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Giornata dei Poveri: una mensa per i poveri con il calore di una famiglia

Nonostante la grave situazione di emergenza sanitaria che c’è in Lombardia, la mensa dei poveri “Padre Alberto Beretta” a Bergamo continua a preparare pasti caldi per tutti coloro che vivono in difficoltà. “Insieme ai tanti volontari, vogliamo essere una famiglia. Non arrendiamoci al male”, spiega il responsabile fra Riccardo Corti

Marina Tomarro – Città del Vaticano

“Pillole di cielo... Oggi è un po' faticoso cogliere un po' di cielo perché ogni tanto succedono cose in mensa che, pur non essendo gravi o preoccupanti, lasciano un po' di amaro in bocca... Poi, nel pomeriggio mi arriva il messaggio di una catechista alla quale sono state regalate un bel po' di noci e, con i ragazzi del catechismo hanno preparato dei sacchetti da distribuire ai nostri ospiti... Pillole di cielo, un cielo un po' bigio, ma che attraverso questi segni lascia trasparire preziosi e luminosi raggi di sole...” Quasi ogni giorno attraverso i social fra Riccardo Corti, responsabile della Mensa dei Poveri di Bergamo intitolata a Padre Alberto Beretta, fratello di Gianna Beretta Molla, proclamata santa da Giovanni Paolo II nel 2004, racconta la speranza che brilla nella realtà particolare del suo refettorio per gli ultimi. “Queste mie riflessioni quotidiane – spiega fra Riccardo – sono prima di tutto una sorta di esame di coscienza serale che cerco di fare quotidianamente. Poi ho visto dai commenti che ricevo, che sono diventate una sorta di balsamo per il cuore, e questo va bene, perché il mio obiettivo è quello di far capire che nonostante tutto, c’è ancora tanta gente che continua a fare del bene, magari attraverso piccole azioni non eclatanti, ma che diventano di grande significato per chi le riceve, come succede nel caso del sacchetto di noci, con i nostri ospiti della mensa”.

Ascolta l'intervista a fra Riccardo Corti

Un lavoro di rete e di aiuti

Sono tante le persone che ogni giorno si rivolgono alla mensa dei Poveri. Dalle undici della mattina uomini e donne di ogni età si mettono in fila aspettando il loro turno di ingresso. Per alcuni di loro quello è l’unico pasto sicuro della giornata e non possono perderlo. “Da noi – continua a raccontare fra Riccardo - si rivolgono tanti stranieri, abbiamo contato in tutto 17 nazionalità differente, quindi un po' tutto il mondo nelle nostre quattro mura, ma anche tantissimi italiani. Soprattutto molti anziani che non riescono ad arrivare alla fine del mese, o anche persone rimaste sole, che non riescono a gestirsi e per il pranzo vengono qui da noi.” Ma la mensa non lavora da sola e a dare supporto a tutte queste persone c’è una vera e propria rete di sostegno: “Purtroppo non possiamo risolvere tutti i problemi di chi si rivolge a noi per un pasto – sottolinea il responsabile – però possiamo ascoltare e dare una mano a trovare una soluzione per mettersi in contatto con gli enti giusti. Con noi collaborano la San Vincenzo De Paoli, la Caritas diocesana e i servizi comunali. L’altro giorno c’era un signore angosciato da una pratica comunale e non sapeva come fare. Insieme abbiamo fatto alcune telefonate e alla fine abbiamo risolto e lui era felicissimo! Questi sono i doni più belli”.

Una mensa in sicurezza sanitaria

E nonostante l’emergenza sanitaria la mensa non si fermam “Fino a fine agosto– racconta il frate – preparavamo dei sacchetti con dentro il cibo che distribuivamo a chi ce li chiedeva. Ma adesso, con l’arrivo dell’inverno, una cosa del genere sarebbe stata difficile da gestire, così abbiamo riaperto i locali e fatto rientrare i nostri ospiti. Abbiamo i tavoli distanziati, il gel per disinfettare le mani e le mascherine. I nostri volontari hanno accettato di fermarsi un po' di più per evitare che si crei il sovraffollamento e qualcuno rimanga così senza pasto, e la cosa che mi ha commosso di più è che hanno accettato tutti con entusiamo. Questo mi conferma quella scoperta che ho fatto nella prima ondata di coronavirus in primavera, cioè che non dobbiamo arrenderci al male, perché il cuore umano è davvero ancora tanto buono”.

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14 novembre 2020, 08:54