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Tutela dei minori Tutela dei minori 

Tutela dei minori e inculturazione

Promosso dalla Commissione per la Tutela UISG-USG e dalla Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori, un webinar per condividere scenari, competenze e linee guida contro gli abusi e unire gli sforzi nello sradicamento di quella che il Papa definisce una "cultura della morte". Il vescovo Herrera: scardinare il clericalismo

Antonella Palermo – Città del Vaticano

L'Unione Internazionale delle Superiori Generali e l'Unione Superiori Generali, alleati con la Commissione Pontificia per la Protezione dei Minori, per sensibilizzare alla conoscenza del fenomeno degli abusi sui minori e per proporre strumenti di contrasto a livello internazionale. Moderati dal padre marista Brendan Geary, connesso da Glasgow, sono intervenuti a parlarne martedì pomeriggio nel webinar Il ministero della tutela e l'inculturazione, tre relatori - collegati da altrettante regioni del mondo (America Latina, Africa, Asia) - da anni impegnati nello studio dell'infanzia violata. Le prospettive dei loro contributi hanno riguardato il campo ecclesiale, quello psicologico e quello giuridico.

Gli abusi sui minori nelle società latinoamericane

Ad aprire i lavori della tavola rotonda, monsignor Luis Manuel Alí Herrera, vescovo Ausiliare di Bogotà, psicologo e vicario generale del Centro di Comunione e Partecipazione dell’Arcidiocesi. Ha illustrato alcuni tratti delle società latinoamericane e della regione caraibica dove, dietro l'inclinazione affettiva spiccata verso bambini e anziani, "si celano anche ombre che si esprimono attraverso pedopornografia e prostituzione minorile". Ha messo in guardia sulla scarsa conoscenza del fenomeno, sulla sua negazione, sul permessivismo spesso accompagnato a condizioni di estrema povertà in cui manca del tutto il senso del pudore. Ha fornito alcuni dati allarmanti: nell'86% dei casi sono state coinvolte bambine e nel 45.8% l'aggressore è un familiare. Lo sfruttamento sessuale degli adolescenti è aumentato con l'aumento del turismo e – ha denunciato il vescovo – stiamo assistendo ad un incremento esponenziale dei migranti minorenni venezuelani abusati in paesi come Equador, Perù, Panama, Colombia, Cile. Herrera ha anche accennato alla diffusione sfrenata del reggaeton, oppure ai concorsi di bellezza in cui vengono coinvolti bambini e dove emerge una ipertolleranza del sesso.

Diocesi di Bogotà
Diocesi di Bogotà

Chiesa, scuola, famiglia e ambiente digitale: alleati per una cultura della cura

"I processi di controllo sono molto deboli se non bloccati alla fonte", ha sottolineato ancora Herrera. Da psicologo, ha inoltre ribadito quanto il bambino non conosca, proprio in virtù della sua età, filtri né convenzioni sociali e che troppo spesso è considerato oggetto di consumo, mezzo di sfruttamento e di proiezione della frustrazione degli stessi genitori. Monsignor Herrera ha poi citato come modello lodevole da imitare "La città dei bambini", il progetto di Francesco Tonucci in cui si propone un modo nuovo di pensare alla città che adotta come parametro di riferimento il bambino. "La Chiesa dovrebbe essere un luogo sicuro per i nostri bambini", ha scandito il vescovo, così come lo dovrebbero essere la famiglia, la scuola, l'ambiente digitale. "Tutti devono essere interconnessi e sostenersi reciprocamente per consentire una protezione adeguata". Considerato che nella cultura latinoamericana le telenovele rappresentano un prodotto diffusissimo, l'arcidiocesi ha pensato di lanciare su una piattaforma digitale gratuita una 'telenovela' di dieci minuti fruibile una volta a settimana in cui si presentano, con quel linguaggio, i temi della violenza intrafamiliare, dei lavori forzati minorili e di altre forme di abuso. "Una delle nostre iniziative per generare una cultura della cura", spiega Herrera, precisando che spesso sono proprio i bambini che aiutano ad organizzare campagne di sensibilizzazione proponendo di non dimenticare la realtà di altre persone vulnerabili, come i disabili.

I tre relatori al webinar
I tre relatori al webinar

Formazione psicologica permanente per i consacrati

Partendo dal documento su Fede e Inculturazione (1988) della Commissione Teologica Internazionale, Gabriel Dy-Liacco, dalle Filippine, psicoterapeuta e consulente pastorale, del Centre for Child Protection dell’Università Gregoriana, ha approfondito il ruolo fondamentale della formazione nelle comunità religiose, nei seminari, nelle parrocchie, tenuto conto della diversità dei valori culturali nelle società. Esistono, per esempio, famiglie più orientate ai diritti e al valore del gruppo e altre meno; popoli più espansivi e altri dove è più marcato il senso di vergogna. In base a queste variazioni culturali, è necessario innestare - e non è sempre facile - i concetti di trasparenza, autenticità, consapevolezza, fiducia, intimità. "Bisogna sempre più sviluppare una prospettiva umana integrale e un accompagnamento permanente", ha detto, incoraggiando per esempio l'attività di counselling nell'esperienza dei consacrati. E, rispondendo a una sollecitazione dai partecipanti al webinar, Liacco ha suggerito di non esitare a insegnare ai bambini cosa sono le violenze sessuali attraverso programmi attuati in collaborazione con i genitori.

Uganda, vulnerabilità infantile altissima

La pervasività degli abusi e dei maltrattamenti verso i minori è molto accentuata in Uganda. A raccontarlo, dal paese africano, è stata suor Alice Jacan, del Sacro Cuore di Gesù. Avvocato civile e attivista per i diritti umani, ha rivelato che più della metà delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subìto violenza fisica o sessuale. In Uganda le forme di disabilità, e quindi di maggiore vulnerabilità, riguardano oltre 2,2 milioni di bambini. Si aggiunge una popolazione infantile che in larghissima parte, 40mila circa, vive negli orfanotrofi dove c'è il dramma dei bambini che non sono considerati nella loro individualità. Con un rapido excursus normativo, a partire dalla Carta Africana (1990), suor Alice ha indicato un quadro legislativo che, pur andando nella direzione di protezione dei minori, ribadendo che è la famiglia il luogo principe dove maturare una consapevolezza della cura, spesso viene eluso. "Siamo responsabili, guardiani, in quanto religiosi. Il diritto canonico – spiega - prevede sanzioni anche pesanti in caso di abuso, ma – denuncia – spesso le leggi non vengono rispettate".

Il caso McCarrick e il clericalismo da spezzare

Sul tema della formazione affettiva nei seminari maggiori, "che sia trasversale, non accademica ma emotiva, frutto non solo del lavoro degli istituti ma di tutto il santo popolo di Dio" è intervenuto ancora il vescovo Herrera in chiusura della tavola rotonda. "Il rapporto su McCarrick ci ha fatto comprendere che esiste una relazione diretta tra il coprire i dati e il cleriscalismo", ha scandito. "Bisogna insistere nel guarire la Chiesa e spezzare i legami di clericalismo istituzionale, un fenomeno che comincia con azioni nemmeno percepibili e che con il tempo si estendono come una bolla".

02 dicembre 2020, 07:48