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VNS – RD CONGO 58.ma Plenaria vescovi: 30 giugno, Giornata di preghiera per unità nazionale

VNS – RD CONGO 58.ma Plenaria vescovi: 30 giugno, Giornata di preghiera per unità nazionale

(VNS) – 21giu21 – È forte l’appello all’unità e alla coesione nazionale lanciata dalla Conferenza episcopale del Congo (Cenco) al termine della sua 58.ma Assemblea Plenaria, svoltasi dal 14 al 18 giugno a Kinshasa. Per questo, i vescovi indicono una Giornata di preghiera per l'unità nazionale, da celebrarsi il 30 giugno 2021. Nel loro lungo messaggio conclusivo dei lavori, i presuli esortano a ideali quali “libertà, fraternità, solidarietà, giustizia e pace” e richiamo quella solidarietà tante volte dimostrata dalla nazione in momenti di difficoltà, come accaduto recentemente con le vittime dell’eruzione del vulcano Nyiragongo. Al contempo, però, nella Repubblica democratica del Congo non mancano criticità, veri e propri “anti-valori”, spiegano i vescovi, come “nepotismo, tribalismo, regionalismo, clientelismo, esclusione degli avversari politici, pratiche e discorsi che indeboliscono i legami sociali”. “Tutto questo manda in frantumi il sogno comune e compromette la coesione nazionale a diversi livelli”, afferma il messaggio, che elenca quindi numerose sfide.

Tra queste, la Cenco cita i tentativi di politicizzare la  Commissione elettorale nazionale indipendente, variandone la composizione in favore della maggioranza al potere, con la conseguente impossibilità di “un processo elettorale credibile”; il processo di decentramento delle Province che ha provocato “l’instabilità cronica” in molte zone del Paese, a causa di manipolazioni politiche e corruzione; la povertà estrema in cui vive la maggior parte della popolazione, mentre alcuni si arricchiscono “in modo scandaloso e senza motivo”.

Un capitolo a parte, poi, i presuli lo dedicano al tema dell’insicurezza e delle violenze che attanagliano da tempo il Nord Kivu e l’Ituri e che “hanno fatto sprofondare il Paese nel lutto”. A maggio, il presidente della Repubblica, Félix Tshisekediha, ha dichiarato lo stato d’assedio: una misura che i vescovi accolgono “con favore”, auspicandone “effetti positivi”; al contempo, però, essi esortano tutti a “rafforzare i legami di solidarietà e fraternità”, deplorando chi specula su tali violenze per scopi politici. Un ulteriore appello viene lanciato dalla Cenco in favore della giustizia e dei diritti umani, “pilastri di uno Stato di diritto”: “Nel nostro Paese – si legge nel messaggio – la giustizia è corrotta e strumentalizzata dalla politica, mentre la legge sta cedendo il passo al clientelismo”, minando “la coesione nazionale”.

A fronte di tutto questo, la Chiesa cattolica congolese presenta dunque alcune raccomandazioni: al Capo dello Stato, si chiede di “promuovere iniziative che favoriscano l’unità nazionale”, scoraggiando il tribalismo, mettendo l’esercito in condizioni di svolgere le sue mansioni di “salvaguardia dell’integrità del territorio nazionale” e perseguendo seriamente “la lotta contro la corruzione e l’impunità”. Ai membri del Parlamento, invece, i vescovi chiedono di “migliorare la legge elettorale in vista delle elezioni del 2023” e di “non abusare dell’immunità parlamentare per sfuggire alla giustizia”, mentre al governo si raccomanda di riequilibrare le spese in proporzione ai bisogni della popolazione e di promuovere progetti sociali, come la costruzione delle infrastrutture, per il bene comune.

Anche la popolazione viene chiamata in causa: ad essa, la Cenco raccomanda di non cedere alle divisioni, ma di restare unita, anche e soprattutto di fronte alla pandemia da Covid-19, rispettando le normative anti-contagio. Quanto alla comunità internazionale, la Chiesa della Repubblica democratica del Congo le chiede di sostenere l’unità del Paese, aiutandolo a “combattere contro tutti i movimenti fondamentalisti che si stanno diffondendo nel territorio”.

Infine, esortando tutti a guardare a ciò che unisce e a vedere nelle differenze “un’opportunità di arricchimento reciproco e una base per lo sviluppo della nazione”, la Cenco esorta i fedeli a “non pensare o agire in termini di tribù”, ma a ragionare per un Paese “unito, forte e prospero”.

Vatican News Service –IP

21 giugno 2021, 14:53