Cerca

Vatican News

VNS – CAMERUN Istituto per la pace: allarme per continui rapimenti di sacerdoti cattolici

VNS – CAMERUN Istituto per la pace: allarme per continui rapimenti di sacerdoti cattolici

(VNS) – 8set21 – È un quadro drammatico quello tracciato in Camerun dal “Denis Hurley Peace Institute" (Dhpi), organismo cattolico sostenuto dalla Conferenza episcopale sudafricana (Sacbc) ed impegnato nella promozione della riconciliazione e della pace in tutta l’Africa. In un rapporto diffuso ieri, 7 settembre, l’Istituto si dice preoccupato per l’aumento dei rapimenti di sacerdoti cattolici in territorio camerunense e ribadisce che questo clima di grave insicurezza ha ripercussioni pesanti sulla Chiesa cattolica, da tempo impegnata nella promozione della pace nazionale, turbata dall’annoso conflitto tra regioni francofone e anglofone, situate a sud-ovest e a nord-ovest del Paese.

In particolare, il Dhpi cita il recente sequestro di padre Agbortoko Agbor, vicario generale della diocesi di Mamfe, rapito il 29 agosto e rilasciato il 1.mo settembre, e il rapimento di padre Christopher Eboka, direttore delle Comunicazioni sociali della medesima diocesi, sequestrato il 22 maggio e lasciato libero dieci giorni dopo. Ma gli esempi purtroppo non mancano: nel novembre 2018 è toccato a quattro religiosi clarettiani ed all’allora vescovo ausiliare di Bamenda, Monsignor Michael Miabesue Bibi, finire nelle mani dei rapitori, mentre nel 2019 sono stati sequestrati l'Arcivescovo emerito di Bamenda, Monsignor Cornelius Esua, e il vescovo di Kumbo, Monsignor George Nkuo.

L’Istituto sottolinea poi che il conflitto anglo-francofono - iniziato nel 2016 e in seguito al quale le regioni di lingua inglese hanno proclamato la Repubblica Federale dell’Ambazonia – ha provocato “più di 3mila vittime e circa 500mila sfollati interni”. Dati drammatici che vedono comunque la Chiesa “mobilitata in prima linea per accogliere coloro che sono stati costretti a fuggire a causa delle violenze”.  “Il conflitto interno del Camerun – sottolinea ancora il Dhpi - ha preteso un pesante tributo non solo in termini di vite umane, ma anche in quelli di povertà, sfollamento e paura nelle comunità”. “L'inefficienza del potere centrale, prettamente francofono, di fronte ai problemi che i cittadini affrontano quotidianamente – deplora l’Istituto - ha aggravato questo sentimento di esclusione nella parte anglofona del Paese, che si sente sminuita dalle autorità".

Infine, il Dhpi condivide un messaggio a firma di Dabney Yerima, vice-presidente della Repubblica Federale dell'Ambazonia, il quale che condanna il rapimento dei ministri della Chiesa, definendolo “inaccettabile”: "Coloro che rapiscono uomini di Dio – afferma il messaggio - stanno attraversando una pericolosa linea rossa e tutti i camerunesi timorati di Dio devono condannare questi atti, senza condizioni".  “Le istituzioni religiose sono indispensabili in Camerun – conclude Yerima - e qualsiasi attacco ai loro membri e lavoratori è un attacco all'Ambazonia che intendiamo costruire".

Vatican News Service – IP

08 settembre 2021, 13:23