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Papa: testimoni e annunciatori di Gesù risorto

Essere testimoni dell’avvenimento più sconvolgente della storia umana, la risurrezione di Gesù, che attesta la vittoria dell’Amore di Dio sul peccato e sulla morte. E' la strada indicata stamani da Papa Francesco, al Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo. Il Papa ha anche messo in risalto come il Vangelo odierno ci riporti vicino al sepolcro vuoto: le donne incontrano e toccano non un fantasma ma Gesù vivo

Debora Donnini - Città del Vaticano

Come le donne, le prime ad incontrare Gesù risorto, "anche noi siamo chiamati a incontrarlo personalmente e a diventare suoi annunciatori e testimoni”, vivendo la gioia pasquale e liberati da paura e tristezza. E’ l’invito che il Papa rivolge ai cristiani stamani, al Regina Coeli del Lunedì dell’Angelo. “Ciò che umanamente era impensabile è avvenuto”, ricorda il Papa: la risurrezione di Cristo, infatti, costituisce “l’avvenimento più sconvolgente della storia umana, che attesta la vittoria dell’Amore di Dio sul peccato e sulla morte e dona alla nostra speranza di vita un fondamento solido come la roccia”. Il Papa è tornato anche a manifestare vicinanza al popolo dello Sri Lanka, colpito nel giorno di Pasqua da una serie di attacchi, e ha condannato questi "atti disumani, mai giustificabili". (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Il sepolcro vuoto. Gesù è vivo, non è un fantasma

La sua riflessione parte dal Vangelo di oggi, che narra l’incontro di Gesù con le donne, riportandoci vicino al sepolcro vuoto:

Ci farà bene andare con il pensiero al sepolcro vuoto di Gesù. Le donne, piene di timore e di gioia, stanno partendo di corsa per andare a portare la notizia ai discepoli che il sepolcro era vuoto; e in quel momento Gesù si presenta davanti a loro. Esse «si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono». Lo hanno toccato: non era un fantasma, era Gesù, vivo, con la carne, era Lui. Gesù scaccia dai loro cuori la paura e le incoraggia ancora di più ad annunciare ai fratelli ciò che è accaduto.

In Lui anche noi siamo risorti

“Tutti i Vangeli mettono in risalto il ruolo delle donne, Maria di Magdala e le altre, come prime testimoni della risurrezione”, e le prime a annunciare che Egli è vivo, sottolinea, ancora, Papa Francesco mentre “gli uomini, intimoriti, erano chiusi nel cenacolo”.

Oggi, cari fratelli e sorelle, risuonano anche per noi le parole di Gesù rivolte alle donne: «Non temete; andate ad annunciare…» (v. 10). Dopo i riti del Triduo Pasquale, che ci hanno fatto rivivere il mistero di morte e risurrezione del nostro Signore, ora con gli occhi della fede lo contemplano risorto e vivo. Anche noi siamo chiamati a incontrarlo personalmente e a diventare suoi annunciatori e testimoni. Con l’antica Sequenza liturgica pasquale, in questi giorni ripetiamo: «Cristo, mia speranza, è risorto!». E in Lui anche noi siamo risorti, passando dalla morte alla vita, dalla schiavitù del peccato alla libertà dell’amore.

Sentirlo presente nella condivisione

Lasciandosi avvolgere dalla sua luce gloriosa, si dissipano le tenebre “della paura e della tristezza”. Bisogna quindi attingere “a piene mani" pace e serenità, doni del Risorto, e “condividerle con i fratelli”, specialmente con chi ha più bisogno di speranza e conforto.

Gesù risorto cammina accanto a noi. Egli si manifesta a quanti lo invocano e lo amano. Prima di tutto nella preghiera, ma anche nelle semplici gioie vissute con fede e gratitudine. Possiamo sentirlo presente pure condividendo momenti di cordialità, di accoglienza, di amicizia, di contemplazione della natura. Questo giorno di festa, in cui è consuetudine godere un po’ di svago e di gratuità, ci aiuti a sperimentare la presenza di Gesù.

E in questa settimana, in cui si prolunga la gioia pasquale della Risurrezione, anche dopo la recita del Regina Coeli, Papa Francesco ribadisce l’invito a cogliere “ogni buona occasione per essere testimoni della gioia e della pace del Signore risorto”.

22 aprile 2019, 12:15