerando tutte le misure adottate finché non si troverà una cura contro il virus.  (AP)

7 maggio - UGANDA - Vescovi donano 10 tonnellate di cibo alla “Task force Covid-19” istituita dallo Stato

Un contributo sostanzioso ed importante quello donato dalla Conferenza episcopale dell’Uganda (Uec) alla “Task force Covid-19” istituita dallo Stato per combattere la pandemia da coronavirus: i vescovi, infatti, hanno fornito alla “squadra speciale” una grande quantità di alimenti da distribuire alle persone più bisognose e vulnerabili. Martedì 5 maggio, dunque, il presidente della Uec, Monsignor Anthony Zziwa – ha consegnato dieci tonnellate di cibo all’organismo incaricato di raccogliere e ridistribuire gli aiuti alle vittime della pandemia. In particolare, informa “La Croix Afrique”, le donazioni della Chiesa cattolica, costituite da cinque tonnellate di farina di mais e cinque tonnellate di fagioli, sono state ricevute a Kampala dal Primo Ministro, Ruhukana Rugunda, che espressamente ringraziato i vescovi per la loro solidarietà. (IP)

7 maggio - PANAMA - A Ciudad Radial, inaugurata mensa solidale: pasti a domicilio per i più bisognosi

È dedicata a “Santa Maria del cammino” la mensa solidale inaugurata a Ciudad Radial, a Panama, con l’obiettivo di fornire pasti a domicilio ai più bisognosi della comunità, in questo tempo di pandemia da coronavirus. Oltre mille le persone che d’ora in poi riceveranno gratuitamente del cibo. “Una volta terminata l’emergenza sanitaria – si legge sul sito dell’Arcidiocesi di Panama – e il Ministero della Salute permetterà alla popolazione di tornare ad avere contatti sociali, le persone potranno recarsi direttamente alla mensa e ricevere un pasto caldo”. Ad inaugurare il servizio è stato Monsignor José Domingo Ulloa Mendieta, Arcivescovo di Panama, che ha detto: “È tempo che tutti i panamensi si diano da fare per i più poveri e i più bisognosi”. Gli ha fatto eco Padre Domingo Escobar Chávez, parroco della chiesa di “Santa Maria del cammino”, che ha spiegato come l'idea della mensa per i poveri sia nata proprio a causa della crisi causata dal virus Covid-19. “Questa mensa – ha sottolineato il sacerdote – è la nostra risposta ai bisogni della comunità. Preghiamo per questo nuovo progetto sociale”. (IP)

7 maggio - STATI UNITI - Cimiteri dell’arcidiocesi di New York aperti domenica per la Festa della Mamma

I cimiteri dell’arcidiocesi di New York saranno aperti in via straordinaria dalle 9 alle 15 questa domenica, 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma. Lo comunica la stessa arcidiocesi in un comunicato sul proprio sito web. I cimiteri affidati alla Cattedrale di San Patrizio sono rimasti purtroppo, ma necessariamente, chiusi ai visitatori dopo lo scoppio dell’epidemia di Coronavirus a New York, in modo da far fronte al forte aumento del numero di sepolture, garantendo comunque la sicurezza di tutti gli interessati, compresi i lavoratori impiegati. Nel solo mese di aprile, infatti, le sepolture sono aumentate del 200% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, date le comprensibili richieste di apertura dei cimiteri, in particolare per le visite nella giornata della Festa della Mamma, i cinque cimiteri gestiti dagli Amministratori della Cattedrale di San Patrizio - Calvario a Woodside, Resurrezione a Staten Island, Porta del Paradiso a Hawthorne, Ascensione a Airmont, e Santa Maria a Rye Brook – resteranno aperti mezza giornata, ovviamente nel rispetto delle regole di sicurezza in vigore sul territorio: visite limitate a 15 minuti; non più di 10 persone alla volta, mantenendo la distanza sociale e indossando guanti e mascherine di protezione. (RB)

7 maggio - INDONESIA - Le diocesi del Paese si mobilitano per aiutare gli operatori sanitari

Nei giorni scorsi, le diocesi indonesiane si sono mobilitate per aiutare gli operatori sanitari, fornendo loro l'attrezzatura medica di cui hanno bisogno, e per sostenere gli sforzi del governo nella lotta contro la pandemia di coronavirus. Il 4 maggio – si legge su UCA News – monsignor Siprianus Hormat, vescovo della diocesi di Ruteng, nel distretto East Manggarai della provincia di East Nusa Tenggara, ha consegnato attrezzature mediche e altre forniture a un ospedale e ai pronto soccorso con personale cattolico. L'attrezzatura comprendeva mascherine, visiere protettive e kit con test rapidi per il Covid-19. La diocesi, per fornire il sostegno necessario, si è aiutata anche con campagne mediatiche.   Padre Max Regus, presidente della task force Covid-19 della diocesi di Ruteng, ha spiegato come la Chiesa stia cercando di colmare le lacune dovute alla lenta risposta del governo alla pandemia, che ha lasciato gli ospedali a corto di dispositivi di protezione e di forniture mediche. Anche l'arcidiocesi di Palembang, nel sud di Sumatra, ha fornito assistenza al personale medico negli ospedali e in altre strutture sanitarie. Guntur Wijaya, coordinatore del centro di crisi dell'arcidiocesi, ha detto che sono stati forniti aiuti a 10 ospedali cattolici, due strutture governative, 10 policlinici e 26 centri sanitari, e ha raccontato come "oltre alla distribuzione di dispositivi di protezione individuale (DPI), stiano cercando di distribuire anche generi alimentari per aiutare le persone colpite". Padre Krispinus Cosmas Tukan, vicario generale della diocesi di Banjarmasin, nel Kalimantan orientale, che il 5 maggio ha donato DPI a due ospedali della città, ha detto ad UCA News che "essere socialmente distanti dagli altri non ci impedisce di condividere il nostro amore" e che quindi "dobbiamo prenderci cura e mostrare amore verso gli altri". Al 6 maggio, l'Indonesia ha registrato 12.071 casi di Covid-19 e 872 decessi. (AP)

7 maggio - POLONIA - Monsignor Gądecki: grazie ai sacerdoti per il loro zelo in tempi di pandemia

(VN) – 7mag20 – Con una lettera pubblicata sul sito della Conferenza episcopale polacca, il presidente dei vescovi, monsignor Stanisław Gądecki, ha desiderato ringraziare tutti i sacerdoti per lo zelo dimostrato nella loro missione durante questi tempi di pandemia da Coronavirus. “Desidero ringraziarvi tutti, cari fratelli, per il vostro atteggiamento coraggioso durante l'epidemia, per il vostro zelo e l'ingegnosità pastorale, per il fatto che, fedeli ai nostri predecessori, e specialmente al servo di Dio cardinale Stefan Wyszyński, siete rimasti con i vostri fedeli”, ha scritto. Il Metropolita di Poznan, in occasione della domenica del Buon Pastore, ha rivolto un messaggio ai sacerdoti dell'arcidiocesi di Poznan: "La Chiesa e la società in Polonia e nel mondo stanno attraversando momenti difficili in cui pastori e credenti affrontano sfide insolite. Così ho deciso di indirizzare questa lettera a voi, cari fratelli, con parole di gratitudine per il vostro generoso lavoro", si legge. Nella missiva, il presidente della Conferenza episcopale polacca considera le sfide derivanti dalla crisi causata dall'epidemia e le sfide affrontate dai sacerdoti: "Da molto tempo non avevamo più dovuto affrontare situazioni che minacciavano l'intera società polacca. Né la peste, né la guerra, né il fuoco né la carestia ci hanno colpito per molti anni, e, con il crescente senso di sicurezza, anche il significato delle suppliche cantate in chiesa è svanito", scrive l'arcivescovo Gądecki. (RB)

7 maggio - STATI UNITI - Vescovi: tutelare la libertà religiosa e di coscienze delle istituzioni cattoliche

Le istituzioni cattoliche hanno il diritto di vedere rispettata la loro libertà di coscienza e di religione: questo, in sintesi, il contenuto della dichiarazione della Conferenza episcopale cattolica degli Stati Uniti (Usccb) in una nota diffusa sul suo sito web. In particolare, il documento fa riferimento a tre casi giuridici in attesa di sentenza: quello delle “Piccole sorelle dei poveri” e quelli delle scuole “Nostra Signora di Guadalupe” e “San Giacomo”. Il primo caso riguarda la tutela della libertà di coscienza, gli altri due invece afferiscono alla difesa della libertà delle scuole cattoliche di scegliere i propri docenti, senza subire interferenze governative. “Le organizzazioni religiose – si legge nella nota firmata da Monsignor George V. Murry, presidente del Comitato per la libertà religiosa, dall'arcivescovo Joseph F. Naumann, presidente del Comitato per le attività a favore della vita, e da Monsignor Michael C. Barber, presidente del Comitato per l'educazione cattolica - hanno il diritto, riconosciuto dalla Costituzione, di selezionare le persone che svolgeranno il ministero, e il governo non ha alcuna autorità legittima per interferire con queste decisioni, né può costringere un ordine religioso a violare il credo religiose che anima la sua missione”. “È sconcertante questo attacco – continuano i presuli - Auspichiamo che la Corte Suprema riaffermi la libertà dei nostri ordini religiosi e delle nostre scuole cattoliche di praticare la loro fede e di servire gli altri nell'amore". (IP)

7 maggio - REGNO UNITO - La lettera di monsignor Burns ai poliziotti cattolici in prima linea: continuate a sorridere

In occasione della solennità di San Giuseppe Lavoratore ricorsa il Primo maggio scorso, monsignor Tom Burns, vescovo di collegamento con le associazioni cattoliche delle forze dell’ordine, ha scritto una lettera di ringraziamento ai poliziotti per il loro impegno in prima linea nella lotta al Coronavirus, che è stata pubblicata sul sito dell’Episcopato britannico. “Avevo 11 anni quando papa Pio XII, dieci anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, istituì la festa di San Giuseppe Lavoratore nel 1955 – ricorda - il razionamento era finalmente terminato appena un anno prima, ma continuavano le difficoltà per quanto riguardava il cibo e il lavoro. Nella fragile pace e nella ricostruzione dei mezzi di sussistenza che ne seguì, il Papa volle riconoscere il valore del lavoro umano a beneficio delle famiglie e della società; sottolineare l'importanza della paternità e della protezione paterna; ricordare alle imprese il diritto di ogni dipendente a salari e condizioni di lavoro eque". Il presule prosegue, poi, sottolineando come alcuni dei sentimenti espressi dal Papa riguardo alle difficoltà, alla disoccupazione, alle famiglie, alla protezione, al salario equo e agli armamenti siano ancora oggi condivisibili e rilevanti, soprattutto nelle nuove forme di "razionamento" e nelle restrizioni introdotte dal Coronavirus. (RB)

7 maggio - VIETNAM - I vescovi incoraggiano i fedeli ad intensificare le pratiche di fede nel dopo-pandemia

"In un'epoca in cui i bisogni spirituali sono considerati irrilevanti, i giovani potrebbero essere facilmente corrotti da un dilagante materialismo e dal consumismo, poiché potrebbero vederli come il loro fine ultimo". Così monsignor Joseph Nguyen Chi Linh, arcivescovo di Hue e presidente della Conferenza episcopale, e monsignor Joseph Tran Van Toan, vescovo di Long Xuyen e presidente della Commissione episcopale per i Laici, in una lettera, pubblicata il 5 maggio, in cui lanciano alcune proposte ai fedeli per vivere la fede nel dopo-pandemia. Poiché la sospensione delle attività religiose ha avuto un impatto negativo sulla vita della comunità, i vescovi – si legge su UCA News -, ora che le misure restrittive si stanno via via allentando e alcune diocesi si preparano a riprendere le funzioni, esortano i fedeli ad intensificare le pratiche di fede e le diocesi a far ripartire al più presto i servizi liturgici, i corsi di catechismo, le attività delle associazioni, affinché i giovani continuino ad essere seguiti. Nella lettera, i presuli, dicendo di aver assistito durante il confinamento, a chiari segni di una fede piena dei cattolici, esprimono il loro apprezzamento a tutti quelli che hanno dimostrato solidarietà verso gli altri, cercando di prevenire la diffusione del coronavirus; e a coloro che hanno rispettato le misure consigliate dalle autorità governative e dagli esperti e hanno sospeso tutte le attività religiose pubbliche. (AP)

7 maggio - POLONIA - Da Caritas nuovi letti per gli ospedali e dispositivi di protezione con la campagna #GrazieMedici

La settimana scorsa erano già arrivati un centinaio di ventilatori polmonari; questa settimana, invece, è la volta dei letti da ospedale nuovi di zecca e si sta preparando anche una fornitura eccezionale di dispositivi per la protezione personale dei medici. Sono i frutti della campagna #Grazie Medici avviata da Caritas Polonia nell’ambito della diffusione del Coronavirus nel Paese dove ieri sono state rimandate le elezioni presidenziali in programma per questa domenica proprio a causa delle misure sociali restrittive necessarie per la pandemia in atto. Secondo quanto pubblicato sul sito dell’Episcopato polacco, il valore delle attrezzature mediche finanziate dalla campagna ha già superato i 4,6 milioni di zloty. I letti d'ospedale acquistati da Caritas sono apparecchi moderni con regolazione elettrica e alimentazione di emergenza, sono inoltre dotati di materassi antiribaltamento. Saranno consegnati agli ospedali di Przasnysz, Mikołów, Frombork, Pruszków e Grójec. Il loro valore totale è di quasi 200mila zloty. “La campagna #GrazieMedici mira a sostenere l'assistenza sanitaria nella lotta contro l'epidemia di Coronavirus, ma guardiamo anche a interventi a lungo termine. Le attrezzature saranno acquistate dagli ospedali anche dopo la fine dell'epidemia e serviranno ai pazienti”, sottolinea padre Marcin Iżycki, direttore di Caritas Polonia. “Siamo in costante contatto con gli ospedali di tutto il Paese, che ci rivolgono le loro richieste. E ce ne sono ancora molti. Al momento riguardano principalmente i dispositivi di protezione per il personale medico", aggiunge Maciej Dubicki, addetto alla comunicazione della Caritas polacca. (RB)

6 maggio - AUSTRIA Linee-guida per la ripresa delle Messe pubbliche. Preghiera e servizio silenzioso armi vincenti

Dopo le condizioni obbligatorie presentate dal Governo di Vienna il 23 aprile per la ripresa delle funzioni religiose pubbliche in Austria, prevista il 15 maggio, la Conferenza episcopale austriaca ha diffuso le linee-guida più dettagliate che regoleranno le celebrazioni liturgiche nel Paese nella cosiddetta "Fase 2" dell’emergenza Coronavirus. Secondo quanto riporta il sito dell’Episcopato, sono confermati i punti fermi concordati con le autorità, tra i quali la disponibilità nei luoghi di culto di almeno 10 metri quadrati a persona, con una distanza minima di due metri, l’obbligo della mascherina su bocca e naso e la disinfettazione regolare di maniglie e di altre superfici. Durante la Messa sarà anche possibile ricevere la Comunione in mano, a condizione che vengano osservate specifiche regole igieniche. Inoltre, resta ancora in vigore la dispensa dall’obbligo di partecipare alle Messe domenicali per i fedeli, che potranno quindi continuare a seguirle da casa per tutto il tempo dell’emergenza.  Le linee-guida – precisa la Conferenza episcopale – saranno adeguate all’evoluzione della pandemia. Restano poi da definire le modalità per le celebrazioni all’aperto. In una lettera pastorale diffusa insieme alle linee-guida i vescovi hanno inoltre ringraziato i fedeli   per avere accettato di seguire il cammino scelto di preghiera e servizio silenzioso che,  affermano con Papa Francesco “sono le nostre armi vincenti” contro la pandemia (LZ) 

 

6 maggio - SVIZZERA Domenica dei media. L’impegno dei comunicatori cattolici per raccontare le storie degli “eroi quotidiani” nel tempo del Coronavirus

raccontare le storie degli “eroi quotidiani” nel tempo del #Coronavirus

Raccontare storie "buone" che "edifichino e "non  distruggano”  e offrire “una narrazione umana” che “riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. Questo l’invito di fondo rivolto da Papa Francesco agli operatori dei media nel suo messaggio la 54ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dedicato al tema della narrazione. Ed è a tale invito, quanto mai attuale in questi tempi drammatici di pandemia, che si è ispirata l’agenzia cattolica francofona elvetica Cath-Info di Losanna per celebrare la prossima Domenica dei media, il 24 maggio, l’annuale raccolta promossa dalla Chiesa locale per finanziare l'informazione cattolica del Paese. "Cath.ch tisse des récits de vie" (“Cath.ch tesse racconti di vita “) è infatti lo slogan scelto quest’anno per ribadire che la comunicazione non è autentica se non contribuisce a tessere quei legami di cui abbiamo oggi tanto bisogno, come è drammaticamente emerso in queste settimane di confinamento forzato. Una situazione che ha accresciuto il ruolo e la responsabilità dei media, in particolare quelli cristiani, chiamati oggi più che mai a contrastare quella falsificazione dell’informazione manipolata per motivi politici o economici. Per tutto il mese di maggio fino all’inizio di giugno Cath-info propone, quindi, questi racconti di vita per fare emergere quegli “eroi quotidiani” anonimi evocati da Papa Francesco nel suo messaggio e diventati i veri protagonisti di questa crisi. I racconti saranno accompagnati dalle testimonianze di tre importanti personalità del mondo dell’informazione svizzeri che parleranno della loro visione dei media al servizio della comunità. (LZ) 

6 maggio - GRECIA I frati francescani tornano a produrre le ostie e incrementano coltivazioni e allevamenti per aiutare poveri e rifugiati

 Con una vecchia macchina per fabbricare le ostie, usata fino ai primi anni ’90, i frati francescani di Rodi, della Custodia di Terra Santa, hanno cominciato a produrre da sé le particole per le celebrazioni eucaristiche che cominciavano a scarseggiare a causa delle restrizioni disposte per l’emergenza coronavirus. Nell’isola, riferisce la Custodia, i frati sono impegnati nell’assistenza verso quanti, scappando da guerre e persecuzioni, approdano per raggiungere l’Europa, e in questo periodo, essendo chiuse molte attività, hanno dovuto ingegnarsi per provvedere a quello che mancava. “Per il Giovedì Santo abbiamo prodotto per la prima volta, fabbricate e preparate qui a Rodi, le ostie –  riferisce fr. John Luke Gregory, vicario generale dell’arcidiocesi di Rodi –. A causa della pandemia di Coronavirus, c’è meno possibilità di ricevere i beni con le navi-cargo, e allora abbiamo riscoperto le nostre ‘origini’: non solo produciamo ostie ma seguendo l’invito del Custode a intraprendere una strada più indipendente, abbiamo incrementato la coltivazione in giardino e stiamo costruendo un pollaio nel monastero di san Francesco, per avere uova fresche e darle ai rifugiati e poveri che serviamo”. (TC)

 

6 maggio - ASIA - Rinviata per l'emergenza Covid-19 l’assemblea generale della Fabc prevista a novembre nel 50.mo di fondazione

La Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (Fabc) ha deciso di posticipare a data da destinarsi la sua prossima Assemblea Generale prevista in autunno a Baan Phu Waan, in Tailandia. L’incontro era fissato dal 3 al 20 novembre, ma l’incertezza sull’evoluzione dell’emergenza Covid-19 ha convinto la presidenza della Fabc e gli organizzatori a rinviare l’appuntamento. Per lo stesso motivo sono stati annullati anche tutti gli incontri del Comitato centrale e degli altri dipartimenti della federazione previsti a giugno. Lo ha reso noto una recente lettera firmata dai cardinali Charles Bo, arcivescovo di Yangon, e Oswald Gracias, arcivescovo di Bombay, rispettivamente presidente della Fabc e organizzatore dell’assemblea di quest’anno. "Al momento la situazione è instabile e non sappiamo cosa ci porterà il futuro", spiegano i due porporati nella lettera citata dall’agenzia Ucanews, precisando che si potranno pianificare le date delle sue attività quando le cose torneranno lentamente alla normalità. Intanto, nonostante l’impossibilità di spostarsi dai propri Paesi, i vescovi asiatici hanno continuato a mantenersi in contatto in video-conferenza in queste settimane per confrontarsi sulle varie problematiche pastorali che le Chiese del continente hanno davanti. “Ci sono state molte riflessioni”, affermano i cardinali Bo e Gracias nella lettera, evidenziando come, nonostante il lockdown, le Chiese membro della Fabc si sentano “molto legate in questo periodo buio per il mondo”.  “È in momenti come questi -  affermano – che esperimentiamo una maggiore dipendenza da Dio e che la nostra fede si rafforza. Tutti noi usciremo da questa crisi con un più profondo senso religioso”. (LZ)

6 maggio REPUBBLICA  DEMOCRATICA DEL CONGO L’arcidiocesi di Kinshasa crea un Consiglio di amministrazione per coordinare la sanità

Un Consiglio di amministrazione diocesano che coordini le attività del settore sanitario a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo: è questa la decisione presa da monsignor Fridolin Ambongo, arcivescovo della città particolarmente colpita dall’epidemia, e pubblicata sul sito della Conferenza episcopale. Il Consiglio sarà presieduto dall'arcivescovo, mentre padre François Luyeye ne è stato nominato segretario permanente. Per migliorare le prestazioni sanitarie delle strutture, l’arcivescovo ha anche ripristinato la Direzione dell'Ufficio diocesano delle opere mediche, nominando la dottoressa Josephine Nkoy-Belila e il dottor Arthur Zowa-Dingamboma come direttori medici e la reverenda suor Laurette Lohata come direttore amministrativo e finanziario. La situazione a Kinshasa, in effetti, è molto grave: ieri si è registrato il record di nuovi casi in un solo giorno – 92 in tutto il Paese – di cui circa 69 solo nella Capitale dove si registrano anche 101 casi positivi tra i detenuti del carcere militare di Ndolo. (RB)

6 maggio REGNO UNITO Messa del cardinale Nichols nel 75.mo anniversario della Giornata della Vittoria in Europa 

Venerdì 8 maggio, in occasione del 75.mo anniversario della Giornata della Vittoria in Europa (V-E Day), che commemora la fine della Seconda Guerra Mondiale, il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo metropolita di Westminster, celebrerà una Messa presso la Cattedrale di Westminster. La celebrazione eucaristica, alle ore 11, sarà preceduta da due minuti di silenzio. I fedeli interessati potranno seguire la Messa in diretta su Internet all’indirizzo: www.churchservices.tv/westminster. (AP)

6 maggio - PORTOGALLO #coronavirus. Vescovi: in tempo di pandemia, il servizio dei media è fondamentale

In tempo di pandemia da coronavirus, "insieme a tanti eroi che sono in prima linea per salvare vite umane e accompagnare i più esclusi e isolati, dobbiamo riconoscere e lodare il fondamentale e indispensabile servizio dei media": è quanto afferma la Commissione per la cultura e le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale portoghese (Cep), in una nota diffusa in vista della 54.ma Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 24 maggio. Nel documento, citato dall’agenzia Ecclesia, la Commissione sottolinea pure le difficoltà economiche che affliggono il settore giornalistico e chiede il sostegno delle autorità pubbliche, affinché riconoscano la professionalità dei media soprattutto in favore “della coesione sociale, della promozione culturale e dei legami tra i cittadini che si trovano al di fuori del Paese”. “Le attuali sfide poste alla comunicazione sociale in generale e alla Chiesa in particolare richiedono che tutti i cittadini ne avvertano l’importanza all’interno della società e della cultura contemporanee – si legge nella nota episcopale - Ma in modo particolare questo appello viene lanciato ai cristiani affinché valorizzino i media della Chiesa donando loro attenzione e contributi". È necessario, infatti, riconoscere maggiormente “l’importanza della comunicazione ecclesiale nello scenario comunicativo”, poiché è grazie alla Chiesa che si può “comunicare in modo più degno la persona umana e il bene comune”. (IP)

6 maggio - INDIA La Chiesa appoggia il piano di evacuazione del governo dei lavoratori migranti indiani bloccati all’estero

Il governo del primo ministro, Narendra Modi, ha avviato un piano di evacuazione di circa 148.000 indiani, per lo più lavoratori migranti, bloccati in 12 Paesi, mettendo a disposizione, nella prima fase dell'operazione, dal 7 al 14 maggio, 64 voli e diverse navi militari. Una decisione in linea con le richieste di diversi leader politici e della Chiesa, che nei giorni scorsi avevano portato avanti una campagna per riportare indietro tutti i migranti, bloccati nelle nazioni ospitanti a causa del blocco dei trasporti in India. Padre Antony Thallchellor, portavoce del Sinodo della Chiesa siro-malabarese del Kerala, che aveva scritto il 23 aprile al primo ministro Modi, per esprimere tutta la sua preoccupazione di fronte alla difficile situazione degli indiani all'estero e la necessità di evacuarli, ha detto ad UCA News di "apprezzare la mossa del governo”, in quanto “rispetta il diritto di ogni cittadino di tornare nel proprio Paese". (AP)

6 maggio - CANADA Prosegue la riforma della CCodp, la Caritas canadese, per coordinare meglio la sua missione con i vescovi

Prosegue la riforma dell'Organizzazione Cattolica canadese per lo Sviluppo e la Pace (Ccodp), l’organismo ufficiale della Chiesa cattolica in Canada per lo sviluppo internazionale, membro della Caritas Internationalis. L’organizzazione caritativa dei vescovi canadesi, impegnata da oltre 50 anni negli aiuti nei Paesi poveri e nella promozione della pace nel mondo, è stata al centro di alcune controversie negli anni scorsi per la sua collaborazione con ong il cui operato era incompatibile con la dottrina morale e sociale della Chiesa, segnatamente in materia di contraccezione, aborto e ideologia gender. Per questo, da diverso tempo, i vescovi canadesi stanno studiando con i suoi organi direttivi la riorganizzazione della Ccodp per consolidare la sua collaborazione con la Conferenza episcopale (Cecc/Cccb) e coordinare meglio il suo lavoro con l’Episcopato anche attraverso una maggiore condivisione delle informazioni.  Nei giorni scorsi i Comitati esecutivi della Cccb/Cecc hanno tenuto un secondo incontro di lavoro con il Consiglio nazionale della Ccodp per mettere a punto l’implementazione delle raccomandazioni già concordate per promuovere questa più stretta collaborazione e coordinamento. Nello specifico, esse riguardano la governance, la gestione i criteri nella scelta dei partner internazionali della Ccodp, la trasparenza e la comunicazione. In questo processo sarà prioritaria la riorganizzazione del Consiglio nazionale, i cui membri saranno ridotti da 21 a 15, di cui 4 vescovi nominati dalla Cccb/Cecc.  La nuova struttura che sarà istituita il prossimo autunno – spiega un comunicato diffuso al termine della riunione – avrà la missione di promuovere “un maggiore allineamento con le aspettative dei vescovi e con la visione ecclesiale e consentirà una collaborazione più fruttuosa e una maggiore efficienza, trasparenza e responsabilità in tutti i processi decisionali”.  (LZ)

6 maggio - AUSTRALIA I vescovi preparano la riunione plenaria in tempi di pandemia

– Sul sito della Conferenza episcopale dell’Australia, i vescovi scrivono che questa settimana, “entreranno in un territorio inesplorato” organizzando la prima riunione plenaria interamente virtuale, come impongono le restrizioni sociali imposte in tempo da pandemia di Coronavirus. I vescovi australiani si riuniscono in assemblea plenaria ogni due anni. Il presidente, monsignor Mark Coleridge, ha detto che i vescovi devono “adattarsi alla crisi attuale e alla nuova realtà come tutti gli australiani”. "Questa è la prima volta che uno dei nostri incontri semestrali non si svolge di persona dalla fondazione della Conferenza episcopale, nel 1966 – ha dichiarato - ma viviamo in un'epoca di 'prime volte'. La Conferenza ha importanti questioni da considerare, come sempre, quindi abbiamo trovato il modo di aggiustare il tiro e fare ciò che deve essere fatto nei prossimi giorni". L'assemblea plenaria dei vescovi australiani si aprirà domani, 7 maggio per chiudersi tra una settimana: il 14. Il tema della pandemia da Coronavirus sarà, ovviamente, in cima all'agenda dei presuli. "C'è un grande desiderio in tutte le parti della Chiesa di riprendere il culto pubblico, e valuteremo come e quando ciò potrebbe accadere, sempre con la dovuta considerazione delle implicazioni per la salute", ha continuato il presidente. (RB)

6 maggio – EUROPA Riapertura chiese. Dichiarazione COMECE: è in gioco la libertà religiosa

 – Nel contesto della lotta contro il virus Covid-19, è in gioco la libertà religiosa: lo afferma padre Barrios Prieto, Segretario generale della Comece (Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea), in una nota pubblicata oggi, 6 maggio, sul sito dell’organismo. Nel momento in cui in molti Paesi europei è iniziata la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, con l’allentamento di alcune misure di sicurezza sanitaria e la riapertura di molti servizi, rimane incerta la questione del ripristino delle celebrazioni nelle chiese con concorso di popolo. Per questo, padre Prieto afferma: "La riapertura delle chiese, nel rispetto delle regole di prudenza sanitaria, deve essere attuata dalle autorità civili in modo chiaro e non arbitrario, nel pieno rispetto e nel dialogo con le istituzioni ecclesiali", perché “la libertà di religione, compresa la libertà di culto, è un diritto fondamentale e una reale necessità per molte persone”. (IP)

6 maggio-  REGNO UNITO Appello ecumenico: le Chiese del Paese dismettano subito i combustibili fossili 

(VN) – 6mag20 – “Incoraggiamo fortemente le Chiese del Regno Unito a dimostrare la loro leadership morale in questo momento chiave della storia, dismettendo i combustibili fossili e investendo nelle tecnologie pulite del futuro": è quanto si legge in una nota diffusa da “Operation Noah”, associazione ecumenica, con sede in Inghilterra, che lavora a fianco della Chiesa per la salvaguardia climatica di fronte ai cambiamenti climatici. La nota arriva in contemporanea alla pubblicazione di un nuovo Rapporto dell’associazione, diffuso oggi, mercoledì 6 maggio. Il documento, intitolato “Gli investimenti della Chiesa nelle principali compagnie petrolifere: conformi a Parigi o sprezzanti di Parigi?” mette in luce il divario tra le strategie di mercato delle principali compagnie petrolifere e gli obiettivi sanciti dal così detto “Accordo di Parigi”. Tale accordo, risultato della Conferenza sul clima (Cop21) svoltasi a dicembre 2015 nella capitale francese, mira a contenere l'aumento della temperatura media globale al di sotto della soglia di 2°C oltre i livelli pre-industriali, e a limitare tale incremento a 1.5 °C, poiché ciò ridurrebbe gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici. Il Rapporto ricorda, quindi, che “diverse Chiese britanniche hanno già completato il processo di dismissione dei combustibili fossili, tra cui i Quaccheri, la Chiesa d'Irlanda, la Chiesa Riformata Unita, le diocesi cattoliche di Middlesbrough e Lancaster e i Gesuiti della Gran Bretagna che, lo scorso febbraio, hanno annunciato la decisione di dismettere i loro investimenti in compagnie che usano i combustibili fossili”. Di qui, l’incoraggiamento lanciato a tutte le Chiese del Regno Unito affinché si assumano l’impegno a cessare l’impiego di tali forme di energia.  (IP)

6 maggio – CROAZIA La lettera dei vescovi al popolo di Dio: pur nella malattia vedere i segni della vicinanza del Signore

In una lettera pubblicata sul sito dell’Episcopato croato, i vescovi della Croazia sono tornati a manifestare la propria vicinanza al popolo di Dio in questa fase di emergenza da Coronavirus che nel Paese ha ucciso 80 persone e ne ha coinvolte circa duemila. La Croazia, intanto, da lunedì scorso, ha avviato la seconda fase delle riaperture dopo i giorni di emergenza più critica. “Le malattie sono sempre state e rimangono parte integrante della vita umana. E così sarà fino alla fine del mondo. Sebbene il progresso della medicina e di altre scienze abbia facilitato e accelerato il trattamento di molte malattie, abbiamo avuto in questi giorni tanta incertezza – scrivono i presuli - così la Chiesa, sin dalla sua stessa esistenza, testimonia la cura dei malati e dei bisognosi; istituisce strutture sanitarie, promuove attività di beneficenza, ricerca scientifica, con perseveranza e affidabilità pregando il Signore, in segno di gratitudine per i segni della sua vicinanza”. (RB)

6  maggio – BOLIVIA . Dichiarazione vescovi: vita e salute vengono prima degli interessi politici

(VN) – “La vita e la salute sono il primo valore da curare e proteggere”. Lo scrive in una nota il Segretariato generale della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), poiché nel Paese crescono i casi di positività al coronavirus. Al momento, in Bolivia si contano infatti 1.681 contagiati, con un aumento di 48 unità, e 82 decessi, 5 in più rispetto alle stime precedenti. “Tutte le autorità nazionali, dipartimentali e comunali, dando priorità alla difesa della salute e della vita, devono prevedere e fornire quanto necessario per curare i malati e difendere la vita di tutti, di fronte ai diversi scenari che possono presentarsi”, si legge nella nota. L’esortazione è anche ad “alcuni cittadini che, in spregio alle norme sanitarie, mettono in pericolo la vita propria e degli altri, diffondendo i contagi”. Tali persone, sottolinea la Ceb, sono “irresponsabili e riprovevoli”, così come lo sono “le opinioni che sottovalutano i rischi, o peggio ancora, che approfittano della situazione per il proprio interesse e a scopi politici”. I presuli ricordano, inoltre, il Messaggio “Urbi et Orbi” pronunciato da Papa Francesco il 12 aprile, domenica di Pasqua, e nel quale ha ricordato che “non è il momento di essere egoisti”, bensì di affrontare tutti insieme la pandemia. (IP)

6 maggio - BRASILE #coronavirus La diocesi di Olinda mette a disposizione del governo una struttura ospedaliera nuova per la gestione dell’emergenza

Monsignor Antonio Fernando Saburido, arcivescovo di Olinda e Recife, nello Stato brasiliano di Pernambuco, ha messo a disposizione dei malati di Covid-19 del suo territorio il Centro Diagnostico e di Medicina Ospedaliera Dom Lamartine, in cui saranno ricoverati esclusivamente i pazienti positivi al Coronavirus. La notizia è stata pubblicata sul sito dell’Episcopato brasiliano. In tutto il Paese, nelle ultime 24 ore, si sono registrati quasi settemila nuovi contagi per un totale di oltre 114mila casi e 600 nuovi decessi per un dato che in totale supera i settemila. L'arcidiocesi di Olinda e Recife è stata una grande alleata nella lotta contro Covid-19. Secondo quanto scritto dai vescovi della Regione Nord-Est 2 della Conferenza episcopale brasiliana, lo spazio, inaugurato meno di un anno fa a Recife, è annesso all'ospedale di Santa Casa de Misericórdia, dispone di 28 posti letto di reparti climatizzati, dieci uffici e stanze dotate di alta tecnologia per l'esecuzione degli esami. (RB)

6 maggio - POLONIA - Domani inizia la fase diocesana del processo per la Beatificazione dei genitori di San Giovanni Paolo II

Domani, 7 maggio, a Wadowice, in Polonia, con la costituzione dei tribunali, si aprirà la fase diocesana del processo di Beatificazione della Serva di Dio Emilia Wojtyla nata Kaczorowska e del Servo di Dio Karol Wojtyla, i genitori di San Giovanni Paolo II. La notizia è stata pubblicata dai vescovi sul sito dell’Episcopato polacco. Il compito dei tribunali sarà quello di dimostrare che Emilia e Karol Wojtyla hanno praticato le virtù in modo eroico, che godono della fama di santità, e che per loro intercessione la gente chiede al Signore una grazia. Il postulatore della causa è padre Sławomir Oder, che è stato anche postulatore del processo di Beatificazione e Canonizzazione di Giovanni Paolo II. La prima sessione solenne dei tribunali avrà luogo, dunque, domani alle ore 10.30 nella Basilica della Presentazione della Beata Vergine Maria a Wadowice alla presenza di tutti i Decani dell'Arcidiocesi di Cracovia. Dopo l'inizio formale del processo, l'arcivescovo Marek Jędraszewski presiederà la Santa Messa per il suo buon andamento e le la richiesta delle grazie attraverso l'intercessione dei Servi di Dio. L'evento sarà trasmesso dai media dell'Arcidiocesi di Cracovia. (RB)

6 maggio - COLOMBIA - I vescovi di Nariño chiedono al governo di rafforzare le misure di sicurezza e di prevenzione

Chiediamo “un’attenzione urgente, differenziata e integrale per Nariño, vista l’ubicazione geografica e la diffusione del virus in questa regione confinante con il vicino Paese dell'Ecuador”. Così i vescovi di Pasto, Tumaco e Ipiales, in una lettera al presidente della Repubblica, Iván Duque Márquez, diffusa ieri sul sito web dell’Episcopato, dove, dinanzi al numero crescente dei morti e dei contagiati, a causa della pandemia di coronavirus, chiedono al governo di rafforzare nella regione le misure di sicurezza e prevenzione a tutti i livelli. Innanzitutto, i presuli chiedono di potenziare la rete ospedaliera pubblica e privata, affinché sia in grado di affrontare qualsiasi tipo di emergenza. Chiedono di stabilire un trattato binazionale per un corridoio umanitario che consenta ai venezuelani di tornare nel loro Paese qualora lo vogliano. (AP)

6 maggio - COREA DEL SUD – Documento dei vescovi sugli effetti dei cambiamenti climatici. “Agire ora”

“Gli effetti del cambiamento climatico creeranno danni irreversibili e permanenti all’intero ecosistema e saranno causa della diffusione di altri virus”. I vescovi coreani si dicono preoccupati in vista della piena ripresa delle attività, specificando che la pandemia ha già causato sofferenza e morte di morte di molte persone, oltre al fatto che la crisi economica che ne consegue porterà ulteriori problemi. “Ma se continuiamo a promuovere politiche economiche come quelle che hanno segnato il periodo pre-COvid 19, saremo chiamati ad affrontare disastri ben più gravi”. I presuli fanno riferimento al Rapporto del Consiglio intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) che parla di un innalzamento della temperatura media di un grado e mezzo. “Con questo trend raggiungeremo il picco nel 2030 e a farne le spese saranno le popolazioni che non hanno risorse idriche, tutto il settore agricolo e, di conseguenza, saremo chiamati a far fronte ad una crisi alimentare senza precedenti” continuano.  La conferma del dato allarmante pubblicato dall’IPCC, è arrivata anche da Copernicus climate change service (C3S), il programma per l'osservazione della Terra dell'Unione Europea, secondo cui quello appena trascorso è stato il mese di aprile più caldo mai registrato al mondo. Si piazza al primo posto, a livello globale, alla pari con quello del 2016. Con le temperature molto alte soprattutto in Eurasia, Groenlandia e Antartide. (DD)

6 maggio - FILIPPINE - Caritas crea “Stazioni della gentilezza” per aiutare la popolazione più vulnerabile

“Kindness Stations”, ovvero “stazioni della gentilezza”: rappresentano l’iniziativa promossa dalla Caritas delle Filippine (Nassa – Segretariato nazionale per l’azione sociale) per aiutare le persone più vulnerabili ed a rischio a causa della pandemia da coronavirus. In questo progetto – informa una nota pubblicata sul sito della Caritas Internantionalis – il Nassa ha messo “il cuore e l’anima, così da accompagnare le comunità più povere attraverso le sfide provocate dal Covid-19”. Le “stazioni della gentilezza”, dunque, vogliono essere “una risposta creativa alla quarantena ed al distanziamento sociale” necessari a contenere i contagi e che hanno costretto molte persone “restare a casa”: presso tali centri, infatti, si può “prendere ciò di cui si ha bisogno e donare qualcosa per aiutare gli altri”. In tal modo, si vuole “permeare di speranza” il Paese, perché come si legge sul Vangelo di Giovanni, non bisogna “amare a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità” (Gv 1, 3-17). (IP)

6 maggio - MONDO - Arti visive ebraiche e cristiane a confronto. Su zoom una conferenza promossa dal Centro card. Bea

La rappresentazione, il sacro, l’esperienza e le emozioni: punti di contatto e differenze tra la tradizione ebraica e quella cristiana. Se ne parlerà mercoledì 13 maggio nel corso della terza conferenza del ciclo “Arte come/in dialogo” sul tema “Arti visive ebraiche e cristiane” presentata dal Centro Card. Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana, insieme al Pontificio Consiglio per la Cultura e al Center for the Study of Christianity della Hebrew University of Jerusalem e con la collaborazione del Dipartimento di Cultura Ebraica della Comunità Ebraica di Roma. L’evento si svolgerà tramite la piattaforma Zoom alle 18.00, ora di Roma. Ad intervenire saranno Amitai Mendelsohn, curatore dell’Israel Museum di Gerusalemme e Marc Michael Epstein, docente di religione e cultura visiva presso il Vassar College di New York. Il primo esperto affronterà il tema  “Ecco l’Uomo: Gesù e l’Arte Israeliana”, offrendo uno spaccato su come gli artisti Israeliani hanno esplorato la figura di Gesù. Mandelsohn rifletterà quindi  sull’evoluzione dell’atteggiamento dell'arte ebraica nei confronti di Gesù, dalla seconda metà del XIX secolo ad oggi. (PO)

6 maggio - NORVEGIA - Al pastore Tveit la medaglia Dongbaek dell’Ordine del merito civile per aver favorito la pace nella penisola coreana

La Repubblica di Corea ha conferito al segretario generale uscente del Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe), il pastore norvegese Olav Fykse Tveit, la medaglia Dongbaek dell’Ordine del merito civile per il “grande contributo allo sviluppo della Repubblica di Corea attraverso gli sforzi di pace e di riconciliazione nella penisola coreana”. La cerimonia si è svolta ieri a Oslo, in Norvegia, presso l’ambasciata coreana. Kyung-seo Park, presidente della Croce Rossa coreana ha dichiarato che il pastore Tveit si è attivamente impegnato nei lavori per una coesistenza pacifica nella penisola coreana iniziati nel 1984 con il processo di Tozanso e poi messi in luce all’assemblea del Coe di Busan del 2013. Il pastore Tveit, profondamente onorato per il riconoscimento conferitogli, che gratifica anche il lavoro del Coe nel corso degli anni a sostegno e difesa del contributo delle Chiese per la pace nella penisola coreana e per il popolo coreano, ha osservato che “fare la pace è un atto sacro”; “un atto difficile”, “un appello a tutti gli esseri umani, in particolare a coloro che sono responsabili della guida delle loro nazioni”. (TC)

6 maggio - BELGIO - Leader religiosi negoziano con governo per ripresa delle celebrazioni

È iniziata il 4 maggio, in Belgio, la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, con l’allentamento di alcune misure restrittive, stabilite in precedenza per prevenire la diffusione dei contagi. Hanno riaperto, quindi, le industrie ed i servizi professionali, si è tornati a fare attività fisica all’aperto, mentre gli esercizi commerciali si stanno preparando per riaprire i battenti l’11 maggio. La settimana successiva, inoltre, ovvero il 18, toccherà agli studenti tornare sui banchi di scuola, anche se i numeri delle presenze in classe dovranno essere limitati. Resta in piedi il telelavoro, là dove possibile, e diventa obbligatorio l’uso della mascherina sui trasporti pubblici per i maggiori di 12 anni. In questo contesto, dunque, anche i leader religiosi lavorano alla “fase 2”. Ieri, infatti, 5 maggio, diversi esponenti sono stati ricevuti dal Ministro della Giustizia, Koen Geens. “Per la fede cattolica – informa una nota della Conferenza episcopale cattolica diffusa dall’agenzia Cathobe – erano presenti i vescovi di Tournai e di Aversa, rispettivamente Monsignor Guy Harpigny e Monsignor Johan Bonny. L’incontro si è svolto in un eccellente spirito di collaborazione e di ascolto reciproco”. “Il Ministro della Giustizia – si legge nella nota – ha espresso la sua gratitudine ai rappresentanti religiosi per il modo in cui sono state applicate le regole stabilite” dal governo. Al momento, “la graduale ripresa” dei culti con la presenza fisica dei fedeli “è in discussione presso il Consiglio di sicurezza nazionale”, ma “non appena sarà raggiunto un accordo”, i leader religiosi informano che invieranno “un messaggio congiunto”. (IP)

6 maggio - CILE - Vescovo di Temuco: ripensare le priorità nella vita dell’uomo

Il vescovo di Temuco, monsignor Héctor Vargas Bastidas, riflette, nella sua rubrica domenicale sul Diario Austral del capoluogo regionale di La Araucanía, sulle conseguenze della pandemia di Covid-19, – riporta il sito web dell’Episcopato -, che “hanno portato alla riduzione della produzione e al fallimento di imprese di varie dimensioni, costringendo le persone a lavorare a tempo parziale per un reddito inferiore o a perdere del tutto il lavoro. Senza assistenza, questi lavoratori potrebbero affrontare grandi difficoltà economiche, ritardare nel pagamento del debito, subire pignoramenti e rischiare lo sfratto”. Questa drammatica situazione - scrive il vescovo di Temuco - ha portato a “chiederci quanti lavorano con un contratto di lavoro che garantisca loro un'equa retribuzione a fine mese” in Cile? “Quanti lavorano e sopravvivono grazie a un'occupazione informale, e quindi non hanno accesso” ad un sussidio di disoccupazione, ad un alloggio, all’assistenza sanitaria e a pensioni dignitose? Un caso di emergenza sanitaria ed economica come questo, generato dalla pandemia di coronavirus, esacerba le diseguaglianze. (AP)

6 maggio - ARGENTINA - Allarme dei ‘curas villeros’: la pandemia sta colpendo duramente i quartieri popolari

Serve “una presenza intelligente dello Stato” nei quartieri periferici e popolari di Buenos Aires, in Argentina, a causa del preoccupante aumento dei casi di coronavirus in queste zone già di per sé vulnerabili: questo l’accorato appello lanciato dai così detti “curas villeros”, ovvero i sacerdoti che operano nelle periferie della capitale argentina. “Le soluzioni non possono più aspettare – scrivono i parroci in una nota diffusa dall’agenzia Aica – perché la pandemia rende ancora più visibili i problemi strutturali di questi quartieri”, tra cui “la carenza d’acqua”, mentre aumenta il rischio che “emergano atteggiamenti discriminatori” verso la popolazione che vi abita. “Siamo preoccupati – aggiungono ancora i ‘curas villeros’ - per la situazione di sovraffollamento e di trascuratezza delle carceri, per i limiti del sistema sanitario, per l’alto bisogno di aiuti alimentari e per le molte necessità concrete che derivano dalla perdita dei posti di lavoro informali per tante persone”. “La realtà dei licenziamenti arbitrari è preoccupante", sottolineano i sacerdoti, e si prospettano “tempi duri nella sfera sociale”. Di qui, l’esortazione anche a promuovere l’accesso ai sussidi per l’edilizia abitativa. (IP)

6 maggio - GRECIA - I frati francescani tornano a produrre le ostie e incrementano coltivazioni e allevamenti per aiutare poveri e rifugiati

Con una vecchia macchina per fabbricare le ostie, usata fino ai primi anni ’90, i frati francescani di Rodi, della Custodia di Terra Santa, hanno cominciato a produrre da sé le particole per le celebrazioni eucaristiche che cominciavano a scarseggiare a causa delle restrizioni disposte per l’emergenza coronavirus. Nell’isola, riferisce la Custodia, i frati sono impegnati nell’assistenza verso quanti, scappando da guerre e persecuzioni, approdano per raggiungere l’Europa, e in questo periodo, essendo chiuse molte attività, hanno dovuto ingegnarsi per provvedere a quello che mancava. “Per il Giovedì Santo abbiamo prodotto per la prima volta, fabbricate e preparate qui a Rodi, le ostie –  riferisce fr. John Luke Gregory, vicario generale dell’arcidiocesi di Rodi –. A causa della pandemia di Coronavirus, c’è meno possibilità di ricevere i beni con le navi-cargo, e allora abbiamo riscoperto le nostre ‘origini’: non solo produciamo ostie ma seguendo l’invito del Custode a intraprendere una strada più indipendente, abbiamo incrementato la coltivazione in giardino e stiamo costruendo un pollaio nel monastero di san Francesco, per avere uova fresche e darle ai rifugiati e poveri che serviamo”. (TC)

6 maggio - STATI UNITI - Appello vescovi: no a razzismo e xenofobia contro americani di origine asiatica

C’è l’emergenza coronavirus, ma c’è anche l’emergenza razzismo e xenofobia: lo denuncia la Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), allarmata per l’aumento, nel Paese, degli episodi razzisti e xenofobi contro gli americani originari dell’Asia e delle Isole del Pacifico. In una nota a firma di Monsignor Nelson J. Pérez, presidente del Comitato per la diversità culturale, di Monsignor Oscar A. Solis, presidente della Sottocommissione per gli Affari delle isole dell'Asia e del Pacifico, e di Monsignor Shelton Fabre, presidente del Comitato contro il razzismo, l’Usccb esprime “profonda preoccupazione” per “l'aumento di episodi di bullismo e di aggressioni verbali e fisiche, in particolare contro gli americani asiatici e del Pacifico”. “Come vescovi cattolici – sottolineano - troviamo queste azioni assolutamente inaccettabili. Invitiamo i cattolici, i cristiani e tutte le persone di buona volontà a fermare le azioni e gli atteggiamenti discriminatori a sfondo razziale, perché sono attacchi contro la vita e la dignità umana e sono contrari ai valori del Vangelo”. (IP)

6 maggio - TAIWAN - Preoccupazione della Chiesa per proposta di legge che legalizza la maternità surrogata

Preoccupazione della Chiesa di Taiwan dinanzi alla proposta di legge, presentata il 1° maggio da Wu-Ping-Jui del Partito Progressista Democratico, che mira a legalizzare la maternità surrogata facendola rientrare sotto la legge che regola la tecnologia di riproduzione assistita. Padre Otfried Chan, del clero di Taipei, segretario generale della Conferenza episcopale regionale cinese (Crbc), ha detto che la legalizzazione della maternità surrogata – si legge su UCA News - potrebbe dare origine a una serie di problemi etici e sociali, compresa la possibilità di violare i diritti delle madri surrogate, e che lo sforzo della Chiesa è quello di far emergere questi problemi per aiutare le persone "a trovare la felicità nella vita in modo etico". La bozza della legge dice che una coppia può legalmente ricorrere alla maternità surrogata solo in mancanza di utero della moglie, in caso di infertilità o se la gravidanza o il parto minacciano la sua vita; vieta l'uso di un ovulo di una madre surrogata fecondato con lo sperma del marito; dice che la madre surrogata ha il diritto di vedere il figlio surrogato dopo il parto, previo accordo di entrambe le parti; e dà il diritto alla madre surrogata di interrompere la gravidanza e di rifiutare il rinnovo del contratto in caso di interruzione della stessa. La proposta di legge chiarisce pure che il cliente può remunerare la madre surrogata con un importo stabilito dalle autorità. (AP)

6 maggio - GERMANIA - L’8 maggio a Berlino celebrazione ecumenica per i 75 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale in diretta

Una celebrazione ecumenica in grande stile, anche se i fedeli potranno seguirla solo attraverso i media a causa delle misure di sicurezza adottate per la cosiddetta Fase 2 dell’epidemia da Coronavirus, è stata organizzata per commemorare, venerdì 8 maggio, i 75 anni dalla fine della seconda Guerra Mondiale e dalla liberazione della Germania e del mondo dal Nazismo. La cerimonia, che avverrà nel Duomo di Berlino, sarà trasmessa dalla tv pubblica tedesca e dagli altri media, a partire dalle ore 10, come viene annunciato sul sito dell’Episcopato tedesco. Alla funzione parteciperanno: per la Chiesa cattolica il presidente della Conferenza episcopale tedesca, monsignor Georg Bätzing; il presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania, vescovo Heinrich Bedford-Strohm, e il presidente dell'Associazione delle Chiese Cristiane in Germania, l'arciprete Radu Constantin Miron. La liturgia sarà guidata dalla predicatrice della Cattedrale, Petra Zimmermann. (RB)

5 maggio - SENEGAL - La Caritas decide di destinare il Fondo cattolico d’emergenza ai più colpiti dalla crisi sociosanitaria

Era stato pensato per aiutare le popolazioni del Senegal più colpite dalle emergenze dovute alla bassa piovosità, alla stagione invernale o alle alluvioni, per rafforzare la capacità di adattamento in situazioni di precarietà. Ora, invece, il Fondo cattolico d’emergenza della Caritas creato nel marzo scorso e per il quale era stata lanciata una raccolta fondi, sarà destinato ai più disagiati, a quanti vivono in situazioni precarie e agli anziani, che si trovano più in difficoltà a causa dell’epidemia di Covid-19. Caritas Senegal, si legge in un comunicato diffuso dai media locali, ha sospeso la colletta che doveva coinvolgere tutte le diocesi del Paese per dedicarsi all’assistenza ai più bisognosi. L’obiettivo è quello di aiutare quanti non hanno i mezzi per procurarsi i beni primari a causa della crisi socioeconomica provocata dall’emergenza sanitaria. Il Fondo aveva fino ad ora raccolto oltre 10 milioni di franchi, adesso saranno utilizzati per acquistare viveri per le famiglie più indigenti. Le strutture sanitarie della Chiesa cattolica dove sono ricoverati malati di coronavirus riceveranno invece altri sostegni, mentre si stanno accantonando aiuti per fronteggiare un’eventuale emergenza alimentare nei mesi a venire. Ringraziando infine quanti fino ad ora hanno manifestato la loro solidarietà, Caritas Senegal invita tutti a mobilizzarsi per i più poveri in questo difficile momento e a continuare a sostenere il Fondo cattolico d’emergenza perché possa continuare ad offrire sostegno ai più fragili. (TC)

5 maggio - OLANDA – Mons. Woorts alla comunità ebraica: “Preoccupato per la crescita dell’antisemitismo”

“Viviamo in libertà da 75 anni ma non possiamo dimenticare l’enorme dolore e la sofferenza patita a causa dello sterminio di milioni di fratelli e sorelle ebrei”. L’arcivescovo ausiliare di Utrecht e delegato dei vescovi olandesi al rapporto con le comunità ebraiche, mons. Herman Woorts, ha inviato nei giorni scorsi una lettera per esprimere la vicinanza della Chiesa nell’anno della commemorazione della liberazione del lager nazista di Auschwitz. Ricordando la sua partecipazione alla giornata della memoria (il 27 gennaio scorso), il presule ha scritto: “In quella occasione hanno parlato anche quelli che nel 1945 erano bambini. Ho ascoltato il dramma che i loro nonni avevano già vissuto durante la guerra e la terribile situazione in cui si sono ritrovati, loro malgrado e senza colpe”. Mons. Woorts si è detto preoccupato del crescente antisemitismo in Olanda e, più in generale, nel centro Europa. Secondo il Rapporto 2020 del Centro Kantor dell’Università di Tel Aviv, l'Europa, con Francia e Germania, e gli Usa sono le aree dove è maggiore la crescita dell'antisemitismo. (DD)

5 maggio - KENYA - La Conferenza episcopale chiede trasparenza nell'uso dei fondi destinati a combattere il Covid-19

In occasione della festa del Buon Pastore, domenica 3 maggio, la Conferenza episcopale del Kenya (KCCB) – riporta il Servizio di informazione cattolico per l'Africa -, in una dichiarazione letta, dopo la Messa, in diretta televisiva, dal vescovo John Oballa, vicepresidente della KCCB, ha espresso tutta la sua preoccupazione in merito alla cattiva gestione dei fondi destinati ad arginare il Covid-19. "Come Chiesa - affermano i vescovi -, apprezziamo le diverse misure prese dal governo per contenere la diffusione della pandemia nel nostro Paese. Tuttavia, siamo preoccupati per le notizie, secondo le quali alcuni fondi destinati al contenimento della pandemia sarebbero stati utilizzati in modo improprio". Il vescovo Oballa, che è anche presidente della Commissione per la giustizia e per la pace, ha chiesto al governo di assicurarsi che i fondi siano diretti a combattere la pandemia e a riportare il Paese alla normalità. Lo ha inoltre esortato a sostenere le strutture religiose, la maggior parte delle quali servono popolazioni in territori impervi e difficili da raggiungere, includendole nella distribuzione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e consentendo ai loro operatori sanitari di accedere al trattamento del governo per il Covid-19 e alle strutture per la quarantena. (AP)

5 maggio - MONDO - Al via il Giubileo dell’Ordine Carmelitano per 8° centenario del martirio di Sant’Angelo da Gerusalemme

L’Ordine Carmelitano è in festa: oggi, 5 maggio 2020, inizia infatti lo speciale Giubileo indetto per celebrare gli 800 anni dal martirio di Sant’Angelo da Gerusalemme, detto anche “di Sicilia” perché annoverato tra i primi Carmelitani che dal Monte Carmelo tornarono appunto nell’isola italiana. Per l’occasione, la Penitenzieria Apostolica ha concesso al Santuario di Sant'Angelo Gerosolimitano di Licata e alla Chiesa Madre di Sant'Angelo di Muxaro, nell'arcidiocesi di Agrigento, nonché a tutte le chiese dell'Ordine Carmelitano, di “essere luoghi dove si potrà lucrare l'indulgenza plenaria durante tutto l'Anno giubilare” che si concluderà il 5 maggio 2021. Lo stesso vale per le altre chiese e cappelle dedicate a Sant'Angelo. “Come primo pensiero, chiedo la protezione di Sant’Angelo per il nostro mondo che cerca di convivere con il coronavirus – scrive in un messaggio il Priore generale dei Carmelitani, padre Míceál O'Neill - Oggi possiamo trovare in lui un modello e un compagno, specie quando ci sentiamo oppressi da mali come la criminalità, la tratta delle persone, l’abuso della nostra casa comune”. Sant’Angelo fu martire, continua padre O’Neill, come “martiri sono oggi coloro che vediamo negli ospedali, che assistono e curano i malati del virus, pur sapendo che la loro vita è in pericolo”. (IP)

5 maggio - NUOVA ZELANDA - Dal 25 maggio, celebrazione locale della Settimana di preghiera per unità dei cristiani

Sarà una “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” particolare quella che si prepara a vivere la Chiesa cattolica in Nuova Zelanda, dal 25 al 31 maggio prossimi. La pandemia da coronavirus, infatti, rende l’iniziativa molto sentita. Ne è convito il Cardinale John Dew, Arcivescovo di Wellington che, in un messaggio ai fedeli, scrive: “Il tema della Settimana, quest'anno, è ‘Ci mostrarono un'insolita gentilezza’ (Atti 28,2) e si riferisce all'accoglienza riservata a San Paolo e ai suoi compagni quando sono naufragati sull'isola di Malta. C'è molto da riflettere su questo tema alla luce della nostra esperienza recente con il virus Covid-19”. L’emergenza sanitaria, infatti, sottolinea il porporato, “ci è stato chiesto di essere gentili e di restare uniti, poiché per molte persone la pandemia è stata l'equivalente di un naufragio, e la gentilezza insolita è necessaria come mai prima d'ora”. (IP)

5 maggio - FILIPPINE - Dopo quasi due mesi di chiusura aumentano le richieste al governo perché ripristini le Messe pubbliche

“Anche le funzioni religiose sono servizi essenziali" in questo tempo di pandemia, ha affermato il vescovo Broderick Pabillo, amministratore apostolico di Manila, sul sito web dell’Episcopato. Nel momento in cui le autorità dovessero consentire la ripartenza ad alcuni servizi essenziali, dunque, “dovrebbero considerare importanti anche la riapertura delle chiese e le sue funzioni” - ha detto il presule - mantenendo tutte le precauzioni necessarie, come il distanziamento sociale e le misure di prevenzione igienico-sanitarie. Per molti filippini – spiega il vescovo Pabillo - la religione è qualcosa di molto importante, poiché dà loro forza, soprattutto nelle difficoltà. Non a caso, in tempi di calamità, la Bibbia e le immagini sacre sono fra i primi oggetti ad essere salvati dalle persone. (AP)

5 maggio - GERMANIA - Dibattito sul nucleare. Pax Christi: no alle armi di distruzione di massa

(VN) – 5mag20 – È acceso, in Germania, il dibattito sul nucleare, dopo che Rolf Mützenich, presidente ad interim del blocco parlamentare del Partito socialdemocratico (Spd), ha invitato gli Stati Uniti a ritirare i loro armamentari atomici dal territorio tedesco. In una dichiarazione al giornale “Tagesspiegel”, Mützenich ha affermato: “Le armi atomiche sul nostro territorio non aumentano la nostra sicurezza, al contrario. È tempo che la Germania escluda il loro dispiegamento in futuro”. Contrari a tale proposta, invece, il Ministro degli Esteri, Heiko Maas, e il deputato bavarese Karl Heinz Brunner, favorevoli alla “condivisione del nucleare”. Sulla vicenda interviene Pax Christi Germania, attraverso una nota del suo Consigliere spirituale, Horst-Peter Rauguth, il quale afferma: “La distruzione di massa” provocata dalle armi nucleari, “anche se considerata solo come un’opzione, è incompatibile con i diritti umani, con la Costituzione tedesca e con i principi fondanti della fede cristiana”. (IP)

5 msggio - NICARAGUA - Monsignor Bàez: c’è bisogno di un vero leader per affrontare la pandemia

“Molti possono chiamarsi leader, servitori pubblici o pastori, ma se non camminano con il popolo, se non sentono i suoi dolori e non partecipano alle sue speranze, se non difendono la sua dignità e non si preoccupano delle sue condizioni di vita, sono ‘ladri e banditi’”. Così il vescovo ausiliare di Managua, monsignor Silvio José Báez - riporta la sua pagina Twitter -, nell’omelia per la Messa del 3 maggio, celebrata nella chiesa di Sant’Agata a Miami, in Florida, dove si trova in questo momento di confinamento a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. Il vescovo Báez, membro della Conferenza episcopale del Nicaragua, in occasione della festa del Buon Pastore, domenica, ha focalizzato la sua attenzione sul bisogno, in questo momento di emergenza sanitaria ed economica a causa del Covid-19, di un vero leader, che agisca anteponendo il bene altrui al proprio. (AP)

5 maggio - INDONESIA - A Cikarang, le parrocchie si mobilitano per aiutare la popolazione colpita da #coronavirus

“La pandemia di Covid-19 preoccupa la nostra nazione e il mondo; ma la Chiesa, in quanto comunione dei fedeli, è sempre presente nell’aiutare le persone”: è quanto si legge sul sito web dell’Arcidiocesi di Giakarta, in Indonesia, per spiegare il progetto lanciato dalla Parrocchia “Madre Teresa” di Cikarang, ovvero la creazione di un “Team di assistenza Covid-19” (Tab). “Con questa iniziativa – spiega il parroco, padre Antonius Suhardi Antara – in quanto Chiesa e comunità di fede, vogliamo riuscire comprendere, condividere e sostenere le difficoltà della popolazione”. Dedicata in particolare alle famiglie più svantaggiate, la Tab si occupa di raccogliere e distribuire loro generi alimentari di prima necessità. Ma non solo: a fianco dei paramedici, la “squadra speciale anti-Covid” gestisce le donazioni che arrivano sotto forma di dispositivi di protezione individuale, kit igienico-sanitari, prodotti per la sanificazione e integratori vitaminici da devolvere ad ospedali e case di cura della zona. Il successo dell’iniziativa è stato immediato: al 7 aprile, la Tab aveva fornito beni di prima necessità ad oltre mille persone, anche grazie alla collaborazione di alcuni mini-market locali. (IP)

5 maggio - SPAGNA - 31 maggio, Giornata Apostolato secolare. Vescovi: continuare a vivere con speranza

Continuare a vivere con speranza e nella speranza di Cristo Risorto: è l’esortazione dei vescovi spagnoli contenuta nel messaggio per la Giornata dell’Azione cattolica e dell’Apostolato secolare che si celebra il 31 maggio, Solennità di Pentecoste. Quest’anno la ricorrenza si svolgerà con nuove modalità, legate all’emergenza sanitaria del coronavirus: il 9 maggio, infatti, sarà preceduta da un incontro digitale di tutti i delegati diocesani dell'Apostolato laicale, i responsabili di movimenti, associazioni e altre realtà laiche, che rifletteranno su “Gli impulsi pastorali e le sfide del popolo di Dio in uscita”. “Non dimentichiamo – si legge nel messaggio della Commissione episcopale per i Laici, la famiglia e la vita – i momenti difficili che abbiamo patito in Spagna e preghiamo di poter continuare a vivere con un atteggiamento di speranza in Cristo che ha vinto la morte”. Ribandendo, poi, che ogni battezzato, “qualunque sia il suo ruolo nella Chiesa, è un agente evangelizzatore”, i presuli individuano quattro linee-guida da sviluppare nella cura pastorale dei laici (primo annuncio, accompagnamento, formazione e presenza nella vita pubblica) e due assi cartesiani del lavoro pastorale (sinodalità e discernimento). “Vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose, laici – prosegue il messaggio - abbiamo tutti bisogno l'uno dell'altro per essere Chiesa in cammino che annuncia la gioia del Vangelo in mezzo al dolore e alle ferite provocati dalla pandemia di Covid-19”. (IP)

5 maggio - COREA DEL SUD – Verrà inaugurato a giugno il nuovo santuario di Mokpo

Procede spedito il completamento del restauro della cattedrale di Mokpo, nella diocesi di Gwangju. L’inaugurazione dell’edificio, del nuovo asse viario limitrofo e dell’ampio parcheggio per fedeli e turisti è prevista per il mese di giugno. Per il progetto, avviato nel 2009, sono stati stanziati 34, 3 miliardi di won per una struttura che si estende per circa 30mila metri quadrati. Sarà pronta ad accogliere sei milioni di pellegrini provenienti da tutto il paese. Al suo interno anche un memoriale che ricorda la nascita del primo nucleo di laici e un museo di storia dell’arcidiocesi.  Mokpo è considerata una specie di Terra Santa locale e un luogo speciale per i coreani. Qui, infatti, cominciò l’attività missionaria di Gwangju e Jeonnam e fu sede del presidio ospedaliero St. Golomban che salvò tante vite umane. A Mokpo, nel 1898, ci sono anche le testimonianze del primo nucleo protestante avviato dal missionario presbiteriano Eugene Bell. (DD)

5 maggio - CILE - La casa per gli esercizi spirituali di Talca è ora un ostello per coloro che vivono per strada

L'amministratore apostolico di Talca, monsignor Galo Fernandez, una settimana fa – riporta il sito web dell’Episcopato -, ha donato le chiavi di una casa per gli esercizi spirituali di proprietà del Vescovado di Talca, al governatore della provincia, Felipe Donoso, perché quest’anno lo trasformi in un ostello per anziani e donne incinta che vivono per strada. Il governatore Donoso ha lodato l’iniziativa a favore delle persone più vulnerabili, in questo momento di emergenza sanitaria ed economica, causata dalla diffusione della pandemia di coronavirus, e si è detto profondamente grato al Vescovado e alla Chiesa cattolica per aver messo a disposizione questo grande edificio, che potrà ospitare 20 persone e avrà a disposizione un vasto spazio, con camere singole, sala da pranzo e ampi giardini. "Siamo molto felici di offrire questo ambiente che è spazioso, bello, pensando soprattutto agli anziani per strada, i preferiti del Signore, i più poveri che potranno avere un trattamento più dignitoso che gli permetterà di superare questo inverno e la pandemia” ha affermato il vescovo Galo Fernandez. (AP)

5maggio - EUROPA - Associazione Famiglie Cattoliche: UE sostenga concretamente le famiglie contro #coronavirus

"Famiglie e imprese vanno aiutate insieme, esse vanno di pari passo e tutti, nella situazione attuale, dovrebbero riconoscere questa evidenza": lo afferma, in una nota, Vincenzo Bassi, presidente della Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche in Europa (Fafce), in risposta alla presidente della Banca Centrale Europea (Bce). Nei giorni scorsi, infatti, Christine Lagarde ha detto che le politiche monetarie dovrebbero incoraggiare le banche a continuare a concedere prestiti alle famiglie e alle imprese per tutta la durata della crisi scatenata dall’attuale pandemia da coronavirus. "Accogliamo con favore le misure che la Bce sta adottando per dare più liquidità e credito alle famiglie, ma dobbiamo agire più velocemente e più efficacemente a tutti i livelli”, ribadisce Bassi. “È necessario – aggiunge - che tutti gli Stati membri dell’Unione Europea formulino proposte concrete a sostegno delle famiglie, adeguate all'emergenza storica che stiamo vivendo". (IP)

5 maggio - RD CONGO - Fondo di solidarietà contro #coronavirus. Leader religiosi chiariscono: sì alla consulenza, no alla gestione diretta

Consulenza e non gestione diretta: è la precisazione con cui la Piattaforma delle denominazioni religiose della Repubblica democratica del Congo spiega le modalità con cui parteciperà al Fondo di solidarietà nazionale contro il Covid-19. Tale fondo, voluto dal capo dello Stato, Felix Antoine Tshisekedi Tshilombo, è stato istituito per fornire assistenza medica, sociale ed economica alle persone colpite dal coronavirus. Tshisekedi ha chiesto alle confessioni religiose di gestire il Fondo, nominandone presidente il Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa. E in un primo momento – si legge sul sito web della Conferenza episcopale congolese - i leader religiosi hanno “accolto con favore questa richiesta, soprattutto perché si tratta di un'iniziativa volta al benessere della popolazione, che è al centro delle loro preoccupazioni come pastori”- Tuttavia, successivamente gli esponenti religiosi “si sono resi conto che le modalità” stabilite dal capo dello Stato “sono incompatibili con il loro status di capi spirituali”, perché implicano “il loro coinvolgimento diretto nella gestione quotidiana dei fondi pubblici”. Per questo, la Piattaforma religiosa ha suggerito a Tshisekedi di aggiungere all’organigramma del Fondo “un Consiglio consultivo che controllerà la gestione dei fondi, consigliando il capo dello Stato per una loro corretta amministrazione”. Tale Consiglio sarà diretto dalla Piattaforma religiosa. (IP)

5 maggio - INDIA - I leader religiosi pregano insieme online per la fine della pandemia

Di fronte alla drammatica situazione causata dalla diffusione della pandemia di coronavirus nel mondo, che ha visto, dallo scorso dicembre, oltre 3,5 milioni di contagi e più di 250 mila morti, i leader cristiani, indù e musulmani indiani hanno deciso, su iniziativa del cardinale George Alencherry, di pregare insieme, affinché il Signore protegga l’umanità dalla pandemia di Covid-19. Il 3 maggio, il cardinale Alencherry, capo della Chiesa cattolica siro-malabarese di rito orientale in Kerala, - riporta UCA News -, ha organizzato un programma di preghiera online, nella convinzione che l'umanità, nel momento in cui persone che hanno fede in Dio si riuniscono e pregano, ne tragga grande beneficio. Ritenendo, inoltre, che un programma interreligioso come questo possa aiutare le persone a riunirsi per invocare la benedizione di Dio, in questo momento di crisi, ha pubblicato un video di 45 minuti, per condividere lo spirito della preghiera con persone di tutte le fedi. (AP)

5 maggio - STATI UNITI - Appello vescovi: non dimenticare le comunità afroamericane

Le comunità afroamericane degli Stati Uniti stanno pagando un prezzo altissimo alla pandemia da coronavirus: questa, in sintesi, la denuncia della  Conferenza episcopale statunitense, contenuta in una dichiarazione congiunta a firma di quattro presuli: Monsignor Shelton J. Fabre, presidente del Comitato contro il razziamo, l’Arcivescovo Paul S. Coakley, responsabile della Commissione per la Giustizia interna e lo sviluppo umano, l’Arcivescovo Nelson J. Perez, presidente della Commissione per la diversità culturale nella Chiesa e Monsignor Joseph N. Perry, capo della Sottocommissione per gli affari afroamericani. “Alziamo la voce – si legge nel testo - per sollecitare i leader statali e nazionali ad esaminare le condizioni strutturali e sistemiche che rendono il coronavirus particolarmente letale per le comunità afroamericane”. “I nostri cuori – aggiungono i presuli - sono feriti per i tanti lutti, perché le comunità afroamericane negli Stati Uniti sono state contagiate in modo sproporzionato e molti stanno morendo a causa del virus Covid-19”. (IP)

4 maggio - UGANDA Rinviato il pellegrinaggio annuale al Santuario dei Martiri Ugandesi a Namugongo a causa della pandemia

A causa dell’emergenza Coronavirus il tradizionale pellegrinaggio annuale al Santuario dei Martiri di Namugongo, previsto dal 29 maggio al 3 giugno, è stato rinviato a data da definirsi. Lo ha annunciato nei giorni scorsi il presidente della Conferenza episcopale ugandese, monsignor Anthnoy Zziw, citato dai media locali. Il rinvio dell’appuntamento, uno dei più importanti eventi religiosi del continente, segue le nuove direttive del Governo di Kampala che vietano gli assembramenti per contenere la diffusione della pandemia, anche se il contagio in questo Paese africano è piuttosto contenuto: appena 83 casi e nessun decesso. La diocesi di Masaka, a cui è stata affidata la preparazione dell’evento, è comunque pronta organizzare il pellegrinaggio "appena sarà fissata la data dopo la fine della pandemia e il comitato organizzatore non è stato ancora sciolto”, ha precisato al quotidiano ugandese “The Monitor” il portavoce diocesano, padre Ronald Mayanja. Per accogliere questa edizione  la diocesi era riuscita a raccogliere 300 milioni di Shillings (pari a circa 95mila Euro). La Giornata dei Martiri Ugandesi si celebra da 124 anni il 3 giugno, attirando migliaia di pellegrini da tutta l'Uganda, ma anche da altre nazioni africane e dall’Europa, che si riuniscono per commemorare 45 cristiani, 22 cattolici e 23 anglicani, trucidati in odium fidei alla fine del XIX secolo per ordine di Kabaka Mwanga II, re dei Buganda  I 22 martiri cattolici, tra i quali Carlo Lwanga,  sono stati beatificati da Papa Benedetto XV nel 1920 e canonizzati da Paolo VI l’8 ottobre 1964. (LZ)

4 maggio ARGENTINA Monsignor Ojea: “Chiediamo al Buon Pastore di vivere in un Paese più inclusivo, in cui tutti possano lavarsi le mani”

Il vescovo di San Isidro, monsignor Oscar Vicente Ojea, presidente della Conferenza episcopale argentina, in occasione della quarta domenica di Pasqua, festa del Buon Pastore, in un videomessaggio, pubblicato sul sito web dell’Episcopato, incoraggia i fedeli ad imitare il Buon Pastore che ama e conosce ciascuna delle sue pecore, le chiama per nome e dà la sua vita per loro, e di chiedere al Signore di vivere in un Paese "più inclusivo" in cui tutti possano lavarsi le mani. "Il Buon Pastore è un'immagine di cura e responsabilità" ha detto il presule nel videomessaggio, dove “responsabilità”, qualità importante, significa "rispondere alla vita in modo affermativo; non come risponde Caino quando Dio gli chiede: ‘Dov'è tuo fratello? – Sono forse il guardiano di mio fratello?’” (AP)

4 maggio - GIAPPONE La Caritas lancia un fondo speciale per il #Coronavirus, mentre la Chiesa attende la fine dello stato di emergenza 

Una raccolta fondi speciale per l’emergenza Coronavirus. A lanciarla è la Caritas Giappone che destinerà le donazioni a sette aree di emergenza. In particolare – informa un comunicato pubblicato sul sito della Conferenza episcopale giapponese – i fondi raccolti serviranno a dare un alloggio ai senza fissa dimora e ai rifugiati e a tutti le coloro che hanno perso la casa per la crisi; a fornire cibo e vestiti alle persone rimaste senza reddito perché hanno perso lavoro o chiuso le loro attività e ad aprire strutture di accoglienza per le vittime di violenze domestiche. Le donazioni saranno poi destinate a dare assistenza ai cittadini stranieri (lavoratori, stagisti, tecnici, ma anche detenuti e richiedenti asilo) che si si trovano bloccati nei Paese a causa dell’emergenza e a offrire supporto a persone particolarmente vulnerabili, come disabili e anziani. Esse serviranno, infine, a creare centri informativi per chi, per motivi di lingua, età o disabilità, ha difficoltà ad accedere alle informazioni e a supportare le strutture sanitarie che non riescono a ricevere in quantità sufficienti dispositivi medici. Intanto, anche in Giappone si attende l’inizio della cosiddetta Fase 2: il 6 maggio i giapponesi sapranno se il Governo prolungherà o meno lo stato di emergenza dichiarato un mese fa in tutto il territorio nazionale . Una decisione attesa anche dalla piccola comunità cattolica del Paese del Sol Levante, dove le Messe con il concorso di popolo sono state sospese in tutte le diocesi. (LZ) 

4 maggio - PERÙ #coronavirus Vescovi: la vita va curata, difesa e protetta dal momento del concepimento fino alla morte naturale

(VN) - 4mag20 - La vita che il Signore ci ha donato “è un bene per l'individuo e un bene per la comunità, che dobbiamo curare, difendere e proteggere da ogni minaccia o pericolo, dal momento del concepimento fino alla morte naturale”. Così si è espresso, di fronte all'aumento delle vittime della pandemia di Covid-19, il Consiglio permanente della Conferenza episcopale, in un comunicato diffuso oggi e rivolto a tutti i peruviani.   Questa pandemia – scrivono i presuli – colpisce tutti. Dobbiamo quindi affrontarla rispettando le misure disposte dalle autorità del Paese e dagli operatori sanitari, perché “l’urgenza di oggi è quella di salvare la nostra vita e la vita degli altri”.  Per fare questo, dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, cercare un nuovo modo di essere e di vivere insieme e cercare di “promuovere un’alleanza tra scienza, etica e politica” con, alla base, un nuovo “patto per la vita”.  (AP)

4 maggio - BRASILE - I Vescovi dell’area amazzonica chiedono urgenti misure per arginare la pandemia

I 67 vescovi titolari delle diocesi brasiliane che insistono nell’area amazzonica hanno affidato ad un documento ufficiale tutta la loro preoccupazione nei confronti degli effetti che la pandemia sta provocando nelle comunità locali. I dati, secondo i presuli, sono allarmanti e le popolazioni del posto, soprattutto quelle indigene, come pure i nuclei residenti alle periferie delle grandi città, necessitano di assistenza e di cure appropriate. La nota della Commissione episcopale per l'Amazzonia della CNBB è indirizzata al governo federale, al congresso nazionale, ai governi statali e alle assemblee legislative. “La regione ha un numero limitato di presidi ospedalieri, il più basso del paese” scrivono i presuli che hanno voluto lanciare il loro accorato appello in più lingue. Tukano (idioma locale ndr) compreso. Il comunicato è articolato in 13 punti e chiede “di effettuare innanzitutto test sierologici e tamponi alle comunità indigene per adottare le misure necessarie di isolamento e prevenzione. Inoltre è necessario” secondo la Commissione della CNBB “rafforzare le misure di controllo contro la deforestazione e l’estrazione mineraria soprattutto nei territori protetti della foresta”. L'Amazzonia è l’area che in Brasile registra uno dei peggiori scenari, con oltre 6 mila contagiati e un tasso di mortalità tra i più alti del paese. Per quanto riguarda il dato nazionale, ad oggi in Brasile sono oltre 100 mila i contagi di coronavirus, dove si registrano 7.025 morti. Nelle ultime 24 ore, sono stati accertati 4.588 nuovi contagi e 275 nuovi decessi. (DD)

4 maggio - BOLIVIA - L’aiuto di Caritas Bolivia al carcere di Villamontes

La Pastorale Sociale di Caritas Bolivia, impegnata - tra le sue attività - nella distribuzione di generi alimentari ai detenuti delle carceri del Paese, nei giorni scorsi, attraverso il sostegno della Pastorale carceraria di Tarija - si legge sul sito web dell’Episcopato – ha portato il suo aiuto al centro penitenziario di Villamontes, che ospita circa 74 persone, tra cui anziani e disabili. Alla struttura sono stati consegnati prodotti alimentari, prodotti per l’igiene e per la pulizia, più altri articoli per la cura e la prevenzione del Covid-19. Con questo gesto, non solo di solidarietà, ma anche di vicinanza a tutti quei detenuti che non hanno famiglia e che si sentono emarginati e dimenticati, la Pastorale Sociale spera di contribuire a migliorare le loro condizioni di vita, nonché a creare un mondo più solidale, dove la dignità umana sia rispettata e dove ci sia speranza per tutti, soprattutto per i più bisognosi. (AP)

4 maggio - PORTOGALLO Gradualità e prudenza: la Chiesa si adegua alle linee guida delle autorità. Confermato il pellegrinaggio a Fatima senza fedeli

Gradualità e massima prudenza: queste le parole d’ordine della Chiesa portoghese dopo l’avvio della cosiddetta Fase 2 nel Paese. In linea con le raccomandazioni delle autorità civili, il cardinale António Marto, vescovo di Leiria-Fatima e vice presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), ha confermato sabato che il tradizionale pellegrinaggio annuale al Santuario nazionale di Fatima, il 12 e 13 maggio, si terrà senza la partecipazione dei fedeli. Le celebrazioni potranno quindi essere seguite solo sulla radio e televisione e sui media digitali. “Anche se i nostri cuori vorrebbero essere a Fatima, celebrando insieme nello stesso luogo come nel 1917, questa volta la prudenza ci consiglia di non farlo - ha dichiarato il porporato -. Manteniamo in vigore questa misura dolorosa nell’attesa di potere riavere al più presto folle che si riuniscono nel santuario per celebrare e pregare nella gioia della fede”. Il timore infatti è che nella Cova da Iria possa trovarsi riunito un “numero imprevedibile " di persone “in un momento in cui il rischio epidemico è elevato” e ciò “in contrasto con le linee guida delle autorità sanitarie” sugli assembramenti - spiega il cardinale Marto -  precisando che la decisione della Chiesa di seguire queste indicazioni è dettata dal senso di responsabilità “per non mettere in pericolo la salute pubblica, adempiendo così anche al mandato evangelico dell'amore per il prossimo”.   Di decisione “dolorosa”, ma necessaria parla anche il rettore del Santuario di Fatima. padre Carlos Cabecinhas che propone in alternativa un pellegrinaggio spirituale al Santuario. (LZ). 

