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Proteste in Canada Proteste in Canada 

Misure restrittive anti-Covid: tra allentamenti e proteste

In Canada si è arrivati ai primi arresti per gli organizzatori delle manifestazioni nella capitale sfociati in veri e propri bivacchi dinanzi al Parlamento. Altrove, da Israele al Giappone, si va verso un alleggerimento delle chiusure. In Italia, stato di emergenza fino al 31 marzo

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Diversi i Paesi che hanno deciso per un allentamento delle restrizioni sanitarie legate alla pandemia da Covid-19. Ma in Canada, le proteste anti-pass, secondo le autorità, avrebbero passato il limite della tollerabilità.

A Ottawa i primi arresti per le proteste anti-restrizioni

La polizia canadese ha effettuato ieri i primi arresti mirati dei leader del movimento anti-sanitario che ha bloccato le strade di Ottawa per quasi tre settimane. La protesta non è più pacifica, così l’ha definita il primo ministro canadese Trudeau. I mandati di arresto sono arrivati mentre il pittoresco viale di fronte alla sede del Parlamento è diventato luogo di accampamento di no-vax che stanno bivaccando da giorni. A voler voltare pagina è la California dove il governatore Gavin Newsom ha presentato un piano per trattare il Covid-19 come un rischio gestibile che "resterà con noi per qualche tempo se non per sempre" e non più come un'emergenza. "Non neghiamo quanto accaduto negli ultimi due anni. Questa non è come la Seconda Guerra Mondiale, dove si può annunciare la fine", dice Newsom. Il piano punta sui vaccini e sui booster e prevede che l'obbligo di mascherina possa essere allentato o rafforzato a seconda della severità e della traiettoria delle infezioni, oltre ad ampliare l'accesso alle cure per il Covid e a combattere la disinformazione.

Israele annuncia la fine del pass sanitario

A Gerusalemme il primo ministro israeliano Bennett ha annunciato la fine del lasciapassare sanitario. L'ondata di contagi legata alla variante Omicron – ha dichiarato - sta ormai svanendo in Israele. Il Paese è stato uno dei primi al mondo a intraprendere un'estesa campagna vaccinale e tra i primi a introdurre il certificato, obbligatorio per entrare in bar, ristoranti, hotel, palestre e luoghi di culto; ora, visto il netto calo di casi gravi e di contagi confermati, il capo del governo ha ritenuto che si possa procedere oltre. A differenza di altre nazioni, in Israele le proteste no-vax sono state più contenute, con manifestazioni occasionali. Ma lunedì migliaia di cittadini provenienti da tutto il Paese hanno sfilato nelle strade di Gerusalemme, in quello che è stato definito, come in Francia e Canada, 'convoglio della libertà' contro le restrizioni. Anche il Giappone allenterà le severe restrizioni alle frontiere per permettere a studenti e lavoratori stranieri di entrare, ma ai turisti rimarrà per ora negato l’accesso.

In Italia prorogato al 31 marzo lo stato di emergenza

Le autorità sudcoreane hanno annunciato che avrebbero allentato le restrizioni anti-Covid, temendo troppi danni economici se fossero state mantenute così come sono, anche se il Paese ha superato per la prima volta la soglia dei 100 mila casi giornalieri e gli esperti prevedono che si avranno 270 mila casi al giorno entro marzo con la diffusione della variante Omicron. Hong Kong, che sta combattendo con un alto tasso di contagi, ha identificato più di 20 mila camere d'albergo per la quarantena. In Italia – dove la curva dei decessi per Covid comincia a scendere, come non accadeva da tre mesi – approvato il decreto che proroga al 31 marzo lo stato di emergenza. Numerose le forze politiche che non vogliono si vada oltre quel termine.

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18 febbraio 2022, 07:52