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Parolin: educare alla "cura" per orientare economia e politica

Alla Conferenza internazionale “The milestones of the Integral ecology for a human Economy", promossa online dalla Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice, il videomessaggio del cardinale segretario di Stato vaticano riprende i temi centrali della "Laudato si'" integrandoli con la recente Enciclica "Fratelli tutti". L'invito è a rifondare un modello di sviluppo e di crescita che ponga al centro la dignità dell'uomo

Antonella Palermo- Città del Vaticano 

Nell'anno speciale che Papa Francesco ha voluto dedicare alla preghiera, alla riflessione e alle buone pratiche ispirate all'Enciclica Laudato Si', la Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice ha organizzato una conferenza internazionale in due sessioni su un duplice tema: “Governance and Business models” (il 23 ottobre) e “Education and Training” (il 30 ottobre). Entrambi gli appuntamenti sono stati previsti online, sulla piattaforma Zoom, dato il protrarsi dell'emergenza Covid-19. Ad aprire i lavori è stato il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, attraverso un videomessaggio in cui si traccia un filo comune che lega la Laudato Si' e la Fratelli tutti.

La pandemia e le nostre false sicurezze

"Cogliere questo tempo di prova come un momento di decisione": questo era l'invito di Papa Francesco nello straordinario momento di preghiera universale che si è levato, nella fase acuta della pandemia, a piazza San Pietro il 27 marzo scorso. Da queste parole, da un'ampia citazione di quel discorso rimasto subito memorabile, e anche dall'enciclica Fratelli tutti, in cui il Pontefice ci ricorda che "la pandemia ci ha esposto alle nostre false sicurezze" costringendoci a fare i conti con la fragilità di creature finite, quali siamo, ha preso le mosse il cardinale Parolin per il suo intervento odierno. La sfida – ha sottolineato Parolin – è di ripristinare la rotta della nave dell'umanità verso il Signore e verso gli altri, in uno spirito di cooperazione, nella riscoperta della nostra appartenenza al mondo come fratelli e sorelle.

Centralità della persona e promozione della cultura della cura

Il cardinale Parolin torna a spiegare che il concetto di 'ecologia integrale' va ben al di là della dimensione meramente 'ambientalista', chiamando in causa una visione integrale della vita, poliedrica, che ispira le migliori politiche, gli indicatori, i processi di ricerca e sviluppo e i criteri di valutazione, evitando interpretazioni distorte di ciò che è sviluppo e crescita. La centralità della persona umana e la necessità di promuovere una cultura della cura, opposta alla cultura dello scarto: è il punto focale di questo approccio alla vita e alla gestione delle risorse. Uno scarto può manifestarsi in molti modi - precisa il segretario di Stato - come "nell’ossessione di ridurre i costi del lavoro, perdendo in tal modo il senso del valore del diritto/dovere al lavoro, il quale rappresenta un elemento essenziale per la realizzazione sia della personalità di ogni persona sia di quel dovere di solidarietà all’interno della nostra comunità sociale, che si estende anche alle generazioni future". Questo cambio di rotta deve essere condotto "facendo leva sulla dimensione etico-sociale implicata nel concetto di ecologia integrale", dichiara il cardinale Parolin, accentuando l'importanza decisiva dell'istruzione e della formazione ad accompagnare le soluzioni politiche e tecniche. "È attraverso questo tipo di educazione e di pedagogia – sottolinea – che è possibile orientare sia la politica che l’economia verso uno sviluppo umano e sostenibile autenticamente integrale, a favore di tutti i popoli della Terra e soprattutto dei più poveri".

