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Consultazioni a Ginevra sullo Yemen  Consultazioni a Ginevra sullo Yemen   (ANSA)

Yemen: colloqui di Ginevra conclusi senza gli Houthi

L’assenza dei ribelli sciiti provoca il fallimento dei colloqui di pace in Svizzera. L’inviato Onu garantisce però che saranno portati avanti gli sforzi per porre fine al conflitto

Marco Guerra – Città del Vaticano

Si sono concluse sabato con un nulla di fatto le consultazioni a Ginevra tra le parti in conflitto nelle Yemen. La tre giorni di lavori è stata segnata dall’assenza della delegazione delle milizie sciite Houthi, che controllano la capitale Sana’a, mai giunta nella città svizzera.

Onu: iniziato cammino del processo di pace

“Abbiamo avuto tre giorni, come previsto, di discussioni molto fruttuose, consultazioni con la delegazione del governo dello Yemen”, ha detto alla stampa l'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Martin Griffiths. “Il processo di iniziare il cammino verso la pace è iniziato. Non proprio nel modo in cui avremmo voluto, ma è iniziato”, ha proseguito il rappresentante dell’Onu.

Griffiths ha poi fatto sapere che la delegazione Houthi ha ritenuto che le condizioni non fossero sufficienti per una loro presenza. L'inviato speciale delle Nazioni Unite dovrebbe andare nel corso dei prossimi giorni a Muscat, in Oman, e a Sana'a per discutere con la leadership Houthi.

Nazioni Unite chiedono un governo di coalizione

Le Nazioni Unite portano avanti un piano di pace che prevede un governo di coalizione tra gli Houthi sostenuti dall’Iran e l’esecutivo riconosciuto a livello internazionale e appoggiato dalla coalizione araba sunnita a guida saudita.

Il leader Houthi Abdul Malik al-Houthi, le cui forze controllano il nord del Paese, ha accusato la coalizione  saudita di impedire alla delegazione del suo movimento di recarsi ai colloqui di pace. Gli Houthi volevano infatti garanzie sul fatto che l’aereo fornito dall’Oman non si sarebbe fermato a Gibuti per una ispezione da parte della coalizione sunnita, che controlla lo spazio aereo dello Yemen fin dal 2015.

Ad ogni modo a Ginevra sono state discusse misure per la liberazione dei prigionieri, l'aumento dell'accesso umanitario, specialmente alla città di Taiz, e la riapertura dell'aeroporto di Sana'a.

Mille morti nel mese di agosto

Intanto sul terreno non si fermano le violenze. Secondo le Ong, solo nel mese di agosto, quasi mille persone (tra queste almeno 300 minori) sono state uccise nei combattimenti e nei bombardamenti aerei della coalizione a guida saudita.

Infine si registrano polemiche per la conferma della fornitura di armamenti che la Spagna ha venduto all’Arabia Saudita.  Dopo un primo stop, il governo spagnolo ci ha ripensato e ha deciso di ripristinare il contratto da 9,2 milioni di euro per la fornitura di 400 bombe di precisione ai sauditi.

09 settembre 2018, 11:28