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Profughi sull'isola greca di Lesbo Profughi sull'isola greca di Lesbo 

Covid 19, allarme profughi in Grecia. Monsignor Bazouzou: non perdiamo la speranza

La Grecia, che secondo il conteggio della Johns Hopkins University ha 1.683 casi di coronavirus, ospita circa 100.000 richiedenti asilo. E' scattato l'allarme per casi di contagio in due dei centri di immigrazione non lontano da Atene, dove già si vive in condizioni di estrema difficoltà. Con noi l'Amministratore apostolico monsignor Joseph Bazouzou

Fausta Speranza -Città del Vaticano

Il ministero per le Migrazioni greco ha reso noto che il campo di Malakasa, ad una quarantina di chilometri a nord-est di Atene, è stato posto in isolamento dopo che un residente afghano si è rivelato positivo al coronavirus. Il primo caso è stato quello nei giorni scorsi di una struttura a Ritsona, sempre vicino alla capitale, dove 23 persone sono risultate positive al Covid-19. Secondo il ministero, l'uomo afghano, di 53 anni, aveva personalmente cercato aiuto con i sintomi del virus presso la struttura medica all'interno del campo. Successivamente è stato portato in un ospedale di Atene dove è risultato positivo e la sua famiglia è stata messa in quarantena.

La situazione dei campi profughi

I campi sono in "completo isolamento sanitario" per 14 giorni, nessuno vi potrà entrare o uscire. Delle difficoltà, della disperazione, dei provvedimenti delle istituzioni, della vicinanza della Chiesa e della preparazione alla Pasqua, abbiamo parlato con monsignor Joseph Bazouzou,  Amministratore apostolico degli armeni cattolici in Grecia:

Ascolta l'intervista con monsignor Joseph Bazouzou

La concentrazione più preoccupante di persone si verifica nei campi di cinque isole del Mar Egeo vicino alla Turchia, dove ci sono oltre 36.000 persone per meno di 6.100 posti: "sono persone veramente disperate - dice monsignor Bazouzou che ha messo a disposizione la sua casa per accogliere già alcuni profughi provenienti dalla Siria - occorre incoraggiarli quanto è possibile". Dal canto suo - aggiunge - il governo fa il possibile, ma come in tutto il mondo le difficoltà restano tante. La crisi sanitaria mondiale ha messo tutti in ginocchio e gli aiuti dall'Europa come dal governo greco sono calati, dunque queste persone - spiega - si sentono in un certo senso abbandonate. Le loro speranze dopo un viaggio pieno di pericoli erano quelle di poter finalmente "respirare": invece ora, chiusi nei campi sovraffollati, si trovano solo nella miseria e - confida - "sperano solo in un miracolo del Signore, dati i limiti umani". 

Ripartiamo dalla speranza che viene dalla Pasqua

Infine il pensiero di monsignor Bazouzou va alla prossima Pasqua:"ci sono le privazioni, c'è il dolore, c'è l'incertezza che tanto mi rammentano i giorni di guerra vissuti in Siria", ma c'è "l'evento centrale - dice - da non dimenticare, che è la resurrezione di Cristo. E' Lui il centro e quanto sta accadendo - è l'auspicio finale - ci insegnerà a puntare all'essenziale, a ripartire da Lui, senso della nostra esistenza".

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06 aprile 2020, 13:28