Agli imprenditori: azioni orientate al superamento della miseria

"C'è bisogno di un discernimento morale a favore di una nuova e approfondita riflessione sul senso dell’economia e dei suoi fini, nonché di una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni". È il presupposto indicato dal segretario di Stato vaticano per mettere in luce il senso profondo di una economia che possa definirsi realmente umana. Insiste sui precetti di “custodire e coltivare” e fa riferimento ad esempio ai "vari modelli circolari di produzione e di consumo, in grado di contrastare e invertire le dinamiche perverse messe in moto della cultura dello scarto". Lancia un invito agli imprenditori: le loro azioni dovrebbero essere "orientate chiaramente al progresso delle altre persone e al superamento della miseria, specialmente attraverso la creazione di opportunità di lavoro diversificate". A questo proposito, il professor Giovanni Marseguerra, coordinatore del Comitato scientifico della Fondazione, ha sottolineato l'importanza di implementare una sempre maggiore capacità di lavorare in squadra perché ciò aiuta a costruire anche una società più forte. E ha lanciato alcune domande: in azienda, cosa significa dignità della persona umana e come può essere difesa? Come è possibile far sì che la solidarietà diventi parte integrante del lavoro in azienda?

Creatività e ingegno per aumentare i posti di lavoro

Il cardinale Parolin insiste sull’importanza che l’economia umana faccia leva sul fondamentale ruolo del lavoro che – ricorda – in una società realmente progredita è una dimensione irrinunciabile della vita sociale, perché non solo è un modo di guadagnarsi il pane, ma anche un mezzo per la crescita personale, per stabilire relazioni sane, per esprimere sé stessi, per condividere doni, per sentirsi corresponsabili nel miglioramento del mondo e, in definitiva, per vivere come popolo". Aumentare i posti di lavoro invece di ridurli, questo il monito che arriva dal cardinale Parolin, che non dimentica quel grave fenomeno della disoccupazione tecnologica, al quale - dice - bisogna rispondere con creatività e ingegno.

Collaborazione universale

"Abbiamo bisogno che un ordinamento mondiale giuridico, politico ed economico incrementi e orienti la collaborazione internazionale verso lo sviluppo solidale di tutti i popoli", ricorda il segretario di Stato nella parte conclusiva del suo discorso, citando l'enciclica Fratelli tutti. Invita ad essere consapevoli che "solo con un impegno congiunto si potrà dare risposte efficaci a problematiche che trascendono i confini nazionali", in nome di una solidarietà intra-generazionale e inter-generazionale. L'impegno alla collaborazione è emerso anche dagli interventi degli altri relatori alla conferenza. Anna Maria Tarantola, presidente della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice, ha auspicato, per esempio, una più stretta sinergia tra settore pubblico e settore privato, lamentando che la transizione a un modello di vero sviluppo sostenibile è ancora timida e con effetti ancora non rilevanti. "Dobbiamo unire le forze per superare questa impasse", ha ribadito Gian Maria Milesi Ferretti, vicedirettore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale. Nella sua analisi sulle sfide economiche nell'epoca post-pandemia ha avvertito che 90 milioni di persone finiranno l'anno prossimo sulla soglia di povertà a seguito di questa crisi planetaria. "Noi auspichiamo sempre la cooperazione multilaterale, oggi è questa è imprenscindibile. Bisogna supportare finanziariamente i Paesi più in difficoltà con interventi ampi e capillari". 

Le società energetiche per la tutela ambientale

A offrire un contributo di riflessione importante in questa prima sessione della conferenza sono stati Francois Villeroy de Galhau, governatore Banca di Francia, Mariya Gabriel, commissario europeo per Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e gioventù, e Claudio Descalzi, amministratore delegato dell’Eni. Quest'ultimo ha rinforzato l'idea che le società energetiche debbano investire in maniera efficace per una evoluzione equa e innovativa. Da qui la garanzia da parte di Eni a contribuire, direttamente e indirettamente, agli obiettivi di sviluppo combinando la sostenibiltà economica e la tutela ambientale e sociale. Accennando a progetti concreti che vanno in questa direzione, Descalzi ha fatto riferimento alle raffinerie che devono diventare bio-raffinerie. L'impegno a riutilizzare la Co2 e a valorizzare i rifiuti organici e inorganici non può essere bypassato o rinviato. Ma per qualsiasi strategia sono fondamentali i partenariati e un approccio comunitario.  

23 ottobre 2020, 15:30