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VNS – PAKISTAN Commissione internazionale dei giuristi: il governo pakistano continua ad ignorare le persecuzioni delle minoranze religiose

VNS – PAKISTAN Commissione internazionale dei giuristi: il governo pakistano continua ad ignorare le persecuzioni delle minoranze religiose

(VNS), 1ago21 - Misure urgenti contro le persecuzioni perpetrate da attori statali e non statali ai danni delle minoranze religiose. È quanto chiede al governo pakistano la Commissione internazionale dei giuristi (Icj), organizzazione non governativa impegnata da settant’anni nella promozione dei diritti umani e del rispetto dello stato di diritto nel mondo.

In un documento informativo pubblicato sul suo sito,  l’Icj denuncia come la libertà religiosa e di credo sia da anni sotto attacco in Pakistan. Violazioni alle quali le autorità del Paese non hanno finora posto rimedio, nonostante le ripetute richieste in tal senso da parte delle istanze internazionali. Il rapporto cita in particolare la controversa legge sulla blasfemia, che punisce con la morte o il carcere a vita chi insulta Maometto o profana il Corano e che viene spesso abusata per litigi personali o rivalità, i matrimoni e le conversioni forzate all’islam di minorenni e la persecuzione della comunità Ahmadyya, una setta musulmana considerata eretica dalla maggioranza sunnita.

“È ora che le autorità pakistane prendano sul serio queste violazioni. Ignorare la realtà della persecuzione delle minoranze religiose in Pakistan e parlare di di ‘incidenti isolati’ strumentalizzati per dare una cattiva immagine al Paese evidenzia solo i fallimenti del governo pakistano ", ha affermato il segretario generale dell’Icj, Sam Zarifi.

La Costituzione pakistana stabilisce l’Islam come religione ufficiale dello Stato, ma riconosce anche la libertà di praticare liberamente altre religioni. Il Pakistan  ha inoltre aderito alla Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (Iccpr), che riconosce la libertà di pensiero, coscienza e religione. In una storica sentenza emessa nel 2014, la Corte Suprema del Pakistan ha chiarito la religione non può essere definita in termini rigidi e che la libertà religiosa comprende la libertà di coscienza, pensiero, espressione, credo e fede. I giudici hanno quindi affermato che ogni cittadino pakistano è libero di esercitare “il diritto di professare, praticare e diffondere le sue opinioni religiose”, anche se contrarie a quelle prevalenti nella propria comunità. A distanza di sette anni la sentenza continua tuttavia ad essere disattesa dai tribunali e dalle autorità del Paese.

Alla luce del diritto internazionale confermato dalla giurisprudenza della Corte Suprema, il documento dell’Icj formula quindi una serie di raccomandazioni a cominciare dall’abolizione della legge sulla blasfemia.

L’Icj è stata fondata nel 1952 con l’obiettivo di promuovere l’implementazione del diritto internazionale, dei diritti umani e del diritto umanitario; il rispetto dei diritti civili, culturali, economici, politici e sociali; di salvaguardare la separazione dei poteri e garantire l’indipendenza della magistratura e della professione forense. È composta da 60 eminenti giudici, avvocati e accademici dei cinque continenti

Vatican News Service - LZ

01 agosto 2021, 16:46