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Turkson: ecologia integrale vuol dire pensare al bene comune

Il prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale ha ricordato l’importanza dell’educazione, in particolare in questo tempo scosso dalla pandemia, intervenendo ad una conferenza promossa dalla Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Se si vuole cambiare il mondo, si deve cambiare l’istruzione e i modelli legati all'educazione. È questa una delle sottolineature che hanno scandito il secondo ed ultimo appuntamento della conferenza internazionale “The milestones of the Integral ecology for a human Economy”, promossa dalla Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice. A causa dell’emergenza Covid-19, anche questa sessione si è svolta attraverso una piattaforma digitale.  I lavori sono stati aperti da Anna Maria Tarantola, presidente della Fondazione, che ha citato l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco: “l’umanità ha bisogno di cambiare”. “Manca la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Emerge così una grande sfida culturale, spirituale e educativa che implicherà lunghi processi di rigenerazione”. Dopo l’intervento di Giovanni Marseguerra, coordinatore del comitato scientifico della stessa Fondazione, la relazione d’apertura è stata affidata al cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano integrale.

Turkson: l’educazione è un manuale di istruzioni

Soffermandosi sul tema dell’incontro odierno, “Education and Training”, il cardinale Turkson ha ricordato un avvenimento reale che ha avuto come sfondo la sua terra natia in Ghana. In un villaggio ghanese, ha affermato il cardinale Turkson, un professore aveva ricevuto un computer ed una stampante che erano accompagnati da manuali di istruzione. Il docente aveva spiegato agli studenti che ogni nuovo dispositivo prevede sempre un libretto esplicativo per facilitarne l’utilizzo. I ragazzi hanno poi chiesto al professore: se tutte le cose nuove richiedono un manuale, perché quando nasce un bambino non c’è un libretto con le istruzioni? “Per questo motivo - ha risposto il professore rivolgendosi ai propri studenti - voi siete qui a scuola”. Il compito dell’educazione, ha sottolineato il cardinale Turkson, è quello di “fornire un manuale di istruzioni”. L’educazione all’ecologia integrale - ha sottolineato infine il cardinale Turkson - è un obiettivo fondamentale. L’educazione all’ecologia integrale si basa sulla necessità di pensare al bene comune nelle tre componenti essenziali. Sono quelle della vita, della terra e di una triplice relazione: quella con l’altro, con se stessi e con Dio.

Alfabetizzazione finanziaria

Alle parole del cardinale Turkson si sono aggiunte quelle di monsignor Guy-Réal Thivierge, segretario generale Fondazione Gravissimum Educationis. Educare, ha sottolineato, significa imparare dagli altri. Annamaria Lusardi, professore di economia e contabilità , ha poi ricordato che l’alfabetizzazione finanziaria è cruciale, soprattutto in questo momento di pandemia, per fare in modo che la società possa essere più resiliente da un punto di vista finanziario. Senza una adeguata alfabetizzazione finanziaria in tutti i livelli di istruzione - ha spiegato Annamaria Lusardi  - crescono le disuguaglianze. In particolare aumentano le disuguaglianze tra chi è in grado di cogliere le opportunità del mercato e coloro, invece, che non possono sfruttare tali possibilità. 

Alfabetizzazione digitale

Alessandro Vespignani, fisico ed esperto di epidemiologia computazionale, docente all’università di Boston, si è soffermato sul concetto di “alfabetizzazione digitale”: capire cosa è un algoritmo, ha affermato, è cruciale per avere una visione del mondo. Viviamo in una società che sta diventando algoritmica, con “pezzi di codice scritti da altri esseri umani”. E se non acquisiamo competenze che ci permettano di capire il tutto, non potremo capire il mondo. Non si tratta di essere programmatori o scienziati, ma bisogna essere in grado di capire e di comunicare. I modelli, le previsioni “non sono oracoli indiscutibili”. Si deve alfabetizzare la popolazione in modo completo, ha detto infine Vespignani, anche nella dimensione digitale. Mariya Gabriel, Commissaria europea all'Innovazione, ha poi ricordato che il digitale è un’opportunità ma anche un rischio se, ad esempio, non permette alle persone che vivono nelle zone rurali di avere le stesse possibilità di sviluppo. L’uomo deve essere il cuore di tutte le forme di educazione. La società europea, ha affermato Mariya Gabriel, si sforza per costruire una società più inclusiva e per dare risposte più adeguate alle sfide attuali.

Galantino: è urgente investire nell' educazione 

Al dibattito moderato da fra Martijn Cremers, professore di Finanza presso il Mendoza College of Business dell’università di Notre Dame, ha partecipato anche monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica  (Apsa). Si è soffermato in particolare su due parole evocate durante l’incontro odierno: economia ed educazione. “Invocare lo sviluppo umano integrale di cui parla Papa Francesco e spendersi per promuoverlo - ha affermato Galantino - è molto di più di un auspicio. È un progetto trasformativo delle nostre società che si oppone al modello della crescita lineare”. È un progetto sul quale “dobbiamo tutti investire di più”. “Un progetto che coinvolge la politica e l’economia”. Monsignor Galantino ha sottolineato infine che si deve smettere “di attribuire una funzione educativa al Coronavirus”: “non sembra che da questo dramma siano scaturiti particolari insegnamenti”. “Il virus - ha affermato - non ci rende migliori”. “Il Coronavirus ha apportato ulteriori guasti nei sistemi educativi o comunque ha accentuato quelli esistenti”. “Ciò rende, allora, davvero urgente investire in educazione”.

30 ottobre 2020, 16:48