4 maggio - COLOMBIA - Presidente dell’Episcopato: buon pastori chiamati ad “aprire strade di futuro e di speranza per la Chiesa e per la società”  

Ieri, domenica 3 maggio, in occasione della festa del Buon Pastore, che si celebra la quarta domenica di Pasqua, il presidente della Conferenza episcopale colombiana, monsignor Óscar Urbina Ortega, in un videomessaggio, pubblicato sul sito dell’Episcopato, ha inviato un saluto speciale ai vescovi e ai sacerdoti del Paese. Ad essi ha ricordato come Dio chiami a sé “persone concrete, con la loro storia, con la loro bontà, con le loro miserie, e conti su di loro”. In questo momento che stiamo vivendo - ha spiegato il presule -, così difficile a causa della pandemia di coronavirus, il Signore “chiede a tutti i pastori della nostra chiesa di camminare davanti al gregge per aprire nuove strade”, chiede che “la forza del cammino sia la testimonianza data ai nostri fratelli, specialmente a quelli che soffrono” e chiede di aprirsi al futuro. Siamo chiamati ad essere buon pastori, ad “aprire strade di futuro e di speranza per la Chiesa e per la società” in questo momento difficile, che è anche un nuovo momento della storia. Il presidente dell’Episcopato conclude, chiedendo preghiere per la crescita delle vocazioni e si congratula con tutti coloro che hanno ricevuto dal Signore la chiamata al sacramento del sacerdozio. (AP)

4 maggio - SRI LANKA - Videomessaggio del Cardinale Ranjith all’Italia: vi siamo vicini con la preghiera e la solidarietà

“Ci sentiamo parte dell’Italia”, Paese al quale “assicuriamo la preghiera, la solidarietà e la vicinanza”: lo afferma il Cardinale Macolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo, in Sri Lanka, in un videomessaggio diffuso dal sito “Chi ci separerà” della Conferenza episcopale italiana. Le parole del porporato, pronunciate in italiano, arrivano nel momento in cui Roma e l’intera Penisola si trovano ad affrontare la pandemia da coronavirus, che l’Arcivescovo definisce “grande tragedia che ha afflitto l’amato popolo italiano”. Tra i due Paesi, ricorda il porporato, si è creato “un ponte, grazie alla presenza di un consistente numero di lavoratori srilankesi che vivono in Italia, lavorano nelle vostre case, curano gli ammalati, gli anziani”. (IP)

4 maggio - BANGLADESH - A Dhaka chiude l’ospedale gestito dall’arcidiocesi . Personale in quarantena

Il 29 aprile, il St. John Vianney Hospital, ospedale gestito dall’arcidiocesi di Dhaka, nella zona di Tejgaon, nel centro della città, vicino all chiesa del Santo Rosario, è stato chiuso, dopo che 22 persone al suo interno sono risultate positive al Covid-19. Tutto il personale si trova adesso in quarantena. Padre Kamal Corraya, direttore esecutivo dell'ospedale, ha confermato la chiusura, ma non ha fornito dettagli riguardo al personale contagiato. “Abbiamo curato alcuni pazienti che sono risultati positivi alla malattia - ha riferito padre Corraya ad UCA News -, così abbiamo deciso di chiudere temporaneamente l'ospedale". I pazienti affetti da coronavirus a volte non mostrano i sintomi e, “trattandosi di una malattia contagiosa e avendo un solo edificio - ha aggiunto -, risulta difficile, visti i rischi, continuare ad operare”. Per questo motivo sono stati messi in quarantena circa 60 dipendenti. (AP)

4 maggio - CANADA - Vescovi del Quebec: costruire una maggiore solidarietà sociale

“La pandemia e la guarigione della società”: si intitola così il documento diffuso dai vescovi del Quebec per incoraggiare i fedeli in questo tempo di pandemia da coronavirus. “La Chiesa non ha cessato e non cesserà di accompagnare, attraverso il sostegno spirituale e l'effettiva solidarietà, coloro che soffrono di più per la crisi sanitaria e gli sconvolgimenti economici che ne derivano”, si legge nel testo diffuso sul sito web dei presuli che punta i riflettori sui tanti drammi derivanti dalla pandemia: “licenziamenti massicci di lavoratori, chiusura temporanea o permanente di imprese, drastico calo dell'attività economica, confinamento di persone vulnerabili, isolamento sociale, sforzi supplementari richiesti a tanti operatori, difficoltà di mantenere attivi i servizi per gli anziani, i senzatetto e i più svantaggiati, per non parlare della morte di molte persone colpite dal contagio”. Sono “tutti aspetti – sottolineano i presuli - di un momento di crisi che ci mette alla prova, ma che si sta rivelando anche un momento di grande solidarietà sociale”. Di qui l’esortazione ad “andare avanti insieme per realizzare una società più solidale e una vera civiltà dell'amore”. (IP)

4 maggio - AMERICA LATINA - Appello Repam: i governi aiutino l’Amazzonia alle prese con la pandemia

La Regione Panamazzonica non è preparata ad affrontare la pandemia da coronavirus perché “è sempre stata ampiamente trascurata dai governi, spesso abbandonata e persino costantemente distrutta e repressa nella lotta a tutela della propria vita e dei propri diritti”: lo afferma il Cardinale Claudio Hummes, presidente della Repam (Rete ecclesiale panamazzonica), in una nota diffusa sul sito web dell’organismo. In particolare, il porporato ricorda quanto emerso dal Sinodo per la Regione Panamazzonica svoltosi in Vaticano nell’ottobre 2019 e del quale lui stesso è stato Relatore Generale: “I popoli panamazzonici hanno chiesto che la Chiesa sia loro alleata e vicina, sostenendoli nelle decisioni”. Per questo, la Repam si dice “molto preoccupata” per la situazione sanitaria attuale e esorta i governi dei Paesi interessati a fare più attenzione alle popolazioni locali, dato che “il tasso di mortalità è aumentato e non solo nelle grandi città”. (IP)

4 maggio– NIGERIA  Vescovo di Auchi: non temere la pandemia, siamo tutti figli di Dio

Non temere la pandemia del coronavirus, perché siamo tutti figli di Dio e la sua Divina Misericordia è “uno scudo contro qualsiasi flagello”: lo ha detto, in un’omelia pronunciata nei giorni scorsi, Monsignor Gabriel Dunia, vescovo di Auchi, in Nigeria. "Senza dubbio, il dolore, le lacrime e l'angoscia sono ormai diventate la sorte dell'intera umanità a causa di Covid-19 – ha detto il presule - Eppure, in quanto figli di Dio, dobbiamo ricordare che, vivi o morti, noi apparteniamo a Cristo. Per questo motivo, la calamità di Covid-19 non dovrebbe mai costituire un terrore la cui paura, da sola, infligge un colpo mortale su di noi senza speranza”. (IP)

4 maggio - IRLANDA - “Fase 2”: dichiarazione congiunta delle Chiese cristiane

"Come leader delle principali Chiese d'Irlanda, riconosciamo che i cristiani di tutta la nostra terra desiderano il giorno in cui tutti noi potremo riunirci di nuovo all'interno dei nostri edifici ecclesiastici per la comunione e il culto collettivo”: è quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei principali leader religiosi irlandesi, diffusa oggi, 4 maggio, in vista della così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus che prevede l’allentamento graduale di alcune misure restrittive anti-contagio. A siglare il documento sono gli esponenti della Chiesa d'Irlanda, del Consiglio delle Chiese irlandesi, e delle Chiese metodista, cattolica e presbiteriana. In particolare, i leader religiosi esprimono il loro apprezzamento “ai ministri e al clero per l’uso creativo delle varie piattaforme online e di altri mezzi di comunicazione sociale che hanno incoraggiato i fedeli attraverso la Parola di Dio e la preghiera”. Allo stesso tempo, la dichiarazione congiunta manifesta “il rammarico” delle Chiese per il fatto che i riti non possano ancora svolgersi con concorso di popolo; tuttavia, poiché “essere comunità nel vero senso della parola significa che, come individui, riconosciamo la nostra interdipendenza”, è importante che “nell'amare il prossimo, continuiamo ad attenerci ai consigli del governo sulla distanza sociale e su altre misure”. (IP)

4 maggio - REGNO UNITO - Appello vescovi a tutelare gli immigrati in tempo di pandemia

“La dignità della persona umana è una questione primaria”: lo afferma Monsignor Paul McAleenan, responsabile della Pastorale per i migranti e richiedenti asilo all’interno della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles. Il presule sostiene, così, l’appello lanciato dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (Jrs) che, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, chiede al Primo Ministro, Boris Johnson, di concedere, in questo tempo di pandemia da coronavirus, il permesso di soggiorno temporaneo a coloro che si trovano in uno status di immigrazione insicura. Nella crisi attuale – ribadisce il presule attraverso una nota pubblicata sul sito web della Chiesa cattolica inglese – “il rispetto della dignità umana esige che a tutti, senza eccezioni, sia dato il diritto di proteggersi dal Covid-19 e di ricevere cure mediche, se necessario”."Siamo costantemente esortati a proteggere noi stessi e gli altri per il bene comune della società – sottolinea Monsignor McAleenan - A chi non ha un permesso di soggiorno permanente dovrebbero, quindi, essere dati l'opportunità e i mezzi per farlo, anche per ridurre il rischio che metta a repentaglio la salute pubblica”. “Spero sinceramente – auspica il presule - che il nostro governo prenda in considerazione la possibilità di adottare misure adatte in risposta alle circostanze straordinarie che dobbiamo affrontare". (IP)

4 maggio - NUOVA ZELANDA - Ufficio episcopale Educazione cattolica alle famiglie: non siete sole, la Chiesa vi è vicina!

Vicinanza e rassicurazione: sono i sentimenti espressi dai vescovi della Nuova Zelanda, attraverso l’Ufficio per l’Educazione cattolica, alle famiglie del Paese che, a causa della pandemia da coronavirus, si trovano in difficoltà con il pagamento delle rette scolastiche dei propri figli. In una lettera aperta pubblicata sul loro sito web, i presuli si dicono "consapevoli delle sfide che molte persone stanno affrontando" ed affermano di comprendere "l'ansia dei genitori creata dalla perdita del lavoro o da altre difficoltà legate alla cura dei bambini a casa durante la quarantena”. Per questo, i vescovi rassicurano sul fatto che “si sta lavorando per garantire che la comunità sia sostenuta durante questo periodo e che gli studenti non siano ulteriormente messi in discussione dalla necessità di cercare una nuova scuola a causa delle difficoltà finanziarie”. (IP)

4 maggio - UNGHERIA - Al via la “fase 2”, nuove disposizioni dei vescovi

Al via oggi, 4 maggio, in Ungheria, la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, con l’entrata in vigore di nuove norme per un allentamento graduale delle misure di sicurezza sanitaria. Per questo, la Conferenza episcopale locale (Ceu) ha diffuso una nota per adeguare la vita della Chiesa alle nuove prescrizioni. Suddivisa in sette punti, la nota afferma che “le chiese come luoghi di conforto spirituale e di preghiera sono particolarmente importanti, quindi le nostre chiese rimangono aperte”. Sulla celebrazione pubbliche con concorso di popolo e sulle modalità di amministrazione dei sacramenti, invece, “verranno prese decisioni da ciascun vescovo diocesano, tenendo conto delle circostanze e delle possibilità locali, nonché delle norme sanitarie”. Diversa la situazione di Budapest, dove le regole statali sono rimaste invariate, e quindi “le precedenti disposizioni ecclesiastiche si applicano fino a nuovo avviso”. Un appello viene poi rivolto ad “anziani, vulnerabili e malati”, affinché continuino a rimanere a casa, perché soggetti a rischio. “Cooperiamo con le autorità in tutte le questioni e rispettiamo le linee guida generali che ci forniscono”, ribadisce la nota episcopale. (IP)

3 maggio - OLANDA – Visita del vescovo Rotterdam al Banco Alimentare: “Testimoni della rete d’amore” 

“Siete testimoni della rete d’amore che è la Chiesa” Mons. Hans van den Hende, vescovo di Rotterdam, si è recato in visita al Banco Alimentare che, nel periodo di massima diffusione del Coronavirus, ha lavorato incessantemente distribuendo beni di prima necessità nella sede storica di IJsselmonde (distretto sud-orientale di Rotterdam). Si tratta di uno dei “punti solidarietà” più antichi della città e a prestare servizio, già dal 2004, ci sono non solo i fedeli della parrocchia, ma anche i volontari delle chiese protestanti e i residenti stessi. A causa della pandemia, al presidio sono venuti meno molti anziani, ma la distribuzione è stata ugualmente garantita grazie agli studenti del progetto Erasmus, coordinati dalla Food Bank dei Paesi Bassi. “Apriamo il mercoledì mattina intorno alle 8.30, ossia l’ora in cui cominciano ad arrivare i camion con le casse di cibo” racconta Arie Vlot, da undici anni volontaria del centro. “Di solito raggiungono il presidio sempre in ritardo a causa del traffico, ma in questo periodo sono stati sempre puntuali. Una volta a destinazione, scarichiamo le scatole nella sala parrocchiale. Ognuna ha un colore diverso: giallo per i prodotti che non scadono, grigio per i latticini e nere per la carne. Questi ultimi vengono sistemati in grandi frigoriferi” aggiunge Arie. Una volta sistemato il salone, i ragazzi consumano una rapida colazione e intorno alle dieci e mezza cominciano a lavorare. “In realtà molti bisognosi arrivano anche prima” rivela Riet Schenkeveld, un altro volontario. “Dall’inizio del Covid 19 abbiamo registrato un sensibile incremento di persone che vengono al centro per ritirare il pacco”.  Mons. Hans van den Hende ha espresso il suo apprezzamento e gratitudine per il servizio svolto dai ragazzi. “Prendersi cura dei poveri è un grande gesto d’amore. Sono convinto che l’impatto negativo, sotto il profilo economico, dovrà ancora arrivare. Questo ci preoccupa molto”. (DD)

3 maggio - GHANA - La Conferenza episcopale del Ghana dona 70.000 cedi al Fondo fiduciario nazionale COVID-19 per la lotta alla pandemia

Venerdì 1° maggio, la Conferenza episcopale del Ghana (GCBC) ha donato, tramite monsignor Charles Gabriel Palmer-Buckle, arcivescovo metropolita di Cape Coast e vice presidente della GCBC, un assegno di 70.000 cedi del Ghana al Fondo fiduciario nazionale COVID-19, per sostenere il governo nella lotta alla pandemia di coronavirus. La donazione, che si è svolta presso il Segretariato, ad Accra, alla presenza di padre Lazarus Anondee, segretario generale della GCBC e dell’amministratore del Fondo fiduciario nazionale COVID-19, il dott. Collins Asare., ha visto Jude Kofi Bucknor, membro del Consiglio di amministrazione, ricevere l'assegno a nome del Fondo, si legge nel comunicato pubblicato sulla pagina Facebook dell’Episcopato.   Il signor Bucknor ha ringraziato la Chiesa a nome dei fiduciari per la generosa donazione e ha assicurato che il denaro sarà utilizzato con giudizio e responsabilmente. (AP)

3 maggio - POLONIA - I vescovi invitano i fedeli, dove sia possibile, a partecipare alle Messe rispettando le misure di prevenzione sanitaria

“Per quanto possibile, vi invitiamo a partecipare alle Messe e ai servizi religiosi”. Così il Consiglio permanente della Conferenza episcopale polacca, in una dichiarazione rilasciata dopo un incontro, ieri, a Jasna Góra, e pubblicata sul sito web dell’Episcopato. Esso, allo stesso tempo, ricorda che le misure di prevenzione disposte dal governo per fermare la diffusione della pandemia di Covid-19 debbano ancora essere osservate durante la liturgia. I presuli, ricordando che in questo momento di pandemia i fedeli sono ancora dispensati dalla partecipazione alla Messa, dicono di essere grati “ai media e alle parrocchie per aver trasmesso la liturgia in televisione, radio e Internet”. “Tuttavia, - affermano - ciò non dovrebbe indebolire la nostra volontà di ricevere i sacramenti nelle nostre chiese”.  Nella dichiarazione, essi sottolineano l’importanza delle misure di prevenzione sanitaria a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, sebbene per molti siano difficili e dolorose, ma dinanzi alla revoca di queste misure da parte del governo, credono sia necessario applicare “un criterio più coerente, proporzionato ed equo in merito alle restrizioni sul numero ammissibile di fedeli nelle chiese”, come avvenuto in altri ambiti. (AP)

3 maggio - SLOVACCHIA - Lettera ai sacerdoti dell’Arcivescovo di Trnava: “Disposti a spendere tutte le nostre energie”

“Sappiamo bene cosa vuol dire trovarsi sotto pressione, sfiniti dalla fatica e rimanere soli anche nelle difficoltà. Ma se in quel momento qualcuno bussa alla nostra porta e chiede aiuto, siamo ancora disposti a spendere le nostre ultime energie?”. L’arcivescovo di Trnava, mons. Ján Orosch, esordisce così in una lettera pastorale inviata ai sacerdoti per spronarli ad impegnarsi ulteriormente al tempo della pandemia. “Il virus modifica profondamente anche l’animo umano” spiega il presule, e ricorda che: “Purtroppo quando succedono eventi catastrofici come questo, si tende spesso a dare la colpa a Dio e alla Chiesa. Vi chiedo di sopportare con pazienza e di non rispondere al male con il male”. Alle accuse rivolte ai parroci di aver chiuso le chiese durante la fase più critica, mons. Orosch risponde: “Si è trattata di una norma non stabilita da noi. Ci siamo limitati ad ascoltare le indicazioni delle autorità per contenere la diffusione del Covid-19. Abbiamo comunque consentito l’accesso privato per la preghiera, la confessione e la Comunione. Sempre nel pieno rispetto di quanto dettato dagli organismi istituzionali e sanitari preposti. In caso contrario avremmo creato seri problemi alla comunità e, inoltre, saremmo andati incontro a multe molto salate”. (DD)

3 maggio - PORTOGALLO - I vescovi: il 30 maggio ripresa delle Messe celebrate alla presenza dei fedeli

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale, in un comunicato pubblicato ieri sul sito web dell’Episcopato, annuncia “la graduale ripresa delle celebrazioni comunitarie dell'Eucaristia, già annunciata dal governo, il 30 maggio, vigilia della solennità di Pentecoste”. Una data che dipende ancora, però, dalla valutazione del governo e dalle raccomandazioni delle autorità regionali. La decisione tiene conto dei dati favorevoli del Portogallo, in merito alla diffusione della pandemia di coronavirus nel Paese. "Speriamo - scrivono i presuli - che la responsabilità civile di tutti i cittadini venga mantenuta, in un atteggiamento di prudenza e di rispetto delle decisioni delle autorità governative e sanitarie, in modo che non vi sia un rapido ribaltamento della situazione”. (AP)

3 maggio - COLOMBIA - In un videomessaggio le famiglie ringraziano i sacerdoti per l'accompagnamento pastorale in questo tempo di pandemia

Grande la gioia di monsignor Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín e segretario generale della Conferenza episcopale colombiana, di fronte a un videomessaggio inviato dalle famiglie del Paese ai sacerdoti, in cui si dicono grate per il costante accompagnamento spirituale e pastorale dei religiosi, soprattutto in questo tempo di pandemia. Nel messaggio, diffuso alla vigilia della celebrazione della Festa del Buon Pastore e della 57.ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, le famiglie riconoscono con gratitudine gli sforzi fatti dai sacerdoti per mantenere viva la fede e per rafforzare la chiesa domestica, attraverso l’esperienza della Parola nelle case. Bambini, giovani e adulti incoraggiano i religiosi a proseguire la loro missione, assicurandogli le loro preghiere. Monsignor Álvarez Botero chiede ai colombiani di continuare ad essere uniti in questa preghiera, soprattutto per superare questo momento di emergenza sanitaria causata dal coronavirus, e di pregare pure per le vocazioni sacerdotali e religiose e per quelle della vita consacrata. (AP)

3 maggio. - BOLIVIA - Monsignor Scarpellini condanna gli episodi di violenza a El Alto

“Non posso tacere nemmeno oggi, devo condannare quello che è successo a San Roque e Senkata, dove è stata presa a sassate un’ambulanza che trasportava un malato e un autobus con persone che tornavano a casa dopo aver prestato servizio negli ospedali”. Così il vescovo di El Alto, monsignor Eugenio Scarpellini, in un videomessaggio, pubblicato sul sito web dell’Episcopato, in cui condanna gli episodi di violenza che si sono verificati a El Alto, nelle zone di Senkata e San Roque, tra il 30 aprile e il 1° maggio. Durante i disordini, strade e viali sono stati bloccati e due mezzi di trasporto municipali sono stati presi a sassate. Le persone colpevoli di queste azioni violente, arrestate dalla polizia, sono ora accusate di crimini contro la salute pubblica e di distruzione del patrimonio dello Stato. Si presume che i disordini si siano verificati come atto di protesta, affinché il governo convochi al più presto le elezioni presidenziali. Monsignor Scarpellini ha condannato fortemente ogni atto di violenza, da qualunque parte provenga, questo intensificarsi di rabbia e di azioni inconsulte e insensate, ricordando che la Chiesa, anche attraverso la Pastorale Sociale della Caritas, è al fianco della popolazione, come lo è stata sempre anche in passato. (AP)

2 maggio - COLOMBIA - I vescovi delle regioni dell’Amazzonia e dell’Orinoco lanciano un appello per aiutare le comunità indigene, contadine e afro

Appello urgente dei vescovi delle regioni dell’Amazzonia e dell’Orinoco alle autorità e ai cittadini colombiani, affinché si prendano cura della popolazione bisognosa, in vista della diffusione della pandemia di coronavirus nei territori. "Vi esortiamo ad agire con efficienza, poiché abbiamo notato come molte persone, in condizioni economiche precarie e non incluse nei programmi di aiuto, non abbiano avuto accesso al cibo o al denaro": scrivono i presuli in un comunicato stampa, firmato il 1° maggio e diffuso oggi sul sito web dell’Episcopato. I vescovi, ribadendo l'impegno della Chiesa nel cercare di aiutare, attraverso la Pastorale Sociale e le parrocchie, la popolazione che si trova nella necessità, sottolineano come le disuguaglianze sociali vissute in queste zone permettano al virus di colpire in misura ancora maggiore i più vulnerabili. In particolare, esprimono la loro preoccupazione per ciò che sta accadendo nel carcere di Villavicencio e con gli abitanti di Puerto Leticia. (AP)

2 maggio - MESSICO - Rapporto dell’Episcopato circa l’impatto del Covid-19 sui migranti

La Conferenza Episcopale Messicana (CEM) ha pubblicato un rapporto di 36 pagine questa settimana, diffuso sul suo sito web, dal titolo “Impatto del Covid-19 nella popolazione migrante”, realizzato dall'Osservatorio nazionale della CEM, che risponde alla domanda di come i migranti stiano vivendo la pandemia di coronavirus nel Paese. L'Osservatorio, dunque, per scoprire come i centri di accoglienza e le agenzie che si occupano dei migranti stiano lavorando in Messico, ha contattato sacerdoti e laici, nel nord, nel centro e nel sud del Paese, per avere un’idea dell’impatto della pandemia sulla comunità dei migranti.   La situazione che è emersa è molto complicata, poiché essi si trovano spesso a non avere un posto dove dormire, ad essere vittime di malattie lungo il percorso e ad affrontare la chiusura delle frontiere a nord e sud dello Stato, in seguito alle politiche attuate dal governo a causa del Covid-19 (AP)

2 maggio - IRLANDA - Maggio, mese mariano. L’invito di Monsignor Leahy alle famiglie: recitare il Rosario

Recitare il Rosario in casa e in famiglia, uniti nella preghiera anche grazie alla rete Internet: è l’invito rivolto ai fedeli da Monsignor Brendan Leahy, vescovo di Limerick, in Irlanda, in questo inizio di maggio, mese mariano per eccellenza. “Nonostante tutte le prove e le tribolazioni – scrive il presule in una nota pubblicata sul sito web della Conferenza episcopale irlandese – il coronavirus ha comportato anche un’enorme valorizzazione della famiglia e del legame tra genitori e figli”. Di qui, l’invito a guardare a Maria, “Madre e Regina della pace”: a maggio – esorta il presule – “rivolgiamoci a Lei affinché le famiglie possano pregare insieme” soprattutto “in questo momento difficile” provocato dalla pandemia, perché “la famiglia che prega unita rimane unita”. (IP)

2 maggio - AFRICA - La segretaria generale dell’Acweca esorta le religiose ad impegnarsi di più per i poveri

Raggiungere i poveri: questa è la sfida per le religiose dell’Africa centro-orientale nell’emergenza coronavirus. È quanto sostiene la segretaria generale dell'Associazione donne consacrate dell’Africa orientale e centrale (Acweca), suor Helen A. Bandiho, in una lettera in cui fa il punto della situazione su quanto sta accadendo in tutta l’Africa. La religiosa esprime preoccupazione a proposito della diffusione della Covid-19 nel continente, vista la crescita dei contagi. I casi, attualmente sono circa 30mila. “Questa pandemia è reale e un invito a leggere i segni dei tempi e a rispondere di conseguenza”, osserva suor Bandiho incoraggiando le religiose ad impegnarsi, secondo i propri carismi, con amore, generosità e dedizione, soprattutto per i poveri, oltre che nelle loro comunità. Avendo la maggior parte dei governi dell’Africa centro-orientale chiuso scuole e vietato assembramenti, la segretaria generale dell’Acweca incoraggia poi le religiose a trovare nuovi modi per formare più persone possibili sulla Covid-19, ritenuta da alcuni una malattia da benestanti o in ogni caso dell’Occidente. “Ci sono persone povere che vengono sfruttate a causa della loro ignoranza” scrive. Suor Bandiho esorta poi le religiose a fare di più in questo particolare momento, ad impegnarsi in diversi modi, condividendo esperienze ed idee. L’Acweca, che comprende congregazioni religiose femminili di 10 paesi di lingua inglese (Eritrea, Etiopia, Kenya, Malawi, Sudan del Sud, Sudan, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe), ad agosto dovrebbe riunirsi per la sua 18.ma plenaria, ma il Consiglio Direttivo deciderà presto sul da farsi. L’associazione è già stata costretta a cancellare un programma di formazione di sei settimane, che sarebbe dovuto iniziare a fine aprile, e sono in forse altri cinque programmi di formazione che erano previsti entro la prima metà dell’anno. (TC)

2 maggio - SRI LANKA - Crescono le pressioni della Chiesa perché sia fatta giustizia per le vittime degli attentati di Pasqua

Crescono le pressioni della Chiesa in Sri Lanka perché sia fatta giustizia per le vittime dei sanguinosi attentati islamisti del 21 aprile 2019 costati la vita ad almeno 260 persone, più della metà cristiani. A un anno dagli attacchi contro tre hotel di lusso e tre chiese (due cattoliche e una evangelica) mentre fedeli stavano celebrando la Domenica di Pasqua, resta ignoto il nome dei responsabili e si attende ancora un processo. A denunciarlo a una conferenza stampa svoltasi on-line a causa del copri-fuoco per l’emergenza Coronavirus, i sacerdoti presenti alle stragi.  “È passato un anno, ma giustizia non è stata ancora fatta”, ha dichiarato padre Manjula Niroshan, parroco della Chiesa di San Sebastiano, a Negombo, dove hanno perso la vita 115 fedeli. Secondo padre Jude Raj Fernando, amministratore del Santuario di Sant'Antonio a Kochchikade (Colombo), dove sono morti 51 fedeli, le famiglie coinvolte nell’attacco stanno ancora lottando per sopravvivere, mentre i responsabili sono a piede libero.  Alle voci dei preti srilankesi si è unita quella del cardinale Albert Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, che nei giorni scorsi ha incontrato nella capitale il Presidente Gotabaya Rajapaksa per chiedere nuovamente che sia fatta chiarezza sui mandanti della strage rivendicata dallo Stato Islamico. (LZ) 

2 maggio - SINGAPORE - Arcidiocesi di Singapore: San Giuseppe ci insegnare a “nuotare con fede contro la marea di Covid-19”

Secondo la tradizione ebraica, tra i doveri di un padre c’è anche quello di insegnare ai suoi figli a nuotare. Forse, quindi, anche San Giuseppe insegnò a Gesù la pratica natatoria: parte da questo spunto la riflessione pubblicata sul sito web dell’Arcidiocesi di Singapore, in occasione del 1° maggio, San Giuseppe lavoratore nonché Festa dei lavoratori. “Forse Gesù non aveva gli occhialini per il nuoto, ma San Giuseppe gli ha dato certamente delle lenti di fede – si legge nel testo - E come ha insegnato a Gesù a fidarsi di lui nell'acqua, San Giuseppe deve aver insegnato a Gesù a fidarsi di Dio nei momenti di prova, a lasciarsi andare alla Sua volontà”. “Mentre lottiamo per tenere la testa fuori dall'acqua in questi tempi di pandemia – prosegue la riflessione - insieme a Gesù, troveremo la forza di nuotare contro la marea di Covid-19, perché il Signore è accanto a noi, pronto a sollevarci quando ci sentiamo affogare”. (IP)

 2 maggio - COLOMBIA - Arcivescovo di Bogotá: “Pronti a dare la nostra vita per la nostra gente che soffre”

 “Ci fa immensamente male che i violenti e i narcotrafficanti, quelli che puntano le armi contro i contadini e i leader sociali, continuino ad uccidere nell’oscurità". Queste le parole, sul sito web dell’Episcopato, dell’arcivescovo di Bogotá, monsignor Luis José Rueda Aparicio, per esprimere tutta la sua tristezza di fronte all'assassinio da parte di un commando armato, il 29 aprile, a Mercaderes, di Álvaro Narváez Daza, presidente della Giunta di azione comunale di El Vado, nel sud di Cauca, e della sua famiglia. "Siamo pronti a dare la nostra vita, a morire se necessario per difendere, ad annunciare il Regno e ad accompagnare la nostra gente che soffre", ha proseguito il presule, ribadendo la volontà della Chiesa di continuare ad accompagnare le comunità che soffrono il flagello della violenza. In un momento in cui i gruppi armati sembrano approfittare - dice l’ONU - del confinamento della maggior parte della popolazione, a causa del Covid-19, per espandere la loro presenza e il loro controllo sul territorio. (AP)

2 maggio - LA RIUNIONE - Diffuse le prime indicazioni per la riapertura delle chiese dall’11 maggio

La Chiesa dell’isola della Riunione si prepara alle prime aperture, dopo l’emergenza coronavirus, secondo il calendario disposto dal governo. I dettagli arriveranno dalle autorità civili il 7 maggio, e il vescovo della diocesi, monsignor Gilbert Aubry, ha diffuso le prime indicazioni. Dall’11 maggio le chiese saranno riaperte, sanificate e disinfettate e saranno messi a disposizione gel idroalcolici; i fedeli potranno recarvisi individualmente ma non sono ancora permessi momenti di preghiera di gruppo e celebrazioni eucaristiche. Riprende il servizio di segreteria, con i dovuti accorgimenti e l’organizzazione del personale. Il 2 giugno partirà una nuova fase di 3 settimane, sulla base dell’evoluzione dell’epidemia e monsignor Aubry prevede la possibilità di riprendere le celebrazioni con le assemblee, catechesi, messe, battesimi, matrimoni, confessioni, esequie, sempre secondo le condizioni stabilite dal governo. Sono invece sospesi fino a settembre i grandi incontri, mentre le prime comunioni e le cresime previste per maggio, giugno e luglio dovranno essere rinviate. (TC)

2 maggio - MAROCCO - Nella diocesi di Rabat, novena in preparazione della memoria dei 19 martiri d’Algeria

La diocesi di Rabat, in Marocco, ha iniziato la novena ai 19 martiri d’Algeria, beatificati l’8 dicembre del 2018 a Orano, nel santuario di Notre-Dame de Santa Cruz. La novena si concluderà l’8 maggio, giorno in cui la Chiesa fa memoria di monsignor Pierre Claverie e compagni, assassinati negli anni ‘90, quando in Algeria imperversava il terrorismo. “Sono stati martiri del più grande amore – si legge nell’opuscolo della novena redatta da un’equipe dei padri bianchi del Maghreb –. In questa novena desideriamo che intercedano perché cresca l’amore e l’unità tra la gente, senza distinzione alcuna”. La novena propone ogni giorno un versetto di Giovanni 15, 9-17, la presentazione di uno dei beati, la meditazione di loro pensieri o di testimonianze, la preghiera ai 19 beati. L’ottavo giorno propone la storia della beatificazione dei martiri d’Algeria e una meditazione sul senso della parola beato; infine, il nono giorno suggerisce la “Preghiera ai nostri beati” composta da monsignor Paul Desfarges, arcivescovo di Algeri.  (TC)

2 maggio -  UCRAINA - Rinviata al 2021 la 7° sessione del Consiglio Patriarcale della Chiesa greco-cattolica 

La pandemia da coronavirus costringe anche la Chiesa greco-cattolica ucraina (Ugcc) ad un cambiamento di programma: è stato rinviata alla seconda metà del 2021, infatti, la 7° sessione del Consiglio Patriarcale. Ne dà notizia il sito informativo della Ugcc stessa. Inizialmente previsto dal 26 al 29 agosto a Leopoli, sul tema “Emigrazione, insediamento e unità globale dell’Ugcc”, l’incontro è stato posticipato “soprattutto in considerazione del bene di tutti i delegati”. Le nuove date verranno fissate dopo aver ascoltato il parere del Sinodo dei vescovi dell’Ugcc. Non si fermano, intanto, le attività di solidarietà della Chiesa locale per aiutare le vittime del Covid-19 che in Ucraina ha fatto registrare, secondo gli ultimi dati, oltre 11.400 casi positivi, 1.500 guarigioni e 279 decessi. Recentemente, ad esempio, i cappellani medici dell’Arcieparchia di Ivano-Frankivsk hanno tenuto una riunione on line in cui hanno fatto il punto sulla situazione negli ospedali. Al centro dei lavori, il richiamo a contrastare il fenomeno della stigmatizzazione delle persone infettate dal Covid-19 che “spesso rimangono ai margini della società e si sentono abbandonate”, come ha sottolineato padre Yaroslav Rokhman, responsabile della Commissione pastorale sanitaria locale. (IP)

2 maggio - INDONESIA - Mese di Maria: i cattolici indonesiani pregano per la Casa Comune

 Il cardinale Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Giacarta e presidente della Conferenza episcopale indonesiana (KWI), ieri ha dato inizio al mese di Maria con una Messa, trasmessa in diretta su Youtube, nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, a Giacarta. La celebrazione eucaristica è stata preceduta dalla processione di una statua di Nostra Signora di tutte le Etnie e dalla preghiera del Rosario per la fine della pandemia di coronavirus e per il rispetto dell’ambiente e la sua cura, in occasione del quinto anniversario dell’enciclica di Papa Francesco Laudato si’. Al centro della preghiera del Rosario dei cattolici indonesiani, durante tutto il mese di maggio, in questo tempo di pandemia, sarà dunque la richiesta di un’azione concreta dell’uomo per proteggere l’ambiente e per contrastare il cambiamento climatico, secondo quanto auspicato dal Papa nella sua enciclica. (AP) 

2 maggio - TANZANIA - Inondazioni nel Paese. Appello dei vescovi alla solidarietà

(VN) – 2mag20 – Sono cinque le tonnellate di farina di mais che i vescovi della Tanzania hanno donato, attraverso la Caritas nazionale, alle vittime delle inondazioni che hanno devastato il Paese. Secondo gli ultimi dati, più di 18mila persone sono state colpite dalle conseguenze delle violente piogge che hanno provocato 13 vittime, 5 scomparsi e la distruzione di oltre 1.700 abitazioni e infrastrutture. Fortunatamente, non è venuta meno la solidarietà dei cattolici: come sottolinea il vicedirettore della Caritas della Tanzania, padre Adalbert Donge, “la cosa più importante è l'amore per il popolo di Dio e l'apprezzamento della dignità di tutte le persone, indipendentemente dalle differenze di religione, ideologia politica ed etnia. Per questo, la Caritas locale cerca di mettere in pratica il messaggio evangelico esemplificato nella parabola del Buon Samaritano”. Un plauso all’operato della Chiesa cattolica è arrivato anche dalle istituzioni governative locali che hanno rimarcato come la Caritas sia stata “la prima a fornire assistenza alle vittime, in collaborazione con lo Stato”. (IP)

2 maggio - VIETNAM - Continua il lento ritorno alla quasi-normalità nella vita della Chiesa vietnamita 

In Vietnam continua il lento ritorno alla quasi-normalità nella vita della Chiesa, dopo la decisione del Governo annunciata lo scorso 22 aprile di allentare le misure anti-Coronavirus. Il Paese asiatico è, infatti, tra i pochi nel mondo che, pur essendo stato uno dei primi a registrare il virus uscito dai confini cinesi il 23 gennaio, è riuscito a contenerne la diffusione con appena 270 casi accertati, nessuno dei quali letale, grazie alle misure restrittive adottate da subito dalle autorità. Tra le diocesi vietnamite che stanno riprendendo le loro attività liturgiche e pastorali quella di Lang Son-Cao Lang che domenica 3 maggio, Festa del Buon Pastore, lancerà una Settimana speciale per la Riconciliazione intitolata “Sulle spalle del Pastore Gesù”, durante la quale i fedeli sono stati invitati partecipare a riti di contrizione e potranno confessarsi . I cattolici sono stati anche esortati ad intensificare le loro opere di carità a favore delle famiglie in difficoltà economiche a causa dell’emergenza e degli anziani e disabili che non hanno assistenza. Ieri la diocesi, la più piccola del Vietnam, con appena 6mila cattolici,  situata nell’estremo nord del Paese, ha festeggiato il primo maggio con il suono delle campane a distesa in tutte le sue 13 parrocchie e con una Messa speciale di ringraziamento per il superamento della pandemia. (LZ)

2 maggio - KENYA - Appello vescovi per donazioni e preghiere a sostegno vittime della pandemia

Un appello a tutti i cristiani ed a tutte le persone di buona volontà affinché sostengano le iniziative avviate in risposta all’emergenza sanitaria da coronavirus, aiutando così le vittime del Covid-19: a lanciarlo è la Conferenza episcopale del Kenya (Kccb), Paese africano in cui il virus ha provocato, al 29 aprile, 384 casi positivi, 14 morti e 129 guarigioni. La malattia è stata rilevata in 12 zone, ma le più colpite sono quelle di Nairobi e Mombasa. In una lettera diffusa in questi giorni sul sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell’Africa Orientale), dunque, il presidente della Kccb, l’Arcivescovo di Kisumu, Monsignor Philip Anyolo, insieme al Presidente della Caritas nazionale, l'Arcivescovo di Mombasa Monsignor Martin Kivuva, sottolineano che c'è un urgente bisogno di cibo e di sostegno finanziario per le persone vittime del virus.   Un invito alla preghiera, invece, lo lancia l'Arcivescovo di Nyeri, Monsignor Anthony Muheria, a tutte le religiose del Kenya per esortarle a rafforzare la vita in comunità e la crescita spirituale in questo tempo di pandemia.  (IP) 

2 maggio - AMERICA LATINA - Dall’Argentina al Venezuela, appello dei vescovi per i diritti dei lavoratori 

Dalla A di Argentina alla V di Venezuela, sono numerosi i vescovi dei Paesi dell’America Latina che hanno diffuso un messaggio in occasione del 1° maggio, San Giuseppe Lavoratore nonché Festa dei lavoratori. Tutti i presuli – o in video o con un testo scritto – hanno ribadito l’importanza di tutelare i diritti dei lavoratori e di dare priorità alla persona umana e non al capitale, sottolineando l’importanza di un salario equo e la necessità di sicurezze sociali adeguate. In tutti i messaggi, poi, emerge il difficile contesto in cui si lavora oggi: la pandemia da coronavirus, infatti, ha provocato l’aumento della disoccupazione ed ha colpito in particolare i lavoratori informali, già vulnerabili in partenza. Di qui, dalle diverse Chiese dell’America Latina arriva l’esortazione ai governi ed ai movimenti sociali affinché si attuinno misure adeguate per contrastare la crisi economica in corso, tutelando soprattutto le famiglie. Dai presuli anche un appello alla solidarietà tra la popolazione ed il ringraziamento alle tante categorie di operatori in prima linea contro il Covid-19. (IP)

2 maggio -  MYANMAR -  Vescovi prorogano fino al 15 maggio la sospesione delle Messe pubbliche

I vescovi del Myanmar hanno deciso di prorogare fino al 15 maggio la sospensione delle Messe e di tutte le attività pastorali aperte alla partecipazione dei fedeli che avrebbero dovuto riprendere il primo maggio. La decisione – riporta l’agenzia Ucanews - segue quella del Governo di estendere le misure restrittive contro il contagio per altre due settimane. Essa è stata annunciata ufficialmente dai due vescovi delle diocesi Pyay e Pathein, che hanno invitato i fedeli a continuare a seguire le celebrazioni on-line e a pregare e leggere la Bibbia in casa per altri 15 giorni.  Nei loro rispettivi messaggi, monsignor Alexander Pyone Cho e monsignor John Hsane Hgyi esortano i cattolici a rispettare le indicazioni delle autorità. Quindi anche i funerali e i matrimoni continueranno ad essere celebrati con la partecipazione riservata ai soli familiari. I fedeli potranno entrare in chiesa per pregare, ma a condizione di rispettare le norme di sicurezza. Ieri i vescovi birmani hanno celebrato nelle rispettive diocesi Messe per la festa di San Giuseppe Lavoratore dedicandole in modo particolare agli operatori sanitari impegnai in prima linea nella lotta alla pandemia. (LZ)

2 maggio - PARAGUAY - Paese consacrato alla Vergine di Caacupè: la benedizione del Papa

Apprezzamento, benedizione e preghiera: sono le tre parole che emergono dal breve messaggio che Papa Francesco ha inviato - tramite Monsignor Edgar Peña Parra, Sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato – alla Conferenza episcopale del Paraguay che nei giorni scorsi ha consacrato il Paese alla sua Patrona, la Vergine dei Miracoli di Caacupé. Esprimendo il suo apprezzamento per l’iniziativa, il Pontefice benedice tutti i fedeli e chiede loro “di pregare per lui e per i frutti del suo servizio al santo popolo di Dio”. Allo stesso tempo, il Papa invoca la “materna protezione della Madonna di Caacupé” sull’intera nazione. Il messaggio – informa il sito web della Conferenza episcopale del Paraguay – è indirizzato al presidente della Cep, Monsignor Adalberto Martínez Flores, ed è stato diffuso ieri, 1.mo maggio. La cerimonia di consacrazione del Paraguay alla Vergine di Caacupé si è tenuta il 3 aprile alle 17.00 ed ha avuto inizio con il suono all’unisono delle campane delle chiese di tutto il Paese. È seguita la preghiera comunitaria del Rosario, presieduta dal vescovo di Caacupé, Monsignor Ricardo Valenzuela Rios, e accompagnata on line da tutti i vescovi nelle rispettive sedi, dai sacerdoti, i seminaristi, i diaconi, i religiosi e le religiose, dai fedeli e dai migranti paraguayani nel mondo. (IP)

2 maggio - REGNO UNITO - Messaggio di speranza e vicinanza dei vescovi ai fedeli privati dei Sacramenti. Rispettare il confinamento 

“Un popolo che spera in Cristo ”: si intitola così il messaggio che i vescovi inglesi e gallesi hanno rivolto ieri ai fedeli a quasi sei settimane dall’inizio del lockdown nel Regno Unito. A firmarlo i cinque arcivescovi metropolitani dell’Inghilterra e del Galles, tra i quali il cardinale primate inglese, Vincenti Nichols, arcivescovo di Westminster. Di fronte ai lutti, ai cambiamenti drammatici nelle vite di tutti imposte dall’emergenza e alla grade incertezza sul futuro, il messaggio vuole rilanciare l’invito alla speranza nel Signore Risorto, ma anche esprimere la vicinanza di tutto l’Episcopato al “dolore” provato dai cattolici per l’impossibilità di pregare in chiesa e ricevere i Sacramenti a causa delle restrizioni contro il contagio. E tuttavia il messaggio ribadisce la necessità di agire con solidarietà in questo momento così critico per il Paese: “È giusto che la comunità cattolica faccia la sua parte per contribuire alla tutela della vita e del bene comune della società. Questo deve continuare – puntualizza - fino a quando le restrizioni applicate dal Governo non saranno revocate." A questo proposito i presuli precisano che l’Episcopato sta già studiando con le autorità preposte le modalità per la riapertura delle chiese ai fedeli. Nel Regno Unito, che con le sue 26.097 vittime al 28 aprile è diventato nel giro di poche settimane il terzo Paese al mondo in cifra assoluta per morti da Covid-19 dopo Stati Uniti e Italia, il Governo sta ancora studiando i tempi e le modalità della graduale attenuazione del confinamento che avverrà comunque dopo altri Paesi europei. (LZ)  

1 maggio - SLOVACCHIA – Fase 2. Il portavoce dei vescovi: “No a fughe in avanti. Bisogna avere pazienza”

“La ripresa dipenderà da quello che ci diranno gli esperti e dalle decisioni del governo”. Attraverso un documento ufficiale, il portavoce della Conferenza episcopale slovacca, p. Martin Kramara, mette fine alle notizie di una immediata ripresa delle attività pastorali e risponde alle insistenti richieste di riapertura delle chiese. “Siamo in diretto contatto con le autorità competenti. Quello che possiamo dire con certezza è che le misure restrittive non verranno di colpo cancellate. Quindi la dispensa dalla partecipazione alle messe rimane in vigore fino a quando ci sarà il divieto di assembramenti” chiarisce P. Kramara, invitando i fedeli alla pazienza, perché “dipenderà dal nostro comportamento se tali regole dovranno essere osservate ancora per molto”. I vescovi slovacchi, assicura il portavoce, si preoccupano e auspicano una pronta ripresa ma, spiega il sacerdote, “tengono conto dello stato della pandemia e ascoltano gli scienziati, molti dei quali sono fedeli e, come noi, hanno interesse a tornare a messa”.  (DD)

1 maggio - ROMANIA – Arcivescovo di Bucarest: “Educazione sessuale non obbligatoria. Scelta alle famiglie”

“L’educazione sessuale nelle scuole deve essere facoltativa e non obbligatoria. I genitori devono comunque dare il loro consenso”. In un documento ufficiale pubblicato sul sito della Conferenza episcopale rumena, l’arcivescovo di Bucarest e Presidente della Commissione per l'istruzione, Mons. Aurel Percă, critica l’approvazione di un recente emendamento alla legge di riforma della scuola che prevede l’inserimento nei programmi ufficiali delle scuole elementari l’educazione sessuale. “Decisioni del genere avrebbero dovuto coinvolgere tutte le parti sociali che ruotano attorno al mondo della formazione” scrive il presule, sottolineando che “Tra questi, ovviamente, c’è la Chiesa che ha la competenza e il dovere di potersi esprimere”. Secondo mons. Percă “Si tratta di un provvedimento che viola la libertà di scelta delle famiglie che sono, e rimangono, le principali responsabili dell’educazione dei propri figli. Solo su loro espressa richiesta, la scuola può attivare tali corsi. L’auspicio” conclude l’arcivescovo di Bucarest “è che la nostra voce venga ascoltata da coloro che si occupano della salute fisica e mentale dei nostri ragazzi”.  (DD)

1 maggio - PORTOGALLO - Festa dei lavoratori, occasione di riflessione sui problemi del dopo pandemia

“La vita dei lavoratori è profondamente cambiata a causa della pandemia. E’ cresciuta notevolmente l’incertezza e la preoccupazione. Penso soprattutto a tutti coloro che oggi sono disoccupati e temono per il loro futuro”. Il Coordinatore nazionale della Lega cattolica dei lavoratori (LOC), Américo Monteiro, ha scelto la giornata simbolo del primo maggio per mettere in guardia dalle ripercussioni che lo shutdown avrà nei confronti soprattutto dei precari e delle loro famiglie. “I primi ad essere allontanati saranno proprio quelli che ad oggi non godono di alcun diritto. Il virus inoltre ci ha rivelato che i numeri sulla disoccupazione sono molto più alti di quelli ufficiali” ha continuato il leader della LOC. Monteiro si è detto critico anche nei confronti dei provvedimenti del governo: “Le misure varate non soddisferanno mai le esigenze dei due milioni, tra disoccupati e saltuari, che vivono nel paese. A questi si aggiungono i tanti titolari di piccole e medie imprese che non sanno se ricominciare o meno”.  (DD)

1 maggio - BIELORUSSIA - Troppi contagi: l’esarca patriarcale Pavel esorta a rispettare le disposizioni per contenere la diffusione del coronavirus

L’esarca patriarcale di tutta la Bielorussia e metropolita di Minsk e Zaslavsky Pavel esorta vescovi, sacerdoti, diaconi religiosi e religiose ad osservare le misure decise dalle autorità civili per evitare la diffusione del coronavirus e a rispettare le disposizioni del patriarca Kirill. Al 30 aprile, si legge sul portale del Patriarcato di Mosca, sono 14mila i casi di Covid-19 registrati in Bielorussia e per contenere l’epidemia l’esarca patriarcale Pavel insiste perché vengano osservate le raccomandazioni degli esperti, purtroppo inascoltate nelle scorse settimane, con la conseguenza che si sono verificati numerosi contagi nel clero, fra religiosi, laici, operatori pastorali, parrocchiani, studenti delle scuole di teologia. In una dichiarazione l’esarca patriarcale Pavel sostiene che rispettando rigorosamente gli standard sanitari nelle chiese e nei monasteri, tutti possono non solo proteggere se stessi, ma anche gli altri e per questo ricorda che nelle chiese vanno mantenute le distanze di sicurezza e prese precauzioni. Ribadendo quanto affermato nei giorni scorsi dal patriarca Kirill circa le responsabilità del clero o dei superiori e superiore di comunità religiose, il metropolita di Minsk e Zaslavsky suggerisce poi, lì dove sussiste una difficile situazione epidemiologica, le celebrazioni senza fedeli, chiede di pregare soprattutto per quanti sono impegnati in prima linea nella lotta contro l’epidemia e per le anime dei defunti, e ancora perché Dio conceda a tutti pazienza, forza d’animo e fede. (TC)

1 maggio - MONDO - Il Coe lancia una campagna di sensibilizzazione alle violenze sessuali sui minori

Strumenti e risorse pratiche e spirituali per sacerdoti, pastori, responsabili per facilitare una discussione reale e per aiutare le Chiese a formare un mondo più sicuro per i bambini. Fanno parte della campagna lanciata dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe) “Uscire dall’ombra ed entrare nella luce” che vuole sensibilizzare sul problema degli abusi sessuali sui minori e fornire risposte per proteggerli, in particolare nel contesto dell’isolamento dovuto alla pandemia di Covid-19. Per il Coe le Chiese possono implementare misure preventive e sostenere le vittime, in particolare le più vulnerabili. “Mentre il mondo è alle prese con l’emergenza sanitaria, non dobbiamo dimenticare i bambini – ha dichiarato il segretario generale ad interim del Coe, padre Ioan Sauca –. Dotandoci di strumenti che ci consentono di riconoscere i segni, di parlarne e di denunciarli, possiamo tutti aiutare a proteggere i bambini da qualsiasi abuso traumatico, sia fisico che emotivo”. (TC)

1 maggio - COLOMBIA - Appello dei vescovi al cessate il fuoco e perché vengano meno le violenze nel Paese

Sono preoccupati i vescovi colombiani per l’acuirsi delle violenze in varie parti del Paese, dove operano regolarmente organizzazioni armate. “Siamo particolarmente allarmati dalla guerra senza quartiere condotta per il controllo dei collegamenti che fanno parte della macchina distruttiva del narcotraffico” si legge in un comunicato. Unita alla voce unanime di Papa Francesco e della Comunità Internazionale la conferenza episcopale chiede a tutte le organizzazioni armate illegali: “Fermate le dinamiche della violenza con la quale si ottiene solo sofferenza, povertà e morte! Chiediamo il cessate il fuoco e la fine di tutti scontri, che prevalgono le ragioni umanitarie e si favorisca l’attenzione ai bisogni fondamentali di tutti”. I presuli sottolineano che sono molte le comunità della Colombia che vivono situazioni estreme di povertà e che devono adesso anche affrontare la crisi sanitaria, economica e sociale causata dalla pandemia di Covid-19. A questa dura realtà, proseguono i vescovi, si aggiungono gli omicidi, il reclutamento forzato di minori, le estorsioni, ma anche gli attentati alla natura. Per questo i vescovi chiedono il cessate il fuoco e la fine di tutti scontri, che prevalgono le ragioni umanitarie e si favorisca l’attenzione ai bisogni fondamentali di tutti. L’emergenza che il mondo intero sta vivendo richiede solidarietà e aiuti per quanti stanno soffrendo, aggiunge il comunicato. Infine i presuli apprezzano le conseguenze positive del cessate il fuoco decretato dall’ELN in alcune comunità, esortano a porre fine alle guerriglie e assicurano che la Chiesa continuerà ad accompagnare e a servire la gente e a pregare e lavorare per la riconciliazione, oltre ad incoraggiare gli sforzi di persone e istituzioni per costruire ponti per la giustizia e la pace nel Paese. (TC)

1 maggio - PERÚ - La Chiesa mette in campo una piattaforma telefonica di supporto spirituale a livello nazionale

Per incoraggiare, sostenere e accompagnare quanti soffrono a causa della pandemia di Covid-19, la Conferenza episcopale peruviana lancia una Piattaforma di supporto spirituale a livello nazionale. Si tratta di un servizio telefonico, specifica un comunicato, che sarà offerto da 52 sacerdoti, 31 suore e 2 laici di varie giurisdizioni ecclesiastiche che risponderanno alle richieste di aiuto spirituale. In questo momento assai difficile, la Chiesa peruviana, con tale iniziativa, vuole ulteriormente avvicinarsi a chi soffre, come ha fatto il buon samaritano che ha curato e accompagnato nella guarigione l’uomo ferito incontrato sulla strada. I vescovi invitano i fedeli a usare responsabilmente i numeri di telefono di sacerdoti, religiosi e laici a disposizione sulla pagina web della Conferenza episcopale peruviana iglesia.org.pe e su quella dell’agenzia di stampa noticias.iglesia.org.pe. La Piattaforma non evade richieste di aiuti materiali poiché a tale scopo la Chiesa opera già attraverso la Caritas. (TC)

1 maggio - BRASILE - I vescovi chiedono il rispetto della vita e dei principi costituzionali, più solidarietà e cooperazione

“Di fronte alla più grave crisi sanitaria degli ultimi tempi e con un sistema sanitario al collasso, considerato che questo periodo assai difficile richiede più solidarietà e carità, è il momento di parole serene e atteggiamenti di pace, fede e speranza, rispetto per le leggi e la democrazia”: è quanto scrive in un messaggio la Conferenza episcopale brasiliana che ribadisce con forza il suo impegno per il Patto per la vita e per il Brasile. Con tale documento, il 7 aprile scorso, i vescovi stessi, insieme ad altre istituzioni, chiedevano il rispetto della dignità umana e l’impegno, attraverso il dialogo, soprattutto da parte del governo, nella ricerca di soluzioni per il bene comune e per i più poveri e vulnerabili. Nel messaggio datato ieri, i presuli esprimono perplessità e indignazione per le violente manifestazioni contro le misure di prevenzione del coronavirus, per le dichiarazioni di disprezzo per la vita da parte di pubblici ufficiali riguardo la morte da Covid-19 di migliaia di brasiliani e per gli attacchi all’ordine costituzionale. (TC)

30 aprile NIGERIA Mons. Kaigama (Abuja): contro la crisi solidarietà e unità, diffondere il Vangelo , non fake news

Nuovo appello alla solidarietà e all’unità in questi tempi di Coronavirus da monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja, in Nigeria, e presidente della Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale (Recowa-Cerao, ). Nell’omelia per la Messa della scorsa domenica, trasmessa in streaming sul suo profilo Facebook attraverso la piattaforma WowCatholic, il presule ha invitato i fedeli alla compassione e all’umanità, in particolare verso i più vulnerabili, osservando che il confinamento ha pesanti “conseguenze sociali”, compresi “fame, stress psicologico, violenza domestica e anche abusi”. Monsignor Kaigama ha inoltre sottolineato la necessità di mettere da parte le rivalità comunitarie che dividono la società nigeriana: “Non dobbiamo fomentare la discordia e la divisione, ma promuovere l'unità con i nostri fratelli e sorelle superando le rivalità etniche e tendendo la mano ai malati, agli anziani, ai disabili e ai diseredati abbandonati che rappresentano in un modo molto speciale Cristo", ha esortato.   (LZ)

30 aprile - RD CONGO Caritas Uvira: le vittime delle inondazioni hanno bisogno di aiuto urgente

(VN) – 30apr20 – Sono circa 100mila gli sfollati a causa delle inondazioni che hanno colpito la Repubblica democratica del Congo: lo afferma il direttore della Caritas diocesana di Uvira, padre Dominic Mulumeoderhwa, ribadendo che le persone hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata. Nel Paese, infatti, le piogge torrenziali iniziate la settimana scorsa hanno provocato inondazioni improvvise in diverse Province orientali. Inizialmente si è parlato di oltre 52 morti, ma con le segnalazioni di molte persone ancora disperse, un resoconto preciso richiederà ancora del tempo. Tra le zone più colpite, la città di Uvira, popolata da più di 450 mila abitanti. Due ponti che collegano il centro urbano sono stati spazzati via dalle acque, e la città è rimasta isolata dal resto del Paese. Secondo i residenti, l'acqua continuava ad entrare nelle case e ad arrivare nelle strade. L’inondazione ha spazzato via la gente, soprattutto bambini, ed ha travolto case, scuole, chiese e negozi, tutti gravemente danneggiati. La rete stradale, già fragile, è stata erosa. Inoltre Uvira, situata al confine con il Burundi, era già stata chiusa a causa del coronavirus e messa in quarantena per prevenire i contagi. (IP)

30 aprile - REPUBBLICA DOMINICANA  Padre Legua: la carità continua a essere il segno della nostra Chiesa

“Il segno della Chiesa nella storia è sempre stata ala carità e guai che non fosse così!”. Scrive così in una lettera riportata sul sito dell’Episcopato dominicano, padre Domingo Legua, del Vicariato della Pastorale Sociale di Santo Domingo, in cui fa il punto sulle varie iniziative intraprese durante la pandemia di Coronavirus in corso. “Le azioni della Chiesa sono discrete e prudenti: non sempre dice quello che fa, seguendo così l'insegnamento del suo Signore: ‘non lasciate che la vostra mano destra sappia quello che fa la vostra mano sinistra’. Questo la Chiesa lo ha sempre fatto e continua a farlo – ha proseguito -  conosco lo sforzo che i responsabili della Pastorale Sociale della Caritas in tutte le diocesi del nostro Paese stanno facendo. Con fatica e lavoro, cercando sempre di assistere al meglio le nostre persone più vulnerabili, pur sapendo che tutto è poco nella situazione che il Paese sta attraversando in questo momento”. (RB)

30 aprile - BOLIVIA Sacerdoti e seminaristi portano pasti in strada ai senzatetto di La Paz

Si chiama “Pentola solidale” l’iniziativa che coinvolge seminaristi e sacerdoti del Seminario Maggiore di San Jerónimo a La Paz, capitale delle Bolivia, che durante la settimana portano il pranzo ai senzatetto che vivono per strada. Questa iniziativa, raccontata dal sito Bolivia Missionaria collegato con la Conferenza episcopale boliviana, è stata intrapresa quando, a causa della pandemia da Coronavirus, la vicina mensa della carità san Callisto ha avuto difficoltà a continuare il suo servizio. All'appuntamento, che si rinnova ogni giorno dal lunedì al venerdì, alle 11, nella piazza Riosinho, arrivano circa 100 persone, soprattutto anziani e senzatetto, a ricevere il pranzo, cucinato e servito dai seminaristi stessi. (RB)

30 aprile - PORTOGALLO Il Pellegrinaggio nazionale degli accoliti portoghesi si svolge in modalità virtuale

Sarà un pellegrinaggio virtuale quello celebrato il primo maggio dagli accoliti del Portogallo al Santuario di Fatima. A causa della pandemia del Coronavirus, il Santuario è ancora chiuso, ma la direzione del Servizio nazionale degli accoliti (Sna) non ha voluto mancare questo importante appuntamento. Così, ottemperando alle direttive delle autorità sanitarie portoghesi e d’accordo con la Conferenza episcopale e con la sua Commissione per le liturgia, ha deciso di proporre in alternativa, un “pellegrinaggio interiore” al Santuario di Vila Viçosa nell’arcidiocesi di Évora, dove sarà celebrata una Messa a distanza da monsignor Francisco Senra Coelho.. Secondo quanto annunciato il 20 aprile dal Primo Ministro portoghese António Costa, in Portogallo le funzioni religiose pubbliche dovrebbero riprendere gradualmente nel mese di maggio. (LZ)

30 aprile - LIBANO Patriarca Bechara Raï ricevuto oggi dal presidente Aoun: appello al dialogo per risolvere la crisi (VN) Un appello al dialogo per risolvere la crisi politica del Libano è stato lanciato dal Patriarca di Antiochia dei Maroniti, Béchara Boutros Raï, che oggi, 30 aprile, è stato ricevuto nel Palazzo presidenziale dal Capo dello Stato, Michel Aoun. Nel Paese dei Cedri, infatti, le proteste dei cittadini contro il crollo della valuta nazionale e la crescita esponenziale dell'inflazione proseguono da mesi, provocando anche morti e feriti. Negli ultimi quattro giorni, si sono registrati scontri in particolare a Tripoli e a Saida, dove i manifestanti hanno attaccato alcune filiali della Banca Centrale. Di fronte a tutto questo, il Patriarca Raï ha esortato alla calma ed al dialogo: “Non accettiamo quello che stiamo vedendo, cioè attacchi alla proprietà privata e pubblica – ha affermato, citato dalla testata ‘L’Orient-Le Jour’ – Sosteniamo la necessità di un governo perché il Paese non può vivere nell’instabilità, privo di istituzioni”. “Invito tutti ad ascoltarsi l’uno l’altro – ha aggiunto il Patriarca maronita – con l’obiettivo di difendere l’intero Paese” e non gli interessi del singolo. (IP)

30 aprile - KAZAKHSTAN Arcivescovo Peta: contro epidemia, serve società solidale

Il virus Covid-19 ha raggiunto anche il Kazakhstan, dove si registrano oltre 3mila casi positivi e 25 decessi. Fortunatamente, la popolazione ha reagito mettendo in atto un forte “spirito di solidarietà”: lo afferma, in un’intervista all’agenzia cattolica polacca Kai, Monsignor Tomasz Peta, Arcivescovo metropolita di Maria Santissima in Astana. “Il popolo di questo Paese è abituato a periodi difficili della storia, come ai tempi dello stalinismo – afferma il presule – Dunque, l’epidemia suscita grande ansia sociale, ma le persone si mostrano solidali le une con le altre”. Al momento anche in Kazakhstan, come nel resto del mondo, “sono state poste severe restrizioni alla mobilità delle persone ed alle attività lavorative. Siamo in stato di emergenza – sottolinea l’Arcivescovo – Le città sono in quarantena, le scuole e le università operano tramite la didattica a distanza, le persone si spostano solo per comprovate necessità”. Ma nonostante tale “difficile situazione”, “la Chiesa cattolica in Kazakistan è ancora viva – ribadisce il presule - I fedeli partecipano ugualmente alla Messa ed alle altre celebrazioni attraverso le risorse mediatiche”. (IP)

