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VNS – NIGERIA Vescovi: sicurezza e democrazia richiedono impegno di tutti

VNS – NIGERIA Vescovi: sicurezza e democrazia richiedono impegno di tutti

(VNS) – 2ago21 – La sicurezza nazionale e lo sviluppo della democrazia: sono stati questi i punti focali di due interventi pronunciati, recentemente, da due vescovi della Nigeria. Dal 2009, infatti, la nazione africana vive nella paura, provocata dagli attacchi degli estremisti islamici Boko Haram e dalle violenze per il controllo delle risorse idriche e agricole. In particolare, nella zona centrale del Paese, infuriano bande di pastori nomadi di etnia fulani, per lo più musulmani, che spesso attaccano persone e proprietà, scontrandosi con gli agricoltori stanziali, in maggioranza cristiani. Il 29 luglio, dunque, parlando ad un seminario tenuto a Makurdi, il vescovo locale, Monsignor Wilfred Chikpa Anagbe ha esortato tutti i fedeli ad impegnarsi in favore di tali sfide, rimarcando che, soprattutto di fronte all’insicurezza, “il silenzio non è d’oro”. “Parlate apertamente delle ingiustizie – ha detto il presule – affinché esse siano corrette”. “Non si tratta – ha aggiunto – di criticare un partito, bensì di promuovere una buona governance nazionale”.

Ricordando, poi, che “la Chiesa è sempre in favore della giustizia e della verità”, Monsignor Anagbe ha sottolineato che lamentarsi dello stato di insicurezza del Paese non significa “odiare il Capo dello Stato, Muhammadu Buhari, ma solo ricordagli le sue promesse elettorali ed il suo giuramento di proteggere i nigeriani”. Di qui, l’impegno del presule a “denunciare ogni forma di ingiustizia” e l’appello allo Stato affinché “intensifichi gli sforzi per fermare la perdurante, insopportabile insicurezza nel Paese”, in quanto essa “minaccia le attività sociali, religiose ed economiche della popolazione”.

Sulla stessa linea si è posto Monsignor Matthew Hassan Kukah, vescovo di Sokoto, che il 28 luglio è intervenuto ad un incontro sul tema “Lo spazio civico: un percorso verso la coesione sociale e l’integrazione in Nigeria”. L’evento è stato organizzato dal Kukah Centre, il Centro di promozione della pace e del bene comune, fondato dallo stesso presule e con sede ad Abuja. “La Nigeria cammina su sentieri pericolosi – ha detto il vescovo di Sokoto - I giovani si sentono totalmente privi di potere. Siamo di fronte a una nazione che sta consumando i suoi stessi figli; siamo di fronte ad un futuro incerto".

Ricordando, quindi, che la maggior parte delle giovani generazioni ha lasciato il Paese e non ha intenzione di ritornarvi perché non si sente tutelata in alcun modo, il presule ha esortato le autorità a garantire un maggiore “spazio civico”, affinché tutti possano esprimervi e realizzare le proprie potenzialità. Di qui, l’appello a guardare al 2023, anno in cui in Nigeria si terranno le elezioni generali: “Si tratta di un’opportunità per interrogarsi e riflettere sugli errori del passato, non bisogna avvilirsi”, ha rimarcato Monsignor Kukah. “La democrazia infatti – ha aggiunto – è un continuo lavoro in corso in cui tutti devono impegnarsi. Si tratta di compere un lungo viaggio per il quale dobbiamo indossare buone scarpe, adatte alla lunga distanza”.

L’auspicio del vescovo di Sokoto, infine, è che la Nigeria sia governata da “uomini integri e degni, in grado di gestire un Paese diversificato e complesso”, le cui sfide “passano di generazione in generazione”. Ma qualunque esse siano, ha concluso il presule, l’eredità che rimane deve essere sempre “una luce di speranza”.

Vatican News Service – IP

02 agosto 2021, 11:26