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40° Santi Cirillo e Metodio, patroni d'Europa e guida a cammini di unità

L'auspicio del cardinale Kurt Koch per l'unità dei cristiani espresso in un videomessaggio, a quarant'anni dalla proclamazione dei santi Apostoli degli slavi quali compatroni, con San Benedetto, dell'Europa

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano 

Il 31 dicembre del 1980 con la pubblicazione della Lettera Apostolica Egregiae Virtutis, San Giovanni Paolo II proclamava i Santi Cirillo e Metodio compatroni d’Europa. Erano allora cento anni dall'Enciclica Grande Munus (1880), con la quale Leone XIII ricordava a tutta la Chiesa le figure e l’attività apostolica dei Santi Cirillo e Metodio introducendo anche la festa liturgica nel calendario della Chiesa cattolica. 

A quarant'anni di distanza, tornando sul ruolo e sul valore storico religioso dei fratelli di Salonicco, il cardinale Kurt Koch Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un videomessaggio esprime i suoi auspici per il cammino unitario della Chiesa e lo affida proprio a questi due testimoni. Infatti Cirillo e Metodio, fratelli, greci di Tessalonica evagelizzatori nella Grande Moravia tra i "popoli che abitavano allora la penisola balcanica e le terre percorse dal Danubio, - come disse san Giovanni Paolo II  - svolsero il loro servizio missionario in unione sia con la Chiesa di Costantinopoli, dalla quale erano stati mandati, sia con la sede romana di Pietro, dalla quale furono confermati, manifestando in questo modo l'unità della Chiesa".

L'unità alla radice

"La missione dei santi Cirillo e Metodio rappresenta  - afferma oggi il cardinale Koch - per i popoli slavi l’approdo a una nuova consapevolezza della propria cultura, in qualche modo l’ingresso stesso nella cultura attraverso la lingua scritta appena sorta. Essi misero per iscritto quella lingua parlata, la espressero con i segni della scrittura - e in questa forma la tramandarono a coloro dai quali l’avevano prima ricevuta in affidamento. Il Vangelo cominciò ad essere espresso nella lingua slava scritta.

A Velehrad, nella Grande Moravia, nel cuore dell’Europa, i fratelli di Salonicco portarono la tradizione greca e bizantina, cercando ed ottenendo il riconoscimento dei testi liturgici in lingua slava e della loro missione dalla Chiesa di Roma.

I Santi Cirillo e Metodio, venerati in Occidente ed in Oriente, sono per tutti testimoni di quell’unità indivisa alla sorgente, capace di tenere insieme le differenze. La loro vita ci sia di ispirazione per cammini di unità e la loro intercessione ce la ottenga".

 

31 dicembre 2020, 11:15