30 aprile - BRASILE #coronavirus Primo Maggio. La Pastorale operaia: ora più che mai precarietà è schiavitù di oggi

“Il 1° maggio 2020, come tutte le altre celebrazioni di questo periodo di quarantena, ha una caratteristica diversa dalle altre. Forse è la prima volta nella storia, dal 1886, che questa data non avrà manifestazioni per le strade o pellegrinaggi". Scrive così la Pastorale operaia della Conferenza episcopale brasiliana alla vigilia della Festa del Primo Maggio, in un messaggio pubblicato sul sito dell’Episcopato. La Pastorale ha preparato, come di consueto, un sussidio per lo studio, l'interazione nella famiglia e nelle reti sociali: "Il ricordo della Giornata internazionale dei lavoratori di quest'anno sarà nelle nostre case, con le nostre famiglie e nei social network. Mentre gli altri che lavorano saranno a servizio della vita", scrive. (RB)

30 aprile - ANTILLE  Vicepresidente Vescovi: in tempo di sfida, servono giustizia e misericordia

“In tempo di sfida, servono giustizia e misericordia”: lo scrive Monsignor Charles Jason Gordon, vicepresidente della Conferenza episcopale delle Antille (Aec), in una riflessione pubblicata sul sito web dei vescovi locali. “La misericordia è al centro della rivelazione di Gesù Cristo – afferma il presule – Ma per fare misericordia dobbiamo prima fare giustizia, ovvero dare a Dio e al prossimo ciò che gli è dovuto”. Di qui, l’invito del presule a praticare le opere di misericordia, sia spirituali che corporali, in quanto esse “non sono solo ciò che ci si aspetta dal cristiano, ma sono un criterio di salvezza”. Guardando, poi, al drammatico contesto sociale provocato dalla pandemia da coronavirus, Monsignor Gordon afferma: “Molte persone che tre settimane fa erano in grado di mantenere le loro famiglie, ora sono in difficoltà e non riescono a vedere un futuro. Ai tassisti, ai commercianti, ai lavoratori settimanali è stato chiesto di rimanere a casa senza reddito per tre settimane e ora sono i nuovi poveri”. “Come Chiesa - ribadisce il vicepresidente dell’Aec - dobbiamo essere solidali con loro in questo momento così difficile”. (IP)

30 aprile - TOGO Mons. Alowonou (presidente dei vescovi): la crisi stimolo per la fede e a una maggiore solidarietà 

Tra gli effetti “positivi” della pandemia del Coronavirus potrebbe esservi una accresciuta solidarietà intra-ecclesiale. Questo almeno l’auspicio espresso in un’intervista all’agenzia di stampa della Recowa-Cerao, la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale, dal presidente della Conferenza episcopale del Togo, monsignor Benoît Alowonou, vescovo di Kpalimé. Nell’intervista il presule parla degli impatti negativi delle misure adottate per contenere il contagio sulla vita della Chiesa togolese, ma non solo. “La chiusura delle chiese- afferma – ha creato un senso di isolamento tra i cristiani. La vita della Chiesa è comunitaria e non si può fare tutto in casa”, afferma. Un altro aspetto negativo particolarmente risentito – aggiunge - riguarda l’organizzazione dei funerali: “La tumulazione senza né famiglie né amici sono motivo di grande frustrazione e tristezza”. Anche le celebrazioni della Settimana Santa a porte chiuse hanno creato disagio , ma a fronte di ciò l’emergenza ha avuto anche effetti positivi sulla vita di fede: “La riscoperta della preghiera personale e familiare hanno permesso di vivere la grazia della Chiesa domestica e fa intravedere altri modi di essere Chiesa in attesa di tempi migliori”, afferma monsignor Alowonou. (LZ)

30 aprile -  NUOVA ZELANDA I premi Delargey a cinque cattolici che lavorano nella Pastorale giovanile

Sono cinque cattolici da sempre impegnati nell’ambito della Pastorale giovanile, i vincitori di quest’anno del Premio Delargey. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato ogni due anni in ricordo del cardinale Reginald Delargey (1914-79), noto per la sua opera in favore dei giovani cattolici della Nuova Zelanda.  "I premi sono un'opportunità per riconoscere il lavoro di molte persone meravigliose nelle nostre parrocchie e diocesi che sostengono instancabilmente i giovani in molti modi diversi", ha detto monsignor Patrick Dunn, vescovo di Auckland. (RB)

30 aprile - GABON  Commissione episcopale laici, famiglia e vita: la condivisione, punto di partenza per una vera conversione

“La condivisione è il punto di partenza per una vera conversione”: lo afferma Monsignor Eusebius Chinekezi Ogbonna Managwu, vescovo di Port-Gentil, in Gabon, nonché presidente della Commissione episcopale locale per l’Apostolato laico, la famiglia e la vita. In un breve messaggio pubblicato sul sito dei vescovi del Gabon (Ceg), il presule invita i fedeli a pregare “per tutti i figli di Dio, specialmente per i vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le suore, i seminaristi, i movimenti ecclesiali, le comunità laiche e gli altri uomini di Dio”, affinché “si distacchino, come Gesù Cristo, non solo dalle cose terrene, ma anche dai beni materiali, dalla futilità e dalle inutili rivalità”. L’obiettivo è quello di “mettere tutto in comune, di condividere, sull’esempio delle prime comunità cristiane”. “Credo che il distacco, il mettere in comune e la condivisione – continua Monsignor Ogbonna Managwu – siano il punto di partenza per la vera conversione”. Questi “tre valori”, infatti, “ci avvicinano a Dio, ci fanno assomigliare a Cristo Gesù e ci pongono sotto la guida dello Spirito Santo”. “Perseveriamo dunque in questa preghiera”, conclude il presule. (IP)

30 aprile - REGNO UNITO Nuove linee guida dei vescovi per aiutare le parrocchie a sostenere le vittime degli abusi domestici

"Ogni persona ha il diritto di vivere la propria vita senza violenza, abuso, intimidazione e paura". Queste le parole del vescovo John Sherrington, a capo del Domestic Abuse Group della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, che ieri ha pubblicato alcune linee guida per aiutare le parrocchie a sostenere le vittime degli abusi domestici durante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19. Dall’inizio del blocco, infatti, - si legge sul sito web dell’Episcopato -, avvenuto il 23 marzo scorso, si è registrato un aumento del 49% delle chiamate e delle richieste di aiuto online relative ad abusi domestici. Il vescovo Sherrington ha sottolineato nel comunicato quanto le parrocchie possano giocare un ruolo importante nella lotta contro il flagello degli abusi domestici, specialmente in questo tempo di pandemia, in cui si registrano dati scioccanti. (AP)

30 aprile POLONIA Volontari di diversi ordini religiosi in prima linea per combattere la pandemia

Aumenta la risposta dei volontari appartenenti agli ordini e alle congregazioni religiose in Polonia che aiutano i professionisti nella lotta all’epidemia da Coronavirus: negli ultimi giorni 40 in più si sono registrati negli appositi elenchi, comunica un articolo pubblicato sul sito dei vescovi della Polonia. Questi volontari, durante la notte, sono pronti a recarsi in luoghi specifici in cui ci sono persone che hanno bisogno di aiuto diretto. Si tratta di una risposta eccezionale all'appello del presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori degli Ordini religiosi maschili, fra’ Janusz Soka, che il 20 aprile scorso ha incoraggiato i religiosi a fare volontariato nei Centri di assistenza sociale. "Ci è stato chiesto seriamente di formare un gruppo di volontari religiosi pronti ad aiutare nella cura dei malati nelle case di cura. Come sappiamo, in alcuni luoghi della Polonia c’è un estremo bisogno di volontari", ha scritto p. Janusz Sok nell’appello a cui hanno risposto, tra gli altri, salesiani, redentoristi, salvatoriani, comboniani, missionari oblati, carmelitani, francescani, benedettini, cappuccini, clarettiani, missionari del Preziosissimo Sangue.(RB)

30 aprile - FILIPPINE Videomessaggio del cardinale Tagle ai marittimi: "Non siete soli"

“Non siete soli. Siamo con voi nelle vostre preoccupazioni, nelle vostre paure, nelle vostre apprensioni. Ora siamo una sola famiglia. E se un giorno sentirete di essere soli, pensate che nelle mani di Dio e nella nostra fraternità, solidarietà, aiuto reciproco (pagdadamayan), siamo una cosa sola: un solo mondo, una sola famiglia. Per questo siete nelle nostre preghiere, compresi i vostri cari”. Così il cardinale Luis Antonio Tagle, prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, il 27 aprile, in un videomessaggio ai marittimi filippini, pubblicato da don Bruno Ciceri, direttore di Stella Maris, sulla pagina Facebook dell’organizzazione cattolica al servizio dei marittimi, dei pescatori e delle loro famiglie in tutto il mondo. Nel messaggio il Cardinale invia, in questo tempo pasquale, gli auguri di una buona Pasqua e assicura a tutti i marittimi, compresi quelli che lavorano nel settore della pesca - che sempre si trovano ad affrontare pericoli, tempeste e mancanza di certezze -, il suo sostegno e le sue preghiere in questi tempi incerti dovuti alla pandemia di coronavirus. Tempi che “impediscono alle persone di entrare in molti posti”, e tempi in cui “le vostre famiglie sembrano essere in prigione”. (AP)

 30 aprile - SPAGNA “Fase 2”. Vescovi: lavorare con speranza e comunione, promuovendo la carità

In Spagna, sarà suddivisa in quattro momenti la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus: secondo il programma stabilito dal premier Pedro Sanchez, le misure restrittive anti-contagio vengono allentate progressivamente, con riaperture asimmetriche delle attività in quattro fasi, ciascuna della durata di due settimane, a seconda delle regioni. A fine giugno, poi, si prevede che il Paese entrerà in una “nuova normalità”. Per questo, il Comitato esecutivo della Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha pubblicato, sul proprio sito web, una nota rivolta a “tutta la società spagnola”. Nel documento, i presuli ringraziano Dio per il fatto che la pandemia sia “sotto controllo” e che si possa pensare alla ripresa delle “attività abituali della vita comune, anche se con riserve e precauzioni”. “Dopo questo momento di dolore e sofferenza per la morte di persone care e per i gravi problemi di salute, sociali, economici e occupazionali – si legge nel testo - dobbiamo affrontare questa situazione con speranza, favorendo la comunione e sentendoci chiamati ad esercitare la carità personale, politica e sociale”. (IP)

30 aprile - REGNO UNITO L’invito di Monsignor O’Toole: essere tutti come Cristo Servo del prossimo

In un messaggio pastorale indirizzato alla propria comunità e pubblicato sul sito dell’Episcopato britannico, il vescovo di Plymouth, monsignor Mark O'Toole, è tornato a parlare della pandemia di Coronavirus in corso, raccontando anche la propria esperienza personale: quella del ricovero della propria madre per Covid-19, elogiando l’amore e le cure che questa ha ricevuto. "Sono i medici, gli infermieri, gli addetti alle pulizie, gli assistenti, il Cappellano cattolico e il personale di sostegno, che in questi giorni stanno presentando il volto di Cristo Servo alla nostra famiglia", ha scritto il presule, sottolineando i numerosi atti di servizio amorevole che si stanno compiendo in tutto il Paese, nel raggiungere le persone isolate e più vulnerabili, celebrando in questo modo la fede in modo molto concreto. Atti d'amore che vanno dalla chiamata o dalla visita ai più fragili, al sostegno pratico per gli acquisti, fino alla consegna di cibo a domicilio alle famiglie povere in cui vivono bambini. (RB)

30 aprile - KENYA La Chiesa in Africa piange la morte Silas Silvius Njiru, secondo vesvovo africano vittima del #Coronavirus

La Chiesa in Africa piange la morte di un altro vescovo vittima del Covid-19. Si tratta di Silas Silvius Njiru, vescovo emerito della diocesi di Meru in Kenya, morto il 28 aprile all’età di 91 anni all’ospedale di Rivoli, in Piemonte, dove risiedeva da tempo. A darne notizia è stato il segretario generale dei Missionari della Consolata padre Pedro Jose da Silva Luoro in un comunicato ripreso dal sito della Recowa-Cerao, la Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale. Nato a Meru nel 1928 e ordinato sacerdote nel 1955, nel 1976 monsignor  Njiru era stato nominato alla guida della diocesi della stessa città che aveva retto fino al 2004. È il secondo vescovo africano a perdere la vita per il Covid-19 e il terzo a contrarre il virus. Il 15 aprile è morto all’età di 82 anni monsignor Gérard Mulumba, vescovo emerito di Mweka, nella Repubblica Democratica del Congo. (LZ)

30 aprile - AUSTRALIA Una borsa di studio per studenti aborigeni dall’arcidiocesi di Sydney

Attraverso il servizio Cathnews legato alla Conferenza episcopale dell’Australia, l’arcivescovo di Sydney, monsignor Anthony Fisher ha annunciato che l’arcidiocesi, attraverso l’Università di Notre Dame Australia, metterà a disposizione una borsa di studio da destinare agli studenti meritevoli di etnia aborigena e agli studenti delle Isole dello Stretto di Torres. La somma a disposizione è pari a 2500 dollari australiani annuali, rinnovabili per un massimo di tre anni di copertura degli studi universitari. Ne potranno far richiesta fino a quattro studenti e si comincerà ad assegnarle dal luglio di quest’anno. La borsa di studio è intitolata a Elsie Heiss, attuale ministro aborigeno di etnia Wiradjuri, che tanto si è spesa per quelle popolazioni promuovendo la riconciliazione tra gli australiani indigeni e non indigeni. (RB)

30 aprile - IRAQ Allarme del Cardinale Sako: il futuro del Paese è “spaventoso”, preoccupazione tra i cristiani

Sembra che “l’Iraq sia solo una questione geografica e non un problema di persone sofferenti”: lo ha scritto, in questi giorni, il Cardinale Louis Raphael Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, in una nota diffusa sul sito del Patriarcato caldeo. “Sembra che l’Iraq non sia un tema da affrontare nell’agenda delle forze politiche in generale – ha scritto il porporato – e che i cittadini non meritino di essere oggetto di attenzione”. Di qui, l’appello a rilanciare il Paese attraverso un governo nazionale caratterizzato da “integrità, patriottismo, imparzialità e lealtà”, grazie a politici che restino lontani da “ambizioni personali o di parte” e che sappiano, al contrario, compiere i loro sforzi per “far rivivere il Paese e porsi al servizio dei suoi figli”. “È un sogno, ma speriamo che si avveri”, ha detto il Patriarca. (IP)

30 aprile - PARAGUAY #coronavirus I vescovi presentano al governo un protocollo che consente ai fedeli di tornare a Messa

I vescovi del Paraguay hanno presentato un protocollo al ministro della Salute, Julio Mazzoleni - si legge sul sito web dell’Episcopato -, per tornare a celebrare le Messe, che sono state sospese a causa della quarantena stabilita dal governo per fermare la diffusione del coronavirus. In una lettera, i presuli chiedono di includere gli atti di culto e l’assemblea dei fedeli nel piano di “quarantena intelligente” del governo, che partirà dal 4 maggio, permettendo la riapertura graduale di diversi settori. Martedì, i vescovi hanno incontrato il ministro Mazzoleni, per discutere e riflettere sull’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19 che sta colpendo il Paese e nell’occasione gli hanno presentato una lettera con la proposta di un protocollo che consente la partecipazione dei fedeli alle funzioni religiose. (AP)

30 aprile - POLONIA #coronavirus Richiesta interreligiosa al governo: più edifici di culto per mantenere la distanza di sicurezza nella Fase 2

Se la Fase 2 impone ai fedeli, per partecipare a una funzione all’interno di un luogo di culto, una distanza tale da consentire solo una persona ogni 15 metri quadri, c’è bisogno di più edifici per pregare: questo, in sostanza, il contenuto della lettera inviata al governo dalla Chiesa cattolica, dal Consiglio ecumenico polacco –che comprende sette confessioni cristiane – e dall’Unione religiosa musulmana. Lo si legge sul sito della Conferenza episcopale della Polonia: tra i firmatari della lettera, infatti, il presidente dei vescovi polacchi, monsignor Stanisław Gądecki. La richiesta, indirizzata al Primo ministro Mateusz Morawiecki, è quella di modificare tale limitazione, in modo di non lasciare nessuno fuori dai riti, neppure nelle comunità che hanno a disposizioni edifici più piccoli: "Una possibilità è quella di differenziare il numero di persone consentito per area, come nel caso dei negozi, ad esempio nei locali di culto religioso fino a 100 m2, cioè una persona per 6 m2, e nelle aree più grandi una persona per 9 m2". (RB)

30 aprile  COLOMBIA 3 maggio, Giornata riconciliazione nazionale. Vescovi: diventiamo tutti operatori di pace!

La Chiesa cattolica della Colombia si prepara a celebrare domenica prossima, 3 maggio, la “Giornata della riconciliazione”. L’evento è il frutto del viaggio apostolico di Papa Francesco nel Paese: l’8 settembre 2017, infatti, il Pontefice ha presieduto a Villavicencio un “Grande Incontro di preghiera per la Riconciliazione Nazionale” a partire dal quale la Conferenza episcopale colombiana ha deciso di istituire un’apposita Giornata da celebrarsi ogni anno. Obiettivo dell’iniziativa – si legge sul sito dei vescovi – è far sì che, “attraverso la preghiera, la riflessione e l'incontro, si possano sperimentare l'amore e la misericordia di Dio Padre che ci accompagna e riconciliarsi così con se stesso, con i fratelli e con la casa comune”. L’appello dei presuli dunque è a “diventare tutti operatori di pace”. (IP)

30 aprile - BELGIO Allo studio dei vescovi la ripresa delle Messe pubbliche. La delusione dei vescovi francesi e svizzeri per il rinvio a giugno

Anche i vescovi belgi stanno studiando come organizzare la ripresa delle Messe con la partecipazione dei fedeli, sospese lo scorso mese di marzo a causa della pandemia del Coronavirus. La questione è stata al centro di una riunione in video-conferenza il 28 aprile durante la quale i presuli hanno espresso il desiderio di riprendere le liturgie pubbliche in concertazione con i responsabili di tutti i culti, le autorità federali e locali. “I vescovi sono particolarmente sensibili al desiderio spesso espresso di poter partecipare nuovamente di persona alle celebrazioni”, sottolinea un comunicato della Conferenza episcopale citato dall'agenzia della Chiesa belga Cathobel. In ogni caso – si precisa - dovranno essere rispettate le norme per protezione della salute che è “responsabilità di tutti”. Nel comunicato i vescovi fanno sapere che sono in corso contatti con le varie istituzioni di governo del Paese per chiedere l’integrazione graduale della ripresa delle celebrazioni nelle linee generali definite dalle autorità il 24 aprile. La riapertura delle celebrazioni al pubblico è allo studio anche  dell'Episcopati svizzero e francese, ambedue deluse per il rinvio a giugno della ripresa delle Messe pubbliche deciso dai rispettivi governi. (LZ)

29 aprile - STATI UNITI Nuovo rapporto della Uscirf sulla libertà religiosa nel mondo : peggiora l'India, migliora il Sudan

Peggioramenti, ma anche segnali positivi sul fronte della libertà religiosa nel mondo. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto annuale della U.S. Commission on International Religious Freedom (Uscirf), la speciale Commissione indipendente istituita 22 anni anni FA presso il Dipartimento di Stato fa per consigliare il Governo e il Congresso degli Stati Uniti su come promuovere la libertà religiosa a livello internazionale. Il Rapporto, diffuso il 28 aprile, inserisce nella lista dei "Paesi di particolare preoccupazione" (Countries of Particular Concern, CPC), ossia quelli dove avvengono le vessazioni “più sistematiche, continue e gravi”, 14 nazioni. Queste comprendono nove Paesi già classificati lo scorso dicembre dal Dipartimento di Stato come Cps: Cina, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Pakistan, Arabia Saudita, Tajikistan e Turkmenistan, più altri cinque India, Nigeria, Russia, Siria e Vietnam. Tra le novità più significative rispetto all’anno scorso, figura il declassamento dell’India che, per la prima volta dal 2004, figura nella lista dei CPC. Per altro verso, la Commissione registra invece miglioramenti in diversi altri Paesi, tra i quali spicca il Sudan. Miglioramenti che i relatori giudicano “incoraggianti”: ”Anche se in altre nazioni la situazione è peggiorata, nell’insieme il trend della libertà religiosa a livello internazionale sta migliorando”, ha evidenziato il presidente del Uscirf Tony Perkins. (LZ)

29 aprile - MALTA Caritas. Preoccupazione per uso “ricreativo” della Cannabis

Preoccupazione è stata espressa dalla Caritas per l’eventuale legalizzazione ad uso cosiddetto “ricreativo” della cannabis. “L’esperienza del fumo e dell’alcol ci insegnano che quando l’assunzione di una sostanza nociva al nostro organismo viene consentita, automaticamente raggiunge chiunque” si legge nel comunicato Caritas che, insieme a Sedqa Agency, Oasis Foundation e la Malta Psychiatric Association, ha voluto manifestare, attraverso un comunicato pubblicato sul sito dei vescovi, la sua contrarietà perché con la legalizzazione “si avrà certamente un aumento dei consumi ed un calo di percezione della pericolosità di questa droga”. Molti genitori sono preoccupati, sottolinea il comunicato, per i propri figli perché “si tratta di una sostanza dannosa che potrebbe aprire la strada a droghe più pesanti”. (DD)

29 aprile -  SVIZZERA Misure per gli indigenti  insufficienti. Caritas più aiuti per chi è a rischio povertà  

“Chi vuole riconoscere gli effetti più gravi della crisi del Coronavirus, deve guardare prima di tutto alle persone bisognose e al ceto medio-basso”. È quanto afferma la Caritas svizzera in un appello rivolto al Parlamento e al Consiglio federale in cui chiede aiuti più consistenti per le categorie sociali maggiormente esposte alle conseguenze economiche della pandemia.  Nel comunicato si sottolinea che gli indigenti e coloro che vivono appena sopra la soglia di povertà non dispongono né delle risorse finanziarie, né delle della resilienza necessaria per fare fronte alla nuova crisi e che essa ha drasticamente peggiorato le loro condizioni di vita: “La gente che prima riusciva a malapena a sostenersi da sola, ora rischia di cadere nella povertà”. Circa un milione di persone sono in questa situazione nella Confederazione. Secondo l’organizzazione caritativa elvetica, il pacchetto di misure del Consiglio federale presenta “gravi lacune” proprio per queste categorie, con conseguenze drammatiche. (LZ)   

29 aprile - TIMOR EST Una task-force pastorale per portare aiuti materiali e spirituali alla popolaziione. Il Governo proroga le restrizioni

 L’arcidiocesi di Dili, a Timor Est, ha costituito una speciale task-force pastorale per portare assistenza materiale e spirituale alle persone in difficoltà a causa della pandemia del Coronavirus. La nuova iniziativa è stata annunciata il 28 aprile dall’arcivescovo di Dili Virgilio do Carmo da Silva durante un incontro con il Primo Ministro José Maria Vasconcelos e segue la decisione del Premier di prorogare di altri 30 giorni delle restrizioni disposte il 21 marzo contro il contagio, dopo il primo caso sul territorio. La speciale task-force è composta da una dozzina tra sacerdoti e religiose con competenze in psicologia e medicina e lavorerà in stretta collaborazione con la Caritas locale per la distribuzione di aiuti. La squadra - spiega all’agenzia Ucanews il responsabile, padre Angelo Salsinha - sarà inoltre supportata da diverse religiose negli ospedali che porteranno anche sostegno spirituale ai pazienti. Monsignor Carmo da Silva ha precisato che per fare fronte all’emergenza i vescovi hanno deciso anche di destinare i fondi offerti dalla Chiesa coreana per la costruzione di una nuova nunziatura a Timor Est all’acquisto di beni di prima necessità  per le famiglie pIù bisognose. (LZ)

29 aprile - PORTOGALLO 27.ma Settimana della vita. Messaggio vescovi: la fragilità umanizza la vita

“La fragilità umanizza la vita”: questo il tema scelto dai vescovi del Portogallo per celebrare la 27.ma Settimana della vita, in programma dal 10 al 17 maggio. Una ricorrenza particolarmente rilevante, quest’anno, a causa della pandemia da coronavirus. Per l’occasione, la Commissione episcopale dei Laici e della famiglia ha diffuso appositi sussidi liturgici e materiale informativo che partono dall’episodio della visita di Maria alla cugina Elisabetta, narrato dai Vangeli. “Una giovane donna che si mette in viaggio per andare a prendersi cura di una donna anziana e bisognosa – si legge nei sussidi – è l’esempio di quanto l’esperienza della pandemia richieda ascolto e attenzione agli anziani, all’interno della società e della Chiesa”. (IP)

29 aprile - REPUBBLICA CECA Monsignor Graubner eletto nuovo presidente della Conferenza episcopale

 Monsignor Jan Graubner, arcivescovo di Olomouc e metropolita della Moravia, è il nuovo presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Ceca, eletto dai vescovi nella plenaria. L'arcivescovo Graubner aveva già ricoperto questo ruolo per un decennio – dal 2000 al 2010 - mentre negli ultimi anni ne è stato il vicepresidente, carica che ora sarà ricoperta dal vescovo di Hradec Králové, monsignor Jan Vokál. “Oggi la situazione è diversa rispetto a vent'anni fa, quando ho accettato per la prima volta questo servizio – dichiara in un’intervista ripresa dal sito dell’Episcopato ceco -  allora eravamo ancora un contesto post-rivoluzionario; oggi le nuove sfide non sono solo nel campo della pastorale, che è la nostra missione principale, ma anche nel campo economico, ma forse è sotto questa pressione che emergeranno nuove cose e ci avvicineremo e cresceremo di più in relazione con il Signore”. (RB)

29 aprile - BRASILE La campagna “È tempo di prendersi cura” sta mobilitando migliaia di donazioni in tutto il Paese

La campagna di solidarietà “È tempo di prendersi cura” lanciata dalla Conferenza episcopale del Brasile la domenica di Pasqua dimostra che la forza trainante per ridurre gli impatti della crisi pandemica sta, di fatto, trasformando la solidarietà. Durante le ultime due settimane, si legge sul sito dell’Episcopato, l'azione di solidarietà "È tempo di prendersi cura" ha ricevuto donazioni di cibo non deperibile e materiale igienico attraverso le comunità ecclesiali in tutte le regioni del Brasile. I materiali raccolti vengono distribuiti per alleviare l'instabilità socio-economica della popolazione più esposta alla pandemia. In due settimane – informano i vescovi - le donazioni in tutto il Brasile sono state pari a 49.064 kg di prodotti alimentari; 22.738 unità di kit per l'igiene; 20.449 unità di abbigliamento e calzature; 4.448 unità di dispositivi di protezione individuale e 3.011 unità di altri utensili, come mobili e attrezzature varie. Nonostante il successo delle prime due settimane, però, molte famiglie rimangono ancora senza assistenza: per questo motivo, la seconda fase della mobilitazione vuole rafforzare ulteriormente le numerose iniziative di solidarietà in tutto il Paese di fronte alla pandemia di Covid-19. (RB)

29 aprile - ARGENTINA Il 3 maggio consacrazione e supplica dei vescovi di Corrientes alla Vergine di Itatí

Domenica 3 maggio, nel Santuario della Santa Croce dei Miracoli, alle ore 16.00, l'arcivescovo di Corrientes, monsignor Andrés Stanovnik, assieme ai vescovi delle diocesi di Goya e Santo Tomé - suffraganee dell’arcidiocesi di Corrientes -, durante la Messa, consacreranno la provincia alla sua patrona e protettrice, la Tenera Madre di Itatí, e le rivolgeranno una supplica affinché ponga “fine alla pandemia di coronavirus e alla dengue”, nonché “protegga tutti coloro che servono la comunità, sostenga la fede e la speranza dei malati e consoli le famiglie". I pastori, uniti al popolo di Corrientes, innalzeranno insieme questa preghiera, chiedendo alla Vergine di Itatí, di occuparsi "dei loro bisogni che Lei conosce meglio di chiunque altro". (AP)

29 aprile -  STATI UNITI I vescovi in sostegno dei lavoratori agricoli migranti: sono tra le categorie più a rischio

 "Esortiamo i nostri leader politici a considerare le realtà e le esigenze emergenti e pressanti delle comunità di contadini e braccianti agricoli migranti in tutto il Paese durante questo periodo di pandemia di Coronavirus. Per sconfiggere il virus, nessuno deve essere lasciato fuori", hanno detto vescovi statunitensi incaricati della Pastorale dei migranti all’interno della Conferenza episcopale degli Stati Uniti in un comunicato pubblicato sul sito dell’Episcopato. "Il Coronavirus ha cambiato la vita delle persone nella maggior parte del pianeta, facendo sperimentare l'isolamento sociale e la quarantena – scrivono - qui negli Stati Uniti, si stima che circa il 95% degli americani sia stato colpito da una qualche forma di ordine di permanenza a casa". “Desideriamo esprimere la nostra sincera gratitudine e le nostre preghiere per i molti lavoratori essenziali in tutto il Paese, che ci hanno aiutato a ricevere le nostre medicine, i generi alimentari e le altre necessità fondamentali in questo difficile momento – proseguono – tra questi vogliamo sottolineare la realtà delle comunità di contadini migranti e onorare il loro ruolo eroico tra le molte sfide che devono affrontare durante questa crisi”. (RB)

29 aprile -  BENIN L’impegno della Caritas per aiutare i bambini contro il #coronavirus

Sono i bambini i principali destinatari del progetto semestrale avviato dalla Caritas del Benin per arginare la pandemia da coronavirus. In un’intervista rilasciata a “La Croix”, padre Philippe Sanhouekoua, direttore dell’organismo caritativo, spiega: “In collaborazione con il Programma alimentare mondiale, abbiamo avviato un progetto rivolto alle scuole primarie per sensibilizzare i bambini sui rischi del contagio. I nostri operatori, dislocati su tutto il territorio nazionale, hanno quindi distribuito materiale informativo su come, ad esempio, lavarsi le mani nel modo corretto”. Nelle prossime settimane, inoltre, insieme alla Caritas Internationalis, la Caritas del Benin conta di riuscire ad organizzare un servizio di distribuzione di viveri per i minori svantaggiati, soprattutto quelli residenti delle “zone rosse” del Paese, dove è stato creato un cordone sanitario. (IP)

29 aprile  FILIPPINE Il 13 maggio consacrazione del Paese al Cuore immacolato di Maria. Il ringraziamento del Governo alla Chiesa

Il prossimo 13 maggio, 103.mo anniversario delle apparizioni di Fatima, i vescovi filippini consacreranno il Paese, nelle rispettive diocesi, al Cuore Immacolato di Maria per invocare la protezione della Madonna contro il Coronavirus, soprattutto in vista della delicata transizione al dopo-quarantena. Lo rende noto il sito della Conferenza episcopale. “Si tratta di un’iniziativa meravigliosa”, scrive in una lettera pastorale il presidente della Conferenza episcopale (Cbcp), monsignor Romulo Valles, arcivescovo di Davao. L’ultimo affidamento delle Filippine alla protezione del Cuore Immacolato di Maria risale al 2013, durante l’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI. Intanto, a sorpresa, alla Chiesa filippina giunge l’apprezzamento dal Governo per il suo generoso aiuto nell’emergenza. Un aiuto che dimostra che è veramente “al servizio del popolo di Dio”, ha dichiarato lunedì il portavoce dell’Esecutivo, Harry Roque, dai microfoni della radio nazionale. La Chiesa filippina si è subito mobilitata,  attraverso le sue fondazioni e organizzazioni caritative, come la Caritas,  per sostenere i più poveri e in particolare i tanti lavoratori che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza. (LZ)

29 aprile - LIBERIA - Appello Consiglio interreligioso per il Ramadan: viverlo con spirito di perdono e riconciliazione

Perdono e riconciliazione: è questo lo spirito con cui vivere il Ramadan, il mese in cui i musulmani praticano il digiuno e la preghiera in commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto. Ad incoraggiare tale spirito è il Consiglio interreligioso della Liberia (Ircl) in una nota a firma del suo presidente, il pastore Kortu K. Brown. "Fratelli e sorelle – si legge nel messaggio - promuoviamo lo spirito del perdono e della riconciliazione nel mese del Ramadan, poiché la riconciliazione è necessaria in ogni settore della nostra comunità. Evitiamo l'odio, l'invidia, l'indebolimento reciproco, la gelosia e altri vizi capaci di limitare la nostra devozione a Dio Onnipotente". "Amare e prendersi cura l'uno dell'altro – aggiunge il pastore Brown - è una delle soluzioni ai problemi che la nostra nazione e il nostro popolo devono affrontare. Uniamoci contro le divisioni nelle nostre comunità religiose e locali". (IP)

29 aprile - CILE - Red Clamor Cile in aiuto dei migranti boliviani bloccati nel Paese a causa della pandemia

Drammatica la situazione vissuta da oltre 700 migranti boliviani che, dopo essere stati licenziati in Cile, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, non sono potuti rientrare a casa, per le misure adottate dal governo boliviano. Così si legge nel comunicato della Pastorale Sociale di Caritas Cile del 28 aprile, sul sito dell’Episcopato cileno. Dinanzi a tutto questo, Red Clamor Cile – una rete che si occupa di migrazione e della quale fanno parte l'Istituto cattolico cileno per le Migrazioni (INCAMI), l'arcivescovado di Santiago, il Vicariato della Pastorale Sociale, la Pastorale della Mobilità Umana, il Servizio dei Gesuiti per i Migranti e Caritas Cile - si è messa immediatamente in moto per sostenere i migranti. Per accoglierli sono stati subito allestiti i locali della Parrocchia Latinoamericana - INCAMI, la Casa di ritiro della Sacra Famiglia, nel comune di La Cisterna, e la parrocchia di Santa Cruz. Ieri pomeriggio, le cancellerie di Cile e Bolivia hanno deciso che i migranti boliviani dovranno restare in quarantena ad Iquique per 14 giorni e solo dopo potranno rientrare nella loro nazione d'origine. (AP)

29 aprile - POLONIA - Anniversario liberazione Dachau. Gądecki: preghiamo per la pace e la riconciliazione

Che quella di oggi, 75.mo anniversario della liberazione del campo di sterminio nazista Dachau, sia una giornata di memoria e di preghiera per la pace e la riconciliazione. È questo l’auspicio espresso dall'arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale della Polonia, in un messaggio pubblicato sul sito dell’Episcopato polacco oggi, 29 aprile, giornata in cui la Polonia ricorda in particolare tutti i membri del clero polacco morti a Dachau. “Ricordiamo nelle nostre preghiere coloro che hanno sperimentato la sofferenza. Che sia espressione della nostra memoria, dell'onore e della solidarietà verso i martiri e una richiesta a Dio per la pace e la riconciliazione di tutti - ha scritto - il campo di concentramento di Dachau è stato il prototipo e il modello di altri campi di concentramento successivi: è uno dei simboli più orribili della barbarie nazista durante la Seconda guerra mondiale nella storia. Questo campo era abitato da prigionieri provenienti da tutti i paesi dell'Europa conquistata. Delle circa 250mila persone imprigionate, 148mila sono state assassinate. Questo luogo prende il sopravvento con orrore e muove i nostri cuori quando ricordiamo i volti delle singole persone che sono morte nell'oscurità del campo. Persone di diverse nazioni e gruppi sociali". (RB)

29 aprile - IRLANDA -  Domenica 3 Maggio la Giornata mondiale per le Vocazioni. Monsignor Cullinan: abbiate il coraggio di dire sì!

Domenica prossima, 3 Maggio, ricorrerà la Giornata mondiale delle Vocazioni. In Irlanda ci sarà una celebrazione ufficiale trasmessa in diretta tv dalle ore 11 e officiata da monsignor Alfonso Cullinan, vescovo di Waterford e Lismore, che i fedeli potranno seguire per offrire preghiere speciali d’incoraggiamento alle vocazioni delle famiglie e delle parrocchie al sacerdozio e alla vita religiosa.  Secondo quanto precisato dal sito dell’Episcopato irlandese la celebrazione della Messa per la Giornata delle Vocazioni – nota anche come Giornata del Buon Pastore – sarà concelebrata da padre Willie Purcell. (RB)

29 aprile - COREA SUD - Riaperte le Chiese per le celebrazioni con concorso di popolo

In Corea del Sud, domenica 26 aprile le Chiese sono state riaperte alle celebrazioni con concorso di popolo: i fedeli hanno potuto, quindi, prendere parte alla Messa, purché muniti di mascherina e nel rispetto della distanza reciproca, per impedire il contagio da coronavirus. Nel Paese, riferisce l’Agenzia Cath, la situazione sanitaria sta comunque migliorando, tanto che, oltre alle Chiese, hanno potuto riaprire i battenti anche le palestre e gli impianti sportivi. Gli ultimi dati sui contagi, infatti, fermi al 26 aprile, parlano di solo 8 casi positivi, il numero più basso registrato dal mese di febbraio. Finora, intanto, l’attività della Chiesa cattolica non si è mai fermata: dando spazio alla creatività, sono state mantenute le liturgie quotidiane con la comunione spirituale dei fedeli grazie all’utilizzo delle dirette mediatiche. Inoltre, è stato avviato un servizio di accompagnamento spirituale, incluso il Sacramento della Riconciliazione, con un sistema “drive-in”, ovvero con i fedeli fermi in automobile. Da ricordare che sin dal mese di febbraio, il vescovo di Daejeon, Monsignor Lazarus You Heung-sik, ha esortato i cristiani a testimoniare la fede sia attraverso la preghiera personale che l’azione concreta della carità: “Potete recitare il Rosario tutti i giorni – ha detto il presule – e compiere gesti di carità e di penitenza”. (IP)

29 aprile - GERMANIA- Abusi. Chiarezza e trasparenza: individuati da vescovi e Commissione indipendente i criteri per le indagini 

In un comunicato stampa congiunto e pubblicato anche sul sito dell’Episcopato tedesco, i vescovi della Germania e il Commissario Indipendente per le questioni relative agli abusi sessuali sui minori rilasciano una dichiarazione sui criteri e gli standard vincolanti per un'indagine sugli abusi nella Chiesa cattolica in Germania che sia realmente indipendente. “Lo studio interdisciplinare ‘Abuso di minori da parte di sacerdoti cattolici, diaconi e membri maschili di ordini religiosi nell'area della Conferenza Episcopale Tedesca’, pubblicato nel settembre 2018, aveva già fornito importanti risultati al riguardo – si legge - dal maggio dello scorso anno, i rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca, il Commissario indipendente e il gruppo di lavoro ‘Chiese che devono fare i conti con gli abusi’, da lui istituito, hanno avuto intensi colloqui: questa dichiarazione congiunta è proprio il risultato di quell’iter di colloqui e si pone come obiettivo l’elaborazione completa e coordinata dei casi di abuso avvenuti”. (RB)

29 aprile - CILE - Ancora aperte le mense della diocesi di Iquique per aiutare le famiglie bisognose

Le mense della diocesi di Iquique, guidate dalla Pastorale Sociale della Caritas, hanno continuato a funzionare in questo tempo di pandemia, seguendo le misure di sicurezza suggerite dalle autorità, per quelle famiglie e quelle persone colpite dall’emergenza sanitaria ed economica causata dal coronavirus. Il Covid-19 ha quasi completamente paralizzato tutte le attività ecclesiali e le celebrazioni, ma la diocesi, di fronte alle condizioni precarie in cui si trovano a vivere molte famiglie, ha deciso di non chiudere le mense per aiutare chi ne ha bisogno. Rosa Marschhause, coordinatrice della Pastorale Sociale della Caritas di Iquique, ha raccontato – si legge sul sito dell’Episcopato – le due modalità con cui lavorano le mense. In alcune parrocchie - ha detto - il cibo viene preparato nelle cucine dell'istituto stesso, e in altre, viene preparato da famiglie volontarie, poi confezionato e quindi consegnato per essere consumato a casa. (AP)

29 aprile - SVIZZERA - Presidente vescovi: speriamo nella ripresa delle Messe a fine maggio

Il 21 maggio, festa dell’Ascensione, o il 31 maggio, Solennità di Pentecoste: sono questi i due giorni indicati dal presidente della Conferenza episcopale svizzera, Monsignor Felix Gmür, per la ripresa della celebrazione delle Messe con concorso di popolo, attualmente sospese a causa della pandemia da coronavirus. Intervistato dall’agenzia Cath, il presule afferma: “Siamo stati privati delle celebrazioni pubbliche per la Settimana Santa e la Pasqua. Per poter tornare a celebrare insieme ai fedeli, l'Ascensione o la Pentecoste sarebbero le date ideali". Fermo restando che “la protezione delle persone vulnerabili rimane la priorità”, Monsignor Gmür sottolinea: "Se sono consentiti altri raduni, non vedo perché non dovrebbero essere consentite le Messe”. Ricordando che la sospensione delle celebrazioni pubbliche non danneggia la libertà di culto, poiché i cattolici sono comunque liberi di pregare e testimoniare il loro Credo, il presule ribadisce: "Per i cattolici, riunirsi per l'Eucaristia è un momento importante, anche se questo non rappresenta tutta la nostra fede. Anche senza la Messa, la fede non dovrebbe essere in pericolo, soprattutto se il motivo della soppressione temporanea è importante". (IP)

29 aprile - POLONIA - Domenica 3 maggio il Paese affidato alla protezione della Madonna di Jasna Gora

Nel difficile momento attuale funestato dall'epidemia di Coronavirus, la Polonia ha deciso di affidarsi alla protezione della Madonna di Jasna Gora il 3 maggio prossimo, in diretta facebook e sui principali mezzi di comunicazione. A celebrare il rito di affidamento – si legge sul sito dell’Episcopato polacco – sarà il presidente della Conferenza episcopale locale, monsignor Stanisław Gądecki. La Polonia è sempre stata affidata alla Madonna nel Santuario Nazionale di Jasna Góra nei momenti difficili e nelle crisi della nostra Patria, come all’epoca della minaccia dell'invasione bolscevica nel 1920, dopo la seconda guerra mondiale nel 1946, di fronte alla minaccia del comunismo, in occasione del 300.mo anniversario dei voti di Leopoli nel 1956 e 10 anni dopo, nel 1966. Nel 1979 Giovanni Paolo II, inoltre, durante il suo primo viaggio apostolico in patria, affidò la Chiesa in Polonia alla signora Jasna Gora.  Infine, il 3 maggio di quattro anni fa, in occasione del 1050.mo anniversario del battesimo della Polonia, il Presidente episcopale ha celebrato un nuovo atto di affidamento della Nazione polacca alla Madre di Dio. (RB)

29 aprile - VIETNAM - I cattolici in aiuto delle vittime delle inondazioni nel nord del Paese

Inondazioni e frane innescate da forti piogge e forti venti, dal 22 al 24 aprile, hanno colpito le sei province di Dien Bien, Ha Giang, Lai Chau, Lao Cai, Son La e Yen Bai, causando la morte di cinque persone, un disperso e 37 feriti. I cattolici nel nord del Paese si sono subito impegnati a dare il loro aiuto a migliaia di abitanti dei villaggi che hanno visto le loro case e i loro raccolti pesantemente danneggiati dalle inondazioni e dalla grandine. Tra questi, padre Peter Phan Kim Huan, parroco della chiesa di Pho Lu a Lao Cai, che ha raccontato ad UCA News come il suo gruppo parrocchiale abbia distribuito cibo a decine di persone di etnia Dao, Hmong e Kinh, il 27 aprile, e di come ogni famiglia abbia ricevuto 25 kg di riso, un pacchetto di spaghetti istantanei e denaro. (AP)

29 aprile - IRLANDA - La Cappellania offre servizio di contatto per chi ha parente anziano isolato a Londra

Contattare persone sole, magari anziane e in difficoltà, in questi tempi di pandemia da Coronavirus: è il servizio che offre la Cappellania d’Irlanda a tutti i cittadini irlandesi che per qualche motivo hanno un parente o un amico a Londra che non è potuto tornare in Irlanda a causa della pandemia da Coronavirus. La Cappellania Irlandese a Londra è un'associazione benefica che fornisce assistenza agli anziani, ai detenuti e ai viaggiatori irlandesi nel Regno Unito.  In questo momento difficile causato dalle restrizioni sociali da Covid-19, la Cappellania offre sostegno a chiunque in Irlanda abbia preoccupazioni per un membro anziano della famiglia o un amico che vive a Londra, come annunciato sul sito dell’Episcopato irlandese dal vescovo Denis Brennan, presidente del Consiglio per gli Emigranti della Conferenza episcopale irlandese. (RB)

29 aprile - MYANMAR - Le suore del Paese impegnate a distribuire cibo e a realizzare mascherine per i poveri

Nel Paese, le suore di varie Congregazioni si sono impegnate, assieme al Comitato nazionale cattolico, alla Commissione sanitaria e a Caritas Myanmar (Karuna), a cucire tute protettive per gli operatori sanitari, a distribuire cibo e a realizzare mascherine in tessuto, per rispondere all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione della pandemia di coronavirus nel Paese. "Abbiamo visto come le frange più povere della popolazione non possano permettersi mascherine usa e getta”, ha riferito suor Assumpta Shwe, segretaria esecutiva della Conferenza religiosa cattolica del Myanmar (CRCM), a UCA News. “Quindi stiamo dando priorità alla produzione di mascherine in tessuto". (AP)

28 aprile - RUSSIA - Il patriarca Kirill esorta il clero, religiosi e monaci a rispettare le misure per evitare la diffusione di Covid-19

Aumenta fra il clero del Patriarcato di Mosca il numero delle vittime di coronavirus e in un comunicato lo stesso Patriarcato insiste sulla necessità di adottare misure preventive per evitare la diffusione dell’infezione. I casi di Covid-19 sarebbero più numerosi, fra clero e fedeli, se non fossero state adottate le restrizioni disposte in seguito ai provvedimenti delle autorità civili, precisa il comunicato. Ma nonostante le misure adottate, ci sono stati contagi nel clero e fra i religiosi e delle vittime. Questo anche perché, nelle fasi iniziali della diffusione dell’infezione, non essendo la Covid-19 percepita da tutti come una grave minaccia, sono state ignorate le misure preventive, sicché in diversi monasteri e in alcune chiese si contano svariati casi di infezione. Per tale motivo il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, in un documento, richiama alla responsabilità per il mancato rispetto delle disposizioni volte a limitare la diffusione del coronavirus. Il Patriarca Kirill si rivolge a superiori e badesse dei monasteri, ai sacerdoti, a tutto il clero e ai monaci perché ottemperino a tutte le misure già stabilite in precedenza, al fine di limitare l’epidemia ed eliminare il rischio dei contagi di massa. Ricorda poi di rispettare le disposizioni e nel caso di inosservanza con conseguenti infezioni da coronavirus e vittime, la possibilità, per i responsabili, di essere giudicati in tal senso.  (TC)

28 aprile - INDONESIA - L’arcidiocesi di Giacarta prolunga l’emergenza Covid-19 fino al 31 maggio

L'arcidiocesi di Giacarta ha deciso di prolungare il periodo di emergenza Covid-19 fino al 31 maggio, in seguito alla proroga di 28 giorni, annunciata il 22 aprile, delle misure restrittive imposte dal governo per arginare la diffusione del virus nella capitale indonesiana, dove sono stati registrati più di un terzo dei casi confermati nel Paese. Padre Samuel Pangestu, vicario generale dell'arcidiocesi, il 25 aprile ha dichiarato - riporta UCA News - che "alla luce della mossa del governo, tutte le attività ecclesiali che prevedono il raduno di molte persone, come le Messe domenicali e quotidiane, continueranno ad essere seguite in diretta sui canali Youtube delle parrocchie o trasmesse in televisione". Padre Servatius Dange della parrocchia di San Giuseppe, a Giacarta, che dal mese scorso anima le Messe domenicali, ha ribadito come la Chiesa cattolica debba essere solidale con la nazione: “versare lacrime quando la nazione si sente triste e rallegrarsi quando la nazione si sente felice”. Solo “così facendo - ha riferito il sacerdote ad UCA News -, potrà essere sale della terra e luce del mondo". (AP)

28 aprile - MONDO -  #LaSalleCovid19. Campagna Lasalliana in risposta all’emergenza COVID-19

#LaSalleCovid19 è il nome della campagna di sensibilizzazione promossa in 80 paesi dall’’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane – La Salle insieme alla Fondazione De La Salle Solidarietà Internazionale ONLUS per raccogliere fondi, destinarli ai poveri e rispondere in modo più efficace e incisivo all’emergenza Covid-19. La pandemia ha determinato la chiusura temporanea degli istituti di formazione anche se le attività non si sono interrotte grazie all’utilizzo delle piattaforme offerte dalla rete. Con la #LaSalleCovid19 “vogliamo che studenti, educatori, insegnanti e volontari continuino a sentirsi parte della famiglia Lasalliana globale” si legge nel comunicato dei Fratelli delle Scuole Cristiane. “Con un hashtag sarà più facile ritrovarsi tra i social e condividere con colleghi e compagni di classe di altri paesi messaggi di speranza, foto e video, condividere le iniziative che i Lasalliani stanno realizzando a livello locale per assistere la propria comunità, come la distribuzione di cibo e prodotti igienico-sanitari e la realizzazione di mascherine e rifugi sicuri”. (DD)

28 aprile - PAKISTAN - L’arcivescovo di Lahore esorta i musulmani a pregare in casa durante il Ramadan

L’arcivescovo di Lahore, monsignor Sebastian Shaw, in un messaggio reso noto durante una conferenza stampa presso la sede vescovile, il 25 aprile, ha esortato - riporta UCA news - i musulmani a pregare in casa durante il mese del Ramadan, per arginare la diffusione del coronavirus. All'evento erano presenti anche Muhammad Asim Makhdoom, presidente del Consiglio di amministrazione di Kul Masalik Ulema, e un altro chierico musulmano. "Per salvare la vostra fede - ha detto monsignor Shaw -, tutte le preghiere dovrebbero essere condotte in casa. Chiediamo al governo di garantire l'attuazione del blocco. Altrimenti chi sarà responsabile della perdita di vite preziose. Che Dio faccia del Ramadan un mese di benedizioni e di gioia per tutti noi". (AP)

28 aprile - BRASILE - I vescovi brasiliani lanciano la campagna #pastoraljuvenilsamaritana

#pastoraljuvenilsamaritana è la nuova campagna lanciata dalla Pastorale giovanile dei vescovi brasiliani (CNBB) per coinvolgere i ragazzi e le ragazze del paese in azioni di solidarietà e di supporto nei confronti dei malati e di tutti coloro che stanno soffrendo a causa della pandemia. “Questo è il momento per rimanere uniti e pregare insieme. Il virus non ha spaventato solo noi, ma il mondo intero” spiega il vescovo di Valença e presidente della Commissione episcopale per la pastorale giovanile, mons. Nelson Francelino. L’idea è quella di costituire gruppi e, a seconda dei bisogni e delle realtà locali, sollecitarli ad aiutare soprattutto gli anziani e le persone che non hanno una casa. (DD)

28 aprile - COLOMBIA - Videomessaggio del nuovo vescovo di Riohacha alla comunità di La Guajira

"Senza ancora conoscere la realtà sociale e pastorale della Chiesa alla quale Papa Francesco mi manda; come Abramo, mosso dalla promessa, inizio la marcia verso La Guajira, con la certezza che il Signore mi aiuterà a pascere questa Chiesa molto impegnativa, dove spero di trascorrere gli ultimi anni del mio ministero episcopale". Queste le parole del nuovo vescovo della diocesi di Riohacha, monsignor Francisco Ceballo Escobar, in un videomessaggio diffuso ieri dal sito web dell’Episcopato colombiano, diretto a tutta la comunità di La Guajira. (AP)

28 aprile - GERMANIA - I vescovi: “Preoccupati per le conseguenze della pandemia”

Pandemia ed effetti sulla vita della Chiesa. E’ stato questo il tema attorno al quale ha ruotato il dibattito dei vescovi tedeschi nella riunione che si è tenuta ieri in videoconferenza. “Innanzitutto un sentito ringraziamento ai medici, gli infermieri, i cappellani ospedalieri e a tutti i volontari che in queste settimane sono stati in prima linea. Grazie anche a tutti coloro che, attraverso i mezzi di informazione, hanno garantito una copertura mediatica capillare e hanno consentito a tutti di seguire, soprattutto nei giorni di Pasqua, le nostre celebrazioni” ha detto Mons. Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). “Riprenderemo gradualmente le nostre attività, a seguito dei colloqui con le autorità preposte. Agiremo responsabilmente seguendo tutte le raccomandazioni suggerite. Ma la pandemia non è solo un’emergenza sanitaria” ha sottolineato il numero uno dei presuli tedeschi. “Ma porta con sé anche conseguenze nel campo economico e sociale che noi, come Chiesa, siamo chiamati ad affrontare”. Mons. Georg Bätzing si è detto preoccupato delle scuole, degli atenei cattolici: “Saremo chiamati a valutare ciò che sarà possibile, o meno, portare avanti. I fedeli di tutte le confessioni dovranno unirsi per affrontare il periodo post virus” ha ribadito il Presidente dei vescovi tedeschi. Per quanto riguarda la situazione di emergenza, la Germania ha finora retto molto bene: rispetto all'alto numero dei casi di contagio registrati, il bilancio delle vittime è di gran lunga inferiore a quello di altri paesi colpiti dal virus. Secondo i dati della Hopkins University si contano ad oggi 157.770 contagi e 5.750 morti. (DD)

28 aprile - COLOMBIA - Settimana delle Vocazioni: la Chiesa diffonde un documento a sostegno dei promotori vocazionali

In occasione della Settimana delle Vocazioni, dal 27 al 3 maggio, e della Giornata di Preghiera per le Vocazioni, domenica prossima, i dipartimenti per i Ministeri Ordinati e la Vita Consacrata assieme all’Ufficio nazionale per la Pastorale delle Vocazioni hanno diffuso sul sito web dell’Episcopato, riconoscendo l’importanza dell’animazione pastorale e della preghiera per le vocazioni, un documento che presenta il messaggio di Papa Francesco per la Giornata, alcuni seminari volti a promuovere le vocazioni e a riflettere sulla responsabilità degli agenti pastorali e, infine, un aiuto alla preghiera. Quest’anno il Papa ha invitato a meditare sulle quattro parole della vocazione: fatica, gratitudine, coraggio e lode. Noi “con questo materiale - ha spiegato padre Manuel Hernando Vega León, direttore dei dipartimenti per i Ministeri Ordinati e la Vita Consacrata della Conferenza episcopale - speriamo che i promotori vocazionali abbiano un sostegno che li aiuti a mantenere vivo l'esercizio della preghiera per le vocazioni” e speriamo “che si risvegli in tutti la necessità di rispondere alla chiamata che il Signore ci fa per servire nella sua Chiesa”. (AP)

28 aprile - CILE - Pastorale del mondo del lavoro: i lavoratori al tempo del Covid-19

In occasione della Festa dei lavoratori, che si celebra il 1° maggio, in questo particolare momento che stiamo vivendo tutti a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, la Commissione per la Pastorale del mondo del lavoro della Chiesa cilena ha pubblicato ieri sul sito della Conferenza episcopale alcune riflessioni in merito. Il messaggio della Commissione sottolinea, innanzitutto, come questa pandemia, che ha colpito il mondo intero, abbia rimosso “uno degli ultimi veli rimasti su un modello sociale, culturale, ambientale ed economico basato sulla disuguaglianza, sulla mancanza di tutela e sull'abuso”. I lavoratori sono sempre stati vittime di questo modello e ora, che si trovano costretti a chiudersi ancora di più nella loro individualità, diffidenti nei confronti di tutti, a causa della campagna di comunicazione scatenata dall’emergenza sanitaria, ora che si trovano costretti a cambiare la qualità della loro vita e le loro abitudini, lo sono ancora di più. (AP)

27 aprile -  BRASILE La Corte Suprema Federale respinge il ricorso per la depenalizzazione dell'aborto in caso di Zika. Prima vittoria per la Chiesa

Prima importante vittoria per i difensori della vita in Brasile. La maggioranza degli giudici della Corte Suprema Federale (Stf) ha respinto l’Azione diretta di incostituzionalità 5581, il ricorso che mirava a depenalizzare l’aborto per le donne in gravidanza affette dal virus Zika, responsabile della microcefalia fetale. Sei degli undici giudici che compongono il Tribunale si sono, infatti, già pronunciati con il voto a distanza contro l’Adi 5581. Il pronunciamento ufficiale è atteso il 30 aprile, ma con sei voti su undici, il no è ormai assicurato.  Il ricorso era stato presentato nel 2016 dall’Associazione nazionale dei difensori pubblici (Anadep) che aveva chiesto che l’interruzione volontaria della gravidanza in caso di infezione da Zika, fosse considerata come un ”aborto necessario”, una fattispecie non prevista dal Codice Penale brasiliano. L’esame dell’Adi 5581 era stato rinviato nel maggio dell’anno scorso dopo la pressione della Chiesa brasiliana e di numerosi movimenti pro-vita. Oltre all'Adi 5581, diversi altri ricorsi riguardanti la depenalizzazione dell'aborto attendono l'esame della Corte Suprema brasiliana. (LZ)

27 aprile - POLONIA #coronavirus Più di 3000 le suore impegnate ad aiutare i bisognosi nel Paese

Sono più di 3.000 le suore impegnate ad aiutare chi ha bisogno durante questa pandemia di coronavirus nel Paese, in strutture ospedaliere, di assistenza, scolastiche, oppure cucendo mascherine protettive e grembiuli. Così riportano le Congregazioni religiose femminili sul sito della Conferenza episcopale polacca. Molte di loro - riferisce Suor Jolanta Olech, della Congregazione delle Suore Orsoline, segretaria generale della Conferenza delle Superiore Maggiori delle Congregazioni religiose femminili in Polonia -, si occupano degli anziani, di chi è solo e dei senzatetto.  Un sostegno il loro che non si limita solo alla beneficenza e all‘aiuto piscologico, ma che comprende anche e soprattutto la preghiera per la fine della pandemia, per il personale medico e per i malati. (AP)

27 aprile - SPAGNA La Chiesa invita a pregare domenica in casa per le vocazioni

Domenica prossima, 3 maggio, in occasione della 57.ma Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che in Spagna si celebra insieme alla Giornata delle Vocazioni Native, la Chiesa ha invitato tutti i fedeli, attraverso un comunicato congiunto della Conferenza episcopale spagnola, della Conferenza dei Religiosi Spagnoli, della Conferenza spagnola degli Istituti Secolari (CEDIS) e delle Pontificie Opere Missionarie, a pregare in casa, affinché il Signore continui a chiamare e i giovani possano rispondere “sì” alla sua chiamata. Quest'anno non sarà possibile celebrare la Giornata pubblicamente nelle parrocchie, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, ma i cristiani sono comunque invitati a pregare per nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. "In questi giorni stiamo vedendo il grande ruolo che i sacerdoti, i religiosi e le persone consacrate stanno giocando in questa straordinaria situazione pandemica”, si legge nel comunicato. Per questo motivo, con il motto "Gesù vive e ti vuole vivo", "la Chiesa invita a pregare affinché molti giovani possano seguire il loro esempio e ascoltare la voce di Dio".(AP)

27 aprile - IRLANDA “Digital Parish”, iniziativa dei vescovi per promuovere una Chiesa digitale 

Una raccolta di video-testimonianze di vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici su come stanno vivendo la fede in questo tempo di confinamento in casa a causa del Coronavirus. È la nuova proposta di “Digital Parish” (“Parrocchia Digitale”), iniziativa on-line lanciata su Facebook e Twitter dalla Chiesa irlandese per offrire materiale di supporto e suggerimenti a chi, a vario titolo, è impegnato a sostenere il cammino di fede attraverso i mezzi digitali.  La nuova serie mira a mostrare, attraverso alcuni casi tipo illustrati dalle testimonianze, come si sta costruendo una Chiesa digitale in Irlanda in questi tempi di Coronavirus. (LZ)

27 aprile - NIGERIA - Ad Abuja monsignor Kaigama distribuisce un milione di dollari in beni di prima necessità

Beni di prima necessità per affrontare questo periodo d’emergenza provocato dalla pandemia di Covid-19 sono stati distribuiti venerdì scorso ad Abuja, in Nigeria, dall’arcivescovo Ignatius Kaigama alle persone più bisognose. Il presule, riferisce la Recowacerao, ha donato in cibo e mascherine di produzione locale, l’equivalente di un milione di dollari. “Questo momento difficile richiede buona volontà e prove d’amore per ridurre al minimo la sofferenza, soprattutto dei più vulnerabili tra noi” ha detto monsignor Kaigama che ha auspicato aiuti anche dalle autorità civili e ha esortato ad intensificare gli sforzi perché si raggiungano i più poveri. Rivolgendosi ai fedeli, l’arcivescovo di Abuja ha infine raccomandato di “avanzare nella fede, nella speranza, nell’amore e nella fiducia in Dio”.  (TC)

27 aprile - INDIA Tamil Nadu: la Chiesa appoggia l’ordinanza che garantisce il diritto alla sepoltura dei morti di Covid-19

La Chiesa ieri ha accolto con favore un’ordinanza dello Stato del Tamil Nadu, che garantisce il diritto alla sepoltura dei morti di Covid-19, nonostante le proteste sempre più violente nello Stato dell'India meridionale. Secondo la legge, chiunque dovesse interrompere la cerimonia funebre sarebbe condannato a scontare tre anni di carcere, riporta UCA News. "È un passo positivo in un momento difficile come questo”, ha detto l'arcivescovo di Madurai, monsignor Antony Pappusamy, che presiede la Conferenza dei Vescovi del Tamil Nadu. “Noi crediamo nella dignitosa sepoltura o cremazione di qualsiasi morto, indipendentemente dal Covid-19". L'ordinanza, la prima in India, arriva dopo che lo Stato ha assistito ad incidenti in cui diverse persone si sono opposte violentemente alla tumulazione delle salme per paura che potessero inquinare la zona e quindi diffondere il contagio della malattia. (AP)

27 aprile - MYAMNAR Il card. Bo con Papa Francesco per chiedere un cessate-il-fuoco globale,  mentre  continuano i conflitti nel Paese

Anche il cardinale Charles Maung Bo, presidente della Conferenza episcopale birmana e della Federazione della Conferenze episcopali dell’Asia (Fabc), fa propri e rilancia i recenti appelli di Papa Francesco e del Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres per un cessate-il-fuoco globale mentre il mondo intero affronta l’emergenza Coronavirus. “Mettiamo fine al flagello della guerra e lottiamo contro la malattia che sta devastando il mondo, cominciando subito con lo stop ai combattimenti in ogni luogo: è quello di cui abbiamo bisogno tutti noi membri della famiglia umana, oggi più che mai”, scrive l’arcivescovo di Yangon in una dichiarazione diffusa nei giorni i cui estratti sono stati pubblicati in francese dall’agenzia Eglises d’Asie. Nella dichiarazione il cardinale Bo richiama in particolare le drammatiche conseguenze dei conflitti in Myanmar, dove nonostante l’impegno del Governo a proteggere “il popolo” dall’epidemia e alcune iniziative concrete in questo senso, come la liberazione dei detenuti nelle prigioni sovraffollate, in questi ultimi mesi si è registrata una escalation degli scontri fra milizie locali e le forze dell’esercito, come negli Stati del Rakhine e dello Shan.  Secondo il porporato le continue operazioni militari in piena crisi Coronavirus “avranno conseguenze catastrofiche” per il Paese.  (LZ)

27 aprile  PORTOGALLO “Un mare di scelte”: progetto della Caritas di Aveiro per la didattica a distanza

 “Un mare di scelte”: si chiama così il progetto avviato dalla Caritas della diocesi di Aveiro, in Portogallo, a sostegno della didattica a distanza degli studenti. A causa della pandemia da coronavirus, infatti, le scuole sono state chiuse e gli alunni seguono le lezioni on line, attraverso apposite piattaforme digitali sulle quali gli insegnanti mettono a disposizione il materiale di studio. Ed è qui che interviene, appunto, la Caritas: le famiglie più bisognose che ne fanno richiesta possono inviare, tramite email, tale materiale all’organo caritativo che provvede a stamparlo e a riconsegnarlo agli studenti in formato cartaceo. “Per alcuni alunni – riporta l’agenzia Ecclesia - avere la documentazione su carta è ancora molto importante”. Non solo: attraverso questa iniziativa, la Caritas diocesana ha "la possibilità di mantenere il contatto i nuclei familiari più in difficoltà, ascoltandone le esigenze”.  (IP)

27 aprile  VIETNAM Ieri 105.000 cattolici hanno pregato per la fine della pandemia

(VN) - 27apr20 - Circa 105.000 i cattolici che il 26 aprile hanno pregato per la fine della pandemia di Covid-19, seguendo online la Messa presieduta dall'arcivescovo di Hue, monsignor Joseph Nguyen Chi Linh, presso il Santuario Nazionale di Nostra Signora di La Vang, patrona del Vietnam, nella provincia di Quang Tri. I fedeli hanno potuto assistere alla celebrazione eucaristica, che l’arcivescovo ha concelebrato con 10 sacerdoti, attraverso il sito web dell’arcidiocesi e Youtube.   "A causa della nostra incapacità di affrontare la crisi, oggi siamo venuti qui per rivolgere un profondo appello alla Madonna di La Vang - ha detto l'arcivescovo Linh, presidente della Conferenza episcopale -, affinché ci salvi dalla pandemia di Covid-19", si legge su UCA News.  (AP)

27 aprile - PERÚ Il grazie dell’Arcivescovo di Piura al personale sanitario: "Siete i santi della porta accanto!"

