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Parolin: unire le forze per salvare la Terra prima che sia troppo tardi

Al via in Vaticano, con gli interventi dei cardinali Parolin e Turkson, la conferenza internazionale per la difesa della Terra, nostra Casa comune, nel terzo anniversario dell’Enciclica di Papa Francesco, Laudato si’.

Alessandro Gisotti – Città del Vaticano

E’ tempo di rispondere concretamente all’appello di Papa Francesco per la difesa della nostra Casa comune, prima che sia troppo tardi. E’ quanto sottolineato dal cardinale Pietro Parolin alla Conferenza apertasi oggi in Vaticano, promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale in occasione del terzo anniversario della Laudato si’. Il Segretario di Stato vaticano ha sottolineato come, fin dalla sua pubblicazione, l’Enciclica abbia ricevuto un grande sostegno sia dai credenti, non solo cristiani, che dalla comunità scientifica. Ed ha messo l’accento sul tema dell’ecologia integrale e della interdipendenza, che sono al centro del documento papale.

Cura dell’ambiente e giustizia per i poveri vanno insieme

Nel suo intervento, il cardinale Parolin ha sottolineato in particolare tre punti. Innanzitutto, ha osservato, Laudato si’ sottolinea in modo inequivocabile quanto sia “precaria la situazione del nostro pianeta oggi”. Il pericolo è infatti il “collasso” della nostra casa comune, che garantisce la nostra e ogni altra forma di vita. Il secondo punto dell’Enciclica, ripreso dal cardinale Parolin, è appunto l’ecologia integrale. Per Francesco, “l’ecologia umana e quella naturale sono inseparabili”. Ecco perché, ha ammonito, deve essere anche inseparabile “la cura per l’ambiente, la giustizia per i poveri, l’impegno per la società e la pace interiore”. Tutto, ha ribadito, è per il Papa “interconnesso” e quindi “il grido della Terra è intimamente legato al grido dei poveri”. Tutti, è stato l’appello del segretario di Stato Vaticano, siamo dunque chiamati ad “unirci nello sforzo per salvare la nostra casa comune”.

Cambiare direzione del progresso economico per evitare catastrofe

Terzo punto, su cui si è soffermato il porporato, è la dimensione spirituale offerta da Laudato si’ alla questione ecologica. Una dimensione condensata nel “vangelo” della creazione a cui è dedicato il secondo capitolo dell’Enciclica. Per Francesco, ha rammentato il cardinale Parolin, deve esserci una relazione armonica dell’uomo con Dio, con il nostro prossimo e con la madre Terra”. I mali che vediamo anche a danno dell’ambiente, ha proseguito, sono il risultato della “violenza presente nei nostri cuori”. Ed ha messo in guardia dallo sfruttamento dell’ambiente e dalla “cultura dello scarto”, che stanno portando la creazione “sull’orlo della catastrofe”. E’ urgente perciò “cambiare la direzione del progresso, il modo di gestire la nostra economia e il nostro stile di vita”.

“ Papa Francesco ci ricorda che il grido della Terra è intimamente legato al grido dei poveri ”

La Laudato si’, bussola del cammino in difesa della Terra

La dottrina cattolica sulla creazione, ha soggiunto, “non guarda al mondo come a un incidente causale”, ma come a un “atto intenzionale di Dio che l’ha offerto agli esseri umani come dono”. Un dono da custodire, “non da dominare e devastare”. E’ sotto questa luce, ha detto il cardinale Parolin, che si capisce facilmente perché Papa Francesco è così preoccupato al tempo stesso “per i poveri e per la natura”. Siamo tutti consapevoli, ha concluso, di quanto sia difficile il cammino da fare, “ma abbiamo una buona bussola che ci guida: l’Enciclica Laudato si’”.

 

Nostra generazione ha grande responsabilità per futuro umanità

Anche il cardinale Peter Turkson, ha messo l’accento sulla drammaticità della situazione. “La nostra comune casa planetaria – ha avvertito – sta cadendo in rovina” e il tempo per agire “sta scadendo”. Il prefetto del  Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha così avvertito che, se non cambiamo oggi il nostro sistema economico, “condanneremo le future generazioni” e in definitiva il futuro della stessa Terra. Ecco perché, ha detto il porporato ghanese, la generazione attuale ha una “immensa responsabilità per salvare la nostra casa comune” ed è per questo motivo, ha soggiunto, che la Santa Sede con questa conferenza ha voluto coinvolgere tutti: da leader religiosi a scienziati, da esponenti politici a rappresentanti della società civile. L’impegno, ha detto il cardinale Turkson, è quello di creare “una rete di persone” globale che porti avanti con passione l’impegno per la protezione dell’ambiente. “Se questa generazione non agisce – ha affermato citando il teologo irlandese Sean McDonagh – nessuna generazione futura sarà in grado di riparare i danni che questa generazione ha causato al pianeta”.

 

05 luglio 2018, 11:30