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immagine del conflitto nella Striscia di Gaza nell'ultimo giorno di Ramadan immagine del conflitto nella Striscia di Gaza nell'ultimo giorno di Ramadan  (AFP or licensors)

Medio Oriente, Biden chiede un nuovo cessate il fuoco ad Israele

Da mesi che il presidente della Casa Bianca fa pressione sul premier israeliano Benjamin Netanyahu affinché riconsideri la sua gestione della guerra a Gaza e arrivi ad un cessate il fuoco, consentendo per le prossime settimane che tutto il cibo e le medicine entrino nella Striscia. Anche dall’Onu giunge un nuovo monito su le conseguenze disastrose di un’invasione di Rafah

Silvia Giovanrosa - Città del Vaticano

Il cessate il fuoco, una pausa umanitaria di almeno sei settimane e l’ingresso nella Striscia di medicine e cibo per la popolazione. È quanto il capo della Casa Bianca, Joe Biden, chiede al governo israeliano, dicendosi completamente in disaccordo con la politica di guerra del premier Netanyahu. “Non ci sono scuse per non provvedere a queste necessità", afferma il presidente degli Stati Uniti. Intanto, si attende, tra un paio di settimane, un incontro tra i rappresentanti del governo israeliano e quello americano per discutere, in particolar modo, della paventata invasione di Rafah, dove si sono rifugiate più di un milione di persone innocenti. Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, ha riferito che gli Usa non sono stati informati di una data per l’invasione. Anche dal ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, arriva la conferma, contraddicendo quanto dichiarato da Netanyahu, che non c’è alcuna data fissata per l’offensiva di terra della città.

Sul terreno di guerra

Intanto un attacco aereo israeliano ha colpito, nella notte di oggi, mercoledì 10 aprile, un edificio nel campo profughi di Nuseirat, nel centro di Gaza. Nel raid sono morte 14 persone, per la maggior parte donne e bambini. L'attacco è avvenuto l'ultima notte prima dell'Eid al-Fitr, una delle festività più importanti del calendario islamico, che segna la fine del Ramadan. I feriti sono stati accolti nell’Ospedale dei martiri di Al-Aqsa che versa in condizioni catastrofiche, secondo la testimonianza di alcuni medici che hanno soccorso le vittime dell’attacco. “La nostra area di accoglienza è piena di feriti e le persone sono sul pavimento, abbiamo provato ad allestire tende per il triage fuori dall'ingresso dell'ospedale, ma anche quella è piena di feriti e la capacità è scarsa", ha detto il medico alla CNN. 

Su Gaza lanci di dolci e giocattoli per la fine del Ramadan

Per l’Eid al-Fitr, la festa che conclude il mese mussulmano, il Ramadan, l’esercito giordano a lanciato ieri sulla Striscia di Gaza, dolci e giocattoli. Il lancio è stato effettuato da nord a sud dalla Giordania insieme all’Egitto, Emirati Arabi, Indonesia, Paesi Bassi, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti. L'Eid al-Fitr dura tre giorni, è uno dei periodi più attesi dell'anno dai musulmani: con l'occasione è tradizione scambiarsi doni, soprattutto per i bambini, oltre a preparare pasti e dolci tipici.

Intanto, è sotto esame la gestione del capitolo umanitario da parte di Israele: il governo deve rispondere oggi dinanzi alla Corte Suprema che, su richiesta di un gruppo di ong, gli ha ordinato di giustificare la sua politica sull’assistenza ai civili.

Lo scontro con l'Iran

L’esecutivo israeliano deve fronteggiare anche le reiterate minacce dell’Iran, dopo l’attacco al suo consolato a Damasco nelle scorse settimane: “Israele ha sbagliato - ha sentenziato la Guida suprema, Ali Khamenei- e sarà punito. Israele ha commesso un errore quando ha attaccato la Siria: i consolati fanno parte delle terre dei Paesi a loro collegati, ed e' come se avessero attaccato la nostra terra - ha aggiunto Kamenei-. Israele ne pagherà le conseguenze". 

 

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10 aprile 2024, 09:49