Vicinanza, affetto e preghiera “in quest’ora di sfida e di prova”: li esprime l’Arcivescovo di Piura, in Perù, José Antonio Eguren Anselmi, in un messaggio ai medici, agli infermieri ed al personale sanitario del territorio, impegnati nella lotta al coronavirus. “Sappiamo che dal primo giorno dell'emergenza – si legge nel testo - avete lavorato al limite delle vostre forze, combattendo in prima linea per salvare la vita delle persone infettate dalla terribile pandemia di Covid-19”. Di qui, il riconoscimento e “l’eterna gratitudine” espressi dal presule che definisce gli operatori sanitari “i santi della porta accanto”, perché “svolgono il loro lavoro con grande amore e sacrificio, mettendo a rischio la propria vita”. “Nella mia preghiera – scrive l’Arcivescovo di Piura - chiedo al Signore di dare loro la speranza e la forza di cui hanno bisogno in questo momento per continuare a prendersi cura degli altri con amore”. A tal fine, il presule esorta ad attingere alla “forza della fede” che “libera dalla paura” perché Gesù “è con noi e non ci abbandona mai, perché ci ama”. (IP)

27 aprile - UCRAINA S.B. Shevchuk a video-conferenza del Congresso mondiale ucraino sul dopo Coronavirus

Di fronte all’emergenza Corononavirus anche la Chiesa greco-cattolica ucraina intensifica il suo impegno per i più bisognosi e per garantite assistenza spirituale ai fedeli nel Paese e in tutte le comunità della diaspora. Gli aiuti umanitari e pastorali agli ucraini nel mondo sono stati al centro di una video-conferenza dei responsabili del Congresso mondiale ucraino (UWC), l’organismo di coordinamento delle comunità della diaspora. All’evento è intervenuto anche Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč e capo della Chiesa greco-cattolica ucraina.   Durante la video-conferenza, il presidente dell’Uwc Pavlo Grod ha illustrato le nuove iniziative dello speciale Gruppo di lavoro istituito in seno all'organizzazione per aiutare gli ucraini ad affrontare la crisi. I partecipanti - riporta il sito della Chiesa greco-cattolica ucraina - hanno convenuto sull’importanza di un maggiore coordinamento tra la Chiesa, l’Ucw e altre organizzazioni umanitarie per rendere più efficace la risposta all’emergenza. (LZ)

27 aprile - REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO A Tshumbe un sistema per l’acqua potabile costruito grazie alla generosità di cattolici americani

Arriva l’acqua potabile a Tshumbe, nella provincia di Sankuru, nella Repubblica Democratica del Congo. La città è stata appena dotata di un sistema di approvvigionamento idrico con 120 terminali dove sarà possibile rifornirsi. L’opera, riferisce il portale della Conferenza episcopale nazionale del Congo, è frutto della generosità di cattolici americani, grazie al Catholic Relief Services (CRS), e al dinamismo di monsignor Nicolas Djomo, vescovo della diocesi di Tshumbe. Ingegneri americani e congolesi hanno valutato insieme il progetto e hanno deciso di realizzare 4 pozzi; l’acqua è stata trovata a una profondità che varia fra i 72 e i 96 metri. In ogni pozzo, che fa giungere acqua ai diversi terminali, sono state anche installate pompe ad energia solare e generatori che subentrano in caso di guasti. (TC)

27 aprile - TANZANIA Preghiera interreligiosa nazionale contro la pandemia

 Una preghiera interreligiosa nazionale contro la pandemia da “coronavirus” si è svolta, nei giorni scorsi, in Tanzania, a Dar es Salaam. A rappresentare la Chiesa cattolica sono stati il Segretario generale della Conferenza episcopale locale, padre Charles Kitima, e l’Arcivescovo di Dar es Salaam, Monsignor Jude Thaddaeus Ruwa'ichi. L’iniziativa – si legge sul sito dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell’Africa Orientale) – “si è tenuta su richiesta dei leader religiosi al Capo dello Stato, John Pombe Magufuli, incontrato lo scorso 9 aprile per discutere su alcune questioni di carattere nazionale, tra cui il contrasto del virus Covid-19”. Gli esponenti religiosi, inoltre, “hanno elogiato il governo per i passi compiuti finora nella lotta contro il coronavirus”. Da ricordare che la preghiera interreligiosa si aggiunge ai tre giorni di preghiera indetti dal Capo dello Stato dal 17 al 19 aprile. (IP)

27 aprile - ARGENTINA Il grazie dei vescovi ai sacerdoti  

I vescovi della Commissione dei Ministeri della Conferenza episcopale argentina, il 25 aprile, solennità di Nostra Signora del Valle, in una lettera dal titolo "Consolate, consolate il mio popolo, dice il Signore", hanno espresso tutta la loro gratitudine ai sacerdoti per ciò che stanno facendo per il bene di tutti, in questo difficile momento causato dalla diffusione della pandemia di coronavirus. Sottolineando come in questa particolare circostanza "l'umanità stia vivendo la sua passione", i vescovi hanno ricordato che "dal cuore del buon pastore nasce la compassione, il patire con gli altri e il sentire come proprio il dolore di tutti coloro che soffrono. Dal cuore del buon pastore nasce la preghiera di intercessione e il desiderio di stare al fianco di chi ha bisogno di noi". (AP)

27 aprile - MAURITIUS Il cardinale Piat: occorrono donazioni per le parrocchie, nel dopo-Covid-19 necessaria  più solidarietà

Lancia un appello alla generosità e alla solidarietà dei fedeli il cardinale Maurice Piat, vescovo della diocesi di Port-Louis, nelle Mauritius. Serve sostegno alle parrocchie e ai più poveri. Il porporato spiega che dal 20 marzo, quando a causa dell’emergenza coronavirus sono stati vietati assembramenti e celebrazioni religiose, le parrocchie – che si autofinanziano – non ricevono più questue, intenzioni per le messe e donazioni varie e non riescono a sostenere i costi per le spese correnti e per il personale. L’isolamento ha inoltre messo in difficoltà molte famiglie e sono in tanti ad aver perso il lavoro. Da qui l’invito del porporato a donare per sostenere le parrocchie e i loro servizi per gli indigenti attraverso i canali indicati nel portale della diocesi di Port-Louis. In un videomessaggio, il cardinale Piat sottolinea poi che le conseguenze socio-economiche della pandemia sono assai preoccupanti e che nelle Mauritius sono a rischio diversi settori, in particolare il turismo e tutte le attività connesse. (TC) 

27 aprile - ITALIA #coronavirus #SALVIAMOINOSTRIANZIANI Al via la campagna social dei giovani di S. Egidio  

Una campagna social per sostenere gli anziani che a causa della pandemia hanno pagato, e continuano a pagare, il prezzo più alto. L’iniziativa è promossa dai Giovani per la Pace, il movimento di studenti medi e universitari della Comunità di Sant’Egidio, che “di fronte alla strage di migliaia di anziani in RSA, case di riposo e istituti” hanno deciso di mobilitarsi attraverso un tam tam sulla rete, supportato dall’hashtag #SalviamoINostriAnziani e dal un video appello. “Non vogliamo rimanere indifferenti al dramma che sta colpendo la generazione dei nostri nonni” scrivono in un comunicato. Le statistiche rivelate dall’Oms rivelano, infatti, che in Europa la metà delle vittime di Covid-19 sono ospiti delle Residenze Sanitarie Assistite. “Anche in Italia la situazione è drammatica. Per noi non si tratta, però, solo di numeri. Alcuni degli anziani morti erano nostri amici e molti degli istituti coinvolti erano (e saranno nuovamente quando la situazione lo consentirà) luogo delle nostre visite settimanali” spiegano i ragazzi che, nelle scorse settimane hanno continuato a chiamare al telefono gli anziani che hanno conosciuto e inviato lettere e videomessaggi per far sentire la loro vicinanza. Dove mancavano dispositivi medici, si sono poi mobilitati per procurare, attraverso donazioni, guanti e mascherine. “Le istituzioni hanno il dovere di ripensare e superare il sistema delle RSA” si legge nel comunicato “prendendo a modello esperienze come le piccole case famiglia, il cohousing e l’assistenza domiciliare che va rafforzata. Ogni anziano ha il diritto di vivere in un posto che possa chiamare casa”. (DD)

27 aprile - STATI UNITI - Colletta Conferenza episcopale per le missioni interne

Sostenere l’operato delle missioni interne situate in aree remote, rurali e povere degli Stati Uniti, compresi l’Appalachia, le Montagne Rocciose e i territori dei Caraibi e del Pacifico: questo lo scopo per cui, il 25 e 26 aprile, la Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb) ha tenuto la consueta colletta annuale. “Queste diocesi ed eparchie – si legge sul sito dei vescovi - non sono in grado di offrire al loro popolo i ministeri pastorali della parola, del culto e del servizio senza un aiuto esterno”. Inoltre, “mentre l'impatto dell'epidemia di coronavirus presenta delle sfide nella vita di tutte le diocesi, queste missioni hanno un particolare bisogno di assistenza per servire i loro fedeli in mezzo a questi cambiamenti senza precedenti”. Consapevoli del fatto che “è difficile tenere una colletta nazionale nel pieno di una pandemia, con le preoccupazioni sanitarie, la disoccupazione e l’incertezza economica in crescita che gettano un’ombra sulle comunità del Paese”, i presuli esortano “umilmente i cattolici a pregare per le diocesi missionarie negli Stati Uniti” e chiedono loro “di contribuire a rafforzare la Chiesa”. (IP)

27 aprile - COREA DEL SUD – Messaggio dei vescovi per la Settimana dell’Istruzione

Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Con i versetti del Vangelo di Matteo (5,9) mons. Chang-Woo Moon, Presidente della Commissione episcopale per l’istruzione cattolica, apre il suo messaggio rivolto alle famiglie e ai ragazzi che frequentano le scuole cattoliche in vista della Settimana dell’Istruzione (25-31 maggio). Il presule insiste sul tema della pace anche perché quest’anno ricorre il 70esimo anniversario della guerra e “nonostante le cicatrici siano ancora aperte, la nostra società continua a perseguire la via dello scontro e del conflitto” sottolinea nel comunicato pubblicato sul sito dei vescovi (DD)

27 aprile - IRLANDA - Monsignor Leahy: non dimenticare il bene comune

In tempo di pandemia da coronavirus, “è il momento di ricordare il bene comune”: lo afferma, in una dichiarazione pubblicata sul sito della Conferenza episcopale irlandese, monsignor Brendan Leahy, vescovo di Limerick. Ad un mese dall’inizio della quarantena obbligatoria, decretata nel Paese il 27 marzo, il presule esorta a “continuare a fare sacrifici” perché “ognuno di noi ha un impatto sull'altro” e ”ogni gesto, ogni azione, ogni omissione si ripercuote sul bene comune”. Serve “lavoro di squadra”, dunque, è la raccomandazione del presule ai fedeli, consapevoli del fatto che “stiamo parlando di vita o di morte”.  Monsignor Leahy lancia poi un appello affinché, in quarantena, non si ceda alle cattive abitudini che possono portare alla violenza domestica, come il bere troppo. “Bere eccessivamente, anche se non si ha un problema di alcolismo – scrive il presule - rappresenta una minaccia per il nostro il sistema immunitario”, “danneggia se stessi e la società ed ha un costo terribile sui bambini. Bisogna cercare aiuto”. (IP)

27 aprile - SPAGNA - Mons. Auza consegna al San Raffale di Madrid i respiratori donati dal Papa

Dalla repentina diffusione della pandemia ha assistito 3000 pazienti, di questi 450 nei reparti e 23 in terapia intensiva, raddoppiando così la normale capacità di ricezione. E’ l’Ospedale San Raffaele di Madrid, fondato nel 1892, e gestito dall'Ordine Religioso di San Giovanni di Dio, al quale Papa Francesco ha inviato tre nuovi respiratori per far fronte in modo più efficace alla crisi di posti letto dovuta al Covid 19. E’ stato lo stesso Nunzio, mons. Bernardito Auza, insieme all'arcivescovo di Madrid, card. Carlos Osoro, a consegnare i macchinari alla presenza del primo cittadino della capitale, José Luis Martínez-Almeida e del vescovo ausiliare Mons. José Cobo. Durante la cerimonia, Mons. Auza ha espresso la vicinanza e l'affetto del Santo Padre, la sua preoccupazione per le vittime della pandemia e per gli effetti negativi, soprattutto nel settore economico e sociale, che si presenteranno alla ripresa delle attività. (DD)

27 aprile - KENYA - Gli aiuti della Caritas di Kisumu alle persone con disabilità

Aiutare le persone con disabilità che, in tempi di pandemia da coronavirus, sono particolarmente a rischio in termini di salute e beni di prima necessità: è questo l’obiettivo per cui opera la Caritas dell’Arcidiocesi di Kisumu, in Kenya. L’organismo – afferma padre Samuel Nyattaya, direttore dell'Ufficio caritativo, citato dal sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell'Africa orientale) - "condivide la missione della Chiesa cattolica di servire i poveri e di promuovere la carità e la giustizia in tutto il mondo", assicurando che “le voci dei poveri siano ascoltate e che si agisca” in loro favore. Per questo, la Caritas di Kisumu ha avviato la collaborazione con altri organismi di aiuto della società civile: in particolare, “è stato formato un gruppo WhatsApp chiamato Kisumu City Response”, attraverso il quale si cerca di “sensibilizzare la popolazione sulle ricadute del Covid-19”, soprattutto sulle categorie sociali più vulnerabili, come i disabili. (IP)

27 aprile - MAROCCO - L’arcivescovo di Rabat: essere sacramento dell’incontro pur nell’isolamento

“L’isolamento ci tiene chiusi in casa; non possiamo incontrarci fisicamente ... eppure vogliamo essere ‘sacramento dell’incontro’”: è quanto scrive ai suoi fedeli il cardinale Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat, in Marocco, esortando alla comunione. “Sarà necessario sapere scoprire come vivere nelle circostanze attuali, questo l’obiettivo che ci siamo proposti per tutto l'anno pastorale – afferma il porporato –. Vivere l'incontro con Dio, con Cristo risorto, nello Spirito Santo ... Forse siamo privilegiati a causa della pandemia che ci permette di avere più tempo per l’incontro personale con Dio, nella preghiera, nell’ascolto e nella meditazione della sua Parola”. Per l’arcivescovo di Rabat è questo incontro personale con Dio che va testimoniato e reso sacramento. Il cardinale López Romero invita poi a pregare per quanti sono nel disagio ed esorta sacerdoti e comunità religiose ad offrire contributi per il Fondo di emergenza per le vittime della pandemia voluto da Papa Francesco. Infine il porporato ricorda di recitare il Rosario soprattutto nel mese di maggio, così come raccomandato dal Pontefice in una speciale lettera. “È un'opportunità per continuare a riscoprire la preghiera in famiglia e la famiglia come Chiesa domestica (una conseguenza molto positiva di questa situazione negativa che viviamo) – conclude il porporato –. Resistiamo, viviamo nella pazienza ... e nella gioia della Pasqua”. (TC)

27 aprile - BRASILE - Crisi politica. Appello vescovi allo Stato di diritto: è sovrana la legge, non la volontà degli uomini

“È importante ricordare ciò che dice la Dottrina sociale della Chiesa: nello Stato di diritto, la legge è sovrana, non la volontà degli uomini”: così Monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, presidente della Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) ha commentato la crisi politica in atto nel Paese, dopo le dimissioni presentate dal Ministro della Giustizia e della Pubblica sicurezza, Sergio Moro. Le dimissioni sono state motivate dalla decisione del Capo dello Stato, Jair Bolsonaro, di sostituire il direttore generale della Polizia federale, Maurício Valeixo, nominato proprio da Moro. In una nota pubblicata sul sito web della Cnbb, Monsignor Oliveira de Azevedo definisce l’accaduto come una prova “dell’intervento politico ai vertici di istituzioni che, secondo i parametri della Costituzione, devono e non possono non avere autonomia e indipendenza, anche per indagare sulle autorità”. “Si tratta di un fatto molto grave – prosegue la nota – che danneggia ancor di più la credibilità del governo e degli organismi che dovrebbero garantire il rispetto delle leggi”. Intanto, il procuratore generale, Augusto Aras, ha chiesto alla Corte suprema di aprire un'inchiesta contro Bolsonaro. (IP)

26 aprile INDIA  vescovi salutano la nuona legge che punisce aggressioni contro il personale medico

In India qualunque violenza o vessazione contro operatori sanitari è adesso un reato penale punibile con la prigione e una pesante multa. È quanto stabilisce un emendamento approvato il 22 aprile dal Governo federale indiano per proteggere medici e infermieri impegnati in prima linea contro il Coronavirus. Gli aggressori potranno essere puniti con un massimo di sette anni di carcere e con un’ammenda fino a 500mila rupie (parti a 6.570 dollari). Gli operatori sanitari saranno anche risarciti di eventuali danni contro le loro proprietà. Il presidente della Commissione per la salute della Conferenza episcopale indiana (Cbci),  monsignor Prakash Mallavarapu saluta con favore il provvedimento: “Era necessario in questo momento difficile, perché ci sono notizie di attacchi contro medici in alcuni Stati, cosa inaccettabile perché rischiano la loro vita per salvarci dalla pandermia - afferma all’agenzia Ucanews -. In questa emergenza i ‘guerrieri’ del Coronavirus sono come angeli che hanno messo a rischio la propria vita e quella dei loro familiari”.  In queste settimane si sono moltiplicate le aggressioni contro il personale sanitario in India, al punto che medici e infermieri hanno minacciato azioni di protesta.  (LZ)

26 aprile  COSTA D‘AVORIO. La Chiesa non licenzia, nonostante le difficoltà finanziarie causate dalla pandemia. L’invito all’unità dei vescovi

L’emergenza Covid sta mettendo a rischio il lavoro di milioni di persone nel mondo e il pagamento dei loro stipendi. Accade anche nel continente africano, dove nei giorni scorsi il presidente della Conferenza episcopale regionale dell’Africa orientale (Recowa-Cerao), monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja, ha rivolto un pressante appello ai governi del continente a trovare un modo per continuare a pagare gli stipendi del personale pubblico. Un problema che preoccupa e tocca da vicino anche le Chiese africane che riescono a stento a pagare i propri dipendenti. In Costa D’Avorio, la chiusura di tutte le scuole e università cattoliche disposta il 17 marzo è stata un duro colpo per le già fragili finanze ecclesiastiche locali. I vescovi, tuttavia, si stanno prodigando per evitare licenziamenti e non sospendere gli stipendi. Questa l’indicazione della Conferenza episcopale (Cecci) che il 23 aprile ha diramato un comunicato in cui chiede al Segretariato nazionale per l’educazione “di mantenere i posti di lavoro e gli stipendi dei dipendenti e di negoziare le modalità della retribuzione in caso di difficoltà finanziarie”.  Nel comunicato – riporta il sito della la Cerao-Recowa – si chiede anche di “dare precedenza al pagamento degli arretrati che si sono accumulati dopo la chiusura delle scuole”. Inoltre, i presuli invitano gli insegnanti cattolici a “dare prova di comprensione e di spirito di sacrificio”, esprimendo solidarietà e vicinanza a tutto il corpo docente in questo momento difficile.  (LZ)

26 aprile UNGHERIA – Stickers gratuiti su Viber. Iniziativa dei vescovi ungheresi

Le nuove generazioni esprimono molto spesso le loro emozioni attraverso lo smarphone e le applicazioni disponibili in rete. Nel piano di intervento di potenziamento della comunicazione, i vescovi ungheresi hanno pensato ad inserirsi nella piattaforma locale più utilizzata dai giovani per offrire stickers gratuiti. Fino al 20 maggio prossimo, infatti, sul messenger Viber, si potranno scaricare una trentina “adesivi” , tutti con messaggi positivi adatti a diverse situazioni. Affiancheranno emoticon ed emoji e potranno essere usati per chattare. Si troveranno in una sezione dedica nella tastiera della piattaforma ed essere suddivisi per preferiti o categorizzati per argomento. Con questa iniziativa la Chiesa ungherese si inserisce in un ulteriore canale di comunicazione per supportare i servizi delle diocesi nell’ambito dell’educazione, la famiglia e i poveri. (DD)

26 aprile - IRLANDA. Il Santuario mariano di Knock lancia pellegrinaggi virtuali sul suo sito 

In Irlanda l’ultima domenica di aprile segna tradizionalmente l’inizio dei pellegrinaggi al Santuario nazionale di Knock, il più importante luogo di spiritualità mariana dell’isola meta di centinaia di migliaia di pellegrini da tutto il mondo. Quest’anno anche qui, a causa dell'emergenza Coronavirus, i pellegrinaggi sono sospesi . Per questo il santuario propone in alternativa un pellegrinaggio virtuale. Attraverso il sito https://www.knockshrine.ie/, gruppi di pellegrini che si recano normalmente a Knock in questo periodo, oltre alle Messe quotidiane, potranno dunque seguire da casa celebrazioni speciali. Per la Messa della domenica l’appuntamento è alle 15.00, mentre il programma della settimana prevede la recita del Rosario alle 14.30 seguita dalla Messa e della Benedizione alle 15.00. A presiedere le liturgie sarà il rettore del santuario, padre Richard Gibbons. I pellegrini potranno anche accendere una candela virtuale e lasciare tramite il sito le loro intenzioni di preghiera. (LZ)

26 aprile – PORTOGALLO – #coronavirus Presidente giornalisti ispirazione cristiana: “Chiuse 30 testate. Stampa locale in crisi”

“Quando un giornale chiude, viene arrecato un danno all’intero sistema democratico. Paulo Ribeiro, presidente dell'AIC (Associazione Stampa di ispirazione cristiana) ha espresso la sua preoccupazione al Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, nel corso di un incontro tenutosi nei giorni scorsi a Belém, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti dell’Associazione Stampa Portoghese (API). All’ordine del giorno, il futuro dei media regionali all’indomani della chiusura di trenta testate dovuta alla crisi generata dalla pandemia. “Se un giornale chiude, è in gioco la coesione sociale. In questo momento la stampa locale sta guadagnando terreno, soprattutto grazie alla rete, perché i lettori cercano informazioni sui territori in cui risiedono” spiega Ribeiro. Per questo non è mai stato così importante tenere viva la voce locale. Senza pensare ai giornalisti che perdono lavoro” aggiunge. (DD)

26 aprile - BRASILE. A Brasilia il primo centro di accoglienza per migranti venezuelani

Sorgerà a Brasilia il primo centro per migranti venezuelani ed ospiterà coloro che attualmente si trovano nei presidi di accoglienza dello stato di Roraima. L’inaugurazione è prevista per la seconda metà dell’anno. L’iniziativa rientra nel progetto “Acolhidos por el Trabajo” ed è promossa dalla Conferenza Nazionale dei Vescovi brasiliani (CNBB), insieme alla sezione brasiliana e statunitense dell’Associazione Volontari per il Servizio Internazionale (AVSI), all’Istituto per le Migrazioni e i Diritti umani (IMDH) e all’Ufficio per la popolazione, i rifugiati e le migrazioni (PRM) del Dipartimento di Stato Usa. La struttura è di proprietà della CNBB e sarà predisposta per la ricezione temporanea di famiglie o di singoli individui che potranno rimanere non oltre tre mesi. I residenti verranno avviati al lavoro e accompagnati durante il loro percorso di integrazione. “La mancanza di lavoro, la fame, l'insicurezza, la malattia sono per i migranti prove di sopravvivenza.  (DD)

26 aprile - NIGERIA. Arrestati gli assassini del seminarista Michael Nnadi rapito e ucciso lo scorso gennaio

Sarebbero nelle mani della polizia i sospetti assassini di Michael Nnadi, il giovane seminarista del Seminario maggiore del Buon Pastore di Kakau, nello Stato nigeriano di Kaduna, ucciso lo scorso gennaio dopo essere stato rapito insieme ad altri tre seminaristi. Lo ha reso noto il 24 aprile in un post Facebook il portavoce della diocesi di Sokoto, padre Chris Omotosho. “Le autorità del seminario hanno confermato che la polizia è venuta con uno dei criminali per individuare il percorso dei rapitori”, precisa il sacerdote. Resta ignota l’identità dei sospetti e il movente del rapimento.  18 anni, originario di Sokoto, Michael Nnad, era stato rapito l’8 gennaio insieme ad altri tre seminaristi poi liberati. Il suo corpo era stato ritrovato due settimane dopo. Il rapimento era solo l’ultimo di una serie in Nigeria: negli ultimi due anni i sequestri di sacerdoti e religiosi a scopo di estorsione si sono moltiplicati in diversi Stati nigeriani.  (LZ)

25 aprile 2020 - PORTOGALLO Salesiani lanciano quattro video sulla “Catechesi in tempo di confinamento”

- Quattro video sulla “Catechesi in tempo di confinamento” per Coronavirus. A lanciarli sul loro sito on-line i Salesiani di Don Bosco portoghesi che li hanno messi a disposizione di tutti quei catechisti che usano il loro nuovo percorso catechetico “Collegamenti. Itinerari di educazione alla fede” (‘Ligações. Itinerário de educação a fé’). Si tratta di un programma innovativo lanciato nel 2018 e "progettato da zero" per "contribuire all'aggiornamento" della catechesi, avendo come punto di riferimento principale il nuovo Catechsimo della Chiesa cattolica. Tra le novità salienti del programma proposto: “contenuti attenti al contesto digitale; un linguaggio accattivante che presenta ai ragazzi un Dio vicino, familiare e che vale la pena conoscere; incontri ben strutturati e dinamici, con materiale accessibile ai catechisti; un equilibrio tra esperienza vissuta, interiorizzazione della Parola e comunicazione della fede nelle periferie della vita quotidiana”. Ed è in questa prospettiva innovativa che si inseriscono i quattro video sulla “Catechesi in tempo di confinamento”. (LZ)

25 aprile - STATI UNITI Il Coronavirus accresce rischio di carestie nel mondo: l'allarme dei Catholic Relief Services

La pandemia del Coronavirus rischia di causare carestie in diverse parti del mondo già afflitte da siccità, alluvioni, conflitti e adesso anche dalle locuste. A rilanciare l’allarme sono i Catholic Relief Services (Crs), l’agenzia caritativa dei vescovi americani per gli aiuti ai Paesi d’oltremare che, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, chiedono agli Stati Uniti nuovi fondi per aiutare le popolazioni colpite. “La pandemia è una crisi nella crisi in diverse parti dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia”, ha dichiarato il presidente dell'organizzazione Sean Callahan -. I gravi rischi per la salute sono solo una parte dell’emergenza Coronavirus, poiché i lockdown disposti in tutto il mondo stanno impedendo, tra le altre cose, la semina e i raccolti, la vendita di prodotti e il lavoro alla giornata. Questo significa meno entrate per persone che hanno disperato bisogno di cibo e meno cibo disponibile a prezzi più alti”. Tra le popolazioni più minacciate quelli dell’Africa orientale  invasi dalle locuste, dove già adesso 35 milioni di persone soffrono la fame. Non migliore la situazione in Africa occidentale e centrale, in cui la principale minaccia ai raccolti è rappresentata dai cambiamenti climatici, dall’urbanizzazione intensa e dai conflitti. Ma l’emergenza fame non riguarda solo il continente africano. In America centrale  circa un milione di piccoli contadini hanno visto distruggere i loro raccolti di mais e fagioli a causa del succedersi di siccità e stanno esaurendo le loro riserve. (LZ)

25 aprile -  SLOVACCHIA La Fondazione Renovabis a sostegno della pastorale per i rom

"Mentre le istituzioni stanno cercando di cambiare e migliorare le condizioni di vita dei Rom con interventi esterni, la Chiesa sta operando dall’interno”. E’ quanto rivelato dal rapporto della Fondazione tedesca “Renovabis”, organismo che affianca il servizio pastorale della Conferenza episcopale slovacca (KBS), sulla formazione e il sostegno ai Rom. Si tratta di un documento di 70 pagine che riassume il lavoro svolto dalla Fondazione nel triennio 2016-2018. “Un impegno straordinario che dura da 20 anni e che ci ha consentito di lavorare accanto a queste comunità, tenuto conto che la Chiesa locale è stata molte volte esclusa dai progetti promossi dallo stesso governo” spiega Renáta Ocilková, coordinatrice della pastorale per i rom della KBS. La relazione di Renovabis valuta positivamente i progetti portati a termine in questi anni perché “rendono possibile una autentica integrazione”. (DD) 

25 aprile - VIETNAM Riprendono le Messe pubbliche in alcune diocesi dopo quasi un mese di sospensione

Dopo l’allentamento delle misure contro la diffusione del Covid-19 annunciato il 22 aprile dal Primo Ministro vietnamita Nguyen Xuan Phuc, i vescovi di tre diocesi del Paese hanno autorizzato la ripresa delle liturgie pubbliche, sia pure con diverse restrizioni precauzionali.  Si tratta delle diocesi di Vinh, Ha Tinh e  My Tho in questo fine settimana sono ricominciate le Messe con la partecipazione di un numero ristretto di fedeli nel   rispetto delle norme di sicurezza: distanziamento sociale, mascherine e sanificazione degli ambienti.  I sacerdoti sono stati anche aurtorizzati a confessare dare l’unzione degli infermi. Restano invece sospesi a tempo indeterminato tutti gli eventi ecclesiali collettivi: pellegrinaggi, adorazioni eucaristiche , riunioni, ritiri spirituali, corsi di catechismo e feste patronali. (LZ) 

25 aprile -  PORTOGALLO Documento dei vescovi per la Festa della mamma

"Celebrare la festa della mamma fa bene a tutti. Sentirsi figli rinnova la nostra fraternità". La Commissione Laici e Famiglia della Conferenza episcopale portoghese pubblica oggi un testo in vista del prossimo 3 maggio (giorno in cui nel paese si celebra la festività) per “rendere grazie della bellezza dell'amore delle mamme e per la loro passione nel dedicare le loro vite nell’accogliere, educare e accompagnare nel corso della vita i propri figli”. Lo scritto sottolinea che celebrare questa giornata vuol dire "sostenere tutte le donne che scelgono di essere madri e “difendere e custodire il dono della maternità". Il documento prosegue spiegando che “le mamme sono autentiche benefattrici della società, perché sanno trasmettere in ogni momento, anche nel peggiore, la tenerezza, la bellezza del perdono e la forza del coraggio". (DD)

25 aprile – INDONESIA A Giakarta iniziativa di solidarietà cristiano-musulmana per il mese di Ramadan: contributo concreto alla fratellanza

Cristiani e musulmani uniti per portare aiuto ai bisognosi. Succede anche a Giakarta, dove, in occasione del Ramadan, l’arcidiocesi della capitale e il Nahdlatul Ulama (NU), la più grande organizzazione islamica moderata dell’Indonesia, hanno lanciato un’iniziativa comune di solidarietà per portare cibo ai fedeli musulmani poveri. Anche in Indonesia, come in molti altri Paesi, il mese islamico di digiuno e penitenza iniziato il 24 aprile viene celebrato in casa, secondo quanto disposto dalle autorità per prevenire la diffusione del contagio. L’isolamento forzato ha lasciato molte persone senza fonti di sostentamento: auto-trasportatori, rovistatori di rifiuti, lavoratori alla giornata ,disoccupati, ma anche anziani, disabili, orfani e studenti nei collegi islamici. Ed è a loro che volontari del NU e cattolici distribuiranno pasti pronti preparati nel Daya Dharma Institute dell’arcidiocesi di Giakarta per tutto il periodo del Ramadan. (LZ)

25 aprile - INDIA La Chiesa aiuta anche nel monitoraggio del contagio: a Bhopal sacerdoti e religione in missione per trovare casi sospetti

Non solo ospedali messi a disposizione dei malati Covid, l’apertura delle proprie strutture a chi non ha un tetto,  distribuzione di cibo a chi ha perso il lavoro e ai più bisognosi. In India la Chiesa collabora anche nel monitoraggio del contagio sul territorio. Nello Stato del Madya Pradesh, 4 sacerdoti, 31 suore e 3 religiosi appartenenti a diverse congregazioni hanno appena concluso un’indagine conoscitiva in diversi hot-spot dell’epidemia nella capitale Bhopal per individuare casi sospetti. In tre giorni la squadra, composta tutta da volontari, ha visitato 8.624 case per un totale di quasi 36mia persone, ha raccontato all’agenzia Ucanews suor Frances Regis, presidente della sezione locale dei religiosi cattolici dell’India (Cri) alla quale è stato affidato ilo coordinamento dell’equipe.  La richiesta è partita dal Governo dello Stato che si è rivolto alla Chiesa cattolica locale per questa missione delicata e rischiosa. Nonostante il rischio di contagio tutti i sacerdoti e religiose interpellati hanno accettato senza esitazione la missione, afferma monsignor Leo Cornelio, arcivescovo di Bhopal.. Per il presule la decisione delle autorità locali di rivolgersi alla Chiesa è stata un importante segno di fiducia. Un segno importante se si considera che il Madya Pradesh è uno dei tanti stati indiani in cui i cristiani vengono spesso presi di mira da gruppi fondamentalisti indù che li accusano di conversioni forzate. (LZ)

25 aprile - OLANDA Corte Suprema sull’eutanasia per i pazienti con demenza. il cardinale Eijk: aumenteranno i casi

"Temo che questa sentenza non porterà a una diminuzione del numero di casi di eutanasia e suicidio assistito”. Così il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, commenta. in una dichiarazione pubblicata sul sito della Conferenza episcopale olandese, il pronunciamento della Corte Suprema dei Paesi Bassi che il 21 aprile ha dato il via libera all'eutanasia per i pazienti affetti da demenza avanzata, anche se non più in grado di confermare il loro desiderio di porre fine alla propria vita manifestato in precedenza. Esprimendosi sul caso di una dottoressa prosciolta lo scorso settembre dall’accusa di avere proceduto all'eutanasia su una paziente affetta da Alzheimer, ma senza avere la certezza del suo consenso, la Corte ha chiarito che un medico può ottemperare a una richiesta scritta di eutanasia “se il paziente non è più in grado di esprimere il proprio consenso a causa della demenza avanzata". Per il cardinale Eijk la sentenza non mette chiarezza, ma aumenta l’incertezza giuridica (LZ) 

25 aprile - COREA DEL SUD – Aborto, pena di morte, ambiente e occupazione. Il confronto della Chiesa coreana con la 21 Assemblea Nazionale

E’ previsto per il 30 maggio prossimo l’insediamento della 21esima Assemblea Nazionale che ha visto vincitori il Partito Democratico del presidente Moon Jae-in e l'alleato del Platform Party. Le elezioni per il rinnovo dei 300 seggi si sono tenute in pieno periodo Covid-19 e, nonostante le restrizioni, hanno fatto registrare la più alta affluenza degli ultimi 28 anni. Secondo la National Election Commission, si è attestata al 66,2%, pari a 29,1 milioni di votanti su 44 milioni di aventi diritto. Successo anche per Thae Yong-ho, ex numero due dell'ambasciata nordcoreana a Londra che nel 2016 fuggì in Corea del Sud. Si tratta del primo disertore del Nord ad approdare nell'Assemblea nazionale con i voti diretti dei cittadini del Sud, grazie al sostegno dallo United Future Party (Ufp), la principale forza di opposizione. Dei 300 neoeletti, 79 sono cattolici e per questo la Chiesa locale ha già reso noti i temi sui quali intende discutere e formulare proposte concrete. A cominciare dall’aborto. Altra questione che la chiesa coreana sta seguendo con attenzione da anni è quella relativa alla pena capitale. A marzo dello scorso anno il Comitato episcopale per l'abolizione della pena di morte ha presentato una petizione di oltre 100mila firme. Tra queste, figura quella dell’arcivescovo di Seoul, Card. Yeom Soo-jeong. Attenzione speciale, inoltre, verrà dedicata ai temi ambientali. I presuli hanno sollecitato l’istituzione di una equipe di esperti per lo studio dei cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni dei gas serra. Occhi puntati anche sulla sicurezza delle centrali nucleari. Infine la lotta ad ogni forma di discriminazione e, nel campo dell’occupazione, si chiedono massime garanzie agli operai e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. (DD)

25 aprile - CAPO VERDE - Volontari missionari tra la popolazione: una testimonianza

Si chiamano Juliana Castro e André Alves e dall’ottobre 2019 vivono a Capo Verde, nell’ambito di un progetto promosso dal Volontariato Missionario Spiritano e della ong “Sol Sem Fronteiras”. Ma l’arrivo del virus ‘Covid-19’ anche nell’arcipelago africano ha cambiato i piani dei due giovani: partiti, infatti, come collaboratori di una scuola per insegnare inglese alla popolazione locale e per preparare 200 giovani al sacramento della Cresima, ora Juliana e André hanno dovuto riadattare le loro attività alla quarantena obbligatoria e all’isolamento sociale. “Stiamo cercando di implementare la didattica a distanza con i materiali on line – spiegano, citati dall’agenzia Ecclesia – ma è molto difficile”. I due giovani mettono in risalto anche il forte impatto che la quarantena ha sulle famiglie: molte abitazioni, infatti, sono prive di acqua e di elettricità. Inoltre, il popolo capoverdiano, spiegano, “è abituato a stare in strada, a lavorare nei campi, a svolgere attività commerciali all’aperto”. L’isolamento sociale obbligatorio, quindi, ha reso molto difficile “il sostentamento della gente”. Da segnalare che, secondo gli ultimi dati, nel Paese si contano 82 casi di coronavirus, su una popolazione di 543mila abitanti. (IP)

25 aprile - ECUADOR - Istituita Commissione mista vescovi-governo per studiare la “fase 2”

Una Commissione mista, formata da membri del governo e della Conferenza episcopale, è stata istituita in Ecuador per capire come affrontare la così detta “fase 2” della pandemia da coronavirus, in particolare la “riapertura dei luoghi di culto e la ripresa delle diverse attività pastorali”. Lo rende noto, in un comunicato, il Consiglio di presidenza dei vescovi locali, dopo un incontro con alcuni esponenti dell’esecutivo. “I vescovi – si legge nella nota - oltre a ribadire il loro impegno, come Chiesa, a collaborare alle campagne di solidarietà in favore dei più poveri e ad accompagnare spiritualmente e moralmente le famiglie, hanno sottolineato che la riapertura delle chiese risponde all’invocazione spirituale di un popolo a maggioranza credente e cattolico”. Nello specifico, la Commissione “elaborerà i protocolli da applicare in forma graduale, a seconda della situazione concreta di ogni città e di ogni settore”. “Che questo passo così importante – conclude la nota - aiuti a mantenere viva la speranza e a trovare le soluzioni appropriate sia per la salute pubblica che per l’economia del Paese”. Secondo gli ultimi dati, in Ecuador si contano 11.183 casi confermati di ‘Covid-19’, 1.328 guariti e 560 deceduti. (IP)

25 aprile - KENYA - Appello dei vescovi allo Stato: sostenere la popolazione colpita dalle inondazioni

Sono oltre 28 le vittime e decine i dispersi causati dalle inondazioni che, nell’ultima settimana, hanno colpito la regione occidentale del Kenya. La situazione peggiore riguarda la città di Kisumu, sulle sponde del Lago Vittoria, dove è a rischio anche la tenuta delle dighe, mentre le forti piogge non accennano a smettere. Di fronte a tale drammatica situazione, la Commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale del Kenya ha sollecitato il governo a stanziare le risorse necessarie per sostenere la popolazione. Dai presuli anche un appello ai cittadini stessi, affinché siano solidali con i più colpiti dalle alluvioni, compresi i senza tetto, già in difficoltà a causa della pandemia da coronavirus presente nel Paese. “Chiediamo al governo – afferma il presidente della Commissione, Monsignor John Oballa Owaa – di stanziare immediatamente le risorse adeguate per far fronte ai bisogni più urgenti della popolazione”. Al contempo, i vescovi esortano i fedeli a rispettare le direttive delle autorità per evitare la perdita di vite umane e di beni materiali, poiché “la sicurezza della comunità inizia da quella del singolo individuo”. Oltre alla città Kisumu, risultano colpite le zone di West Pokot, Elgeyo Marakwet, Bungoma e Homabay. Più di 400 famiglie sono sfollate, poiché le inondazioni hanno spazzato via molte abitazioni, rendendo anche impraticabili le strade e, quindi, difficili le operazioni di soccorso. (IP)

24 aprile - GHANA - Continua l’operato della Caritas in aiuto a poveri e vulnerabili

La Caritas del Ghana continuerà a rispondere alle esigenze dei poveri e dei vulnerabili, colpiti dalla pandemia di coronavirus, anche dopo che sarà conclusa la quarantena sanitaria: lo afferma il Segretario generale dell’organismo caritativo, Samuel Zan Akologo, citato dal sito web della Recowa-Cerao, la Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale. “Intendiamo – sottolinea Akologo – continuare ad impegnarci in favore dei poveri, soprattutto di coloro che sono stati colpiti dall’isolamento sociale” nel contesto dell’emergenza sanitaria. Invitando tutti alla “responsabilità civica di rispettare le linee-guida anti-contagio”, l’esponente della Caritas esorta la popolazione alla speranza e alla solidarietà, armi che – spiega – possono vincere le paure e le ansie di questo difficile momento storico. (IP)

24 aprile - BRASILE - Depenalizzazione aborto in caso di virus Zika. Vescovi lanciano campagna social #indifesadellavita

#indifesadellavita: questo l’hashtag lanciato dalla Commissione episcopale per la Vita e la famiglia della Chiesa cattolica in Brasile per esortare i fedeli a ribadire il diritto alla vita anche attraverso una campagna di sensibilizzazione sui social network. L’iniziativa è stata lanciata oggi, in occasione della presentazione alla Corte suprema federale dell’Azione diretta di incostituzionalità (Adi 5581) che mira a depenalizzare l’aborto nel caso in cui la donna risulti infetta dal virus Zika, responsabile della microcefalia fetale. La Corte avrà tempo fino al 30 aprile per esprimere, tramite votazione, il suo parare. Per questo, “consapevole dell’impegno in favore dell’inviolabilità della vita – si legge sul sito dei vescovi brasiliani (Cnbb) – la Commissione episcopale per la Vita e la famiglia propone a tutti i cattolici, siano essi fedeli laici, agenti pastorali, membri di movimenti e comunità ecclesiali, vescovi, sacerdoti, diaconi e seminaristi, di esprimere la loro posizione a tutela della vita sui social network”. L’hashtag suggerito andrà utilizzato su Twitter e Instagram “per raggiungere ogni angolo del Paese, ogni organo di stampa e, soprattutto i membri della Corte, affinché si impegnino in favore della vita, grande dono di Dio”. (IP)

24 aprile - IRAQ - I parroci di Baghdad donano i loro stipendi a quanti colpiti dall’emergenza

Un segno concreto di vicinanza a quanti in Iraq sono colpiti dalla pandemia del coronavirus. I parroci di Baghdad hanno deciso di devolvere i loro stipendi per sostenere la popolazione durante l’emergenza. La decisione è stata presa ieri al termine della riunione convocata nella capitale dal patriarca e cardinale cardinale Louis Raphael Sako, alla quale hanno preso parte anche gli ausiliari mons. Shemon Warduni e mons. Basilio Yaldo. Il contributo dei sacerdoti di Baghdad pari a circa 25 milioni di dinari iracheni  va ad aggiungersi ai 90mila dollari già stanziati dal patriarcato caldeo. Durante la riunione è stato anche fatto il punto della situazione sulle misure messe in campo dalla Chiesa e, nel rispetto di quanto deciso dalle autorità irachene, è stata ribadita la necessità di evitare che nelle parrocchie si svolgano attività di gruppo come il catechismo. A tal proposito si è suggerito un utilizzo ancor più diffuso del web e dei social media per mantenere vivo il contatto con i fedeli. (PO)

24 aprile - MONDO - Il Coe chiede attenzione per le vittime di violenza in questo tempo di pandemia

Arriva da una dichiarazione comune l’esortazione ad avere attenzione per le vittime della “doppia pandemia”: di Covid-19 e della violenza di genere. A firmarla sono gli ambasciatori della Campagna dei giovedì in nero del Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe), nata più di vent’anni fa contro le violenze sessuali e sessiste, e i cui aderenti ogni giovedì indossano indumenti neri o segni distintivi della campagna stessa. La dichiarazione sottolinea che in seguito alle restrizioni imposte dai governi per evitare la diffusione del coronavirus, sempre più persone hanno chiesto aiuto perché vittime di violenze, a causa dell’isolamento o della perdita del posto di lavoro. Secondo gli esperti, queste situazioni possono contribuire all’aumento dei casi di violenza, che tra l’altro potrebbero essere più numerosi di quelli segnalati, e ciò a causa della difficoltà nella ricerca di aiuto durante la quarantena disposta ovunque. “I conflitti e le crisi portano quasi sempre con sé ulteriori conseguenze come la violenza, che può essere aggravata da altri fattori, quali razza ed etnia, disabilità e condizioni economiche – si legge nella dichiarazione –. Invitiamo tutti a prendersi cura delle persone nelle loro case, nelle loro relazioni personali e in tutti i luoghi di lavoro”. (TC)

24 aprile - AUSTRIA -  15 maggio riprendono le Messe, ma in forma limitata. Cardinale Schönborn: vivere comuque la fede

Protezione della bocca e del naso, distanza di due metri, pulizia e disinfezione regolare degli edifici e controlli all'ingresso: sono queste le condizioni obbligatorie che le chiese in Austria dovranno rispettare con la ripresa delle funzioni religiose, a partire dal 15 maggio. Le normative sono state presentate ieri, 23 aprile, in conferenza stampa dal Ministro nazionale della cultura, Susanne Raab, e dal presidente della Conferenza stampa austriaca, Cardinale Christoph Schönborn, il quale ha spiegato che, in base a tali criteri, ora le chiese e le comunità religiose elaboreranno linee-guida specifiche per il territorio. “Si tratta di misure di sicurezza necessarie e sensate – ha detto il porporato - per riportare, gradualmente e in modo responsabile, la vita religiosa alla normalità". Prudenza e creatività, dunque, sono fondamentali, nella consapevolezza che, “nonostante le restrizioni storicamente uniche, possiamo vivere la fede". Tanto più che tali misure dimostrano “l’amore per sé e per il prossimo”. (IP)

24 aprile - SVIZZERA - Caritas e Heks in aiuto ai Paesi dell’Africa orientale contro l’invasione di locuste

Una catastrofe “di proporzioni bibliche”: così Caritas Svizzera e Heks, l’organizzazione di assistenza della Chiesa protestante, definiscono l’invasione di locuste che da qualche tempo affligge l’Africa dell’est: da mesi, infatti, sciami di milioni di locuste del deserto coprono vaste porzioni di territorio mettendo a rischio i raccolti e con essi l’alimentazione di milioni di persone. Nonostante gli sforzi su larga scala per combatterle, infatti, non sono ancora state sconfitte.   Se gli insetti continuano a diffondersi su vaste aree, le conseguenze potrebbero essere devastanti, secondo gli esperti della Fao. “Il mondo deve prendere tempestivamente delle contromisure - ha detto a Kath Stefan Gribi, responsabile della comunicazione di Caritas Svizzera, da sempre coinvolta in progetti di sviluppo nell’area dell’Africa orientale e precisamente in Etiopia, Uganda e Sud Sudan - anche se la Svizzera è ora fortemente coinvolta dalla crisi del Coronavirus, il Paese non dovrebbe trascurare il fatto che condivide la responsabilità per i Paesi del Sud”. (RB)

24 aprile - MONDO - Famiglia Vincenziana Internazionale firma l’appello globale per proteggere i senzatetto dalla diffusione del Covid-19

C’è anche la Famiglia Vincenziana Internazionale tra i circa cento firmatari dell’appello globale alla solidarietà e all’azione per proteggere i senza tetto dalla diffusione del COVID-19. Cresce così l’elenco delle associazioni e organizzazioni caritative che aderiscono alla campagna #protecttheunhoused visibile sul sito https://covid19-protecting-screening-rehousing.com/ L’iniziativa – spiega un comunicato dei Vincenziani – è mirata a chiedere la protezione delle persone più fragili che già vivono nel quotidiano una situazione di precarietà. Per loro si invoca la precedenza nello screening test al Covid-19. “La mancanza di attenzione per questa specifica parte della popolazione”, infatti “non può che aggravare la situazione epidemiologica generale. Occorre perciò adottare misure urgenti e prioritarie per arginare la diffusione del Covid-19 tra cui la protezione dei senzatetto”. Fondamentale quindi  promuovere l'accesso ad alloggi sicuri, accettabili da un punto di vista igienico, permettendo l'isolamento, al fine di controllare la potenziale trasmissione della malattia. Necessario anche garantire i bisogni primari, compreso l'accesso al cibo e all’igiene, fornire i prodotti necessari, come mascherine e camici,  per la riduzione dei rischi e garantire l'accesso alla consulenza e all’aiuto a seguito della chiusura dei servizi e dei centri di accoglienza; infine si chiede di “proteggere i senzatetto dalle misure punitive della polizia di fronte alla mancanza di alternative sicure allo spazio pubblico”, senza dimenticare l’imperativo di soluzioni strutturali per l’accesso all’alloggio. (PO)

24 aprile - BELGIO - Una piattaforma aiuta i genitori dei bambini disabili in quarantena: nasce Répit Solidaire

Come possono essere aiutati i genitori di bambini malati o disabili in questo periodo di isolamento? Un team di volontari multidisciplinari guidato da ricercatori dell'UCLouvain, esperti nel sostegno a queste famiglie, sta lanciando la piattaforma Répit Solidaire (in italiano “Il sollievo della solidarietà”), che riunisce informazioni concrete e utili ma è anche un'opportunità per creare collegamenti. A meno di una settimana dal lancio, la pagina Facebook di Répit Solidaire aveva già 400 iscritti. Per quanto riguarda l'omonimo sito, che è andato online lunedì, ha ricevuto molte visite e sta generando entusiasmo. Le ideatrici della piattaforma sono Anne-Catherine Dubois e Maëlle Boland, una infermiera e l’altra psicologa dell'UCLouvain Health and Society Research Institute che, forti delle rispettive esperienze sul campo, hanno voluto "in questo periodo di reclusione, rendere la vita più facile a questi genitori offrendo loro un sostegno e in particolare la centralizzazione di tutto l'aiuto ancora disponibile e non sempre facile da trovare". (RB)

24 aprile - MONDO - Il 29 aprile webinair del Coe sul ministero on line delle Chiese

Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe) propone un webinario (seminario in rete) e consigli pratici per il ministero on line, in questo particolare momento segnato dall’emergenza coronavirus. In risposta al bisogno di comprendere cosa significhi oggi essere Chiesa, il Coe dà appuntamento sul web al 29 aprile alle ore 15 (CET) su www.oikoumene.org/live. Il seminario cercherà di dare spiegazioni alle Chiese che vogliono sviluppare online le modalità per pregare e celebrare. Sarà possibile anche rivolgere domande agli oratori e il video dell’incontro virtuale rimarrà disponibile sul sito. Esperti di comunicazione di tutto il mondo esploreranno le nuove sfide e opportunità per le Chiese, condividendo le buone pratiche nel ministero online. Organizzato in collaborazione con la Federazione luterana mondiale, la Comunione mondiale delle Chiese riformate, il Forum cristiano mondiale, l’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana e la Conferenza europea dell’internet cristiano, il webinario tratterà dell’esperienza on line delle Chiese in questo periodo di isolamento, dell’impegno che necessita la presenza su web, della pianificazione di una presenza digitale interattiva delle Chiese e della prospettiva ortodossa sul ministero della Chiesa on line. (TC)

24 aprile - PAKISTAN - Missione di solidarietà dei giovani Scout Cristiani di Lahore

I giovani della chiesa di San Pietro, conosciuti come Scout Cristiani, a Lahore, nella provincia del Punjab, hanno lanciato un’iniziativa di solidarietà dopo essere venuti a conoscenza di casi di persone che stanno morendo di fame a causa della quarantena, imposta dal governo per fermare la diffusione della pandemia di Covid-19 nel Paese. Aslam Kami Bhutta, presidente del comitato della chiesa di San Pietro, ha raccontato ad UCA News come il gruppo, composto da 15 membri, distribuisca quotidianamente la colazione ai poveri, indipendentemente dalla loro fede religiosa, e come "quella che era cominciata come una piccola iniziativa si rivolga ora a più di 500 persone". "Alcuni - ha aggiunto - contribuiscono con farina e olio per fare il paratha - un pane indiano - e con curry, altri donano il loro stipendio e altri ancora la paghetta". (AP)

24 aprile - STATI UNITI E CANADA - Il Primo Maggio i vescovi, uniti,  consacreranno i due Paesi alla Vergine Maria

Il prossimo Primo Maggio i vescovi degli Stati Uniti e del Canada, uniti, rinnoveranno la consacrazione delle rispettive nazioni alla Beata Vergine, alle cure della quale, all’inizio del mese mariano, saranno affidate. Lo comunicano le due Conferenze episcopali con un comunicato pubblicato sul sito dei rispettivi Episcopati. “L'affidamento di una nazione a Maria, o l’atto di consacrazione della stessa alla Vergine, vuole essere un promemoria per i fedeli della testimonianza della Beata Madre al Vangelo e un modo per chiederne l’intercessione davanti a suo Figlio a nome di coloro che sono nel bisogno”, ha detto monsignor José Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale Usa. (RB)

24 aprile - STATI UNITI - I vescovi contro il blocco dell’immigrazione: uniti per risollevare l'economia

"In questo momento, la nostra comune esistenza umana è più che mai evidente. Il virus è spietato nella predazione della vita, non conosce confini né nazionalità. Papa Francesco ci insegna che per vivere questi tempi dobbiamo impiegare e incarnare la ‘creatività dell'amore’". Così rispondono al blocco dell'immigrazione da parte dell'amministrazione Usa, i vescovi statunitensi in un messaggio pubblicato sul sito dell’Episcopato e firmato da monsignor José H. Gomez, arcivescovo di Los Angeles e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, monsignor Mario E. Dorsonville, vescovo ausiliare di Washington e presidente del Comitato per le Migrazioni della Conferenza episcopale, e da monsignor Jaime Soto, vescovo di Sacramento e presidente del Consiglio di amministrazione della Catholic Legal Immigration Network. Questa, dunque, la replica dei presuli al proclama firmato dal presidente Trump: un appello all’unità nello sforzo contro il Covid-19. “Mentre accogliamo con favore gli sforzi per assicurare che tutti gli americani siano riconosciuti per la dignità del loro lavoro, la crisi globale in atto richiede unità e la creatività dell'amore, non più divisione e indifferenza. Ci sono poche prove che gli immigrati tolgono il lavoro ai cittadini: immigrati e cittadini, insieme, sono partner nel rilancio dell'economia della nazione. Dobbiamo sempre ricordare che siamo tutti figli e figlie di Dio, uniti in un'unica famiglia umana”. (RB)

24 aprile - REGNO UNITO - Arrivano le linee guida per le parrocchie in aiuto alle persone in difficoltà 

Caritas Social Action Network di Inghilterra e Galles e la Società San Vincenzo de’ Paoli locale hanno messo a punto linee guida e strumenti pratici da mettere a disposizione delle parrocchie che assistono famiglie e persone colpite in qualche modo dalla pandemia di Coronavirus. La notizia è stata pubblicata sul sito dell’Episcopato. Le linee guida fanno appello soprattutto all’amore cristiano di chi è in prima linea e si spende per tutti coloro che sono a rischio e ancora più vulnerabili ed esclusi a causa delle disposizioni restrittive dovute al dilagare dei contagi che nel Regno Unito restano ancora molto alti: ben oltre 4500 nella sola giornata di ieri - in cui si sono registrati anche 616 decessi – che portano il totale dei positivi a quasi 19mila. In pratica le linee guida, che possono essere adattate alle circostanze locali, includono esempi su come le parrocchie possono offrire sostegno, consigli e guida per la salvaguardia, la comunicazione, la gestione della salute e di altri rischi, indirizzando le persone a chi ne ha bisogno e a fare volontariato. L'aiuto richiesto può andare dal tenersi in contatto con una chiacchierata amichevole al telefono, al fare la spesa per altri, fino a portare a spasso il cane, ma anche pregare e dare la possibilità di partecipare a iniziative sul web. (RB)

24 aprile - MYANMAR - La Chiesa offre le sue proprietà per i centri di quarantena

Un gruppo di coordinamento nazionale della Chiesa per l’emergenza Covid-19, istituito il 30 marzo e guidato dal cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangon, ha esortato i vescovi locali a preparare centri di quarantena offrendo le proprietà della Chiesa, a svolgere campagne di prevenzione e sensibilizzazione sulla pandemia di coronavirus attraverso i gruppi diocesani e a contribuire con donazioni, con il volontariato e con la preghiera. Sotto questa spinta, il Seminario maggiore cattolico di San Giuseppe a Yangon si è già organizzato per ospitare 130 persone e un terreno di proprietà della Chiesa, a Thanlyin, città portuale vicino a Yangon, verrà presto adibito a centro di quarantena con 300 posti letto. L’edificio di fronte all'ospedale generale di Yangon, di proprietà della Conferenza religiosa cattolica del Myanmar, è stato offerto per ospitare infermieri e medici. Nell'arcidiocesi di Mandalay, quattro proprietà ecclesiastiche, compresi due seminari, sono state preparate per essere utilizzate come centri di quarantena, mentre la diocesi di Pyay ha designato un seminario minore. Nella diocesi di Banmaw, nello stato di Kachin, un centro di formazione professionale gestito dalla Chiesa potrà invece accogliere circa 30 persone. (AP)

24 aprile - MAURITIUS - Messaggio del Consiglio delle religioni ai musulmani che non potranno pregare nelle moschee per il Ramadam

Il Consiglio delle religioni dell’isola di Mauritius esprime solidarietà ai musulmani che hanno iniziato il Ramadan per le restrizioni con le quali quest’anno, a causa dell’emergenza coronavirus, dovrà essere vissuto il mese sacro all’islam. Le letture del Corano e le preghiere quotidiane che non potranno essere fatte nelle moschee e sarà necessario fare un sacrificio per amore di tutti. Il presidente del Consiglio delle religioni, Philippe Goupille, invita, come raccomandato dagli imam, a intensificare le relazioni familiari e a vivere il Ramadam particolarmente nella dimensione della famiglia. “È davvero una grande opportunità per rinnovare i legami familiari e approfondire il dialogo con i giovani e i bambini” scrive, ricordando che anche i cattolici non hanno potuto celebrare la fine della Quaresima e soprattutto non si sono potuti riunire per la grande festa della Pasqua. “Ci uniamo così alle altre grandi religioni nel nuovo modo di praticare la Quaresima – aggiunge Philippe Goupille –. È anche un'opportunità per sentirci più vicini alle altre religioni, vivere comunità lo stesso destino e condividere questa nuova esperienza che ci viene imposta”. “In unione con voi, pregheremo quindi in particolare – conclude il messaggio – affinché Dio risparmi l’isola di Mauritius e ci accompagni nel rilanciare nostra vita sociale ed economica”. (TC)

24 aprile - CILE - "Parlerò al suo cuore": il ritiro a casa organizzato dall’arcivescovado di Concepción

"Parlerò al suo cuore": questo il nome del ritiro organizzato dall'arcivescovo di Concepción, monsignor Fernando Chomali, e da padre Victor Alvarez, vicario della Pastorale giovanile arcidiocesana, offerto dalla parrocchia di El Sagrario, sabato 25 aprile, a partire dalle ore 10, e trasmesso online attraverso i social network dell’arcivescovado e della parrocchia stessa, dalla Radio Cilena, da Radio Maria e da altre radio della zona, oltre che dal canale MundoTV. Al centro del "ritiro a casa" il tema della lettura biblica del profeta Osea (OS 2-14), "Parlerò al suo cuore", che sottolinea l'importanza della fedeltà a Dio, con il quale l'arcivescovo invita i fedeli e le famiglie alla condivisione della fede, in questo momento così difficile per il mondo, che ha portato all’isolamento della popolazione per fermare la diffusione del coronavirus. (AP)

24 aprile - TERRA SANTA - Milioni di persone hanno seguito su social e media nella Settimana Santa le celebrazioni a Gerusalemme

Sono oltre 2 milioni nell’ultimo mese le persone raggiunte dalla Custodia di Terra Santa su Facebook, circa 300mila i contenuti visualizzati su Instagram e 200mila quelli pubblicati su Twitter. Sono i numeri che ha fatto registrare la pandemia di Covid-19, riferisce la Custodia, che ha costretto milioni di fedeli a seguire sui media e sui social celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera, riti tradizionali. Attraverso il sito custodia.org e i profili social, la Custodia francescana ha raccontato la Quaresima e la Settimana Santa dagli storici luoghi della tradizione cristiana. Centinaia i messaggi arrivati sulla pagina Facebook della Custodia di Terra Santa da Italia, Stati Uniti, Francia, Croazia, Ungheria, Spagna, Messico, Vietnam, Corea, Cina, Polonia e tanti altri Paesi. In tanti hanno chiesto ai francescani preghiere; tra le intenzioni affidate ai frati della Custodia diverse situazioni di vita personale, familiare e anche il sostegno ai malati di coronavirus. (TC)

24 aprile - REP DEM CONGO - Il cardinale Ambongo nominato coordinatore del Fondo di solidarietà nazionale

Con un’ordinanza del presidente, il cardinale Fridolin Ambongo, arcivescovo di Kinshasa e vicepresidente della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo, è stato nominato coordinatore del Consiglio di Gestione del Fondo di Solidarietà Nazionale per la Lotta contro l’emergenza da Covid-19 creato dal governo. Secondo quanto stabilito, l’obiettivo principale di questo fondo è reperire e raccogliere risorse finanziarie destinate a essere utilizzate, sotto forma di aiuto, assistenza o sostegno, a persone fisiche o giuridiche, personale medico che fornisce assistenza medica, servizi medici e ospedalieri, nonché a società e altre strutture che esercitano un'attività economica, che sarebbero particolarmente colpite dalle conseguenze economiche, finanziarie e sociali della diffusione di Covid-19 e dalle misure adottate per limitare la sua diffusione. Il fondo, infine, è finanziato dallo Stato e, su base volontaria, dalle province, dagli enti territoriali decentrati, dalle imprese pubbliche o private, dai donatori, dai partner e da qualsiasi altra persona fisica o giuridica di diritto pubblico o privato. Tra gli altri membri nominati per gestire questa struttura ci sono, oltre al porporato, anche altri rappresentanti delle confessioni religiose presenti nel Paese. (RB)

24 aprile - CILE -  I 64 anni di Caritas Cile al servizio della promozione della dignità umana

"Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con noi in questa lunga vita e invitarli a continuare a collaborare, sostenendo gli sforzi per costruire un mondo più solidale dove la dignità umana sia rispettata, dove il mondo dei poveri possa svilupparsi e abbia diritto ad una vita piena”. Così, il direttore di Caritas Cile, Lorenzo Figueroa, ieri, 23 aprile, sul sito della Conferenza episcopale, in occasione della celebrazione dei 64 anni di Caritas Cile al servizio della promozione della dignità umana. In un mondo che si trova a vivere una profonda crisi sociale ed ecologica e ad affrontare ora una devastante pandemia che minaccia la vita dei più poveri e dei più fragili “vi invitiamo a continuare su questa strada di generare legami di collaborazione, rispetto e legami d'amore - afferma Figueroa -, per costruire un mondo di giustizia, libertà, pace e compassione per tutti; un mondo in cui sia l'unità e la collaborazione a salvarci, perché nessuno è solo e nessuno si salva da solo”. (AP)

24 aprile - SPAGNA - Nasce Iglesiasolidaria.es, il nuovo portale che rende visibile l’azione solidale della Chiesa

Scoprire le azioni di solidarietà e di aiuto ai più vulnerabili, specie durante questa emergenza dovuta alla diffusione del Coronavirus, classificate per destinatari e in base alle diocesi: tutto questo è Iglesiasolidaria.es, il nuovo portale messo on line dalla Conferenza episcopale spagnola dove si possono seguire le iniziative ecclesiali in tutto il Paese. La pagina è strutturata in modo molto visivo, con una mappa divisa, appunto, per diocesi: quando l'utente accede a ognuna di esse, può conoscere le principali azioni che vengono effettuate, con un link a informazioni più dettagliate sulle singole iniziative. L'obiettivo è quello di diffondere l'azione e l'impegno della Chiesa nella società di fronte al Coronavirus. Le azioni delle diocesi sono di natura spirituale, sociale, caritatevole, assistenziale ed educativa e si rivolgono a tutte le persone, con particolare attenzione ai malati, agli anziani e alle persone fragili. Attraverso questa pagina le diocesi spagnole possono far conoscere le azioni che compiono per far conoscere il loro servizio a tutta la società. Con l'hashtag #SomosIglesia24Siete, la missione della Chiesa continua a essere aperta, 24 ore su 24, sette giorni su sette, ed è resa visibile, nonostante le restrizioni ancora imposte. (RB)

24 aprile - COLOMBIA - Monsignor Álvarez Botero: cinque raccomandazioni per rafforzare la vita spirituale durante la quarantena

Cinque le raccomandazioni che monsignor Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín e segretario generale della Conferenza episcopale, ha condiviso durante la Messa del 23 aprile con quasi 100 collaboratori dell’Episcopato, attraverso la piattaforma Squadre Microsoft Office 365, per rafforzare la vita spirituale in questo momento difficile che il mondo sta attraversando a causa della pandemia di coronavirus. La Messa, che l’Episcopato celebra ogni giovedì con i suoi operatori, è stata concelebrata da monsignor Farly Yovany Gil Betancur, vescovo eletto di Montelíbano. "Preghiamo il Signore per la fine di questa pandemia - ha detto il presule, innanzitutto - e perché ci trasformi interiormente per rispondere generosamente alla sua chiamata”. Per prima cosa – si legge sul sito dell’Episcopato – il presule ha invitato a crescere nella propria fede: “Non evitiamo di coltivare la nostra vita di preghiera", ha detto. Ha incoraggiato a mantenere un senso di unità, a vivere la cultura dell’incontro e a restare in contatto con le persone care attraverso i media digitali. Ha esortato a scoprire il valore reale delle cose, a scoprire il valore dell’incontro, del lavoro con gli altri, delle relazioni umane e di tutto ciò che costituisce la vita. Ha chiamato tutti a compiere opere concrete di misericordia, secondo le nostre possibilità: ad aiutare i bisognosi, ad essere solidali con loro e a pregare per loro. Infine, ci ha invitato a compiere la nostra missione chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo. (AP)

24 aprile - REGNO UNITO - Prima Messa per malati e operatori. Cardinale Nichols: medici eroi silenziosi dell’epica lotta di oggi

Medici e operatori sanitari sono “gli eroi silenziosi dell’epica lotta che si sta combattendo oggi contro il Coronavirus”. Così l’arcivescovo di Westminster, cardinale Vincent Nichols, ha aperto ieri sera la sua omelia per la prima delle Messe dedicate alla preghiera contro la pandemia volute dall’Episcopato britannico e annunciate qualche giorno fa. “Agli applausi pubblici vogliamo aggiungere la preghiera pubblica – ha detto, riferendosi all’abitudine britannica di affacciarsi a finestre e balconi ogni sera alle 20 per rendere omaggio con un applauso a quanti sono impegnati in prima linea nella lotta al Covid-19 -  così questa sera preghiamo per tutti coloro che di giorno in giorno si trovano faccia a faccia con questo virus, nei nostri ospedali, nelle case di cura, nelle visite domiciliari, nei laboratori di ricerca e negli ambulatori. Li ringraziamo per il loro coraggio e la generosità di cuore che sostiene i loro sforzi. Rendiamo omaggio al loro grande impegno nei confronti dei pazienti che servono in modo così disinteressato”. “Coloro che sono in prima linea in questo grande sforzo sanno così vividamente quanto sia devastante questo virus per la salute e la vita umana. Lo vedono ogni giorno. E ogni giorno ritornano in prima linea – ha proseguito il porporato - per la maggior parte di noi, lo sforzo in questa battaglia è molto diverso: sì, le privazioni ci vengono imposte, compreso il fatto di non essere ancora in grado di tornare nelle nostre chiese e di accostarci ai Sacramenti, una privazione che sentiamo molto in profondità”. (RB)

24 aprile - CILE - Ieri nel Palacio de La Moneda primo Tavolo interreligioso per affrontare l’emergenza sanitaria

Ieri, nel Palacio de La Moneda, a Santiago del Cile, primo Tavolo interreligioso per decidere misure e azioni comuni tra l'Esecutivo e le confessioni religiose, per affrontare la pandemia di Covid-19.  All’incontro, guidato dal Segretario generale della Presidenza, Philip Ward, hanno partecipato i rappresentanti della Chiesa cattolica - i vescovi Celestino Aós e Juan Ignacio González - della Chiesa evangelica, ebraica, musulmana, avventista, della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e della Chiesa di fede Bahai. In un momento in cui, a causa dell’emergenza sanitaria generata dalla pandemia di Covid-19 nel Paese, ci si appella all'unità, in un momento in cui c’è “una richiesta costante ad aprire spazi di dialogo” ed è “necessaria una totale trasversalità”, nella consapevolezza che siamo tutti nella stessa situazione in questa crisi, si è trattato di un incontro molto rilevante, ha sottolineato il ministro Ward, il quale ha annunciato che saranno Segpres e l'Ufficio Nazionale per gli Affari Religiosi a fare da ponte nelle decisioni da prendere tra il governo e le confessioni religiose. Il ministro ha ascoltato le preoccupazioni espresse dai partecipanti e li ha ringraziati a nome del Presidente, per il sostegno dato alle misure adottate per mantenere uno spazio di dialogo, annunciando una "Giornata di preghiera e riflessione per il Cile" la cui data sarà comunicata a breve. (AP)

24 aprile - GERMANIA Il messaggio dei vescovi alla comunità musulmana per il Ràmadan: restare uniti contro le violenze

In occasione dell’inizio del mese islamico dedicato al digiuno sacro del Ràmadan, il presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Georg Bätzing, ha scritto un messaggio di auguri alla comunità musulmana residente in Gemania, che è stato pubblicato sul sito dell’Episcopato. Il vescovo esordisce esprimendo rammarico per le limitazioni ancora in vigore a causa della pandemia da Coronavirus in corso: "Per noi cristiani, le restrizioni causate dalla crisi de Coronavirus hanno significato una dolorosa rinuncia, soprattutto durante la Pasqua. Ora anche voi, cari fedeli musulmani, dovete affrontare una situazione sconosciuta e stressante durante il Ràmadan", scrive. Nel suo messaggio, il presule tiene a ricordare in proposito "quanto siano importanti i luoghi di culto - moschee, sinagoghe, chiese - per la nostra vita spirituale. Sono luoghi di devozione personale e anche spazi di orientamento comunitario verso Dio e sale di riunione della congregazione. Nei momenti di rinuncia che ci vengono imposti, ci rendiamo conto dell'importanza di ciò che è altrimenti banale: senza luoghi di culto, la vita religiosa di musulmani, ebrei e cristiani è diversa, poiché il raduno dei fedeli è un elemento centrale delle nostre religioni". Il presidente della Conferenza episcopale affronta, in seguito, anche il problema dei danni alla vita religiosa causati da attacchi e ostilità: “Moschee, sinagoghe e chiese sono diventate bersaglio del terrore in tutto il mondo - ha detto - anche in Germania, estremisti e razzisti hanno attaccato luoghi di culto per diffondere paura e terrore e per minare la convivenza pacifica dei credenti delle diverse religioni. La nostra solidarietà va alle vittime di queste atrocità e alle loro famiglie. Dobbiamo unire le nostre forze per condannare con la massima fermezza questi atti di violenza e, soprattutto, negare loro qualsiasi legittimità religiosa". "Cristiani e musulmani sono convinti: Dio è vicino a noi e possiamo sperare nel suo aiuto”, ha concluso. (RB)

23 aprile - BOLIVIA - Come celebrare da casa la Giornata dell’infanzia e dell’adolescenza missionaria

Come possiamo celebrare la Giornata dell'infanzia e dell'adolescenza missionaria da casa? A rispondere a questa domanda, dal sito Bolivia misionera della Conferenza episcopale boliviana, è padre Luis López, direttore delle Pontificie Opere Missionarie dell'arcidiocesi di Santa Cruz con un video in cui incoraggia i missionari a celebrare questa Giornata, che ricorre domenica 26 aprile, da casa e nel pieno rispetto della quarantena. “Questa domenica festeggiamo la Giornata per l’infanzia e l’adolescenza missionaria: è una chiamata a prenderci cura della nostra casa comune – esordisce - beh, quest'anno dobbiamo essere un po' meno San Francesco Saverio, e un po' più Santa Teresa di Gesù Bambino, che era fu una missionaria all’interno del chiostro del suo convento e ci insegna come possiamo essere missionari da casa nostra”. (RB)

23 aprile - BRASILE - Diocesi pronte alla riapertura di chiese e attività religiose

Chiese aperte, celebrazioni e attività religiose ammesse, ma sempre nel rispetto della distanza di sicurezza e al 30% sul totale della capienza prevista. Sono queste alcune delle misure che verranno adottate nella cosiddetta “Fase 2” di allentamento delle misure restrittive della pandemia da Coronavirus, già annunciate in alcuni degli Stati del Brasile. Alla luce di questa nuova realtà, molte diocesi del Paese hanno pubblicato linee guida utili per affrontare questa nuova fase: l'arcidiocesi di Florianopolis, ad esempio, prevede Messe e altre celebrazioni con la presenza dei fedeli al 30% della capacità massima della chiesa in cui si svolge e con l’assoluto obbligo di indossare la mascherina e di disinfettarsi le mani con la soluzione alcolica all’ingresso. (RB)

23 aprile - STATI UNITI - I Cavalieri di Colombo donano centomila dollari per le famiglie povere di Los Angeles

Uno stanziamento di centomila dollari per le famiglie più vulnerabili di Los Angeles: è questo il contributo nella lotta al Coronavirus dei cavalieri di Colombo, la più antica organizzazione cattolica dedita al servizio al prossimo e fondata negli Stati Uniti nel 1882. L’organizzazione ha così aderito al programma della “Hearts to Serve” dell'Arcidiocesi di Los Angeles, destinando i fondi ai banchi alimentari presenti in quel territorio. La campagna “Hearts to Serve” è stata lanciata a marzo dall'Ufficio dell'arcidiocesi per la Vita, la Giustizia e la Pace in collaborazione con la Società San Vincenzo de' Paoli e proprio i Cavalieri di Colombo. Il numero verde offre sostegno a coloro che ne hanno bisogno, in particolare agli anziani, alle donne incinte e a quanti, costretti a casa, non hanno nessuno che si occupi di loro. Funziona grazie al servizio volontario di assistenti sociali e infermieri che rispondono alle chiamate della linea telefonica gratuita, che offre anche servizi aggiuntivi, compresa l'assistenza a orientarsi nelle prestazioni del sistema sanitario. (RB)

23 aprile - SVIZZERA -  Appello Caritas: la pandemia colpisce i sottoccupati, bisogna intervenire

La pandemia da coronavirus colpisce in particolare i sottoccupati: lo afferma, in una nota, la Caritas Svizzera che esorta, quindi, il governo ad affrontare urgentemente il problema. “Nel 2019 – si legge nel documento – 357mila persone, circa il 7,3 per cento della popolazione attiva, sono state colpite dalla sottoccupazione. Si tratta di persone che lavorano a tempo parziale contro la loro volontà, con gravi ricadute finanziarie”. Molte di esse, infatti, ricevono solo l’80 per cento del loro stipendio e questo, per chi ha un reddito basso già in circostanze normali, rappresenta un ostacolo “impossibile da superare”. Non solo: la Caritas elvetica sottolinea che “la sottoccupazione colpisce di più le donne”, in base ad una sorta discriminazione di genere: “Nel 2019, il 73,6 per cento dei sottoccupati era costituito da donne, soprattutto madri” che hanno sempre più difficoltà ad inserirsi pienamente nel mondo del lavoro. Esprimendo, dunque, la sua preoccupazione per tale realtà, la Caritas Svizzera invita i datori di lavoro a “compiere seri sforzi per fornire modelli occupazionali che garantiscano il sostentamento dei dipendenti”. (IP)

23 aprile - SIRIA - Il Coe solidale con quanti pregano per i due metropoliti di Aleppo rapiti 7 anni fa

Solidarietà dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe) a quanti stanno pregando per la liberazione dei due metropoliti di Aleppo, gli arcivescovi Boulos (Yazigi), del patriarcato greco ortodosso di Antiochia e tutto l'Oriente, e Mor Youhanna Gregorios (Ibrahim), del patriarcato Siriaco Ortodosso di Antiochia e di tutto l'Oriente, rapiti il 22 aprile del 2013. “Siamo in unione di preghiera con le loro Chiese e imploriamo Dio per il loro ritorno – ha dichiarato il segretario generale ad interim del Coe padre Ioan Sauca –. Solidali con le loro famiglie, condividiamo il dolore e l’angoscia per lunga assenza dei loro cari”. (TC)

23 aprile - STATI UNITI - Gli aiuti dell’Arcidiocesi di Filadelfia per i senza tetto

Sono circa 700 i pasti pronti che il centro Cattolico di assistenza sociale di Filadelfia, il “Saint John Hospice”, distribuisce ogni giorno ai senza tetto, tra le categorie sociali più colpite dalla pandemia di coronavirus. L’iniziativa è stata avviata il 13 aprile e proseguirà fino al 29 maggio, in collaborazione con la Pastorale sociale dell’Arcidiocesi locale e l’azienda “Wawa”, la catena americana di minimarket e stazioni di servizio. Oltre agli aiuti alimentari, l’Hospice  - riferisce il sito diocesano - fornisce anche “servizi fondamentali per aiutare i senza fissa dimora a vivere con dignità, rispetto e compassione”, come l’assistenza infermieristica in loco, la possibilità di usufruire delle docce e un centro accoglienza in grado di ospitare 900 persone. Da evidenziare che, a causa della diffusione di “Covid-19”, il servizio di pasti quotidiani offerto dall’Hospice è passato dal 220 a 320 richieste al giorno. Per questo, durante la Quaresima, il Centro di assistenza ha lanciato una colletta che ha portato alla raccolta di circa 30mila dollari, destinati proprio all’aiuto dei senza fissa dimora. (IP)

23 aprile - SVIZZERA - I vescovi annunciano un graduale allentamento delle restrizioni nelle chiese e per il culto

In un comunicato pubblicato sul sito dell’Episcopato, i vescovi svizzeri informano cosa e come cambierà la vita in chiesa con l’ingresso nella cosiddetta “Fase 2” che vede un progressivo allentamento delle misure restrittive precedentemente adottate per contrastare la diffusione del Coronavirus. “Le misure di igiene e il rispetto della distanza di sicurezza rimangono decisivi. La priorità è data alla protezione dei gruppi a rischio per motivi di salute, ai quali è comunque consigliato restare a casa – scrivono i vescovi - tutte le celebrazioni religiose pubbliche e gli eventi religiosi sono vietati fino all'8 giugno 2020, ad eccezione dei funerali la cui partecipazione è però limitata alla stretta cerchia familiare. Battesimi, prime comunioni, cresime e matrimoni sono rinviati, preferibilmente, alla fine dell’estate, inizio autunno prossimi”. (RB)

