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Protesta di solidarietà dei marittimi siciliani lo scorso 5 dicembre Protesta di solidarietà dei marittimi siciliani lo scorso 5 dicembre 

Libia: liberati dopo 108 giorni i pescatori di Mazara del Vallo

Erano stati sequestrati a bordo di due pescherecci lo scorso primo settembre

Michele Raviart - Città del Vaticano

Sono stati liberati i diciotto pescatori trattenuti in un carcere libico da oltre cento giorni. Si tratta di otto tunisini, sei italiani, due indonesiani e due senegalesi che si trovavano a bordo di due pescherecci partiti da Mazara del Vallo, in Sicilia, e sequestrati il primo settembre scorso da motovedette libiche fedeli al generale Haftar con l’accusa di violazione delle acque territoriali.

L'attesa dei famigliari

“Abbiamo ricevuto comunicazioni su una liberazione imminente”, ha affermato il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quici, mentre i famigliari dei marittimi si riunivano davanti all’edificio sede del Comune siciliano. Aspettavamo questo regalo di Natale, hanno affermato alcuni di loro, mentre l’armatore del “Medinea” – uno dei due pescherecci sequestrati – si è detto commosso per l’emozione. “Sono rinata dopo tre mesi bui”, il commento della madre di un pescatore coinvolto.

Il governo italiano  e la Santa Sede

La notizia della liberazione è arrivata con la conferma del volo a Bengasi del presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio. In questo lungo periodo anche il Papa e la Santa Sede hanno in più di un'occasione rivolto il pensiero ai pescatori e alle loro famiglie. Francesco all'Angelus del 18 ottobre scorso aveva pregato incoraggiando i pescatori e quanti potevano accelerare il loro rilascio:

Affidandosi a Maria, stella del mare, mantengano viva la speranza di poter riabbracciare presto i loro cari. Prego anche per i diversi colloqui in corso a livello internazionale, affinché siano rilevanti per il futuro della Libia. Fratelli e sorelle, è giunta l’ora di fermare ogni forma di ostilità favorendo il dialogo che porti alla pace, alla stabilità e all’unità del Paese. Preghiamo insieme per i pescatori e per la Libia, in silenzio.

Con il Papa anche il cardinale Peter Turkson Prefetto del Dicastero per lo Sviluppo umano integrale nel messaggio del 20 novembre in occasione della Giornata della pesca aveva rivolto un pensiero ai detenuti in Libia parlando direttamente ai Governi e alle Autorità nazionali competenti perchè risolvessero una "penosa situazione attraverso un dialogo aperto e sincero".

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17 dicembre 2020, 11:56