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Vatican News
Uno dei villaggi devastati dal ciclone Uno dei villaggi devastati dal ciclone   (ANSA)

Ciclone in Mozambico: il governo teme almeno 1000 morti

Intere aree restano inondate raggiungili solo con gli elicotteri. Medici con l'Africa Cuamm riferisce di molte strutture sanitarie ed altre infrastrutture distrutte, soprattutto nell’area di Beira. Scattata la macchina degli aiuti internazionali

Marco Guerra – Città del Vaticano

Le autorità del Mozambico temono che salirà ad almeno 1000 morti il bilancio delle vittime provocate dal ciclone Idai. Le piogge torrenziali hanno distrutto molte infrastrutture e vie di comunicazione quindi al momento il bilancio ufficiale è di oltre 150 morti.

Il Presidente Nyusi: interi villaggi scomparsi

Il Presidente Filipe Nyusi, ha sorvolato Beira e le province di Manica e Sofala in elicottero, e ha dichiarato alla radio nazionale: "E' un disastro di grandi proporzioni. Sembra che ci siano oltre mille morti". "Interi villaggi sono scomparsi, le comunità sono isolate – ha aggiunto il capo di stato - e i corpi galleggiano sulle acque".

Colpiti anche Malawi e Zimbabwe

Il ciclone in questi giorni oltre che sul Mozambico si è abbattuto anche su Malawi e Zimbabwe per un totale di quasi 3 milioni di persone colpite dal percorso della tempesta, secondo i dati del Programma Alimentare Mondiale (Pam) e le fonti governative ufficiali.

Beira città più colpita

In Mozambico la più colpita è la città di Beira, da cui arriva il drammatico racconto sul posto degli operatori di Medici con l'Africa Cuamm, i quali fanno sapere che la città è distrutta, e ci sono tralicci abbattuti, case scoperchiate, tetti di lamiera sparsi ovunque con quanto ha strappato il vento violento che soffiava a 170 chilometri orari seminando devastazione in tutta l’area urbana. Nell’Ospedale centrale di Beira la situazione più difficile: il blocco operatorio è inagibile; così pure la Neonatologia, che è stata spostata nel nuovo edificio della Pediatria, che a sua volta è stato scoperchiato. Il Pronto Soccorso, anch’esso scoperchiato, è senza acqua e luce.

Gli aiuti internazionali

Intanto nelle aree colpite dal ciclone stanno arrivando gli aiuti internazionali, Oms e l’Ufficio per le calamità del Governo mozambicano sono già sul posto. Un dirigente del Pam ha consigliato al governo del Mozambico di chiedere al Sud Africa di inviare elicotteri per aiutare i soccorsi nelle zone più devastate.

Cuamm: manca acqua ed elettricità

VaticanNews ha raccolto la testimonianza Giovanna De Meneghi, responsabile dei progetti per il Mozambico del Cuamm, che si è recata nella città di Beira per coordinare i primi soccorsi:

Ascolta l'intervista a Giovanna De Maneghi

R. - La prima cosa che vediamo è disperazione e non si parla solo della città di Beira, ma di tutti i distretti limitrofi… Si può quasi menzionare l’intera provincia di Sofala, che è centrale nel Mozambico; un’altra provincia, Manica; e parzialmente anche la Zambezia e Inhambane. E’ stato un fenomeno enorme che ha devastato la città di Beira e tutti i distretti che stanno attorno. L’acqua è molto alta perché oltre al ciclone questo è il periodo delle piene e i fiumi stanno straripando… Quello che stiamo cercando di fare al momento è capire l’ingenza dei bisogni. Si parla di 600 mila persone sfollate, che hanno bisogno di aiuto…. Non siamo ancora in grado di entrare all’interno dei quartieri più poveri della città di Beira per capire l’ingenza del danno in termini di strutture sanitarie.

Voi vi occupate proprio di sanità in loco quali sono le emergenze nell’ospedale di Beira? Qual è la situazione dei soccorsi?

R. - L’emergenza principale è la mancanza di acqua e di elettricità, sia l’acqua potabile che quella per pulire le zone e depurarle. Una delle crisi che rischia di scoppiare è quella del colera e del morbillo. Per questa ragione si sta cercando di contenere questo scoppio dell’epidemia e all’interno degli ospedali si sta cercando di dare una mano allo staff locale per farli riposare perché sono in turno da 72 ore e si sta valutando di aiutare con personale, non solo nostro… Ci sono molte organizzazioni, la macchina umanitaria è partita a pieno regime, insieme al governo.

Quindi stanno arrivando aiuti da Maputo, dal governo centrale; ci sono aiuti anche a livello internazionale?

R. - Sì, le Nazioni Unite, capeggiate dall’Ocha (Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) stanno organizzando i soccorsi. La questione più  importante è logistica, quindi trasportare il materiale, farlo arrivare e sapere dove depositarlo. Tutta la città è devastata, comprese zone sicure in termini logistici ma sono stati scoperchiati i tetti del 90% della città di Beira. Quindi bisogna mettere in sicurezza anche il materiale che stiamo portando.

Durante questa stagione sono fenomeni consueti o è un ciclone straordinario?

R. – E’ un ciclone straordinario. Si parla della catastrofe peggiore degli ultimi 10 anni. Si ricorda qualcosa di simile nel 2000, sempre in Mozambico, però non ci si aspettava una cosa così pesante, nessuno se lo aspettava così forte, sia a Maputo che a Beira.

La popolazione locale come vive queste ore, cosa chiede?

R. - Un posto sicuro dove dormire, mangiare e sapere che i propri cari stanno bene perché non si è riusciti a rintracciare tutta la popolazione. Ci sono distretti che continuano ad essere completamente isolati, non c’è possibilità di entrare. Si può arrivare solo con aerei ed elicotteri, che stanno arrivando dalle grandi agenzie delle Nazioni Unite e dal governo stesso, che sta dando una grossa mano alla popolazione attraverso l’agenzia delle calamità del Mozambico.

 

19 marzo 2019, 12:24