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L'immagine della campagna #EndHumanTrafficking L'immagine della campagna #EndHumanTrafficking 

#EndHumanTrafficking: uniti e consapevoli contro la tratta

Intervista a Padre Fabio Baggio, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano sulla campagna della Santa Sede, l’impegno di Papa Francesco e la responsabilità della società contro tutti quei fenomeni che ledono la dignità umana

Michele Raviart – Città del Vaticano

#EndHumanTrafficking, fine della tratta di essere umani. Questo l’hashtag lanciato sulle principali piattaforme social dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano per una campagna di sensibilizzazione per fermare la tratta di essere umani, nel giorno in cui le Nazioni Unite hanno istituto una Giornata mondiale contro questo fenomeno. “Un problema trascurato” e una “tragedia di proporzioni planetarie”, spiega il dicastero.

L’impegno di Papa Francesco

Anche Papa Francesco ha usato l’hashtag #EndHumanTrafficking nel suo tweet di oggi, in cui ha ribadito, dopo l’appello all’Angelus di ieri, la solidarietà per i “tanti fratelli sfruttati per traffici criminali”  e che non possono essere trattati come merce.  Sfruttamento sessuale, del lavoro, dei bambini: scandali contro i quali Papa Francesco si è sempre impegnato, spiega padre Fabio Baggio, sottosegretario dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano (Ascolta l'intervista integrale a padre Baggio sul tema della Tratta).

R. - Il Santo Padre, Papa Francesco aveva cominciato a manifestare un interesse molto grande rispetto al fenomeno della tratta già quando era arcivescovo di Buenos Aires e aveva sempre segnato questi momenti come le giornate di preghiera contro la tratta, , con dei messaggi, delle celebrazioni, che manifestavano la sua preoccupazione verso un fenomeno dilagante che era, sì, presente in America Latina e in Argentina, ma in tutte le parti del mondo. Da Pontefice ora guarda al fenomeno in modo più globale e quando ha costituito la sezione “Migranti e rifugiati” ha voluto aggiungere al mandato anche “vittime della tratta”, proprio per dire come questo fenomeno particolare, che interessa un numero molto grande di persone, donne e uomini e bambini, sia di fatto una sua preoccupazione principale.

Oggi ha incontrato il Papa e oggi è la Giornata Mondiale indetta dalle Nazioni Unite contro la tratta: Papa Francesco le ha detto qualcosa a riguardo su questo tema?

R. - Abbiamo commentato il messaggio che è stato rivolto all’Angelus di ieri. E’ un messaggio molto intenso, in cui il Santo Padre ha sottolineato che l’importanza di questa giornata è che, pur non essendo la giornata di preghiera della Chiesa cattolica contro la tratta ma essendo comunque la giornata internazionale contro la tratta diventa un’occasione importante per la riflessione. E ha voluto anche sottolineare il fatto che la tratta è presente anche nel “mio quartiere”, è presente anche nella “mia città”. Il Papa ha usato l’espressione “e anche qui a Roma è presente”, come per dire: non è un fenomeno che si sta realizzando lontano da me. E al tempo stesso, il Santo Padre ha anche sottolineato che l’essere coscienti di questo fenomeno ci induce anche a pensare a coloro che sono poi effettivamente i consumatori finali. Come ha sottolineato in un altro messaggio: se esiste la tratta è perché esistono persone che richiedono i servizi che dalla tratta sono offerti. E quindi è importante anche la coscienza da parte della nostra società, con tutte le problematiche che sono connesse del disprezzo totale della dignità umana, di uno sfruttamento che annulla la persone, di violenze e abusi, che sono ripetuti in tutta quella filiera che porta poi a offrire al cliente di turno quello di cui pensa di avere bisogno in questo caso.

In questo senso rientra una delle specificità di questa campagna, che non è solo di denuncia, cioè nel mettere nei propri post social e virtuali un richiamo con #EndHumanTrafficking è un invito in realtà a condividere a far arrivare a quante più persone possibile questo messaggio?

R.- Esattamente, perché alcune volte c’è la tentazione di pensare che riguardi altre persone, che riguardi altri contesti geografici. Che i responsabili sono solo gli aguzzini: che lo sono nella totalità e sono i colpevoli, i criminali; però non dimentichiamoci che c’è una responsabilità a tutti i livelli. La lotta alla tratta comincia da me, dal mio essere attento a determinate osservazioni, essere attento ai prodotti che compro, essere attento a questo sfruttamento che ormai è dilagante e prendere posizione contro questo.

30 luglio 2018, 16:28