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Arriva in Vaticano il dossier per la beatificazione di padre Hamel

Nei giorni scorsi, la Congregazione delle Cause dei Santi ha ricevuto il dossier per la beatificazione di padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016 da due jihadisti mentre celebrava la messa nella sua chiesa a Saint-Etienne-du-Rouvray

Benedetta Capelli –- Città del Vaticano

Undicimila pagine, diecimila ore di lavoro, seicento omelie trascritte, sessanta testimoni ascoltati. E’ il corposo dossier consegnato dall’arcivescovo di Rouen Dominique Lebrun alla Congregazione delle Cause dei Santi. Lì c’è la vita, la storia di fede e la morte violenta di padre Jacques Hamel, assassinato il 26 luglio 2016 da due islamisti nella sua chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, durante la Messa. Un omicidio che sconvolse il mondo e la Chiesa che in quei giorni viveva la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia.

I giovani per padre Hamel

Accompagnato da 40 giovani, provenienti da un pellegrinaggio ad Assisi, mons. Lebrun insieme a diversi sacerdoti della diocesi di Rouen, compreso il postulatore della causa di padre Hamel, padre Paul Vigouroux, ha consegnato al cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il corposo materiale che, dopo l’inchiesta diocesana, passa ora al vaglio delle autorità vaticane. Si tratterà di riconoscere se effettivamente padre Hamel sia stato assassinato “in odium fidei”. Papa Francesco, subito dopo la sua morte, concesse una deroga ai cinque anni normalmente richiesti per aprire il processo di beatificazione. Di lui, in una messa celebrata a Casa Santa Marta, disse che era un martire, “e i martiri – aggiunse – sono beati”. 

Card. Becciu: esempio di fedeltà alla Chiesa

Dopo la consegna del materiale, Adelaide Patrignani, ha raccolto il commento del cardinale Angelo Becciu:

Ascolta l'intervista al card. Becciu

R. – E’ una bella sorpresa vedere il vescovo che arriva con i giovani per portarci la documentazione; e poi è un incoraggiamento e una spinta a esaminare quanto prima questa causa, perché rimane nella mente e nel cuore di tutti noi cristiani il momento terribile dell’uccisione di questo sacerdote e quindi si spera di poterlo presentare come modello di fedeltà a Dio e alla Chiesa. Rappresenta l’uomo che è rimasto fedele fino in fondo alla sua vocazione, alla sua fedeltà, che è rimasto fedele a Dio. Tutti noi cristiani siamo chiamati a dare la nostra vita per Gesù Cristo, e lui è stato preso in parola …

 

12 aprile 2019, 14:31