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Mozambico: allarme umanitario dopo ciclone Idai

E’ emergenza ambientale in Mozambico in seguito al terribile ciclone Idai che una settimana fa si è abbattuto sulle coste del Paese. La città costiera di Beira è stata rasa al suolo ed ora si comincia a fare il conto delle vittime e dei danni. L’esercito americano sta considerando di mandare uomini, mentre il Portogallo è pronto per attivarsi con aiuti umanitari

Camillo Barone – Città del Vaticano

Sono scarse e frammentate le notizie che arrivano dal Mozambico dopo che il ciclone Idai ha devastato gran parte delle coste del paese. Il numero delle vittime al momento si attesta intorno alle 200 unità, anche se gli sfollati interni sarebbero più di un milione, mentre altre centinaia di dispersi ancora non hanno risposto agli appelli delle autorità locali. Da giorni le reti elettriche e le fonti di luce non sono funzionanti e la popolazione non ha più accesso ad acqua pulita e potabile. L’emergenza è data soprattutto dal fatto che più di un milione di abitanti non ha più casa, perché tutte le abitazioni sono andate distrutte a causa delle piogge torrenziali e delle successive inondazioni.

Cafod: peggior disastro naturale che ci sia mai stato

“Ogni giorno riceviamo aggiornamenti sul numero dei morti. Villaggi interi sono sommersi dall’acqua e le persone vivono sui pochi tetti rimasti”: così ha detto Gabriel Bertani, rappresentante dell’agenzia cattolica inglese di sviluppo Cafod in Mozambico, ai microfoni di Radio Vaticana Italia, ribadendo che almeno un milione di persone sono coinvolte nel disastro. “L’appello del papa è fondamentale, perché tutti possano pregare e muoversi all’azione”, ha poi proseguito.

Ascolta l'intervista a Gabriel Bertani

 

Un missionario: qui è un’ecatombe, arrivano solo pochi aerei di emergenza

“Ho visitato le nostre parrocchie e non c’è una casa che abbia il tetto, per questo le famiglie non sanno dove trascorrere le notti”: così ha affermato don Maurizio Bolzon, sacerdote missionario a Beira, la città più colpita, proveniente dalla diocesi di Vicenza. In una testimonianza audio arrivata alla redazione di Radio Vaticana Italia, Boldon ha confermato che sono solo cinque o sei i voli aerei con aiuti umanitari e volontari (principalmente dal Sud Africa) per sostenere la popolazione del Mozambico. Ha anche aggiunto che a causa del ciclone sono crollate le torri di controllo degli aeroporti, per cui ogni tipo di spostamento aereo si fa sempre più delicato.

Ascolta la testimonianza di don Bolzon

 

 

 

21 marzo 2019, 14:54