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Sarà Beata Madre María Carmen Lacaba Andía con 13 compagne

Questa mattina a Madrid la cerimonia di Beatificazione di 14 religiose Concezioniste francescane uccise “in odium fidei” a distanza di pochi mesi durante la guerra civile che si è combattuta in Spagna tra il 1936 e il 1939. In rappresentanza del Santo Padre, il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, card. Angelo Becciu

Roberta Barbi – Città del Vaticano

Il 22 agosto 1936 vengono prelevate dal monastero di El Pardo, a Madrid, la badessa, Madre Inés de San José, e Suor María del Carmen de la Purísima Concepción. Entrambe versarono il loro sangue “in odio alla fede”. Neppure un mese dopo, il 17 settembre, dal monastero di Escalona, vicino Toledo, spariscono la superiora, Madre María de San José e Suor María de la Asunción. Nessuno saprà più nulla di loro. L’8 novembre dello stesso anno andranno incontro al martirio altre 10 suore, sempre della stessa Congregazione, le Concezioniste francescane, ma del monastero di Madrid. Sostenute fino alla fine nel coraggio e nella fede dalla superiora, Madre María Carmen Lacaba Andía, vengono fucilate Suor María del Pilar de los Desamparados, Suor María de la Asunción, Suor María del Santísimo Sacramento, Suor María Balbina de San José, Suor María Guadalupe de la Ascensión, Suor María del Pilar, Suor María de Jesús, Suor María Juana de San Miguel, Suor María Beatriz de Santa Teresa. Sembra un bollettino di guerra e lo è. Anzi, è di più: un vero e proprio “piano di scristianizzazione totale della Spagna”, come lo ha definito il card. Angelo Becciu. (Ascolta l’intervista completa)

Il cristiano: un nemico da estirpare

Non ha molto importanza, quando si mette in atto una persecuzione feroce come quella di cui parliamo, se dietro all’ideologia dominante si nascondano comunisti, anarchici o altro. L’orrore è l’orrore, e la Spagna nel triennio della guerra civile fratricida, con i suoi oltre seimila morti cristiani tra consacrati e laici, ne ha conosciuto tanto. Per il Fronte popolare se avevi fede eri un nemico da distruggere con furia cieca, e non contava se davanti si trovavano donne inermi vestite con la tonaca, le cui uniche armi erano il Rosario, la beneficenza e la preghiera. Perché questo facevano le Concezioniste francescane, che sono un ordine contemplativo, cioè si dedicano a Dio nella clausura, il quarto voto che pronunciano assieme a obbedienza, povertà e castità, nel carisma francescano. Come può la pietà umana non fermarsi davanti a una consorella anziana in sedia a rotelle, come può l’uomo arrivare a tanto? Lo abbiamo chiesto al Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi: “È difficile. Da una parte vediamo l’innocenza e la mitezza di chi si lascia uccidere e ha perfino parole di perdono, dall’altra la ferocia – ha detto – il cuore è un mistero. Non è possibile che ci siano antipodi così accentuati”.

Il martirio delle suore, un nuovo battesimo

Quando la situazione in Spagna precipita, alle suore viene consigliato dai superiori di andarsene, di lasciare conventi e monasteri e rifugiarsi in appartamenti per dare meno nell’occhio. Ma ci sono le consorelle anziane, ci sono le consorelle ammalate. Non possono andare via tutte e così molte restano, soprattutto le responsabili, madri fino alla fine. Una testimone racconta che Madre Carmen e le altre 9 religiose del suo convento vennero portate fuori e trucidate una ad una, tenendo per ultima lei, la superiora che non smetteva di consolare le altre e di ricordare loro che stavano solo andando incontro allo sposo celeste. È questo il senso del martirio cristiano: un secondo battesimo capace di cancellare con il sangue tutti i peccati, consentendo al martire una morte da innocente, degna di chi perdona e ama i propri persecutori.  

Madre Carmen: perdono, silenzio e preghiera

Delle 14 nuove Beate, la figura più nota è quella di Madre María Carmen Lacaba Andía, la superiora del monastero di Madrid. Isabel, questo il suo nome laico, era originaria di Saragozza, abile musicista, sentì presto il Signore che la chiamava a sé. La scelta delle Concezioniste sembrò la più naturale, visto che sua madre lavorava presso il loro convento, così a 18 anni si aprirà per lei la porta della clausura. Per molti anni maestra delle novizie, queste la ricordano per la sua amorevolezza, il suo essere dolce e affabile ma insieme severa e incrollabile nella fede. I tratti salienti della sua personalità erano la capacità di perdonare e i momenti in cui si raccoglieva nel silenzio della preghiera, come testimonia ancora il porporato: “Il silenzio è condizione essenziale della preghiera; Gesù stesso ci invita a non dire tante parole, ma a mostrare fiducia in lui – ha concluso – ma la preghiera è soprattutto lasciar parlare Dio attraverso di noi; è nel silenzio che Lui si fa sentire”.

22 giugno 2019, 07:00