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Bolivia: la senatrice Anez nuovo Presidente. Appello dei vescovi

Dopo le dimissioni di Evo Morales, la senatrice di opposizione Jeanine Anez del partito “Unidad democratica” è stata nominata Presidente ad interim della Bolivia. I vescovi del Paese invitano “a guardare al futuro con speranza”

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

La Bolivia ha un nuovo capo di Stato. La senatrice dell'opposizione Jeanine Anez ha assunto la Presidenza ad interim. Nel suo primo discorso, ha assicurato il proprio impegno ad “assumere tutte le iniziative necessarie per pacificare il Paese” e per guidare la Bolivia verso nuove elezioni. La sua nomina è stata contestata da Evo Morales che domenica scorsa si è dimesso da Presidente. Secondo l’ex capo di Stato boliviano, attualmente in Messico dove gli è stato concesso l’asilo politico, la nomina di Jeanine Anez è un “subdolo colpo di Stato”.

Le dimissioni di Morales

Dopo 13 anni di presidenza Evo Morales, primo boliviano di origine indio a essere eletto capo di Stato, ha rinunciato alla carica presidenziale dopo forti pressioni, soprattutto da parte dell’esercito. La crisi politica è stata segnata anche da forti proteste da parte dell’opposizione per l’esito delle presidenziali dello scorso 20 ottobre, vinta da Morales, sono subito stati avanzati sospetti di brogli. L'Organizzazione degli Stati americani (Osa), incaricata di indagare sullo svolgimento del processo elettorale, ha pubblicato un rapporto in cui si constatano irregolarità anche gravi.

Proteste in Bolivia
Proteste in Bolivia

Proteste e vittime

Il Paese, nelle ultime settimane, è stato scosso da forti proteste. Secondo la Procura generale, sono almeno sette le persone rimaste uccise durante scontri e manifestazioni di protesta.  Il procuratore generale, Juan Lanchipa Ponce, ha rivolto un appello alla popolazione affinché “ritrovi la calma” e non si ripetano più episodi di violenza.

Appello dei vescovi

I vescovi della Bolivia hanno lanciato un nuovo accorato appello per la pace attraverso un comunicato, pubblicato ieri e intitolato “Chiamiamo alla comprensione e alla pace tra tutti i boliviani”. “Il futuro della Bolivia – si legge nel testo - si costruisce nel rispetto delle norme costituzionali e assicurando garanzie ai rappresentanti del popolo in carica perché agiscano in coscienza e cercando il bene comune”. I presuli esortano a “costruire una Bolivia in pace” e chiedono ai politici di “favorire un’uscita costituzionale alla situazione creata”. Leader civili e movimenti sociali sono inoltre esortati a mantenere la pace. 

L’appello dei vescovi della Conferenza episcopale della Bolivia

Regni la pace nel Paese

I vescovi della Bolivia ricordano inoltre che “Gesù Cristo ci invita a cercare la pace con tutti”.  Ed esprimono un auspicio: “regni la pace nel Paese, non ci siano più aggressioni degli uni contro gli altri, le idee non siano causa di scontri violenti”. “Le posizioni politiche – sottolineano i vescovi - devono servire a costruire un Paese nel progresso e nella libertà, non per scontri tra fratelli”. L’appello si conclude con un invito: “Guardiamo al futuro con speranza e, mediante la pace, continuiamo a costruire la Bolivia”.

La preghiera del Papa per la Bolivia

Domenica scorsa Papa Francesco all’angelus ha affidato alle preghiere dei fedeli la situazione in Bolivia: Desidero affidare alle vostre preghiere anche la situazione dell’amata Bolivia, vicina alla mia patria. Invito tutti i boliviani, in particolare gli attori politici e sociali, ad attendere con spirito costruttivo, e senza alcuna previa condizione, in un clima di pace e serenità, i risultati del processo di revisione delle elezioni, che è attualmente in corso. In pace”.

13 novembre 2019, 12:44