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Il Papa: la Quaresima, tempo di speranza nella nostra crisi

Dopo la recita dell’Angelus Francesco dedica un pensiero all’inizio, mercoledì prossimo, del periodo penitenziale e una breve riflessione al carisma apostolico dei compatroni d’Europa, i santi Cirillo e Metodio, che trovarono “vie nuove per comunicare il Vangelo”

Alessandro De Carolis – Città del Vaticano

Nella domenica delle tre parole che fanno la differenza oltre i legalismi e gli egoismi – vicinanza, compassione e tenerezza – il Papa nei saluti post-Angelus ricorda che il tempo forte liturgico ormai imminente è il periodo giusto per tradurre in vita la prossimità.

Mercoledì prossimo inizieremo la Quaresima. Sarà un tempo favorevole per dare un senso di fede e di speranza alla crisi che stiamo vivendo.
 

Dalla crisi calata nella quotidianità da un virus duro a essere sconfitto a due testimonianze senza tempo. Francesco parla brevemente dei Santi Cirillo e Metodio, i due evangelizzatori dei popoli slavi che il 31 dicembre del 1980 Giovanni Paolo II proclamava compatroni d’Europa con la Lettera Apostolica Egregiae Virtutis. Oltre a salutare “con affetto tutte le comunità che vivono nei territori evangelizzati dai Santi fratelli”, il Papa della Chiesa “in uscita” mette in risalto la loro esemplare carica missionaria.

La loro intercessione aiuti a trovare vie nuove per comunicare il Vangelo. Non hanno avuto paure questi due di trovare vie nuove per comunicare il Vangelo. E che la loro intercessione accresca nelle chiese cristiane il desiderio di camminare verso la piena unità nel rispetto delle differenze.

14 febbraio 2021, 13:01