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Coronavirus: fase 2, laboratorio dedicato agli esami Covid-19 a Genova Coronavirus: fase 2, laboratorio dedicato agli esami Covid-19 a Genova  (ANSA)

Vaccino anti Covid-19. Coniugare progresso scientifico e sviluppo

L'annuncio, da parte delle aziende Pfizer e BioNTech, di un vaccino candidato per difendere dal coronavirus sta alimentando la speranza del mondo intero. All'indomani della Giornata mondiale della Scienza al servizio della pace e dello Sviluppo, l'auspicio che sia accessibile a tutti. Padre Benanti: i negazionisti sono un problema serio e mettono in crisi il bene comune

Antonella Palermo - Città del Vaticano

Mentre il coronavirus arriva anche nell'isola di Vanuatu, in Oceano Pacifico - uno degli ultimi presìdi che grazie all'autoisolamento dallo scorso marzo poteva dichiararsi ancora immune dai contagi - in Iran è il giorno peggiore dall'inizio dell'emergenza sanitaria con 11.780 nuovi casi e 462 morti nelle ultime 24 ore. In Italia - dove la curva dei contagi per la prima volta rallenta - il premier fa appello alla collaborazione dei cittadini per evitare il lockdown totale e annuncia di essere pronto ad aumentare i ristori, anche nel 2021. Gli ospedali "sono ormai vicini al collasso, per carenza di personale e mancanza di posti letto": è l'allarme lanciato, in una lettera aperta, dai medici internisti, geriatri e infermieri di Medicina interna. 

Vaccino Pfizer-BioNTech: entusiasmi e cautele

Il collegio dei commissari dell'Unione europea ha dato intanto il via libera a sottoscrivere il contratto per il vaccino anti-Covid 19 con Pfizer-Biontech, fino a 300 milioni di dosi. Le aziende ritengono di poter fornire 50 milioni di dosi a livello globale nel 2020, e fino a 1,3 miliardi nel 2021. Secondo la lista approntata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono 202 le aziende che nel mondo stanno sperimentando un vaccino anti Covid-19. Di queste, 47 hanno cominciato i test sull'uomo, dieci delle quali hanno raggiunto la terza e ultima fase della sperimentazione. Le ragioni di cautela avanzate da alcuni esperti, a proposito del vaccino - il cui annuncio ha fatto impennare le Borse e iniettato una dose di euforia globale - riguardano principalmente la non conoscenza dei risultati relativi alla sperimentazione e la effettiva capacità di assicurare la catena del freddo per la sua conservazione e per la fase di distribuzione. In Italia sarà il Commissario per l'emergenza, Arcuri, il responsabile del piano operativo per la distribuzione dei vaccini, la gestione delle scorte, la conservazione e la spedizione, perché "sia efficiente - spiegano dal governo - e avvenga in piena sicurezza". 

Non sia una corsa affaristica e campanilistica

"Non c'è spazio per i nazionalismi nella lotta alla pandemia. Il virus non rispetta le frontiere. Pensare di accaparrarsi il futuro vaccino significa non aver compreso che nessuno può essere sicuro in un mondo interconnesso e interdipendente". E' quanto hanno denunciato dodici esperti per i diritti umani delle Nazioni Unite in una dichiarazione in favore dell'accesso universale al vaccino antiCovid. ''L'unico modo per combattere la pandemia - sostengono - è quello di avere i vaccini a prezzi accessibili e a disposizione di tutti in tutto il mondo''. E' la linea in cui si è sempre espresso Papa Francesco. Con noi ne parla il francescano padre Paolo Benanti, docente di Etica e Bioetica alla Pontificia Università Gregoriana:

