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Coronavirus. Messe sospese, l'appello di un parroco: restiamo uniti nella preghiera

In Italia, nelle zone colpite dall'emergenza Coronavirus, sono state sospese le celebrazioni eucaristiche. I messaggi dell'arcivescovo di Milano e del patriarca di Venezia. Il commovente invito alla preghiera del parroco di Castiglione d'Adda

L'emergenza coronavirus in Italia ha portato, in seguito alle disposizioni delle autorità, anche alla sospensione delle Messe nelle zone colpite, in particolare in Lombardia e Veneto. L'arcivescovo di Milano Mario Delpini, invocando la benedizione di Dio su coloro che sono malati o isolati, ha affermato che ''ogni indicazione che sarà data per la prevenzione e per comportamenti prudenti sarà accolta con rigore dalle istituzioni ecclesiastiche ... Chi è costretto a sospendere le attività ordinarie - ha aggiunto - troverà occasione per giorni meno frenetici: potrà vivere il tempo a disposizione anche per pregare, pensare, cercare forme di prossimità con i fratelli e le sorelle".

Il patriarca di Venezia Francesco Moraglia invita i fedeli a dedicare "un tempo conveniente alla preghiera e alla meditazione, eventualmente anche aiutandosi con le celebrazioni trasmesse tramite radio e televisione" e afferma: “Come cittadini e credenti siamo chiamati a vivere questo momento di difficoltà con senso di responsabilità civica, senza cedere ad allarmismi e a paure ingiustificate. Ci affidiamo alla protezione della Beata Vergine Maria, invocata col titolo di Madonna della Salute; Ella interceda presso Suo Figlio, il Santissimo Redentore. La nostra preghiera è anche per quanti sono preposti al bene comune, affinché assumano decisioni prudenti e sagge per la nostra gente, soprattutto per i più deboli e per gli anziani". 

Commovente il messaggio rivolto ai fedeli dal parroco di Castiglione d’Adda, don Gabriele.

Ascolta l'audio di don Gabriele

“Cari fratelli e sorelle, nessuno di noi forse avrebbe mai pensato di trovarsi nella situazione nella quale invece siamo venuti a trovarci. Il nostro animo è frastornato. L’emergenza sembrava così lontana, invece è qui in casa nostra. Anche questo fatto ci porta a considerare come nel mondo siamo ormai un’unica grande famiglia. Ora ci dobbiamo attenere alle indicazioni che le autorità preposte hanno stabilito, tra cui la cessazione della celebrazione della Santa Messa. È facile in questa situazione lasciarsi andare spiritualmente diventando apatici nei confronti della preghiera ritenuta inutile. Vi invito invece cari fratelli e sorelle ad incrementare la preghiera che sempre apre le situazioni a Dio. Ci rendiamo conto in congiunture come la presente della nostra impotenza, perciò gridiamo a Dio la nostra sorpresa, la nostra sofferenza, il nostro timore. Mi è venuto in mente il brano che si legge il Mercoledì delle Ceneri tratto dal profeta Gioele laddove si dice: ‘Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: Perdona, Signore, al tuo popolo’. Non ho vergogna di dirvi che ieri dinanzi al Tabernacolo e alla statua dell’Assunta anch’io ho pianto e vi chiedo di innalzare con me al Signore il grido della nostra preghiera e del nostro pianto. Pregare significa già sperare. Vi ricordo tutti nell’Eucaristia quotidiana … Quando sentirete suonare le campane della Messa, unitevi al sacerdote che offrirà il sacrificio del Signore per tutti. Domani mattina, dopo la Messa che celebrerò alle 11, uscirò da solo sul sagrato della parrocchiale benedicendo con il Santissimo Sacramento tutta la parrocchia e tutto il paese. Stiamo uniti nella preghiera. Il vostro parroco, don Gabriele”.  

ULTIMO AGGIORNAMENTO: ORE 8.00 DEL 24-2-2020

 

23 febbraio 2020, 13:54