Versione Beta

Cerca

Vatican News
Il cardinale Angelo Becciu Il cardinale Angelo Becciu  (Stefano Guidoni)

Becciu: il Papa lo si ama fino in fondo, gravi conseguenze per la Chiesa dalle divisioni

Alla vigilia del suo primo atto come nuovo prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, la beatificazione in Slovacchia della giovane martire Anna Kolesárová, il card. Becciu invita i cattolici a stare uniti attorno a Papa Francesco in un momento di grande sconcerto tra i fedeli

Sergio Centofanti – Città del Vaticano

Domani il card. Angelo Becciu inizia il suo nuovo incarico di prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi presiedendo a Košice, in Slovacchia, la Beatificazione di Anna Kolesárová, una giovane di 16 anni uccisa nel 1944 da un militare sovietico durante l’occupazione dell’Armata Rossa.

D. - Eminenza, con quali sentimenti comincia questa nuova fase della sua vita?

R. - Mi appresto ad iniziare con serenità. Ho la grazia di iniziare il mio primo giorno di lavoro con la Beatificazione di questa ragazza, Anna Kolesárová. Quindi inizio con i migliori auspici e sono contento.

D. - Che messaggio viene da questa nuova Beata?

R. - È un messaggio che va totalmente controcorrente; una ragazza di 16 anni che ha la forza di opporsi alla brutalità di un militare sovietico che voleva abusare di lei. Lei si rifiuta, non solo per un semplice istinto di difesa, ma per la convinzione che aveva di mantenersi pura e casta. In un mondo in cui si sorride davanti a questi valori, è un messaggio bellissimo. Mi ha colpito il fatto che questa ragazza sia stata scoperta da un gruppo di studenti che, avendo saputo del suo martirio, si sono mossi e sono andati in pellegrinaggio alla sua tomba. Da lì è nata una scoperta della vita di questa ragazza che ha attirato l’attenzione di sacerdoti che hanno poi divulgato la biografia e la vita di Anna Kolesárová.

D. - Una testimonianza di fede forte e semplice in un periodo difficile per la Chiesa … pensiamo anche alla pubblicazione del documento di mons. Carlo Maria Viganò. Lei come sta vivendo questi momenti?

R. - Sono appena tornato dal mio paese, dalla Sardegna. Ho visto molto sconcerto nella gente. Faccio mio lo sconcerto della gente e soffro con loro; rinnovo - come gli stessi cristiani cattolici hanno fatto - la mia vicinanza al Santo Padre e la disponibilità d’animo a difenderlo sempre.

D. - Cosa auspica per la comunità ecclesiale, per i tanti fedeli che sono addolorati e amareggiati per queste vicende?

R. - Auspico quello che abbiamo ricevuto come insegnamento fin da bambini: il Papa si  ama e lo si ama fino in fondo. Dal Papa si ricevono e si accolgono tutte le sue istruzioni, indicazioni e parole. Quindi, se ci ritroviamo uniti al Papa la Chiesa si salverà. Se invece creiamo divisioni – ahimè – la Chiesa rischia gravi conseguenze.

31 agosto 2018, 08:50