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VNS – AUSTRALIA V concilio della Chiesa australiana. Mons. Coleridge: Chiesa sostiene Uluru Statement per dare più voce alle Prime Nazioni

VNS – AUSTRALIA V concilio della Chiesa australiana. Mons. Coleridge: Chiesa sostiene Uluru Statement per dare più voce alle Prime Nazioni

(VNS), 27set21 - Monsignor Mark Coleridge, arcivescovo di Brisbane e presidente della Conferenza episcopale australiana (Acbc), ha ribadito il convinto sostegno della Chiesa alla storica “Dichiarazione di Uluru dal cuore” (“Uluru Statement From the Heart”), firmato del 2017 da 250 leader aborigeni per chiedere una “Voce" per le  Prime Nazioni in Parlamento che sia sancita dalla Costituzione. Frutto di 13 Dialoghi Regionali deliberativi tra le comunità delle Prime Nazioni di tutta l’Australia, la dichiarazione è significativamente intitolata al monte Uluru, la celebre montagna sacra degli aborigeni australiani, (conosciuta in inglese come Ayers Rock), diventata una discussa meta turistica.

Nel testo si chiede a tutti gli australiani di “camminare con i popoli aborigeni e delle isole dello Stretto di Torres” verso un’Australia migliore, più inclusiva e rispettosa dei diritti dei popoli originari, tante volte calpestati sin dai tempi in cui il Paese era un Dominion britannico. Una storia di sradicamento culturale, razzismo, emarginazione e di distruzione dell’ambiente in cui vivevano le Prime Nazioni australiane. A questo proposito l’“Uluru Statement From the Heart” chiede anche l’istituzione, di una speciale commissione, la ‘Makarrata Commission’, per la ricerca della verità e della giustizia e per la stesura di accordi tra i governi statali della federazione e i Popoli Aborigeni e dello Stretto di Torres.

Parlando durante una Messa per le Prime Nazioni e i rappresentanti delle parrocchie celebrata il 24 settembre presso il Centro di spiritualità di Santa Teresa a Ormiston, a est di Brisbane, monsignor Coleridge ha ribadito il pieno sostegno della Chiesa a queste istanze. “Solo un cuore di pietra potrebbe consentire ai popoli indigeni di diventare alieni, esuli e rifugiati nella propria terra”,  ha affermato. “Dio toglierà da noi quel cuore di pietra e ci darà un cuore di carne – il cuore di Gesù… che riconosce l’altro come essere umano”, ha aggiunto il presule, osservando come “ciò che è stato fatto ai popoli indigeni di questa terra poteva essere fatto solo negando il loro essere persone umane. Un cuore di carne dice no a questo, assolutamente no”, ha sottolineato con forza.  Nella stessa giornata di venerdì monsignor Coleridge ha tenuto un dialogo pubblico con Dean Parkin, del popolo Quandamooka e firmatario della Dichiarazione di Uluru, il quale ha ribadito che la “cosa fondamentale è dare voce chi è rimasto finora inascoltato”.

L’intervento dell’arcivescovo di Brisbane giunge a pochi giorni dall’inizio della prima assemblea del Quinto Concilio della Chiesa cattolica australiana in programma ad Adelaide dal 3 al 10 ottobre e che affronterà anche il tema della solidarietà della Chiesa con le Prime Nazioni. Su questo punto, nell’Instrumentum Laboris (Documento di lavoro) figura, infatti, il rinnovato impegno della Chiesa ad “onorare e riconoscere” il continuo loro profondo rapporto spirituale con il Paese e a proseguire il “cammino di riconciliazione”. Nello specifico, tra i 16 quesiti sui quali saranno chiamati a confrontarsi i 280 partecipanti all’importante appuntamento ecclesiale in preparazione dal 2018 vi sarà: “Come potrebbe la Chiesa in Australia aprire in modi nuovi al modo indigeno di essere cristiani nella spiritualità, nella teologia, nella liturgia e nel discepolato missionario? Come possiamo imparare dai popoli delle Prime Nazioni?”.

E proprio “riconoscere e celebrare i doni dei Primi popoli del Paese” è l’obiettivo dell’annuale Domenica degli Aborigeni celebrata lo scorso 4 luglio sul tema “Guarire il Paese”, in cui i vescovi avevano invitato i fedeli a compiere “il primo passo per l’accettazione e la comprensione degli aborigeni” e dad ad abbracciare “i doni della conoscenza aborigena per guarire non solo il Paese, ma anche le nostre relazioni reciproche”. 

Vatican News Service - LZ

27 settembre 2021, 14:18