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Il prefetto di Bari, il ministro dell’Interno  Lamorgese, il cardinale Gualtiero Bassetti e mons. Stefano Russo, rispettivamente Presidente e Segretario Generale della CEI Il prefetto di Bari, il ministro dell’Interno Lamorgese, il cardinale Gualtiero Bassetti e mons. Stefano Russo, rispettivamente Presidente e Segretario Generale della CEI 

Ocean Viking.L’accoglienza della Cei, don Maffeis: un passo in avanti

Nuova intesa con il governo e nuove forme di accoglienza da parte della Chiesa italiana sul fronte migratorio

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

È stato firmato questo pomeriggio un nuovo protocollo d’intesa tra il Viminale e la Conferenza episcopale italiana, volto ad assicurare l’accoglienza di quanti – fra i 182 migranti sbarcati ieri a Messina dalla nave Ocean Viking – non saranno ridistribuiti tra Francia, Germania, Portogallo, Irlanda e Lussemburgo. "Si tratta di un tassello importante che si inserisce nell' intesa appena siglata a Malta ovvero un coinvolgimento più pieno dell'Europa", spiega a Vatican News Don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali:

Ascolta l'intervista a don Ivan Maffeis

R. - Diciamo che si inserisce all’interno di quel passo significativo che è appena stato siglato a Malta, ovvero un coinvolgimento davvero dell’Europa. Il fatto che i governi accettino che chi sbarca a Malta, chi sbarca sulle coste italiane sbarca di fatto in Europa, è un cambio di passo significativo. Anche all’interno di questo processo, l’accoglienza manifestata dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa italiana su richiesta del Viminale diventa un tassello prezioso. Questi 182 migranti appena arrivati ieri a Messina verranno distribuiti in cinque Paesi; ce ne sono una cinquantina – 50/60, non sappiamo ancora il numero preciso – che probabilmente resteranno in Italia e con questi il Viminale ci ha chiesto, appunto, di avere un rapporto di accoglienza facendoci carico anche di quello che ciò comporta.

 Quindi, comunque una parte sarà ridistribuita negli altri Paesi dell’Europa?

R. – La maggioranza. La maggioranza, almeno i due terzi, forse anche di più.

Lo vedete positivamente, questo passaggio di Malta, anche se sembrerebbe – per quelli che sono i viaggi spontanei – non ci sia nessuna garanzia: solo per chi richiede effettivamente asilo. O no?

R. – Il tema dell’immigrazione è un tema enorme e quindi non lo risolveremo sicuramente né con questa accoglienza né con un accordo. Però il fatto che ci sia, come in questo caso concreto, la disponibilità di Francia, Germania, Lussemburgo, Irlanda di accogliere, di accettare una quota di migranti che arrivano sulle nostre coste, è significativo. Resta, ovviamente, tutto il tema: il tema di un rapporto con il Mediterraneo e con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo che dev’essere impostato in maniera diversa. Del resto, dietro all’accordo e dietro alla disponibilità manifestata anche oggi dalla Chiesa, su richiesta del ministro dell’Interno, c’è la consapevolezza e la volontà di lavorare per una pacificazione, per esempio, in Libia; per un rispetto dei diritti umani che tolga ai commercianti e trafficanti di esseri umani la forza che oggi hanno; per arrivare a sviluppare molto di più la formula dei corridoi umanitari, e così via. Cioè, sono piccole […], quella messa in piedi oggi, che vanno in questa direzione. Certo, serve la buona volontà di tutti e un’Europa che si faccia carico davvero della domanda che il Sud del mondo ci sta ponendo.

Questo è un tassello; lei li ha citati, i corridoi umanitari: proprio oggi, l’assegnazione del Premio Onu per questa iniziativa. Sono tasselli che vanno a comporre – speriamo – una nuova pagina, sotto questo punto di vista?

R. – Le condizioni – almeno a prima vista – sembrerebbe che ci siano. Certo, dalle intenzioni bisogna arrivare alle azioni. Il fatto che l’accordo abbia messo nero su bianco questo impegno, adesso vedremo i Paesi che davvero lo sottoscrivono, cosa vorrà dire per ciascuno di loro accettare appunto una distribuzione secondo le quote

Un' intesa non nuova col governo 

Nel concreto nel caso odierno della nave Ocean Viking, si tratta di una sessantina di persone, per le quali la Chiesa italiana ha risposto affermativamente alla richiesta del Ministero, impegnandosi a proprie spese a fornire ospitalità, accoglienza ed assistenza. Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha ringraziato la Cei nella persona del cardinale Gualtiero Bassetti per la disponibilità incontrata, che rinnova una forma di collaborazione già sperimentata nel recente passato.

Sono passati pochi mesi da quando, i primi di giugno e poi nel mese successivo, la Chiesa italiana - tramite la rete Caritas- offriva la sua collaborazione alla richiesta del Ministero dell'Interno sulla questione migranti a bordo della nave della Marina Militare Cigala Fulgosi prima e della nave Gregoretti della Guardia costiera poi, consolidando un orizzonte di collaborazione già avviato almeno da un anno nell’assistenza e accoglienza dei migranti. Ricordiamo nell'agosto del 2018 la Conferenza episcopale italiana aveva formalizzato col Viminale l’accordo per il collocamento dei migranti della Nave Diciotti nelle diocesi del Paese.

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25 settembre 2019, 18:34