23 aprile - ISRAELE - I leader interreligiosi pregano insieme per la salvezza dalla pandemia

"Centinaia di migliaia di morti, milioni di ammalati. Salvaci, ti imploriamo, o Signore": questa l’eccezionale preghiera comunitaria svoltasi ieri pomeriggio in Israele tra i leader delle diverse religioni: secondo quanto riportato dal Media Center Kath Svizzera, c’erano rappresentanti ebrei, cristiani, musulmani e drusi e l’evento è stato trasmesso via streaming in internet per consentire ai fedeli di partecipare nonostante le restrizioni imposte dalla quarantena. “Che Dio guarisca gli ammalati e scongiuri la peste dal suo mondo”, hanno pregato i rappresentanti religiosi che poi hanno recitato insieme il Salmo 121, con il quale i pellegrini di Gerusalemme si sono posti sotto la protezione di Dio e hanno chiesto la sua benedizione. In Israele questo Salmo si prega anche nel giorno della commemorazione dei soldati israeliani caduti vittima del terrorismo, che si celebrerà il prossimo martedì 28 aprile. (RB)

23 aprile - INDONESIA - “Adotta un fratello”: movimento della Gioventù cattolica che invita a sostenere le famiglie bisognose

"Adotta un fratello" è un movimento di solidarietà lanciato dalla gioventù cattolica indonesiana, diffuso in 26 delle 34 province del Paese, con l’obiettivo di aiutare i poveri, specialmente quelli che hanno perso il lavoro dopo le restrizioni imposte per prevenire la diffusione del coronavirus. Stefanus Asat Gusma, a capo della task force Covid-19 del gruppo, ha raccontato ad UCA News come prima di tutto siano stati mobilitati i loro membri per aiutare i fratelli e le sorelle in difficoltà, e come poi abbiano esteso il loro raggio d'azione a chiunque fosse disposto ad aiutare gli altri. L’impegno dei volontari – ha detto – è quello di donare da 200.000 a 500.000 rupie, dai 12 ai 32 dollari a settimana, ad una famiglia colpita. Finora sono stati distribuiti circa 2.000 pacchetti di aiuti alle famiglie, oltre a buoni per l'elettricità e disinfettante per le mani in varie regioni, in coordinamento con i governi locali, con le diocesi e con altri gruppi religiosi. (AP)

23 aprile - OLANDA – Pellegrinaggi interrotti. Crisi del comparto. Mons. Woorts: “Aiuteremo il settore. Per ora visite virtuali”

I pellegrinaggi sono sospesi a causa della pandemia e le diverse agenzie di viaggio che fanno riferimento alla Conferenza episcopale olandese hanno dovuto sospendere la loro attività, con un conseguente impatto negativo sul personale dipendente. “L’auspicio è che si possa subito riprendere l’attività” spiega Mons. Herman Woorts, responsabile del settore. “Siamo pronti a fare la nostra parte. Per la ripresa del servizio e per i tanti fedeli olandesi dediti al pellegrinaggio”. aggiunge il presule. “In questo momento di isolamento forzato, abbiamo fatto ricorso alla rete per le messe. Anche le diverse mete di pellegrinaggio si sono attrezzate in tal senso. Cito su tutte Lourdes che offre la possibilità di seguire le celebrazioni in più lingue. Compresa la nostra” prosegue Mon. Woorts. “Attraverso internet abbiamo l’opportunità di rimanere uniti, pregando insieme e conosciamo bene la forza della preghiera. Soprattutto in questo momento”. Il presule invita infine i fedeli, attraverso il sito dei vescovi, a visitare virtualmente le mete di pellegrinaggio, indicando la stessa Lourdes (www.lourdes-france.org), Fatima (www.fatima.pt) e il servizio offerto dalla Comece (sanctuarystreaming.eu). (DD)

23 aprile - LUSSEMBURGO - Giustizia e pace: serve trasparenza nelle filiere produttive e distributive globali

“La pandemia da Covid-19 evidenzia, in modo drammatico, quanto la trasparenza e la correttezza nelle filiere di produzione e distribuzione globali siano nel nostro interesse”. Lo scrive, in una nota, la “Iniziativa per un dovere di vigilanza in Lussemburgo”, composta da 16 organismi, tra cui la Commissione Giustizia e pace e la Caritas locali. “La difficoltà attuale di ottenere i dispositivi di sicurezza sanitari, come le mascherine e gli indumenti protettivi – si legge nel comunicato – costituisce un esempio lampante della fragilità delle filiere”, che risultano “poco trasparenti” sia nella produzione che nella distribuzione. Soprattutto, si ribadisce che “nell'attuale crisi sanitaria è importante concentrarsi sui diritti umani lungo le catene di approvvigionamento”, perché “molti lavoratori sono a rischio di contagio a causa della mancanza di sicurezza” e “di igiene”. E c’è la possibilità che il virus si diffonda ancora di più in molti Paesi del sud del mondo, dove sono “indispensabili le misure preventive da parte delle imprese”. (IP)

23 aprile - POLONIA - La Domenica degli autisti dedicata a chi lavora nella pandemia: “Con amore su tutte le strade”

L'ultima domenica di aprile di solito la Chiesa in Polonia ricorda nella preghiera gli autisti ed è un’occasione per raccogliere fondi per l'acquisto di mezzi di trasporto per i missionari. Come scritto sull’Episcopato polacco, i vescovi precisano che quest’anno, con la pandemia da Coronavirus, questa domenica sarà un giorno di speciale gratitudine per i conducenti che hanno svolto il loro lavoro durante l'epidemia, all’insegna dello slogan "Con amore su tutte le strade". I vescovi chiedono, dunque, una preghiera comune per migliorare la sicurezza stradale e la grazia per tutti di raggiungere la destinazione in modo sicuro, nel loro messaggio speciale per questa domenica. La celebrazione dedicata sarà officiata da padre Marian Midura chiesa di San Carlo Boromeo a Varsavia alle 9.30 e sarà trasmessa su Miva Polska facebook - l'Associazione per i mezzi di trasporto missionari. L'omelia sarà pronunciata dal direttore di Miva Polonia, padre Jerzy Kraśnicki. (RB)

23 aprile - INDIA - Gli aiuti del governo dell'Andhra Pradesh ai leader religiosi

Il 22 aprile, durante un incontro con i leader musulmani, il primo ministro del governo dell'Andhra Pradesh, Y.S. Jagan Mohan Reddy, ha annunciato un pacchetto di aiuti - 5.000 rupie, pari a 65 dollari - a favore di tutti i leader religiosi a servizio nelle moschee, nei templi e nelle chiese, per questa emergenza sanitaria ed economica generata della pandemia di coronavirus. Poiché le chiese, i templi e le moschee sono chiuse, il sussidio andrà a beneficio di coloro che dipendono dalle donazioni. Chi invece riceve uno stipendio regolare o un onorario dallo Stato o da istituzioni religiose ne sarà escluso, secondo quanto stabilito dalle autorità. Padre Anthoniraj Thumma, segretario esecutivo della Federazione delle Chiese di Telugu, ha spiegato ad UCA News come questo passo compiuto dal governo rappresenti una buona notizia, da accogliere con favore, “perché tempestivo e necessario”. Molti leader religiosi infatti “hanno attraversato momenti difficili a causa dell'isolamento e non hanno alcuna fonte di reddito", ha sottolineato padre Thumma. Il ministro Reddy, da parte sua, ha voluto ribadire come il suo governo appartenga all’intera comunità e abbia attuato programmi per il benessere di tutti indipendentemente dalla religione, dalla casta e dalla regione di appartenenza. (AP)

23 aprile - SVIZZERA - Wcc: la “fase 2” della pandemia deve affrontare l'emergenza climatica

La così detta “fase 2”, ovvero la ripresa dalla pandemia da coronavirus, deve tenere conto ed affrontare l’emergenza climatica: lo scrive il Wcc (Consiglio mondiale delle Chiese), in un messaggio diffuso ieri, 22 aprile, in occasione della Giornata della Terra. Il documento auspica una rapida guarigione dall’emergenza sanitaria, così da “costruire un futuro più sano in cui la famiglia umana viva nel rispetto della natura e della Madre Terra da cui tutti dipendiamo”. "Le scelte che facciamo ora - afferma il messaggio - daranno forma alla nostra società per anni ed è fondamentale che gli sforzi per ricostruire le economie mettano la salute delle persone prima del profitto". Al contempo, il Wcc mette in guardia, sottolineando che "i governi hanno promesso somme di denaro straordinarie per risolvere i disastri economici causati da questa pandemia, ma il denaro non deve essere usato per finanziare il futuro degrado ambientale". (IP)

23 aprile - REGNO UNITO - Aborto. I vescovi dell’Irlanda del Nord all’assemblea legislativa: non accettare docilmente la nuova legge

"Siamo moralmente obbligati a salvare la vita dei nascituri e a proteggere le madri dalle pressioni che potrebbero subire nel momento di una gravidanza non pianificata". Iniziano così i vescovi dell’Irlanda del Nord la loro lettera indirizzata ai membri dell’assemblea legislativa che stanno mettendo a punto il testo del nuovo provvedimento sull’aborto recentemente approvato. "Vi esortiamo a prendere provvedimenti per formulare nuovi regolamenti che riflettano più pienamente la volontà di una significativa maggioranza di persone in questa giurisdizione che intendono proteggere la vita delle madri e dei loro figli non ancora nati – scrivono - come vescovi cattolici dell'Irlanda del Nord, infatti, abbiamo la responsabilità di fare tutto il possibile per promuovere una cultura di cura e rispetto per la vita nella nostra società. Ciò include la responsabilità di informare con coscienza tutti i membri della Chiesa cattolica e le persone di buona volontà riguardo ai valori morali fondamentali in gioco”. (RB)

23 aprile - INDIA - Madhya Pradesh: i sacerdoti cristiani insegnano alle comunità tribali isolate dal mondo a proteggersi dal virus

Fanno chilometri di cammino i sacerdoti della diocesi di Jabalpur per raggiungere le comunità tribali di Gond e Baiga del Madhya Pradesh e insegnare loro a prevenire l'infezione di coronavirus. Sono circa 150 i volontari, tra cui 45 sacerdoti, che “con il permesso scritto dei funzionari del governo, polizia compresa, per evitare qualsiasi confusione" - ha raccontato padre Thankachan Jose, un parroco della diocesi, a UCA News -  sono impegnati in questa particolare missione nei villaggi inaccessibili dello Stato indiano centrale, duramente colpito dalla pandemia di Covid-19, in cui molti abitanti non hanno mai sentito parlare della malattia, soprattutto dopo il blocco nazionale, imposto dal governo il 25 marzo, che ha fermato tutti i mezzi di trasporto. La maggior parte della popolazione tribale - ha riferito padre Jose - non dispone di cibo, riparo o acqua e, con l'inizio della stagione estiva, la situazione è peggiorata. Il sacerdote ha raccontato come abbia già visitato circa 100 famiglie della tribù di Baiga e Gond e di come non sapessero nulla del Covid-19 non avendo a disposizione radio, televisione, giornali o altri mezzi di comunicazione di massa ed essendo la maggior parte analfabeti. (AP)

23 aprile - BELGIO - La Parrocchia Cup 2020 del Brabante Vallone quest’anno sarà virtuale

L’annuale torneo inter-parrocchiale di calcio Parrocchia Cup, che ogni anno, il primo maggio, coinvolge centinaia di giovani del vicariato del Brabante Vallone dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles, in Belgio, quest’anno non potrà aver luogo a causa dell’emergenza coronavirus, il team della pastorale giovanile ha deciso di lanciare una sfida sui social network. La Parrocchia Cup 2020, riferisce Cathobel, non sarà annullata, ma si svolgerà in un modo singolare: allo scopo di riunire le squadre e collegarle, anche se ognuno è a casa propria, ogni partecipante potrà postare un video calciando un rotolo di carta igienica. Si tratta di un’idea divertente che invita i giovani a sfidarsi, scambiandosi virtualmente “l’insolito pallone”. I video saranno poi montati e pubblicati. In genere al torneo prendono parte 200 ragazzi, dagli 11 ai 30 anni, suddivisi in una ventina di squadre. Quest’anno le squadre non avranno un numero prefissato e ci si potrà cimentare in una staffetta virtuale calciando e dribblando con il sorriso. (TC)

23 aprile - PERÚ - Appello Repam in favore delle realtà indigene e rurali dell’Amazzonia

Attuare una strategia sanitaria di emergenza in favore delle realtà indigene e rurali, garantendo loro in particolare cibo e kit igienici: lo chiedono i rappresentanti ecclesiali della regione amazzonica del Perù, comprendente otto Vicariati, in un comunicato congiunto diffuso sul sito della Repam (Rete ecclesiale panamazzonica). Suddiviso in otto punti, il comunicato affronta alcuni temi critici conseguenti alla pandemia da coronavirus che sta colpendo la popolazione mondiale, come quello delle “disuguaglianze sociali che lasciano i più deboli senza protezione, rendendoli più vulnerabili a Covid-19". Inoltre, sebbene venga riconosciuto” lo sforzo dei governi per cercare di ridurre le carenze economiche dei popoli”, viene ribadito che “molte famiglie con grandi necessità non hanno ricevuto aiuti perché non sono censite”. E ancora: la nota sottolinea che, poiché “molti popoli amazzonici, tra cui molti indigeni, sono emigrati nelle città per lavoro”, ora sono “quasi totalmente privi di protezione”.  Di qui, l’appello dei vescovi ai governi regionali dell'Amazzonia affinché pongano “particolare enfasi sul sostegno al loro ritorno nelle rispettive comunità, assicurando che si rispettino rigorosamente i protocolli di sicurezza stabiliti”. (IP)

23 aprile - POLONIA - Monsignor Polak chiede l’intercessione di S. Adalberto per porre fine all’epidemia

Il Primate di Polonia e arcivescovo di Gnienzo, monsignor Wojciech Polak invita all'unità spirituale e alla preghiera per intercessione di Sant'Adalberto, il principale Patrono della Polonia, la cui memoria liturgica la Chiesa ricorda oggi: “Quest'anno chiediamo soprattutto la fine dell'epidemia, il dono della pioggia per la terra assetata, ma anche per la Patria, la Chiesa, tutti i malati e coloro che li servono”, ha detto in un messaggio riportato sul sito dell’Episcopato polacco. Il vescovo ci ricorda che quest'anno, a causa della pandemia, le tradizionali processioni con le reliquie del Santo non potranno avere luogo in città, mentre la celebrazione per le indulgenze si svolgerà domenica 26 aprile alle 12 nella cattedrale di Gniezno. "Incoraggio tutti a partecipare in unità spirituale, che potremo sperimentare attraverso le connessioni internet e le trasmissioni televisive e radiofoniche”. (RB)

23 aprile  - COREA DEL SUD – 60 anni della Sogang University. Il rettore: “Formazione e valori”

Colmare il divario sociale attraverso una formazione equilibrata. La linea tracciata da Park Jong-gu, 15esimo rettore della storia della Sogang University è chiara. In una intervista rilasciata nei giorni scorsi a chosun.com, il sessantasettenne teologo, con una laurea in ingegneria elettronica, è tornato a parlare della “specificità della formazione” che deve avere come obiettivo primario “l’insegnamento dei valori”. Lo ha fatto in occasione del 60esimo anniversario dell’ateneo dei Gesuiti a Seoul, una delle più prestigiose università della Corea del Sud, visitata anche da Papa Francesco nel suo viaggio del 2014. "Il compito di noi gesuiti, ma direi più in generale dei ministri del Vangelo, dei sacerdoti, dei religiosi, è quello di essere persone di consolazione, che danno pace alla gente, che leniscono le ferite". Disse nell’occasione il Pontefice ai suoi confratelli asiatici. La Sogang University conosce bene le ferite del popolo coreano e dal 1960, anno della sua fondazione, offre il suo prezioso obiettivo per rimarginarle attraverso una didattica di qualità. L’ateneo ha avviato i suoi corsi immatricolando 127 studenti. Oggi ne conta 15.000 (comprese le scuole di specializzazione). In sessanta anni di vita, sono 80.000 i ragazzi che hanno studiato alla Sogang e negli ultimi sei si è piazzata sempre ai primi posti per la qualità della formazione dei discenti stranieri. (DD)

23 aprile - TOGO - I responsabili delle Chiese chiedono un incontro con i politici perché si trovi una via d’uscita alla crisi

I leader delle Chiese metodista, presbiteriana evangelica e cattolica del Togo chiedono di incontrare il capo dello stato per discutere dell’attuale situazione socio-politica del Paese. In comunicato congiunto si legge che ieri i responsabili delle diverse Chiese si sono riuniti per parlare dell’emergenza sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19 e per riflettere sui possibili passi da compiere perché possa essere trovata una via d’uscita alla crisi che il Paese sta attraversando dal 2017, quando sono cominciate le proteste per il possibile quarto mandato del presidente Faure Gnassingbé Eyadéma. Lo scorso 22 febbraio le elezioni lo hanno confermato capo dello stato, ma le proteste sono proseguite e sulla trasparenza e correttezza del voto hanno espresso dubbi anche i vescovi cattolici. Con l’arresto, ieri, del leader dell’opposizione Gabriel Agbeyome Kodjo, uscito sconfitto alle urne, la situazione si è fatta ancora più tesa. Per questo il presidente della Chiesa metodista, il reverendo Martine Grâce Nadou-Madjé Zinsou-Lawson, il moderatore della Chiesa presbiteriana evangelica, il pastore Daniel Mawusi Akotia, e il presidente della Conferenza episcopale cattolica, monsignor Benoit Alowonou, dopo aver pregato e riflettuto insieme, hanno deciso di chiedere un confronto con i diversi attori della vita socio-politica del Paese, e dunque, oltre che con il capo dello stato, anche con i membri della Dynamique Mgr Kpodzro e con il partito politico Anc. Infine nel loro comunicato i responsabili delle diverse Chiese considerano che il rilascio di Agbeyome Kodjo faciliterebbe le cose e invitano i fedeli a sostenerli nella preghiera. (TC)

23 aprile - ARGENTINA - Pastorale sociale: il tempo di pandemia sia opportunità di unità

L’attuale situazione socio-economica derivante dall’emergenza sanitaria da coronavirus deve diventare “un’opportunità di unità” per tutti gli argentini: lo afferma, in una nota, Monsignor Jorge Lugones SJ, vescovo di Lomas de Zamora e presidente della Commissione episcopale argentina della Pastorale sociale (Cepas). "Questa emergenza non può essere disgiunta dalla profonda crisi economica che sta colpendo i nostri fratelli senza pane e senza lavoro – dice il presule – Si tratta di una crisi che colpisce tutte le parti coinvolte e che ci sfida a trovare una via d'uscita". Di fronte alla drammatica situazione in cui versano le grandi imprese e le industrie e quindi i loro dipendenti, Monsignor Lugones richiama il ruolo dello Stato, dei sindacati e dei movimenti sociali “nel fornire aiuti, tutelare i posti di lavoro ed affrontare la crescente domanda di cibo e assistenza sociale”. (IP)

23 aprile - CILE - Giornata della Terra: l’impegno della Caritas nella cura del pianeta

Ieri, 22 aprile, abbiamo festeggiato il 50° anniversario della Giornata della Terra. Una data che ogni anno ci invita a meditare circa l’importanza del nostro pianeta sulla sostenibilità di tutta la vita e che quest’anno è caduta in un momento di emergenza sanitaria che è andata a colpire ogni aspetto della nostra esistenza. È questa, dunque, l’occasione - scrive Caritas Cile sul sito Internet dei vescovi cileni - di ripensare, in profondità, l’importanza della nostra convivenza per prenderci cura della nostra salute, del nostro pianeta, quindi di tutte le forme di vita, e di ripensare l'economia basata sulla cultura dello scarto. Dovremmo riuscire a dare un nuovo significato alla solidarietà e promuovere una convivenza basata sull’armonia, la stabilità e il rispetto; “sviluppare una nuova visione di ciò che significa vivere insieme su un Pianeta che era sano, ma che ora è vulnerabile”. (AP)

23 aprile - AUSTRALIA - I consigli di una suora: se non si può andare in chiesa, ecco come crearne una in casa

Non si può andare in chiesa? Allora create uno spazio sacro in casa! È questo il consiglio che attraverso Cath News, il servizio d’informazione collegato con la Conferenza episcopale australiana, dà Suor Rita Malavisi delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore di Gesù. “Creare un semplice spazio sacro nella vostra casa può aiutare a formare un senso di connessione spirituale con il Signore - dice la religiosa di Melbourne - quando l'isolamento interrompe la vostra normale routine e non si può andare a Messa, bisogna fare attenzione che non si verifichi un allontanamento dalla vita spirituale o un'interruzione della preghiera”. Suor Rita, che all'inizio di aprile si era messa in autoisolamento dopo essere tornata a Melbourne dall'estero, ha detto che per mantenere una vita di spirituale regolare può essere utile creare spazi sacri in casa: "Mi sveglio ogni giorno alla stessa ora, prego la mattina, faccio la doccia, faccio colazione e poi ho in programma di assistere a una Messa in diretta - racconta la sua routine suor Rita – e per avere un po’ di raccoglimento vado in una stanza separata dagli altri, così posso essere in comunione spirituale con la Messa alla quale sto partecipando in streaming sul mio computer". (RB)

23 aprile - AFRICA - Amecea: la Chiesa non va “in vacanza”

In tempo di pandemia da coronavirus, le chiese sono chiuse alle celebrazioni pubbliche con concorso di popolo, ma la Chiesa “non va in vacanza”: questa la riflessione dell’Amecea (Associazione dei membri delle Conferenze episcopali dell'Africa orientale), espressa attraverso una nota del suo Coordinatore pastorale, padre Emmanuel Chimombo. “Il mondo sembra essersi capovolto – scrive il sacerdote – Ma compito dei sacerdoti, come pastori, è ricordare ai fedeli che non sono soli. Anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore”, come ha detto Papa Francesco nel suo videomessaggio per la Settimana Santa. “Una cosa è certa – continua padre Chimombo – nessun membro della Chiesa è in vacanza. E pur osservando la distanza fisica, i sacerdoti devono rimanere vicini al loro popolo ed esserne un punto di riferimento”. (IP)

23 aprile - GERMANIA - Annullate le celebrazioni della Settimana per la Vita. Era dedicata a ospizi e cure palliative

Il cuore delle celebrazioni era previsto per sabato ad Augusta, ma a causa della pandemia da Coronavirus, per la prima volta in 25 anni di storia, quest’anno non potrà avere luogo la Settimana per la Vita organizzata dalla Conferenza episcopale tedesca in collaborazione con la Chiesa evangelica di Germania. A comunicarlo, sul sito dell’Episcopato cattolico tedesco, è monsignor Reinhard Hauke, vescovo ausiliare di Erfurt e presidente del gruppo di lavoro interno alla Commissione episcopale per la Pastorale sanitaria. Come tema per il 20202 erano state scelte la realtà dell'ospizio e le cure palliative. Un tema quanto mai con l’epidemia in corso: “Le cure palliative sono indispensabili – ha detto il presule – l’infezione da Coronavirus e le drammatiche conseguenze che a volte comporta, soprattutto in caso di contagio di anziani, ci mostra ancora una volta quanto siano vulnerabili gli esseri umani. Ognuno sperimenta se stesso come vulnerabile e affronta la fragilità della propria esistenza. Le persone anziane e quelle già malate sono particolarmente colpite. Questo stato di emergenza mette in discussione la nostra solidarietà e la nostra considerazione in un modo senza precedenti”. (RB)

23 aprile - COLOMBIA - Primo incontro nazionale virtuale ieri dei delegati e collaboratori della comunicazione della Chiesa

“La comunicazione nella Chiesa deve essere reinventata; dobbiamo attivarci, incoraggiarci, aprirci alla ‘creatività’ che lo Spirito Santo ispira”. Così padre Jaime Marenco, direttore delle comunicazioni e della tecnologia del Segretariato permanente dell'Episcopato colombiano (SPEC), in occasione del primo incontro nazionale a distanza, tenutosi ieri, 22 aprile, dei delegati e collaboratori degli uffici di comunicazione delle giurisdizioni ecclesiastiche del Paese. Durante l’incontro, che si è svolto attraverso la piattaforma "Squadre Microsoft" dell'Ufficio 365, si è riflettuto sulle sfide della comunicazione e dell’evangelizzazione, in questo momento difficile che il mondo sta attraversando a causa della pandemia di coronavirus, nonché del compito della Chiesa di rafforzare la comunicazione in ambito pastorale. (AP)

22 aprile - PORTOGALLO - Il Patriarcato di Lisbona lancia servizio di supporto spirituale, psicologico e logistico ai disabili

Tra le persone più penalizzate dall’isolamento imposto per il Coronavirus ci sono i disabili che già in condizioni normali vivono una situazione diffile. Per questo il Servizio pastorale per le persone con disabilità del Patriarcato di Lisbona ha deciso di lanciare un “supporto spirituale, psicologico e logistico" rivolto alle famiglie che le assistono. Il nuovo servizio è nato dalla collaborazione con la Pastorale della famiglia e la Caritas diocesana, che nel 2016 hanno dato vita alla Fundação Famílias ComVida, un progetto promosso dal Patriarcato per sostenere le famiglie.  La fondazione - spiega all’agenzia Ecclesia la coordinatrice Carmo Diniz – ha messo a disposizione diversi consulenti familiari formati all’Università cattolica alle quali le famiglie possono rivolgersi per raccontare i loro problemi e difficoltà e trovare soluzioni. (LZ)

22 aprile - INDIA - Cristiani accusati di essere i mandanti di un linciaggio. Mons. Machado: accusa falsa per fomentare tensioni 

(VN), 22apr20 - L’emergenza Coronavirus non ferma gli istigatori di divisioni e contrasti interreligiosi in India. Il 21 aprile un leader politico induista ha accusato in televisione i missionari cristiani e il Partito comunista indiano di essere i mandanti del linciaggio di due sacerdoti indù e  del loro conducente avvenuto il 16 aprile in un villaggio nel distretto di Palghar, nello Stato del Maharashtra. I tre stavano rientrando a Mumbai in macchina, dopo essere stati bloccati dalla polizia mentre si recavano a un funerale, e sono stati uccisi da una folla inferocita di 200 persone, perché scambiati per trafficanti di bambini. Secondo il parlamentare induista Rakesh Sinha, dietro all’omicidio ci sarebbero i missionari cristiani e i comunisti. Accusa respinta come totalmente infondata da monsignor Felix Anthony Machado, arcivescovo di Vasai e segretario generale della Conferenza episcopale indiana (Cbci), che all’agenzia Ucanews denuncia un nuovo tentativo di diffamazione contro i cristiani e di la strumentalizzazione dell’episodio per fomentare tensioni religiose “in un momento in cui il Paese sta combattendo contro una pandemia mortale”.  (LZ)

22 aprile - NIGERIA - Monsignor Kaigama (Abuja): in tempi di chiese chiuse, non chiudere la Chiesa nei nostri cuori

Il Coronavirus ha chiuso le nostre chiese, ma i nostri cuori devono rimanere aperti alla fede, alla speranza nella Resurrezione e nella misericordia di Dio e al nostro amore gli uni per gli altri. Lo ha ricordato monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja, in Nigeria che, durante la Messa della scorsa Domenica della Divina Misericordia, ha esortato i fedeli “a rimanere spiritualmente uniti”, anche se fisicamente separati.  “La Chiesa – ha detto nell’omelia publicata sul suo profilo Facebook - non è solo un edificio fisico. Siete voi i templi dello Spirito Santo”.   Il presule ha osservato come le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria non abbiano impedito di celebrare con gioia anche questa Pasqua particolare. A riprova del fatto, ha detto, che “il Coronavirus ha messo in ginocchio il mondo intero, ma non è così potente da infettare o seppellire la nostra fede e che il distanziamento sociale non basta a destabilizzare la Chiesa e a toglierci le nostre premure gli uni per gli altri". esattamente come facevano le prime comunità cristiane. (LZ)

22 aprile - AFRICA - La radio unico strumento per comunicare con tutti. La Chiesa in prima linea con le sue emittenti

In Africa la radio resta lo strumento migliore per informare la popolazione, sono in molti a non avere accesso a Internet o alla televisione e in questa fase di emergenza causata dalla pandemia di Covid-19, e la Chiesa per raggiungere e sostenere i suoi fedeli utilizza proprio le emittenti radiofoniche. Aiuto alla Chiesa che Soffre riferisce che, ad oggi, più di 14.500 persone risultano positive al coronavirus nel continente, mentre in 800 hanno perso la vita. “In questi giorni di misure di allontanamento sociale e di confinamento, la radio è diventata un’area di vita necessaria a molte persone” spiega ad Aiuto alla Chiesa che Soffre Internazionale padre Apollinaire Cibaka Cikongo a proposito di quanto sta accadendo nella Repubblica Democratica del Congo. Il sacerdote della diocesi di Mbujimayi ha fondato 10 anni fa, con il sostegno della fondazione pontificia, Radio Ditunga con sede a Ngandajika. Poiché le chiese sono adesso chiuse, l’emittente, che ha un raggio di trasmissione su un’area con circa cinque milioni di abitanti, ha adattato il suo palinsesto dedicando più spazio alla celebrazione dell’Eucaristia, alla preghiera e agli esercizi spirituali. (TC)

 

20 aprile - AMERICA LATINA - Seminario dei leader cattolici sulle cause e conseguenze della pandemia 

L’Accademia latinoamericana dei leader cattolici ha lanciato un seminario internazionale sulla leadership, che avrà inizio il 27 aprile e terminerà il 18 maggio, dal titolo “America Latina di fronte alla crisi mondiale: leadership e discernimento cristiano”, in cui riunisce esperti della Chiesa del continente per affrontare le cause e le conseguenze del coronavirus e i possibili percorsi di ricostruzione e di impegno per i cristiani della regione. Le lezioni saranno trasmesse in diretta attraverso la piattaforma Zoom. L'obiettivo del seminario - si legge sul documento pubblicato sul sito Internet dell’Accademia -, è quello di fornire gli strumenti per un discernimento del momento storico che stiamo vivendo dal punto di vista cristiano, riconoscendone i cambiamenti, i principali rischi, le sfide e le opportunità per l'America Latina, nonché fornire il profilo della nuova leadership che la situazione attuale richiede. Tra i temi principali che verranno approfonditi: la leadership in tempi di crisi, le chiavi per un discernimento della realtà, il cambiamento di epoca e le proposte per lo scenario futuro dell'America Latina. (AP)

22 aprile - TOGO - Crisi post-elettorale. Vescovi: la soluzione politica non può venire dalla violenza

Resta ancora tesa la situazione politica in Togo, dove ieri mattina è stato arrestato il leader dell’opposizione Gabriel Agbeyome Kodjo uscito sconfitto alle ultime contestate elezioni presidenziali del 22 febbraio, vinte nuovamente da Faure Essozimna Gnassingbé Eyadéma. Agbeyome è stato prelevato dai gendarmi dalla sua abitazione nella capitale Lomé. Critiche alle modalità violente dell’arresto sono state espresse dai vescovi togolesi che in una nota tornano a chiedere il rispetto del diritto al dissenso e una soluzione politica alle perduranti tensioni post-elettorali tra maggioranza e opposizione nel Paese.  La crisi politica in Togo è scoppiata nel 2017 con le proteste organizzate dall’opposizione contro il Presidente Faure Gnassingbé Eyadéma per impedire un suo quarto mandato. Proteste che non hanno fermato la sua vittoria al voto del 22 febbraio, sulla cui trasparenza e correttezza anche i vescovi hanno espresso forti dubbi. (LZ)

22 aprile - PORTOGALLO - Caritas: 130 mila euro per rispondere all’emergenza sociale

La Caritas portoghese, in un comunicato pubblicato ieri sul suo sito Internet, ha lanciato un programma a sostegno della Caritas diocesana, stanziando 130 mila euro dei propri fondi per rispondere alla “principale difficoltà” vissuta dalle fasce più vulnerabili a causa della diffusione del coronavirus, ossia l’accesso al cibo. 100 mila euro dell'importo saranno in buoni spesa, che consentiranno l'accesso immediato a prodotti e alimenti essenziali, e 30 mila euro andranno a sostenere le "situazioni specifiche urgenti", si legge sul comunicato. In questo modo, l’organizzazione riuscirà a distribuire cibo e generi di prima necessità e a raggiungere 2 mila persone, circa 500 famiglie, attraverso le varie sedi diocesane. (AP)

22 aprile - EUROPA - La Comece accoglie con favore l’appello dell’UE a vigilare sulle misure restrittive

Vigilare sulla “necessità e proporzionalità di qualsiasi intervento politico e tecnologico che, preso nel contesto della pandemia da Covid-19, sospenda, anche temporaneamente, i diritti fondamentali”: lo chiede, in una recente dichiarazione indirizzata all’Unione Europea, il Gruppo europeo sull’etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (Gee). Una dichiarazione accolta con favore dalla Comece (Commissione delle conferenze episcopali della Comunità Europea) che a sua volta, in una nota, scrive: “Dalla fine di febbraio 2020, l'Ue e i suoi Stati membri reagiscono alla pandemia di Covid-19 con una serie di misure precauzionali e legislative che, se da un lato mirano a tracciare e a rallentare il contagio, dall'altro tendono a limitare temporaneamente i diritti fondamentali su cui si fonda l'Unione Europea. Tali misure comprendono la chiusura delle frontiere, l'allontanamento sociale, la quarantena e l'adozione di nuovi strumenti tecnologici”. Di qui, l’appello ribadito dal Segretario generale della Comece, padre Manuel Barrios Prieto affinché l’Ue e i sui Stati membri considerino “una priorità” il fatto di “garantire il ripristino di questi diritti fondamentali non appena la situazione sanitaria lo consentirà”. (IP)

22 aprile - MONDO - Giornata Mondiale del libro. Iniziative in tutto il mondo. L’impegno del Gruppo San Paolo per "ripartire"

Il piacere della lettura di un buon libro è una ricchezza da riscoprire. Tanto più in tempi di quarantena. La 25ma Giornata mondiale del libro del diritto d’autore si celebra quest’anno in piena pandemia. Fissata fin dalla sua proclamazione, nel 1995 da parte dell’Unesco, il 23 aprile, data della morte di Cervantes, Shakespeare e Inca Garcilaso de la Vega, questa ricorrenza affonda le radici in Catalogna nella memoria liturgica di San Giorgio, sant Jordi, patrono della regione. Qui, secondo la tradizione, le donne rispondono al dono delle rose da parte dei loro innamorati, con un libro. Non a caso i librai di Barcellona sono soliti regalare una rosa per ogni volume venduto. Quest’anno a causa delle misure per contenere il Covid-19 il “Dia del libre” non sarà caratterizzato come di consueto dai colori delle bancarelle che riempiono di vita la Rambla de Cataluña, tuttavia non mancano le iniziative per celebrare online questa giornata ideata dallo scrittore ed editore valenciano Vincent Claves  Andrés, celebrata per la prima volta in Spagna dal re Alfonso XIII il 7 ottobre 1926, giorno della nascita di Cervantes, e spostata dal 1930 al 23 aprile. (PO)

22 aprile - GERMANIA - Lettera dei vescovi al Cammino sinodale: rispondere alle domande suscitate dalla pandemia 

In una lettera pubblicata sul sito della Conferenza episcopale tedesca e indirizzata ai 230 membri dell'Assemblea sinodale, ai consiglieri e agli osservatori invitati del Cammino sinodale, il presidente dei vescovi tedeschi, monsignor Georg Bätzing e il Professor Thomas Sternberg, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi, esortano a “dare nuove risposte a domande esistenziali" alla luce della dilagante pandemia da Coronavirus in corso. “Il tempo attuale esige molto da molti, ci fa guardare alle cose importanti e distinguere l'essenziale dall'inessenziale: la solidarietà vissuta e vissuta con gli altri, che forse conosco appena, la coesione e l'amore nella famiglia, l'integrazione nella comunità mondiale, la fede in un Dio che cammina con noi – scrivono – di fronte alla pandemia di Coronavirus e alle mutate condizioni che ha portato, noi credenti e la Chiesa siamo sfidati non solo a dare nuove risposte alle domande esistenziali alla luce del Vangelo, ma anche a stabilire nuove priorità". (RB)

22 aprile - PORTOGALLO - 26 aprile, al via la “Settimana di preghiera per le vocazioni consacrate”

Sarà una “Settimana di preghiera per le vocazioni consacrate” insolita e senza precedenti quella che la Chiesa cattolica del Portogallo si prepara a vivere dal 26 aprile al 3 maggio. A causa della pandemia da coronavirus, infatti, l’iniziativa si svolgerà per lo più a livello personale e familiare, poiché le celebrazioni pubbliche con la presenza fisica dei fedeli sono al momento sospese, in osservanza alle norme di sicurezza sanitaria anti-contagio. Tuttavia, il contesto diverso dell’evento non ne cambia il significato, anzi: come spiega in un messaggio Monsignor António Augusto Azevedo, vescovo di Vila Real e presidente della Commissione episcopale locale per le vocazioni, bisogna cogliere l’occasione per guardare alla Settimana “in modo creativo”, facendo sì che la preghiera “abbia prima di tutto un senso di gratitudine: rendiamo grazie a Dio per il dono delle vocazioni consacrate che arricchiscono la Chiesa”. Al contempo, il presule saluta coloro che vivono la propria professione come “una vera vocazione” che li porta a darsi “totalmente alla cura degli altri, come fanno ad esempio i professionisti della salute e i volontari di varie istituzioni”. (IP)

22 aprile - AFRICA - Le Chiese locali avvertono: rischio di aumento degli attacchi degli insorti durante la pandemia

Nei Paesi africani già afflitti dall'instabilità, gli esponenti delle Chiese locali sentiti dal Catholic News Service hanno manifestato la propria preoccupazione per l'aumento dell'insicurezza dovuto anche alle disposizioni seguite alla diffusione del Coronavirus. I sacerdoti cattolici della regione del Sahel, ad esempio, lanciano un appello sul rischio che gli insorti islamisti potrebbero intensificare gli attacchi durante la pandemia da Covid-19, approfittando del fatto che la polizia e le forze dell’esercito sono impegnate in altre attività. In tutto il continente, inoltre, l'instabilità politica e la costante insicurezza renderanno la lotta della Covid-19 nel Paese “una missione molto difficile”, avverte monsignor Giorgio Bertin, Amministratore apostolico della Somalia: “Le istituzioni governative dovrebbero fare del loro meglio per prendere misure almeno nelle zone che riescono a controllare e bloccare le strade che portano alle zone rurali controllate da al-Shabab", ha detto. (RB)

22 aprile - ZIMBABWE - Appello di Christian Aid affinché il Paese riceva aiuti per rispondere alla pandemia

In seguito all'annuncio, la scorsa settimana, da parte del G20 di una sospensione temporanea del pagamento del debito per i Paesi meno sviluppati, dal 1° maggio al 31 dicembre 2020, Christian Aid, associazione di beneficenza del Regno Unito, chiede con urgenza che lo Zimbabwe, escluso dall’accordo, riceva gli aiuti di cui ha bisogno per rispondere alla pandemia di Covid-19. La sospensione del debito, che non verrà cancellato, ma dovrà essere pagato tra il 2022 e il 2024, insieme agli interessi maturati nel corso del tempo, riguarda 77 Paesi che fanno parte del programma dell'Associazione Internazionale per lo Sviluppo (IDA), agenzia della Banca Mondiale che assiste i Paesi più poveri del mondo, oppure che sono a basso reddito. Lo Zimbabwe è solo “parzialmente” un Paese IDA e, tuttavia, per motivi tecnici, è stato escluso dall'accordo. (AP)

22 aprile - BOLIVIA - Vescovo di Cochabamba: prendersi cura dell’altro rende vivo il Vangelo

“Prendersi cura l’uno dell’altro”, rafforzando i più bisognosi “con la speranza e la solidarietà”, significa “rendere vivo il Vangelo”, soprattutto in questo tempo di pandemia da coronavirus. Lo scrive Monsignor Oscar Omar Aparicio Céspedes, Arcivescovo di Cochabamba, in Bolivia, in un messaggio ai fedeli, diffuso sul sito web della Conferenza episcopale locale (Ceb). Incoraggiando tutti a rispettare la quarantena e le norme di sicurezza sanitaria anti-contagio, il presule scrive: “Sappiamo che questo tempo è molto difficile per molti fratelli che hanno bisogno di cibo e di aiuto, soprattutto per i nostri anziani. Pertanto, vi invito a praticare la carità nei confronti di coloro che sono più in difficoltà”, anche grazie all’opera della Pastorale sociale che sta distribuendo aiuti umanitari. (IP)

22 aprile - RUSSIA - Morto per coronavirus il rettore della cattedrale dell'Epifania in Elochovo di Mosca

Si è spento ieri per una grave malattia con complicazioni causate da coronavirus, il rettore della cattedrale dell'Epifania in Elochovo di Mosca, l’arciprete Alexander Ageykin, vicedirettore della segreteria amministrativa del Patriarcato di Mosca. Aveva 48 anni. Ne dà notizia il Patriarcato di Mosca. Laureatosi in storia all’Università statale russa nel 1994, era stato ordinato presbitero il 9 settembre 2012 dal patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill ed elevato al rango di arciprete, era stato poi nominato rettore della cattedrale dell'Epifania in Elochovo di Mosca il 24 marzo 2013. (TC)

22 aprile - NIGERIA - Vescovi: appello contro corruzione, “tarlo endemico della società”

“Un tarlo endemico di tutta la società nigeriana”: così Monsignor Matthew Hassan Kukah, vescovo di Sokoto, ha definito la piaga della corruzione, intervenendo recentemente, ad Abuja, alla presentazione di un volume scritto dalla ex presidente della Commissione nazionale per i crimini economici e finanziari, Farida Waziri. Nel suo intervento, riporta il sito web della Conferenza episcopale nigeriana, il presule ha affrontato il tema “La corruzione: necessità biologica o invenzione politica?”, evidenziando come essa sia diventata così insita in Nigeria da essere, paradossalmente, “l’unica cosa che funziona”. Tanto è vero che anche il linguaggio si è trasformato ed invece di ‘corruzione’, oggi si preferisce parlare di “sostegno o auto-aiuto”. Di qui, il forte appello di Monsignor Kukah contro tale sistema, affinché venga affrontato seriamente non solo nei suoi sintomi, ma anche e soprattutto nelle sue radici. In Nigeria, infatti, la corruzione non è limitata ai titolari di incarichi pubblici e politici che depauperano il bene comune a favore personale, ma è presente anche “in tutti gli aspetti della vita del Paese”. Per questo, il presule ha richiamato alla necessità di “conversione e pentimento”. (IP)

22 aprile - IRLANDA - Monsignor Leahy: nonostante le restrizioni la Chiesa è viva

Nella sua omelia domenicale i cui stralci sono stati pubblicati sul sito dell’Episcopato irlandese, il vescovo di Limerick, monsignor Brendan Leahy, si è rivolto ai bambini della Prima Comunione e ai cresimandi i cui Sacramenti sono stati rimandati a causa della pandemia da Coronavirus: “È un periodo molto difficile, ma nonostante tutto la Chiesa è viva”, ha detto. Il presule ha evidenziato nelle sue parole il dolore e il sacrificio che il popolo di Dio deve sopportare a causa dell'impatto del Covid-19 sui servizi e i Sacramenti della Chiesa - tra cui proprio la Prima Comunione e la Cresima -  ma al tempo stesso ne ha sottolineato l’unità. “Il rinvio delle prime comunioni e cresime, oltre alle molte altre restrizioni con funerali, matrimoni, battesimi e altre funzioni, è, purtroppo, inevitabile per contribuire a limitare la diffusione del virus in questo momento critico”, ha detto, promettendo che in settimana scriverà direttamente ai bambini e ai giovani per incoraggiarli a perseverare nelle proprie scelte. "Mentre ci avviciniamo alla fine di aprile, un numero crescente di genitori si chiede comprensibilmente: cosa succederà alla prima comunione e alla cresima? È chiaro che a causa del punto in cui ci troviamo ora in questa fase critica della battaglia contro Covid-19, possiamo certamente dire che non saranno celebrate né ad aprile né a maggio, ma, dopo? – ha proseguito - Come tutti gli altri, dobbiamo attenerci alle autorità e alle disposizioni che danno riguardo ai grandi raduni pubblici.  Quindi, in questo momento, è impossibile per noi riprogrammare la Prima Comunione e la Cresima. E questo vale anche per i battesimi e i matrimoni”. (RB)

22 aprile - SVIZZERA - Grande successo per la “Bibbia Corona”, progetto di scrittura amanuense delle Scritture

È iniziato in Svizzera, ma è arrivato fino agli Stati Uniti il progetto “Bibbia Corona” che prevede la scrittura, rigorosamente a mano, delle Sacre Scritture. Un modo per mettere a frutto il tempo nel modo migliore, meditando sui testi sacri, in questo periodo di quarantena e isolamento dovuti alla pandemia di “coronavirus”. L’iniziativa, lanciata dal pastore evangelico luterano Uwe Habenicht, è semplice: chi vuole parteciparvi, sceglie un capitolo della Bibbia e lo ricopia, riscrivendolo completamente a mano. Una volta terminato il lavoro di scrittura, sarà la biblioteca dell’Abbazia di San Gallo a raccogliere i testi biblici copiati. Il risultato finale sarà poi pubblicato in forma sia cartacea che digitale. Numerose le adesioni riscontrate fino ad ora: sul 1.189 capitoli, ne sono stati assegnati già 951, ovvero l’80 per cento, a fedeli di diversi Paesi, tra cui Germania, Austria, Liechtenstein e Stati Uniti. Il progetto – spiega Uwe Habenicht, citato dall’agenzia Cath.ch – mira anche a dare un nuovo valore e significato al tempo: oggi, infatti, la digitalizzazione e i sistemi automatici di trascrizione di audio e video hanno concentrato l’efficienza del lavoro sul sistema del copia-e-incolla. Scrivere a mano, invece, significa “rallentare e trovare un nuovo ritmo” alla quarantena, “situazione nuova e straordinaria” che il mondo sta affrontando. L’idea è anche quella di aiutare i partecipanti a vedersi come membri di “un progetto comune, che li comprende e li supera allo stesso tempo”. Tra i passi più richiesti – racconta Habenicht - ci sono il Salmo 23 (Il Signore è il mio pastore), il Cantico dei Cantici e il primo Libro della Genesi. Molti contributi, inoltre, contengono illustrazioni e commenti personali degli autori, alcuni espressi addirittura in dialetto. Secondo le previsioni, il 95 per cento dei capitoli sarà pronto per la Solennità di Pentecoste, domenica 31 maggio. Lo sviluppo del progetto può essere seguito anche tramite web, sul sito https://www.kathsg.ch/DE/183/Coronabibel.htm (IP)

22 aprile - ECUADOR - Manos Unidas in aiuto delle 150 comunità colpite da una fuoriuscita di petrolio nella provincia di Orellana e in Perù

Manos Unidas, ong della Chiesa cattolica spagnola, che lavora accanto al Fronte di difesa dell'Amazzonia (FDA), si unisce - si legge sul suo sito web - alla dichiarazione della Rete ecclesiale pan-amazzonica (REPAM) che denuncia "l'irresponsabilità delle società OCP Ecuador S.A., E.P. Petroecuador e CELEC EP per non aver preso precauzioni, per la mancanza di prevenzione e informazioni chiare e tempestive in merito alla rottura di due gasdotti”, avvenuta il 7 aprile, nella provincia ecuadoriana di Orellana. Tale rottura ha causato una fuoriuscita di petrolio nel fiume Coca, che poi ha raggiunto il fiume Napo e ha attraversato il confine con il Perù, colpendo anche le comunità indigene peruviane. Si stima che circa 97.000 persone siano state colpite dalla contaminazione dei letti fluviali e delle sponde. Una contaminazione che oggi impedisce loro di usare l’acqua per bere, pescare, cucinare e pulirsi, in una situazione già resa grave dalla pandemia di coronavirus. Il disastro si è verificato vicino alle cascate di San Rafael ed è stato rivelato dai video pubblicati sui social network dalle comunità che abitano lungo i fiumi, allarmate dalle chiazze di petrolio che avanzavano nelle acque che bagnavano i loro villaggi. Manos Unidas critica il fatto che le compagnie abbiano "ignorato gli avvertimenti dovuti alla scomparsa della cascata di San Rafael lo scorso febbraio", così come "gli impatti ambientali del progetto idroelettrico Coca Codo Sinclair sull'alveo del fiume Coca e le ripetute fuoriuscite di petrolio nella zona" e chiede alle autorità di adottare misure immediate per fornire acqua e cibo alle comunità colpite. (AP)

22 aprile - REGNO UNITO - I vescovi aderiscono alla “Clap for our Carers”. Il cardinale Nichols: applaudiamo e preghiamo per chi ci salva

I vescovi del Regno Unito aderiscono all’iniziativa popolare nata spontaneamente “Clap for our carers” che vede le persone alle 20 di ogni sera fare un applauso dalle proprie finestre e dai propri balconi per rendere omaggio a medici, infermieri e tutte quelle persone che con il proprio lavoro sono in prima linea nella lotta al Coronavirus e rilanciano annunciando che ogni giovedì sera alle 19, proprio nell’ora precedente all’applauso, ogni vescovo a turno celebrerà nella sua cattedrale una Messa in diretta streaming, a cui sono invitati a prendere parte tutti i fedeli. "Quello che vogliamo fare, è aggiungere a quell'applauso pubblico, la pratica della preghiera pubblica”, ha scritto in una lettera pubblicata sul sito dell’Episcopato il cardinale Vincent Nichols che sarà proprio il primo a iniziare, giovedì 23 aprile, dalla cattedrale di Westminster. Il porporato ha specificato che saranno celebrazioni dedicate a intenzioni di preghiera per i malati, le loro famiglie, il personale sanitario e coloro che lavorano nell'assistenza sociale, verso i quali ha espresso il proprio personale "profondo apprezzamento" per quanto stanno facendo per la tutela della vita umana. “Usate quell'ora prima delle 20 del giovedì per offrire le vostre preghiere di ringraziamento per queste persone generose e coraggiose e pregate che Dio le sostenga in questa grande opera che stanno compiendo. Applaudiamo, quindi, ma preghiamo anche, e con fervore per, loro: che Dio li benedica tutti – ha concluso il cardinale – l’insegnamento che deve darci questo isolamento è lo sforzo che stiamo facendo per proteggerci l'un l'altro”. (RB)

22 aprile - SPAGNA - Segretario generale dei vescovi: lavorare per il bene comune

Il mondo sta affrontando una crisi non solo sanitaria, economica e politica, ma anche spirituale. Per questo, è necessario lavorare, più che mai, per il bene comune. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale spagnola (Cee), Monsignor Luis Argüello, vescovo ausiliare di Valladolid, che in questi giorni ha tenuto una conferenza stampa on line. Nel difficile contesto mondiale, scatenato dalla pandemia da coronavirus, "siamo costretti a pensare a come organizzare una nuova normalità - ha detto il presule - In gioco ci sono la sicurezza, la libertà, la salute e la vita delle persone”, ma soprattutto “il bene comune e il principio di sussidiarietà". Il segretario generale della Cee ha poi espresso le sue condoglianze a tutti coloro che hanno perso un familiare a causa del “Covid-19”, insieme alla gratitudine per tutti quelli che operano a servizio della società, nella lotta al virus. Parole di incoraggiamento e di speranza sono state poi rivolte ai bambini, ai giovani ed agli anziani, in particolare a chi vive questo momento storico tra timori e paure, perché – ha sottolineato il presule – la cura che si ha delle persone più fragili è indice di civiltà. Il vescovo ausiliare di Valladolid ha, quindi, ribadito la necessità di guardare al futuro: “La pandemia accelera i cambiamenti d’epoca, anche all’interno della Chiesa dove si sta modificando la pastorale: questo è il momento propizio per una maggiore creatività, radicata in quel realismo che solo il Vangelo può offrire”. Lo stesso dicasi per la sfera politica, ha suggerito il vescovo: “I progetti politici devono essere a medio e lungo termine, perché il tempo è superiore allo spazio”, come ribadito da Papa Francesco nell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”. “L’unità – ha aggiunto il presule – è superiore alle ideologie, ai conflitti, alle differenze”. “La pandemia ha risvegliato l’individualismo – ha sottolineato ancora - ma questa crisi è globale, non possiamo perdere di vista cosa accade in tutto il mondo”, perché solo così “saremo architetti di una storia collettiva”. Di qui, l’appello alle istituzioni civili affinché “cerchino insieme il bene comune”. (IP)

22 aprile - AUSTRALIA - Giovani musicisti cattolici in concerto su Facebook: fede, gioia e speranza a domicilio

Sono già tre settimane i giovani musicisti cattolici della Gioventù cattolica Parramatta, ogni mercoledì tengono via Facebook un concerto di 30 minuti denominato “Worship Wednesday” per “portare a domicilio fede, gioia e speranza” alla popolazione costretta a casa dal lockdown dovuto alla pandemia da Coronavirus. Lo scrive Cathnews, il servizio di comunicazione collegato alla Conferenza episcopale australiana. “Il Worship Wednesday è stata una delle prime cose a cui abbiamo pensato quando sono entrate in vigore le restrizioni da Covid-19 - ha detto il direttore della Gioventù Cattolica Parramatta, James Camden – questi appuntamenti fatti di musica e riflessioni ci ha danno la possibilità di diffondere la lode al Signore e la nostra fede anche on line: è un'opportunità per farla crescere, ma anche per far crescere i nostri musicisti locali,  pilastri della fede nelle loro comunità parrocchiali e che stanno donando generosamente il loro talento in questi tempi difficili". Tra gli altri, il Worship Wednesday ha ospitato le sessioni di Damien Khoury, Alison Ryan e Anthony Silvestrini. "Abbiamo scelto come giorno il mercoledì per darci il coraggio di non fermarci a metà settimana e stare insieme, essere presenti a noi stessi, essere presenti alle persone a casa - ha annunciato Khoury all'inizio del primo Worship Wednesday, andando in diretta il Primo aprile - penso sia un'idea fantastica, un invito da raccogliere ogni settimana". (RB)

22 aprile - CILE - Al centro della Plenaria dei vescovi la difficile realtà del Paese a causa del Covid-19

 L’attuale difficile situazione del Paese e un colloquio con Felipe Ward, segretario generale della Presidenza cilena, sull’emergenza sanitaria vissuta in Cile a causa del Covid-19, al centro della giornata di ieri della 120.ma Assemblea plenaria della Conferenza episcopale cilena, riunita fino al 23 aprile a distanza. Durante la prima sessione, i vescovi e gli amministratori del Paese, nonché i rappresentanti della Conferenza dei religiosi del Cile (CONFERRE), hanno potuto discutere della realtà attuale del Paese e delle esperienze che si stanno vivendo nelle varie diocesi. Nella seconda sessione, invece, con il ministro Felipe Ward, i presuli e i religiosi hanno discusso dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del coronavirus nel Paese, sollevando questioni e preoccupazioni in base alle diverse realtà delle diocesi presenti sul territorio nazionale e hanno analizzato le ripercussioni della situazione sulla vita della gente, nell'immediato e anche a lungo termine. Il ministro, da parte sua, ha illustrato le misure sanitarie, economiche e sociali adottate dal governo per far fronte alla pandemia. (AP)

21 aprile - MONDO - Una rete di preghiera e un fondo di 5 milioni di euro da Aiuto alla Chiesa che Soffre Internazionale per le comunità più bisognose

Per iniziativa di Aiuta alla Chiesa che Soffre Internazionale, comunità contemplative di tutto il mondo stanno pregando dall’inizio del mese di aprile per la pandemia di Covid-19. Questa settimana sono 50 i monasteri che hanno risposto all’appello di preghiera lanciato dalla fondazione pontificia inviando anche messaggi di solidarietà nelle aree più colpite dal coronavirus. Per aiutare poi sacerdoti, religiosi e religiose in difficoltà e indigenti in questo particolare momento, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha istituito un fondo speciale allo scopo di raccogliere 5 milioni di euro per sostenere le comunità più bisognose e invita a donare offerte sul portale https://www.aed-france.org/projets/covid-19/. “Questo aiuto può sembrare una goccia d’acqua, date le immense esigenze presenti e future. Tuttavia, è vitale nella vita quotidiana delle comunità cristiane che aiutiamo”, afferma Benoit de Blanpré, direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre. L’iniziativa porterà aiuti in Medio Oriente, Europa centrale e orientale, America Latina, Asia e Africa, sostenendo vari progetti. “Poiché le sofferenze umane legate alla Covid-19 continuano a crescere in tutto il mondo, la richiesta di cure sociali e spirituali è notevole”, dichiara Thomas Heine-Geldern, presidente esecutivo di Aiuto alla Chiesa che Soffre Internazionale. “Speriamo che questo aiuto, reso possibile grazie ai nostri benefattori, contribuirà ad alleggerire il peso dei nostri coraggiosi religiosi che sono in prima linea – prosegue – portando l’amore e la compassione di Dio ai nostri fratelli e sorelle sofferenti”. A causa della pandemia, sono innumerevoli, nei paesi in via di sviluppo, le comunità vulnerabili, già povere e con risorse limitate, che spesso dipendono dalla Chiesa locale per i servizi sociali e l’assistenza sanitaria. “La Chiesa ha un ruolo spirituale e pastorale particolarmente vitale nella vita quotidiana delle comunità cristiane dei più poveri del pianeta – conclude Thomas Heine-Geldern – dobbiamo contribuire a rafforzare la rete di sicurezza che viene donata”. (TC)

21 aprile - AUSTRIA - Dal 15 maggio riapriranno le chiese. Vescovi al lavoro per organizzare la ripartenza

Dal prossimo 15 maggio i fedeli potranno di nuovo tornare a pregare in chiesa e a frequentare le parrocchie. La conferma è arrivata da Peter Schipka, segretario generale della Conferenza episcopale austriaca a seguito dell’annuncio del premier,  Sebastian Kurz, secondo cui, fra le misure previste per l'allentamento del  confinamento, sempre a partire da metà del prossimo mese, vi è anche la ripresa delle  funzioni religiose. I vescovi si sono messi subito al lavoro, dunque, per organizzare la ripartenza delle attività, anche se resta da definire un piano di massima concordato con il governo.  Kurz ha infatti specificato che le riaperture avverranno "passo dopo passo" aumentando parallelamente il numero di test, e comunque nel pieno rispetto di rigorose norme di comportamento per la prevenzione. “Prima su tutte, la distanza di sicurezza” ha detto il cancelliere austriaco. (DD)

21 aprile - BELGIO - Il vicario di Brabante Vallone invita a riflettere sull’impegno pastorale post-coronavirus

Quando arriverà il momento del “dopo” occorrerà discernere bene, in unità pastorale, in che modo questo particolare tempo ha influito sulla dimensione comunitaria, legata alla nostra fede e alla credibilità della nostra testimonianza. È l’invito che monsignor Jean-Luc Hudsyn, vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles e vicario di Brabante Vallone, in Belgio, rivolge ai sacerdoti, ai diaconi, agli animatori pastorali e a tutti i cristiani del vicariato, offrendo una riflessione sulle conseguenze del coronavirus. Monsignor Hudsyn chiede di riflettere su come è stata vissuta in questo periodo la dimensione ecclesiale e comunitaria, cosa è stato fatto per renderla visibile e concreta, quali iniziative solidali sono state pensate, quali sfide sono state affrontate, quali sono stati i punti deboli e cosa è stato trascurato. (TC)

21 aprile - REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO - Solidarietà dei vescovi alle popolazioni colpite dalle inondazioni

La Conferenza episcopale nazionale del Congo (Cenco) ha voluto esprimere in un messaggio vicinanza spirituale e solidarietà ai presuli delle province del sud Kivu, Tanganyika, Maniema e Haut-Lomami, nella Repubblica Democratica del Congo, dove le piogge torrenziali di questi giorni hanno causato la perdita di vite umane e danni materiali significativi. “Questa sciagura appesantisce la sofferenza delle popolazioni già impoverite e traumatizzate dalla deleteria situazione socio-securitaria” si legge nel messaggio con il quale la conferenza episcopale ha voluto condividere “le sofferenze di tutte le popolazioni che si trovano in queste aree gravemente colpite”. “Come pastori, facciamo appello al governo congolese e alle organizzazioni umanitarie, nonché alla solidarietà di tutte le persone di buona volontà, per le vittime di questi disastri” scrivono i vescovi. L’auspicio è che quanti si trovano nelle aree colpite dalle inondazioni e dalle frane possano essere rassicurati dalla compassione e dalle preghiere di tutta la Chiesa e che Cristo Risorto possa guarire le ferite, ridare coraggio e speranza a quanti hanno perso i loro beni, consolare le famiglie in lutto e concedere il riposo eterno alle vittime. (TC(

21 aprile - CANADA - Il cordoglio dell’arcivescovo di Nova Scotia per la più sanguinosa strage nella storia del Paese 

È di almeno 18 morti il bilancio della strage compiuta tra sabato e domenica in Nova Scotia, sulla costa atlantica del Canada, da un 51.enne travestito da poliziotto che ha sparato a caso a numerose persone. Si tratta di Gabriel Wortman, rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia sopraggiunta sul posto. Ignoti ancora i motivi del massacro. Il Primo Ministro Justin Trudeau ha espresso il suo cordoglio per le vittime della più sanguinosa strage della storia canadese. E al cordoglio del premier si è unito subito l’arcivescovo di Nova Scotia, monsignor Ron Cutler, che in un messaggio al clero e ai fedeli parla di una violenza inaudita in un’area conosciuta per la sua tranquillità e bellezza e che sconvolge un Paese già colpito da numerosi lutti a causa della pandemia del Coronavirusin particolare nelle case di riposo per anziani.

21 aprile - REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO - Il presidente Tshisekedi invita tutte le confessioni religiose a un impegno comune per combattere la pandemia

Chiede collaborazione ai leader religiosi il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Tshisekedi, per far fronte all’emergenza coronavirus. Il capo dello stato, riferiscono i media locali, ha incontrato ieri alla Cité de la N'sele una delegazione di diverse confessioni religiose guidata dall’arcivescovo di Kinshasa, il cardinale Fridolin Ambongo Besungu, chiedendo un impegno comune nella lotta all’epidemia nel Paese attraverso una comunicazione costante con i fedeli attraverso i moderni mezzi moderni di comunicazione. Se le celebrazioni sono state sospese, non si sono fermate le preghiere e per combattere la Covid-19 il presidente Tshisekedi ha chiesto a tutte le confessioni religiose di continuare a intercedere per il Paese. Dal canto loro, i leader religiosi si sono impegnati a diffondere informazioni corrette e affidabili e a sensibilizzare sempre più i fedeli sulla crisi sanitaria che sta interessando i cinque continenti. Il cardinale Ambongo Besungu, da parte sua, ha assicurato che, per sostenere malati, indigenti e bisognosi, la Chiesa si sta impegnando anche in aiuti umanitari. (TC)

21aprile - BRASILE - Rapporto annuale della Pastorale della Terra: record di conflitti agrari nel 2019. In testa l'Amazzonia

Il 2019 è stato un nuovo anno record per le violenze, gli omicidi  e i conflitti agrari in Brasile. È quanto emerge dal 35.mo rapporto annuale della Commissione della pastorale della terra (Cpt) della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), diffuso on-line nei giorni scorsi. Il numero degli omicidi nelle aree rurali è aumentato del 14% rispetto al 2018, passando da 28 a 32, a cui si aggiungono i tentati omicidi (+7%). In netto aumento anche le minacce di morte (+22%). Il trend riflette quello dei conflitti nelle campagne brasiliane: 1.833, pari al 23% in più rispetto al 2018, la percentuale più alta registrata in questi ultimi cinque anni. Di questi 1.206 erano dispute sulla terra, due terzi delle quali quali provocate dai latifondisti o da accaparratori di terre (i fazendeiros e i grileiros), la cifra percentuale più alta registrata dal 1985.  Anche i conflitti per l’acqua, spesso legati allo sfruttamento dell’energia idroelettrica o delle miniere, hanno visto un aumento record: il 77% in più rispetto al 2018. (LZ)

 21 aprile - REPUBBLICA DOMINICANA - I vescovi indicono una Giornata nazionale di preghiera per fermare la pandemia

Il Consiglio permanente della Conferenza episcopale dominicana (CED), ieri, in un messaggio sul sito Internet dell’Episcopato, ha invitato tutti i cittadini, domenica 26 aprile, dalle 9 alle 11, a partecipare ad una Giornata nazionale di preghiera per fermare la pandemia di coronavirus. I vescovi hanno elogiato, nel messaggio, il servizio dei "grandi eroi" che rischiano ogni giorno con il loro lavoro di essere contagiati; hanno apprezzato le misure adottate dalle autorità e le iniziative prese da persone e istituzioni per combattere questa emergenza sanitaria; e hanno esortato a vigilare affinché ogni processo si svolga con trasparenza e secondo quanto stabilito dalle leggi. (AP)

21 aprile - UGANDA - Messaggio vescovi: in quarantena, rafforzare la famiglia, ‘Chiesa domestica’

“Usare il tempo nel miglior modo possibile”: è l’esortazione della Conferenza episcopale dell’Uganda (Uec), in un messaggio a firma del suo presidente, Monsignor Joseph Anthony Zziwa, diffuso in occasione delle festività pasquali. Nel documento, consultabile sul sito web della Uec, i vescovi fanno riferimento alla pandemia da coronavirus ed esortano i fedeli a cogliere l’occasione della quarantena, resa obbligatoria come misura anti-contagio, per crescere nella fede. Poiché, infatti, le celebrazioni pubbliche con concorso di popolo sono sospese, i fedeli vengono incoraggiati a pregare con devozione in casa, perché “ciò rappresenta un’opportunità per rafforzare quella chiesa domestica che è la famiglia”. Inoltre, nella sequela di Cristo che ha vinto la morte, bisogna essere consapevoli del fatto che “non siamo soli nei momenti più bui di paura ed angoscia”, perché il Risorto è sempre con noi e come Lui “siamo sfidati ad affrontare la sofferenza e l’incertezza con fede, speranza e carità”. (IP)

21 aprile - ARGENTINA  - Medici cattolici: uscire dalla paura della pandemia con la fede

Qual è la via d'uscita dalla paura paralizzante suscitata dalla pandemia di coronavirus? Una risposta arriva dal Consorzio dei medici cattolici di Buenos Aires, in Argentina, ed è “la grazia della fede, la forza di appartenere alla Chiesa di Cristo ed ai suoi insegnamenti”. In una nota a firma della vicepresidente dell’organismo, la dottoressa Elena Rita Passo, si sottolinea infatti che "la nostra paura sta nella negazione della nostra stessa fragilità” e in un contesto di “malattia, dolore e la sofferenza” ciò è “ancora più evidente”. Ma i cristiani sanno che “devono lasciarsi abitare da Dio per poter portare ciascuno la propria croce”; per questo, la crisi attuale rappresenta “una sfida da cui uscire vittoriosi con la profonda convinzione che Dio ci ama e si prende sempre cura della nostra fragilità". I Medici cattolici esprimono poi tutta la loro gratitudine a quanti - medici, infermieri, addetti alle pulizie, volontari - nella crisi attuale “si sono dimostrati disponibili a prendersi cura dei malati”, dando alla paura “una risposta che li avvicina alla santità”. Al contempo, il Consorzio lancia un forte “J’accuse” contro alcune potenze mondiali che, nell’emergenza sanitaria, hanno dato priorità “all'economia e al potere", "svalutando la persona umana e i suoi diritti fondamentali". (IP)

21 aprile - REGNO UNITO - Vescovi: criteri etici per l’accesso dei malati alle cure intensive. Siamo tutti creati a immagine di Dio

L’età, le capacità fisiche e mentali, lo stato di salute o altre caratteristiche sociali della persona non possono essere una discriminante per decidere chi curare e chi no tra i malati gravi di Covid-12 quando i mezzi sono scarsi.  A riaffermarlo con forza sono i vescovi inglesi e gallesi che, in un comunicato diffuso ieri sul sito della Conferenza episcopale, ricordano i criteri etici che devono regolare l’acceso dei pazienti alle risorse sanitarie disponibili. Criteri che devono essere “chiari e condivisi da tutti”, in linea con la normativa vigente. Anche nel Regno Unito la forte pressione sul Servizio sanitario nazionale (Nhs) a causa della pandemia rischia di porre i medici nelle unità di terapia intensiva di fronte a gravi dilemmi etici dovuti al flusso di pazienti in situazioni estreme. Il pericolo - avverte il comunicato - è che la scelta sia condizionata da valutazioni sul “valore” della vita della persona. Un criterio moralmente inaccettabile – si sottolinea - perché “siamo stati tutti creati a immagine di Dio”. (LZ)

21 aprile - BOLIVIA - Invito del vescovo del Vicariato apostolico di Camiri alla speranza e alla solidarietà

Un messaggio di speranza e di incoraggiamento a non avere paura, in questo momento di difficoltà causato dalla diffusione della pandemia di coronavirus nel Paese, quello del vescovo del Vicariato apostolico di Camiri, monsignor Jesús Galeote, espresso in un video pubblicato ieri sul sito della Conferenza episcopale boliviana, in cui ricorda ai fedeli che la morte fa parte dell’esistenza e la nostra condizione umana è chiamata ad affrontarla. In questo tempo di quarantena nazionale, monsignor Galeote, invita tutti ad essere solidali verso il prossimo e ringrazia le istituzioni per i numerosi gesti di solidarietà che hanno reso possibile non mancasse il cibo, le cure spirituali, l’assistenza sanitaria nelle famiglie più povere. Gesti di fronte ai quali - sottolinea il presule - non possono venire meno la serenità e la fede in Dio. (AP)

21 aprile - POLONIA - Paese a rischio siccità: la preghiera dei vescovi per la pioggia

“Mi rivolgo a tutti i fedeli e alle persone di buona volontà con un appello per una persistente e fervente preghiera di supplica per la pioggia. Chiedo che nei santuari, nelle parrocchie, nelle case religiose e nelle famiglie si includa questa intenzione di preghiera, confidando che il Signore Dio ascolti le nostre richieste": queste le parole dell’Arcivescovo Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), contenuta in una nota pubblicata sul sito web della Kep. Oltre la pandemia da coronavirus, infatti, il Paese sta lottando contro la siccità e “centinaia di migliaia di ettari di terreno rischiano di essere distrutti”. “Tutto questo – sottolinea il presule - avrà un impatto negativo sulla produzione agricola e, in futuro, sui prezzi dei prodotti alimentari e sulla capacità di esportazione del nostro Paese”. Non solo: “La siccità sta colpendo centinaia di migliaia di contadini, frutticoltori, orticoltori che, insieme alle loro famiglie, vivono dei frutti della terra”, con gravi ripercussioni anche “sull'industria di alimentare”. (IP)

21 aprile - INDIA - La Chiesa di Mumbai impegnata in prima linea per l’emergenza nel Maharashtra, lo Stato indiano più colpito 

È il Maharashtra lo Stato indiano più colpito dal Covid-19. Finora sono 4.500 i casi registrati, concentrati nelle baraccopoli della capitale Mumbai (l’ex Bombay). L’arcidiocesi guidata dal cardinale Oswald Gracias, presidente della Conferenza episcopale indiana, (Cbci) si è subito mobilitata per fare fronte all’emergenza. Il 27 marzo il porporato, insieme ad altri leader cristiani, ha inviato una lettera al Primo Ministro Narendra Modi per annunciare che la Chiesa ha messo a disposizione le sue strutture. La Chiesa locale è impegnata soprattutto ad aiutare i più bisognosi e in particolare gli immigrati da altri Stati indiani rimasti bloccati a Mumbai e senza lavoro dopo il lockdown imposto il 24 marzo. Tutte le 124 parrocchie dell’arcidiocesi si sono attivate per portare cibo a chi è in difficoltà sul loro territorio. Circa 7mila persone ricevono così anche due pasti al giorno, ha spiegato all’agenzia Ucanews il portavoce padre Nigel Barrett. Inoltre, tre strutture cattoliche nella capitale ospitano circa 200 migranti. (LZ)

21 aprile - COREA DEL SUD - Mons. Yoo Kyung-chon (Arcidiocesi Seoul) : “E’ necessaria una pastorale per i disabili”

“Toppi pregiudizi e discriminazioni nei confronti dei disabili. E’ necessaria una pastorale ad hoc che li coinvolga pienamente nelle attività parrocchiali”. La proposta è di mons. Yoo Kyung-chon, della diocesi di Seoul, a seguito di una indagine che ha rivelato che le persone con handicap ancora oggi hanno difficoltà di inserimento sociale e molto spesso vivono ai margini. L’idea del presule è quella di “averle a tempo pieno nella comunità”, sensibilizzare l'opinione pubblica, e gettare le basi perché le leggi tutelino tutti i settori della vita, dai problemi legati ai trasporti a quelli dell'istruzione, al tempo libero. “Ricordo ancora le proteste delle famiglie dei disabili pochi mesi prima delle Olimpiadi di Pyeongchang che chiedevano una scuola per i loro figli” ha detto mons. Yoo Kyung-chon “E’ stata l’ennesima testimonianza di come affrontiamo il problema e del nostro approccio nei loro confronti” ha continuato. Nella capitale vivono 392mila soggetti diversamente abili, ovvero il 4 per cento dei residenti. (DD)

21 aprile - NUOVA ZELANDA - Annullato l’evento “Takirua 2020” dedicato a famiglie e giovani

In lingua maori, “takirua” significa “coppia” ed è proprio questo il titolo scelto dalla Chiesa neozelandese per l’evento “Takirua 2020: definire la missione”, organizzato dall’Ufficio cattolico degli educatori al matrimonio e dal Consiglio episcopale locale per i giovani. Previsto inizialmente dal 24 al 26 aprile prossimi, l’incontro è stato annullato a causa della pandemia da “coronavirus”. “Siamo molto dispiaciuti di aver dovuto prendere questa decisione – afferma in una nota ufficiale Chris Duthie-Jung, responsabile dell’evento per l’Arcidiocesi di Wellington – ma c’è davvero troppa incertezza in relazione agli spostamenti ed ai raduni con un gran numero di persone per fissare nuova date per la conferenza”. Si cercherà, comunque, di sviluppare i temi dell’incontro in forma digitale, così che siano fruibili, per gli iscritti di ogni diocesi del Paese, attraverso una app. (IP)

21 aprile - COLOMBIA - L’impegno della Chiesa di Cúcuta nell'aiutare i poveri e nel seminare la speranza

La Chiesa di Cúcuta, in questo periodo di prova, causato dal diffondersi della pandemia di Covid-19 nel Paese, è ancora più vicina ai poveri e ai bisognosi con le sue strutture di carità e, fedele al comandamento dell'amore, vuole ancor più seminare speranza e non abbandonare i fedeli. Grazie ai benefattori e alle proprie risorse, infatti, la diocesi è riuscita a consegnare a chi ne ha bisogno cibo e prodotti che si utilizzano per la pulizia in grande quantità. Con l’aiuto della Banca Alimentare Diocesana e con quello dell'Ordine di Malta sono state consegnate 30 tonnellate di riso vitaminizzato in zone molto povere della città; e con l'aiuto delle aziende del Norte de Santander altre 30 tonnellate di riso e di alimenti come patate, verdure e pollo. Il grandissimo lavoro da parte dei laici, dei sacerdoti e dei religiosi ha permesso la consegna di più di 250 tonnellate di cibo nelle parrocchie di Cúcuta e della sua area metropolitana e nella zona rurale. Tutto questo si è svolto adottando, per il personale e i volontari, le misure di sicurezza sanitaria stabilite dall'Istituto Nazionale della Salute e con l’assistenza della Polizia nazionale colombiana e dell’Esercito. (AP)

21 aprile ZIMBABWE La Nunziatura apostolica dona 30mila dollari per l’emergenza sanitaria    

Materiale medico-sanitario per un valore di 20mila dollari e una donazione di 10mila dollari: è quanto ha messo a disposizione la Nunziatura apostolica in Zimbabwe per affrontare l’emergenza del Coronavirus nel Paese africano. Il contributo “è un’espressione della vicinanza di Papa Francesco” di ffonte alla pandemia e viene incontro a una richiesta di aiuto della Conferenza episcopale dello Zimbabwe (Zcbc), spiega un comunicato della Nunziatura, guidata dallo scorso gennaio da monsignor Paolo Rudelli. La donazione servirà in particolare a fornire dispositivi di protezione per il personale medico di cui lo Zimbabwe ha un drammatico bisogno. (LZ)

21 aprile - BRASILE - Presidenza vescovi: no a depenalizzazione aborto in caso di virus Zika

"Non spetta ad alcuna autorità pubblica riconoscere in modo selettivo il diritto alla vita, assicurandolo ad alcuni e negandolo ad altri. Si tratta di una discriminazione iniqua e ingiusta; provoca orrore solo pensare che ci sono bambini che non potranno mai vedere la luce, perché vittime dell'aborto”. Lo scrive, in una nota in sette punti diffusa sul suo sito web, la presidenza della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb). Il documento arriva in vista del 24 aprile, giorno in cui la Corte Suprema nazionale (Stf) esaminerà, in una sessione virtuale, l'Azione diretta di incostituzionalità - Adi 5581, presentata dall'Associazione nazionale dei difensori pubblici - che chiede la depenalizzazione dell'aborto se la donna incinta è stata infettata dal virus “Zika”, trasmesso dalla zanzara Aedes Aegypti e responsabile della microcefalia nel feto. Tale proposta i vescovi la definiscono “immorale”, anche perché impone agli operatori sanitari “l’obbligo di agire contro la propria coscienza, cooperando, direttamente o indirettamente, alla pratica abortiva”. (IP)

21 aprile - CILE - Al via in videoconferenza la 120.ma Assemblea plenaria dei vescovi

E' niziata ieri, 20 aprile, la 120.ma Assemblea plenaria della Conferenza episcopale cilena, che fino al 23 aprile vede discutere i vescovi e gli amministratori delle 27 giurisdizioni del Paese lì riuniti dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus e delle ripercussioni nella vita delle persone in Cile. Per la prima volta nella sua storia, a causa del diffondersi della pandemia di Covid-19, l’incontro si svolge a distanza, in videoconferenza.   "Gli eventi che abbiamo vissuto come società e come Chiesa negli ultimi tempi ci sfidano a ripensare il nostro modo di rapportarci. Oggi, evangelizzare significa umanizzare. Di fronte alla fragilità esistenziale, siamo chiamati a offrire la via dell'’uomo nuovo’ proposta da Gesù", ha sottolineato il presidente dell’Episcopato, monsignor Santiago Silva, nel discorso di apertura dell’Assemblea. (AP)

20 aprile - CONGO - Morto monsignor Gérard Mulumba, primo vescovo africano vittima del Covid-19

20apr20 - È morto il 15 aprile a Kinshasa monsignor Gérard Mulumba, vescovo emerito di Mweka, nella Repubblica Democratica del Congo. Si tratta del primo vescovo africano vittima del Coronavirus. A darne notizia è il sito della Conferenza episcopale congolese (Cenco). Il presule, che aveva 82 anni, era stato ricoverato in una clinica della capitale qualche giorno prima. Nato a Kananga, nella provincia del Kasai Centrale, zio dell’attuale Presidente congolese Félix Antoine Tshisekdi, monsignor Mulumba era stato ordinato sacerdote nel 1967, quindi vescovo nel 1989, assumendo la guida della diocesi di Mweka per 28 anni. Nel 2017 gli era succeduto monsignor Oscar Nkolo Kanowa. La sua scomparsa interviene in un momento critico sul fronte sanitario per la Repubblica Democratica del Congo che, dopo il Camerun, è il secondo Paese africano più colpito dal Covid-19 con un totale di 327 casi, di cui 25 decessi e 27 guarigioni. A rendere particolarmente preoccupante la situazione è l’inattesa ricomparsa di Ebola. (LZ)

20 aprile - SPAGNA - Tutela dei minori: una donna guiderà la Commissione diocesana di Toledo

La psicologa ed esperta di diritto canonico Lourdes Carrazoni Prous nominata direttrice della Commissione diocesana di Toledo per la tutela dei minori. In concomitanza con la domenica della Divina Misericordia, l’arcivescovo di Toledo, monsignor Francisco Cerro Chaves, ha reso pubblico il decreto del 7 aprile, che istituisce la Commissione diocesana per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, della quale fanno parte anche Juan Marín Relanzón, avvocato ed esperto di diritto canonico, e padre Félix del Valle Carrasquilla, dottore in teologia ed esperto di psicologia. “Chiunque sia consapevole di questi abusi potrà informare la Chiesa, assicurarsi che le informazioni ricevute siano adeguatamente studiate e che misure necessarie siano prese in modo tempestivo" chiarisce il decreto. La Commissione - continua - sarà annessa al Vicariato generale e il suo direttore avrà la responsabilità di ricevere le informazioni sugli abusi. I membri della Commissione, in base alle loro competenze nei diversi ambiti, assisteranno il direttore nell'esercizio delle sue funzioni. (AP)

20 aprile Anche la Pasqua ortodossa celebrata a distanza, con l’eccezione della Georgia e della Bielorussia

 Nella maggior parte del mondo ortodosso, come per le altre Chiese cristiane, le celebrazioni pasquali si sono svolte senza i fedeli presenti, a causa della pandemia del Coronavirus. Così è stato anche in Russia, dove, dopo l’iniziale resistenza del Patriarca di Mosca Kirill, i fedeli sono stati invitati a non recarsi in chiesa per la Pasqua. A Gerusalemme, in ottemperanza alle disposizioni del Governo israeliano contro il contagio, anche l'antica cerimonia del “Fuoco Sacro”, celebrata alla vigilia della Pasqua ortodossa nel Santo Sepolcro, si è svolta in forma speciale, alla presenza di solo dieci persone. Tra queste il Patriarca greco-ortodosso Theophilos, che come da tradizione, ha presieduto il rito dello spegnimento e della riaccensione della lampada nell’Edicola della chiesa dalla cui fiamma  cui attingono normalmente i fedeli presenti. Dopo la cerimonia, le fiammelle prelevate sono state caricate su 10 aerei vuoti diretti in Russia, Ucraina, Grecia, Georgia, Cipro, Romania, Moldavia, Bielorussia, Polonia, Kazakhstan. In Grecia, il Governo ha vietato la distribuzione della fiamma in tutte le parrocchie, mentre le autorità romene hanno consentito di farla portare nelle case dei fedeli a volontari vestiti con mascherine e guanti. Non è andata così Georgia, dove – come riporta l’agenzia cattolica Cath.ch -  nonostante gli appelli delle autorità politiche e sanitarie, diversi fedeli hanno presenziato nelle chiese alle celebrazioni pasquali.

