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Il Papa: cura del creato e fraternità, vie per uscire dalla crisi attuale

Messaggio di Francesco ai partecipanti alla riunione promossa dalle Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze episcopali di tutto il mondo che si incontrano in videoconferenza, oggi e domani, per riflettere sul loro ruolo “nell’era (post) Covid”, analizzando sfide e prospettive alla luce della Laudato si’ e della Fratelli tutti

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Nel portare avanti la missione di diffondere e far conoscere la Dottrina sociale della Chiesa “potete attingere ampiamente dalle Encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti, sforzandovi di coniugarle secondo le diverse situazioni locali, nei differenti contesti continentali, regionali e nazionali”. È quanto scrive Papa Francesco nel messaggio ai partecipanti all’Incontro mondiale delle Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze episcopali in programma on line oggi e domani. “In ogni parte del mondo - scrive  - lo sviluppo integrale, e quindi la giustizia e la pace, si possono costruire solamente attraverso queste due vie: la cura della casa comune e la fraternità e l’amicizia sociale. Due vie che traggono origine dal Vangelo di Cristo, ma sulle quali possiamo camminare insieme con tanti uomini e donne di altre confessioni cristiane, di altre religioni e anche senza una determinata appartenenza religiosa”.

Pertanto, vi incoraggio a portare avanti questo lavoro con speranza, determinazione e creatività. Lo faccio ben sapendo quanto sia impegnativo il contesto attuale, caratterizzato dalla crisi sanitaria e sociale dovuta alla pandemia di Covid-19 e da vecchi e nuovi focolai di conflitto, mentre si tende a regredire rispetto agli impegni assunti dopo le immani tragedie del secolo scorso.

Far conoscere la Dottrina sociale della Chiesa

 “La crisi attuale - spiega il Pontefice - ha rivelato numerose contraddizioni del sistema economico e politico, mentre persistono sfide irrisolte che richiedono l’impegno congiunto di numerosi attori”. “Vi esorto, dunque, ad affrontare tali questioni anche in collaborazione con altre realtà ecclesiali e civili – locali, regionali e internazionali – impegnate nella promozione della giustizia e della pace”. Nel messaggio, Francesco ricorda inoltre che San Paolo VI poco dopo la conclusione del Concilio Vaticano II “istituì la Pontificia Commissione Iustitia et Pax”. E San Giovanni Paolo II “la riformò in Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace”:

Sono certo che questi due Santi Pontefici, con la loro intercessione, continuano ad accompagnare il vostro lavoro, nelle tante Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze Episcopali del mondo intero. Tali Commissioni svolgono un servizio indispensabile, nell’ambito della pastorale sociale delle Chiese locali. Infatti, hanno il compito di diffondere e far conoscere la dottrina sociale della Chiesa, operando fattivamente per la tutela della dignità della persona umana e dei suoi diritti, con un’opzione preferenziale per i poveri e gli ultimi. In tal modo esse contribuiscono a far crescere la giustizia sociale, economica ed ecologica, e a costruire la pace.

Organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, l’appuntamento on-line si propone di rilanciare la collaborazione tra le commissioni e il Dicastero. La riunione si svolge nella mattina di mercoledì 17 novembre dalle ore 9 alle ore 13 per Europa, Oceania, Africa e Asia. E il pomeriggio di giovedì 18, dalle ore 14 alle ore 18, per America latina e Caraibi, Canada e Usa.

17 novembre 2021, 09:15