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Giornata contro la tratta, un crimine vergognoso

Il 30 luglio, ricorre la Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani, oltre 40 milioni le vittime. Papa Francesco definisce il fenomeno un crimine aberrante che toglie libertà e dignità alle persone, ma dice anche: usciamo dall'ipocrisia, ci sono molte complicità

Adriana Masotti - Città del Vaticano

“Ascoltiamo il grido di tanti fratelli sfruttati per traffici criminali: non sono merce, sono persone umane, e come tali vanno considerati". Così il Papa in un tweet di oggi mentre all’Angelus di ieri alla vigilia della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani 2018 ha detto che "Questa piaga riduce in schiavitù molti uomini, donne e bambini con lo scopo dello sfruttamento lavorativo e sessuale, del commercio di organi, dell’accattonaggio e della delinquenza forzata. Anche le rotte migratorie sono spesso utilizzate da trafficanti e sfruttatori per reclutare nuove vittime della tratta. E’ responsabilità di tutti denunciare le ingiustizie e contrastare con fermezza questo vergognoso crimine".

Ma non si contano le occasioni in cui Papa Francesco ha usato parole forti per denunciare la vergogna della schiavitù moderna e le tante connivenze che la permettono.

Un fenomeno diffuso in tutto il mondo

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e la Walk Free Foundation sono oltre 40 milioni nel mondo le persone coinvolte nel fenomeno della tratta e il 71% del totale è costituito da donne e bambine. Molteplici le sue forme: traffico di migranti, lavoro forzato, lavoro minorile, sfruttamento sessuale, commercio di organi, arruolamento nei gruppi armati, matrimoni precoci, accattonaggio.
Nel 2010, le Nazioni Unite hanno adottato un Piano Globale d’Azione per la lotta alla tratta di esseri umani e esortato i governi di tutti i Paesi ad una cooperazione globale, ma riconoscono che è necessario sostenere gli sforzi degli Stati per proteggere le vittime e assicurare loro i diritti. E’ per questo che l'Assemblea Generale dell’Onu ha promosso la Giornata del 30 luglio. “Assisti e proteggi le vittime della tratta”, il tema scelto per quest’anno.

Una violazione dei diritti umani che ha molte cause

"La tratta di esseri umani è uno dei mali più vergognosi, - scriveva Ban Ki-moon, fino al 2016 segretario generale delle Nazioni Unite - una violazione spietata dei diritti umani in cui si commerciano, vendono, sfruttano, abusano e rovinano vite umane."
Mancanza di lavoro, di istruzione, povertà, conflitti, corruzione, in particolare fra gli uomini delle forze dell’ordine e gli addetti al controllo delle frontiere, sono alcune tra le cause del traffico di esseri umani e non ultime le politiche migratorie troppo restrittive, che finiscono per incentivare le rotte illegali e quindi la schiavitù. La tratta è diventata un’impresa criminale globale che genera enormi profitti illeciti pari a miliardi di dollari l’anno.

Ci sono molte complicità 

“Malgrado i grandi sforzi di molti, la schiavitù moderna continua ad essere un flagello atroce che è presente, su larga scala, in tutto il mondo, persino come turismo” ha detto Papa Francesco il 2 dicembre 2014, in occasione della firma della Dichiarazione congiunta dei leaders religiosi contro la schiavitù moderna. Le parole che la definiscono sono per lui  “crimine di lesa umanità” “abominevole fenomeno”, "orribile commercio" che “si maschera dietro apparenti abitudini accettate”.

“Vorrei che si ascoltasse il grido di Dio che chiede a tutti noi: Dov’è tuo fratello?”

La tratta costituisce un crimine contro l’umanità e una sconfitta per tutti: “Dov’è il tuo fratello schiavo? - scrive Francesco nella ‘Evangelii gaudium’ -. Dov’è quello che stai uccidendo ogni giorno nella piccola fabbrica clandestina, nella rete della prostituzione, nei bambini che utilizzi per l’accattonaggio, in quello che deve lavorare di nascosto perché non è stato regolarizzato? Non facciamo finta di niente. Ci sono molte complicità. La domanda è per tutti! Nelle nostre città è impiantato questo crimine mafioso e aberrante, e molti hanno le mani che grondano sangue a causa di una complicità comoda e muta”.

Non chiudere gli occhi di fronte alle schiavitù moderne

Il Papa afferma che c’è ancora molto da fare “per innalzare il livello di consapevolezza nell’opinione pubblica” riguardo al fenomeno della tratta. Nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2015, Francesco scrive: “Per questo motivo lancio un pressante appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, e a tutti coloro che, da vicino o da lontano, anche ai più alti livelli delle istituzioni, sono testimoni della piaga della schiavitù contemporanea, di non rendersi complici di questo male, di non voltare lo sguardo di fronte alle sofferenze dei loro fratelli e sorelle in umanità, privati della libertà e della dignità”.
 

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30 luglio 2018, 11:30