20 aprile - MALTA - L’impegno della Caritas a sostegno delle fasce più deboli

I poveri, le persone anziane che vivono sole, le famiglie con figli disabili, i senzatetto, gli stranieri a basso reddito, i tossicodipendenti, i bambini e le donne a rischio. Caritas Malta guarda con estrema preoccupazione a queste categorie che, all’indomani della diffusione del Covid 19, hanno visto sensibilmente peggiorare la loro situazione, di per sé già complessa. Ma la macchina della solidarietà è costantemente attiva: si va dalle donazioni delle aziende agli esercizi commerciali che hanno scelto di mantenere i prezzi bassi, fino ai proprietari di case che hanno ridotto il canone di affitto. Da considerare anche l’impegno finanziario del governo, anche se non tutti avranno la possibilità ad accedere ai benefici previsti. “E’ un momento straordinario. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche per aiutare, insieme allo Stato, la Chiesa, le Ong e i privati, i più poveri” spiega il direttore di Caritas Malta, Anthony Gatt. (DD)

20 aprile - INDIA - Gesuiti impegnati a sfamare “gli intoccabili” nello Stato del Bihar

Una missione gesuita nello Stato indiano del Bihar - riporta UCA News - sta lavorando assieme ad un'agenzia governativa per sfamare migliaia di poveri, appartenenti ai Musahar, i mangiatori di topi, la più svantaggiata tra le comunità dalit, addetta ai lavori più umili nella periferia di Patna, capitale del Bihar.   In seguito al blocco nazionale, imposto dal governo il 24 marzo, per cercare di fermare la pandemia di coronavirus, questa comunità di "intoccabili", soprattutto dagli indù di casta superiore, nota per la caccia e il consumo di topi a causa della sua povertà, ai margini della società indiana, ha cominciato a soffrire la fame. "Sono rimasto scioccato – racconta padre Juno Sebastian, direttore di Manthan, centro di azione sociale dei gesuiti di Patna - quando molte persone sono venute da me a chiedermi del cibo, dicendo che non ne avevano avuto per quattro giorni consecutivi". (AP)

20 aprile - VIETNAM - La Chiesa in aiuto di chi ha perso il lavoro a causa della pandemia

 Anche in Vietnam, la Chiesa non fa mancare il suo sostegno ai più bisognosi in tempi di Coronavirus. Tra questi i tanti lavoratori che a causa delle rigide misure disposte dalle autorità contro il contagio hanno perso il lavoro e quindi l’unica fonte di sostentamento per le loro famiglie: conducenti di moto-taxi, venditori ambulanti e lavoratori alla giornata, che si aggiungono alle fila dei poveri strutturali nel Paese. Nell’arcidiocesi di Hue, situata nelle provincie centrali di Quang Tri e Thua Thien Hue, dopo Pasqua la Caritas locale ha lanciato una speciale campagna dal titolo “Dare amore per superare la pandemia". L’organizzazione ha fornito a ognuna delle 90 parrocchie dell’arcidiocesi 500 chili di riso per aiutare subito le famiglie che non hanno cibo”, senza distizione di credo religioso, spiega all’agenzia Ucanews il responsabile, padre Anthony Nguyen Ngoc Ha.  (LZ)

20 aprile - REPUBBLICA CECA - Mons. Baxant: “Ottimisti per la ripresa nel segno della nostra patrona”

“Abbiamo un motivo in più per essere ottimisti in vista della ripresa: l’anniversario della nascita della nostra patrona Zdislava di Lemberk”. In una lettera inviata ai sacerdoti e ai diaconi della sua diocesi, Mons. Jan Baxant, vescovo di Litoměřice, ha ringraziato tutti coloro che si sono prodigati per assicurare il servizio pastorale soprattutto durante la Settimana Santa. “Le misure adottate per la quarantena ci hanno segnato” scrive il presule, ricordando le persone scomparse, i loro familiari, i malati, le persone che hanno continuato ad assisterli e, non ultimi, coloro che stanno soffrendo a causa della perdita del proprio lavoro. “Vi sono grato” continua mons. Baxant “per la solidarietà che avete manifestato il prezioso lavoro svolto in silenzio. Il mese mariano che ci accingiamo a vivere ci dà la speranza e ci consente di guardare al futuro con fiducia”. Il presule anticipa poi quella che sarà la commemorazione più importante: gli 800 anni della nascita di Santa Zdislava di Lemberk, patrona di Litoměřice, pia nobildonna vissuta nel tredicesimo secolo. Beatificata nel 1907 da papa Pio X, è stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 1995 insieme al beato Jan Sarkander ad Olomouc (Moravia) durante la visita di Papa Wojtyla nella Repubblica Ceca. “Avviciniamoci alla sua tomba (nel convento a Jablonné ndr) in un pellegrinaggio virtuale” chiede ai fedeli mons. Baxant “Affidiamole le nostre sofferenze e quelle di chi è malato con la speranza che ci possa aiutare a trovare la giusta medicina. Non solo quella in grado di guarire, ma che dia anche speranza: Cristo, il Buon Pastore e il Salvatore dell’uomo”. (DD)

20 aprile - POLONIA - Monsignor Polak: la risposta del cristiano non può che essere la misericordia

"Se non sei tranquillo, se hai paura di tutto ciò che accade intorno a te oggi, tocca le Sue piaghe. Se senti impotenza, disperazione, dubbio: tocca le Sue piaghe! Se vuoi perdono e misericordia, tocca le Sue piaghe!” Così il Primate di Polonia, monsignor Wojciech Polak, arcivescovo di Gniezno, ieri, domenica della Divina Misericordia, nella cattedrale, dove ha recitato la Coroncina della Divina Misericordia e celebrato la Messa, pregando per i morti, i malati, gli operatori sanitari e per la fine della pandemia di coronavirus. Nell’omelia, il presule ci ricorda che la misericordia non rientra tra gli attributi di Dio, ma è il "battito del suo cuore", il suo volto, e ciò che ci aiuta a capire meglio questo mistero sono le piaghe di Cristo. (AP)

20 aprile - MYANMAR  - Appello dei cristiani all’unità contro la pandemia al centro dell’omelia del cardinale Bo per la Domenica della Misericordia

Lavorare insieme per “combattere uniti nell’amore” l’emergenza Coronavirus “senza distinzioni di razza, casta o religione”.  È l’appello lanciato dai leader delle Chiese cristiane del Myanmar in una dichiarazione congiunta diffusa dopo la notizia riportata nei giorni scorsi da diversi social della denuncia alle autorità di un discusso pastore protestante canadese e di altre tre persone per avere violato le disposizioni che vietano gli assembramenti per contenere il contagio. David Lah, questo il nome del pastore noto per le sue posizioni estremiste, aveva fatto già parlare di sé per un video virale in cui affermava che chi ha fede in Gesù è protetto dal Covid-19. (LZ)

20 aprile - PORTOGALLO - Prevista a maggio la ripresa delle funzioni religiose pubbliche. Premier elogia la Chiesa

(VN), 20apr20 - In Portogallo le funzioni religiose pubbliche dovrebbero riprendere gradualmente a maggio. Lo ha annunciato oggi il Primo Ministro portoghese António Costa dopo un incontro con il Patriarca di Lisbona, il cardinale Manuel Clemente, presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), nella residenza patriarcale. “Secondo le nostre previsioni, a partire da maggio dovremmo iniziare a ritrovare una maggiore normalità nelle celebrazioni religiose ", ha dichiarato ai giornalisti Costa, che ha elogiato "l'esempio" della Chiesa cattolica durante l’emergenza.  La Conferenza episcopale portoghese ha disposto la sospensione di tutte le Messe pubbliche il 13 marzo scorso, con limitazioni anche ai battesimi, matrimoni e funerali, fino alla fine dello stato di emergenza che è stato prolungato dal Governo fino al 2 maggio.(LZ)

20 aprile  CILE - Monsignor Chomali: prendersi cura dei più deboli

Fervente appello ieri di monsignor Fernando Chomali, arcivescovo di Concepción, nell’omelia per la Messa della festa della Divina Misericordia, nella parrocchia di El Sagrario, a lasciare da parte l'egoismo e a prendersi cura dei più bisognosi, durante questa difficile situazione che il Paese sta vivendo a causa della pandemia di coronavirus. Nell’omelia, il presule sottolinea che, come nel Vangelo di ieri, gli apostoli avevano le porte chiuse per paura degli ebrei, così anche noi ci troviamo nelle nostre case con le porte chiuse e abbiamo paura di fronte al numero delle persone, già 160 mila, morte di coronavirus. La Chiesa, tuttavia - sottolinea il presule -, in questo difficile momento non ci abbandona. (AP)

20 aprile -  TERRA SANTA - Il sostegno dei parroci ai fedeli in tempo di restrizioni da #coronavirus

Vicinanza spirituale, ma non per questo meno concreta: è quella messa in atto dalle parrocchie della Terra Santa per continuare ad assistere i fedeli anche in questo tempo difficile di pandemia da “coronavirus”. Sono tante e diverse, dunque, le iniziative avviate e raccontate dal sito web della Custodia di Terra Santa: “I frati che lavorano nella parrocchia latina di San Salvatore a i Gerusalemme, ad esempio, hanno costituito un piccolo comitato di religiosi in cui ciascuno ha il suo compito, come la video-catechesi per i ragazzi della cresima o appuntamenti via telematica con la gioventù francescana ogni due settimane”. Nel giorno di Pasqua, inoltre, il parroco Fr. Amjad Sabbara, ha telefonato ai parrocchiani affinché potessero sentire “comunque vicino il loro pastore”. Con l’aiuto di otto giovani e del Comitato di emergenza, inoltre, la parrocchia si prende cura anche di “tante famiglie in difficoltà”, spesso costrette alla quarantena in spazi inadeguati e provate dalla precarietà economica. Anche la parrocchia latina di Santa Caterina alla Natività di Betlemme si è fatta carico delle persone più bisognose: il parroco, Fr. Rami Asakrieh, in collaborazione con le autorità, ha selezionato le famiglie e gli anziani più bisognosi a cui distribuire pacchi sussistenza. Un ulteriore aiuto arriva dalle tecnologie: grazie a Facebook, infatti, la parrocchia riesce a stare accanto ad oltre 5mila fedeli, organizzando soccorsi materiali e incontri spirituali in streaming su web. Lo stesso dicasi per la chiesa latina di San Giovanni ad Acri il cui parroco, Fr. Toufic Bou Merhi, ha celebrato in diretta sui social media il Triduo Pasquale, in comunione spirituale con circa 120 fedeli. (IP)  

20 aprile - SVIZZERA - #Coronavirus La Chiesa discute le modalità per la ripresa delle Messe pubbliche e di altre attività 

“Sfortunatamente il Consiglio Federale ha dimenticato le Chiese con i loro 5 milioni di membri”. Non nasconde la sua delusione monsignor Felix Gmür, vescovo di Basilea e presidente della Conferenza episcopale svizzera (Ces) per il piano del Governo di Berna annunciato la settimana scorsa sull’allentamento delle misure anti-Covid-19 . Il piano, infatti esclude per il momento le funzioni religiose. "Eppure – afferma monsignor Gmür in un’intervista rilasciata al quotidiano on-line "Schweiz am Wochenende" ripresa dall’agenzia cattolica Cath.ch – le Chiese non sono dei centri di intrattenimento ma servono la società in molti modi, soprattutto in questo periodo di crisi del Coronavirus, assicurando cure pastorali e servizi di assistenza e sostegno”.   Il Consiglio Federale ha annunciato che gli esercizi commerciali dovrebbero riaprire in Svizzera, nella migliore delle ipotesi, l’11 maggio, mentre il divieto di riunirsi dovrebbe rimanere in vigore almeno fino all’8 giugno prossimo. Questa ipotesi preoccupa le comunità religiose. Preoccupazioni di cui si è fatto portavoce monsignor Gmür. Le Chiese chiedono in particolare che le celebrazioni pubbliche possano riprendere insieme alla riapertura delle attività commerciali. (LZ)

 

20 aprile - INDIA - Arcidiocesi di Calcutta: no a fake news e superstizioni su #coronavirus

“In questo momento di crisi, non diffondiamo notizie false e superstizioni”: è l’accorato appello dall’Arcidiocesi di Calcutta, in India, lanciato attraverso la sua pagina Facebook. In tempo di pandemia, provocata dal virus “Covid-19”, cresce la diffusione delle così dette “fake-news”: “Sono in molti ad andare in giro riferendo false indicazioni del Papa, come ad esempio quella di legare un panno bianco alla maniglia della porta per scacciare l’epidemia”. Ma si tratta di informazioni “completamente false – sottolinea la Chiesa di Calcutta – che, tuttavia, fanno sì che le persone, pensando di seguire le parole del Santo Padre, si dedichino ad attività superstiziose invece di prendere le misure di sicurezza adeguate”. “Per favore – chiede ancora l’Arcidiocesi di Calcutta ai fedeli - non fatevi ingannare da questo tipo di messaggi, controllate la veridicità delle informazioni ed informate chiunque conosciate della falsità delle notizie”. (IP)

 20 aprile - MYANMAR  - #Coronavirus Appello dei cristiani all’unità contro la pandemia 

Lavorare insieme per “combattere uniti nell’amore” l’emergenza Coronavirus “senza distinzioni di razza, casta o religione”.  È l’appello lanciato dai leader delle Chiese cristiane del Myanmar in una dichiarazione congiunta diffusa dopo la notizia riportata nei giorni scorsi da diversi social della denuncia alle autorità di un discusso pastore protestante canadese e di altre tre persone per avere violato le disposizioni che vietano gli assembramenti per contenere il contagio. David Lah, questo il nome del pastore noto per le sue posizioni estremiste, aveva fatto già parlare di sé per un video virale in cui affermava che chi ha fede in Gesù è protetto dal Covid-19. L'emergenza sanitaria è stata al centro dell’omelia del cardinale Bo nella Messa per la Domenica della Divina Misericordia, un'occasione - ha detto - per "ritornare alla nostra umanità. “I nostri fratelli in questa terra hanno a lungo coltivato due virtù: quello della compassione e della misericordia - Karuna e Metta -  considerati gli occhi della loro vita, quindi siamo uniti al popolo birmano in questo nostro sacro pellegrinaggio della Misericordia-Metta”, ha affermato l’arcivescovo di Yangon. (LZ)

20 aprile - KENYA - Consiglio interreligioso al governo: tutelare i più vulnerabili e pensare a piano economico post-epidemia

Tutelare le persone più vulnerabili e pensare, sin da ora, ad un piano economico che rilanci l’economia alla fine dell’emergenza sanitaria scatenata dal virus “Covid-19”: questo l’appello lanciato dal Consiglio interreligioso del Kenya (Irck) al governo nazionale. In una dichiarazione diffusa tramite il suo account di Twitter, l’Irck esprime apprezzamento per quanto fatto dalle autorità locali per per rafforzare le misure contro la diffusione virus, ma al contempo ricorda che la pandemia “rappresenta, per tutto il mondo, una sfida sanitaria, finanziaria, umanitaria, sociale e politica, a prescindere da razza, sesso, religione o dalle condizioni economiche”. Di qui, l’invito a “mettere in atto un piano concreto per affrontare l’epidemia in modo decisivo, un piano che includa un sistema di aiuti per le persone più vulnerabili e un progetto per il rilancio dell’economia alla fine dell’emergenza”. (IP)

20aprile - COLOMBIA - Appello dei vescovi dei dipartimenti di Cauca e Nariño per fermare il narcotraffico

In un messaggio diffuso ieri, in occasione della celebrazione della Divina Misericordia, rivolto all’opinione pubblica, i vescovi di Popayán, Pasto, Tumaco, Guapi, Ipiales e Tierradentro, dei dipartimenti di Cauca e Nariño, a sud-ovest del Paese, hanno lanciato un forte appello ai narcotrafficanti di queste regioni martoriate dalla violenza, affinché fermino "il narcotraffico" in questo momento di emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid - 19. I presuli, impegnati come sempre ad accompagnare le comunità "nelle loro sofferenze e speranze", chiedono ai trafficanti di droga "di lasciarsi toccare la coscienza, di ricevere questo appello di misericordia". Questo è il momento propizio per "cambiare vita" e quindi "fermare il traffico di armi, fermare i processi di corruzione a persone, organizzazioni sociali, istituzioni statali, fermare la deforestazione e l'inquinamento della casa comune, fermare tutti gli attentati alla vita delle persone e delle comunità". (AP)

20 aprile - AUSTRALIA – Le scuole cattoliche del sud in aiuto delle famiglie più bisognose

La crisi prodotta dalla pandemia ha creato una grave emergenza per le famiglie australiane del meridione che hanno scelto per la formazione dei propri ragazzi la scuola cattolica. Secondo Neil McGoran, direttore del Catholic Education South Australian, l’organismo che comprende 101 istituti, “Molti nuclei stanno risentendo di questa situazione e hanno chiesto il blocco del pagamento delle rette o la restituzione dei soldi già versati. Ovviamente dipende da area ad area”. Dal Catholic Education SA ci si aspetta uno sgravio fiscale nel momento in cui la scuola riaprirà i battenti per il secondo trimestre. “Prenderemo in considerazione ciascuna famiglia e parleremo con loro” spiega McGoran. La retta media annuale per le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado è di circa quattromila dollari. “Con il nostro intervento riusciremo a far risparmiare alle famiglie mille dollari. Non vogliamo che i ragazzi interrompano il ciclo di studi che hanno iniziato nei nostri istituti” rileva il Direttore. (DD)

20 aprile - BOLIVIA - Vescovi: tre regole d’oro da seguire per affrontare la pandemia

Sono tre le “regole d’oro” che i cattolici possono seguire per fronteggiare la pandemia da coronavirus: rispettare le regole, affrontare il problema con consapevolezza e pregare. Ad indicarle, Monsignor Percy Lorenzo Galván Flores, vescovo della Prelatura di Coro Coro, in Bolivia. In spagnolo, le tre regole suonano come “obedecer, responder, orar” che, lette come un acronimo, creano la parola “oro”. Riguardo alla prima indicazione, Monsignor Galván spiega: “Bisogna rispettare rigorosamente i regolamenti nazionali e comunali, seguendo le linee-guida sanitarie per prevenire il contagio”. In particolare, il presule sottolinea che “le normative hanno un unico scopo: prendersi cura della nostra vita”. Di qui, l’esortazione a “non farsi influenzare da persone che hanno interessi meschini in campo economico o politico” e a “non dimenticare che non solo la mia vita, ma anche quella degli altri è in pericolo”. (IP)

20 aprile - BOSNIA-ERZEGOVINA - I musulmani di Prozor domano l’incendio e consentono alla comunità cattolica di celebrare la Pasqua

Grazie alla comunità musulmana di Prozor Rama (Bosnia-Erzegonvina), i cattolici del villaggio di Trišć hanno potuto assistere (seppure virtualmente) alla messa di Pasqua. A causa di un incendio divampato nella zona, i fedeli della parrocchia locale sono stati costretti, il 12 aprile scorso, ad abbandonare le proprie case per domare le fiamme che stavano minacciando l’intera area. “Andate pure a celebrare la Pasqua. Al fuoco penseremo noi”. E’ il messaggio arrivato tempestivamente dai vicini musulmani. “E’ stato un piccolo gesto, ma ricco di significati. Ci ricorda che tutti siamo figli di Dio ed è importante che ciascuno rispetti la confessione dell’altro” spiega Padfre Branko Jurić, sacerdote della diocesi di Sarajevo. “La Bosnia-Erzegovina si è distinta in questi anni per il dialogo e per la pacifica convivenza tra persone di cultura e fede diverse. Da quando è scoppiata la pandemia (In Bosnia-Erzegovina il bilancio è di 1.285 casi di infezione e 49 vittime, con 347 guariti ndr) questo legame si è ancora di più solidificato. Attraverso testimonianze come queste si costruisce la pace e l’episodio di Pasqua non è isolato” rileva il sacerdote. 

20 aprile - MONDO - Caritas Internationalis ai governi: non fermare gli aiuti internazionali, i più vulnerabili non devono essere dimenticati

Gli aiuti internazionali non vengano interrotti o ridotti a causa della pandemia da “Covid-19”: lo chiede la Caritas Internationalis ai governi del mondo, ribadendo che “le persone più vulnerabili non devono essere dimenticate”. “Questa crisi- dichiara Aloysius John, Segretario generale dell’organismo caritativo, in una dichiarazione pubblicata sul sito ufficiale della Caritas – sta attualmente colpendo soprattutto i Paesi europei ed altri Paesi occidentali. Ma questo non ci deve far perdere di vista il sud del mondo, dove i più vulnerabili ed indifesi hanno bisogno della solidarietà globale”. “Nessuno deve essere lasciato indietro – continua la dichiarazione – gli aiuti devono essere garantiti a tutti, in particolare ai Paesi in via di sviluppo, dove la pandemia può portare a conseguenze ancora più catastrofiche di quelle vissute in Occidente, a causa della debolezza delle strutture sanitarie e delle economie nazionali”. (IP)

20 aprile - STATI UNITI – Los Angeles: novena di preghiera per le vittime di abusi

Una novena di preghiera e riflessione per la guarigione dalle ferite provocate dagli abusi sessuali è stata promossa dalla diocesi di Los Angeles, negli Stati Uniti, dal 18 al 26 aprile. L’iniziativa – si legge su “Angelus News”, il sito web informativo cattolico della diocesi – è rivolta a “coloro che sono stati direttamente colpiti dagli abusi sessuali, sia all’interno che all’esterno della Chiesa”. “Insieme – spiega Heather Banis, coordinatrice diocesana della Pastorale per l’assistenza alle vittime di violenze – pregheremo per la guarigione della nostra Chiesa e delle nostre comunità, così da “purificarle e restaurarle” dagli “scandali” che le colpiscono. Anche perché – si legge ancora – “con gran parte della popolazione in isolamento a causa della pandemia da coronavirus, i gruppi ed i movimenti che si adoperano contro la violenza domestica sono maggiormente in allarme, poiché consapevoli del fatto che la quarantena può rendere le persone vulnerabili agli abusi ancora più vulnerabili”.  (IP)

19 aprile - VENEZUELA - Caritas: la pandemia ha moltiplicato la solidarietà

In un tempo di privazioni, come quello della pandemia da coronavirus, la solidarietà si moltiplica, “rendendo piò forte il servizio della carità”: lo afferma la direttrice della Caritas del Venezuela, Janeth Márquez, spiegando le azioni intraprese dalla Pastorale sociale della Conferenza episcopale venezuelana (Cev), di fronte alla minaccia di Covid-19 nel Paese. In primo luogo, “la Chiesa ha dovuto reinventarsi”, spiega la Márquez in una nota pubblicata sul sito della Cev, perché il problema più sentito dalla popolazione riguarda l’accesso al cibo: la quarantena obbligatoria, infatti, limita la possibilità di lavorare e quindi di guadagnare e di acquistare i beni di prima necessità. La Caritas, dunque, si è mobilitata per visitare i bisognosi “casa per casa, soprattutto nelle zone più lontane e là dove ci sono persone anziane. Nel frattempo, continua l’assistenza dei minori malnutriti e la consegna a domicilio di medicinali”. Ma le difficoltà non mancano, come ad esempio la mancanza di benzina. Fortunatamente, non manca neanche la solidarietà: “La gente ci porta donazioni e cibo – spiega la direttrice della Caritas – In questo tempo di pandemia, assistiamo ad una moltiplicazione di doni e di creatività”, così da poter offrire a chi ne ha bisogno tutto l’aiuto possibile, incluse “informazioni chiare ed ufficiali” sul decorso dell’emergenza sanitaria. (IP)

19 aprile - TANZANIA - Tre giorni di preghiera per la fine della pandemia, indetti dal capo dello Stato

Si concludono oggi, 19 aprile, Domenica della Divina Misericordia, i tre giorni di preghiera indetti in Tanzania dal capo dello Stato, John Pombe Magufuli, per invocare la fine della pandemia da coronavirus. “Cari tanzaniani – ha detto il presidente in un tweet, citato dal sito web della Recowa-Cerao (Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale) – vi invito ad usare i giorni dal 17 al 19 aprile per pregare per la protezione di Dio e la guarigione” dal virus ‘Covid-19’. Magufuli, cattolico praticante, ha invitato la nazione alla preghiera e alla fiducia nel Signore “che ha potere su tutte le cose”. Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso, naturalmente, dalla Chiesa locale: il vescovo di Mbulu, Monsignor Anthony Langwen, ha sottolineato che “gli uomini non possono pensare di vincere il virus da soli, senza l’aiuto di Dio”, mentre Monsignor Ludovick Joseph Minde, vescovo di Moshi, ha esortato i fedeli a pregare per i cristiani di tutto il mondo che non possono recarsi in chiesa, a causa delle norme sanitarie anti-contagio che obbligano alla quarantena e all’isolamento sociale. (IP)

19 aprile - PORTOGALLO - Cardinale Clemente: l’esperienza “monastico-digitale” da #coronavirus rimarrà, ma la Chiesa è incontro e relazione

Un’esperienza “monastico-digitale”: così il Patriarca di Lisbona e presidente della Conferenza episcopale del Portogallo (Cep), Cardinale Manuel José Macário do Nascimento Clemente, definisce il vivere le celebrazioni liturgiche in diretta streaming in questo tempo di pandemia da coronavirus. A causa delle misure restrittive anti-contagio, infatti, sono state sospese le Messe pubbliche con la partecipazione fisica dei fedeli i quali, tuttavia, possono prendere parte ai riti “in comunione spirituale” attraverso il web, la tv e la radio. Un’esperienza che certamente rimarrà nella vita ecclesiale, afferma il porporato in un’intervista all’agenzia Ecclesia, ma che vi rimarrà come “un complemento” perché la Chiesa è “incontro e relazione” dal vivo ed è così che “continuerà ad essere”. Anzi: l’isolamento sociale a cui si è costretti oggi per ragioni sanitarie ha messo in evidenza ancora di più questo “desiderio di relazione” tra le persone. (IP)

19 aprile - AMERICA LATINA - Allarme della Repam: in quarantena, aumentano le violenze sulle donne

“Un fantasma che ti afferra alla gola e non ti lascia più”: così la Repam (Rete ecclesiale panamazzonica) definisce la violenza sulle donne. Violenza che, a causa della quarantena obbligatoria per arginare la pandemia da coronavirus, si sta moltiplicando vertiginosamente in molti Paesi dell’America Latina. Costrette in casa, infatti, molte donne subiscono abusi da parte del marito o dei familiari, senza riuscire a mettersi in salvo. “La violenza maschile è una pandemia – si legge sul sito web della Repam – che quando si accompagna ad un’altra pandemia diventa ancora più feroce”. “In Amazzonia – si legge ancora – gli indicatori delle aggressioni fisiche, sessuali e psicologiche contro le donne sono allarmanti e in molte zone quasi ‘naturalizzati’ dalle autorità stesse e dai sistemi pubblici”, tanto che la grave situazione in cui versano molte donne “è resa invisibile e non viene affrontata come una necessità urgente”. Non solo: “il sovraffollamento abitativo, la fame e la disperazione conseguenti alla crisi economica causata dal coronavirus acuiscono ancora di più questa realtà”. (IP)

19 aprile - OLANDA – Vantaggi e svantaggi della liturgia on line. Forum (virtuale) promosso dalla Pastorale Giovanile

Una serata di confronto sui vantaggi e svantaggi della liturgia on line è stata organizzata dalla Pastorale giovanile della Conferenza episcopale olandese per rispondere ad alcune questioni sorte all’indomani della diffusione del Covid 19 e della conseguente impossibilità di partecipare alla messa. Appuntamento a venerdì prossimo, 24 aprile, per una “catechesi digitale” coordinata dal frate domenicano, Michael Dominique Magielse, durante la quale si cercherà di offrire una risposta ad una delle domande più frequenti formulate dai ragazzi: “E’ possibile incontrare Cristo attraverso la rete?”. Il gruppo della Pastorale giovanile aveva già organizzato appuntamenti in rete fin dall’inizio della pandemia. Le prenotazioni alle sessioni sono state molto gettonate. “Per questo abbiamo voluto fissato questo nuovo incontro virtuale” spiega Gerrie Conen, responsabile del servizio. Quella di venerdì sarà una sessione altrettanto seguita perché F. Michael-Dominique Magielse è un teologo specializzato nella relazione tra religione e media. Presta servizio presso la School of Catholic Theology dell'Università di Tilburg e si occupa proprio di “forme digitali di liturgia”. Vive in un monastero domenicano nel centro di Rotterdam, dove è impegnato nell'educazione digitale della predicazione, anche via Internet e social media. Insieme ai suoi fratelli, realizza il podcast "Predicatori in onda", con riflessioni sul vangelo del giorno. (DD)

19 aprile - ZAMBIA - Chiesa senza frontiere: una parrocchia riflette sull’uso dei social media

Una chiesa vuota, un telefono cellulare, un piccolo microfono portatile e un treppiede di seconda mano, preso in prestito da un parrocchiano: questi gli strumenti a disposizione di padre Clifford Mulasikwanda, parroco della Cattedrale di Santa Teresa di Livingstone, in Zambia, per affrontare la pandemia da “Covid-19”. “Sicuramente, questa pandemia ha avuto effetti molti negativi – spiega - Il coronavirus è una terribile malattia che deve essere sradicata. Tuttavia, questa crisi ci ha portato, in modo sorprendente, su una strada che non avevamo mai contemplato solo poche settimane fa”. A causa dell’emergenza sanitaria, infatti, la parrocchia “ha dovuto improvvisamente iniziare a trasmettere l'Eucaristia in diretta streaming su Facebook, aumentando la pubblicazione di contenuti sui social media e preparando le celebrazioni pasquali on line”. “Tutte le Chiese in Zambia sono chiuse e il governo sta esortando le persone a rimanere a casa – continua padre Mulasikwanda – Per questo, nella nostra parrocchia, l’uso dei social media da parte dei fedeli è stato accettato ed è arrivato come una manna dal cielo". (IP)

19 aprile - AUSTRALIA - Il COVID 19 non ferma le ordinazioni dei sacerdoti

Il Covid 19 ha cancellato la maggior parte degli eventi in tutto il mondo. In Australia, per quel che riguarda le ordinazioni sacerdotali, non è andata così. La storia di Padre Paul Tran lo dimostra. La cerimonia era prevista ieri a Manila e, successivamente, il neo presbitero avrebbe incontrato la sua famiglia per la festa in Vietnam. Con i suoi cari, anche un migliaio di persone ad attenderlo. Ma gli spostamenti non sono consentiti e quindi, dopo un attento discernimento e dopo aver consultato il suo superiore regionale delle Filippine, P. Adam Janus, il superiore regionale australiano P. George Kolodziej, e dopo aver ricevuto l'approvazione del superiore generale P. Milton Zonta, è stato chiesto a Mons. Anthony Randazzo, vescovo di Broken Bay di ordinare P. Tran. La cerimonia è avvenuta in assenza “fisica” della sua congregazione (Salvatoriani) e trasmessa in streaming per dare la possibilità alla sua comunità religiosa  e alla sua famiglia di seguirla virtualmente. (DD)

19 aprile - COREA DEL SUD – Commissione giustizia e pace dei vescovi: “Tutela per gli operai. No alla logica del capitale selvaggio”

“La forza trainante della nostra società sono gli operai invisibili, quelli che lavorano senza clamore e che sopportano enormi fatiche”. Il presidente della Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale coreana, mons. Bae Ji-hyun, nell’analizzare la fase di ripresa delle attività e nell’anticipare i temi della Festa del lavoro, parla soprattutto dei nuovi poveri e di coloro che, in un clima di recessione globale, soffrono a causa di retribuzioni basse. Il presule ricorda la terribile storia di un dipendente del Call Center che ha dovuto continuare a lavorare, in un ambiente angusto e ristretto, nonostante la malattia dei propri familiari. “I call center sono come le vecchie fabbriche all’interno delle quali venivano sfruttati gli operai” denuncia mons. Bae Ji-hyun. “Anche i salari sono bassi come quelli di un tempo. E’ la riedizione di quanto accadde anni fa a Cheonggyecheon (quartiere che ha visto nascere in Corea l'information technology e che oggi ospita per lo più grattacieli ndr”. Secondo il presidente della Commissione giustizia e pace dei vescovi: “I poveri sono sempre quelli che soffrono maggiormente quando è in atto una crisi economica. I precari, i piccoli imprenditori, gli agricoltori e i lavoratori stranieri sono le categorie che patiscono di più questa situazione.  (DD)

19 aprile - NUOVA ZELANDA - Creatività e tecnologia: #coronavirus non ferma l’opera della Chiesa

Un carro funebre si ferma davanti ad un’abitazione: ne esce un parroco. Gli addetti alle pompe funebri aprono lo sportello posteriore del veicolo; il sacerdote recita le preghiere esequiali per il defunto, mentre la famiglia partecipa al rito collegandosi in videochiamata: succede a Plimmerton, in Nuova Zelanda, dove padre Maurice Carmody cerca di dare così ai defunti l’ultimo saluto, mostrando la vicinanza della Chiesa anche alle loro famiglie. Un metodo insolito, sicuramente, ma necessario, data la pandemia da coronavirus che non permette di celebrare i riti liturgici in presenza di fedeli per evitare la diffusione del contagio. “Pregare e benedire le spoglie dei defunti, sapendo che i loro cari sono, in un certo qual modo, lì – spiega padre Carmody – è un’esperienza spiritualmente molto bella”. Ma la creatività della Chiesa neozelandese in tempo di pandemia non si ferma qui: ogni parrocchia del Paese celebra la Messa on line e l’Ufficio liturgico nazionale ha creato un elenco, costantemente aggiornato, di tutti i collegamenti disponibili. Anche le opere di carità proseguono: poiché le mense sono state chiuse, i volontari di molte diocesi consegnano porta a porta pasti pronti e pacchi di alimenti agli anziani ed ai più indigenti, supportati anche dalle donazioni di privati cittadini. (IP)

19 aprile - HONG KONG - Cardinale Tong Hon: affrontare l’epidemia con fede, speranza e carità

Affrontare l’epidemia da coronavirus con fede, speranza e carità: questo il cuore del messaggio del Cardinale John Tong Hon, Amministratore apostolico della diocesi cattolica di Hong Kong, diffuso ai fedeli in questi giorni, per le festività pasquali. Nel documento, pubblicato sul sito web diocesano, il porporato scatta una fotografia amara della difficile realtà che si sta vivendo a livello locale: isolamento sociale per ridurre i contagi, produzione industriale in calo, aumento della disoccupazione e della povertà, incremento del numero delle vittime e dei contagiati, celebrazioni religiose ridotte al minimo. “Un senso di ansia e di impotenza colpisce tutte le persone”, nota il porporato, perché si sentono “isolate e sole”. Di qui, l’appello del Cardinale Tong alla preghiera, anche ecumenica: “È uno dei modi che noi cristiani possiamo offrire al mondo – spiega - per combattere questa pandemia, per sollevare l’animo di chi è disperato e scoraggiato. Soprattutto, uniti nella preghiera rompiamo l'isolamento. Meditiamo su come Gesù crocifisso ama nel dolore e nella sofferenza, e impariamo umilmente da Lui a vivere nella fede e nella speranza”. (IP)

19 aprile - PANAMA - Arcidiocesi di Panama istituisce linea telefonico per supporto psicologico  

Accompagnare le persone che stanno attraversando un momento di solitudine o di confusione, a causa della pandemia da coronavirus: con questo obiettivo, l’Arcidiocesi di Panama ha istituito un servizio di supporto psicologico attraverso una linea telefonica dedicata. Il numero diretto – 00572826586 – è attivo dalle 8.00 alle 16.00, grazie all’aiuto del Movimento dei Focolari. “È un dato di fatto – spiega una nota dell’Arcidiocesi – che la solitudine di molte persone si è accentuata con la quarantena resa obbligatoria dal virus Covid-19. Specialmente nelle persone anziane, ciò può creare una sensazione di angoscia e di instabilità emotiva”. “Per chi crede – continua la nota – c’è anche una privazione spirituale nello stare confinati in casa senza poter partecipare alla Messa, comunicarsi o confessarsi: si avverte la necessità di un orientamento su come vivere questa pandemia a partire dalla fede in Dio”. (IP)

18 aprile - UCRAINA - Arcivescovo maggiore Shevchuk: nonostante le tecnologie digitali, cresce il desiderio di comunione

In questo tempo di quarantena da coronavirus, grazie alle tecnologie digitali, “i nostri credenti non hanno mai comunicato così attivamente con i sacerdoti”: lo ha detto Sua Beatitudine Svjatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč, citato dal sito web del Dipartimento per l’informazione della Chiesa greco-cattolica ucraina. Ma al contempo l’arcivescovo maggiore ha messo in guardia: i social media sono, sì, un aiuto, ma non riescono a supplire totalmente e in pienezza alla “necessità di comunione” che i fedeli avvertono. Tanto che, pur vivendo in Paesi diversi, essi “pregano comunque insieme”, in comunione spirituale. (IP)

18 aprile - POLONIA - Monsi:gnor Gądecki la pandemia non può strapparci dalla Messa per sempre      

La pandemia da coronavirus non può strappare i fedeli dalla Messa per sempre: lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale polacca, l’Arcivescovo metropolita di Poznań, Stanisław Gądecki. Il presule si è pronunciato il 18 aprile, al termine della preghiera del Rosario per la fine dell’emergenza sanitaria, recitato ogni giorno nella cappella dell’Arcivescovado e trasmesso in diretta sui social media. “Non possiamo immaginare – ha detto l’Arcivescovo polacco – che una ‘nuova normalità’ implichi un isolamento duraturo della popolazione, senza la partecipazione alle celebrazioni eucaristiche e agli altri riti religiosi”. La dispensa dall'obbligo di "andare in chiesa la domenica e nei giorni festivi", vigente in questo periodo di pandemia – ha aggiunto il presule, citato dal sito web dell’episcopato polacco - non significa "liberarsi dall'obbligo di partecipare all'Eucaristia". "La dispensa non significa una vacanza da Dio”, ha ribadito. Di qui, l’esortazione di Monsignor Gądecki ai fedeli affinché seguano le celebrazioni tramite le dirette web o tv, ricordando però che “non bisogna guardarle come si guarda un film, ma è necessario pregare ed entrare in comunione spirituale con ciò che viene celebrato”.  (IP)

18 aprile - ANTILLE - Vescovi: in quarantena, avvicinarsi di più a Dio per costruire un mondo migliore

Stare in quarantena non è facile, ma è necessario per arginare la pandemia da coronavirus. Come vivere, allora, nel modo più costruttivo possibile l’isolamento sociale in casa? Un suggerimento arriva da Monsignor Patrick Pinder, Arcivescovo Metropolita di Nassau, nelle Bahamas: in un messaggio pubblicato sul sito web della Conferenza episcopale delle Antille, il presule scrive: “La storia ci offre numerosi esempi di coloro che hanno usato il confinamento in modo molto positivo” e che “con disciplina e lungimiranza hanno usato il tempo per costruire un futuro migliore per loro stessi e per la loro nazione”: uno su tutti, Nelson Mandela. Ma ci sono anche – aggiunge il presule - “coloro che hanno scelto liberamente la reclusione per avvicinarsi a Dio”, ovvero quei “giganti della tradizione spirituale come San Benedetto e Sant'Ignazio di Loyola”. Di qui, l’esortazione di Monsignor Pinder ad “usare in modo positivo il nostro isolamento”, consapevoli del fatto che “questo tempo di prova non durerà per sempre”. Come “la passione e la morte di Cristo, infatti, non segnano la fine della storia – scrive l’Arcivescovo di Nassau  - bensì portano alla sua glorificazione”, anche noi dobbiamo “abbracciare la nostra croce con saggezza, fedeltà e speranza”, sapendo che “ci aspettano giorni molto più luminosi”. (IP)

18 aprile - BRASILE -  19 aprile, “L’ora della vita”: iniziativa vescovi contro aborto in caso di virus Zika

“L’ora della vita”: si intitola così l’iniziativa organizzata dalla Conferenza episcopale del Brasile (Cnbb) per domani, 19 aprile, alle ore 21.00. Si tratta – si legge sul sito web della Cnbb – di un evento in diretta streaming per ribadire il valore della vita e l’importanza di tutelarla in ogni sua fase, dal concepimento e fino alla morte naturale. Il prossimo 24 aprile, infatti, la Corte suprema federale ha programmato il processo relativo all’Azione diretta di incostituzionalità (Adi 5581) che mira a legalizzare l’aborto in caso di positività al virus Zika, che può provocare la microcefalia nei nascituri. La votazione della Corte si svolgerà in modalità digitale. (IP)

18 aprile - RUSSIA - Messaggio di Pasqua del patriarca Kirill: il Risorto ci darà perseveranza e coraggio per rimanere saldi nella fede

“Gioiamo nuovamente per la gloriosa Resurrezione di Cristo”: esordisce così il patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill nel suo messaggio di Pasqua, “solennità di tutte le solennità”, alla Chiesa ortodossa russa. Ricordando che “nella Resurrezione di Cristo si è manifestato pienamente l’amore di Dio” ed è stata vinta la morte, Kirill osserva che “quest’anno i popoli del mondo stanno vivendo una prova particolare” a causa dell’epidemia di coronavirus. “Ma noi, cristiani ortodossi, non dobbiamo arrenderci alla disperazione in queste circostanze difficili, tanto meno lasciarci prendere dal panico – scrive il patriarca –. Siamo chiamati a conservare la pace interiore e a ricordare le parole del Salvatore, pronunciate alla vigilia della sua Passione salvifica: avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!”. Kirill rimarca che “solo grazie alla Resurrezione di Cristo otteniamo la vera libertà” ed invita a non diventare “schiavi della vanità del mondo, cedendo di fronte a paure passeggere e dimenticando il vero tesoro spirituale e la vera chiamata del cristiano di servire il Signore”. “La religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre consiste appunto nel accondiscendere nell’amore e nella pazienza alle debolezze altrui – aggiunge il patriarca di Mosca e di tutta la Russia – nell’assistere e appoggiare gli altri nelle prove, secondo l’esempio, rivelato a noi nel Vangelo dal Buon Pastore”. Kirill sottolinea che nessuna restrizione esterna può dissolvere l’unità, poiché siamo membra dell’unico Corpo di Cristo, e rimarca che è la fede a darci “la forza di vivere e di superare, con l’aiuto di Dio, le malattie e le prove” Infine il patriarca chiede a tutti di rafforzare la preghiera comune. “Il Signore ci dia la grazia di rimanere compartecipi della vita liturgica della Chiesa, malgrado tutte le difficoltà” e auspica che “il sacramento dell’Eucarestia continui a essere celebrato”, che “i fedeli possano accedere alla vera Fonte della vita, il Corpo e il Sangue di Cristo” e che “i malati ricevano la guarigione”. “Crediamo che il Signore Risorto non ci lascerà e ci darà la perseveranza e il coraggio, necessari per rimanere saldi nella fede – conclude Kirill – e raggiungere la vita eterna alla fine del cammino della vita terrestre”. (TC)

18 aprile - SUD SUDAN - Vescovi: pace e riconciliazione, priorità della nazione

La pace sia una priorità della nazione: lo scrive, nel suo messaggio per le solennità pasquali, Monsignor Barani Edward Hiiboro Kussala, vescovo di Tombura-Yambio, in Sud Sudan. Dopo l’istituzione del governo di transizione di unità nazionale, all’inizio di quest’anno, infatti, il Paese è ancora in condizioni di instabilità, poiché molti incarichi dell’esecutivo sono ancora vacanti e “tutto sembra essere ad un punto morto”, sottolinea il presule. A questa situazione già precaria, si è aggiunta la pandemia da coronavirus, “un nemico più grande che minaccia tutti”. A maggior ragione, incalza Monsignor Hiiboro Kussala, “non possiamo permetterci altre ostilità”, ma è necessario puntare ad “un nobile obiettivo”, lo stesso perseguito per raggiungere l’indipendenza nel 2011, ovvero “giustizia, libertà e prosperità " per tutti. “Dobbiamo imparare – aggiunge il vescovo di Tombura-Yambio - a vivere come fratelli, sorelle e amici, perché questo è ciò che siamo". (IP)

18 aprile - ARGENTINA- 19 aprile, al via la “Settimana delle popolazioni indigene” promossa dalla Chiesa locale

“Siamo vita nel territorio”: questo il tema della “Settimana delle popolazioni indigene”, in programma in Argentina dal 19 al 25 aprile e promossa dalla Conferenza episcopale locale attraverso l’Equipe pastorale nazionale aborigena (Endepa). L’evento – si legge sul sito web dell’Endepa – vuole essere “un’occasione per riflettere sulle situazioni in cui vivono questi popoli e per ricordare i loro diritti, affinché siano valorizzati e rispettati, così da rendere l’Argentina quel Paese multietnico e multiculturale sancito dalla Costituzione". L’iniziativa, a cadenza annuale, commemora il 19 aprile 1940, quando a Patzcuaro, in Messico, si tenne il Primo Congresso interamericano degli indiani, con la partecipazione degli indigeni, e si stabilì di celebrare quella data come Giornata indiana panamericana. Successivamente, si ritenne che un solo giorno non fosse sufficientemente incisivo per sensibilizzare la società sul tema e quindi si decise di indire un’intera Settimana dedicata alle popolazioni indigene. (IP)

18 aprile - CANADA - Appello dei vescovi canadesi sulla persecuzione della Chiesa in Eritrea: non si può tacere. Solidarietà alla comunità cattolica eritrea

In Eritrea non accennano a diminuire le gravi violazioni dei diritti umani e le persecuzioni contro la Chiesa cattolica, entrata nel mirino del regime di Isaias Afewerki per avere criticato l’anno scorso il Governo, chiedendogli di attuare le riforme indispensabili a bloccare l’emorragia di giovani che a migliaia continuano a fuggire ogni anno dal Paese africano. Negli ultimi anni le autorità di Asmara hanno progressivamente sottratto alla Chiesa scuole e ospedali che svolgevano un servizio prezioso in un Paese stremato da anni di guerra con la vicina Etiopia e a nulla sono valse le proteste dei vescovi. L’ultimo grave episodio risale al febbraio scorso, quando una delegazione della Conferenza episcopale etiopica guidata dal cardinale Bérhaneyesus Demerew è stata fermata per 16 ore all’aeroporto di Asmara e poi rilasciata, ma costretta a rientrare ad Addis Abeba. Di fronte a questa situazione drammatica, il presidente della Conferenza episcopale canadese (Cecc/Cccb), monsignor Richard Gagnon, ha scritto due lettere: una indirizzata al Ministro degli Esteri canadese François Champagne, per sensibilizare il Governo di Ottawa sulle sorti dei cattolici e di tutte le altre comunità cristiane eritree, e una a monsignor Menghesteab Tesfamariam, arcivescovo metropolita di Asmara, per esprimere la solidarietà della Chiesa canadese con quella eritrea. (LZ)

18 aprile - AFRICA - Stampa cattolica: no alla disinformazione sul #coronavirus

In tempo di pandemia da coronavirus, la disinformazione è davvero l’ultima cosa che serve: se ne dice convinta l’Unione della stampa cattolica africana (Ucap) in una dichiarazione a firma del suo presidente, George Sunguh, e pubblicata in questi giorni sul sito web dell’Amecea (Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale). In particolare, ai giornalisti cattolici si raccomanda di essere “agenti di speranza e modelli di comportamento in un momento di disperazione come quello attuale. Perché come si diffonde il virus ‘Covid-19’, così si diffonde l’ansia provocata da un sentimento di impotenza”. Di qui, l’esortazione dell’Ucap ai reporter affinché restino “in prima linea per informare la popolazione con notizie verificate e dettagliate sia sul decorso della pandemia che sulle norme di sicurezza sanitaria”. (IP)

18 aprile - BOLIVIA - Il vescovo di El Alto ai sacerdoti: “Grazie per tutto quello che state facendo”

“Grazie per tutto quello che state facendo attraverso i diversi media digitali. Grazie per essere stati vicini alle persone come fate sempre”. Queste le parole ieri di monsignor Giovani Edgar Arana, vescovo ausiliare della diocesi di El Alto e responsabile della Commissione per il Clero e per i Seminari della Conferenza episcopale boliviana, in un videomessaggio in cui si rivolge ai sacerdoti del Paese, che stanno vivendo questo intenso periodo della Pasqua nelle loro comunità, senza avere contatto con i fedeli, a causa della diffusione del coronavirus. Il vescovo di El Alto, nel video pubblicato sul sito Internet dell’Episcopato, ringrazia i sacerdoti per il loro impegno e li esorta a non lasciarsi vincere dalla paura, dalla tristezza o dalla disperazione, in questo momento così arduo che il mondo sta vivendo. “Cristo risorto ha vinto la morte - ribadisce - e con questa speranza e con questa fede anche noi supereremo questo momento difficile”. (AP)

18 aprile - MACAO - Messaggio vescovo: non temete, il Signore ci tende la mano

“Non abbiate paura”: si apre così, con il versetto del Vangelo di Matteo (28,25) il messaggio che il vescovo di Macao, Stephen Lee, ha rivolto ai fedeli in occasione delle festività pasquali. Una Pasqua insolita, quella di quest’anno, a causa della pandemia da coronavirus che ha costretto alla sospensione delle celebrazioni in presenza dei fedeli. Nel Paese, infatti, sono stati registrati oltre 40 casi di “Covid-19”. Ma nonostante questo contesto “pesante e difficile”, scrive il vescovo, bisogna ricordare che “il Signore è risorto” e che “la Pasqua è il fondamento e la speranza della fede”. Di qui, l’esortazione a dare prova di “fede, speranza e carità”, consapevoli che Cristo “non ci dimenticherà mai”, anzi: “Egli si caricherà sulle spalle il peso di questa pandemia e instancabilmente ci consolerà, guiderà e sosterrà”. “Gesù – ribadisce Monsignor Lee – ci tende la mano per aiutarci. Aggrappiamoci ad essa!”. (IP)

18 aprile - ZAMBIA - Un fondo della Chiesa cattolica per l’emergenza coronavirus

La Conferenza dei vescovi cattolici dello Zambia (Zccb) ha istituito un fondo per far fronte all’emergenza coronavirus. Servirà per finanziare la prevenzione e per fornire sostegno alle strutture sanitarie. A annunciarlo in conferenza stampa è stato monsignor Moses Hamungole, vescovo di Monze, che ha precisato che il Fondo sarà utilizzato per sostenere programmi della Chiesa che non si occupano solo di malati, ma anche di anziani, persone con disabilità mentali e fisiche, orfani e indigenti. “Questo fondo integrerà gli sforzi compiuti dal governo – ha detto monsignor Hamungole –. Pertanto sollecitiamo i nostri fedeli cattolici e le altre persone di buona volontà a contribuire generosamente”. Il presule ha inoltre esortato i fedeli a riporre, in questo particolare momento, la speranza in Cristo Risorto. (TC)

18 aprile - MYANMAR - Importante leader religioso buddista dona 10mila dollari al Fondo di emergenza di Papa Francesco per il Covid-19

Il monaco buddista Ashin Nyanissara, più conosciuto come Sitagu Sayadaw, una delle personalità religiose più influenti del Myanmar, ha donato 10mila dollari al Fondo di emergenza istituito il 6 aprile da Papa Francesco per accompagnare le comunità colpite dal Covid-19 nei Paesi di missione attraverso le strutture della Chiesa. Il monaco– riporta l’agenzia Ucanews - ha consegnato la somma all’arcivescovo di Mandalay, monsignor Marco Tin Win, al quale ha offerto anche sacchi di riso, fagioli e altro cibo per le necesessità dell’arcidiocesi durante l’emergenza. Essa si aggiunge ai 750mila dollari già stanziati da Papa Francesco come contributo iniziale al Fondo al quale sono state invitate a contribuire le Chiese locali. (LZ)

18 aprile - PAKISTAN - Nell’arcidiocesi di Karachi cristiani e musulmani uniti per aiutare i bisognosi

Padre Saleh Diego, vicario generale dell'arcidiocesi di Karachi, il 16 aprile, ha concesso il permesso, a nome del cardinale Joseph Coutts, al Jafaria Disaster Management Cell (JDC), ente di beneficenza musulmano, di istituire un campo per la raccolta e la distribuzione di cibo nel complesso della cattedrale di San Patrizio, durante la pandemia di coronavirus, riporta UCA News. Padre Diego ha consentito all’organizzazione no-profit musulmana di venire ad allestire il campo nell’area della cattedrale e di lavorare insieme per distribuire cibo alle persone bisognose. Il sacerdote si è detto impressionato per il numero di volontari cristiani che hanno aderito alle operazioni di soccorso fornite senza alcuna discriminazione religiosa. “Sono grato a Zafar Abbas - ha detto il sacerdote - e a tutti i volontari del JDC che lavorano 24 ore su 24 per dare cibo ai nostri fratelli, sorelle e bambini in quest'ora di difficoltà". (AP)

18 aprile - ETIOPIA - Fino al 6 maggio il Consiglio interreligioso in preghiera per la pandemia

Un mese di preghiera perché la pandemia di Covid-19 si fermi. Lo ha lanciato lo scorso 6 aprile il Consiglio interreligioso dell’Etiopia (Irce) che annovera la Chiesa ortodossa di Tewahdo, il Consiglio supremo degli affari islamici etiopi, la Chiesa cattolica etiope, le Chiese evangeliche, la Chiesa avventista del settimo giorno, la Chiesa evangelica Mekane Yesus e le chiese Kalehiwot. I leader del Consiglio interreligioso, riferisce l’Amecea News Blog, hanno invitato i fedeli ad aderire all’iniziativa esortando anche i fedeli ad osservare rigorosamente le misure di prevenzione e a rimanere a casa limitando gli spostamenti, così come disposto dal governo. Fino al 6 maggio la preghiera quotidiana dei rappresentanti dell’Irce sarà trasmessa sui canali della tv nazionale e su alcune stazioni televisive private. Al 18 aprile in Etiopia si contano 96 casi di positivi al coronavirus e 3 decessi, 15 guariti e un totale di 5389 test eseguiti. (TC)

18 aprile - STATI UNITI - Vescovi alla Fda: contro il #Coronavirus vaccini etici, no all'uso di cellule provenienti da feti abortiti  

(VN), 18apr20 - (VN), 18apr20 - Mentre prosegue serrata in tutto il mondo la ricerca di un vaccino per fermare il Coronavirus, i vescovi degli Stati Uniti chiedono alla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia del governo americano che si occupa di regolamentare i prodotti alimentari e farmaceutici vengono immessi in commercio, di assicurare che le sperimentazioni vengano realizzate nel rispetto dei principi etici e quindi senza ricorrere a cellule provenienti da feti umani abortiti.. “Sosteniamo convintamente gli sforzi per sviluppare al più presto un vaccino efficace, sicuro e disponibile per tutti, ma altrettanto convintamente sollecitiamo il Governo federale” a garantire l’osservanza del principio morale fondamentale “che la vita umana è sacra e che non deve essere mai usata”, si legge in una lettera indirizzata ieri al Commissario della Fda Stephen M. Hahn. La missiva osserva che tra i numerosi vaccini in fase di sperimentazione, alcuni sono prodotti con vecchie linee cellulari derivate da cellule prelevate da feti abortiti. È il caso di una grande casa farmaceutica che ha un importante contratto con il Ministero della Sanità americano. Per i vescovi statunitensi è invece fondamentale garantire ai cittadini “vaccini prodotti in modo etico”(LZ)

18 aprile - CILE - "Cinque pani e due pesci", la campagna di solidarietà delle diocesi di Rancagua e San Bernardo per i bisognosi

Di fronte alla difficile situazione che migliaia di famiglie stanno vivendo a causa dell’emergenza sanitaria ed economica generata dalla diffusione della pandemia di coronavirus, le diocesi di Rancagua e San Bernardo hanno lanciato una campagna di solidarietà, chiamata "Cinque pani e due pesci", per contribuire a soddisfare il bisogno di mangiare, di riscaldarsi e vestirsi di chi si trova in una situazione di vulnerabilità. La campagna è rivolta principalmente a chi ha fatto domanda di lavoro, ai migranti e a chi vive per strada. Il vescovo di San Bernardo e amministratore apostolico di Rancagua, monsignor Juan Ignacio González, ha espresso, sul sito Internet dell’Episcopato, tutta la sua preoccupazione di fronte al profilarsi, accanto all’attuale emergenza sanitaria, di “una seconda pandemia”, che andrà a coincidere con l’arrivo dell’inverno, rappresentata dalla perdita di molti posti di lavoro, che lascerà le famiglie senza stipendio. “Una crisi - afferma il presule - per molti versi umanitaria". (AP)

18 aprile - COLOMBIA - La Chiesa invita a pregare la Coroncina della Divina Misericordia per fermare la pandemia

Domenica 19 aprile, festa della Divina Misericordia, la Conferenza episcopale colombiana - si legge sul sito internet dell’Episcopato -, raccomanda ai fedeli di pregare, alle ore 15, la Coroncina della Divina Misericordia, aderendo così all’invito del Papa di affidarsi a Gesù Misericordioso per chiedere, “per tutta la Chiesa e per tutta l'umanità”, la fine della pandemia di coronavirus. Per celebrare nel migliore dei modi, a casa, in famiglia, la seconda domenica di Pasqua, chiamata anche “Domenica della Misericordia", nell’anno in cui si celebra il ventesimo anniversario dell'istituzione della Domenica della Divina Misericordia e della canonizzazione di suor Faustina Kowalska, messaggera della Divina Misericordia, - alla quale Gesù mostrò il suo cuore, fonte di misericordia, ed espresse il desiderio che fosse istituita questa festa -, la Chiesa colombiana ha elaborato un documento pastorale, scaricabile dal sito www.iglesiantecoronavirus.cec.org.co, che aiuterà i fedeli nella preghiera. (AP)

18 aprile - STATI UNITI - Consiglio nazionale delle Chiese: no a sospensione dei finanziamenti all’Oms. In piena pandemia #Coronavirus sarebbe disastroso

Le organizzazioni internazionazionali non sono perfette, ma "la sospensione dei finanziamenti all’Oms in piena pandemia globale, con pesanti impatti sulla salute e il benessere sulle popolazini di tutto il mondo, è irresponsabile e inopportuna”.  Anche il Consiglio Nazionale delle Chiese degli Stati Uniti (Ncc) chiede con forza al Presidente Trump di tornare sulla sua decisione di interrompere per almeno due-tre mesi i versamenti all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in attesa dall'esito di un’inchiesta di Washington sulla risposta dell'agenzia Onu all’emergenza Coronavirus. Trump ha accusato l’organizzazione di avere gestito male l’emergenza sanitaria ai danni degli Stati Uniti. In un comunicato la Ncc definisce la decisione “pericolosa, immorale e sbagliata”, sottolineando anche l’incongruenza delle accuse con il precedente rifiuto dell’Amministrazione americana dei kit offerti agli Stati Uniti dalla stessa Oms all’inizio della pandemia. (LZ)

18 aprile SRI LANKA - Attentati di Pasqua. Il cardinale Ranjith invita il Paese ad osservare due minuti di silenzio e a suonare le campane in ricordo delle vittime

Lo Sri Lanka osservi due minuti di silenzio e le campane di tutti i luoghi di culto suonino a distesa alle ore 8.40 del 21 aprile, per ricordare le vittime degli attacchi terroristici di matrice islamica della domenica di Pasqua dello scorso anno. Questa la richiesta del cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, alla popolazione, il 16 aprile durante un briefing con la stampa nella capitale, riporta UCA News. "Mantenete un silenzio di due minuti alle 8.45, accendete una lampada o una candela a casa vostra alle 8.47 - ha detto il porporato - e osservate i riti religiosi per commemorare le vittime del 21 aprile". (AP)

17 aprile - ECUADOR - La diocesi di Latacunga crea un “Banco alimentare” per poveri e bisognosi

Per rispondere alla crisi provocata dalla pandemia di “coronavirus” e, soprattutto per aiutare i più poveri e bisognosi, provati dalla conseguente crisi economica, la diocesi di Latacunga, in Ecuador, ha deciso di istituire un “Banco alimentare”. Si tratta – si legge sul sito web dei vescovi locali – di una “organizzazione benefica a carattere sociale, senza scopo di lucro, su base volontaria, il cui obiettivo è quello di raccogliere, organizzare e distribuire alimenti donati da persone e aziende di buona volontà”. Il materiale raccolto verrà poi dato a chi si trova in difficoltà, attraverso un servizio coordinato dai sacerdoti e dagli operatori pastorali diocesani. All’iniziativa – si legge ancora – si può contribuire anche tramite una donazione da versare su un apposito conto corrente. (IP)

17 aprile - LIBERIA - Messaggio vescovi: anche se le chiese sono vuote, Cristo è vivo!

Le chiese sono vuote, ma Cristo è vivo: questo il forte messaggio di speranza diffuso dai vescovi della Liberia, per incoraggiare i fedeli in tempo di pandemia da “coronavirus”. In un messaggio diffuso sulla sua pagina Facebook, la Conferenza episcopale liberiana ribadisce che, nonostante il divieto di celebrare le Messe con concorso di popolo, per evitare il contagio da “Covid-19”, “Cristo Risorto rimane sempre con noi, ci rassicura e ci conforta”. Per questo, i presuli sottolineano l’importanza della famiglia come “Chiesa domestica” e lo fanno con le parole pronunciate da San Giovanni Paolo II il 6 ottobre 1995 a New York, nella Messa presieduta presso l’Aqueduct Racecourse di Brooklyn: “I genitori cattolici devono imparare a fare della propria famiglia una “Chiesa domestica”, vale a dire una Chiesa in casa, in cui Dio sia onorato, la sua legge rispettata, la preghiera un evento normale, la virtù trasmessa con le parole e con l’esempio, e nella quale ciascuno condivida le speranze, i problemi e le sofferenze di tutti gli altri. Tutto ciò non significa invocare un ritorno a un certo stile di vita superato: significa piuttosto tornare alle radici dello sviluppo umano e dell’umana felicità!”. Un compito che oggi, a causa del “flagello del coronavirus”, può apparire “scoraggiante ed arduo”, scrive la Chiesa della Liberia, ma che invece deve essere portato avanti nella consapevolezza che “il bene vince sempre il male”. (IP)

17 aprile - CAMBOGIA - Fede, testimonianza e solidarietà: la vita della Chiesa locale al tempo del #coronavirus

Fede, testimonianza e solidarietà: sono i tre pilastri della vita della Chiesa in Cambogia al tempo del “coronavirus”, evidenziati dal Monsignor Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, in un lungo messaggio diffuso dall’agenzia Eglise d’Asie. Fede, innanzitutto: in un momento in cui, per ragioni sanitarie, nel Paese sono vietate le celebrazioni liturgiche con concorso di popolo, il presule mette in luce lo slancio con cui i fedeli mantengono vivo il loro credo: “In questi giorni, tante ore di preghiera vengono offerte, tanti Rosari e Vie Crucis sono recitate con fervore. Sento un grande movimento di preghiera in tutto il Vicariato, ora più che mai. Dio ci ascolta e ci ascolterà, perché nulla è impossibile a Lui”. “Le Messe offerte ogni giorno danno molti frutti”, ribadisce il presule. E rivolgendosi direttamente ai fedeli, li esorta: “Pregate per i seminaristi, le comunità religiose, i missionari laici, le consacrate. Affido a voi anche i battezzati, le famiglie e tutti coloro che cercano Dio”. (IP)

17 aprile - BENIN - La Chiesa chiede aiuti per i più deboli

L’Osservatore cristiano cattolico della governance (Occg) del Benin chiede alle autorità civili di chiudere tutte le frontiere del Paese per frenare l’epidemia di Covid-19. Nel corso di una conferenza stampa, mercoledì scorso, il presidente dell’Occg, padre Nathanaël Yaovi Soédé, ha fatto il punto della situazione sulla crisi sanitaria e ha chiesto al governo che vengano disposte misure di accompagnamento sociale per i più bisognosi e distribuiti gratuitamente mascherine, gel idroalcolici e detergenti agli operatori sanitari, ai pazienti negli ospedali e ai carcerati. L’Occg chiede inoltre che vengano urgentemente portati a termine, nelle zone rurali, progetti idraulici e che venga abbassata la tassazione sull’acqua e l’elettricità. (TC)

17 aprile - IRLANDA - Leader religiosi: grazie a chi è in prima linea nella lotta alla pandemia!

