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Palermo ricorda le stragi di Capaci e via D’Amelio

A ventisette anni di distanza Palermo ricorda le vittime delle stragi di Capaci e di via D’Amelio nelle quali il 23 maggio persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e i componenti della scorta: Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani e, il 19 luglio, morirono Paolo Borsellino e gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina

Alessandra Zaffiro - Palermo

La commemorazione #PalermoChiamaItalia, promossa dal 2002 dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca(MIUR), ha avuto inizio stamani con l’arrivo di tanti studenti provenienti da istituti di ogni ordine e grado di tutta Italia che, con il loro entusiasmo, le loro voci e i tanti striscioni e cartelloni colorati hanno animato l’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dove si celebrò il maxi processo a Cosa nostra, e gli spazi esterni dedicati a laboratori artistici.

La nave della legalità

A Palermo sono arrivati stamani anche i 1.500 studenti che hanno viaggiato sulla Nave della Legalità: a salutare ieri i giovani prima della partenza da Civitavecchia, il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. “Le idee di Falcone e Borsellino - ha detto il Presidente Mattarella ai ragazzi - continuano a camminare e oggi alla loro memoria rendiamo omaggio, sapendo che l’impegno di Falcone e Borsellino non è scomparso, non si è interrotto. E’ stato assunto da altre persone. Voi ragazzi  - ha aggiunto il Capo dello Stato - assumete un compito imbarcandovi in questa Nave della legalità, compiendo la traversata, sbarcando a Palermo, lanciate un messaggio: la mafia sarà sconfitta, sarà debellata definitivamente”.

Il Presidente Mattarella: la Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime

“A ventisette anni dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, legate dalla medesima, orrenda strategia criminale, la Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime e si stringe ai familiari”, si legge oggi in un passaggio della dichiarazione del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, diffusa in occasione del ventisettesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Tante le autorità e i rappresentanti delle Istituzioni intervenuti oggi alla commemorazione nell’aula bunker, segnata, tuttavia, dalle polemiche circa le defezioni del presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, e del presidente regionale della commissione antimafia, Claudio Fava. “Le polemiche non devono esistere perché dividono e creano isolamento. La cosa bella di cui parlare sono questi giovani che vengono a Palermo per ricordare Giovanni, Paolo e per parlare di legalità e lotta alla mafia, che come ha detto il Presidente della Repubblica: ce la faremo, sconfiggeremo Cosa nostra”: ha dichiarato Maria Falcone, sorella del giudice antimafia ucciso nella strage di Capaci. 

Gli interventi delle Istituzioni

“Un anniversario dove ci sono migliaia di ragazzi che stanno partecipando”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, rispondendo ai cronisti. “L’obiettivo – ha aggiunto il responsabile del Miur - è quello di trasmettere dei messaggi forti sull’importanza di combattere le mafie, di rafforzare l’educazione alla legalità, sviluppare coscienze critiche nei nostri studenti, che è il lavoro che fanno quotidianamente i nostri docenti, che ringrazio”.

Ascolta l'intervista al ministro Marco Bussetti

“Circa i processi e le indagini ancora in corso sulle stragi, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ritiene che: “lo Stato abbia una sua credibilità nella misura in cui riesca a fornire la verità ai cittadini dal piccolo fatto al più grande”.

Ascolta l'intervista al ministro Alfonso Bonafede

Per il Presidente della Camera, Roberto Fico, intervenuto nell’aula bunker “dobbiamo fare un piano Marshall contro le mafie”. “Continuo a sostenere che il primo problema per la sicurezza del paese è la mafia – ha detto il Capo della Polizia, Franco Gabrielli nell’aula bunker - credo che la priorità sia il contrasto alle mafie”. Alla cerimonia di commemorazione promossa dalla Fondazione Falcone e dal Miur anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Penso che chi ha ucciso quelle persone abbia tolto la vita e abbia provocato un dolore immenso ai familiari ma abbia svegliato il popolo italiano”. “#PalermoChiamaItalia è un appello a cui deve rispondere anche lo Stato”, ha dichiarato nell’aula bunker il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “il governo vi risponde con tutti gli strumenti che può mettere in campo. Il nostro obiettivo è chiaro: ‘fare terra bruciata’ alla mafia”.

23 maggio 2019, 20:24