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VNS – MONDO “Pregate e agite contro la fame”: dichiarazione congiunta di Coe e organizzazioni religiose per la Giornata dell’alimentazione

VNS – MONDO “Pregate e agite contro la fame”: dichiarazione congiunta di Coe e organizzazioni religiose per la Giornata dell’alimentazione

VNS – 16ott21 – “Come persone di fede, ci uniamo nell'impegno a pregare e ad agire contro la fame in questo momento in cui 811 milioni di persone in tutto il mondo vanno a letto affamate ogni notte”: lo scrivono in una dichiarazione congiunta interreligiosa per la Giornata mondiale dell'alimentazione, che ricorre oggi il Consiglio ecumenico delle Chiese (Coe) e da diverse organizzazioni religiose. “Pregate e agite contro la fame”, questo il titolo della dichiarazione che evidenzia un aumento globale della fame del 25% dal 2019 e avverte che più di 41 milioni di persone, circa la metà bambini, sono a rischio di carestia in 43 paesi. Le cause di questi dati sono da ricercare in conflitti e violenza, povertà e disuguaglianza, disastri e impatti dei cambiamenti climatici, aggravati, aggiunge la dichiarazione, dalla pandemia di Covid-19 che ha interrotto la produzione alimentare e le catene di approvvigionamento e ha ridotto i redditi. È cresciuto il numero delle famiglie vulnerabili e la riduzione della qualità e quantità del cibo minaccia di invertire i guadagni faticosamente conquistati grazie alla riduzione della povertà. A rischio anche la nutrizione e la salute dei bambini piccoli, con un impatto duraturo per le nuove generazioni. “Dobbiamo agire immediatamente per prevenire la morte inutile di decine di migliaia di bambini. La fame costringe le persone, compresi i bambini e le loro famiglie, a compiere scelte pericolose per la sopravvivenza” avvertono Coe e organizzazioni religiose.

Da qui la richiesta dell’erogazione dei 7 miliardi di dollari impegnati nel patto del G7 sulla prevenzione della carestia e le crisi umanitarie per coloro che ne hanno bisogno, con particolare attenzione alla soddisfazione dei bisogni nutrizionali dei bambini nei loro primi 1000 giorni. La Dichiarazione interreligiosa domanda poi un accesso umanitario incondizionato per aiutare tutte le popolazioni colpite da conflitti, rischio di carestia e grave insicurezza alimentare. Infine Coe e organizzazioni religiose si impegnano a collaborare per influenzare le politiche a lungo termine, gli impegni finanziari e le azioni necessarie per far fronte alla fame e all’insicurezza alimentare, e a cooperare per la costruzione della pace e della coesione sociale, per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, per promuovere sistemi alimentari sostenibili, per assicurare protezione sociale e sostegno in caso di pandemia. “Crediamo che il nostro mondo abbia abbastanza per tutti, e che fame ovunque rappresenti un fallimento etico e morale collettivo” conclude la dichiarazione che invita tutte le persone di buona volontà ad unirsi perché sempre meno persone soffrano la fame e venga assicurata giustizia ai più vulnerabili.

Vatican News Service – TC

16 ottobre 2021, 16:14