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VNS – REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO In una lettera pastorale i vescovi invitano i fedeli a riscoprire la devozione verso il beato Isidoro Bakanja

VNS – REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO In una lettera pastorale i vescovi invitano i fedeli a riscoprire la devozione verso il beato Isidoro Bakanja

VNS – 11set21 – Testimone autentico ed esempio di fede per tutti i cristiani del mondo: così Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno definito il beato Isidoro Bakanja, patrono dei laici della Repubblica Democratica del Congo. Lo ricordano i vescovi in una lettera pastorale ai fedeli scritta in occasione del 25.mo anniversario della beatificazione del giovane martire vissuto tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 che doveva essere commemorato lo scorso anno ma che non è stato più celebrato a causa della pandemia di Covid-19. Da qui la decisione di una lettera pastorale per esortare ad una più grande devozione e ad un maggior fervore spirituale verso Isidoro Bakanja, beatificato da Giovanni Paolo II il 24 aprile 1994. Sono diminuiti i pellegrinaggi nei luoghi in cui è vissuto il beato, è venuto a mancare l’impegno per la costruzione di un santuario a lui dedicato a Bokote, si dimentica di menzionarlo durante le Messe o altre preghiere, insomma nei confronti di Isidoro Bakanja si riscontra indifferenza e uno scarso interesse. Per l’episcopato tutto ciò è frutto di certe ideologie religiose che minimizzano l’importanza dei santi e dei beati. “La devozione ai santi e ai beati non è una pratica fuori moda come suggeriscono alcuni con audacia e ignoranza” affermano i vescovi che la definiscono, invece, come realizzazione concreta di una delle più grandi verità di fede cristiana, ossia la comunione dei santi.

“In virtù di questa comunione, non siamo mai soli - proseguono i vescovi -. Così i beati, i martiri, i pastori, i dottori della Chiesa, le vergini e tutti i santi in generale sono fratelli che ci hanno preceduto sul cammino della fede e sono già in cielo dove anche noi un giorno speriamo di giungere”. L’episcopato precisa che santi e beati sono una grazia e che Dio li dona ai credenti come compagni, fratelli, esempi, intercessori, amici, protettori e che Isidoro Bakanja, in modo particolare, ha mostrato attraverso la sua vita ordinaria che la santità è possibile ed è alla portata di tutti. I vescovi ricordano, poi, che il beato congolese ha saputo, con la grazia di Dio, coltivare l’amicizia con Gesù e Maria, manifestare il coraggio della fede e fare apostolato. “In questo tempo in cui Papa Francesco presenta questo ministero come un’urgenza per l’evangelizzazione del mondo contemporaneo - si legge nella lettera pastorale - è necessario per la nostra Chiesa ricordarsi del beato catechista Bakanja per attingere la grazia di esercitare questo ministero con coraggio come lui”. Infine i vescovi esortano a praticare le virtù del beato Isidoro Bakanja, ad approfondire la sua storia cercando di interiorizzare la sua testimonianza, a ricordarlo nelle celebrazioni liturgiche, a commemorarlo e a chiedere la sua intercessione, soprattutto in questo momento in cui la Chiesa è chiamata ad affrontare diverse sfide.

Vatican News Service – TC

11 settembre 2021, 17:39