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VNS – STATI UNITI Pena di morte. Sette afroamericani uccisi nel 1951 in Virginia riconosciuti oggi vittime di una giustizia fallace

VNS – STATI UNITI Pena di morte. Sette afroamericani uccisi nel 1951 in Virginia riconosciuti oggi vittime di una giustizia fallace

(VNS) – 10sett21 – La loro storia rappresenta un esempio delle componenti inique e razziali dell’uso della pena di morte nella storia americana e laddove nel mondo ancora oggi viene praticata.

Il Governatore della Virginia, Ralph Northam, il 6 settembre scorso ha riconosciuto la postuma iniquità delle condanne a morte di sette afroamericani, tutti in quel tempo molto giovani, intorno ai vent’anni: Booker Millner, Francis DeSale Grayson, Frank Hairston, Howard Lee Hairston, James Luther Hairston, Joe Henry Hampton, e John Clabon Taylor. Ragazzi condotti al patibolo nel 1951, con l’accusa di stupro di una donna bianca. Un caso che ha suscitato negli anni trascorsi, ma anche in tempi recenti, ondate di appelli da tutto il mondo invocanti la grazia. Un episodio emblematico della disparità razziale dell’uso della pena capitale negli Stati Uniti –laddove questa è ancora praticata- dimostrata peraltro da tanti, ulteriori esempi di condannati messi a morte in passato a causa del colore della loro pelle.

Northam ha dato l’annuncio dell’amnistia tardiva dopo aver incontrato decine di discendenti di quelle vittime dello stato, accompagnati dai loro legali. Un perdono concesso non tanto in nome della vera o presunta colpevolezza degli imputati, quanto per il pubblico e doveroso riconoscimento delle profonde falle in cui la giustizia penale americana allora versava.

I “Sette di Martinsville”, come divennero famosi in seguito i condannati, erano stati tutti accusati di aver violentato l’allora trentaduenne bianca Ruby Stroud Floyd, che viveva in quella città abitata in prevalenza da neri, l’8 gennaio del 1949.

Tutti giudicati da una giuria di soli bianchi in tempi brevissimi, quattro dei presunti assassini andarono sulla sedia elettrica il 2 febbraio del 1951. Stesso destino toccò agli altri tre giorni dopo. Quasi tutti pressoché analfabeti, dovettero siglare confessioni scritte a loro incomprensibili e senza alcun avvocato ad assisterli.

All’epoca lo stupro costituiva un reato capitale, che però veniva invocato quasi esclusivamente per condannati afroamericani. E in effetti, dal 1908 –da quando cioè la Virginia inaugurò la sedia elettrica- al 1951, tutti i 45 uomini accusati di violenza carnale messi a morte in quello stato avevano la pelle scura.

Il Governatore Northam ha concesso 604 amnistie dall’inizio del suo mandato, nel 2018. Il suo impegno per una giustizia equa e trasparente lo ha condotto a firmare lo scorso mese di marzo l’abolizione della pena di morte in Virginia, uno stato che si collocava fino ad allora al secondo posto per numero di esecuzioni nella storia americana, e che oggi rappresenta il ventitreesimo ad averla eliminata per legge.

Vatican News Service - SAS

10 settembre 2021, 11:22