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A novembre, un convegno sui beni culturali della Chiesa

Si terrà il 29 e il 30 novembre 2018 il convegno internazionale “Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici”, organizzato da Pontificio Consiglio della Cultura, Cei e Pontificia Università Gregoriana

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Contrazione delle comunità cristiane, abbandono della pratica religiosa, scarsità del clero. Sono alcune delle cause della chiusura e della dismissione di chiese e luoghi di culto, un fenomeno che non è questione soltanto degli ultimi anni. La Santa Sede torna a puntare l'attenzione sul fenomeno con il convegno internazionale “Dio non abita più qui? Dismissione di luoghi di culto e gestione integrata dei beni culturali ecclesiastici”, in programma a Roma il 29 e 30 novembre prossimi alla Pontificia Università Gregoriana. In occasione dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018, l’evento è organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura, dalla Conferenza episcopale italiana e dal medesimo ateneo.

Casi di chiese vendute e destinate a usi commerciali

La presentazione oggi presso il dicastero vaticano, con gli interventi del cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana e neo presidente dell’Apsa, e Ottavio Bucarelli, pro-direttore del dipartimento dei beni culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana. Ai lavori in autunno parteciperanno anche i delegati delle Conferenze episcopali di Europa, America settentrionale e Oceania, facendo il punto pure su casi di vendita di chiese e successive trasformazioni in abitazioni, negozi, centri benessere, soprattutto in Belgio e Olanda, ma molti casi si sono verificati anche in Italia. Un problema che appare trasversale alla Chiesa cattolica e a quelle protestanti.

In Italia 65 mila chiese appartenenti a parrocchie e diocesi

Non si posseggono dati statistici sulla dismissione perché, è emerso alla presentazione, non è stata ancora compiuta un'indagine sistematica. Mons. Galantino ha sottolineato come in Italia le chiese di proprietà di parrocchie e diocesi siano stimate in 65 mila, senza tener conto di quelle affidate allo Stato o a privati. Per far fronte inoltre alle difficoltà economiche e di gestione di tali luoghi di culto, il presule ha detto di non considerare “una soluzione” quella dei ticket per gli ingressi nelle chiese, perché - ha spiegato - “ci sono molte proteste e anche perché gli eventuali introiti basterebbero a malapena a coprire le spese delle cooperative” che gestiscono il servizio.

10 luglio 2018, 14:45