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VNS – GUATEMALA Bicentenario indipendenza. Vescovo di Escuintla: libertà cristiana, antidoto alle schiavitù contemporanee

VNS – GUATEMALA Bicentenario indipendenza. Vescovo di Escuintla: libertà cristiana, antidoto alle schiavitù contemporanee

(VNS) – 16set21 – La libertà autentica, quella in senso cristiano, è “dono e impegno” per una migliore realizzazione delle persone ed è un antidoto alle tante schiavitù che contraddistinguono l’epoca contemporanea: scrive così, in sintesi, Monsignor Victor Hugo Palma Paúl, Vescovo di Escuintla, in Guatemala, in un messaggio diffuso ieri, 15 settembre, in occasione del bicentenario dell’indipendenza del Paese. Il documento è tutto incentrato sulla libertà cristiana, da intendersi come dono di Dio, ma anche come responsabilità ed impegno di ciascuno, nonché come “cura di non ricadere nelle schiavitù causate dal peccato”, ovvero “egoismo, vanità, violenza, mancanza di rispetto per la persona nei suoi diritti fondamentali e falsificazione del messaggio evangelico”. Tutto questo, sottolinea il presule, non permette di “vivere l'atteggiamento-chiave della vera indipendenza umana, quello della fraternità e della giusta considerazione degli altri”.

Monsignor Palma ricorda anche le tante “catene che impediscono di vivere la libertà in modo integrale” e non permettono “la piena realizzazione della persona”. Esse sono “la profonda ignoranza di Cristo” che comporta “il divorzio tristemente perenne tra fede e vita”; “l'idolatria del denaro e il materialismo” i quali, danneggiando ogni forma di giustizia, distruggono la famiglia e i valori umani in generale; “l'aggressione alla vita umana” che fa vedere nell’altro non un fratello, ma un nemico “di fronte al cui dolore non solo non ci fermiamo, ma lo aumentiamo, rifiutando persino di dialogare con lui e di conoscere il dramma per il quale soffre”. E ancora: il presule elenca la piaga della prostituzione, il traffico di droga, l'impunità della giustizia penale e la violenza domestica, tutte forme di schiavitù perpetrate da “cuori pieni di egoismo, arroganza e irresponsabilità”.

Allo stesso tempo, il vescovo di Escuintla denuncia “l’aggressione all’ambiente” che porta a trascurare il fatto che “siamo parte della creazione stessa” e che danneggiare il Creato significa anche “aggredire la vita umana sociale, familiare e personale”. Quanto ai cattolici, Monsignor Palma ribadisce che la loro missione è quella di “contribuire al bene comune in tutte le sue forme ed espressioni, tenendo conto della libertà di coscienza della persona, della cura della vita dal suo concepimento alla sua fine naturale, e dell'attenzione a coloro che hanno meno risorse, ma che sono la presenza del Signore nel bisogno”.

Conversione e promozione del dialogo sono, dunque, gli strumenti suggeriti dal presule per vivere la libertà in senso cristiano che è “libertà nello Spirito, motivo di gioia nella riconciliazione con il Padre e nella realizzazione della vera libertà dei figli di Dio”. Il messaggio episcopale si conclude con l’invocazione alla Vergine Maria, Colei che “è sempre vicina a Cristo sulla croce e a tutti coloro che soffrono per la pandemia da Covid-19 e le altre pandemie causate dalla schiavitù spirituale”. “La Madonna interceda – è la preghiera di Monsignor Palma - perché si continui a costruire la libertà integrale e autentica”.

Vatican News Service – IP

16 settembre 2021, 13:27