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VNS - TERRA SANTA Lettera del patriarca Pizzaballa sul Sinodo: un percorso di ascolto “illuminato dalla Parola di Dio”

VNS - TERRA SANTA Lettera del patriarca Pizzaballa sul Sinodo: un percorso di ascolto “illuminato dalla Parola di Dio”

(VNS), 17ott21 - Promuovere il coinvolgimento di tutte le istanze ecclesiali perché ciascuno possa esprimere liberamente il proprio pensiero, come chiede Papa Francesco. Questo l’invito rivolto ai sacerdoti dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme in vista dell’apertura della fase diocesana del processo sinodale che in Terra Santa prenderà il via il 30 ottobre, anziché il 17 ottobre.

In una lettera indirizzata ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli laici del Patriarcato, il porporato illustra lo svolgimento, ma soprattutto il senso di questo processo che porterà al Sinodo dei vescovi del 2023 a Roma. “Il tema proposto per la nostra riflessione, ‘Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione, missione’, esprime chiaramente l’intenzione del Santo Padre di far sì che la vita della Chiesa sia sempre meno incentrata esclusivamente sul clero e sia sempre più frutto di un coinvolgimento generale di tutti i suoi membri. Il suo desiderio insomma è che ci sia piena partecipazione alla vita ecclesiale”, spiega il cardinale Pizzaballa.  “Non ci viene chiesto di preparare documenti lunghi e articolati, ma piuttosto una sintesi di questo cammino” insieme, precisa ancora la lettera, ricordando le parole di Papa Francesco nel documento preparatorio.

In questo cammino, sottolinea il patriarca, i sacerdoti avranno “un ruolo cruciale”, come “mediatori”  tra le i vescovi e le istanze dei fedeli. Di qui l’invito ai parroci “ad essere protagonisti e a promuovere quanto ci viene richiesto dal Santo Padre facendo sì che le nostre comunità siano veramente coinvolte”, insieme all’auspicio che “le altre realtà diocesane si lascino a loro volta coinvolgere: parrocchie, religiosi, religiose, monasteri contemplativi, seminari, giovani, gruppi, movimenti, associazioni, migranti, lavoratori stranieri”.

“Tutti coloro che sentono di avere una parola da dire, dovrebbero essere messi in grado di farlo”, che sia per esprimere gratitudine, incomprensioni delusioni.  Ma, avverte il patriarca Pizzaballa, è importante che questa fase del cammino sinodale non si limiti a parlare solo dei problemi, perché questo “renderebbe tutto sterile e senza prospettiva”. Dovrà essere invece un percorso di ascolto “illuminato dalla Parola di Dio”.  

Di qui la decisione di adottare come metodo quello del “Vangelo di Emmaus”. Si tratta in concreto, spiega la lettera , di andare “anche fisicamente” nei Luoghi dove è apparso Cristo e “parlare di quello che non va”. È infatti importante “collegare la nostra esperienza di vita alle Scritture e vedere come queste possano illuminare i fatti salienti della vita e dargli una prospettiva diversa”.

Per aiutare la riflessione il Patriarcato di Gerusalemme  invierà a breve un testo di riferimento con sussidi e questionari. Il metodo illustrato dal patriarca Piozzaballa, prevede dunque incontri “a tutti i livelli”: giovani con le famiglie, visite agli anziani negli ospizi, nelle case, fedeli locali con lavoratori stranieri, insomma di incontrare realtà non conosciute prima. “Più che fare discorsi teorici, infatti, “è utile ascoltare e incontrare esperienze, dalle quali imparare”.

Da questo percorso avverte in conclusione il cardinale, non bisogna attendersi “cambiamenti drammatici” o “frutti straordinari”. Questi arrivano dopo molto tempo e “se nel campo si è lavorato”. “Sarebbe già un grande risultato se il Sinodo segnasse l'inizio di un nuovo modo di ritrovarci come comunità, dove tutti si sentano parte della vita gli uni degli altri, uniti nella persona di Gesù, cuore della nostra fede, che dà senso al nostro essere qui in Terra Santa e che alimenta e illumina l'amore che sostiene la nostra vita”, conclude  la lettera.

La fase diocesana del Sinodo in Terra Santa si aprirà simultaneamente il 30 ottobre in tutti i territori sotto la giurisdizione del Patriarcato: Galilea e Palestina, Giordania  e Cipro. I coordinatori locali sono: il padre gesuita David Neuhaus per la Palestina e la Galilea, il sacerdote melkita Mody Al-Hindalya per la Giordania e il sacerdote maronita Ibrahim Khita per Cipro.  

Vatican News Service - LZ

17 ottobre 2021, 13:57