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Nuova notte di scontri tra Israele e Gaza Nuova notte di scontri tra Israele e Gaza 

È guerra tra Israele e Striscia di Gaza

Ancora una notte di guerra in tra Israele e Palestinesi. Attaccati dall’aviazione ebraica vari obiettivi nella Striscia di Gaza, da dove c’è stato il lancio di centinaia di razzi sul territorio israeliano. Anche stamani nuovi disordini a Gerusalemme e altri attacchi. Cresce la preoccupazione nella comunità internazionale, mentre Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente chiede un cessate-il-fuoco immediato

Giancarlo La Vella – Città del Vaticano

C’è preoccupazione nella comunità internazionale per l’aggravarsi della crisi israelo-palestinese. Tra territorio ebraico e Striscia di Gaza è stata una notte di vera e propria guerra. Oltre 50 le vittime, tra le quali 14 minori. I raid aerei israeliani hanno colpito diverse basi di Hamas, che governa nella Striscia. Almeno 5 i dirigenti del movimento rimasti uccisi. Intanto la notte è stata illuminata da almeno 200 razzi e colpi di mortaio, che da Gaza hanno raggiunto il territorio israeliano. L’85% dei proietti è stato neutralizzato dalla contraerea israeliana. Quasi 50 le vittime nella Striscia, 5 in Israele, dove è stato dichiarato lo stato d’emergenza in varie zone. Scuole chiuse in metà del Paese. Stamani nuovi disordini nella Spianata delle Moschee nel corso delle preghiere islamiche del mattino. Forti tensioni e due giovani vittime anche in Cisgiordania, vicino Hebron, negli scontri tra palestinesi e forze ebraiche.

Fermento nella politica israeliana

Intanto sul fronte politico israeliano, Yair Lapid, premier incaricato, e Naftali Bennet del partito nazionalista si scagliano contro il capo del governo Nethanyahu esortandolo a farsi da parte; sta causando un vero disastro. E, mentre dalla comunità internazionale e dalle Chiese in Terra Santa si chiede pace ed un’immediata tregua, il ministro della difesa, Gantz, annuncia: le operazioni militari a Gaza continueranno sino a quando sarà necessario.

Il Consiglio delle Chiese: basta violenza


Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente (Mecc) lancia un appello, perché la comunità internazionale e tutte le forze interessate intervengano rapidamente a Gerusalemme, affinché vengano salvaguardati i diritti dei palestinesi e cessino le ingiustizie nei loro confronti. “Questa gente ha il diritto di vivere una vita dignitosa, sicura e prospera” si legge in una dichiarazione diffusa oggi a proposito degli scontri tra palestinesi e forze dell’ordine israeliane che si stanno verificando nella Città Santa dopo l’annunciato sfratto di famiglie palestinesi del sobborgo di Sheikh Jarrah, nei pressi della Città Vecchia, a vantaggio di coloni israeliani. Per il Mecc occorre revocare l’occupazione palestinese, perché ai palestinesi vengano riconosciuti libertà, dignità e pieni diritti e perché si giunga a una pace stabile e duratura in Terra Santa. “La violenza genera solo violenza, l’odio porta solo più odio, la discriminazione razziale provoca solo rivoluzione, e l’estremismo genera solo estremismo - afferma il Mecc -, la privazione genera solo rivolte, e l’unica via d’uscita da questo ciclo distruttivo è riconoscere a tutti i propri diritti”. Per il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente è necessario giungere a tale riconoscimento quanto prima e senza ambiguità.

Ultima modifica 12.05.2021, ore 15.20

12 maggio 2021, 11:07