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Un soldato davanti la chiesa di St. Anthony a Colombo, colpita dagli attacchi del 21 aprile Un soldato davanti la chiesa di St. Anthony a Colombo, colpita dagli attacchi del 21 aprile 

Sri Lanka. Card. Ranjith: Messe ancora sospese per rischio nuovi attacchi

In Sri Lanka la gente ha “veramente paura” che ci possano essere nuovi attentati terroristici dopo le stragi di Pasqua, che hanno causato 257 vittime. Lo dice a Vatican News il cardinale Ranjith che per motivi di sicurezza ha deciso di non far celebrare Messe pubbliche neppure questa domenica: si temono, dice, azioni di donne kamikaze

Giada Aquilino – Città del Vaticano

Ad attaccare nuovamente le chiese in Sri Lanka potrebbero essere alcune “donne kamikaze”. Questa la notizia giunta alla Chiesa del Paese asiatico sconvolto dagli attentati del giorno di Pasqua, con un bilancio aggiornato a 257 vittime, che ha spinto l’arcivescovo di Colombo, il cardinale Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don, a non autorizzare la ripresa delle celebrazioni liturgiche per domenica prossima, 5 maggio, come precedentemente annunciato. “Questa notizia ci ha turbato moltissimo e abbiamo quindi dovuto prendere la decisione di non celebrare la Messa neppure questa domenica, sperando di poterlo fare la domenica successiva, quando sarà iniziato il Ramadan”, spiega il porporato a Vatican News: il provvedimento riguarda l'arcidiocesi di Colombo, mentre per il resto del Paese saranno i vescovi locali a valutare la situazione nelle prossime ore (Ascolta l'intervista al card. Ranjith).

Dalla parte della popolazione

Dopo gli ultimi rapporti della sicurezza., il governo di Colombo ha messo in guardia la Chiesa cattolica locale rispetto a nuovi possibili attacchi, confermando che alcuni dei sospetti legati alle stragi del 21 aprile sono ancora ricercati. L’arcivescovo di Colombo ha lamentato la mancata condivisione, nelle scorse settimane, delle informazioni di intelligence che avrebbero potuto prevenire gli attentati. “Il governo deve comprendere che bisogna stare dalla parte della popolazione, non di un principio politico. Ho chiesto alle autorità - prosegue - di controllare a fondo tutti i posti cosiddetti ‘caldi’ nelle diverse parti dell’isola e di assicurare che tutti coloro che sono armati vengano neutralizzati il più presto possibile”.

Fede nel prossimo

D’altra parte la gente ha “veramente paura” per quanto successo nelle chiese cattoliche e negli alberghi del Paese: “è una cosa che dobbiamo prevenire”, insiste. Domenica sorsa il porporato ha celebrato una Messa alla sede dell’arcivescovado di Colombo, trasmessa in diretta dai principali media dello Sri Lanka: così farà anche dopodomani, quando commentando il Vangelo del giorno parlerà della terza manifestazione di Gesù ai discepoli, dopo la Risurrezione. “Gesù fece prendere a Pietro una grande quantità di pesci, perché aveva fede in Lui”, ricorda il cardinale Ranjith: anche oggi ciò spinge ad “avere fede nella gente, perché anche se la situazione sembra a volte incredibilmente difficile il Signore ha la capacità di donarci sicurezza”. Il cardinale Ranjith ha pure ribadito che i parroci potranno celebrare in privato, com’è successo nei giorni scorsi, quando i fedeli si sono riuniti in case o piccoli spazi per pregare e partecipare ai riti: in tal modo, conclude, non si rischia “troppo”.

03 maggio 2019, 14:01