I leader religiosi dell’Irlanda rivolgono un sentito ringraziamento a tutti coloro che operano in prima linea nella lotta contro la pandemia da coronavirus ed esprimono apprezzamento per “il loro lavoro, il loro coraggio e la loro compassione”. In una videoconferenza, tenuta oggi 17 aprile, i responsabili del Consiglio delle Chiese irlandesi, e quelli della Chiesa d’Irlanda, della Chiesa cattolica, della Chiesa metodista e della Chiesa presbiteriana hanno auspicato quanto prima la fine dell’emergenza sanitaria, fiduciosi nel fatto che “si avrà un rinnovato e rafforzato senso di comunità su tutta l’Isola, insieme ad una nuova comprensione e ad un più profondo apprezzamento gli uni degli altri”. Inoltre, i leader religiosi hanno esortato i rispettivi fedeli a pregare per tutti gli operatori sanitari anche dopo, quando la pandemia sarà finita. (IP)

17 aprile - PORTOGALLO - Diocesi di Portalegre lancia progetto “Adotta un nonno”

“Adotta un nonno”: si chiama così l’iniziativa lanciata dalla diocesi di Portalegre-Castelo Branco, in Portogallo, attraverso il Segretariato per la Gioventù e le vocazioni, per andare in aiuto degli anziani, tra le principali vittime dell’isolamento sociale necessario per vincere la pandemia da coronavirus. Il Paese, infatti, è “in quarantena obbligatoria” e, sebbene tutti patiscano “le restrizioni e l’assenza di contatti sociali”, le persone anziane, per le loro specifiche caratteristiche, sono “maggiormente esposte alla solitudine”. Di qui, l’idea del progetto che – come riporta l’agenzia Ecclesia – consiste in un servizio di “assistenza e conversazione telefonica tra un giovane ed un anziano che vive da solo”. Le telefonate si svolgono in base ad “una frequenza stabilita tra i due interlocutori”. Il tutto secondo regole ben precise, a tutela della privacy di ciascuno: ad esempio, non è possibile scambiarsi fotografie o fare domande troppo personali. (IP)

17 aprile - NIGERIA - Vescovi: prendersi cura degli altri, segno distintivo della leadership cristiana

Prendersi cura degli altri è il segno distintivo della leadership cristiana: a ricordarlo, Monsignor Matthew Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna, in Nigeria, che nei giorni scorsi ha presieduto la Messa di insediamento di Monsignor Matthew Ishaya Audu come Arcivescovo Metropolita di Jos. La celebrazione si è svolta nella Cattedrale locale, intitolata a “Nostra Signora di Fatima”, rispettando le norme di sicurezza sanitaria dettate dal governo locale per arginare la pandemia da coronavirus. “La fedeltà di un leader cristiano a Cristo va oltre le circostanze – ha detto Monsignor Ndagoso – Gesù, e nessun altro, è il metro di valutazione e il modello da seguire. Di conseguenza, un leader cristiano non ha un’attività personale: la sua attività è la Chiesa, il suo incarico deriva dalla Chiesa, si svolge all’interno della Chiesa ed è per la Chiesa”. (IP)

17 aprile - GERMANIA - Incontro governo-comunità religiose per la riapertura delle chiese. Monsignor Bätzing: ottimo spirito di collaborazione, salute è priorità

In Germania si studia l’ingresso del Paese nella cosiddetta “fase 2” con il relativo allentamento delle misure di contenimento da contagio di Coronavirus e così, sulla possibilità e le modalità di riapertura dei luoghi di culto, il governo federale ha avuto un incontro con le varie comunità religiose: le Chiese cattolica e protestante, il Consiglio centrale degli ebrei, la Chiesa ortodossa e il Consiglio di coordinamento dei musulmani. La Conferenza episcopale tedesca sul suo sito scrive che in rappresentanza dei vescovi tedeschi alla riunione ha partecipato il presidente, monsignor Georg Bätzing: "Siamo lieti che oggi i rappresentanti dei governi federali e statali, delle chiese e delle comunità religiose abbiano concordato all'unanimità che nel corso della prossima settimana si esamineranno le modalità concrete per un graduale allentamento delle restrizioni sugli incontri religiosi e quindi anche sulle funzioni religiose”, hanno scritto i vescovi sul web. (RB)

17 aprile - MESSICO - I vescovi: nella pandemia non dimenticare le considerazioni bioetiche più elementari

Dal sito dell’Episcopato, i vescovi della Conferenza episcopale del Messico lanciano l’appello a non dimenticare le principali considerazioni di bioetica e di rispetto per la vita durante l’attuale situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Coronavirus. “In questa prospettiva, e cercando di contribuire alla riflessione in una società pluralistica come la nostra, che ha bisogno a tutti i costi di riconoscere l'uguale dignità di tutte le persone e di evitare azioni discriminatorie e disumane – scrivono i vescovi – ricordiamo che è un obbligo morale avere sufficienti informazione sul tasso di contagio in modo da intraprendere tempestivamente le azioni preventive pertinenti. Pertanto, come dimostrano le esperienze di altri Paesi che sono riusciti a superare queste prime fasi della pandemia, è necessario effettuare test di screening, non solo sui pazienti sintomatici, ma anche costantemente su persone senza sintomi, che, però, potrebbero essere portatori sani del virus. Omettere di fare una diagnosi il più possibile approfondita della diffusione dell'epidemia non è solo un errore strategico, ma anche morale”. (RB)

17 aprile - MALTA - 30 mesi fa, l’omicidio di Daphe Caruana Galicia. Monsignor Scicluna: aspettiamo giustizia e verità

Era il 16 ottobre 2017, esattamente 30 mesi fa, quando moriva, in un attentato dinamitardo, la giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, impegnata in numerose inchieste sul tema della corruzione, dilagante anche a livelli istituzionali. In occasione dell’anniversario dell’omicidio della donna, l’Arcivescovo di Malta, Monsignor Charles J. Scicluna, ha diffuso un messaggio, pubblicato sul sito web della Conferenza episcopale locale. “L'insegnamento sociale della Chiesa – scrive il presule - ci ricorda che la pace è fondata sulla verità, la giustizia, la libertà e l'amore. Questi quattro valori sono fondamentali, essenziali e reciprocamente dipendenti; una comunità non può davvero essere in pace se uno di questi valori è assente o trascurato”. Di qui, l’appello dell’Arcivescovo di Malta alla “piena verità” sull’assassinio di Daphne Caruana Galizia: “Stiamo ancora aspettando – si legge nel messaggio – che venga fatta giustizia per lei, per la sua famiglia e per tutti noi, perché il suo omicidio è stato un attacco premeditato anche alla nostra società”. (IP)

17 aprile - CILE - La diocesi di Talca sigla accordo con le autorità sanitarie della regione del Maule

Tre case normalmente dedicate alla pratica degli esercizi spirituali saranno riconvertite in case per accogliere la quarantena delle persone risultate positive al Coronavirus: è questo il contenuto dell’accordo siglato mercoledì scorso tra la diocesi cilena di Talca – proprietaria delle strutture in oggetto – e le autorità sanitarie della regione del Maule di cui la città di Talca è il capoluogo. Stando a quanto pubblicato sul sito della Conferenza episcopale del Cile, a firmare il protocollo d’intesa sono stati rispettivamente don Felipe Martínez Moyano, economo del Vescovado di Talca, e il dottor Luis Jaime Gaete, direttore del Servizio Sanitario di Maule. Nel documento si precisa che le strutture messe a disposizione saranno: la Casa Rauquén de Curicó (ex Seminario San Pablo), la Casa Joc e la Casa San Alberto Hurtado, entrambe situate nella città di Vilches, per un totale di circa 140 stanze. (RB)

17 aprile - GUINEA BISSAU - I vescovi avviano una raccolta fondi: rischio di catastrofe umanitaria

Una raccolta fondi e un appello alla generosità delle comunità, in tempi di pandemia da Coronavirus che in Guinea Bissau potrebbe avere conseguenze “umanitarie catastrofiche”, viene lanciato dai vescovi locali: monsignor José Câmnate na Bissign, vescovo di Bissau, e monsignor Pedro Carlos Zilli, vescovo di Bafatà.   “Prima di tutto, i nostri saluti a tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i consacrati e le consacrate, i missionari  e un grazie sentito per tutto il lavoro che, sotto la coordinazione della Caritas, anche se con pochi mezzi, stanno realizzando in questo momento di sensibilizzazione e prevenzione nella lotta contro il Covid 19 – scrivono in un comunicato - noi tutti conosciamo da vicino la situazione della Guinea Bissau, in termini sociali, culturali, politici, economici, sanitari e sappiamo che il Coronavirus potrà portare la nostra popolazione, e tutti noi, ad una situazione molto difficile. Senza voler spaventare nessuno, se vi aggiungiamo la situazione di povertà della maggior parte dei guineani, potremmo correre il rischio di una catastrofe umanitaria”. (RB)

17 aprile - BELGIO - I vescovi spiegano ai fedeli le misure restrittive della Chiesa fino al 3 maggio

Niente celebrazioni religiose e attività ecclesiali con la partecipazione di fedeli in Belgio fino al 3 maggio. È quanto ha disposto la Conferenza episcopale in seguito alla proroga delle misure di contenimento decise dal Consiglio di sicurezza nazionale disposte martedì scorso. Non appena tali misure saranno modificate, si legge in un messaggio, il consiglio permanente della Conferenza episcopale discuterà con le autorità civili in che modo la Chiesa potrà adattarsi, in quali luoghi e condizioni. Dunque celebrazione dei sacramenti, momenti di preghiera, catechesi, incontri di formazione e iniziative varie non potranno aver luogo, nel rispetto delle norme di sicurezza. Sono autorizzati: funerali religiosi nelle chiese, ma solo con la presenza di un numero massimo di 15 persone a una distanza minima di 1 metro e mezzo; matrimoni religiosi con i soli sposi e i testimoni. (TC)

17 aprile - STATI UNITI - Parrocchia dello Utah cuce mascherine per gli indiani della comunità Navajo

Voleva fare di più per aiutare gli altri, padre Nguyen, parroco della parrocchia di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Kearns, diocesi di Salt Lake City, nello Utah – Stati Uniti - così ha deciso di cercare tra i suoi ricordi d’infanzia e di rispolverare le vecchie tecniche del cucito che gli aveva insegnato sua madre e metterle a disposizione del prossimo, attraverso la confezione di mascherine protettive, necessarie in questo periodo per difendersi dalla pandemia da Coronavirus. Le mascherine, secondo un giornale locale che ha raccontato questa storia, erano originariamente destinate ai suoi parrocchiani, specie quelli più in difficoltà come i poveri e gli anziani, ma poi: "Ho sentito da un'amica che la Nazione Navajo aveva bisogno di mascherine e mi sono messo in contatto per chiedere dove mandarle”, ha raccontato il sacerdote. Nella popolazione Navajo, sparsa tra gli Stati dello Utah, dell’Arizona e del New Mexico, secondo i dati aggiornati al 12 aprile, si contavano già oltre 600 positivi e 24 morti, tanto da rendersi necessario un coprifuoco che è durato 57 ore. (RB)

17 aprile - REP DEM CONGO - L’arcivescovo Utembi Tapa: per il Paese doppia sfida, tornata anche Ebola

"La ricomparsa di Ebola è stata una sorpresa per tutti noi. Pensavamo che fosse finita e invece… tutto il mondo, ora, è impegnato nella lotta contro il Covid-19 che è il principale problema sanitario, ma nel nostro Paese dobbiamo affrontare una doppia sfida: con Covid-19 e con Ebola". Queste le parole di monsignor Marcel Utembi Tapa, arcivescovo di Kisangani, nella Repubblica Democratica del Congo, rilasciate al Catholic News Service in un'intervista. Nell’ultima settimana, infatti, poco prima che l'Organizzazione mondiale della Sanità dichiarasse la fine dell'epidemia nel Paese dell'Africa centrale, ben tre casi si sono ripresentati nel Paese: un giovane di 26 anni è morto a Beni, poi un’altra ragazza è deceduta il giorno di Pasqua, infine una terza persona, il cui caso era già stato segnalato. I nuovi contagi sono arrivati dopo 54 giorni dall’ultimo caso, e dopo 40 giorni dall’ultima dimissione dall’ospedale di un paziente guarito dalla malattia di Ebola. (RB)

17 aprile - Nasce un fondo per sostenere media locali nella diffusione di informazioni affidabili sul Covid-19

Per aiutare i media a diffondere informazioni accurate e affidabili sul Covid-19 alle persone più vulnerabili, che spesso non hanno accesso media tradizionali, l’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (Wacc) ha istituito un fondo. “La pandemia ci ricorda quanto sia cruciale l’accesso alle piattaforme di comunicazione che forniscono informazioni precise e attendibili – ha affermato Lorenzo Vargas, responsabile del progetto per una comunicazione a servizio del cambiamento sociale della Wacc –. Le informazioni diffuse dai governi, dai media pubblici e tradizionali non raggiungono molte di queste comunità". Dunque, riferisce il Consiglio ecumenico delle Chiese, le reti mediatiche popolari si rivelano essenziali per diffondere informazioni. Per raccogliere fondi sono stati invitati singoli individui ed organismi. (TC)

17 aprile - AUSTRALIA - Una didattica a distanza di qualità: la risposta delle scuole cattoliche alla pandemia

Le scuole cattoliche australiane stanno rispondendo alla pandemia da Coronavirus fornendo ai loro studenti iscritti una didattica a distanza e un’attività formativa di qualità. Ad affermarlo è Jacinta Collins, direttore esecutivo della Commissione nazionale per l'Educazione cattolica, a CathNews. Il servizio d’informazione della Conferenza episcopale australiana. L’attività delle scuole cattoliche in Australia si svolge in ottemperanza dei Principi nazionali per la Scuola del governo australiano che in questi giorni di lockdown dovuto alla pandemia da Coronavirus ha ribadito in un accordo l'impegno dei governi federali, statali e territoriali al mantenimento della qualità dell’istruzione. “Gli studenti hanno diritto a ricevere un'istruzione di alta qualità, consentendo al tempo stesso l'erogazione di una scolarizzazione a distanza in base alle necessità durante   la pandemia - ha detto il direttore Collins – e si riconosce anche la necessità di garantire la salute e la sicurezza degli studenti, degli insegnanti e del personale”. Il settore cattolico sta monitorando e rispondendo rapidamente alle disposizioni governative: "La priorità per tutte le scuole cattoliche è la salute e la sicurezza degli studenti e del personale – ha aggiunto - le scuole cattoliche continueranno a rimanere attive e a fornire a distanza un’educazione di qualità che garantisca a tutti gli studenti di proseguire il proprio iter scolastico durante questo periodo”. (RB)

17 aprile - POLONIA - Al via la Settimana della Misericordia. Il vescovo: oggi più che mai fare attenzione ai bisogni del prossimo

“Con la misericordia costruiamo la Chiesa di Dio”: hanno scelto queste parole del cardinale Stefan Wyszyński, i vescovi polacchi come slogano della prossima Settimana della Misericordia che si avvierà nel Paese a partire da Domenica 19 aprile, la Domenica dopo Pasqua che San Giovanni Paolo II ribattezzò Domenica della Misericordia. “Possa il suo insegnamento diventare per noi nuova forza spirituale, modello vivente, incoraggiamento e segnale, soprattutto nella realizzazione delle opere di misericordia", scrive per l’occasione monsignor Wiesław Szlachetka, presidente della Commissione della Carità della Conferenza episcopale polacca nel suo messaggio pubblicato sul sito dell’Eiscopato. “Impegnatevi nell'aiuto sociale dei vostri simili. Aprite la porta ai poveri e ai malati. Cercate di vedere i bisognosi delle persone intorno a voi”, sottolinea il presule, ricordando che la Settimana della Misericordia è un momento che richiede "una riflessione e uno sguardo più attento per vedere meglio chi ha particolarmente bisogno del nostro aiuto", specialmente in questo anno eccezionale a causa dell'epidemia di Coronavirus in Polonia e nel mondo: “Questa situazione di enorme difficoltà ha fatto emergere la parte migliore delle persone", secondo il vescovo. (RB)

17 aprile - MAURITIUS - Il cardinale Piat suggerisce ai fedeli una preghiera di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù

Una preghiera di consacrazione al Sacro Cuore di Gesù con l’intercessione del Cuore Immacolato di Maria. Ad indicarla ai suoi fedeli è il cardinale Maurice Piat, vescovo della diocesi di Port-Louis, nelle Mauritius, che ha invitato ad un semplice passo, in questo periodo di pandemia, per affidarsi alla misericordia di Dio. In un breve messaggio pubblicato sul portale della diocesi, il porporato ha esortato a vivere la grazia della misericordia ciascuno nella propria realtà, suggerendo di recitare la preghiera, da soli o come famiglia, al termine delle celebrazioni trasmesse sui social network. “Ti affido specialmente i malati e le loro famiglie, il personale medico (…) e tutti coloro che lavorano per garantire i servizi essenziali. Riversa su tutti loro la dolcezza della tua Misericordia – recita la preghiera rivolta a Dio – (…) proteggi specialmente quanti vivono nell’angoscia di perdere il loro lavoro”. “Gesù misericordioso, in mezzo a questa prova, ricordaci incessantemente che sei risorto e che hai vinto la morte – prosegue la preghiera –. Portaci con te in una nuova via, dove ci insegnerai a scegliere fra il superfluo e il necessario, ad ascoltare il grido dei poveri e il grido della terra e ad inventare nuovi cammini di solidarietà e di pace sociale”. Infine per prepararsi alla domenica della Divina Misericordia, il vescovo di Port-Louis ha proposto ai fedeli un triduo – iniziato ieri – con la recita del Rosario o di una decina. (TC)

16 aprile - EUROPA - L’appello della Comece per i rifugiati: la dignità umana non è in quarantena

Mostrare generosità e accettare, quindi, il trasferimento dei richiedenti asilo dalle isole greche, dove si trovano attualmente, verso i vari Paesi europei, riducendo al minimo il rischio di infezione da Coronavirus nei campi e fornendo un adeguato trattamento sanitario a coloro che, invece, sono già stati infettati. È questo l’invito che la Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) fa all’Europa: "Siamo nelle nostre case, spaventati. Penso anche ai più vulnerabili: come deve sentirsi chi si trova nei campi profughi, che non hanno niente, nemmeno le medicine", ha detto il presidente della Comece e arcivescovo di Lussemburgo, cardinale Jean-Claude Hollerich. La pandemia da Coronavirus ha un forte impatto sulle società di tutto il mondo, ma mostra il suo volto più oscuro quando si tratta di popolazioni vulnerabili e di persone fragili, tra cui i rifugiati che vivono in centri di accoglienza e insediamenti sovraffollati, con accesso limitato o addirittura inesistente a servizi sanitari adeguati. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie avverte che gli individui più indifesi, compresi i migranti privi di documenti, avranno dunque bisogno di un sostegno supplementare. (RB)

16 aprile - CUBA - I “cinque pensieri” dei vescovi per il tempo di Pasqua vissuto ai tempi della pandemia

"Abbiamo visto il Signore", hanno intitolato così il loro messaggio pasquale ai tempi del Coronavirus, i vescovi della Conferenza episcopale cubana: una frase tratta dal Vangelo di San Giovanni che ci ricorda quanto la Resurrezione di Gesù allevi la tristezza e infonda fiducia in coloro che cercano di incontrarlo sul proprio cammino. A questo proposito, si legge sul sito del Celam - il Consiglio episcopale latinoamericano, i rappresentanti della Chiesa cubana ci invitano a tenere presenti cinque aspetti fondamentali della Pasqua celebrata nella situazione attuale: innanzitutto la Speranza, che “spesso viene meno in questo periodo di pandemia in cui ci assalgono preoccupazione, paura e tristezza, ma in cui occorre ricordare che la presenza del Risorto è venuta ad accompagnare e illuminare ogni solitudine umana e a dissipare ogni paura”. Il secondo pensiero è dedicato alla Prossimità: “Le ferite di Cristo rimangono aperte fino alla fine del mondo sui malati, i poveri, i solitari e le vittime dell'ingiustizia sociale – scrivono i vescovi - Abbiamo l'opportunità di avvicinarci a loro con rispetto e amore cristiano, con il silenzio solidale che sa accompagnare in modo speciale chi è infettato dal Coronavirus”. (RB)

16 aprile - IRLANDA - Morti 8 residenti del centro psichiatrico del Saint Fintan. Il vescovo: ogni vita è preziosa

"Ogni vita è importante. Ogni vita conta. Ogni vita è preziosa, indipendentemente dall'età o dalla potenziale produttività". Esprime così il proprio cordoglio per la morte di 8 residenti del centro psichiatrico Maryborough dell’ospedale Saint Fintan a Port Laoise, nella contea irlandese del Laoise, monsignor Denis Nulty, vescovo di Kildare e Leighlin. “Questa notizia ci riporta in modo drammatico all'enorme bisogno di cure speciali di cui hanno bisogno coloro che vivono in centri simili o in case di riposo per persone vulnerabili o per anziani – dichiara il presule - preghiamo per coloro che sono morti in circostanze così dolorose e offriamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e agli amici del defunto. Diamo, inoltre, a tutti coloro che hanno lavorato per prendersi cura dei loro cari l'assicurazione delle nostre preghiere”. (RB)

16 aprile - SVIZZERA - Nel Canton Ticino le suore si mobilitano per i figli degli operatori sanitari

Solidarietà al tempo del Coronavirus può voler dire anche aiutare chi ci aiuta. Così l’hanno interpretata, ad esempio, le suore dell’Istituto delle Figlie di Santa Maria di Leuca del Canton Ticino, in Svizzera, che si sono messe a disposizione delle famiglie degli operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta al Coronavirus. Il Paese, dove il numero di morti oggi ha superato i mille, ha appena annunciato una parziale riapertura delle attività produttive a partire dal 27 aprile. "Questo virus può avere una corona, ma non potrà mai regnare su di noi, perché abbiamo un altro Re", dice all’agenzia Cath suor Wanda, che in questo periodo è impegnata a Chiasso presso l’asilo nido “Casa del Sorriso”. La struttura, che normalmente ospita bambini da 0 a 3 anni con problemi di salute o familiari, con la chiusura delle scuole per il periodo di quarantena è stata riconvertita per l’accoglienza dei figli degli operatori sanitari mentre questi sono al lavoro. (RB)

16 aprile - STATI UNITI - Accordo tra arcidiocesi di Los Angeles e Fox per trasmettere la Messa domenicale

Assieme alla quarantena prosegue l’accordo tra l’arcidiocesi di Los Angeles, in California, Stati Uniti, e il canale Fox11 per la trasmissione delle Messe domenicali in lingua inglese, celebrate alle 10 del mattino dalla Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli, sulla stazione affiliata KCOP Channel 13. Secondo l’accordo, stando a quanto riferito dal sito dell’arcidiocesi, le Messe che vengono celebrate privatamente dai sacerdoti nella Cattedrale di Nostra Signora degli Angeli e in altre parrocchie, vengono offerte via livestream per portare la celebrazione dell'Eucaristia a tutti fedeli direttamente nelle loro case. "Poter portare la Gesù Eucaristia e la Parola di Dio direttamente alla nostra comunità di fede in questi tempi difficili, questo accordo è una grande benedizione - ha spiegato l'arcivescovo della città, monsignor José H. Gomez - mentre le nostre porte rimangono chiuse per garantire la sicurezza e il benessere di tutti, la nostra Chiesa continua a servire e a stare con i fedeli per condividere il messaggio di speranza e di amore di Dio". (RB)

16 aprile - URUGUAY - Il sussidio del vescovo: anche in quarantena 50 passi per rinnovare la propria fede

Si intitola "Sulla via del rinnovamento della professione di fede" il libretto scritto da monsignor Alberto Sanguinetti, vescovo di Canelones, in Uruguay, e da lui messo a disposizione dei fedeli di tutte le diocesi del Paese per incoraggiare ed esortare tutti a proseguire il cammino comune indicato dai vescovi durante il periodo pasquale per rinnovare la fede, attraverso una riflessione quotidiana e la preghiera fino alla Pentecoste, anche in questo tempo di quarantena. Il vescovo indica 50 passi che tutti possono compiere sul cammino indicato dai vescovi e che inizia con il "rinnovo delle promesse battesimali a Pasqua fino al rinnovo della professione di fede a Pentecoste, con il Credo niceno della Messa", spiega monsignor Sanguinetti in una lettera pubblicata sul sito della Conferenza episcopale dell’Uruguay. (RB)

16 aprile - PANAMA - Una famiglia canta a San Rocco affinché liberi dalla pandemia e il video sul web diventa virale

È ancora lontano il giorno in cui la Chiesa fa memoria liturgica di San Rocco, patrono degli appestati (16 agosto), ma mai come in questo momento l’umanità ha bisogno del suo aiuto. Lo hanno pensato anche gli Herrera, una devota famiglia di La Laja de Las Tablas, nella diocesi di Chitré, Panama, di cui San Rocco è proprio il patrono, che, come vera Chiesa domestica, ha scritto una canzone in onore del Santo e ne ha pubblicato il video in rete. La famiglia Herrera, in quarantena come il resto del Paese in cui si sono già verificati oltre 3.500 casi di contagio e 95 morti, fa parte di un coro parrocchiale e cantando i suoi versi al Patrono San Rocco, ha voluto incoraggiare così i fedeli cattolici a chiedere la sua intercessione affinché liberi tutto il popolo panamense e il mondo dal Coronavirus. (RB)

16 aprile - BOLIVIA - Dall’ospedale il messaggio di Pasqua del vescovo: “Annunciamo che Cristo vive e ci ama”

È arrivato in ritardo, ai fedeli della diocesi di Ňuflo de Chavez, in Bolivia, il messaggio di Pasqua del loro vescovo, monsignor Antonio Reimann, ma è arrivato forte e chiaro: “Annunciamo con tutta la nostra vita che Cristo vive e ci ama”. Il motivo del ritardo, come ricorda il sito Bolivia Misionera collegato alla Conferenza episcopale boliviana, è che il presule, risultato positivo al Covid-19, è tuttora ricoverato in ospedale. Dalla notizia, centinaia di fedeli hanno pregato per la sua salute e per la sua pronta guarigione. "’Andiamo con Cristo Risorto verso le periferie esistenziali dove gli esser umani soffrono’: questo messaggio mi è stato recapitato questa mattina da un’infermiera – racconta monsignor Reimann dall’ospedale - da parte mia, voglio avvicinarmi spiritualmente a voi con questa Buona Novella della Resurrezione, alle vostre case, alle vostre famiglie, dai più giovani ai più anziani, ai sacerdoti e ai seminaristi, ai fratelli e alle sorelle della vita consacrata: che questa Buona Novella diventi l'incontro personale e comunitario con Cristo vivo e risorto”. (RB)

16 aprile - PORTOGALLO - Pasqua ortodossa. Messaggio dell’arcivescovo di Évora ai cattolici ucraini di rito bizantino

L'arcidiocesi di Évora si unisce "a tutti voi che festeggerete la Pasqua della resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo domenica prossima, 19 aprile, quando per ragioni note non si potrà celebrare in comunità". Queste le parole dell’arcivescovo Metropolita di Évora, monsignor Francisco José Villas-Boas Senra de Faria Coelho, in un messaggio inviato a tutti gli ucraini e a tutti i cristiani di rito orientale che domenica prossima festeggeranno la Pasqua secondo il rito bizantino della Chiesa cattolica-ucraina, come riporta l’agenzia ECCLESIA. "Possa il Signore essere in mezzo a voi e riempire il cuore con la sua luce", scrive il presule, augurando ai fedeli di passare una Santa Pasqua in famiglia. Per questa occasione, monsignor Senra de Faria Coelho annuncia di aver invitato padre Ivan Hudz, sacerdote cattolico ucraino di rito bizantino, a concelebrare con lui la Messa del 19 aprile, durante la quale padre Hudz avrà “l'opportunità di rivolgersi ai fedeli di rito bizantino in lingua ucraina". (AP)

16 aprile - GUINEA BISSAU - Caritas e missionari in prima linea nella prevenzione. La Chiesa mette a disposizione le sue strutture

Anche la Guinea Bissau, uno dei più poveri del mondo, si trova oggi ad affrontare la crisi coronavirus, anche se il numero di contagiati (solo 39 I casi registrati fino al 14 aprile) è finora molto contenuto. Come in tutta l’Africa, i mezzi sono pochissimi, il personale sanitario non è preparato per affrontare l’emergenza e non c’è alcun reparto di terapia intensiva  Per questo la prevezione è qui più che mai vitale. Ed è su questo fronte che è impegnata la Chiesa locale (che ha sospeso quasi tutte le sue attività) attraverso la Caritas e i missionari presenti sul territorio. Tra questi i missionari brasiliani della Missione San Paolo VI, impegnati sia nella sensibilizzazione della popolazione sui pericoli della pandemia e sia ad informalrla su come evitare il contagio. (LZ)

16 aprile - POLONIA - Caritas dona agli ospedali 100 ventilatori e 10mila tute protettive

Risultato impressionante per la campagna di solidarietà #Gratitudine alla medicina, avviata da Caritas Polonia per far fronte alle esigenze degli ospedali polacchi in prima linea contro l'epidemia di Coronavirus che, stando all’ultimo bilancio disponibile aggiornato all’11 aprile scorso, nel Paese ha già contagiato oltre seimila persone e ne ha uccise più di duecento. “Abbiamo ordinato 100 ventilatori da trasporto con attrezzatura completa. Queste apparecchiature permettono di ventilare sia gli adulti sia i neonati e in Polonia sono conosciute e utilizzate principalmente nelle ambulanze – informa Paweł Ślusarczyk, coordinatore del progetto per Caritas Polonia – i primi ventilatori saranno utilizzati nell'Istituto Madre e Bambino e all'Ospedale Wolski di Varsavia, all'Ospedale municipale multispecialistico J. Struś a Poznań, dalle équipe sanitarie di Przasnysz e Nidzica e da alcuni ospedali militari a Lublino, Breslavia, Danzica e Bydgoszcz”. (RB)

16 aprile - POLONIA - Appello vescovi in difesa della vita dal concepimento alla morte naturale

È acceso, in Polonia, il dibattito sull’aborto, dopo che in queste ore il Parlamento è tornato a discutere sul disegno di legge, proposto per iniziativa civica, “Stop all’aborto”: il progetto vieta di interrompere volontariamente la gravidanza qualora, dopo le analisi prenatali, si riscontrino danni seri e irreversibili del feto. La normativa attualmente in vigore, invece, permette l’aborto in questi casi, oltre a quelli di incesto, stupro e minacce alla salute della madre. In questo contesto, la Conferenza episcopale polacca (Kep), attraverso il suo portavoce, padre Paweł Rytel-Andrianik, ribadisce: “La Chiesa sostiene tutte le iniziative volte a proteggere la vita umana dal concepimento alla morte naturale". E citando l’enciclica "Evangelium vitae" di San Giovanni Paolo II, pubblicata 25 anni fa, ricorda: “Niente e nessuno può autorizzare l'uccisione di un essere umano innocente, feto o embrione che sia, bambino o adulto, vecchio, ammalato incurabile o agonizzante”. Padre Rytel-Andrianik sottolinea, poi, che “830mila cittadini polacchi hanno firmato l’iniziativa civica ‘Stop all’aborto’, ad indicare che il diritto alla vita è un diritto umano fondamentale”. “Incoraggio tutti i credenti – afferma il portavoce della Kep - a pregare affinché le garanzie legali per proteggere la vita dei più deboli, fermando l'aborto eugenetico, siano aumentate il più presto possibile”. (IP)

16 aprile - REGNO UNITO - Il Fondo della Giornata per la Vita dona 15mila sterline per proteggere il personale degli hospice dal contagio

Lo speciale Fondo della Giornata per la Vita (Day for Life) della Conferenza episcopale inglese e gallese (Cbcew) ha donato 15mila sterline per gli hospice che si trovano in particolari difficoltà in questo periodo di emergenza Coronavirus. Un appello alla solidarietà è stato lanciato da “Hospice UK”, organizzazione caritativa britannica che riunisce diverse realtà impegnate sul fronte delle cure palliative ai malati terminali. L’organizzazione sta raccogliendo fondi per garantire che gli infermieri e il personale in prima linea in queste strutture dispongano delle attrezzature e degli strumenti necessari per lavorare in sicurezza, ma anche per offrire supporto psicologico al personale, ai pazienti e alle famiglie colpite in questi giorni difficili. L’obiettivo della campagna di raccolta è anche di permettere al sistema ospedaliero britannico di reggere l’impatto dell’emergenza sanitaria nel lungo termine. “Gli hospice svolgono un ruolo molto importante nelle comunità locali, fornendo assistenza morenti e un sostegno inestimabile alle loro famiglie e amici -  sottolinea monsignor John Sherrington, responsabile delle attività pro-vita dei vescovi inglesi e gallesi - . In questo momento hanno un disperato bisogno di risorse. Questa donazione - spiega - può aiutare a fornire dispositivi di protezione individuale (Dpi) per coloro che vi lavorano e quindi garantire la continuazione delle cure e del supporto ai morenti durante la crisi” (LZ)

16 aprile - SVEZIA – Il card Arborelius spiega il valore della preghiera, forza per non cedere alla paura

Il dono speciale della preghiera in questo tempo segnato dalla epidemia di Cornavirus. A sottolinearlo in un videomessaggio in lingua spagnola, inviato alla Familia Religiosa de l’Immaculado Corazon y la Divina Misericordia in Messico in occasione della campagna “Ritornare a Dio attraverso il cuore immacolato”, è il cardinale Anders Arborelius, vescovo di Stoccolma. “La preghiera è la nostra forza per non cedere alla paura”. Il porporato invita a cogliere ogni giorno la chiamata del Signore a “vivere in dialogo e relazione con Lui. Gesù è nostro amico e vuole essere unito a noi”. Citando le parole di Santa Teresa d’Avila, Arborelius, ricorda la sua provenienza dall’Ordine dei Carmelitani Scalzi e spiega che pregare vuol dire “essere uniti a Gesù”: “lo sguardo di Gesù è amore e tenerezza”. “Possiamo condividere con Gesù i nostri momenti di gioia e dolore e trovare sempre un luogo dove pregarlo”. (PO)

16 aprile - THAILANDIA - I cattolici in tempo di #coronavirus: “Accettare, adattarsi e andare avanti”

“Accettare, adattarsi e andare avanti”: è il motto con cui la comunità cattolica della Thailandia sta vivendo questo tempo di pandemia da coronavirus. Nel Paese a maggioranza buddhista (96 per cento della popolazione), i cattolici sono 350mila su 68 milioni di abitanti, ma nonostante l’emergenza sanitaria sono riusciti a vivere la Settimana Santa e la Solennità pasquale in pieno spirito di comunione, dando vita alla “chiesa domestica” in casa e in famiglia, e supportati dalle tecnologie sono riusciti a seguire le celebrazioni in diretta tv, radio e web. “È stata sicuramente una Pasqua insolita – spiega all’agenzia Eglise d’Asie l’Arcivescovo di Thare-Nonseng, Louis Chamniern Santisukniran – I fedeli non si sono potuti riunire tutti insieme per celebrare la Risurrezione di Cristo, ma hanno dovuto viverla attraverso uno schermo. Nonostante ciò, essi hanno accettato la quarantena e l’isolamento, perché comprendono che si tratta di un modo per combattere il coronavirus”. (IP)

16 aprile - PORTOGALLO - Paesi lusofoni uniti nella preghiera a Nostra Signora di Lapa per chiedere la fine della pandemia

I fedeli di diversi Paesi lusofoni nel mondo si sono uniti ieri in preghiera al Santuario di Nostra Signora di Lapa, nella diocesi portoghese di Lamego, dove il rettore padre José Alves de Amorim ha presieduto uno speciale atto di consacrazione alla Madonna per chiedere la fine della pandemia del Coronavirus. All’agenzia Ecclesia il sacerdote ha spiegato che in Portogallo la devozione alla Vergine di Lapa risale a oltre cinque secoli fa e che si è diffusa in diversi Paesi di lingua portoghese, raggiungendo il Brasile, l’Africa e anche l’India. “Oggi – ha detto -  si contano più di 60 tra santuari, chiese e cappelle nel mondo dedicate a Nostra Signora di Lapa”. Il Santuario portoghese – ha sottolineato - continua ad essere meta di numerosi pellegrini lungo tutto l’anno, in particolare il 10 giugno, il 15 agosto, Festa dell’Assunta, e nella terza domenica di settembre. (LZ)

16 aprile - MESSICO - “Dona una dispensa”: campagna di solidarietà in tempo di pandemia

Contribuire a donare una dispensa di cibo e medicine alle famiglie più bisognose, colpite dalla pandemia da coronavirus: questa l’iniziativa #DonaDespensas promossa dalla Conferenza episcopale del Messico (Cem), in coordinamento con la Caritas nazionale, per aiutare tutte le persone in difficoltà. “Le conseguenze dell’emergenza sanitaria – scrive la Cem in una nota – si sono manifestate nella disoccupazione, nella carenza alimentare e nella scarsità di medicinali all’interno di tante famiglie”. Per questo, la Caritas messicana è stata incaricata di coordinare le donazioni ricevute (a partire da 200 pesos, ovvero circa 8 euro) e di rispondere alle richieste di aiuto. L’obiettivo, prosegue la nota, è che “nessuna famiglia messicana soffra la fame” a causa della malattia. (IP)

16 aprile - PAKISTAN - Cardinale Coutts: “Ora c’è bisogno di dimostrare unità nazionale e di promuovere l'armonia interreligiosa”

“Chiedo a tutti di aprire i loro cuori e le loro braccia per aiutare i poveri, indipendentemente dalla loro fede. Ora c’è bisogno di dimostrare l’unità nazionale e di promuovere l'armonia interreligiosa”. Così il Cardinale Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in un’intervista rilasciata ad UCA News, rivolgendosi ai fedeli pakistani, che si trovano a vivere una situazione estremamente difficile a causa della diffusione della pandemia di coronavirus. L’impossibilità di partecipare alle Messe pubbliche a causa della chiusura delle chiese, non può fermare il nostro amore per Dio e non può impedirci di adorarlo, ha innanzitutto voluto sottolineare l’arcivescovo di Karachi. Egli, raccontando come i fedeli abbiano potuto seguire le celebrazioni liturgiche attraverso i social network e la tv locale via cavo, ha ringraziato ed elogiato i sacerdoti che con creatività hanno usato i social media per raggiungere i fedeli durante la Settimana Santa. (AP)

16 aprile - FRANCIA - Una mostra online celebra la cattedrale di Notre-Dame, simbolo di una nazione

Oltre cento riproduzioni di opere d’arte di ogni epoca visualizzabili on-line per rendere omaggio ad un simbolo della Francia e dell’Europa: la cattedrale di Notre-Dame de Paris, devastata un anno fa, il 15 aprile 2019, da un terribile incendio. La storia del luogo di culto mariano, vero e proprio faro spirituale per la città di Parigi da ottocento anni a questa parte, dichiarata patrimonio mondiale dell’Unesco, è ripercorsa da una significativa mostra allestita sul web da Paris Musées, l’associazione dei musei della capitale. L’obbiettivo è quello di ripercorrere la storia di Notre-Dame ricordando gli eventi di cui questo monumento è stato testimone. Dipinti, incisioni, illustrazioni, fotografie, testi di Charles Le Brun, Victor Hugo, Eugène Atget e Brassaï, per citare solo qualche nome, costituiscono il nucleo di dell’esposizione virtuale. Per molte delle opere è disponibile il download gratuito. L’iniziativa intitolata “Notre-Dame de Paris en plus de 100 oeuvres. Histoire singulière d’une cathédrale devenue le symbole d’une nation” fa da apripista alla mostra  “Notre-Dame de Paris di Victor Hugo a Eugène Viollet-le-Duc” che, appena terminata l’emergenza coronavirus, sarà allestita presso la Cripta archeologica dell'Île de la Cité, chiusa da un anno, a seguito del rogo. (PO)

16 aprile - AFRICA - Nel continente, celebrata una Pasqua “silenziosa”, ma di grande speranza

È stata una Pasqua “silenziosa” quella celebrata in diversi Paesi del continente africano, a causa della pandemia da coronavirus. Ma nonostante l’emergenza sanitaria e l’impossibilità, per i fedeli, di partecipare fisicamente alla Santa Messa, nel rispetto delle misure restrittive anti-contagio, non sono mancati da parte dei vescovi locali tanti messaggi di speranza. Come riporta il sito web della Recowa-Cerao (Conferenza episcopale regionale dell'Africa occidentale), è stato innanzitutto il presidente dell’organismo, l’Arcivescovo di Abuja, in Nigeria, Ignatius Ayau Kaigama, a ricordare quali insegnamenti derivino dal mistero pasquale: la vittoria della vita sulla morte e del bene sul male. “La Pasqua – ha detto – ci insegna a non abbandonare mai le virtù della pazienza, della perseveranza, della speranza e della fiducia in Dio” perché esse “vinceranno sempre, non importa quanto durerà la notte di dolore”. “Il messaggio della Pasqua – ha concluso il presule - è che Dio non ci dimentica e non ci abbandona, e che l'ora più buia è appena prima dell'alba”. (IP)

16 aprile - GIAPPONE - Monsignor Josep Maria Abella, missionario clarettiano spagnolo da 40 anni in Giappone, “sorpreso” della sua nomina a vescovo di Fukuoka

Sorpresa, ma anche gratitudine per la fiducia accordatagli da Papa Francesco nell’affidargli questa nuova missione. Così monsignor Josep Maria Abella, missionario clarettiano di origini spagnole, ha accolto la notizia della sua nomina a nuovo vescovo di Fukuoka, in Giappone, rimasta vacante dall’aprile dell’anno scorso dopo la rinuncia di monsignor Dominic Ryoji Miyahara. Il presule, che ha 70 anni, di cui più di quaranta passati nel Paese del Sol Levante, era finora vescovo ausiliare di Osaka ed è stato nominato il 14 aprile. La data del suo insediamento è ancora da definire a causa dell’emergenza Coronavirus. (LZ)

16 aprile - BRASILE - Le parrocchie si mobilitano per aiutare le famiglie in difficoltà

Gesti concreti per aiutare le famiglie in condizioni vulnerabili, a causa della pandemia da coronavirus: sono quelli portati avanti dall’Azione solidale di emergenza, iniziativa congiunta della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) e della Caritas nazionale che vede coinvolte tante parrocchie in tutto il Paese. La chiesa di “San Luigi Gonzaga” di Caçador, ad esempio, ha donato 150 mascherine protettive, destinate ad anziani, donne, bambini ed operatori in prima linea. Sulla stessa linea la parrocchia “Cristo Re” di Pesqueira che ha raccolto 400 kg di prodotti alimentari in favore dei lavoratori precari e delle comunità più bisognose. “Vediamo la fame e il bisogno nelle nostre periferie”, ha detto Itamar de Carvalho Souza, della Caritas locale. “Entrambe le iniziative – si legge sul sito web della Cnbb – sono in linea con le direttive dei vescovi brasiliani che invitano i fedeli ai gesti generosi e alle pratiche di solidarietà tra le comunità, con l’obiettivo di alleviare le conseguenze della pandemia sulle categorie più vulnerabili”. Da ricordare, inoltre, che il 12 aprile, domenica di Pasqua, la Cnbb e la Caritas Brasile hanno dato il via ad un’iniziativa solidale nazionale: con il motto "È tempo di prendersi cura", il progetto mira a stimolare la solidarietà attraverso la raccolta di alimenti, prodotti per l’igiene e per la pulizia. Ma oltre a incoraggiare l'aiuto materiale alle persone, l’iniziativa vuole anche promuovere l'assistenza in campo religioso, umano e spirituale. (IP)

16 aprile - CILE - Festa di Quasimodo. Vescovo di Iquique: celebratela lo stesso, anche se in modo diverso

Monsignor Guillermo Vera Soto, vescovo di Iquique e presidente della Commissione nazionale dei Santuari e della Pietà popolare della Conferenza episcopale cilena (CECh), in un messaggio pubblicato sul sito dell’Episcopato, invita i fedeli quasimodisti del Paese, impossibilitati a celebrare la loro festa, domenica 19 aprile, a causa della pandemia di Covid-19, a collaborare con le autorità, per contenere e fermare questa pandemia. Ogni anno - scrive il presule - la domenica dopo Pasqua, in Cile, si celebra la festa di Quasimodo che vede, dopo un'attenta preparazione spirituale e dopo aver adornato con cura i cavalli, le auto, le biciclette, e così via, uscire i fedeli per le strade dei paesi e delle città per accompagnare il sacerdote a portare Gesù Eucaristia ai fratelli malati e anziani. Quest’anno, però, a causa del dilagare del coronavirus, tutto ciò non sarà possibile. Tuttavia, continua monsignor Vera Soto, nonostante ciò provochi una grande tristezza, questo dolore sarà “la nostra offerta piena di fede e di fiducia al Signore”, sarà la nostra preghiera che diventa supplica, affinché presto si riesca a superare questa malattia che ora ci affligge. Il vescovo di Iquique incoraggia i fedeli “a celebrare Quasimodo lo stesso, anche se in modo diverso”. “Quest'anno non usciremo ad acclamare il Signore per le strade o a riempirle di colore e di festa” - afferma il presule - ma ognuno nel silenzio della propria casa, nella chiesa domestica, “possa ugualmente rendere il suo omaggio di fede e di amore a Gesù”. Ognuno possa partecipare alla Messa trasmessa dai social network, dalla radio e dalla televisione, vivendola intensamente, recitando il Rosario, pregando e cantando con più entusiasmo che mai. (AP)

16 aprile - INDIA - Allarme della Chiesa per l’aumento delle violenze domestiche: chieste misure per proteggere le vittime

Anche in India l’isolamento imposto dalla crisi del Coronavirus ha aggravato il problema delle violenze domestiche.  Dal 20 al 31 marzo lo speciale numero verde attivato dal Governo per l’emergenza ha registrato più di 92mila chiamate di donne e bambini vittime di maltrattamenti tra le mura di casa, mentre Childline 1098, il Telefono Azzurro indiano, ha ricevuto 307mila richieste di aiuto. L’impennata indica che il lockdown ha reso più vulnerabili molte donne e bambini costretti a convivere in casa con uomini violenti. Un fenomeno che allarma anche la Chiesa che, insieme a diversi attivisti e avvocati, chiede alle autorità misure adeguate per proteggere le vittime. “In questo periodo critico il governo deve affrontare anche il problema delle violenze domestiche che è altrettanto importante, perché altrimenti rischiamo di perdere altre vite preziose”, ha dichiarato padre Savarimuthu Sankar, portavoce dell’arcidiocesi di Delhi, secondo il quale la quarantena era necessaria per combattere il Covid-19 ma nella fretta questo problema non è stato finora affrontato in maniera adeguata. “Ci sono molte ragioni per l’aumento delle violenze in questo periodo: alcolismo, incertezza, insicurezza, debiti la frustrazione per non potere uscire di casa – spiega all’agenzia Ucan suor Lucy Kurien, fondatrice e direttrice di Maher, un’organizzazione interreligiosa indiana dedicata alle donne e bambini abusati vulnerabili-.  In tempi normali gli uomini sono liberi di andare ovunque, di socializzare e lavorare, adesso sono confinati in spazi ristretti che aumentano la loro aggressività. Inoltre, in circostanze normali anche le donne e bambini hanno la possibilità di uscire”, afferma la religiosa delle Suore della Croce di Chavanod. Dall’inizio del lockdown l’associazione ha registrato un aumento delle chiamate del 50%. Cifre confermate da altre organizzazioni e comunque inferiori alla realtà, considerando che molte vittime hanno paura di denunciare, non sono finanziariamente indipendenti e spesso non hanno accesso a cellulari per chiedere aiuto. (LZ)

16 aprile - ARGENTINA - Arcidiocesi di Buenos Aires trasforma le parrocchie in centri accoglienza per anziani bisognosi

Cambiano volto le parrocchie e le cappelle dell’Arcidiocesi di Buenos Aires, in Argentina, e si trasformano in centri di accoglienza per gli anziani più bisognosi. In tal modo, la Chiesa locale vuole andare incontro ad una delle categorie sociali più a rischio a causa della pandemia da coronavirus, affinché si possa evitare il sovraffollamento delle “villas miserias” nelle periferie della città e ridurre, così, il contagio di “Covid-19”. “Le parrocchie e le cappelle – spiega all’agenzia cattolica Aica padre Sebastián García SCJ, parroco del “Sacro Cuore” nel quartiere Barracas – diventano luoghi in cui gli anziani o le persone di strada possono stare in quarantena, senza correre il rischio di infettarsi. Noi abbiamo 14 posti letto, ma c’è la possibilità di aggiungerne altri, se necessario”. Altri 30 posti letto saranno messi a disposizione, entro il fine settimana, dalla parrocchia di “Nostra Signore della speranza” a Puerto Madero, guidata da padre Pedro Bayá Casal. E pronte all’accoglienza sono anche la parrocchia di Nostra Signora di Luján, nel Barrio 31 di Retiro, così come le cappelle di altri quartieri popolari di Buenos Aires. Tali strutture hanno tutte una capacità compresa tra le cinque e le venti persone e mettono a disposizione sia servizi igienici, sia laboratori culturali e ricreativi, grazie all’aiuto offerto non solo dai sacerdoti, ma anche dai volontari. Secondo gli ultimi dati, a Buenos Aires sono presenti circa 500mila anziani con un’età superiore ai 70 anni, molti dei quali vivono in alloggi precari e sono quindi soggetti particolarmente a rischio epidemia.  (IP)

16 aprile - SPAGNA - #TuClausuraMiClausura: iniziativa di un gruppo di laici a sostegno della vita contemplativa

"Il polmone delle nostre anime ha bisogno del nostro sostentamento oggi": è il motto della campagna #TuClausuraMiClausura, lanciata da un gruppo di uomini d'affari cattolici con l'obiettivo di aiutare a sostenere i monasteri e i conventi di vita contemplativa che, a causa della pandemia di Covid-19, hanno visto ridursi la possibilità di vendita diretta dei loro prodotti artigianali che, nella maggior parte dei casi, sono per loro la fonte principale di reddito. La campagna vuole facilitare le imprese, le famiglie, le fondazioni o le parrocchie a fornire il loro tempo, lavoro o collaborazione economica ai conventi in difficoltà. Tutti coloro che vogliono collaborare possono farlo attraverso il sito 'tuclausuramiclausura.org' con donazioni a partire da 3 euro (costo stimato per il mantenimento di una persona che vive una vita contemplativa). "È molto difficile conoscere in profondità i bisogni di una realtà così resiliente, umile e austera che non si lamenta mai e si consegna sempre agli altri", ha affermato, nel comunicato stampa, uno dei promotori dell'iniziativa, Santos Blanco, dell'agenzia Folk Sixty. Tuttavia, ha aggiunto Ivan Jacques, sempre tra i promotori del progetto, "abbiamo deciso di unirci e di mettere in atto ciò che ognuno di noi sapeva fare. Se gratuitamente riceviamo la loro preghiera, gratuitamente vogliamo aiutare affinché continuino a pregare per noi”. Le donazioni, attraverso la Fondazione Declausura (www.declausura.org), che si dedica da 14 anni alla tutela e alla promozione della vita contemplativa, andranno tutte, al 100%, a sostegno dei monasteri e dei conventi che si trovano nel bisogno. Tra le aziende promotrici dell’iniziativa #TuClausuraMiClausura figurano Folk Sixty, Altum Faithful Investing e Bosco Films. (AP)

15 aprile - UCRAINA - Mons. Krivitskiy, vescovo latino di Kiev-Zhytomyr: una Pasqua celebrata in modo diverso, ma più sentita dai fedeli ucraini

L'epidemia del Coronavirus non ferma l’attività della Chiesa neanche in Ucraina, dove i contagiati sono più di 3mila e i decessi sono un centinaio. Come in tutto il mondo, durante la Pasqua molte parrocchie hanno trasmesso le Messe su Internet, anche se con qualche difficoltà tecnica, racconta in un’intervista all’Ufficio stampa della Conferenza episcopale polacca monsignor Vitaliy Krivitskiy SDB, vescovo della diocesi latina di Kiev-Zhytomyr. La Chiesa cattolica nella capitale si è attivata anche per aiutare chi ha perso il lavoro, soprattutto che era pagato alla giornata. “A Kiev diamo da mangiare a più di 100 persone ogni giorno - spiega monsignor Krivitskiy -. Prima dell'epidemia alcune avevano un lavoro e si guadagnavano da vivere e ora si trovano per strada senza mezzi di sostentamento”. A causa delle restrizioni imposte dalle autorità per contenere il contagio, solo un massimo di dieci persone, compresi i sacerdoti, sono autorizzate a partecipare alle Messe in Ucraina. “Le chiese sono ancora aperte ma, ad eccezione delle liturgie, solo due persone e un sacerdote possono pregare contemporaneamente. Alcuni vengono per confessarsi o prendere Comunione”, dice monsignor Krivitskiy. Molti cattolici, soprattutto giovani - evidenzia inoltre il presule - hanno scritto sui social che, nonostante le restrizioni, hanno vissuto questa Pasqua in modo più profondo: “Hanno detto di avere fame della Comunione, di cui non apprezzavano l’importanza prima dell'epidemia. Hanno anche parlato del desiderio di essere presenti nella comunità”. (LZ)

15 aprile Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente saluta l'appello di Guterres (Onu) ai leader religiosi a unire le loro forze contro il #Coronavirus

Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (Mecc) “accoglie con gratitudine” l’invito rivolto dal Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres ai leader religiosi e alle autorità mondiali a unire le loro forze contro l’emergenza Covid-19, in particolare durante le festività pasquali e l’ormai prossimo Ramadan. L’invito è contenuto in un messaggio inviato l’11 aprile, vigilia di Pasqua e segue il suo appello a un cessate il fuoco globale per dare a tutte le popolazioni coinvolte in zone di conflitto la possibilità affrontare il contagio e sopravvivere alle sue conseguenze. In una lettera di risposta inviata oggi, la segretaria generale del Mecc, la cattolica Souraya Bechealany, afferma che il messaggio ha avuto un “impatto positivo”.In una lettera di risposta inviata oggi, la segretaria generale del Mecc, la cattolica Souraya Bechealany, afferma che il messaggio ha avuto un “impatto positivo”. “In questi momenti difficili, costruire ponti di solidarietà e sviluppare meccanismi di cooperazione per la protezione degli esseri umani e della loro dignità è un obiettivo ineludibile che stiamo cercando di raggiungere insieme agli organismi e alle agenzie delle Nazioni Unite”, si legge nella lettera, che richiama la necessità di un “risveglio delle coscienze e di un approccio morale alle politiche pubbliche per il consolidamento della pace, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile”. Obiettivi – si sottolinea – che possono essere raggiunti riconoscendo “il diritto alla diversità e perseguendo un dialogo razionale fondato sul fatto che gli esseri umani, che sono stati creati a immagine di Dio, hanno delle responsabilità verso i loro fratelli”, ma anche verso gli altri esseri viventi nel pianeta. (LZ)

15 aprile - SUD SUDAN - Consiglio delle Chiese sud-sudanesi: il #Coronavirus non è una punizione divina. La Pasqua ci dice che Dio ci ama

Anche il Sud Sudan, flagellato per anni da un sanguinoso conflitto interno placatosi solo di recente, non è stato risparmiato dal Coronavirus. Il primo caso è stato annunciato ufficialmente il 5 aprile, nonostante le misure preventive messe in campo dal nuovo Governo di unità nazionale, segnatamente la chiusura di tutte le frontiere e il divieto dei voli internazionali. Un caso isolato certo, ma che, come in altre nazioni africane, ha destato comunque allarme in un Paese che dispone solo di quattro ventilatori per una popolazione di 11 milioni di abitanti, stremati da anni di guerra, fame, violenze e insicurezza totale e che conta 6 milioni di persone bisognose di aiuti umanitari. In questi frangenti, il messaggio pasquale del Consiglio delle Chiese del Sud Sudan (Sscc), che comprende anche la Chiesa cattolica, è stato incentrato proprio sulle paure suscitate dall’epidemia e sulla tristezza di non potere celebrare insieme nella chiese questa Pasqua. In particolare, i leader cristiani sud-sudanesi hanno esortato i fedeli alla preghiera e alla solidarietà e a confidare nell’accompagnamento di Dio che non viene a mancare nei momenti difficili.  (LZ)

15 aprile - SLOVACCHIA Settant’anni fa la soppressione degli ordini religiosi da parte del regime comunista

“Siamo grati a Dio per aver dato la grazia a molti di testimoniare la fede con la loro fedeltà”: è quanto scrive nel portale Vita religiosa monsignor Viliam Judák, presidente del Consiglio di storia della Conferenza episcopale slovacca e vescovo di Nitra, ricordando la terribile notte tra il 13 e il 14 aprile 1950, nota come “la notte dei barbari”, quando in Cecoslovacchia le forze di sicurezza del regime comunista fecero irruzione in 56 monasteri maschili di 11 ordini religiosi arrestando 881 persone. L’operazione, nota con il nome in codice “Azione K” (Akcia kláštory), era volta a liquidare gli ordini monastici, chiudere i conventi e internare i monaci al fine di eliminare ogni testimonianza visibile di pratiche religiose. Era frutto dell’ideologia totalitaria e del governo comunista che si opponevano a ogni religione e sostenevano l’ateismo di Stato. (TC)

15 aprile - SPAGNA - I vescovi della CECS ringraziano i giornalisti “garanti della speranza di fronte al Covid-19”

"Vogliamo sottolineare il ruolo delle aziende di comunicazione e il lavoro sociale che voi, giornalisti, corrispondenti e comunicatori, state svolgendo durante questa epidemia: accorciando le distanze geografiche e sociali, state aprendo una finestra sulla speranza e sul futuro, state facendo conoscere iniziative di solidarietà e state offrendo a coloro che sono confinati nelle loro case molteplici possibilità di essere connessi al mondo e di sviluppare le loro qualità". Così i vescovi della Commissione episcopale per le comunicazioni sociali (CECS), in un messaggio dal titolo "I comunicatori garanti della speranza di fronte al Covid-19", in cui riconoscono e sostengono il lavoro dei giornalisti, durante questa emergenza sanitaria causata dalla pandemia di coronavirus.  (AP)

15 aprile - AUSTRALIA - A causa del #Coronavirus posticipato al 2021 il Consiglio plenario nazionale, il più importante evento della Chiesa australiana dal 1937

A causa della pandemia del Coronavirus, la Chiesa australiana ha deciso di posticipare il suo Consiglio plenario nazionale in programma quest’anno e nel 2021. Si tratta del più importante incontro nazionale dopo quello convocato nel 1937, in cui tutte la comunità cattolica australiana, nelle sue varie componenti, è stata chiamata a confrontarsi e riflettere sul futuro della missione evangelizzatrice della Chiesa nel Paese. La prima sessione doveva svolgersi ad Adelaide dal 4 all’11 ottobre prossimo, ma la Commissione organizzativa dei vescovi ha deciso di rinviarla al 2021, quando era già prevista la seconda assemblea a Sydney, dal 28 giugno al 3 luglio. (LZ)

15 aprile - IRLANDA - Il servizio di pastorale matrimoniale Accord attiva linea telefonica a supporto dei matrimoni in difficoltà

Una linea telefonica a disposizione dei matrimoni in difficoltà: è questa l’idea di Accord, il servizio per la Pastorale matrimoniale della Conferenza episcopale irlandese per contrastare l’isolamento necessario a causa della pandemia da Covid-19 dopo l’estensione delle disposizioni legate alla quarantena fino al 5 maggio prossimo. Il servizio gratuito, disponibile dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 ai numeri 028 9568 0151 o 00353 1 531 3331, ha l’obiettivo di sostenere il matrimonio e le relazioni interpersonali in questo periodo difficile e sarà gestito da coppie esperte e da consulenti nel campo delle relazioni.  “Accord è molto consapevole del fatto che molte coppie abbiano difficoltà nelle loro relazioni e nella vita familiare, in questo momento in cui siamo confinati a casa, un’esperienza senza precedenti per tutti nella società – ha dichiarato Mary Johnston, la specialista di Accord nel campo della consulenza matrimoniale - le circostanze in cui viviamo ora possono aumentare lo stress e la pressione sulle relazioni e sulle famiglie.  Per aiutare ad affrontare queste sfide, Accord ha istituito una linea telefonica di supporto alle relazioni, per consentire a chi chiama di parlare con coppie esperte e consulenti di relazioni per parlare delle difficoltà che stanno vivendo". (RB)

15 aprile - NUOVA ZELANDA - I vescovi: dopo emergenza costruire Chiesa e società migliori

“Kia tau te rangimārie kia koutou” che significa “La pace sia con te” in lingua maori. Inizia così la lettera scritta dai vescovi neozelandesi e pubblicata sul sito dell’Episcopato in occasione di una Santa Pasqua un po’ particolare, vissuta all’insegna della quarantena e dell’isolamento: “La sera del primo giorno di Pasqua, mentre i discepoli erano chiusi nel terrore, improvvisamente Cristo Risorto apparve loro e disse: ‘La pace sia con voi’, mostrando le ferite sulle mani e sul costato”. “Il suo saluto di pace è quello che condividiamo con voi in questo tempo di Pasqua, sapendo che Gesù ha trionfato sull'isolamento del sepolcro e come Cristo Risorto sta in mezzo a noi, nel nostro isolamento da Coronavirus, offrendoci la sua pace – scrivono -la nostra Pasqua, vissuta e celebrata in isolamento, è stata una Pasqua come non l'abbiamo mai vissuta prima. Abbiamo sentito il dolore di non poter celebrare insieme le liturgie nelle nostre chiese; alcuni di voi non vedevano l'ora di essere nella Veglia pasquale e questo non è potuto accadere”. (RB)

15 aprile - FILIPPINE - Appello vescovi: il governo aiuti i lavoratori messi in ginocchio dalla quarantena

Il governo sostenga subito economicamente i lavoratori, poiché la quarantena dovuta alla pandemia di “Covid-19” ne compromette la sussistenza e la sicurezza alimentare: è l’appello lanciato da Monsignor Gerardo Alimane Alminaza, vescovo di San Carlos, nelle Filippine, affinché le autorità statali agiscano con urgenza per aiutare i lavoratori del Paese. “Chiediamo con forza – dice il presule, nonché co-presidente di “Church People Workers Solidarity”, organismo cattolico che opera in favore della promozione e della tutela dei diritti dei lavoratori filippini – che il Dipartimento del lavoro e dell’occupazione rilasci immediatamente aiuti finanziari per tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, provenienti da piccole, medie e grandi imprese”. Da quando, infatti, sono entrate in vigore le misure contenitive per evitare la diffusione del coronavirus “i lavoratori e le loro famiglie sono rimasti privi di reddito e non possono acquistare né cibo, né beni di prima necessità”, spiega Monsignor Alminaza, citato sul sito web della Conferenza episcopale filippina. Il vescovo di San Carlos esorta, quindi, le aziende a richiedere l’assistenza del governo in favore dei loro dipendenti. Al momento, si calcola che siano circa 1,4 milioni i lavoratori in difficoltà, a causa della pandemia. (IP)

15 aprile - REP DEM CONGO - Il vescovo di Idiofa: la pandemia risvegli in noi il comandamento di Cristo Risorto “Amatevi gli uni gli altri”

Il comandamento lasciato da Cristo in eredità agli uomini “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato” è quanto mai d’attualità in questo periodo pasquale in cui il mondo è in crisi a causa della pandemia da Coronavirus. Lo scrive nella sua lettera pastorale ai fedeli pubblicata sul sito della Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo (Cenco), il vescovo di Idiofa, monsignor José Moko Ekanga che l’anno scorso in questo periodo ha festeggiato dieci anni alla guida della diocesi. “Mentre vi scrivo questa lettera pastorale, l'umanità intera sta vivendo e attraversando una delle pagine oscure della sua storia a causa della pandemia del Coronavirus, che, senza distinzione di sorta e senza frontiere, sta seminando perdita massiccia di vite umane, desolazione, psicosi, paura, restrizioni della libertà, angoscia e disperazione. Una pandemia che ha fatto il giro del mondo fino a raggiungere il nostro Paese, la Repubblica Democratica del Congo, nonostante il suo fragile e precario sistema sanitario, e senza volerlo o volerlo, questo nemico comune e pericoloso ha già bussato alla porta della nostra cara diocesi”, scrive il vescovo. (RB)

15 aprile - MALAWI - Vescovi ai giornalisti: siate i “fanti” della Chiesa, informate con verità e credibilità

In tempo di pandemia da coronavirus, i giornalisti ed i comunicatori sono chiamati ad essere, per la Chiesa, come i “fanti”, ovvero uomini impegnati nella missione di “diffondere informazioni vere, credibili, concrete, evitando di suscitare allarmi inutili nell’opinione pubblica”: questo l’accorato appello rivolto alla stampa dalla Conferenza episcopale del Malawi (Ecm). L’esortazione della Chiesa di questo Paese africano è stata lanciata per bocca di padre Godino Phokoso, coordinatore nazionale delle Comunicazioni sociali, che l’11 aprile è intervenuto ad una giornata di formazione sul virus “Covid-19”, organizzata a Lilongwe dall’Associazione dei giornalisti cattolici locali (Aci). L’iniziativa si è svolta con il contributo di “Trócaire”, l’agenzia di aiuti e sviluppo oltremare della Conferenza episcopale irlandese. (IP)

15 aprile - PORTOGALLO - Scuole cattoliche: solidarietà e aiuti alle famiglie

(VN) – 15apr20 – “Ne usciremo ed avremo un legame più forte con le famiglie dei nostri studenti”: così Fernando Magalhães, presidente dell’Associazione delle scuole cattoliche del Portogallo (Apec) commenta all'agenzia Ecclesia questo tempo di pandemia da coronavirus che ha costretto gli istituti educativi ad avviare la didattica a distanza. Al contempo, l’Associazione lancia l’allarme sulle gravi conseguenze economiche che l’emergenza sanitaria sta provocando sui nuclei familiari; fortunatamente, ci sono piccoli segnali positivi, tra i quali le “tante testimonianze” di famiglie che hanno mantenuto il proprio reddito ed hanno deciso di metterlo a disposizione di chi ha più bisogno. “Alcuni genitori - spiega Magalhães – grazie al telelavoro, non hanno avuto ripercussioni economiche e continuano a versare regolarmente le rette scolastiche, in modo che i centri educativi cattolici possano utilizzare tali fondi per affrontare le situazioni più urgenti”. “Come le famiglie si uniscono in tempi di difficoltà e di dolore – continua il presidente dell’Apec – così fanno le scuole, perché anch’esse sono delle vere e proprie famiglie”. (IP)

15 aprile - BRASILE - La lettera della Pastorale sociale: continuare a prendersi cura di chi è in difficoltà

Parlano di fede e di speranza, nel periodo immediatamente successivo alla Santa Pasqua, ma che è ancora afflitto dall’emergenza del Coronavirus, che in Brasile come nel resto del mondo assume le fattezze dell’emergenza sanitaria ma anche economica e sociale, i vescovi della Pastorale sociale nella lettera che pubblicano sul sito della Conferenza episcopale brasiliana.  “La situazione di migliaia di persone che vivono in una situazione di vulnerabilità sociale in questo periodo di pandemia è più difficile che in tempi normali – scrivono i vescovi - senza una garanzia di diritti, la popolazione di strada, i prigionieri, i migranti e i rifugiati, i disoccupati e le comunità periferiche che hanno bisogno di cibo e di prodotti per l'igiene sono senza aiuti”. “Nel momento della pandemia e della crisi politica, i sentimenti di paura e di incertezza ci affliggono proprio quando arriva la Santa Pasqua di Resurrezione, l'evento culminante della fede cristiana – sottolineano - e Gesù ci avverte: ‘Se qualcuno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a Lui e faremo la nostra dimora in Lui’. Ebbene: i pastori sociali sono la massima espressione di questo amore che trabocca dalla Croce”. (RB)

15 aprile - MESSICO/HONDURAS/GUATEMALA - I vescovi della Pastorale della mobilità umana chiedono ai governi dei tre Paesi di fermare le deportazioni di massa e di rispettare il diritto internazionale

La Pastorale della mobilità umana delle Conferenze Episcopali di Messico, Guatemala e Honduras, di fronte alla situazione migratoria, in questi tempi di diffusione della pandemia di Covid-19, contro la quale non tutti i governi hanno attuato misure sufficienti per proteggere i propri cittadini e vicini, ha messo in discussione le deportazioni di massa e arbitrarie effettuate dalle autorità messicane. "Notiamo - scrivono i vescovi - con preoccupazione che il Messico non sta trattando la questione della migrazione come fenomeno di vitale importanza in questi tempi di Covid-19, permettendo al suo vicino a nord di deportare cittadini di qualsiasi Paese nel suo territorio, molti dei quali senza un giusto processo e senza fornire la necessaria protezione ai richiedenti asilo". I presuli si dicono dunque molto preoccupati di fronte all’“espulsione di cittadini non messicani dagli Stati Uniti, che il Messico riceve senza concedere loro un soggiorno legale nel Paese”, come anche delle deportazioni di intere famiglie con bambini, a tarda notte, facili prede della criminalità organizzata. (AP)

15 aprile - REPUBBLICA CECA - Accordo tra Chiesa e Ministero per l’assistenza spirituale ai membri delle forze di sicurezza

È stato firmato ieri e sarà avviato a partire dal mese di giugno, l’accordo tra la Conferenza episcopale della Repubblica Ceca, presieduta dal cardinale Dominik Duka, arcivescovo di Praga e Primate della Chiesa ceca, dal presidente dell'Erc Daniel Daniel Kataty e dal Segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese nella Repubblica Ceca, Petr Jan Vinš. Il servizio, infatti, attivo dal 7 giugno prossimo secondo quanto stabilito dal Ministero dell’Interno, sarà offerto su base ecumenica da incaricati delle singole chiese della Conferenza episcopale e dai cappellani del Consiglio ecumenico e rivolto alla polizia in primis e poi alle altre forze di sicurezza presenti nel Paese e ai loro cari. Si precisa che non si tratta di un servizio missionario, bensì di assistenza spirituale, e chi vi parteciperà lo farà su base volontaria. Il servizio, ad esempio, offrirà assistenza per affrontare le crisi o le difficoltà personali che si presentano nella vita professionale, personale e familiare degli agenti di polizia; ovviamente non è inteso come un sostituto del lavoro di psicologi o medici, i cappellani, infatti, lavoreranno in stretta collaborazione proprio con queste altre figure professionali. (RB)

15 aprile - SPAGNA - 3 maggio, “Giornata del seminario”. Vescovi: essere pastori missionari

“Pastori missionari”: questo il tema della “Giornata del seminario”, indetta ogni anno dalla Chiesa cattolica spagnola, attraverso la Commissione episcopale per il clero ed i seminari. La ricorrenza si celebra solitamente il 19 marzo, Solennità di San Giuseppe, o nella domenica più vicina a questa data. Quest’anno, tuttavia, a causa della pandemia da coronavirus, la Giornata è stata rinviata al 3 maggio, quarta domenica di Pasqua o del “Buon Pastore”. “Il motto scelto per l’iniziativa – si legge sul sito della Conferenza episcopale spagnola (Cee) - cerca di raccogliere, senza esaurire, l'identità del sacerdozio ministeriale. I sacerdoti, nella misura in cui partecipano al sacerdozio di Cristo, sono veramente ‘pastori della Chiesa’; e nella misura in cui sono inviati da Cristo, sono essenzialmente missionari all'interno di una Chiesa interamente missionaria". Da ricordare che la Giornata viene celebrata dal 1935 con l'obiettivo di far conoscere la vocazione sacerdotale a tutta la società ed in particolare alle comunità cristiane. (IP)

15 aprile - CILE - Caritas prolunga a fine maggio la campagna di solidarietà “Il tuo sostegno è la nostra voce”

La campagna di solidarietà verso i più bisognosi a cura della Caritas che ogni anno si svolge in Cile durante la Quaresima, quest’anno, a causa della pandemia da Coronavirus che rende i poveri ancora più fragili, sarà prorogata fino al 31 maggio. Lo hanno deciso Caritas Cile assieme ai direttori dei rami diocesani dell’associazione di carità in una riunione virtuale in cui si è fatto il punto su quanto fatto e quanto ci sia ancora da fare per continuare a sostenere le persone, le famiglie e le comunità che sono state maggiormente colpite. “La diagnosi è la stessa per tutti: sono sempre i più vulnerabili ad essere colpiti, compresi gli anziani, i malati cronici e i migranti”, è stata l’analisi della Caritas che dunque ha deciso di prolungare l’eccezionale raccolta fondi “Il tuo sostegno è la nostra voce, la voce per tutti” dando la possibilità anche di donare via web. (RB)

15 aprile - SUDAFRICA - I vescovi: come per le donne alla Resurrezione, il nostro sia silenzio di speranza

In una lettera pastorale a tutti i fedeli sudafricani, a firma di monsignor Sithembele Sipuka, vescovo di Mthatha e Presidente della Conferenza episcopale della Repubblica Suadfricana, i vescovi del Paese al più alto tasso di contagi dell’intero continente africano annunciano la luce del Signore del Signore Risorto anche in questo tempo reso buio dalla pandemia. “Come sappiamo, quando la notizia della risurrezione di Cristo è stata annunciata dall'angelo alle donne seguaci di Gesù, è stata accolta con incredulità perché erano ancora sotto shock per la sua esecuzione il giorno precedente. Erano nel silenzio totale della paura e del dubbio – scrivono - il silenzio che osserviamo il Sabato Santo è un'unione simbolica di questi primi seguaci di Gesù che erano in lutto e confusi perché quello che credevano fosse il Messia, Gesù, era stato ucciso”. (RB)

15 aprile - BOLIVIA - Vita Religiosa: guardare al futuro con speranza e creatività

Creatività e speranza: sono le due “chiavi di lettura” con cui guardare al futuro, per continuare a costruire fraternità e solidarietà, nonostante l’emergenza sanitaria da coronavirus in atto. Ad indicarle, Monsignor Carlos Curiel Herrera, responsabile episcopale per la Vita Religiosa in Bolivia che, in un messaggio a religiosi, sacerdoti, diaconi e agenti pastorali, li esorta ad essere “una presenza viva della Chiesa nelle periferie dell’esistenza”, dando prova di “dedizione e preziosa testimonianza in questo tempo di pandemia e portando carità e amore a chi ne ha bisogno”. “Il flagello di ‘Covid-19’ – scrive il presule nel suo messaggio - ci ha costretti a vivere in un altro modo, ma non meno reale, il tempo della Quaresima e della Settimana Santa. Tutta intera è afflitta dal virus, senza alcuna distinzione”. Di fronte, quindi, alla “angoscia, incertezza, impotenza” provocata da questa “dura realtà”, cosa fare? L’indicazione di Monsignor Curiel è chiara: in primo luogo, egli esorta ad essere forti nella fede e a non aver paura: “La nostra opera come figli di Dio, della Chiesa – spiega - è di dare testimonianza che Gesù è tra noi, che è risorto, che Dio è la nostra Vita e la nostra Speranza. Continuiamo a dare questa testimonianza nelle nostre comunità”. (IP)

15 aprile - MAURITIUS - Una piattaforma digitale per gli studenti delle scuole cattoliche

Nasce nella diocesi di Port-Louis, nelle Mauritius, la piattaforma digitale “Shared Learning Mauritius” (RCEA) che offre risorse educative per gli studenti dal primo al sesto grado. Si tratta di uno strumento pensato dagli insegnanti delle scuole cattoliche primarie e studiato in collaborazione con il Servizio Diocesano dell’Educazione Cattolica (Sedec). La piattaforma è accessibile sul portale www.sedec.mu tramite computer, tablet o smartphone, e per il tuo utilizzo non è necessario installare software ma occorre la presenza di un adulto perché un bambino possa connettersi e navigare. Il Sedec ha anche pubblicato una guida per i genitori perché possano accompagnare e seguire percorso scolastico dei loro figli. Il servizio web è stato reso possibile grazie ad un’equipe del Sedec e agli insegnanti delle scuole e ai loro infaticabili sforzi allo scopo di rendere disponibili servizi di qualità. (TC)

15 aprile - COLOMBIA - Il saluto pasquale dei vescovi: “Cristo, nostra speranza, è risorto!”

