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Papa a Napoli. Presentata la Collana Sponde: teologia, dialogo,pace

Nella sezione san Luigi della Pontificia Facoltà di Teologia di Napoli che il Papa visiterà il prossimo 21 giugno, è iniziato un percorso di preparazione all'evento. Ne fa parte oggi, anche la presentazione di una Collana dal titolo "Sponde" pensata come un'offerta di strumenti per elaborare una teologia adatta al nuovo contesto del Mediterraneo. L'obiettivo incontra quello che sarà l'argomento dell'intervento del Papa nella sua seconda visita nel capoluogo campano

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

A dieci giorni dalla visita di Papa Francesco che il 21 giugno sarà a Napoli per chiudere il Convegno su " La Teologia dopo Veritatis Gaudium nel contesto del Mediterraneo", la sezione san Luigi della Facoltà Teologica del Mediterraneo che ospiterà Francesco, presenta oggi una Collana di volumi che, per l’arrivo del Pontefice, saranno tutti pubblicati.

Il titolo è evocativo e dal forte impatto: "Sponde. A presentarla oggi a Napoli, il professor Sergio Tanzarella docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale che modera una tavola rotonda alla presenza di Andrea Monda, direttore dell'Osservatore Romano, Federico Monga, direttore de Il Mattino e Luigi Accattoli, vaticanista e scrittore.

La Collana e la riflessione sul Mediterraneo a tutto campo

"Avevamo concepito la Collana prima di sapere che il Papa avrebbe accettato il nostro invito” - spiega il professor Sergio Tanzarella - “ma poi la notizia che ci ha colto di sorpresa, ha imposto un'accelerazione con gli autori. In un mese e mezzo pubblichiamo 8 volumi: l’obiettivo, in un sapere diffuso teologico, è quello di fornire degli strumenti e aiutare ad una trasformazione nella concezione del Mediterraneo. Da un mare che sta diventando sempre più un mare di scontri e di morte, vogliamo recuperarlo come un mare di incontro e di dialogo, di incroci di sapienza”.
I volumi spaziano dal ruolo delle città del Cristianesimo antico, al modo di pensare e ripensare il Mediterraneo anche grazie al pensiero profetico di figure come Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti e le loro proposte di dialogo che andavano oltre i nazionalismi;dal Mediterraneo nel suo significato profondo all'uso storiografico e comune che oggi se ne fa; nonchè una guida al discernimento per meglio comprendere cosa muove la guerra che sottende il Mediterraneo e che vi fa viaggiare tanti in cerca di una vita migliore.

Ascolta l'intervista al prof. Sergio Tanzarella

La logica del rifiuto è anti evangelica

"D’altra parte - osserva ancora il professore - per noi che insegniamo in questa Facoltà da cui ammiriamo la vista del Mediterraneo, ciò che sta accadendo in esso non può non interrogarci. Vediamo che questo mare si sta trasformando in un muro invalicabile. La logica illogica dei porti chiusi non può non richiedere la nostra attenzione, la nostra parola e la possibilità di insegnare ai giovani a comprendere quanto c’è di anti evangelico nelle logiche del sospetto e del rifiuto. Le culture sono fatte per dialogare tra di loro”.

La nuova teologia dopo Veritatis Gaudium

Alla luce dello stimolo racchiuso nel Proemio della Costituzione Apostolica di Papa Francesco Veritatis gaudium del gennaio 2018,“in questa Collana vogliamo offrire un altro tipo di approccio teologico ad un contesto che ci appartiene, quello appunto del Mediterraneo. Un approccio teologico innanzitutto aderente alla storia, alla realtà: molte volte la teologia ha avuto come riferimento un mondo che non esiste più o che non è mai esistito. Mi sembra invece che il Papa nella provocazione che fa alla Teologia, inviti caldamente la Teologia e il suo insegnamento a partire dal contesto, con alcuni criteri, soprattutto quello del dialogo e non della chiusura. Scrive il Papa ‘dialogo a tutto campo non come mero atteggiamento tattico, ma come esigenza intrinseca per fare esperienza comunitaria della gioia della Verità e per approfondirne il significato e le implicazioni pratiche’ ”.

L’invito del Papa

E questo è un programma impegnativo. “Il Papa - afferma ancora il professore - ci invita a rinunciare a costruzioni magnifiche, coerenti, lucidissime ma talvolta inefficaci a comprendere la realtà e a insegnare ai nostri studenti a confrontarsi con essa. Sempre nel proemio della Veritatis gaudium, il Papa raccomanda una iter e una trans disciplinarietà. Anche questo è un impegno che deve spingere tutti noi docenti a superare le chiusure talvolta comprensibili del nostro ambito specialistico” .

Il Papa tra noi: responsabilità e incoraggiamento

Per me il fatto che il Papa abbia scelto di venire in una piccola facoltà è un segno che ci carica di responsabilità ma anche di un grande incoraggiamento: mi auguro dalla sua venuta, l’affermazione ancora più forte di ciò che cerchiamo di fare, cioè il superamento di modelli non più attuali, soprattutto di una autoreferenzialità e di un clericalismo che ancora vediamo nei nostri ambienti come anche del ruolo degli intellettuali inteso come culto dell’erudizione. Noi non siamo degli eruditi, siamo dei comunicatori e gli studenti hanno bisogno di questa capacità di comunicazione, di intercettare la storia pur nella rigorosità e nella scientificità degli studi e dell’impegno".

Tra i volumi finora pubblicati nell’ambito della Collana ricordiamo, “Pensare sul mare tra le terre, Filosofia e Mediterraneo” di Augusto Cavadi; “La gioia della verità. Francesco e la teologia nel mediterraneo” di Pino Di Luccio; “Spazio europeo e Mediterraneo. Le analisi profetiche di Giorgio La Pira e Giuseppe Dossetti” dM Fabrizio Mandreoli e Marco Giovannoni; “Pensare il Mediterraneo, mediterraneizzare il pensiero. Da luogo di conflitti a incrocio di sapienze” di Edgar Morin.

11 giugno 2019, 08:30