Ascolta l'intervista a Paolo Benanti

R. - La cosa che abita il cuore è la speranza, che l’uomo con il suo ingegno, con la traccia del dono dello Spirito, possa trovare una soluzione a questo morbo che affligge tanti. Si tratta di un annuncio di risultati positivi all’interno di una fase di test, sebbene molto avanzata, da parte di un’azienda farmaceutica, che è interessata a vendere il prodotto che ha sviluppato. Quindi, se da una parte c’è una speranza, dall’altra c’è anche la prudenza perché non siamo arrivati alla fine, il vaccino non è arrivato nella fase di inoculazione. E’ certamente un passo, più veloce, verso la gestione di un momento così delicato. Da quando l’industria farmaceutica è diventata un’industria, appunto, legandosi al mondo finanziario, e diventando quindi un investimento per qualcuno, non si parla più di una ricerca scientifica avulsa da altre componenti dell’umano. C’è in mezzo il mercato, il potere politico, tutta una serie di bilanciamenti e interessi internazionali. Alla luce di questo, è chiaro che se può esserci un enorme progresso per aver ottenuto un vaccino efficace, non è detto che quel progresso sia automaticamente un bene per tutti. Perché questo accada, il progresso deve essere declinato in un’ottica di sviluppo, deve contribuire a realizzare il bene dei singoli e dei gruppi dei popoli. Questo significa applicare alla distribuzione del vaccino, alla sua vendita, e alla sua realizzazione dei criteri di giustizia, perché quando parliamo di un problema che è mondiale parliamo anche di capacità di acquisto, una cosa che è differente a seconda della zona in cui ci si trova nel mondo.

Ciò vuol dire che la ricerca scientifica non sarà mai libera?

R. - Da quando abbiamo abitato le caverne abbiamo capito che ogni cosa poteva essere un utensile per sfamarci o un’arma per andare contro il nostro vicino. Qualsiasi artefatto tecnologico può avere molti scopi a seconda di come lo utilizziamo. Questo vale anche per i farmaci e per tutto quello che riguarda la nostra salute. Purtroppo, o per fortuna, la linea che separa il bene dal male non sta dentro le cose ma passa dritta attraverso il cuore dell’uomo.

In questo frangente così drammaticamente inedito, lei è scettico circa il fatto che la distribuzione sarà equa?

R. - Come nei grandi momenti che hanno caratterizzato la storia dell’umanità, è in ballo il concetto stesso di dignità umana e di cosa noi diciamo valere un uomo. Il modo in cui tratteremo gli ultimi sarà esattamente il valore che noi riconosceremo alla vita umana. Mai come oggi, in cui la fragilità di molti è visibile e riconoscibile, siamo chiamati a difendere la dignità di tutti e a cooperare, ciascuno con la propria funzione e la propria capacità di mediazione, perché ci sia un’equa distribuzione del vaccino.

L’annuncio del vaccino Pfizer-BionTech si è incrociato con la Giornata Mondiale della Scienza al servizio della pace e dello sviluppo (ONU) in occasione della quale il Papa ha diffuso un tweet in cui ha espresso l'auspicio che "i progressi scientifici vanno illuminati con la luce della fede, affinché rispettino la centralità della persona umana"...

R. - Certo, è un segno importante che ci ricorda che l’uomo è un essere capace di sognare e di vedere l’oltre ma dotato e impastato della fragilità del presente. Allora, scegliere la pace significa innervare tutto questo, elevare la dignità dell’uomo con la voglia di dire che tutto ciò che facciamo, tutta la passione e l’impegno che gli scienziati mettono nel loro lavoro sia rivolto a un fine di bene e non un fine di interessi particolari, che può diventare un conflitto di interessi o peggio ancora un conflitto armato.

A livello di opinione pubblica, c’è da una parte la speranza che la scienza arrivi presto a un risultato concreto che possa tradursi in un vaccino disponibile per tutti, ma c’è anche il continuo serpeggiare dei negazionisti che additano quella stessa scienza come responsabile di un complotto internazionale…

R. - Purtroppo, quando le certezze su cui poggiavamo vacillano, siamo disposti a credere a delle storie, storie che non hanno dati oggettivi ma che risultano suadenti. Cerchiamo un colpevole. E’ un problema serio soprattutto di fronte al fatto che il vaccino funzionerà solo se ci vaccineremo tutti e se tutti avranno la possibilità di accedere a questa forma di cura. Questo mette in piedi anche una tensione, che attraversa soprattutto gli Stati democratici, tra la libertà individuale e il bene comune, la giustizia intesa come ordine e bene. E’ una questione forte in cui non è ancora chiaro come si potrà procedere. E’ evidente però che si avrà bisogno di una buona informazione, della parte migliore dell’umanità perché si possa dire quale è il bene che c’è in ballo qui, con parole vere ma anche convincenti che sappiano diradare quelle tenebre che purtroppo abitano nei nostri contemporanei. Ne va della società civile e della sua tenuta, della nostra cultura e della convivenza civile. 

11 novembre 2020, 14:52