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VNS – MONDO Dal Simposio del Wcc sulla giustizia digitale un “Manifesto” per una società digitale più giusta basata sul rispetto della dignità umana

VNS – MONDO Dal Simposio del Wcc sulla giustizia digitale un “Manifesto” per una società digitale più giusta basata sul rispetto della dignità umana

(VNS), 18set21 - Promuovere un “movimento di trasformazione” del mondo digitale perché sia fondato sul rispetto dei diritti e della dignità umana e dei principi democratici. Con questo appello, che è anche un impegno, si è concluso questa settimana a Berlino il Simposio internazionale “Una comunicazione per la giustizia sociale nell’era digitale”.

Organizzato dal Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), insieme all’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana, l’evento si è tenuto per lo più in modalità virtuale con un ricco programma di interventi e contributi di esperti e teologi da diversi Paesi. Per tre giorni hanno analizzato le conseguenze della trasformazione digitale sulle società, il suo impatto sulla giustizia sociale, con riferimento in particolare alle comunità emarginate e svantaggiate, e il modo in cui il mondo digitale ha cambiato la nozione di spazio pubblico. L’obiettivo: cercare di capire come realizzare una società digitale più giusta con azioni concertate tra le varie comunità di fede, organizzazioni religiose e della società civile e media .

Dal confronto sono emerse le tante sfide, ma anche le potenzialità positive offerte dalle tecnologie numeriche. Lo evidenzia il “Manifesto” conclusivo del simposio di cui è stata presentata una prima bozza. Se, per un verso, “queste tecnologie ci offrono nuovi modi per comunicare, per difendere i nostri diritti fondamentali e la nostra dignità e per far sentire la nostra opinione”, nonché nuove opportunità di incontro, per altro verso - osserva il documento - le piattaforme digitali sono utilizzate “anche per diffondere consapevolmente disinformazione e odio. Le campagne di fake news digitali con finalità politiche minano i processi democratici e il giornalismo responsabile".    

Non solo: l'aumento dei monopoli nel mondo digitale mette in pericolo il pluralismo delle opinioni e dei punti di vista. "Gli utenti sono diventati merci. I dati personali sono sempre più richiesti, raccolti e controllati da un pugno di piattaforme che hanno come obiettivo di sfruttare la persona umana per fini economici e politici". Sorveglianza, emarginazione e militarizzazione sono minacce sempre più incombenti oggi, è stato rilevato nei vari interventi. A ciò si aggiungono i problemi legati alla cyber-sicurezza che sono in aumento “soprattutto nel settore sanitario”. Tutte queste problematiche - sottolinea il documento - interpellano direttamente anche le Chiese cristiane, perché toccano questioni come la dignità della persona umana creata ad immagine di Dio, l'opzione preferenziale per i poveri e i più vulnerabili, i rapporti umani. 

Secondo i partecipanti al simposio, dunque, affrontare tali sfide e cogliere le opportunità offerte dal mondo digitale per promuovere, “anziché minare”, i valori della vita, della dignità umana e della giustizia sociale, esigono “un approccio partecipativo, inclusivo e olistico” che coinvolga tutti gli attori politici, sociali e religiosi e saldamente ancorato a questi valori:  “Abbiamo bisogno - si legge nel Manifesto - di principi che consentano a tutti di impegnarsi in un dibattito trasparente, informato e democratico e di accedere liberamente a informazioni e conoscenze che sono indispensabili per la convivenza pacifica, la promozione umana, l’impegno civile responsabile e per la responsabilità reciproca".

Per realizzare questa giustizia digitale il documento invoca dunque “un movimento che trasformi le persone, le comunità umane, le istituzioni educative, i media e la società civile, comprese le comunità di fede”. Ma “c’è anche bisogno di politiche e misure di governo illuminate e sostenute dalla società civile, basate sui diritti umani, sulla dignità umana e sui principi democratici”, evidenzia ancora il testo. Di qui, in conclusione, l’impegno dei partecipanti ribadito nel Manifesto a contribuire a costruire “dal basso” uno spazio digitale pubblico che promuova i valori della democrazia, i diritti fondamentali, la responsabilità e la solidarietà.

Vatican News Service - LZ

18 settembre 2021, 14:03