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Papa Francesco visita il Santuario della Madonna di Pompei, 21.03.2015 Papa Francesco visita il Santuario della Madonna di Pompei, 21.03.2015 

Supplica Pompei. Papa: respingiamo il diavolo che vuole dividere la Chiesa

Nell’odierna festa della Madonna del Rosario, dopo l’Angelus, Papa Francesco ricorda il Santuario di Pompei, dove stamani il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, ha presieduto la tradizionale Supplica

Barbara Castelli – Città del Vaticano

 

“Rinnovo l’invito a pregare il Rosario ogni giorno del mese di ottobre, concludendolo con l’antifona ‘Sotto la tua protezione’ e la preghiera a San Michele Arcangelo, per respingere gli attacchi del diavolo che vuole dividere la Chiesa”. Così oggi Papa Francesco, dopo la preghiera mariana dell’Angelus, ricordando l’odierna festa della Madonna del Rosario e la tradizionale Supplica al Santuario di Pompei. L’appuntamento nella città campana è stato presieduto dal cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, salutato da mons. Tommaso Caputo, arcivescovo prelato e delegato pontificio. “Venendo dalla martoriata Siria – ha detto il porporato - sono qui ad intercedere, insieme con voi, la Vergine del Santo Rosario per la pace e la riconciliazione in quel caro Paese, per il Medio Oriente, per tutte le popolazioni tormentate dalla guerra o da calamità naturali”.

In Siria una continua strage degli innocenti

Nell’omelia, il cardinale Mario Zenari ha descritto con dolore e in modo chiaro l’orrore che si vive ogni giorno in Siria, uno strazio che colpisce soprattutto i più piccoli. “Vengo da un conflitto, quello siriano, che dura ormai quasi otto anni”, ha detto, un conflitto che si può definire “come la strage degli innocenti”: “tanti sono i bambini estratti morti o feriti dalle macerie, dilaniati da esplosioni, abusati, torturati, arruolati, che hanno patito la fame”. Nonostante “tanta indifferenza”, il porporato ha voluto rendere grazie a quanti cercano di asciugare le lacrime di chi soffre, anche a costo della propria vita; e ha idealmente abbracciato le mamme costrette a piangere i propri figli, lo stesso dolore impresso nel marmo da Michelangelo nella sua Pietà. “Quante mamme”, ha rimarcato, si possono vedere trasfigurate nell’opera: “tutte le mamme che tengono in braccio i loro figli morti, morti di morte prematura, morti a causa della violenza, della guerra o di calamità naturali, le mamme della Siria, che tengono in braccio mezzo milione di morti e un milione e mezzo di feriti”.

La Chiesa sia Madre e in uscita

Il nunzio apostolico in Siria ha posto ai piedi della Beata Vergine Maria, inoltre, le sofferenze dei cristiani perseguitati; le difficoltà che oggi incontrano le famiglie; i lavori dei Padri sinodali, riuniti in Vaticano per riflettere sui giovani; e ha ricordato che la Madre Celeste deve essere sempre “modello” per la Chiesa. “La Chiesa”, ha insistito, deve essere, “come ci ricorda Papa Francesco, Chiesa in uscita, verso le periferie esistenziali del mondo, sofferenze di ogni specie, fisiche e morali: bambini abbandonati, giovani ridotti in schiavitù dalla droga, famiglie senza lavoro o disgregate, anziani soli, degrado morale e ambientale”. La Chiesa, ha aggiunto, deve essere anche “ospedale da campo”, “portatrice di speranza e consolazione”.

La fede sia testimonianza e carità

Il cardinale Mario Zenari ha, infine, parlato della coerenza della fede. “La fede e la testimonianza devono andare insieme”, ha detto, citando Papa Francesco e il beato Bartolo Longo, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei: “la Chiesa senza testimonianza è soltanto fumo” e “la fede senza la carità è una menzogna”.

07 ottobre 2018, 12:25