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Giornata Comunicazione 2019. Ruffini: fare rete in modo responsabile

Il convegno, organizzato a Roma nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, ha offerto una varietà di approcci per comprendere il Messaggio del Papa diffuso in occasione della Giornata della Comunicazioni Sociali, e il suo invito a saper vivere in modo responsabile l'attuale contesto comunicativo

Luisa Urbani – Città del Vaticano

«“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana». È questo il tema scelto da Papa Francesco per la 53ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e sul quale ieri si è tenuto un incontro diocesano per “riflettere sull’importanza del vivere e creare relazioni nell’odierno contesto comunicativo”, come ha sottolineato nel suo intervento don Walter Insero, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Roma tra gli organizzatori dell'evento patrocinato dal Dicastero per la comunicazione, dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e dalla Settimana della Comunicazione.

Dalle communities alle comunità

L’iniziativa, come ha spiegato don Walter Insero, nasce per interrogarsi “su come passare dall’essere in rete al fare rete, dalle communities alle comunità” perché la comunicazione “è e deve essere finalizzata" ha detto "alla cultura dell’incontro”. Un concetto ribadito da Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, che ha voluto sottolineare come il Messaggio di Francesco “evidenzi l’importanza di riscoprire l’unità tra le persone e non lo smembramento”. 

La rete come risorsa

Internet dunque è una risorsa del nostro tempo. È, come scritto nel Messaggio pontificio, “un’occasione per promuovere l’incontro con gli altri”.

I pericoli del web: dalle fake news agli “eremiti sociali”

Nel sottolineare l’importanza del web, considerata fonte di conoscenze e di relazioni un tempo impensabili, il giornalista Aldo Cazzullo, richiamando sempre il testo del Pontefice, ha ricordato le criticità dell’attuale contesto comunicativo perché la rete è anche “uno dei luoghi più esposti alla creazione di fake news” e allo sviluppo di fenomeni come il bullismo, “un problema sempre esistito, ma che con l’avvento del web è uscito fuori dalle mura della scuola ed è diventato virale” trasformandosi in cyber bullismo. Tra i rischi richiamati anche quello dell’autoisolamento perché la rete - si è detto -  può diventare “una ragnatela capace di intrappolare”. Un fenomeno che interessa soprattutto i ragazzi che rischiano di diventare, come ha scritto Francesco nel suo Messaggio, “eremiti sociali”, estraniandosi dalla società.

Evidenziare i rischi non significa essere contro

Riflettere sui rischi che il web comporta non significa però, come ha aggiunto il Prefetto Paolo Ruffini, essere contrari alla tecnologia ma “riscoprire il senso vero di questi mezzi” per comprenderne le potenzialità positive perché, anche nella Chiesa, “c’è voglia di futuro e non di inseguire il passato”.

Una responsabilità comune

Dunque la rete è una realtà varia che pone diverse questioni di carattere etico, sociale, giuridico, politico, economico, e interpella tutti noi. Il Messaggio di Papa Francesco, infatti, ha spiegato il Prefetto, “è rivolto a tutti e richiama la società ad essere responsabile nell'uso dei mezzi di comunicazione”, ad essere consapevole che tali strumenti possono servire “per costruire qualcosa di migliore” perché la rete non è immutabile, “sta a noi costruirla diversamente”. Una delle sfide odierne è - secondo Ruffini - proprio quella di "pensare che in questo mondo le cose possano cambiare e il processo può partire da noi”.

Dal web alla realtà

Sta alla società dunque favorire un uso positivo della rete perché, e lo ha detto nel suo discorso anche don Marco Frisina, compositore e direttore del Coro della diocesi di Roma, “il web non è una minaccia, ma una grande opportunità se usato con lo scopo di favorire l’incontro in carne ed ossa. “Se la rete – si legge ancora nel Messaggio Pontefice - è usata come prolungamento o come attesa di tale incontro essa rimane una risorsa per la comunione” che non intrappola le persone ma che le libera aprendo la strada al dialogo. 

Premio Paoline Comunicazione e Cultura

Al termine del dibattito è stato assegnato il Premio Comunicazione e Cultura Paoline a don Marco Frisina. Un riconoscimento che ogni anno, in concomitanza della Giornata mondiale, le edizioni Paoline attribuiscono ad associazioni culturali, operatori dei media, registi, giornalisti e a quanti  si sono distinti per aver dato la migliore espressione concreta, con un'opera o una attività, al Messaggio del Papa per la Giornata.

 

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Il Convegno di Roma
05 giugno 2019, 09:00