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Il Papa chiede di pregare il Rosario tutti i giorni di ottobre per invocare la protezione della Chiesa dal diavolo Il Papa chiede di pregare il Rosario tutti i giorni di ottobre per invocare la protezione della Chiesa dal diavolo  (©kbuntu - stock.adobe.com)

Papa: preghiamo il Rosario per difendere la Chiesa dagli attacchi del diavolo

In questi tempi difficili, in cui la Chiesa è attaccata in modo particolare dal male, il Papa chiede ai fedeli di tutto il mondo di unirsi in una preghiera corale in questo mese di ottobre per invocare la protezione di Maria e dell'Arcangelo Michele

Sergio Centofanti - Città del Vaticano


Inizia oggi, primo ottobre, memoria di Santa Teresa di Gesù Bambino, il mese speciale di preghiera chiesto dal Papa perché la Chiesa sia protetta dal diavolo che vuole dividerci da Dio e dai fratelli. Francesco ci invita a pregare il Rosario tutti i giorni in questo mese mariano, concludendo la recita con due invocazioni: a Maria e all’Arcangelo Michele.

Sub tuum praesídium

La prima preghiera, “Sub tuum praesídium”, risalente al III secolo, è il più antico tropario dedicato alla madre di Dio:

“Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta”.

Ascolta l'antifona mariana “Sub tuum praesídium” (gregoriano)

La preghiera a San Michele Arcangelo

La seconda invocazione è una preghiera a San Michele scritta da Papa Leone XIII nel 1884 per chiedere la protezione della Chiesa dagli attacchi del maligno:

“San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii nostro presidio contro le malvagità e le insidie del demonio. Capo supremo delle milizie celesti, fa’ sprofondare nell’inferno, con la forza di Dio, Satana e gli altri spiriti maligni che vagano per il mondo per la perdizione delle anime. Amen”.

Il mistero del male 

Proprio oggi la liturgia ci parla del diavolo sia nella prima lettura che nel Vangelo. Com’è accaduto a Giobbe, ci sono periodi in cui il demonio ha più potere per attaccarci. E’ il mistero del male. Come dice Sant’Agostino, ripreso dal Catechismo della Chiesa Cattolica (324), “Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna”. Questa certezza ci conforta, ma il mistero del male, qui sulla terra, rimane e fa male.

Umiltà e obbedienza contro gli attacchi del demonio

Per resistere a questi attacchi abbiamo bisogno di percorrere la strada dell’umiltà e dell’obbedienza, come dice Santa Teresa di Gesù Bambino. E’ la via dei piccoli che si affidano a Gesù. La via della superbia ci fa sentire più grandi, più giusti, più ortodossi degli altri, magari anche dello stesso Papa, e finiamo per impedire - come si legge nel Vangelo odierno - che il diavolo venga scacciato.

Il diavolo esiste anche nel XXI secolo

Papa Francesco parla tantissime volte del diavolo, senza paura di essere giudicato antiquato, perché - dice - “il diavolo c’è, anche nel XXI secolo, e non dobbiamo essere ingenui. Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui".  

Il diavolo si traveste spesso da angelo

Il diavolo “è più intelligente di noi” – ricorda il Papa – con lui non si dialoga, perché si perde, com’è successo ad Eva: “Si è creduta la grande teologa ed è caduta”. Il diavolo, infatti, “è un seduttore”, “sa parlare bene”, “sa quali parole dirci” e “a noi piace essere sedotti”, “ti porta dei regali belli, ben incartati”, “ci seduce con il pacchetto senza farci vedere cosa c’è dentro”, “le sue proposte sono tutte bugie” e “noi, scemi, crediamo”. La sua luce è folgorante “come il fuoco d’artificio”, ma svanisce. Il diavolo viene da noi “mascherato da angelo tante volte e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo! Seguiamo Gesù”.

La più grande persecuzione della Chiesa non viene da fuori

Spesso, forse, ci siamo rinchiusi in una fortezza, come se gli attacchi più pericolosi venissero da fuori, dal mondo, e ci siamo sentiti protetti da questa separazione. Certo, le persecuzioni anticristiane continuano e sono ancora più forti che nel passato, ma - come ha affermato Benedetto XVI – “la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”. E Papa Francesco chiede questa preghiera speciale, più intensa, proprio per preservare la Chiesa dagli attacchi del maligno e “renderla allo stesso tempo sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi nel presente e nel passato, e impegnata a combattere senza nessuna esitazione affinché il male non prevalga”.

Il pericolo più subdolo: il male che colpisce dal di dentro

La parola “diavolo” deriva dal greco “dia-bolos”, è “colui che divide”. Satana vuole dividere da Dio, vuole separare i fratelli, attacca l’unità della Chiesa. “L’autodistruzione o il fuoco dei commilitoni - afferma Papa Francesco - è il pericolo più subdolo. E’ il male che colpisce dal di dentro; e, come dice Cristo, ogni regno diviso in se stesso va in rovina”. Il diavolo cerca di distruggere la Chiesa. La sua “è una guerra sporca” e “noi ingenui stiamo al suo gioco”.

La Chiesa perseguitata da quelli che si credono giusti

Nella Messa celebrata a Santa Marta il 20 settembre scorso il Papa parla dell’ipocrisia di quelli che si credono “giusti”, “puri” - un tempo erano i farisei, poi si chiamavano “catari” e via dicendo - e cedono alle suggestioni di satana. Fuori è “tutto bello” ma dentro c’è putredine e marciume. “E la Chiesa, quando cammina nella storia - osserva Francesco - è perseguitata dagli ipocriti: ipocriti da dentro e da fuori. Il diavolo non ha niente da fare con i peccatori pentiti, perché guardano Dio e dicono: ‘Signore sono peccatore, aiutami’. E il diavolo è impotente, ma è forte con gli ipocriti. È forte, e li usa per distruggere, distruggere la gente, distruggere la società, distruggere la Chiesa. Il cavallo di battaglia del diavolo è l’ipocrisia, perché lui è un bugiardo: si fa vedere come principe potente, bellissimo, e da dietro è un assassino”.

Solo la preghiera vince il diavolo

Papa Bergoglio porta il nome di San Giorgio che, secondo la leggenda, ha ucciso il drago, simbolo di satana: chiama tutti a lottare, insieme, con la preghiera contro il demonio in questi tempi difficili “in cui sembra che il Grande Accusatore si sia sciolto e ce l’abbia con i vescovi” e gira per il mondo per accusare e “scandalizzare il popolo”. Invita a combattere contro il maligno rifugiandosi sotto il manto della Madonna: solo la debolezza della preghiera sconfigge il diavolo.

01 ottobre 2018, 12:00