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VNS – SUD SUDAN Un mese fa, l’assassinio di due suore. Vescovi: identificare i responsabili

VNS – SUD SUDAN Un mese fa, l’assassinio di due suore. Vescovi: identificare i responsabili

(VNS) – 17set21- Sud Sudan, 16 agosto 2021: lungo la strada tra la captale, Juba, e la cittadina di Nimule, al confine con l’Uganda, scatta un’imboscata, perpetrata da uomini armati che assaltano un autobus con a bordo religiosi e fedeli cattolici. Nell’agguato, muoiono cinque persone, tra cui due suore, suor Maria Abud e suor Regina Roba, entrambe appartenenti alla Congregazione del Sacro Cuore. Un mese dopo la loro morte, i colpevoli non sono stati ancora identificati e tanto meno consegnati alla giustizia. Per questo, i vescovi locali hanno deplorato la mancanza di progressi nelle indagini, lanciando un appello affinché sia fatta giustizia al più presto.

“Condanniamo senza riserve quanto accaduto”, hanno affermato i presuli in una nota del 15 settembre, chiedendo che gli assassini siano “identificati e chiamati a rispondere” delle loro azioni. “Rifiutiamo la dicitura di ‘uomini armati sconosciuti’ diffusa dalle autorità – hanno sottolineato i vescovi – La comunità locale, di solito, sa chi sono i colpevoli, ai quali viene permesso di fuggire impunemente”. Dai vescovi anche la preoccupazione che “questa tragedia” possa nascondere “un tentativo per far deragliare il processo di pace” nel Paese. La nazione africana, infatti, è schiacciata da perenni tensioni aggravatesi nel 2013, quando hanno iniziato a scontrarsi i sostenitori del presidente Salva Kiir, di etnia dinka, e quelli dell’ex Capo dello Stato Riek Machar, di etnia Nuer. Il grave conflitto ha lasciato sul campo una scia di morte e distruzione, facendo registrare 400mila vittime e 4 milioni tra profughi e sfollati.

Cinque anni più tardi, nel 2018, è stato raggiunto un accordo per la fine della guerra, il Revitalized Agreement on the Resolution of the Conflict in South Sudan (R-ARCSS), mentre a febbraio 2020 le fazioni politiche hanno raggiunto un’intesa per la formazione di un nuovo Governo transitorio di unità nazionale, con a capo Kiir e all’opposizione Machar. Ma i risultati concreti tardano ad arrivare e le violenze continuano, colpendo anche esponenti religiosi. Lo scorso aprile, infatti, il vescovo di Rumbek, il comboniano padre Christian Carlassare, è stato gambizzato da uomini sconosciuti.

Dal suo canto, suor Alice Jurugo Drajea, superiora generale della Congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, si è detta essere frustrata dalla mancanza di risposte da parte del governo nazionale: “Fino ad ora non abbiamo avuto nessun aggiornamento – ha spiegato - Le nostre sorelle sono semplicemente morte come chiunque altro. In questo Paese, essere assassinati è come nascere: è normale". Quindi, il commosso ricordo delle due suore e della loro testimonianza: "Maria e Regina sono morte durante un pellegrinaggio per esprimere la loro fede. Sono le nuove martiri del Sud Sudan – ha concluso - Ci sentiamo rafforzate nel nostro impegno a continuare l'opera di Dio per il popolo".

Anche Papa Francesco, in un telegramma a firma del Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, inviato il 17 agosto a Monsignor Mark Kadima, della Nunziatura Apostolica in Sud Sudan, si è detto “profondamente rattristato nell’apprendere del brutale attacco” che ha provocato la morte delle due religiose. Il Pontefice ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie e alla comunità religiosa "per questo insensato atto di violenza". E si è detto fiducioso nel fatto che il loro sacrificio "farà progredire la causa della pace, della riconciliazione e della sicurezza nella regione". D’altronde, il Papa si è sempre impegnato molto per il Sud Sudan: un impegno concretizzatosi l’11 aprile 2019, con l’indizione di un ritiro spirituale a Casa Santa Marta ed al quale hanno presto parte Salva Kiir e i vicepresidenti designati. Quell’evento, nato da lontano, è stato segnato da un gesto particolarmente significativo: il Pontefice si è inginocchiato ed ha baciato i piedi agli esponenti politici, invocando la pace per il giovane Paese africano.

Vatican News Service – IP

17 settembre 2021, 19:57