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Un monaco buddhista partecipa alle manifestazioni a Colombo contro le violenze sui musulmani Un monaco buddhista partecipa alle manifestazioni a Colombo contro le violenze sui musulmani 

Card Ranjith: stop alle violenze contro i musulmani in Sri Lanka

Dopo gli attentati di Pasqua, che hanno causato la morte di oltre 250 persone, numerosi gli episodi di violenze contro la minoranza musulmana. Ucciso un uomo di 45 anni, dichiarato il coprifuoco in tutto il Paese

Michele Raviart – Città del Vaticano

Il governo dello Sri Lanka ha stabilito il coprifuoco sul tutto il territorio dell’isola in seguito alle violenze anti-musulmane che hanno colpito il Paese nelle scorse settimane. Un carpentiere di 45 anni è stato ucciso domenica scorsa dalla folla nel distretto di Puttalam, mentre attacchi a negozi, vetture e case di musulmani sono state prese di mira in questi giorni in tutto il territorio nazionale. Vandalizzate anche alcune moschee.

Arrestate 80 persone

I gesti, per i quali sono state arrestate circa 80 persone, sono considerati una reazione agli attentati compiuti a Pasqua, lo scorso 21 aprile, contro chiese e hotel, causando la morte di oltre 250 persone. Gli attentati, attribuiti dalle autorità srilankesi a un gruppo estremista musulmano locale, sono stati rivendicati successivamente dai jihadisti del cosiddetto Stato Islamico.

Sotto accusa gli estremisti e i razzisti

Per il governo le rappresaglie sono opera di razzisti e di gruppi fondamentalisti di ispirazione buddista, che hanno colpito principalmente il nord ovest del Paese, fino a martedì mattina l’unica zona sotto coprifuoco notturno. Bloccati in questi giorni anche i principali social network.

Appello congiunto di cristiani e buddisti

“La situazione è adesso sotto controllo, si è trattato solo di incidenti isolati”, dichiara a Vatican News il cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo, che in questi giorni ha lanciato un appello per la cessazione delle violenze assieme al monaco buddista Ittapane Dhammalankara, rispettata autorità dei buddisti della zona.

Nessuna strumentalizzazione degli attacchi di Pasqua

“Abbiamo fatto questo appello ai musulmani di stare tranquilli perché non ci sarà nessun pericolo per loro e abbiamo cercato di rassicurarli”, afferma il porporato, che teme che gli attentati di Pasqua possano essere strumentalizzati dalla politica. “Questo è l’anno delle elezioni”, spiega, e alcuni “per guadagno politico cominciano a far agitare la gente mettendo gli uni contro gli altri, preparando l’arena per la lotta politica. Questo non va bene e noi abbiamo condannato questi tentativi di sfruttare per i propri scopi quello che è successo la domenica di Pasqua”.

I cristiani tornano in Chiesa

In un Paese di 22 milioni di abitanti, circa il 10 per cento è di religione musulmana mentre la maggioranza è buddista. I cristiani, poco più del 7%, stanno lentamente tornando alla normalità. “Abbiamo iniziato a celebrare le Messe domenicali anche se i fedeli sono meno numerosi di prima”, afferma il cardinale Ranjith. “Gradualmente ho chiesto ai parroci di aumentare le Messe se la situazione rimane calma e non ci sono problemi. Ma la gente con grande entusiasmo inizia a ritornare nelle chiese”.

L’Onu: stop alle concezioni nazionaliste

"Lo Sri Lanka è una società pluralista”, ha ribadito poi in un comunicato Adiema Dieng, consigliere speciale dell'Onu per la prevenzione del genocidio, che ha messo in guardia il Paese “dalla crescente dannosa influenza delle concezioni nazionaliste ed estremiste nella regione asiatica che mettono a rischio le minoranze religiose”.

Ascolta l'intervista integrale al cardinale Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo

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16 maggio 2019, 16:57