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Preghiera congiunta luterana-cattolica celebrata a Lund, in Svezia, con Papa Francesco il 31/10/2016 Preghiera congiunta luterana-cattolica celebrata a Lund, in Svezia, con Papa Francesco il 31/10/2016  (Vatican Media)

Unità dei cristiani. Il Papa: la preghiera carburante del nostro cammino

"Potente è la tua mano, Signore". E' la frase che accompagna la preghiera e la riflessione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani di quest'anno. Iniziata il 18 gennaio si concluderà il 25 con la celebrazione del Papa nella Basilica di San Paolo fuori le Mura. Oggi il suo tweet che sottolinea il valore della preghiera.

Adriana Masotti - Città del Vaticano

“La preghiera che purifica, fortifica e illumina il cammino è come il carburante del nostro viaggio verso la piena unità dei cristiani”. Papa Francesco, nel suo tweet di oggi, ricorda l’importanza del mettersi in contatto con Dio, dell’ascolto del suo Spirito anche per quanto riguarda il percorso verso l’unità che i cristiani stanno percorrendo.

Pregare è mettersi in ascolto di che cosa dice il Signore

“E’ proprio così – commenta ai nostri microfoni l’italo americano padre Giacomo Puglisi, direttore del Centro Pro Unione – la preghiera non è tanto dire le preghiere, quanto ascoltare la voce di Dio che purifica il nostro cuore e la nostra mente, dandoci uno sguardo nuovo sulle cose, e poi obbedire a quanto Lui vuole”. 

“ Il Signore è mia difesa, mia potenza. Egli mi ha salvato. ”

Il tema della Settimana sottolinea che è Dio che ci libera

“Potente è la tua mano, Signore” Questa la frase scelta come tema per la Settimana di preghiera per l'unità di quest’anno. E’ tratta dal Libro dell’Esodo (15,1-21) e esprime la meraviglia e la gratitudine a Dio di Mosè e del suo popolo di fronte alla liberazione dalla schiavitù in Egitto. “Voglio cantare al Signore, – cantano gli Israeliti - ha ottenuto una vittoria strepitosa: cavallo e cavaliere, li ha gettati in mare! (…) Potente e terribile è la tua mano, Signore, la tua destra spezza il nemico. Sei grande, Signore…”.
Padre Puglisi spiega questa scelta fatta da un Gruppo appartenente alla Chiesa dei Caraibi. Nella loro storia passata – dice – hanno avuto problemi con la schiavitù e hanno voluto sottolineare l’opera di liberazione da parte di Dio, da cui tutto il nostro impegno di cristiani prende il via. Solo Dio, infatti, è capace di farci superare tutti i tipi di schiavitù che anche oggi noi ci facciamo gli uni con gli altri e noi tutti cristiani dobbiamo collaborare a questa liberazione”.

I progressi con la Chiesa ortodossa

Molti i passi già compiuti sul cammino di una più piena unità. Tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa, ad esempio, è maturato  un impegno comune per la salvaguardia del Creato. “Una sensibilità – dice ancora padre Puglisi – che nasce dalla comune fede in Dio-Trinità che crea, salva e santifica e continua a farlo in tutto il Creato che è stato lasciato a noi uomini perché ne avessimo cura”.

Un dialogo che si è intensificato con i Luterani e non solo

Il 2017 si sono ricordati i 500 anni dalla Riforma luterana e questa è stata un’occasione per la Chiesa cattolica di sottolineare gli aspetti positivi della Riforma e di approfondire il dialogo con la Chiesa luterana. Il rapporto costruito è incentivo per progressi futuri che vedano sempre più le due Chiese insieme a proclamare le verità di fede condivise. E non solo con i luterani: padre Puglisi cita il miglioramento dei rapporti anche con anglicani, riformati, metodisti, pentecostali, evangelici. “Io sono positivo - conclude- sui passi che abbiamo fatto con l’aiuto dello Spirito Santo e che continueremo a fare se siamo in ascolto di Dio stesso”.

Ascolta l'intervista integrale a padre Giacomo Puglisi

Che cos'è il Centro Pro Unione diretto da padre Puglisi

“Il Centro - spiega padre Puglisi - nasce 50 anni fa in parallelo, se si vuole,  con il Concilio Vaticano II. È un centro di ricerca e di dialogo, un luogo in cui i cristiani possono incontrarsi e continuare a dialogare a livello informale, e anche verificare i passi che abbiamo fatto insieme. E’ gestito dalla mia comunità religiosa – i frati francescani  dell'Atonement - che nasce proprio con una vocazione ecumenica, perché il nostro fondatore, padre Paolo Wattson servo di Dio, ha proposto l’Ottavario della preghiera dell’unità dei cristiani nel 1908. Quindi è una parte della nostra vocazione quella di promuovere la preghiera: e non soltanto la preghiera ma soprattutto i passi della piena comunione reciproca tra le chiese cristiane”.

23 gennaio 2018, 13:57