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Auza: l'Appello di Rondine formi nuove generazioni di leader per la pace

Presentata oggi alle Nazioni Unite a New York la campagna "Leaders for Peace" dell'Associazione Rondine-Cittadella della Pace, in occasione dei 70 anni della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Ad intervenire l'osservatore della Santa Sede all'Onu, Bernardito Auza, che nel suo discorso ricorda che alla base della pace c'è il rispetto della dignità di ogni uomo e dei suoi diritti inalienabili

Debora Donnini - Città del Vaticano

“La Dichiarazione Universale è stata una risposta agli orrori di due guerre mondiali, genocidi e altre barbarie”. Così l'arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, durante la presentazione all'Onu di New York della campagna "Leaders for Peace" dell'Associazione Rondine. Nel suo discorso l’arcivescovo mette in luce come tutti i popoli del mondo abbiano riconosciuto che ci sono state delle azioni così malvagie da non poter essere giustificate da nessuno e certi valori fondamentali che nessuno poteva contestare. La pace nel mondo nasce dal ricordare che ogni persona, giovane o vecchio che sia, ricco o povero, forte o vulnerabile, sano o malato, ricercato o indesiderato, economicamente produttivo o incapace, politicamente influente oppure no, ha dignità e diritti inalienabili per il fatto stesso della sua umanità. L’arcivescovo sottolinea, quindi, che quando non si riesce a cogliere questa verità fondamentale, si apre la strada all’ingiustizia e persino ad atrocità. Pertanto, una delle cose più importanti per la pace nel mondo è la formazione delle persone a riconoscere la dignità e i diritti umani in ogni persona, senza eccezione.

La metodologia di Rondine Cittadella della Pace

“Questo è qualcosa che Rondine-Cittadella della Pace ha fatto con successo per 20 anni” vicino ad Arezzo, in Italia, e in 15 teatri di conflitto in tutto il mondo e desidera estendere a livello globale attraverso la sua Campagna "Leaders for Peace", che viene presentata oggi, ricorda mons. Auza. Il cuore della metodologia educativa di Rondine è la formazione di giovani e leader, per superare la tentazione di classificare e disumanizzare gli altri come nemici piuttosto che vederli come persone della stessa comunità umana. L’Associazione Rondine-Cittadella della Pace fa proprio questo: porta i giovani provenienti da parti opposte del conflitto, a vivere, imparare e studiare insieme in modo da superare da vicino etichette e pregiudizi e iniziare, invece, a costruire qualcosa insieme.

L’incontro con Papa Francesco

Si tratta di quello che Papa Francesco chiama “camminare insieme”, con la convinzione che, una volta che le persone cominciano a camminare insieme aperti alla fraternità e all'amicizia, iniziano a riconoscere quanta umanità hanno in comune. Il dialogo che Rondine fa non è quindi un superficiale scambio di parole. Il vero dialogo è guidato dalla consapevolezza che l'altro è un elemento fondamentale della vita umana, è un bene in se stesso, ma anche un bene per me e per il mondo, non una minaccia o un concorrente in una battaglia infinita per la sopravvivenza del più forte. In questo senso l’osservatore della Santa Sede presso l’Onu ricorda l’incontro che gli studenti di Rondine hanno avuto la scorsa settimana con il Papa, in Vaticano. Francesco ha elogiato l’impegno educativo dell’Associazione. E ha detto che in questi 20 anni la Cittadella della Pace ha sviluppato un metodo capace di trasformare i conflitti, trasformando le persone in conflitto. Ha anche dato il suo supporto all’Appello che Rondine rivolge alle Nazioni Unite e chiesto ai Capi di Stato e di Governo di fare lo stesso. Ha sottolineato che c'è bisogno di leader con una nuova mentalità, che sappiano come entrare nel tipo di dialogo di Rondine. Ha incoraggiato l’Associazione a continuare il suo lavoro di promozione del dialogo tra le persone, le generazioni, le culture e le società.

L’Appello di Rondine formi nuove generazioni di leader per la pace

“In questo giorno in cui la comunità internazionale guarda indietro di 70 anni" per ciò che è stato realizzato come risultato della Dichiarazione Universale dei Diritti  Umani, guardiamo al futuro con la speranza che l'Appello di Rondine per la pace formi di fatto nuove generazioni di leader - conclude l’arcivescovo Auza - perché la causa della pace prosperi così come la promozione del rispetto della dignità umana e dei diritti umani inalienabili che rendono la pace possibile.

10 dicembre 2018, 20:06