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È Beata Maria Gargani, figlia spirituale di padre Pio

Al secolo Maria Gargani, originaria della provincia di Avellino, viene beatificata a Napoli, dove fiorirono le Suore Apostole del Sacro Cuore, congregazione da lei fondata dopo molti sacrifici. Alla cerimonia, in rappresentanza del Papa, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi

Roberta Barbi – Città del Vaticano

“Ricevere Gesù in me è l’unica esperienza per cui vale la pena vivere, l’esperienza del paradiso in terra!”. Annotava, così, nei suoi diari, la giovane Maria Gargani (dovrà aspettare molto prima di diventare Maria Crocifissa del Divino Amore) innamorata di Gesù fin dall’infanzia. All'indomani della sua beatificazione - avvenuta ieri a Napoli - oggi dopo l'Angelus l'ha ricordata il Papa: “Figlia spirituale di Padre Pio - ha detto - è stata una vera apostola nel campo scolastico e parrocchiale”. La sua Prima Comunione ha una storia singolare: poiché la famiglia - pur di comprovata fede religiosa - non si decideva, un giorno lei, approfittando della presenza in paese di un gruppo di missionari, si confessa e, mescolandosi alle ragazze candidate a ricevere Gesù Eucaristia, la fa da sola. Tornata a casa lo rivela ai genitori che non possono che commuoversi e affidarla silenziosamente alle benedizioni del Signore che tanto amava. 

Una vita con due missioni: l’insegnamento e l’apostolato 

Ultima di otto figli, di cui le più grandi quasi tutte maestre diplomate, e con un padre che in paese chiamavano “o’ professore”, a Maria viene naturale frequentare le magistrali e, nel 1913, dopo aver superato il concorso, iniziare a insegnare. In lei, però, c’è qualcosa di più, qualcosa di speciale. Inizia a insegnare catechismo e a occuparsi dell’istruzione dei poveri; in un periodo in cui ancora in Italia il prezioso manuale pedagogico di Maria Montessori non è stato diffuso, lei, una sconosciuta qualunque, utilizza ogni mezzo tecnologico a disposizione per ravvivare le sue docenze ed è subito successo: qualunque siano i contenuti che veicola, infatti, le sue lezioni sono affollatissime. La sua strada appare segnata, eppure Maria è inquieta e quando prega chiede ripetutamente a Gesù di non farle scegliere la propria vita, ma di fare a ogni costo la Sua volontà. Si consacra a Lui, fa voto di castità nell’intimo della sua stanza, rinuncia a ogni vanità femminile e intensifica la partecipazione ai sacramenti. ”Sia da laica, come terziaria francescana e come apostola dell’Azione cattolica – ricorda il cardinale Angelo Amato – sia da religiosa, come Superiora generale della Congregazione da lei fondata, fu instancabile e coraggiosa nel testimoniare  la fede in tutti gli ambienti, soprattutto in quelli della scuola pubblica e delle zone rurali. Sapeva unire la vita contemplativa, fatta di preghiera e di sacrificio, con quella attiva, interamente protesa a edificare e conquistare le anime con l’esempio, la parola e la preghiera”.

L’epistolario e poi l’incontro con padre Pio  

La fede di Maria trova ben presto un ottimo riferimento spirituale in due cappuccini che parleranno di lei a padre Pio, il quale risponderà da subito: “Quell’anima è molto cara a Gesù”. Nel 1916 tra Maria e padre Pio inizia, dunque, un’intensa corrispondenza: fin dalla prima lettera lei gli rivela il suo proposito di farsi suora; scrive al frate, ma è come se scrivesse a Gesù in persona. Lui, però, non è d’accordo sulla chiusura in convento di quest’anima, che perciò diventa sempre più inquieta e assillata dai dubbi. Nel 1918, tra i due, il primo incontro: padre Pio si ferma a San Marco La Catola quasi un mese e colei che è ormai una sua figlia spirituale, si reca in convento quasi ogni giorno per attingere alla sua saggezza e alle grazie che il Signore gli concede. Prosegue, poi l’epistolario – in tutto 67 lettere – che s’interromperà nel 1923, quando il Sant’Uffizio vieterà al cappuccino ogni rapporto con i suoi “figliocci”.

Il percorso lungo e accidentato verso la congregazione

Le incertezze, gli scrupoli e le timidezze del carattere di Maria, che la accompagnarono per tutta la vita, furono certo frutto della natura, ma anche del difficile itinerario che dovette percorrere la sua vocazione prima di vedersi realizzata. Come riferisce ancora il porporato, una testimone afferma che “tra le virtù che caratterizzarono tutta la sua fisionomia spirituale, in modo speciale c’era la carità. Da questa virtù basilare sbocciarono, come fiori a contatto del sole, tutte le altre virtù”. Inizialmente indirizzata verso le Brigidine, rinuncerà per la succitata contrarietà di padre Pio; penserà poi alle Mantellate e ad altre congregazioni, finché, nel 1933, avverte dentro di sé un’ispirazione che diventa certezza: fondare una nuova istituzione che collabori con i sacerdoti per far rifiorire i valori cristiani. Si chiamerà Apostole del Sacro Cuore e inizialmente sarà una Pia Unione, non proprio un istituto religioso. Finalmente anche padre Pio è d’accordo: “Questa è la volontà di Dio, fa’ presto ad andare dal vescovo, è bello, è bello”, dice, infondendo un tale incoraggiamento nell’animo di Maria che arriverà a definire il Santo frate co-fondatore della futura congregazione. Di colpo dinanzi al sogno di Maria si aprono tutte le porte: nel 1936 la novella Pia Unione – con sede nel Santuario di Maria Ss. della Sanità a Volturara Appula - apre un asilo per i bambini, un doposcuola per i ragazzi e una scuola professionale per le giovani donne che saranno avviate alla professione di maestra, quindi un laboratorio femminile; si occupa, inoltre, delle pulizie della parrocchia, del coro, dell’assistenza ai poveri, della cura di malati e moribondi.

Un sogno che si realizza

Nel 1945 arriva il trasferimento a Napoli e il primo nulla osta vescovile: Maria Gargani diventa finalmente suor Maria Crocifissa del Divino Amore. Nel 1946, però, il Vaticano respinge una prima volta la richiesta di trasformare l’Unione in istituto religioso femminile di diritto diocesano e nel 1949 una seconda, invitando le sodali a chiedere l’ammissione in un altro istituto già approvato. Le apostole dovranno aspettare il 1956 per diventare suore: finalmente ottengono l’erezione canonica e Maria Crocifissa sarà la loro Madre fino al 1971, quando il Signore le concederà la grazia di vedere l’amato istituto camminare sulle proprie gambe prima di tornare alla Casa del Padre nel 1973. Questa l’eredità spirituale che lascia la nuova Beata alle sue consorelle secondo il cardinale Amato: “Il suo anelito alla santità attraverso un amore sincero e fedele al Sacro Cuore. Diceva che lavorava solo per Lui e che per Lui sarebbe stata capace di gettarsi nel fuoco”.  

Ascolta l'intervista al cardinale Angelo Amato:

Ultimo aggiornamento 03 giugno ore 13.30

 

02 giugno 2018, 12:05