“Cristo, nostra speranza, è risorto!” Questo il saluto pasquale che i vescovi colombiani, in un comunicato diffuso ieri, in occasione della conclusione delle celebrazioni della Settimana Santa, hanno rivolto a tutti i fedeli, incoraggiandoli a superare questi momenti difficili che il Paese sta vivendo, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, con speranza. Questo momento di "risurrezione" che la Chiesa cattolica sta vivendo - scrivono i vescovi - deve portare ciascuno a riscoprire la via della riconciliazione e della pace, praticando la carità, l'amore per la famiglia, il rispetto per la vita e per il creato. E questo "non solo per uscire dalla pandemia, ma anche, dopo aver imparato le lezioni che ci ha lasciato, per trasformare questa circostanza in un'opportunità per costruire un Paese migliore per tutti, bandendo da esso ogni segno di violenza e di morte". (AP)

15 aprile - AFRICA - Appello Amecea: non dimenticare i bambini!

In tempo di pandemia da coronavirus, non dimenticare i bambini! Lo chiede, a gran voce, l’Amecea (Associazione dei membri delle conferenze episcopali dell'Africa orientale), attraverso una nota di George Thuku, responsabile dell’ Ufficio per la tutela dei minori, pubblicata sul sito web. “Di fronte alla pandemia in corso e alle conseguenti misure preventive che il governo e le autorità ecclesiastiche stanno adottando – si legge nel documento – i bambini sono vulnerabili a varie forme di abuso. Per questo, essi devono rimanere al centro dell’attenzione di tutti i settori della vita quotidiana, affinché sia garantito il loro benessere emotivo, fisico, sociale, economico e spirituale”. Anche se “il tasso di mortalità per ‘Covid-19’ rimane relativamente basso tra i minori – continua Thuku – essi avvertono l’impatto della pandemia. La scuola, infatti, ha un ruolo cruciale nella vita di un bambino ed ora che la maggior parte degli istituti educativi è chiusa per prevenire la diffusione dei contagi tra gli alunni, la normalità psico-sociale, nonché spirituale, dei minori è sconvolta”. Non solo: “I bambini vengono colpiti economicamente quando i loro genitori o i membri delle loro famiglie si ammalano – prosegue la nota – Per questo, è importante tenere presente la vulnerabilità dei più piccoli ed essere estremamente vigili per proteggerli da ogni possibile danno”. (IP)

15 aprile - POLONIA - 1054 anni del Battesimo della Polonia. I vescovi: invito a vivere la fede anche nella pandemia

In una Polonia che, come il resto del mondo, è alle prese con la pandemia da Coronavirus e in cui oggi scatta l’obbligo di legge di indossare le mascherine nei luoghi pubblici a fronte degli oltre settemila contagiati e dei 250 morti (dati aggiornati a ieri), cade l’anniversario 1054 del cosiddetto Battesimo, cioè la cristianizzazione del Paese. “Il 1054.mo anniversario del Battesimo della Polonia è un appello ad una preghiera speciale per il futuro della nostra patria, affinché insieme possiamo ridurre al minimo gli effetti sanitari, sociali ed economici dell'epidemia in corso”, ha scritto in una nota pubblicata sul sito dell’Episcopato il segretario generale della Conferenza episcopale polacca, monsignor Artur Mizinski, ricordando, appunto, che il Battesimo della Polonia è considerato l'inclusione della stessa nella famiglia dei Paesi cristiani e l'inizio dell'appartenenza al circolo culturale occidentale. (RB)

15 aprile - PAKISTAN - La Messa di Pasqua per la prima volta in diretta sulla TV di Stato

L’arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi, monsignor Joseph Arshad, che ha celebrato la Messa di Pasqua nella Cattedrale di San Giuseppe a Rawalpindi, il 12 aprile, ha ringraziato il canale nazionale per aver trasmesso la celebrazione sia su PTV World che su PTV News, riporta UCA News. Decisione, quella della Tv di Stato, presa in seguito alla scelta dei vescovi di tenere chiuse le chiese durante le celebrazioni pasquali per arginare la diffusione del coronavirus. È stato un evento senza precedenti quello della diretta di una Messa pasquale nella nazione a maggioranza musulmana, dove di solito i canali trasmettono notizie sulla Pasqua o sul Natale, ma mai avvenimenti delle minoranze in diretta. Anche il presidente della Commissione interreligiosa per la pace e l'armonia, Allama Muhammad Ahsan Siddiqui ha accolto con favore l'iniziativa del governo di trasmettere in diretta la Messa di Pasqua e ad UCA News ha spiegato come questa iniziativa rappresenti “uno sviluppo davvero positivo”, poiché “le minoranze sono cittadini pakistani alla pari e meritano di andare in onda sui canali di Stato". (AP)

14 aprile - RWANDA I vescovi: non scoraggiamoci, la vittoria di Cristo è anche la nostra

“Siamo cristiani perché crediamo in Gesù Cristo risorto (…). È presente in mezzo a noi, nella nostra storia e vuole donarci una vita nuova. Ci aiuta a superare tutte le prove”: è quanto scrive nel suo messaggio di Pasqua la conferenza episcopale del Rwanda sottolineando che se in questo tempo di Covid-19 la tentazione è scoraggiarsi, prendere alla leggera le direttive per far fronte alla pandemia o restare indifferenti, occorre riflettere sul fatto che la vittoria di Cristo è anche la nostra. Dunque per i presuli “questo periodo deve essere caratterizzato dalla preghiera e dalla comunione”. “Dobbiamo mettere tutto nelle mani di Dio (…) è necessario volgere a Lui il nostro cuore pregando per noi stessi, per il mondo e le difficoltà che stiamo vivendo” affermano. La Conferenza episcopale esorta inoltre i fedeli a pregare per la guarigione dei malati, per le autorità civili e per medici e sanitari, ma invita soprattutto a prendersi cura di poveri e bisognosi. Caritas, diocesi e parrocchie, in tutto il Paese si sono mobilitati per offrire aiuti agli indigenti. “Una delle lezioni da imparare in questo momento cruciale è sapersi prendere cura dell’altro, rinunciare all’individualismo ed essere come Gesù Cristo – affermano i vescovi –. Che la sua vita ci ispiri perché ciascuno si dedichi alla propria casa, alla propria famiglia, alla propria Chiesa, al proprio Paese”. (TC)

14 aprile - ALGERIA - Le riflessioni dei vescovi sulle conseguenze della pandemia

“Il mistero pasquale è Gesù che vive con noi e in noi (…) La santità della vita ordinaria è un dono per noi in questo tempo di isolamento e ritiro in cui emerge una attenzione rinnovata alla presenza del Risorto in noi e una attenzione rinnovata agli altri, anche se non possiamo incontrarci”: definisce con queste parole l’arcivescovo di Algeri, monsignor Paul Desfarges, il momento che l’umanità sta vivendo a causa dell’emergenza coronavirus mostrando una fraternità universale. In un’intervista pubblicata sul portale della Chiesa cattolica d’Algeria, insieme a quella dei vescovi di Laghouat-Ghardaïa e Costantina, il presule racconta delle sue giornate all’arcivescovado, degli scambi con le altre diocesi ed esprime soddisfazione per la solidarietà che sta consentendo alla Casa Sant’Agostino e al Centro per migranti El Harrach di continuare ad offrire servizi di assistenza. “Io continuo a lanciare appelli perché si venga a dare una mano” aggiunge l’arcivescovo di Algeri che ritiene si possa superare “questa prova”. “Ma dopo non sarà più come prima – afferma –. Siamo inventivi, creativi in questo periodo, dovremo esserlo quando torneremo alla nostra vita cosiddetta ordinaria”. Per il presule è come se stessimo apprendendo le piccole cose, i piccoli gesti, le piccole attenzioni. E a quanti ritengono che l’attuale pandemia sia una punizione di Dio, monsignor Desfarges risponde che “Dio non può punire, è solo Amore e ce lo ha rivelato, mostrato sulla Croce. La Croce è una effusione di Misericordia sul mondo e su tutti. Gesù è con noi e in noi per aiutarci a vivere nell'amore questa malattia, questa prova e tutte le conversioni alle quali questa situazione ci chiama oggi e domani”. (TC)

14 aprile - AUSTRALIA –L’Università di Notre Dame stanzia un milione di dollari per gli studenti in difficoltà

Un milione di dollari per tutti gli studenti colpiti direttamente, o indirettamente, da Covod-19. E’ la somma stanziata dall'Università di Notre Dame Australia per sostenere gli allievi più in difficoltà. Il fondo, fa sapere l’ateneo, è parte integrante dell’impegno di spesa per l’assistenza pastorale. E’ previsto un supporto economico fino a mille dollari a studente per “garantire a ciascuno l’elevato livello di istruzione che si aspetta da questa Università”. Secondo il vicecancelliere Francis Campbell “Si tratta di una iniziativa senza precedenti che mira ad aiutare tanti nostri ragazzi che hanno impedimenti a causa del virus”. (DD)

14 aprile  - POLONIA - Milioni le persone che hanno seguito le trasmissioni della Settimana Santa e della Pasqua nel Paese

Milioni di persone in Polonia, grazie alla tv, alla radio e ad Internet, hanno potuto seguire le celebrazioni del Triduo pasquale e della domenica di Pasqua quest’anno e far parte online di comunità virtuali, aderendo a campagne lanciate dai social media come #Cross, #EasterBasket ed #Easter. Queste campagne hanno permesso ad una parte dei fedeli di condividere tutti insieme la celebrazione della Resurrezione di Gesù Cristo. In seguito alla decisione da parte delle autorità del Paese di limitare il numero dei partecipanti alla Messa, in chiesa, a 5 persone, a causa della diffusione della pandemia di coronavirus, la vita religiosa dei polacchi è cambiata e si è spostata sui mezzi di comunicazione. Migliaia di parrocchie hanno cominciato a trasmettere le liturgie e il Rosario serale su YouTube, come ad esempio l’arcidiocesi di Breslavia, dove sono state 150 le parrocchie che hanno trasmesso l'Eucaristia online. Le stazioni televisive e le radio hanno trasmesso le celebrazioni da Jasna Gora, dal Santuario della Divina Misericordia a Lagiewniki e dal Tempio della Divina Provvidenza a Varsavia. Secondo quando riporta l’ufficio stampa della Conferenza episcopale polacca, la Veglia Pasquale è stata seguita online da 42.000 persone di una delle chiese di Varsavia e quella di Jasna Gora da 135.000 persone. Ogni domenica, inoltre, la Messa trasmessa dalla Cappella della Madonna di Jasna Gora su TVP1, alle ore 11, viene seguita da circa 2,5 milioni di persone e quella da Lagiewniki da circa 1,5 milioni di persone. (AP)

14 aprile - AUSTRIA - Le iniziative di aiuto locali della Chiesa austriaca per l'emergenza

L’apertura di centri di accoglienza straordinaria per senza fissa dimora, consulenze on-line, aumento dei centri di distribuzione di generi alimentari. Anche in Austra sono numerose le iniziative di aiuto promosse dalla Chiesa, in particolare attraverso la rete della Caritas, per l’emergenza Coronavirus. In prima linea l’arcidiocesi di Vienna che ha potenziato i suoi aiuti agli emarginati e ai poveri, i più esposti alla pandemia. La Caritas della capitale austriaca – riporta il sito della Conferenza episcopale - ha aperto tre nuovi punti di distribuzione di generi alimentari e ha esteso gli orari di apertura dei suoi centri diurni per potere accogliere i senza-tetto. Anche le parrocchie viennesi hanno aperto le loro strutture ai senza fissa dimora.  Continuano a funzionare come punti di ascolto telefonici i centri di consulenza della Caritas viennese, come accade in altre diocesi. In Carizia, è stato chiuso lo spaccio per la distribuzione di cibo, ma è possibile contattare un numero telefonico per le emergenze. (LZ)

14 aprile - IRLANDA - L’impegno di Trócaire nei paesi più poveri del mondo

Donazioni on line o via telefono. A seguito delle restrizioni che impediscono il trasferimento “fisico” di beni e denaro, l’agenzia dei vescovi irlandesi Trócaire lancia un appello affinché vengano usate le piattaforme on line fino al ritorno alla normalità. Non sarà infatti possibile recuperare i contribuiti dalle scuole e dalle parrocchie, cosa che avveniva di solito dopo la domenica di Pasqua. L'amministratore delegato, Caoimhe de Barra, spiega che: "Trócaire è impegnata a salvare vite umane nel mondo e per questo abbiamo bisogno di un sostegno concreto”. Attualmente Il virus è diffuso in 18 paesi in cui è presente l'agenzia di aiuti esteri della Chiesa cattolica irlandese. L'agenzia sta garantendo un servizio di assistenza in sette aree e i fondi raccolti durante la Quaresima serviranno all’acquisto di kit per l'igiene, per i test e per le campagne informative di prevenzione. "Molte comunità in cui Trócaire lavora” rileva Caoimhe de Barra “non hanno neanche accesso all'acqua potabile e nelle baraccopoli è impossibile mantenere la distanza di sicurezza a causa del sovraffollamento”. (DD)

14 aprile - SRI LANKA- Attentati di Pasqua. Cardinale Ranjith: “Amate i vostri nemici”

L’arcivescovo di Colombo, il cardinale Malcolm Ranjith, il 12 aprile, nell’omelia della Messa della domenica di Pasqua, ha ribadito ai fedeli - riporta UCA News - il messaggio di Cristo di amare i propri nemici. Il porporato ha affermato che i cattolici hanno perdonato i terroristi suicidi, affiliati al gruppo estremista islamico locale National Thowheed Jamath, che il 21 aprile dello scorso anno, domenica di Pasqua, hanno seminato il terrore nella nazione, facendo saltare in aria tre chiese e tre alberghi. Almeno 279 i morti e circa 500 i feriti. "Poiché siamo esseri umani, avrebbe potuto esserci una risposta egoista, ma in quel momento abbiamo prestato attenzione al messaggio di Cristo e abbiamo amato i nemici che ci hanno ucciso”, ha affermato il cardinale, sottolineando come a volte sia nella natura umana ferire le persone con rabbia. “Ma noi abbiamo rinunciato a quella natura umana - ha continuato - e abbiamo scelto la vita della resurrezione del Signore, la resurrezione è il rifiuto totale dell'egoismo”. “Abbiamo avuto pietà di loro e gli abbiamo chiesto di non ripetere quello che hanno fatto”, non odiandoli in alcun modo e impartendo loro una lezione, ha aggiunto il cardinale Ranjith. “Questo è il significato della civiltà e questa è la resurrezione". (AP)

14 aprile - PORTOGALLO - Allarme delle Misericordie per le case di riposo e gli istituti per disabili

L'Unione delle Misericordie Portoghesi (UMP) e la Confederazione Nazionale delle Istituzioni di Solidarietà (CNIS) hanno espresso preoccupazione per la “grave situazione" che stanno vivendo le case di riposo per anziani e le strutture di assistenza ai disabili. In un comunicato congiunto, i volontari dei due organismi sottolineano che “Non abbiamo a che fare con presidi sanitari e quindi sono inadeguati alla cura di pazienti con Covid 19. Il virus è aggressivo e rapido nel diffondersi. Sappiamo che colpisce per lo più anziani e persone fragili. Queste strutture, lasciate da sole, non possono far fronte all’emergenza” si legge nello scritto. Le Misericordie parlano di un sentimento diffuso tra gli ospiti di “impotenza e abbandono”, tenuto conto che si è deciso di lasciare le persone con Coronavirus nelle case di riposo e di allontanare i sani. (DD)

14 aprile - STATI UNITI - Pasqua funestata da tornado devastanti. Il cordoglio dei vescovi

E’ stata una Domenica di Pasqua funestata anche da una grave ondata di maltempo, oltre che dal Coronavirus, quella vissuta quest’anno negli Stati Uniti. Una scia di devastanti tornado si è abbattuta domenica e lunedì sul sud-est del Paese, causando danni massicci e oltre 30 vittime. Tra gli Stati più colpiti: Mississippi, che ha dichiarato lo stato di emrgenza, Alabama, Texas, Tennessee, Alabama, Georgia, Louisiana, Arkansas e Kentucky. Il maltempo ha distrutto centinaia di abitazioni lasciando migliaia di persone senza elettricità. Immediato il cordoglio dei vescovi degli Stati Uniti alle popolazioni colpite. In una dichairazione firmata dal presidente della Conferenza episcopale (Usccb), monsignor José H. Gomez, e da monsignor Paul S. Coakley, presidente della Commissione episcopale per la Giustizia e lo Sviluppo umano, i presuli erprimono vicinanza alla preghiera a chi sta soffrendo per questa nuova tragedia e chiedono la solidarietà di tutti per le persone colpite. Il messaggio conclude con un invito alla speranza data dalla Resurrezione nella Pasqua del Signore: “Di fronte a catastrofi causate dal tempo e dalle malattie, ci aggrappiamo a questa speranza: che Dio può alleviare la nostra sofferenza e perdita, che è presente tra noi anche adesso e che il Signore ha vinto la morte per sempre, invitandoci a vederLo faccia a faccia nella vita eterna. " (LZ)

14 aprile - VIETNAM - L'arcivescovo Linh chiede ai cattolici di aiutare coloro che rischiano la fame a causa della pandemia

"Innumerevoli persone infelici intorno a voi attendono la vostra risposta". Così l'arcivescovo di Huê, monsignor Joseph Nguyên Chi Linh, presidente della Conferenza episcopale vietnamita, in un messaggio diffuso il 10 aprile – si legge su UCA News -, con il quale ha invitato i cattolici e le persone appartenenti ad altre fedi a fare tutto il possibile per aiutare chi è stato colpito dalla pandemia di Covid-19 e rischia di morire di fame. Il virus mortale – ha detto il presule - si sta diffondendo come un lampo in tutto il mondo: ha già ucciso circa 120.000 persone e contagiato quasi due milioni di persone, tra cui capi di Stato, operatori sanitari, religiosi, studenti, uomini d'affari, lavoratori e agricoltori. Milioni di persone hanno perso il lavoro e sono state profondamente colpite. I lavoratori a basso reddito, tra cui venditori ambulanti, robivecchi, autisti, tassisti su moto e altri soffrono la fame. "Come potranno sopravvivere alla pandemia – si chiede il presule - a tempo indeterminato?” (AP)

14 aprile - INDIA - La Chiesa apre mense e rifugi per migranti interni e lavoratori informali rimasti senza lavoro

Bloccati dal lockdown deciso dal Governo indiano per contenere la diffusione dell’epidemia del Coronavirus, sono numerosi in India i migranti interni che non sono riusciti a fare rientro nei loro stati di origine e che hanno perso il lavoro, aggiungendosi ai tanti lavoratori formali e informali a basso reddito locali che rischiano adesso la fame. Private di ogni fonte di reddito, queste persone hanno perso anche un alloggio dove potere dormire. Anche per loro si sta mobilitando la Chiesa indiana. È quanto accade a Ranchi, nello Stato del Jharkhand dove, su richiesta del Governo locale, la Chiesa ha messo a disposizione diverse strutture per offrire accoglienza, ma anche cibo e altri servizi di base a queste persone, insieme a tante altre famiglie povere. (LZ)

14 aprile AMERICA LATINA - L’iniziativa del Celam per aiutare le famiglie ad accompagnare i più piccoli durante la quarantena

Un programma per accompagnare i più piccoli in questo momento di difficoltà e di isolamento forzato. “Centralidad de la Niñez” insieme a World Vision-America Latina, attraverso il progetto “Crianza con ternura” hanno messo a punto un supporto efficace per le famiglie per condividere al meglio spazi e tempi, durante la quarantena, con i propri figli. L’iniziativa si pone l’obiettivo di aiutare i genitori a spiegare ai propri ragazzi il virus, la sua diffusione e le precauzioni che devono essere adottate. Cinque i passi indicati nel programma. Innanzitutto parlare ai bambini dei loro sentimenti e di ciò che è cambiato nella loro vita a causa della quarantena. E’ importante sottolineare il cambiamento avvenuto nel loro modo di studiare, giocare, nel loro stringere e coltivare amicizie. In secondo luogo, invitarli a realizzare un disegno che descriva il momento che stiamo vivendo da condividere con gli altri bambini dell’area latinoamericana e caraibica. Invitarli, al tempo stesso, ad assegnare un titolo al loro lavoro e ad inserire le proprie generalità (nome, cognome e città/paese di provenienza). A seconda dell’età, proporgli di scrivere un testo, sempre legato al disegno realizzato, e di allegare un breve messaggio da inviare ad altri coetanei. Infine si chiede ai genitori di scattare una foto ai propri figli con il disegno e il messaggio e condividerlo, attraverso Facebook, sulla pagina "Centralidad de la Niñez". (DD)

14 aprile - TIMOR EST - L’arcivescovo di Dili invita tutti a restare uniti per combattere la pandemia

"La celebrazione della Pasqua durante la pandemia di Covid-19 invita tutti noi a mettere da parte i nostri interessi personali, di gruppo o di partito, e a creare invece unità per combattere il coronavirus".  Così l'arcivescovo di Dili, monsignor Virgilio do Carmo da Silva, nell’omelia della Messa di Pasqua, trasmessa in televisione il 12 aprile, a Dili, come riporta UCA News. Monsignor da Silva, nel suo messaggio pasquale, ha sottolineato l'importanza di restare uniti, per evitare che il virus si diffonda nella nazione a maggioranza cattolica; ha invitato i timoresi a non farsi prendere dal panico e a rimanere calmi a casa; e ha applaudito il governo e i medici per i loro sforzi nel tentativo di tenere sotto controllo il virus. Dal primo caso di Covid-19, segnalato a Timor Est il 21 marzo, il governo, infatti, ha continuato a monitorare la situazione e a condurre dei test. Dal 13 aprile, inoltre, per prevenire la diffusione del virus, ha adottato misure più severe, proibendo ai cittadini residenti all’estero, compresa l’Indonesia, di tornare a casa. (AP)

14 aprile - INDIA I fedeli poveri di Kandhamal diventano modello per i più ricchi nell'aiutare gli altri

"Poiché il mondo intero e il nostro Paese stanno combattendo questa pandemia, abbiamo pensato di dare un contributo. Anche una piccola somma può fare la differenza". Sono queste le parole del vicario generale dell'arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar, padre Pradosh Chandra Nayak, parroco della chiesa di Raikia, nello Stato dell’India orientale di Odisha, ad UCA News I cristiani del distretto di Kandhamal, anche se poveri e bersaglio dei peggiori disordini anticristiani nella storia del Paese nel 2008, hanno deciso di dare un loro contribuito alla raccolta fondi del primo ministro per combattere il coronavirus.  La parrocchia di Raikia, insieme ad altre istituzioni cristiane, è riuscita a raccogliere circa 28.500 rupie (374 dollari) per aiutare i bisognosi durante questa emergenza sanitaria ed economica causata dalla diffusione del Covid-19. (AP)

13 aprile  - SRI LANKA -  Morto monsignor Nicholas Marcus Fernando, arcivescovo di Colombo. Oggi i funerali

Si sono celebrati questa mattina i funerali di monsignor Nicholas Marcus Fernando, arcivescovo emerito di Colombo, in Sri Lanka, scomparso il 10 aprile a Tewatte all’età di 87 anni. Nato Munnakkara nel 1932, era stato arcivescovo della capitale srilankese dal 1977 al 2002 e nel 1989 era stato eletto alla presidenza della Conferenza episcopale. I fedeli – riporta l’agenzia Ucan – lo ricordano per il suo sorriso e la sua semplicità di vita. Nei suoi 25 anni alla guida dell’arcidiocesi di Colombo ha svolto un prezioso servizio per la Chiesa in  Sri Lanka, ha dichiarato il cardinale Malcolm Ranjith, attuale arcivescovo della città. Alle esequie, trasmesse in televisione, hanno partecipato solo i familiari stretti e alcuni sacerdoti e religiosi a causa dell’emergenza Coronavirus (LZ)

13 aprile - MALAWI - Messe regolari a Pasqua anche se con un limite di 100 persone nelle chiese  

Nonostante la crisi del Coronavirus, i fedeli cattolici del Malawi hanno potuto celebrare la Pasqua nelle loro chiese. I vescovi hanno solo raccomandato di non riunirsi in più di 100 persone alla volta. Al 12 aprile nel Paese africano si sono registrati solo 13 casi e un decesso.  Un numero molto contenuto dunque, ma il presidente Peter Mutharika ha comunque dichiarato lo stato di emergenza per prevenire la diffusione del contagio, ordinando la chiusura temporanea delle scuole e disponendo il rafforzamento del personale sanitario con 2mila nuove assunzioni. Inoltre, per finanziare l’emergenza, ha disposto il dimezzamento del suo stipendio e di quello dei membri del Governo. Ai primi di aprile - riporta l’agenzia Cath.ch - è stata invece revocata un’ordinanza che vietava assembramenti religiosi. Di qui la decisione della Conferenza episcopale di riaprire le chiese al culto seguendo le linee guida del Governo. (LZ)

13 aprile  - TERRA SANTA -  Messa di Pasqua. Pizzaballa: in questi tempi di #Coronavirus cercare i segni della Presenza di Cristo Risorto

Solo se usciamo “dai nostri cenacoli dove la paura ci ha rinchiusi”, se abbandoniamo “le nostre sicurezze umane, la presunzione di non avere bisogno di essere salvati” e “corriamo fuori, con slancio, per andare incontro a Cristo” possiamo “vedere e credere che è davvero risorto”, trovare i segni della Sua presenza tra noi e quindi della speranza in questi tempi difficili di pandemia. Questo il senso dell’omelia dell’Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor   Pierbattista Pizzaballa, per la Messa di Pasqua nella Chiesa del Santo Sepolcro. Anche questa liturgia è stata celebrata a porte chiuse, alla presenza solo di pochi sacerdoti, e trasmessa in streaming per i fedeli a casa, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Un’emergenza - ha osservato l’arcivescovo - che ci ha privato della normalità e di tante nostre certezze: “In queste ultime settimane, infatti, si è fatto evidente ai nostri occhi quanto fragili siamo e quanto cagionevoli siano le nostre strutture sociali e istituzionali. Colpiti in ciò che ci è più caro, abbiamo constatato che il nostro ingegno umano, per quanto acuto e sviluppato, non ci garantisce la salvezza. (…) Abbiamo compreso che la parola salvezza non è legata solo alla capacità della scienza di risolvere i grandi problemi del momento”. (LZ)

13 aprile - ARGENTINA - #coronavirus Garantiti i servizi di assistenza ai poveri, nonostante la crisi economica

La diffusione del virus ha minato le fondamenta dell’economia e anche la Chiesa argentina sta soffrendo per il mancato supporto dei fedeli in un momento in cui i poveri bussano insistentemente alle porte delle parrocchie. Venendo meno le collette, diminuiscono le entrate ma, nonostante le chiese vuote (delle 180 presenti a Buenos Aires, 50 celebrano via web), il servizio viene comunque garantito: “Per noi è fonte di preoccupazione” rivela Mons. Enrique Eguía Seguí, vescovo ausiliare della capitale. “Molti pensano che riceviamo aiuti dallo Stato, ma non è così. I sacerdoti vivono dei contributi dei parrocchiani. A questo bisogna aggiungere le bollette di acqua, luce, gas, telefono, carburante e, su tutte, il sostegno alle opere di carità” sottolinea il presule. Ma il lavoro prosegue incessante.  (DD)

13 aprile - POLONIA – #coronavirus Il Presidente dei vescovi: “Considerare la durata della pandemia come un tempo di prova e di scelta”

“L'epidemia che ci accompagna ci aiuterà ad uscire dal nostro torpore e a guardare ciò che ci circonda con una fede più viva” Il presidente della Conferenza episcopale polacca, mons. Stanisław Gądecki, torna a parlare del Coronavirus ripetendo ciò che i fedeli continuano a chiedersi da quando sono venuti a conoscenza della diffusione del Covid-19: “Come possiamo vivere in modo saggio e corretto in questo momento così difficile? Tante persone sono già morte e altre vivono con grande preoccupazione, quando finirà tutto questo? Reggerà il Servizio Sanitario?” A questo scenario di incertezza il Metropolita di Poznań elenca, inoltre, le difficoltà che si incontreranno nel corso della ripartenza: “Ci si domanda quale dovrà essere la nostra condotta di vita nel momento in cui saremo chiamati a riorganizzare il nostro quotidiano e il nostro lavoro. Quale il futuro dell’economia, tenuto conto della consistente perdita di posti di lavoro, del fallimento delle aziende e del conseguente destino di tante famiglie. Per non parlare della formazione, con particolare riferimento ai più piccoli” continua il numero uno dei vescovi. Mons. Gądecki osserva, infine, che “L’accettazione del male da parte del Dio buono e onnipotente è un mistero su cui solo Cristo fa luce. Anche se il male non diventa bene, Dio può guidarci sempre verso il bene. Vale quindi la pena di considerare la durata della pandemia come un tempo di prova e di scelta" (DD)

13 aprile - MESSICO - Cerimonia di Affidamento dei popoli d’America a Nostra Signora di Guadalupe

"Oggi torniamo a sentirci piccoli e fragili di fronte alla malattia e al dolore per chiedere la protezione per tutti gli uomini, soprattutto per i tuoi figli più fragili: gli anziani, i bambini, i malati, gli indigeni, i migranti”. Rivolgendosi alla Vergine Maria, nel giorno dell’affidamento dei Popoli d’America a Nostra Signora di Guadalupe per chiedere protezione dall'epidemia, il Presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (CELAM), mons. Miguel Cabrejos Vidarte, ha ricordato la devozione mariana di tutte le comunità che vivono nel continente e il loro affidarsi alla Madonna soprattutto nei momenti più critici. Il presule, nell’occasione, ha ringraziato i vescovi messicani per aver aderito alla proposta del Celam e per aver organizzato l’atto di consacrazione e la celebrazione eucaristica, tenutasi ieri alle 12, presieduta dal Primate del Messico card. Carlos Aguiar Retes. (DD)

12 aprile - VN PORTOGALLO Le testimonianze (e le indicazioni ai fedeli) dei vescovi nel giorno di Pasqua

Sono numerose e diverse le iniziative promosse dalle diocesi portoghesi per questa Pasqua inedita. Oggi tutte le campane suoneranno a festa per celebrare la Risurrezione di Gesù. “E’ il segno dell'annuncio della vittoria di Cristo sulla morte e della speranza per tutti gli uomini e le donne che condividono questo tempo di sofferenza e di comunione" spiega Mons. António Couto, vescovo di Lamego. Il Card. Antonio Marto, vescovo di Leiria-Fatima, specifica che "dove è consentito", il sacerdote "può lasciare la chiesa e benedire le case". L'Arcivescovo di Évora, Mons. Francisco Senra Coelho, al termine della Messa, salirà sul punto più alto della Chiesa di San Francesco e da lì impartirà la benedizione ai cittadini. Lo stesso farà il vescovo di Porto, Mons. Manuel Linda: alle 12 benedirà la diocesi e il paese dalla parte più alta del Ponte D. Luis, rievocando la tradizione della "Processione della Resurrezione". Anche a Lisbona, il Patriarca card. Manuel Clemente, impartirà, "in modo straordinario" la benedizione con il Santissimo Sacramento sulla città, sulla diocesi e su tutti coloro che, privati della partecipazione fisica alla celebrazione nelle loro comunità, seguono la messa dalla tv e concederà l'indulgenza plenaria. La benedizione del vescovo di Bragança-Miranda, monsignor José Cordeiro, avverrà vicino alle porte della Cattedrale, dopo la Messa che inizierà alle 18. Alcuni presuli hanno suggerito ai fedeli di commemorare questo giorno speciale attraverso decorazioni particolari o panni bianchi da esporre. Mons. Antonio Luciano, vescovo di Viseu, propone, per esempio, di sistemare al centro della tavola una croce adornata e un cero. A tutti è stato chiesto di ricordare nelle loro preghiere le persone scomparse a causa del virus, i malati, le loro famiglie, gli operatori sanitari e gli anziani. (DD)

11 aprile - CITTA’ DEL VATICANO Il Papa dona all’ospedale Regina Apostolorum di Albano un respiratore e materiale per assistenza ai malati

Occhiali, tute protettive, mascherine e materiale necessario per l’assistenza e la cura dei contagiati sono arrivati all’Ospedale Regina Apostolorum delle Suore Figlie di San Paolo, ad Albano Laziale, recentemente convertito in Centro per malati Covid-19. I supporti sono stati donati da Papa Francesco e inviati al vescovo della città, monsignor Marcello Semeraro. Il Papa ha inviato allo stesso presule un respiratore per la cura dei degenti nelle terapie intensive della stessa struttura. Francesco ha “inteso significare alla direzione, a tutto il Personale e in particolare a quanti soffrono per la malattia che Lui è vicino a ciascuno di loro con la preghiera e imparte di cuore la Sua Benedizione Apostolica, pegno dei desiderati aiuti e conforti celesti” si legge nella missiva inviata dalla Elemosineria Apostolica.  Nell’esprimere al Papa la propria gratitudine e quella dell’intero Ospedale, il vescovo di Albano ha inoltre ringraziato il card. Konrad Krajewski, che si è fatto tramite del dono di Francesco. (DD)

11 aprile - NIGERIA - Monsignor Kaigama esorta i religiosi cristiani e musulmani a predicare la convivenza pacifica tra le religioni nel Paese

Approfittare di questo tempo di chiusura delle chiese e delle moschee a causa del Coronavirus per predicare la convivenza pacifica tra le religioni in Nigeria. È l’invito lanciato da monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Abuja durante la Messa del Crisma del Giovedì Santo. “Il messaggio di solidarietà, fratellanza, perdono e riconciliazione e la nostra comune umanità dovrebbe risuonare più forte che mai nelle nostre moschee e chiese vuote”, ha detto il presule nell’omelia ripresa dall’agenzia cattolica africa Cisa. “Il Signore ci chiede una pratica religiosa che aiuti i credenti a tradurre il timor di Dio in un amore genuino per il prossimo”, ha aggiunto (LZ)

11 aprile - COREA - Messaggio pasquale del cardinale Yeom (Seoul): il Coronavirus ha reso più forte la fede dei cattolici coreani

Ci sono anche “benedizioni nascoste” nell’attuale crisi del Coronavirus. Lo sottolinea il cardinale Andrew Yeom Soo-jung, arcivescovo di Seoul, nel suo messaggio pasquale in cui ringrazia i fedeli e i sacerdoti per la passione con cui portano avanti la loro fede nonostante la sospensione delle Messe pubbliche ed elogia tutto il popolo sud-coreano per la pazienza e i sacrifici sopportati in questi tempi di pandemia. Secondo il porporato – riporta l’agenzia Ucanews - le attuali difficoltà stanno facendo emergere più “amore e rispetto per il prossimo”, ma anche apprezzare le cose belle della vita quotidiana, contribuendo a rafforzare la comunità di fede dei cattolici coreani.  Il messaggio esorta quindi i fedeli alla speranza, ricordando il racconto di Emmaus. Come i due discepoli che incontrano Gesù senza riconoscerlo, “stiamo attraversando tempi bui con ansia e paura perché non sappiamo quando questo tunnel finirà. E tuttavia – afferma - il Signore Risorto ci accompagna anche nell’oscurità”. Di qui l’invito ad affidarsi a Gesù “che è sempre con noi in qualsiasi circostanza” e a “non avere paura”. (LZ)

11 aprile - STATI UNITI - Venerdì Santo. Monsignor Gomez: Cristo in Croce è la sola risposta al #Coronavirus. 

È “Cristo in Croce la sola risposta” alla crisi del Coronavirus che ha travolto il mondo. È stato questo il cuore dell'omelia pronunciata a Los Angeles da monsignor José H. Gomez, presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti Usccb) durante il momento nazionale di preghiera celebrato ieri, Venerdì Santo, per invocare la fine della pandemia. I fedeli cattolici del Paese sono stati invitati ad unirsi spiritualmente alle 12.00 nella recita delle Litanie del Sacro Cuore. "Sappiamo che Dio provvederà, perché ha un disegno, un disegno di bontà e misericordia per ogni nazione e per ogni cuore -  ha detto l’arcivescovo di Los Angeles -. Gesù, infatti, non muore per nessuna ragione. Sappiamo quindi che ci libererà dal male del Coronavirus: la Croce ci mostra che il Suo amore per noi è più forte della morte”. (LZ)

11 aprile - POLONIA – Portavoce dei vescovi: “Creiamo comunità virtuali in attesa di riabbracciarci”

La pandemia modificherà anche il rito dell’offerta del cibo che, abitualmente, avviene durante la liturgia. Domenica di Pasqua, uno dei familiari, prima della colazione, pronuncerà la formula della benedizione che può essere scaricata dal sito della Conferenza episcopale o dai siti diocesani. Le indicazioni arrivano direttamente dal portavoce dei vescovi, P. Rytel-Andrianik, che ha invitato i fedeli a pubblicare sui social le immagini dei tradizionali prodotti con l'hashtag #Święconka. "Nonostante le restrizioni, non rinunceremo a preparare cesti pasquali con le uova. Chiediamo soprattutto ai ragazzi di collaborare attraverso la diffusione in rete” ha spiegato P. Rytel-Andrianik. (DD)

11 aprile - BOLIVIA – Sacerdote di Cochabamba benedice e prega con i fedeli dall’elicottero

Preghiere e benedizioni dal cielo. E’ stato un Giovedì Santo del tutto inedito quello vissuto dai fedeli di Cochabamba che hanno avuto la possibilità di partecipare ai riti conclusivi della rievocazione dell’Ultima Cena rivolgendo lo sguardo verso l’alto. L’idea è stata di Padre Rolando Laime, vicario della parrocchia di Cala Cala, che ha sorvolato in elicottero la città tenendo in una mano il Santissimo e nell’altra uno smartphone per trasmettere quella diretta speciale su una piattaforma digitale. L’iniziativa è stata possibile grazie all’aiuto di privati e al consenso ottenuto dal Ministro della Difesa, Luis Fernando López, quello del Lavoro, Óscar Mercado, e dal Comandante dei reparti aerei dell'Esercito (CAE), Tenente Colonnello Jaime Cotrina, che ha guidato il corteo aereo. (DD)

11 aprile - ECUADOR - Si rompono due oleodotti. Allarme Repam per la crisi ambientale

Allarme ambientale in Ecuador dove, il 7 aprile, una frana ha spezzato due oleodotti, provocando una fuoriuscita di petrolio vicino ai fiumi Coca e Napo, nella regione amazzonica del Paese. Un incidente che si va ad aggiungere alla scomparsa della cascata di San Rafael, la più grande della nazione: a febbraio, una frana ha deviato il corso dei fiumi che la alimentavano, impedendo all’acqua di defluire. In questo contesto, la sezione locale della Repam (Rete ecclesiale panamazzonica), ha lanciato un appello affinché si valuti “l’impatto sociale ed ambientale” di simili incidenti. In una nota pubblicata sul suo sito web, la Rete punta il dito contro “l’irresponsabilità delle industrie petrolifere” che non hanno preso le precauzioni necessarie per evitare l’incidente, né hanno fornito “informazioni chiare e tempestive sull’accaduto”. Anche la “responsabilità internazionale” viene chiamata in causa, poiché la fuoriuscita di greggio è arrivata fino in Perù. Sulla base del “rispetto del diritto ambientale sancito dalla Costituzione” ed “in conformità con gli impegni presi durante il Sinodo dei Vescovi sulla Regione panamazzonica”, svoltosi in Vaticano nell’ottobre 2019, la Repam chiede dunque che “le autorità e gli enti pubblici e privati si assumano la responsabilità ambientale di questo incidente”. (IP)

11 aprile - GHANA - Messaggio vescovi per Pasqua: conservare la fede in Dio e guardare al futuro con fiducia

Conservare la fede e guardare al futuro con fiducia: questo l’incoraggiamento della Conferenza episcopale del Ghana (Gcbc), contenuto nel suo messaggio ai fedeli per la Solennità di Pasqua. Una Pasqua particolare, quella di quest’anno, considerata la pandemia da coronavirus che ha colpito e sta colpendo tanti Paesi in Africa e nel mondo. Ma di fronte alla paura ed al timore dell’emergenza sanitaria – che impedisce ai fedeli di partecipare fisicamente alle celebrazioni pasquali per evitare il contagio – i presuli ghanesi esortano alla fede in Dio, Colui che “presto sradicherà completamente questa malattia”. Dalla Gcbc anche l’appello alla preghiera, affinché “la risurrezione di Cristo renda tutto nuovo per ognuno di noi”. (IP)

11 aprile - Vigilia di Pasqua. Appello CCEE: accendere una candela alla finestra in segno di speranza

Una piccola fiamma per un grande messaggio di speranza: questo il significato della candela che i cattolici sono invitati ad accendere questa sera, vigilia di Pasqua, davanti alla finestra. L’invito arriva dai Cardinali Angelo Bagnasco e Jean-Claude Hollerich, rispettivamente presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee) e presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (Comece).  “È un piccolo ma significativo e simbolico gesto di speranza- si legge in una nota pubblicata sul sito del Ccee - in questo momento storico e drammatico in cui milioni di persone in Europa e nel resto del mondo sono colpite da grande sofferenza e incertezza causate dalla pandemia del Covid-19” Questa iniziativa mira anche a rafforzare il senso di comunità nell’UE e in tutti i Paesi europei, perché – continua la nota – “l’attuale contesto di paura ci porta a diffidare dell’altro, che viene percepito come un potenziale pericolo”. “Più che mai – affermano quindi i due Cardinali – dobbiamo coltivare i solchi della fraternità: è insieme e uniti che supereremo questo flagello”. (IP)

10 aprile - OLANDA - Le campane delle parrocchie olandesi suoneranno contemporaneamente il giorno di Pasqua

Tutte le campane delle parrocchie suoneranno all’unisono domenica di Pasqua, dalle 12 alle 12.15. L’invito arriva dalla Conferenza episcopale per “stare vicino ai fedeli in un momento in cui non è possibile celebrare insieme la liturgia e per condividere il momento di preghiera”. I rintocchi di solito annunciano l’inizio della messa mentre “questa volta” fanno sapere i vescovi olandesi, chiameranno le persone ad unirsi spiritualmente con l’intera comunità”. L’invito è esteso a tutti e l’appuntamento può essere ripetuto anche il giorno successivo per annunciare che “Il Signore è veramente risorto e che questo è il momento di pregare per la situazione drammatica che sta vivendo il paese a causa del Coronavirus e per quanti stanno soffrendo”. (DD)

10 aprile - Caritas Internationalis. Messaggio Cardinale Tagle per Pasqua: vincere #coronavirus con una fede senza confini

“Il Covid-19 non conosce confini, ma non li conoscono neanche la fede, la speranza e la carità”. Lo afferma la Caritas Internationalis attraverso il Messaggio del suo presidente, Cardinale Louis Antonio Tagle, pubblicato sul sito web in occasione della Solennità di Pasqua. “Mentre le persone in tutto il mondo affrontano la Pasqua – scrive il porporato - senza la possibilità di celebrare l'Eucaristia fisicamente insieme, possiamo riflettere profondamente su ciò che ‘Corpo di Cristo’ significa per ognuno di noi”. Certi, dunque, che “Cristo è veramente risorto”, e che la Sua luce illuminerà “il buio” della crisi attuale, il Cardinale esorta i fedeli a pregare “per la serenità di accettare le cose che non possiamo cambiare, il coraggio di cambiare le cose che possiamo e la saggezza di conoscere la differenza”. “Preghiamo – aggiunge - per trovare il senso più profondo di questa sfida che sta affrontando l'intera umanità e che ci chiama alla fede e alla resurrezione”. (IP)

10 aprile - TERRA SANTA - Patriarchi e capi delle Chiese di Gerusalemme: la risurrezione di Cristo darà speranza e guarigione

“La risurrezione è la nostra certezza, Dio è anche in mezzo alla morte e alla sofferenza e la morte di Cristo ci dà la vittoria”: è il messaggio di Pasqua dei patriarchi e dei capi delle Chiese di Gerusalemme che ricordano quanto stanno affrontando molti paesi in questo momento a causa dell’emergenza coronavirus. I tredici leader religiosi rimarcano che la risurrezione esorta ad un tempo di rinnovamento ed indica una via verso il futuro, lontano dall’oppressione, dalla discriminazione, dalla fame e dall'ingiustizia. Come uomini di fede, poi, sottolineano che loro responsabilità adesso è, soprattutto, consolare quanti soffrono, rassicurare i malati, donare assistenza a chi ne ha bisogno. “La nostra missione come cristiani e come esseri umani è sostenerci a vicenda – aggiungono – e continuare a pregare per tutte le persone durante questa pandemia. La nostra debolezza umana è rafforzata dalla Croce di Cristo nella potenza di Dio”. Per i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme infine la potenza e la grazia della risurrezione daranno speranza, guarigione e vittoria su questa pandemia e su tutte le più oscure realtà. “Nulla impedirà alla Buona Novella della risurrezione di risuonare a Gerusalemme e in qualsiasi altra parte del mondo – concludono – anche se quest'anno non ci sono fragorosi Alleluia (…) Cristo è risorto! È davvero risorto! Alleluia”. (TC)

10 aprile - STATI UNITI - Vescovi Colorado: non abolire restrizioni alla ricerca sui tessuti fetali, vita umana è dono di Dio 

Fa discutere, negli Stati Uniti, la lettera inviata da alcuni membri del Congresso al Segretario del Dipartimento per la Salute e i servizi umani, Alex Azar: nella missiva, infatti, i firmatari chiedono l’abolizione immediata di tutte le restrizioni vigenti per la ricerca scientifica sui tessuti fetali umani, in modo che possano essere utilizzati nella ricerca volta a prevenire, trattare e curare il “coronavirus”. Immediata la risposta dei vescovi cattolici: in particolare, la Conferenza episcopale del Colorado ha esortato i cittadini a scrivere, a loro volta, una lettera al Segretario Azar affinché mantenga le restrizioni già in atto, perché esse “onorano la dignità delle vittime di aborto” ed impediscono che “i loro resti siano sfruttati come materiale scientifico”. (IP)

10 aprile - UCRAINA - Monsignor Shevchuk: il #Coronavirus pone nuove sfide ai sacerdoti, chiamati a fare brillare la luce della fede e a prendersi cura del loro gregge

Fare brillare con fiducia la luce della fede e prendersi cura del Popolo di Dio. A questo sono chiamati i sacerdoti nelle drammatiche circostanze che vive il mondo oggi in tempo di Coronavirus. È quanto sottolineato dall’Arcivescovo Maggiore di Kiev-Halyč  Sviatoslav Shevchuk, nel messaggio per il Giovedì Santo pubblicato sul sito della Chiesa della Chiesa greco-cattolica ucraina. Nel giorno in cui i sacerdoti rinnovano le promesse della loro ordinazione, monsignor Shevchuk ha ricordato che essi non sono solo Ministri del Corpo e del Sangue di Cristo, ma anche portatori della Sua Parola di salvezza e di speranza. In questo senso, essi sono chiamati a mettersi in ascolto delle ansie e speranze dell’umanità oggi ”per potere portare fedelmente al cospetto di Dio le preghiere e le invocazioni di tutto il nostro popolo”. (LZ)

10 aprile - NIGERIA - Essere giornalisti al tempo del #coronavirus: appello dei vescovi alla verità

Occorrono competenze più profonde per essere giornalisti in tempi di pandemia da “coronavirus”: lo ha detto Monsignor Denis Isizoh, presidente della Commissione episcopale per le Comunicazioni sociali della Nigeria, esortando i giornalisti a verificare le notizie, evitando così di diffondere “dicerie e falsità”. Il presule ha lanciato questo monito nel corso della Plenaria 2020 dell’Associazione nazionale dei direttori diocesani e religiosi per le Comunicazioni sociali, tenutasi recentemente ad Uyo, a sud della Nigeria. L’incontro ha avuto per tema lo stesso scelto da Papa Francesco per il suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali 2020, ovvero “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia”. (IP)

10 aprile - IRLANDA - A Pasqua le chiese di Cork inondate dalla luce di Gesù Risorto

Un piccolo segno di solidarietà con le persone che soffrono a causa della pandemia di Covid-19 in corso, ma anche l’annuncio più importante per la Chiesa: la Resurrezione di Gesù. Per entrambi questi motivi, a partire dalla sera della veglia pasquale di sabato e fino alla domenica, tutte le chiese del territorio di Cork saranno vuote di persone ma piene di luce. A proporre l’iniziativa sono il vescovo di Cork e Ross, monsignor Fintan Gavin, il vescovo di Cork, Cloyne e Ross, monignor Paul Colton, e il vescovo di Cloyne, monsignor William Crean che in un comunicato congiunto scrivono: “Le luci dall'interno delle chiese, che brillano attraverso le vetrate, saranno un segno di speranza anche per le poche persone che passano e soprattutto per i lavoratori essenziali che sono di turno – spiegano - anche se le chiese restano chiuse, Cristo nostra Luce è ancora presente e vivo in tanti modi per darci la speranza della Resurrezione". (RB)

10 aprile - SIERRA LEONE - Pasqua al tempo del #coronavirus. Messaggio vescovi: non siamo messi all’angolo, Cristo Risorto è la nostra speranza

Gratitudine, preoccupazione, speranza: sono i tre sentimenti espressi dalla Conferenza episcopale della Sierra Leone in una Lettera pastorale ai fedeli, diffusa in occasione della Pasqua. Una Pasqua particolare, quella di quest’anno, perché il “coronavirus” – scrivono i vescovi – “flagella e minaccia tanti Paesi del mondo” ed ha ripercussioni non solo sulla salute pubblica, ma anche sull’economia, la società, la cultura. Tuttavia – si legge nel documento episcopale, diffuso dalla Recowa-Cerao (Conferenza episcopale regionale dell'Africa Occidentale) - la Chiesa della Sierra Leone vuole condividere con i fedeli “un messaggio di gioia pasquale e di speranza” nella salvezza di Dio, “rifugio e forza per tutti”. Al contempo, i presuli esprimono la loro gratitudine alle autorità locali per le misure anti-contagio messe in atto; alla comunità internazionale per la solidarietà manifestata in questi “momenti di grave bisogno” ed alla popolazione, “per i sacrifici che sta facendo in nome del bene comune”. “Per affrontare le enormi sfide attuali – prosegue il messaggio - dobbiamo lavorare insieme per l'unità, la pace e la coesione sociale”. (IP)

10 aprile - FRANCIA - La Chiesa francese attiva un numero di ascolto per offrire accompagnamento spirituale e informazioni

Anche la Chiesa cattolica di Francia, insieme ad altri culti, ha attivato un numero verde per offrire un servizio di ascolto e di accompagnamento spirituale alle persone isolate in questo tempo di confinamento in casa per il Coronavirus. L’iniziativa è stata promossa dalla Conferenza episcopale francese (Cef) in collaborazione con la Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia (Corref) e viene incontro a una esplicita richiesta delle autorità francesi. L’help-line è aperta dalle 8 alle 22, sette giorni su sette e il numero è gratuito.  A rispondere sono religiosi e religiose, sacerdoti, diaconi, ma anche laici con esperienze di accompagnamento spirituale a persone in difficoltà (LZ)

10 aprile - REGNO UNITO - L’appello del cardinale Nichols: sostegno alle vittime delle nuove schiavitù 

"Papa Francesco ci ha chiamati per ascoltare il grido delle nostre sorelle e dei nostri fratelli intrappolati nelle moderne schiavitù. Il suo messaggio è particolarmente importante durante questa pandemia globale”. Scrive così il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, in una nota pubblicata sul sito dell’Episcopato del Regno Unito. "Mentre tutte le nostre famiglie e le nostre comunità sono colpite, coloro che sono tenuti in schiavitù non possono auto-isolarsi, né ricevere cure mediche.  Anche nel bel mezzo di questa crisi, gli esseri umani nel nostro Paese e all'estero sono ancora sfruttati dai criminali con disprezzo per la loro dignità o addirittura per la loro salute”, prosegue. Il pensiero va poi alle donne sfruttate sessualmente e ai detenuti per reati connessi con l’immigrazione irregolare: "Le donne e le ragazze intrappolate nello sfruttamento sessuale sono particolarmente a rischio – afferma - la pandemia sta mettendo sotto enorme pressione le risorse delle forze di polizia e della società civile, riducendo la loro capacità di salvare le persone dalla schiavitù e di assistere i sopravvissuti. La portata di questa sfida è senza precedenti. I centri di detenzione per immigrati, dove spesso si trovano i sopravvissuti della moderna schiavitù, continuano ad operare a grande rischio per tutti i migranti. Abbiamo tutti la responsabilità di proteggere queste persone vulnerabili". (RB)

10 aprile - PORTOGALLO - Il pellegrinaggio del 13 maggio al Santuario di Fatima a porte chiuse. Il cardinale Marto: un atto di responsabilità

A causa del prolungarsi dell’emergenza Coronavirus, anche il tradizionale pellegrinaggio al Santuario di Fatima, che riunisce ogni anno il 13 maggio centinaia di migliaia di persone, si svolgerà a porte chiuse. Lo ha annunciato “con dolore e tristezza” il vescovo della diocesi cardinale António Augusto dos Santos Marto, in un video-messaggio diffuso nei giorni scorsi sul sito del santuario in cui spiega la decisione come “un atto di responsabilità pastorale e anche un profondo atto di fede”, chiedendo quindi la comprensione ai pellegrini - più di 180 gruppi - che si sono iscritti. “Non possiamo in alcun modo permettere che il nostro Santuario diventi il centro o il focolare del contagio per il Paese e per il mondo”, afferma il porporato nel messaggio -. Questa decisione si basa sul rispetto per gli stessi pellegrini, per tutti noi, per il bene comune della salute pubblica e riflette la nostra fede di cittadini responsabili e solidali” (LZ)

10 aprile - IRLANDA - Il grazie dell’arcivescovo di Dublino alle agenzie diocesane che si occupano degli ultimi

Sono Crosscare e Accord Dublin le due principali agenzie dell’arcidiocesi di Dublino che in questo periodo particolare di crisi dovuto alla diffusione della pandemia da Coronavirus stanno continuando a occuparsi dei più vulnerabili, adattando le loro azioni alle circostanze. A queste va il ringraziamento particolare dell’arcivescovo della Capitale, monsignor Diarmuid Martin. Tra i principali servizi offerti da queste due agenzie, c’è l'assistenza ai senzatetto, il supporto alimentare nell'emergenza e la consulenza on line: "Sono estremamente orgoglioso del modo in cui il team di Crosscare ha risposto alla crisi – dichiara il direttore, Conor Hickey - fin dall'inizio sono state stabilite le priorità e le risorse si sono concentrate sul mantenimento dei servizi chiave. Una buona pianificazione di contingenza e una comunicazione regolare con tutto il personale e i volontari hanno fatto sì che il gruppo del personale rimanga unito e che il morale sia generalmente buono, fatto necessario in queste difficili circostanze”. (RB)

10 aprile - COLOMBIA - Appello del vescovo di Quibdó per un cessate il fuoco dei gruppi armati

Il vescovo di Quibdó, monsignor Juan Carlos Barreto, ha pubblicato giovedì 9 aprile, sul sito della Conferenza episcopale colombiana, un videomessaggio per chiedere ai gruppi armati un cessate il fuoco multilaterale durante la quarantena decretata dal governo nazionale a causa della pandemia di coronavirus. Un cessate il fuoco che sia anche una risposta all'appello recentemente lanciato da Papa Francesco "a fermare tutte le guerre nel mondo, e in nome degli indigeni, degli afro-discendenti e dei poveri contadini della Colombia". "Le forze armate devono fermare la guerra” ha detto il presule. “Non sappiamo più come dirlo, ma non ci stancheremo di dirlo. Li invitiamo a prendersi cura di sé, a riflettere e a convertirsi". (AP)

10 aprile - CINA - Cattolici cinesi donano 84mila dollari per dare da mangiare ai poveri nelle Filippine. Offerte anche da Radio Veritas

I cattolici cinesi solidali con il popolo filippino alle prese con l’emergenza Coronavirus. Gli ascoltatori del Programma cinese di Radio Veritas, l'emittente cattolica più nota dell'Asia con sede a Manila, hanno raccolto 84mila dollari per dare cibo ai numerosi poveri della capitale filippina rimasti senza lavoro dopo il lockdown disposto dal Presidente Duterte contro il contagio. Gran parte delle donazioni - spiega all’agenzia Ucanews il direttore della sezione cinese di Radio Veritas, padre Joseph Leo - provengono dalla diocesi di Wenzhou, ma hanno contributo anche cattolici di grandi città come Canton (Guangzhou), Tientsin (Tianjin) e della provincia del Fujian. Tra i donatori anche sacerdoti e religiose “che non hanno dimenticato i poveri”, dice il sacerdote. I soldi sono serviti a comprare 45mila chili di riso distribuiti a 4mila famiglie. Alla somma raccolta in Cina, la sezione cinese di Radio Veritas ha aggiunto 42,500 dollari donati alle numerose organizzazioni caritative cattoliche che stanno assistendo i poveri di Manila. “Queste organizzazioni sono in prima linea e stanno aiutando le famiglie a basso reddito”, spiega padre Leo. Nelle Filippine sono milioni le persone con lavori precari e informali che hanno perso le loro uniche fonti di reddito. “Molte persone ci hanno detto che a causa dell’epidemia sono chiuse in casa senza lavoro e alcune famiglie vivono con un solo pasto al giorno”, racconta padre Leo, aggiungendo che in questo momento “hanno più bisogno di cibo che di mascherine”. Il 3 aprile Governo filippino aveva promesso aiuti alle persone a basso reddito, ma finora non sono arrivati ai destinatari e ci sono voci che alcuni funzionari pubblici abbiano bloccato la loro distribuzione per rivenderli. All’8 aprile nel Paese risultavano 3,800 positivi al Coronavirus e 182 decessi per la malattia. Il 6 aprile Duterte ha annunciato la proroga del lockdown al 30 aprile. (LZ)

10 aprile - La COMECE lancia il sito SanctuaryStreaming.eu per le Messe in diretta streaming

Il sito SanctuaryStreaming.eu, che offre servizi in diretta streaming da diversi santuari e chiese cattoliche in tutta Europa, è la risposta della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (COMECE) alle misure di confinamento adottate per prevenire la diffusione del coronavirus, che hanno portato alla sospensione delle celebrazioni liturgiche con i fedeli in tutto il continente europeo. “La piattaforma - si legge su sito web della COMECE -  è stata costruita in risposta alle esigenze di molti fedeli che, a causa delle misure precauzionali adottate dai governi per contenere il diffondersi della pandemia di Covid-19, non possono recarsi nelle chiese e nei santuari, dove andavano a pregare e a chiedere aiuto". Il sito web, la cui funzione si spera non si esaurisca con la fine dell’emergenza sanitaria, inaugurato ieri, Giovedì Santo, contiene link a 28 santuari in 17 Paesi europei, oltre che al Vaticano. E rappresenta, secondo i promotori dell’iniziativa, “la realizzazione pratica di un desiderio di solidarietà, di comunione e di unità della Chiesa, sostenendo gli europei a crescere in uno spirito solidale e ad affrontare meglio le sfide poste dall'attuale pandemia". (AP)

10 aprile - URUGUAY - Celebrazione della Settimana Santa durante una "quarantena senza precedenti"

"Ci prepariamo a vivere la Settimana Santa con il dolore di non poter celebrare con i fedeli nelle nostre comunità". Così il presidente della Conferenza Episcopale dell'Uruguay (CEU), monsignor Arturo Fajardo, vescovo di San José de Mayo, in un videomessaggio rivolto ai fedeli prima della Pasqua. Nel contesto di questa "quarantena senza precedenti", in questa emergenza sanitaria causata dalla pandemia di coronavirus, il presidente della CEU ha invitato tutti ad unirsi “in questi giorni in cui celebriamo il centro della nostra fede: la passione, la morte e la risurrezione del Signore, mediante la preghiera, l'ascolto della Parola, seguendo le orme di Gesù e condividendo con le comunità attraverso i mezzi di comunicazione”. In questi giorni, in tutte le diocesi, si stanno trasmettendo, infatti, attraverso i mass media e Internet, tutte le celebrazioni della Settimana Santa. "Vogliamo unirci a tutti coloro che soffrono, a coloro che hanno perso i loro cari, ai malati, a coloro che hanno perso il lavoro", ha detto il vescovo Fajardo. "Preghiamo anche per i religiosi e le religiose che accompagnano le nostre comunità e per tutti i sacerdoti e i diaconi”. (AP)

10 aprile - BRASILE - Da Pasqua attiva la campagna di solidarietà di vescovi e Caritas “È tempo di fare attenzione”

"È tempo di fare attenzione": si chiama così la nuova campagna di solidarietà verso i più poveri che verrà lanciata dalla Domenica di Pasqua, 12 aprile, dalla Conferenza episcopale del Brasile e dalla Caritas nazionale e che consisterà nella raccolta di alimenti, prodotti per l'igiene e la pulizia. Oltre a incoraggiare l'aiuto materiale alle persone, obiettivo dell’iniziativa è anche promuovere l'assistenza in campo religioso, umano ed emotivo. Ad annunciarlo, sul sito dell’Episcopato, è il presidente dei vescovi e arcivescovo di Belo Horizonte, monsignor Walmor Oliveira de Azevedo, il quale sottolinea come in questo momento che il Paese vive, la solidarietà è il sigillo dell'autenticità della vita dei veri cristiani, l'indispensabile impegno cittadino, il primo compito dei governanti, la conversione dei ricchi, la nuova intesa per inaugurare il nuovo tempo che si chiede a tutti, l'unica nuova via di pace e di equilibrio di cui il pianeta ha urgente bisogno, l'unica pratica politica, il nuovo modo di essere umanità siano fondamentali. (RB)

10 aprile - Appello delle Chiese cristiane al Presidente Trump: sospendere le sanzioni contro l’Iran, uno dei Paesi più colpiti dal #Coronavirus

 Le Chiese cristiane nel mondo unite per chiedere la sospensione delle sanzioni contro l’Iran che impediscono a questo Paese di affrontare l’attuale gli effetti devastanti dell’emergenza Coronavirus. “Il nuovo Coronavirus è un nemico comune dell’umanità intera”, si legge in una lettera-appello rivolta al Presidente Trump dal Consiglio mondiale della Chiese (Wcc), dal Consiglio nazionale delle Chiese di Cristo degli Stati Uniti e da Act Alliance, una coalizione di 151 Chiese e agenzie collegate associate allo stesso Wcc e alla Federazione Luterana Mondiale (FLM), impegnata da dieci anni negli aiuti ai Paesi poveri nel mondo.  “Una risposta efficace alla pandemia richiede una solidarietà e cooperazione globale senza precedenti, un'attenzione speciale per le persone più vulnerabili e un'azione rapida per attenuare le condizioni che creano ulteriori vulnerabilità ", affermano i leader cristiani, che esprimono profonda preoccupazione per l’impatto che le sanzioni statunitensi stanno avendo sul popolo iraniano. "Con oltre 67mila casi confermati e oltre 4.000 decessi documentati a causa di Covid-19, l’Iran è di gran lunga il Paese più colpito nella regione del Mediterraneo orientale e uno nazioni più colpite del mondo", fa notare la lettera -. Ma l’opera della sua sanità pubblica è gravemente ostacolata dal rigoroso regime di sanzioni imposto dagli Stati Uniti nel maggio 2019, con il risultato di un blocco economico quasi totale". Di qui il pressante appello a mettere da parte le rivendicazioni politiche antecedenti all’emergenza Coronavirus: “Adesso è il momento della solidarietà internazionale e della collaborazione nel controllo della diffusione del virus, nella protezione dei più vulnerabili e nella sconfitta di questo nemico comune",  affermano con forza i leader delle Chiese cristiane. (LZ)

10 aprile - POLONIA - I vescovi per il Venerdì Santo: mettete la Croce al centro delle vostre case e pubblicatela sui social con l’hashtag #Cross

“La croce è un segno della passione di Cristo, del suo amore per ogni uomo e della vittoria sulla sofferenza e sulla morte. Il Venerdì Santo, mettiamo la Croce al centro delle nostre case e adoriamola mentre preghiamo". Questo il messaggio per il Venerdì Santo del segretario generale della Conferenza episcopale polacca, monsignor Artur Mizinski. Il vescovo ha ricordato che i cattolici nella giornata di oggi sono tenuti a osservare un rigoroso digiuno, cioè ad astenersi da cibi a base di carne e a consumare due pasti leggeri, fatta eccezione per le persone malate. "Il digiuno del Venerdì Santo non è solo astenersi dal mangiare, ha una dimensione molto più profonda che orienta la nostra attenzione alla Passione di Gesù, invita alla contemplazione e alla preghiera – ribadisce - quest'anno possiamo offrire il nostro digiuno con l'intenzione di fermare la pandemia e partecipare alla liturgia nelle chiese il più presto possibile”. “Preghiamo soprattutto per i malati, i sofferenti e i morti a causa dell'infezione da Coronavirus. Molti di noi si chiedono le ragioni e il senso della situazione attuale. La risposta è la croce di Cristo: guardiamola con fede e speranza, perché la morte e la sofferenza non sono l'ultima parola di Dio, perché alla fine c'è la vittoria e la gioia della Risurrezione", ha sottolineato. (RB)

10 aprile - CILE - Unione Sociale degli Imprenditori Cristiani: “Nessuno si salva da solo”

Con una dichiarazione dal titolo "Tempo di impegno", pubblicata ieri, l'Unione Sociale degli Imprenditori Cristiani (USEC), con il suo presidente, Sergio Merino, "accoglie l'invito di Papa Francesco e si unisce in preghiera in questo momento difficile che il mondo sta attraversando”. Di fronte all’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, gli imprenditori affermano di aver raccolto "con forza e decisione l'appello delle autorità ad evitare il diffondersi del contagio” e di voler promuovere nel loro ambiente di lavoro i protocolli richiesti in questa situazione, “favorendo l'isolamento sociale e l'utilizzo delle tecnologie, in tutti i casi possibili". Essi, comprendendo e soffrendo il problema economico associato a questa pandemia, sottolineano di voler fare “ogni sforzo per diminuire il suo impatto su tutta la società”, mettendo le loro capacità a disposizione del Paese. “In questo nessuno si salva da solo – aggiungono -, lo facciamo tutti insieme”, confidando che le autorità e i rappresentanti della società agiranno per fornire il sostegno necessario. "Partecipiamo al dolore di coloro che soffrono di più - si legge nel messaggio - e di tutti coloro che sono stati e saranno colpiti in un modo o nell'altro”. (AP)

10 aprile - Messaggio pasquale del Wcc: Cristo risorto vince la morte. Il #Coronavirus non è una punizione divina, perché Dio è vita e amore

Anche in tempi difficili come quelli che l’umanità sta vivendo con la pandemia del Coronavirus, “la Pasqua ci ricorda che Dio in Cristo continua ad amare e ad avere a cuore tutto il mondo, superando la morte con la vita, conquistando la paura e l’incertezza con la speranza”. È quanto scrive il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc) nel suo messaggio pasquale, un invito a tutti i cristiani a continuare a confidare nella Resurrezione salvifica di Cristo che è “veramente risorto”. “Molti di noi stanno vivendo paura e incertezza, traumi, separazione, isolamento, anche la morte di membri della proprie famiglie e comunità. Eppure – sottolinea il Wcc - nonostante questa situazione traumatica e dolorosa il messaggio che ci trasmette la Pasqua continua ad essere un messaggio gioioso di coraggio e di speranza”. A “quanti sono tentati